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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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MessaggioInviato: sab set 12, 2015 21:11 
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Grandissimo Terralba sempre in azione!!! : Ok : =D> (anche noi avremmo dovuto pulire il nostro pezzetto Roiale Piancassina quest'estate...non so nemmeno più come sia messo, dopo il mazzo che mi ero fatta.... :oops: :oops: :oops: )

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MessaggioInviato: dom set 13, 2015 0:08 
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scinty ha scritto:
Grandissimo Terralba sempre in azione!!! : Ok : =D> (anche noi avremmo dovuto pulire il nostro pezzetto Roiale Piancassina quest'estate...non so nemmeno più come sia messo, dopo il mazzo che mi ero fatta.... :oops: :oops: :oops: )


La parte terminale mi è sembrata ok.

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MessaggioInviato: dom set 13, 2015 7:18 
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terralba ha scritto:
scinty ha scritto:
Grandissimo Terralba sempre in azione!!! : Ok : =D> (anche noi avremmo dovuto pulire il nostro pezzetto Roiale Piancassina quest'estate...non so nemmeno più come sia messo, dopo il mazzo che mi ero fatta.... :oops: :oops: :oops: )


La parte terminale mi è sembrata ok.

: Thanks :

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MessaggioInviato: sab set 19, 2015 23:22 
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Ripitturati stamattina tutti i segnavia tra Porcile e Pareto e verificato come l'opera di sfalcio, su assegnazione del Parco Antola, sia stata effettuata efficacemente. Il tratto è totalmente percorribile e anche il tratto più vicino a Pareto è in condizioni migliori rispetto al passato e anche nel centinaio di metri "acquitrinosi" si passa senza difficoltà.

L'unico problema determinato dalle ultime piogge torrenziali è il fatto che gli scalini di pietra che portavano. su entrambi i lati, a guadare il rio che precede Caselline, sono stati portati via. Ora, dunque, sostanzialmente occorre "arrampicarsi", senza particolare fatica comunque.
Un abitante mi ha detto che sarebbe disposto a realizzare una passerella (se andate indietro in questo topic vedrete che il nostro Lmmt aveva già avuto l'idea) e spera che magari il Comune di Valbrevenna gli dia una mano. Non è certo il momento giusto. Piuttosto potrebbe fare qualcosa il Parco Antola, visto che comunque il tracciato fa parte di quell'Ecomuseo lanciato un po' di anni fa e, francamente, lasciato andare al suo destino.

Alla prossima per l'ultimo atto: risistemazione segnavia tra Casareggio e Chiappa.

Notate bene: le ultime piogge alluvionali hanno sconvolto tutte le strade del fondovalle e scatenato una miriade di frane. I nostri secolari sentieri hanno resistito ancora una volta rappresentando le uniche vie di comunicazione. Un fatto che ci fa ancora una volta capire come questo patrimonio territoriale debba essere salvato. Come già scritto in questa sede qualcosa si muove, la settimana prossima ne scriverò su Repubblica. Ciao.

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MessaggioInviato: dom set 20, 2015 21:25 
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terralba ha scritto:
Notate bene: le ultime piogge alluvionali hanno sconvolto tutte le strade del fondovalle e scatenato una miriade di frane. I nostri secolari sentieri hanno resistito ancora una volta rappresentando le uniche vie di comunicazione. Un fatto che ci fa ancora una volta capire come questo patrimonio territoriale debba essere salvato. Come già scritto in questa sede qualcosa si muove, la settimana prossima ne scriverò su Repubblica. Ciao.


Grande Terralba sei veramente prezioso!!! =D>

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MessaggioInviato: lun set 21, 2015 12:23 
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Per quanto riguarda il tratto caserza-clavarezza ho fatto una breve ricognizione ieri e non ho riscontrato particolari criticita'. : Thumbup :

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"Dagli gli alberi ho capito il significato della pazienza. Dall'erba ho imparato ad apprezzare la persistenza."
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MessaggioInviato: mer set 23, 2015 19:30 
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Iscritto il: dom dic 16, 2007 10:04
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Complimenti e grazie! Spero di riuscire a venire in zona questo autunno.

