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TORRENTISMO IN PROVINCIA DI GENOVA (E IN LIGURIA)
...o canyoning che dir si voglia
(skeno, 08/05/2007)

Area Tematica: sport e montagna
Area Geografica: Appennino Ligure

La provincia di Genova presenta vari corsi d’acqua che si prestano alla pratica del torrentismo, per lo più concentrati nei due Parchi Naturali Regionali del Beigua e dell’Aveto.
Il massiccio del Monte Beigua, sicuramente ben noto a molti torrentisti, è anche il terreno di gioco preferito dei forristi genovesi. Nelle valli del versante sud del gruppo montuoso si trovano infatti alcuni bei percorsi torrentistici con caratteristiche tali da renderli molto frequentati anche dagli appassionati provenienti da oltre appennino. Si tratta di discese ormai classiche, dalle difficoltà contenute, in una regione dal clima mite anche nelle mezze stagioni. La roccia predominante è il caratteristico serpentino della zona.
I percorsi torrentistici più interessanti sono il Rio Prialunga, il Rio Lerca, il Rio Secco, il Cu du Mundu ed il Rio Leone. Partendo da Alpicella e tornando verso levante incontriamo, poco prima del Deserto di Varazze, il più impegnativo percorso della provincia di Genova: il Rio Prialunga, che presenta un tratto molto inforrato, alcune pozze pensili, alte cascate e può essere definito l’unica “vera forra” della zona. Gli altri canyon sono in realtà percorsi piuttosto aperti, con numerose scappatoie laterali, ma comunque piacevoli da percorrere. Il Rio Lerca presenta un ottimo scorrimento per tutta la stagione ed è sicuramente il percorso più ludico e frequentato, con i suoi innumerevoli laghetti e le difficoltà tecniche limitate, che lo rendono adatto all’iniziazione dei neofiti. Il Rio Secco, affluente di destra del Cerusa, solca una selvaggia e splendida valle e presenta cascate alte fino a 30 metri. Il Cu du Mundu, noto anche agli alpinisti che lo risalgono sulla sponda sinistra, è invece costituito da una bella successione di cascate discretamente tecniche. Il vicino Rio Leone si fa notare per la bellezza dell’alta valle del Rio Lerone e per la notevole cascata iniziale, di 30 metri. Altri percorsi di minore interesse sono il rio Acquabuona, il Rio della Gava, il Rio Uomo Morto, il Rio Malanotte-Gava.
Dall’altra parte della provincia abbiamo invece il Parco dell’Aveto dove si trovano alcuni percorsi sia nella valle del Torrente Penna nei pressi di Pratosopralacroce (Fosso Poragine, Rio Calandrino, il brevissimo Fosso Ceresole), che in Val Graveglia (Rio Novelli, Rio di Statale). Si tratta di forre incassate ma piuttosto brevi, ben alimentate per tutta la stagione estiva. Il Rio Novelli è particolarmente caratteristico in quanto si snoda fra le vecchie miniere di manganese della Val Graveglia, con tanto di binari e vecchi trenini sulle sponde della forra! Il Fosso Poragine è invece il percorso più alto della provincia, partendo ad un’altitudine di 1200 metri.
Per completare la panoramica sui percorsi della Provincia di Genova segnaliamo infine il Rio Creverino nei pressi di Ronco Scrivia (anch’esso riattrezzato e completamente ripulito nello scorso autunno), nonché due brevi percorsi nella valle alle spalle di Nervi (il Torrente Nervi stesso ed il rio Branega). Questi piccoli canyon sono raggiungibili in… autobus, essendo parte del Comune di Genova!
Il Prialunga ed il Rio Lerca sono i due percorsi per cui si può parlare di interesse non meramente locale ma almeno regionale, vale a dire per cui vale realmente la pena fare qualche chilometro anche per chi viene da fuori Liguria, specialmente in primavera quando si trovano nelle condizioni idriche ottimali. Tuttavia i “malati” come me potranno trovare soddisfazioni anche al Fosso Poragine, al Calandrino o al Rio Secco, percorsi che si snodano in ambienti molto belli e ben poco conosciuti.

Nell’ambito del Progetto Pro Canyon (http://www.canyoning.it/procanyon/indexproc.htm), promosso e sviluppato dall’Associazione Italiana Canyoning, (http://www.canyoning.it) è cominciata un’opera sistematica di riattrezzamento e segnalazione di varie forre italiane. Per quanto riguarda i percorsi del genovese provincia i lavori sono stati svolti dal gruppo locale GOA Canyoning (http://www.cailiguregenova.it/php/home3.php?request=torrentismo) che fa base presso la sezione CAI Ligure di Genova.
Attualmente i seguenti torrenti sono attrezzati con armi inox ed i sentieri di accesso e rientro sono segnalati con segnavia dedicato:

PARCO BEIGUA (fittoni e catene resinati)
· Rio Lerca,
· Rio Prialunga,
· Rio Secco (segnaletica in via di completamento)
PARCO AVETO (catene ed anelli con fix inviolabili)
· Fosso Poragine,
· Rio Novelli
GENOVA (catene ed anelli con fix inviolabili)
· Torrente Nervi


Aggiungo che gli amici del gruppo locale di Sanremo ed Imperia hanno invece attrezzato con fittoni e catene resinati, sempre nell’ambito del Progetto Pro Canyon, i seguenti percorsi in provincia di Imperia:

· Torrente Argentina
· Rio Infernetto
· Santa Lucia
· Rio Grognardo (segnaletica in via di completamento)


Il lavoro è stato realizzato anche grazie al contributo dei Parchi Naturali Regionali del Beigua e dell’Aveto, che hanno sostenuto fin dall’inizio le iniziative svolte all’interno dei rispettivi territori. Abbiamo cioè messo in pratica uno dei punti del progetto: la presa di contatto con gli Enti Locali sul territorio. Questo aspetto comporta diversi risvolti estremamente positivi. Per l’associazione il vantaggio evidente è il riconoscimento di una funzione tecnica e divulgativa che va ben al di là della semplice pratica del torrentismo. Queste collaborazioni sono inoltre una vetrina notevole verso il pubblico che non conosce il canyoning, poiché gli enti locali interessati pubblicizzano volentieri le attività che si possono svolgere sul proprio territorio, inserendo notizie sui percorsi nelle carte topografiche e nei notiziari dei parchi oppure, ed è la novità della prossima stagione, apponendo pannelli alla partenza delle forre. A favore dei torrentisti tutti, oltre all’ovvia fruizione di percorsi ben attrezzati, va infine la conoscenza della disciplina da parte delle istituzioni che, come sappiamo, sono spesso propense a vietare o anche semplicemente a non tutelare le “cose sconosciute”, come è spesso il canyoning e l’ambiente in cui si svolge.

Segnalo infine il sito http://www.cicarudeclan.com dove si trovano immagini di molti dei canyon citati, nonché le schede tecniche di molti altri canyon liguri (anche quelli non coinvolti dal progetto procanyon) e del resto del mondo.


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