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La Ferrovia a Cremagliera Principe - Granarolo
Un modo diverso per raggiungere i Forti Genovesi
(delorenzi, 31/08/2007)

Area Tematica: storia e cultura
Area Geografica: Argomento generico

Genova città “inclinata”, stretta tra il mare ed i monti, ha sempre dovuto lottare con la propria conformazione morfologica, per poter collegare il centro cittadino con le vicine alture. Per ovviare a ciò, a partire dall’ ultimo ottocento, sono state realizzate le funicolari di Sant’ Anna e del Righi, e la ferrovia a cremagliera che da Principe raggiunge Granarolo.

Quest’ ultima, denominata anche “tranvia a dentiera”, è una delle più antiche d'Italia, e delle poche ancora in attività; costruita nel 1901, anno in cui ha iniziato il proprio servizio al pubblico, su iniziativa di una società privata, intendeva allora promuovere la lottizzazione dei terreni posti sulla ripida collina di Granarolo.

Lungo un percorso di 1.130 metri, un dislivello di 194 metri e pendenze massime del 21,40%, in circa undici minuti, la piccola motrice trasporta quarantacinque persone alla velocità massima di 7 km/h da Principe a Granarolo.

La ferrovia a "cremagliera" neologismo derivato dal francese "cremaillère", è un sistema di via ferrata dotato di una terza rotaia su cui ingranano i denti di una ruota applicata alla vettura, ed utilizzato per il superamento di forti pendenze.

Sei le stazioni lungo il tracciato: Principe (salita San Rocco), Centurione, Bari, Cambiaso, Chiassaiuola, salita Superiore Granarolo, dove al capolinea, una struttura liberty accoglie i viaggiatori.

La stazione di partenza, posta a fianco dell ex hotel Miramare, quella in prossimità di via Bari e quella di arrivo in fregio a salita Granarolo, solo le uniche raggiungibili con strade carrabili, mentre le restante stazioni di Chiassaiuola, Cambiaso e Centurione sono raggiungibili solo tramite ripide scalinate e vecchie creuse.

La ferrovia, che offre nel suo tragitto belle vedute su Genova e sul suo porto, può essere utilizzata come mezzo alternativo per raggiungere la zona del Paco Urbano delle Mura, costituito dai forti Begato, Sperone, Puin, Diamante e Fratello Minore: vediamo come.

Arrivati al capolinea di Granarolo, si imbocca la mattonata posta a fianco della stazione denominata Salita di Granarolo. E’ una delle "montate" o "creuse di monte" che costituivano la forma di collegamento fra la città e le alture alle sue spalle per proseguire poi per l’Oltregiogo. La stradina si sviluppa tra vecchie case ristrutturate, per arrivare ad incrociare Via al Forte di Begato, che si prende in salita. Si percorre la strada asfaltata con belle viste sul porto, si passa a fianco di un imponente traliccio con antenne per telecomunicazioni e si arriva ad uno stretto tornante. In corrispondenza di una sbarra inizia una stradina sterrata, che conduce tagliando a mezza costa le pendici del monte, al piazzale del righi, sottostate il Forte Sperone, mentre continuando la strada asfaltata in ripida salita si arriva al Forte Begato.

Da questo punto in poi la strada inizia a scendere e dopo poche centinaia di metri, si incontra sulla sinistra l’ imponente cancello metallico che immette nel sentiero che costeggia le mura del Forte Sperone.

N.d.a.: allo stato attuale (agosto 2007), il percorso della tranvia è limitato, causa lavori, alla tratta Principe – fermata di via Bari.



Bibliografia
www.amt.it
La Casana – n° 1 gennaio marzo 2004.


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