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«Fratell', il piano originale era in tre punti. Primo punto: rovinare le nuove generazioni, rincoglionirle con la televisione, facendoli puntare soltanto sui suord' e a fess' e il calcio finché non sono belli bolliti. Primo punto: acquisito!»


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MessaggioInviato: gio set 24, 2015 12:11 
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Ciao a tutti. Oggi è uscito su Repubblica il mio reportage sulla Val Brevenna. In parte è anche sull'edizione on line a cui potete accedere con questo link: http://genova.repubblica.it/cronaca/201 ... 123556082/

Ovviamente l'articolo è molto più ampio e corredato da foto e vi si parla di QZ, del nostro sentiero e del progetto con fondi europei che lo riguarda. Se andate in edicola e acquistate una copia non ve ne pentirete, anche perché presentandomela al raduno all'Argentea avrete diritto a una tripla porzione di torta salata di Mrs. Terralba. Vi assicuro: fate un affare... : Thumbup :

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MessaggioInviato: gio set 24, 2015 23:28 
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Per chi non l'avesse letto, passata la mezzanotte ecco il testo completo:

"Tronchi, arbusti, massi, pietrisco. Quasi un paesaggio lunare se non fosse per il bosco che circonda da ogni parte, custode di un silenzio assoluto. Il Rio dell’Orso, che ancora la settimana scorsa ha ruggito, gonfiato dalla pioggia torrenziale, è tornato a essere poco più di un rigagnolo. Da Piancassina, 1035 metri sul livello del mare, ultimo paese raggiunto dalla strada asfaltata della Val Brevenna, appena liberata dalle frane grazie alle ruspe della Croce Rossa, ma comunque ridotta a uno smagrito serpente a tornanti tutto buche e avallamenti, la mulattiera sale lungo la Costa della Gallina verso il crinale. Nel primo tratto il risseu quasi non c’è più. Lo ha mangiato l’ultima zampata del rio. Il destino in un nome: il termine “risseu”, ciottolo in genovese, deriverebbe dal francese “ruisseau”, ruscello. Ma il tracciato secolare, con le pietre a taglio ben conficcate nel terreno, ha resistito. Se potessimo tornare indietro nel tempo magari incontreremmo mucche e buoi condotti verso il Colletto, dove la Cappelletta dei Bucci continua a presidiare l’incrocio di sentieri che, ancora un secolo fa, erano affollati di mulattieri e trasportatori, contadini e allevatori.

Il vento fresco scuote le fronde di faggi e castagni, qualche lontano “abbaiare” dei daini, i cinghiali sono rintanati quasi sappiano che la stagione della caccia è già iniziata. I motori delle auto si spengono a Piancassina. Dopo servono solo le gambe. Come quelle di Paolo, Stefano, Elmo, Fabio, Andrea, Giuseppe, Alberto e di tutti gli altri che di fronte al disastro di domenica 13 si sono rimboccati le maniche. Fondovalle sconvolto. Quintali di terra e pietre che i calcarei fianchi instabili dei due versanti hanno vomitato sulla strada. A Chioso l’asfalto è arrivato nel 1934; più in alto le strette curve e controcurve sono state ricavate sui fianchi dei monti nel dopoguerra. Costantemente sotto la giogaia di insidiosi piccoli smottamenti che diventano fronti franosi con le piogge d’autunno conditi dalle cadute di rami e tronchi spaccati dalla galaverna invernale.

