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La Ferrovia Genova Casella
Una linea ferroviaria di altri tempi
(delorenzi, 19/01/2007)

Area Tematica: storia e cultura
Area Geografica: Appennino Ligure

La linea ferroviaria che collega Genova al comune di Casella, che nel 2004 ha compiuto 75 anni di attività, è ancora uno dei pochi esempi in Italia di ferrovia a scartamento ridotto; si snoda lungo un tracciato che sviluppa 24.318 metri, con scartamento di 1 metro, pendenza massima del 45 per mille e raggio minimo delle curve di 60 metri.
Il trenino percorre tre diverse vallate: si snoda infatti nel tratto iniziale lungo la vallata del Bisagno poi lungo quella del Polcevera, ed infine, valicata la Crocetta di Orero, per un breve tratto, lungo la Valle Scrivia. Il tracciato, caratterizzato da forti pendenze, si snoda lungo le curve di livello, tra passaggi dirupati e tratti in trincea, con le caratteristiche di una ferrovia di montagna, dal quale è però possibile, almeno nel tratto iniziale vedere il mare ed il monte di Portofino.
Il viaggio ha inizio dalla stazione di Genova/Manin ad una quota di 93 metri s.l.m., per concludersi nel centro dell’ abitato di Casella ad una quota di 401 mt. s.l.m; tra i due capolinea si incontrano sedici stazioni intermedie.
La ferrovia Genova – Casella nasce con l’intento di creare un collegamento tra la città di Genova, la Valle Scrivia e quella del Trebbia per poi proseguire verso Piacenza. I primi progetti risalgono al 1915 quando viene stipulata una convenzione a favore della Società Ferrovie Elettriche Liguri, ma la realizzazione della ferrovia a causa del primo conflitto mondiale viene procrastinata agli inizi degli anni venti. L’appalto per la sua costruzione viene vinto dalla Società Ernesto Breda e comprende la linea aerea, il materiale rotabile e la sottostazione elettrica.
Nel 1922 iniziano i lavori, che seppure ostacolati da difficoltà sia economiche che tecniche, portano a fare transitare lungo la linea il primo treno il giorno 24 giugno 1929, mentre l’apertura al pubblico avviene il 1 settembre 1929; i vagoni vengono però collegati ad una motrice a vapore in quanto la linea non era ancora stata del tutto elettrificata. La linea elettrica all'origine in corrente continua a 2.400 V sarà poi elevata a 3.000 V.

Dopo i primi periodi di attività, la ferrovia Genova Casella, diventa un importante attrazione turistica, mentre durante il periodo bellico della seconda guerra mondiale, viene impiegata per sfuggire ai bombardamenti che colpiscono il capoluogo genovese.
Proprio al termine del secondo conflitto mondiale, in concomitanza con il notevole impiego, la ferrovia necessita di lavori di ammodernamento e manutenzione, ma a causa delle ristrettezze economiche che non permisero di eseguire i lavori necessari, nel 1949 la ferrovia passa ad una gestione commissariale governativa.
Il progetto originario prevedeva il raggiungimento del centro di Casella, ma è solo nel 1953 che dalla stazione chiamata ora Casella Deposito, lungo un tracciato tuttora in parte lungo la sede stradale, tramite un ponte sul torrente Scrivia, si arriva all’attuale capolinea.

Pur con alterne vicissitudini la ferrovia Genova – Casella riesce a sopravvivere nonostante i notevoli costi di gestione dell’impianto, grazie anche all’utilizzo di materiali provenienti da altre linee dimesse; a partire dal 1975 viene iniziato l’ammodernamento della linea con rinnovo delle rotaie.
L’inizio della linea ferroviaria è posto immediatamente sopra piazza Manin, dove è collocata la stazione omonima, sovrastata dal castello Mackenzie-Wolfson, costruito su progetto dell’ architetto Gino Coppedé. Continua poi costeggiando per un breve tratto i resti dell’acquedotto storico genovese incontrando quindi in rapida successione le stazioni di San Pantaleo, Sant’Antonino e Cappuccio, per arrivare poi alla galleria di Trensasco che divide la valle del Bisagno da quella del Polcevera.

Oltrepassato il valico di Trensaco si vede in lontananza il Monte Figogna con l’ inconfondibile sagoma del Santuario di N.S. della Guardia, incontrando poi in rapida successione le stazioni di Campi, Torrazza, Sardorella, Vicomorasso, S.Olcese – Tullo, Busalletta, Molinetti e Niusci. Proprio in corrispondenza di questa zona, durante gli scavi per la costruzione della linea ferroviaria nell’ agosto del 1923, furono ritrovate alcune monete di origine celtico/ligure; i relativi studi sono stati pubblicati nel 2005 da Marco Torre, Presidente dell’ Associazione Culturale “Esse Erre” di Serra Riccò, nel libro “Orero racconta….”.
Superata la stazioni di Niusci, si incontrano le stazioni di Canova-Crocetta, Casella deposito ed infine si arriva al capolinea nell’ abitato del paese di Casella.


planimetria generale




Stazione di Manin



tracciato sopra San Pantaleo




Motrice lungo il tracciato sopra Sant' Olcese



Casella - Deposito



ponte sul Torrente Scrivia


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