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Il Forte Monteratti
Un imponente fortificazione a guardia della città
(delorenzi, 06/11/2007)

Area Tematica: storia e cultura
Area Geografica: Argomento generico

Il Forte Monteratti o Forte dei Ratti è sicuramente una delle più imponenti fortificazioni realizzate sulle alture di Genova. Costruito sul crinale tra la Val Bisagno e quella dello Sturla ad una quota di circa 560 mt. s.l.m., ha uno sviluppo lineare di quasi 300 metri, e risulta ben visibile dalla città.

La zona e quindi il forte, che prendono il nome da una antica famiglia genovese proprietaria dei terreni, era considerata strategicamente importante per la difesa della città, in relazione appunto alla sua posizione morfologica.

Le prime ridotte furono realizzate sul Monte Ratti dalle truppe franco-genovesi nel 1747, mentre nel 1819 viene edificata una torre circolare del tutto simile alla Torre Quezzi, in corrispondenza del terrapieno a monte dell’ ala di ponente.
Il forte vero e proprio viene invece edificato nel periodo intercorrente tra il 1831 ed il 1842 ed abbandonato definitivamente al termine della seconda guerra mondiale.



Il forte visto da sud

La torre, visibile nella foto risalente agli anni ’30 del secolo scorso, venne invece demolita in quanto occultava la visuale delle postazioni contraeree sistemate nella zona durante la seconda guerra mondiale.



Il Forte in una foto del 1930.

Il retro della costruzione, affiancato da un lungo camminamento è protetto da un terrapieno e da un alto muraglione, mentre le ali laterali sono protette da due imponenti bastioni.

Il forte è costituito da due lunghe e strette ali raccordate da una costruzione centrale con antistante un terrazzo all’interno del quale è ubicata una cisterna, di cui risulta ancora visibile il pozzetto circolare tramite il quale vi si accedeva.



L' accesso alla cisterna

Superato l’ ingresso, si accede al lungo cortile interno che costeggia l’ intero forte. A destra è possibile entrare nel bastione di levante posto a difesa della strada di accesso, mentre a sinistra si accede al forte vero e proprio.

L’ ala di levante, al piano terra è costituita da una serie di stanzoni utilizzati un tempo come magazzini, mentre l’ ala di ponente, parzialmente edificata contro terra, venne impiegata durante la prima guerra mondiale, come prigione.

La porzione centrale, ospita le scale di collegamento con i soprastanti piani, oggi parzialmente crollate e pericolanti. Salendo al piano superiore troviamo i resti di una cappella e gli alloggi dei sottufficiali ed ufficiali, mentre nelle ali laterali due lunghi stanzoni con copertura a botte erano utilizzati come camerate per le truppe.



Le camerate delle truppe


Il fronte visibile dalla città è scandito da una lunga serie di feritoie contornate da mattoni pieni che spiccano sul paramento murario costituito da rocce calcaree. Sempre sulla facciata sud sono ben visibili gli archi in mattoni pieni, che un tempo venivano realizzati per scaricare il peso della muratura soprastante.



La facciata sud con visibili gli archi di rinforzo


Accesso
Dalla delegazione di San Fruttuoso, si imbocca via Donghi, si prosegue lungo via Berghini fino alla località Pianderlino, dove termina la strada asfaltata.
Sulla piazza, fermata linea AMT 67, si imbocca la stretta strada il cui accesso è interdetto da una catena, che con uno sviluppo di circa 1,3 km. conduce ad una cava ora dismessa.
Superato il piazzale della cava tenendosi sulla sinistra, si incrocia un sentiero a mezza costa che tra lecci, corbezzoli e ginestre, conduce ad uno spiazzo posto sul crinale a quota 362 s.l.m. denominato “ex caserma”.

Proseguendo in salita lungo il crinale, si incrocia l’ evidente strada che conduceva all’ ingresso principale del forte che risulta ancora ben conservata; a quota 525 s.l.m. si incontra uno spiazzo molto panoramico dove si trovano i resti di una torre circolare posta a guardia del forte ed edificata nel 1819, denominata di “Monte Longone”, che risulta gemella di quella edificata nello stesso periodo, verso ponente, denominata “Serralunga”, realizzata su di un pianoro a quota 440 s.l.m.

Il forte è raggiungibile anche dal versante di Quezzi, imboccando via Leamara e percorrendo detta via fino alla fine della parte asfaltata.
Il percorso segue l’ antico tragitto militare, tagliando a mezza costa le pendici del monte Serralunga.

N.B.: seppure il forte sia attualmente visitabile, bisogna prestare la massima attenzione in quanto vi sono alcune parti pericolanti e le scale di accesso ai piani superiori sono in pessime condizioni di manutenzione. E’ consigliabile visitare il forte dotati di un caschetto con pila frontale.



L' iscrizione all' ingresso del forte



Particolare di condotto fognario in elementi di terracotta


Bibliografia:
Genova Fortificata di Stefano Finauri – edizioni Macchione
Mura e fortificazioni di Genova di Riccardo Dellepiane – nuova editrice genovese


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