Dieci giorni fa a Mareta non si arrivava più. E così a Senarega, Roiale, Carsi, Cerviasca. A Chiappa mancava anche l’acqua: Paolo & C. si sono inerpicati sul costone che divide dalla Costa del Fabbro per chiudere le falle del tubo che giunge da una sorgente alle falde del Monte Cremado. Dopo essere saliti lungo la mulattiera che parte dal fondovalle per portare i viveri in paese. Qui si chiamano tutti Navone. Come la scrittrice Armanda, che negli anni Cinquanta in romanzi come “La luce sorge al tramonto”, descrisse l’esistenza quotidiana di chi viveva sui fianchi dell’Antola, “il gigante del mondo”, abbarbicata alle sue pietre e a un’economia di pura sussistenza. Come oggi Alice, che ha telefonato ai volontari per annunciare che l’acqua era tornata a uscire dai rubinetti delle case grazie al loro intervento. Brassesco è un altro dei cognomi più frequenti. Si chiama così Michele, sindaco dal 2011. Idem Paolo, studente universitario che abita a Molino Vecchio, e che del “Canale” (così la gente del posto chiama la vallata) conosce ogni meandro. E’ stato uno dei primi ad accorrere alla Madonna dell’Acqua, quando la corrente ha spazzato via il terrapieno col portico del santuario, simbolo di un patrimonio storico e ambientale e di civiltà che si è custodito nel tempo. Proprio la posizione geografica della Val Brevenna, incassata da Ovest a Est, protetta da tutti i venti, ha favorito l’insediamento abitativo, costituito a metà del secolo scorso, da ben 40 villaggi pressochè autosufficieti con le proprie risorse agricole e pastorali.

Soltanto il sale doveva arrivare da oltre lo Scrivia, trasportato a dorso di mulo lungo quelle mulattiere, che hanno resistito anche alle ultim intemperie: quanto le vie lungo il letto del Brevenna si sono sbriciolate, tanto quelle in quota sono rimaste percorribili. A cominciare dallo spettacolare itinerario lungo la sponda destra orografica, che parte da Nenno e, seguendo pari pari tutto lo sviluppo di costoni e vallette, dopo 27 chilometri e circa 7 ore di cammino approda alla Cappelletta dei Bucci, collegando quasi tutti i centri abitati (Caserza, Clavarezza, Porcile, Caselline, Pareto, Casareggio, Chiappa e Piancassina), passando per paesi oggi fantasma come Pian dei Curli, facendo scoprire anfratti meravigliosi quali i laghetti di Tonno.

Segnalato negli anni 80 dalla Federazione Italiana Escursionismo, oggi a cercare di mantenerlo percorribile sono appassionati come i forumisti di Quotazero.com, il sito punto di riferimento di chi ama l’escursionismo sul nostro appennino. Paolo Brassesco recentemente ha attrezzato con corde un tratto di sentiero piuttosto impervio prima di Clavarezza e a breve tornerà sul posto col decespugliatore. “C’è un aspetto importantissimo – sottolinea – Questo itinerario semra unire soprattutto i borghi dove ancora resiste qualche forma di attività commerciale. A Nenno operano due ristoranti e in estate è aperto il circolo; poco dopo Caserza si può scendere a Cerreta e a Molino Vecchio dove ci sono la farmacia, un negozio di alimentari e la piscina; a Pareto da poco è stato aperto un B&B e da Casareggio si raggiunge quello di Tonno; da Chiappa si arriva in breve alla trattoria e all’ostello di Senarega e infine da Piancassina si sale in venti minuti all’agriturismo di Lavazzuoli. Insomma, questo sentiero dovrebbe essere considerato nella sua interezza, soprattutto alla luce della possibilità di “fare sistema”, giovando all’intera valle e al Parco dell’Antola”.

