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La via dei Tubi
Gita nel Parco del Monte di Portofino
(delorenzi, 28/05/2007)

Area Tematica: sport e montagna
Area Geografica: Appennino Ligure

La Via dei Tubi (sentiero dell’ acquedotto delle Caselle)
Parco del Monte di Portofino – 27 maggio 2007

Partecipanti in rigoroso ordine alfabetico:

1- Anna
2- Bade
3- Brookite
4- Claudia
5- Corrado
6- Dany 80
7- Dedy
3- Delorenzi
9- Elisa
10- Enzo
11- Leo
12- Lorenza
13- Luigi
14- Manù
15- Marina
16- Massimo
17- Matteo
18- Nicky
19- Pazzaura
20- Pietro
21- Scinty
22- Tage
23- Titti
24- Topo
25- Wolf041

L’ appuntamento è alle 8:30 alla stazione ferroviaria di Camogli, dove con notevole puntualità si presentano, la maggioranza dei partecipanti.

Si parte alla volta di San Rocco di Camogli, dove ci aspettano altri forumisti tra i quali l’ amministratore Bade.

Bisogna però aspettare i “soliti” ritardatari: Dedy, Leo e Tage, che sudati e con una calma olimpica arrivano sbranando una bella fetta di focaccia.

Io ed il Bade, autorizzati dall’ Ente Parco di Portofino, nonché responsabili dell’ escursione, facciamo la conta dei presenti e dopo pochi minuti ci si mette in marcia.

Ci incamminiamo lungo il bel sentiero che raggiunge a mezza costa le ultime case della frazione San Rocco, fino ad incontrare il bivio da cui ha inizio “la via dei Tubi”.
La prima parte è un po’ infrascata ed in forte pendenza e si inizia a sudare. Viene nominato fotografo ufficiale della spedizione il simpatico Pazzaura.
Dopo il primo tratto il sentiero diventa pressoché pianeggiante e non crea particolari difficoltà. I forumisti sono variamente attrezzati: si va dallo zaino ultraleggero di Leo a quello da spedizioni extraeuropee di Brookite.

Manù, ancorché ingegnere civile, chiede se i tubi sono della fogna o dell’ acquedotto… faccio finta di non avere sentito la domanda…… passando a quella di riserva.

Arrivati sotto il monte Campana, come da consigli del Conte Ugolino, si imbocca la deviazione sulla sinistra che conduce, dopo alcuni tornanti in salita, alla sella tra il Semaforo Nuovo ed il Monte Campana. Da qui il gruppo marcia a passo deciso verso la vetta del monte, dalla quale si gode un panorama impagabile.
L’ ultimo tratto per arrivare alla cima è costituto da un breve ma non banale canalino nel conglomerato che viene superato da tutti, bambini compresi. Il tempo fortunatamente ci assiste e, personalmente, tiro un sospiro di sollievo quando il gruppo ritorna sulla via dei Tubi; la cima infatti è molto bella ma altrettanto esposta, ma tutti dimostrano notevoli doti alpinistiche.

Recuperata la via maestra, il tracciato per una ventina di metri prosegue attrezzato con alcune catene, poi ancora un tratto in falso piano e si arriva alla seconda galleria. Questa necessita della frontale d’ ordinanza che tutti inforchiamo. Il primo tratto della galleria è piuttosto basso e bisogna camminare accucciati, ma la seconda parte è decisamente più alta e si va spediti.
All’ uscita il gruppo si ricombatta. Il percorso è molto bello: alterna tratti al fresco del bosco a punti assolati ma molto panoramici. Sotto di noi la Cala dell’ Oro.

Ci si inoltra orizzontalmente fino al fondo di un avvallamento, dove il tubo di acciaio supera con un balzo di pochi metri il fosso.
Si arriva quindi al tratto più impegnativo dell’ escursione: incontrato un pozzetto in muratura si deve affrontare una ripida scala in ferro, e subito dopo una placca inclinata dove le catene sono ancorate direttamente ai tubi in acciaio dell’ acquedotto.

Lentamente, ma senza particolari problemi, si oltrepassa il punto incriminato per poi risalire sulla roccia per cinque metri fino ad un ulteriore pozzetto, imboccando poi la terza galleria lunga circa 50 metri.

All’ uscita della galleria siamo nuovamente all’ ombra del bosco. Sembra quello della galleria precedente, tanto che i bambini ci dicono “ma da qui ci siamo già passati”. Ed invece no, anche se in effetti i bosco è identico.

Si cammina senza problemi nel bosco fino ad incontrare un pozzetto, dove si abbandona il tracciato dei tubi scendendo a destra verso il fondo di un valloncello e si arriva su di un punto panoramico sulla Cala dell'Oro.

Si risale per pochi metri fino a incontrare nuovamente la via e si prosegue per attraversare la quarta ed ultima galleria lunga circa 120 metri. In fila indiana e camminando sul tubo usciamo uno ad uno dalla galleria.

Superando ancora alcuni tratti esposti arriviamo alla sorgente delle Caselle posta lungo il sentiero che da San Fruttuoso porta alla località Pietre Strette, dove di fatto, termina il percorso dell’ acquedotto delle Caselle.

La giornata è stata molto bella, ma ha avuto un triste epilogo. Alcuni dei forumisti e dico forumisti, arrivati a San Fruttuoso hanno abbandonato il gruppo per il ritorno a Camogli con il battello.

Nei prossimi giorni sapremo quali provvedimenti verranno presi nei loro confronti, dopo che il caso è stato passato al Giudice Erne, che si pronunzierà dopo un dibattito che si preannuncia accesso, e di sicuro effetto mediatico.

Staremo a vedere…………..

Un saluto a tutti.










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