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L' antica via dei Giovi o della Canellona
Quando si andava a dorso di mulo verso la Pianura Padana
(delorenzi, 19/01/2007)

Area Tematica: storia e cultura
Area Geografica: Appennino Ligure

Tra le tante vie di penetrazione verso la pianura padana, vi è quella denominata Strada dei Giovi o della “Canellona” che dalla delegazione di Voltri conduceva a Masone nella valle dello Stura.

Con l’affermazione della Repubblica Marinara Genovese, la valle Stura nel XIII secolo, assume una notevole importanza per le sue ferriere, che lavoravano il minerale proveniente dall’ isola d’ Elba e qui trasportato tramite lunghe carovane di muli grazie alla strada dei Giovi.

La lavorazione del ferro è strettamente collegata sia alla produzione del carbone di legna, di cui è ricca la Valle dello Stura ed è elemento indispensabile per alimentare i fucinali, che alla ricchezza d’ acqua necessaria per creare energia idraulica per muovere i magli e le soffiere; il materiale lavorato costituito principalmente da chiodi impiegati nei cantieri navali e nell’ edilizia, ritornava verso Genova lungo il medesimo itinerario.

Lungo la Strada dei Giovi, muovono anche altre merci: in primis la carta prodotta nelle tante “fabbriche da papero” presenti lungo la valle del Cerusa, concentrate per la maggior parte nella frazione di San Bartolomeo delle Fabbriche; la Strada dei Giovi era infatti soprannominata anche via della carta o volgarmente degli stracci.

Sono proprio gli stracci infatti l’originaria materia prima per la produzione della carta; a tale proposito, il loro commercio, prima del XIV secolo era monopolizzato dal paese di Fabriano, dove i mastri cartai avevano messo a punto le prime tecniche di lavorazione per la produzione della carta. Solo successivamente viene interrotto dalla Repubblica di Genova questo monopolio, e il lavoro dei raccoglitori i cosiddetti “repezzin” viene dirottato su Voltri.

Lungo la via della Canellona, transitavano anche preziosi carichi di spezie provenienti dal lontano Oriente e pregiati tessuti in arrivo dalle Fiandre.

L’originale tracciato iniziava da piazzetta Santa Limbania, alle spalle del capolinea AMT all’ estremo ponente della delegazione di Voltri, posta alla medesima quota della spiaggia, che era luogo di attracco e scarico delle merci; sulla piazzetta affaccia la piccola chiesa dedicata alla Santa eretta nel XIII° secolo, ed ora sede della confraternita di N.S. del Rosario detta dei Turchini. Sul lato della piccola chiesa vi è una vecchia targa a ricordo dei traffici che transitavano lungo la strada dei Giovi che così recita “è vietato, sotto pena di contravvenzione, il transito dei carri ed il trasporto del legname a strascico lungo la strada comunale dei Giovi”.



La Piccola Chiesetta di Santa Limbania


L’attuale tracciato, dopo una breve salita a lato della chiesa, percorre nel tratto iniziale via Tito Tosonotti, fino ad una deviazione sulla sinistra che passa sopra la galleria dell’ autostrada A26. Prosegue poi in salita con bei panorami sulla sottostante valle del Cerusa, incrocia il bivio sulla destra per il santuario di N.S. delle Grazie, fino a raggiungere sulla destra salendo una vecchia casa colonica detta “Cà de Anime”, ora riconvertita alla residenza. Su questa casa, un tempo destinata a locanda dove i viandanti potevano riposare e rifocillarsi, ci sono alcune interessanti leggende.
Si narra infatti che quando qualcuno giungeva in questo “albergo”, veniva fatto accomodare e, a seconda della sua disponibilità finanziaria, gli veniva assegnata un stanza; i ricchi solitamente finivano nella stanza più appartata e durante la notte venivano assassinati e derubati ed i cadaveri gettati in una fossa.



La Cà de Anime


Superata la “Cà de Anime”, si arriva alla piccola frazione di Voltino a quota 500 metri s.l.m., il cui toponimo deriva da un antico portico o volto, demolito a seguito dell’allargamento e asfaltatura della strada, sotto cui era obbligatorio transitare e probabilmente pagare un pedaggio.
Il minuscolo nucleo rurale, disposto ai lati della carrozzabile, è caratterizzato da una piccola chiesetta dedicata a San Giovanni Battista.




L' abitato di Voltino





La piccola Chiesetta di Voltino


Proseguendo verso nord si arriva alla località Canellona, dove si incrocia il sentiero F.I.E. tre bolli rossi che collega Fiorino con la stazione di Mele. Il piccolo nucleo della Canellona, è caratterizzato da una imponente costruzione un tempo destinata ad albergo di sosta; era infatti ad un giorno di marcia da Voltri. Adiacente a quello che era la locanda ora riconvertita a locali annessi ad un maneggio, vi è la piccola chiesa dedicata a San Pietro, sul cui fronte principale rimane ancora una vecchia targa con l’ indicazione della strada dei Giovi.



Canellona: la Chiesa di San Pietro


Il percorso della strada dei Giovi prosegue sul versante della valle del Leiro, fino ad incrociare la strada che porta al Passo del Faiallo poche centinaia di metri a monte del Sacrario dei Martiri del Turchino, terminando di fatto il tracciato sul versante appeninico.
Numerosi furono i personaggi più o meno famosi che utilizzarono la via della Canellona per raggiungere la pianura padana: tra questi si ricorda Andrea Doria che nel 1547, a seguito della congiura dei Fieschi si rifugiò nel castello di Adamo Centurione allora signore di Masone, ed il vincitore della battaglia di Lepanto Don Giovanni d’Austria che nel 1576, sbarcato a Voltri, proseguì verso Milano proprio attraverso la Val Cerusa.

L’utilizzo della Canellona avviene fino al 1870 circa, quando è sostituita dalla carrozzabile del Turchino, che percorre l’adiacente valle del Leiro, e conduce, superata una breve galleria al paese di Masone in valle Stura.


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