Considerazioni che, è questa la buona notizia, potrebbero trasformarsi nel giro di qualche anno in realtà. “Riabitare paesaggi” è il titolo dato alla proposta partita dalla Facoltà di Architettura di Firenze, che vede coinvolti l’ente parco e il Comune di Valbrevenna e che, se ben sviluppato, potrebbe consentire l’accesso anche a fondi europei. L’architetto Paolo Granara ne è il promotore: “L’idea è quella di valorizzare il patrimonio paesaggistico, storico e architettonico contrastando i fenomeni di spopolamento, l’abbandono dell’attività agricola e il conseguente dissesto idrogeologico. Un primo step è l’inserimento della proposta nel Piano Integrato del Parco. E chissà che prima o poi non possano arrivare a finanziamenti operativi”. Con i quali realizzare un completo anello escursionistico di mezza costa, da Nenno ai Bucci e, sulla sponda sinistra, a partire da Ternano, da integrare con nuove forme imprenditoriali legate al turismo per poi recuperare patrimoni storici come la rete dei quindici mulini della vallata. E, magari, ritrovare luoghi leggendari come il monastero dove avrebbe fatto tappa, nell’anno 725, il re longobardo Liutprando che proprio sugli alti sentieri della Val Brevenna passò con la sua corte per scendere al mare ad accogliere le spoglie mortali di Sant’Agostino o dove Perez, anacoreta proveniente dalla Cappadocia, si sarebbe ritirato in preghiera intorno all’anno 1000. Le stesse vie che continuano a resistere alle ingiurie del tempo e all’incuria degli uomini. In attesa di tornare alla vita."

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MessaggioInviato: ven set 25, 2015 11:35 
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Bellissimo Francesco, grazie (anche per la lista completa dei paesi :risataGrassa: ) e bravi tutti quelli che si sono impegnati e si impegnano affinchè la Valbrevenna si tiri sù in un momento nel quale, attraverso strategie di un turismo sostenibile, la si vorrebbe rilanciare...

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MessaggioInviato: ven set 25, 2015 13:28 
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Bello e molti interessante, grazie. : Thumbup : : Thumbup :

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MessaggioInviato: dom nov 01, 2015 19:44 
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Totalmente completato il ripristino dell'intero sentiero. Paolocerreta col decespugliatore ha ripulito il tratto che dal Rio della Scabbia porta a Clavarezza mentre io ho terminato la ritracciatura dei segnavia anche nell'ultimo tratto scoperto compreso tra Casareggio e Chiappa.

Ora l'itinerario è del tutto percorribile con qualche tratto da EE (Nenno-Caserza, Porcile-Caselline e Chiappa-Piancassina-Rio dell'Orso) ma anche uno T (Clavarezza-Porcile su asfalto). Ribadiamo il consiglio di non seguirlo in giornate di pioggia o dopo precipitazioni per via dei numerosi guadi e di alcuni tratti scivolosi.

A buon ritmo, come verificato insieme a Paolo, occorrono 8 ore. Le 6 indicate sulla scheda Fie rappresentano un'indicazione sbagliata, così come la lunghezza del tracciato che, dai nostri rilevamenti, è di 21 chilometri e non di 18.

Le ultime piogge quasi alluvionali sulla Val Brevenna hanno interessato l'ultimo tratto. Subito dopo Chiappa sono nati due nuovi fronti franosi, che sono comunque superabili con un po' di attenzione e che credo gli abitanti del posto sistemeranno a breve. Le forti correnti hanno invece scavato piuttosto profondamente i guadi compresi tra Chiappa e Piancassina e i due passaggi sul Rio dell'Orso subito dopo Piancassina.

Anche qui, comunque, con un po' di attenzione si passa tranquillamente. Semmai può risultare un po' più problematico (bisogna arrampicarsi un attimo, niente di più comunque) superare il rio che precede Caselline, lato Porcile, dopo che gli scalini che facilitavano la discesa al guado sono stati portati via. E' probabile che venga sistemata una passerella, ma non so dirvi in che tempi.

Ecco, di seguito, alcuni tempi parziali di percorrenza, che possono essere utili per chi magari volesse seguire questo itinerario in parte:
Nenno-Caserza 35'; Caserza-Clavarezza 1 ora; Clavarezza-Porcile 30'; Porcile-Caselline 30'; Caselline-Pareto 35'; Pareto-Pian dei Curli 55'; Pian dei Curli-Casareggio 40'; Casareggio-Chiappa 1h 5'; Chiappa-Piancassina 1h 15'; Piancassina-Cappelletta del Colletto 1h.

Alcune immagini:

Imbocco sentiero subito dopo Nenno
Allegato:
imbocco.JPG
imbocco.JPG [ 7.37 MiB | Osservato 6587 volte ]


Guado rio Giucà tra Nenno e Caserza
Allegato:
Giuca.JPG
Giuca.JPG [ 7.63 MiB | Osservato 6587 volte ]


Casareggio e Tonno
Allegato:
clava.JPG
clava.JPG [ 8.4 MiB | Osservato 6587 volte ]


Monte Cremado visto da Chiappa
Allegato:
cremado.JPG
cremado.JPG [ 7.37 MiB | Osservato 6587 volte ]


Buon cammino a tutti!

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MessaggioInviato: lun nov 02, 2015 22:02 
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Con l'arrivo della stagione autunnale-invernale ho ripreso il lavoro sul campo.
Questa volta ho deciso di concentrarmi sul tratto di sentiero che dal valico del monte Pareto conduce ai ruderi di Pian dei Curli.
Domenica, approfittando della meravigliosa giornata, armato di roncola, ho iniziato ad eliminare la vegetazione che alla lunga potrebbe invadere il sentiero,così da mantenerlo il più largo possibile.
Tuttavia va precisato che il percorso risulta essere perfettamente visibile e percorribile senza alcun tipo di ostacolo particolare, grazie sopratutto al lavoro effettuato tempo fa da Terralba e Lmmt.
Ho piantato anche un paletto proprio in corrispondenza del valico dove apporrò alcuni segnali sulla falsa riga di quanto ho fatto in precedenza nei pressi del bivio per Cerreta, nei tratto tra Caserza e Clavarezza.
In riguardo a quest'ultimo tratto purtroppo devo darvi la notizia che una delle due corde che avevo piazzato in corrispondenza del costone da risalire subito dopo il rio della Scabbia è stato rubato.
Una doppia amarezza: da un lato il furto di un misero pezzo di corda, come se stessimo parlando di un oggetto di chissà quale valore da risultare incredibilmente appetibile; dall'altro il fatto che quei due metri di fune costituivano veramente un utile aiuto, poiché erano l'unico punto di appoggio e rendevano la discesa più confortevole e sopratutto sicura, quindi a beneficio di chiunque vi si trovava di passaggio ( e probabilmente anche del ladro!!!).
Ma si sa, oramai l'inciviltà abita pure nei boschi più remoti, basta osservare come spesso (ahimè!) vi si possano trovare bottiglie di plastica, cartucce esplose, buste della spesa di nylon e rifiuti di ogni genere, anche nei posti più impensabili.
Pazienza, non appena riuscirò collocherò una nuova corda, nella speranza che nel frattempo non abbiano rubato anche l'altra :risata:
A lavori ultimati vi aggiornerò con un post.
A presto!!

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MessaggioInviato: gio nov 19, 2015 10:13 
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Nel fine settimana scorso sono salito a Pareto per completare il lavoro avviato ad inizio mese.
Per il tratto valico monte Pareto-Pian dei Curli ho cercato di eliminare gli ultimi rami fastidiosi lungo il percorso e ho tolto alcuni tronchi che ostruivano il sentiero direzione Pian dei Curli.
Nel tratto iniziale Pareto-Valico ho provveduto a tagliare il ciliegio che abbattutosi sul sentiero e ricoprendosi di rovi e vitalba costringeva a passarvi sotto.
Se il tempo me lo permetterà ho intenzione di ripristinare (e magari segnalare con apposito segnavia ma per questo chiederò direttamente a terralba) il sentiero che partendo nei pressi del luogo in cui furono rinvenuti i resti delle sepolture di epoca pre romana in località la Cà ( vicino a Molino Vecchio), risale il costone e attraversando il paese di Cerreta si collega al cerchio barrato, fornendo così una valida alternativa alla partenza da Nenno.

buona escursione a tutti!!

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MessaggioInviato: gio nov 19, 2015 14:22 
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Ottimo lavoro, Paolo. Ti ho mandato un mp. Ciao

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MessaggioInviato: ven gen 22, 2016 15:48 
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"Ho piantato anche un paletto proprio in corrispondenza del valico dove apporrò alcuni segnali sulla falsa riga di quanto ho fatto in precedenza nei pressi del bivio per Cerreta, nei tratto tra Caserza e Clavarezza."

Mi tocca autocitarmi :risataGrassa:
Ma approfittando della mattinata libera sono salito sul Monte Pareto per mettere su le frecce indicatrici che da mo stavano aspettando il loro destino in garage :risata:
Allegato:
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WP_.jpg [ 2.97 MiB | Osservato 6435 volte ]


speriamo che resistano un bel po di anni!

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MessaggioInviato: ven gen 22, 2016 17:40 
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Ottimo, Paolo.

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MessaggioInviato: sab gen 23, 2016 17:13 
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scinty ha scritto:
Grandissimo Terralba sempre in azione!!! : Ok : =D> (anche noi avremmo dovuto pulire il nostro pezzetto Roiale Piancassina quest'estate...non so nemmeno più come sia messo, dopo il mazzo che mi ero fatta.... :oops: :oops: :oops: )


Ci sono passato proprio oggi, direi che è messo bene... a parte il tratto finale, proprio prima di entrare tra le prime case di Piancassina, dove si è staccata una frana che si è portata via gli ultimi metri del sentiero :triste:
E a proposito, ho notato delle poco simpatiche (e nuove sopratutto) vene che si sono aperte sulla facciata della cappella di Piancassina,sul lato destro :triste:

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Un po di pubblicità per l'opera svolta su questo sentiero in tutti questi anni da quotazero : Thumbup :

http://clavarezzaconsorziorurale.it/201 ... -sentieri/

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Oggi, in serata, ho incontrato insieme agli ideatori del sito ClavarezzaConsorzioRurale.it, l'architetto Paolo Granara, il quale si sta occupando del progetto già accennato in questo specifico topic da terralba ( lo stesso Granara mi ha riferito di averne parlato in passato anche con altri due Quotazerini, quali Alec e Scinty), volto alla realizzazione di un sentiero ad anello attorno a tutta la Valbrevenna, collegando il cerchio giallo barrato con il doppio quadrato giallo.
Si tratta di un progetto non estemporaneo, ma dotato di una visione di insieme, nel senso che oltre all'aspetto sentieristico il tutto verrebbe accompagnato attraverso l'incoraggiamento ad uno sviluppo di strutture di ospitalità diffusa nuove o già esistenti (b&b, affitta camere,piccoli ostelli ect) a giovamento degli escursionisti, nonché di altri percorsi di collegamento, sia verso il fondovalle sia verso altre mete ( ad esempio l'Antola e il suo rifugio, così come Senarega e il suo castello restaurato).
Il progetto è stato oggetto di un corso tenuto presso l'Università di Firenze dallo stesso Granara, presentato al Comune di Valbrevenna e inserito ( se non ho capito male) all'interno del piano del Parco Antola.
Utopia o prossima realtà, questo è ancora presto per capirlo; l'importante, a mio parere, è che qualcosa comunque si stia muovendo!
Speremmu ben :strizzaOcchio::

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paolocerreta ha scritto:
Oggi, in serata, ho incontrato insieme agli ideatori del sito ClavarezzaConsorzioRurale.it, l'architetto Paolo Granara, il quale si sta occupando del progetto già accennato in questo specifico topic da terralba ( lo stesso Granara mi ha riferito di averne parlato in passato anche con altri due Quotazerini, quali Alec e Scinty), volto alla realizzazione di un sentiero ad anello attorno a tutta la Valbrevenna, collegando il cerchio giallo barrato con il doppio quadrato giallo.
Si tratta di un progetto non estemporaneo, ma dotato di una visione di insieme, nel senso che oltre all'aspetto sentieristico il tutto verrebbe accompagnato attraverso l'incoraggiamento ad uno sviluppo di strutture di ospitalità diffusa nuove o già esistenti (b&b, affitta camere,piccoli ostelli ect) a giovamento degli escursionisti, nonché di altri percorsi di collegamento, sia verso il fondovalle sia verso altre mete ( ad esempio l'Antola e il suo rifugio, così come Senarega e il suo castello restaurato).
Il progetto è stato oggetto di un corso tenuto presso l'Università di Firenze dallo stesso Granara, presentato al Comune di Valbrevenna e inserito ( se non ho capito male) all'interno del piano del Parco Antola.
Utopia o prossima realtà, questo è ancora presto per capirlo; l'importante, a mio parere, è che qualcosa comunque si stia muovendo!
Speremmu ben :strizzaOcchio::


Confermo, è stato molto bello incontrare Paolo che è una persona davvero carina e sentirci raccontare di questo bel progetto che spero vivamente si possa realizzare! Bisogna essere più furbi nel promuovere ciò che si ha, lo vedi quando vai all'estero dove sanno esaltare anche un albero secco, deprimendoti pensando a quante cose belle abbiamo qui (artistiche e naturali) e che vanno allo sfascio... speriamo che Comune e Parco siano lungimiranti e che qualcosa si muova in positivo...

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MessaggioInviato: gio mar 24, 2016 9:43 
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Grazie per la citazione, cari! :imbarazzo:
Più conosco persone come voi, più penso che progetti come questo,
e soprattutto la rinascita dei luoghi a cui siamo più affezionati, siano possibili,
e un'opportunità per la nostra generazione che deve faticare così tanto per guadagnarsi il pane!

E questo forum è grandioso! Complimenti a tutti!

PS
come mai non si fa più la rivista?

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MessaggioInviato: mer mar 30, 2016 15:50 
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Ciao a tutti. Sono tornato in alta valle per verificare la situazione tra Chiappa e Piancassina dopo aver aspettato che il terreno si consolidasse dopo le fortissime piogge d'autunno. Ho così sistemato qualche segnavia e, soprattutto, con segnali correnti, indicato l'attraversamento ideale di alcuni guadi che le correnti di quei giorni hanno in qualche caso profondamente inciso.

Inizia ora il periodo migliore per gustare la bellezza di questo itinerario che è fruibile nella sua interezza senza particolari problemi. C'è qualche tratto breve da EE (indicati in post precedenti) ma, con prudenza, anche chi non fosse proprio avvezzo a qualche difficoltà può affrontarlo.

Eccovi qualche immagine per aggiornarvi sulla situazione. Cominciamo da subito dopo Chiappa: superata l'edicola mariana si incontra un breve smottamento a cui il proprietario del terreno a monte ha ovviato consolidando bene la fascia. Per un paio di metri il sentiero è molto stretto ma si passa tranquilli anche perchè non ci sono baratri a valle
Allegato:
b1.JPG
b1.JPG [ 6.94 MiB | Osservato 6218 volte ]


Proseguendo troviamo una decina di metri di franetta che però si supera senza problemi
Allegato:
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b2.JPG [ 6.97 MiB | Osservato 6218 volte ]


Da qui inizia una bella serie di guadi, ben nove prima di arrivare a Piancassina, per superare i piccoli rivi che scendendo dal crinale tra i monti Sotto Garza e Cremado affluiscono al Rio dell'Orso. La maggior parte è quasi sempre in secca ravvivandosi solo in caso di precipitazioni. E dunque i primi quattro che si incontrano procedendo verso Piancassina si superano con facilità; sul quinto, invece, ho sistemato dei segnali gialli correnti per facilitarne l'attraversamento
Allegato:
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b3.JPG [ 7.22 MiB | Osservato 6218 volte ]


Il sesto guado si fa a occhi chiusi; per il settimo, invece, occhi ben aperti perchè il tracciato originale della mulattiera è stata "mangiata" dall'acqua e bisogna tagliare passando su un pietrone obliquo in pendenza che, se bagnato, è sicuramente molto scivoloso. Anche qui i segnali correnti indicano la linea per me migliore di superamento
Allegato:
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b4.JPG [ 7.01 MiB | Osservato 6217 volte ]


I successivi due rivi, compreso quello nei pressi del bivio per Roiale, non danno problemi. Il Rio dell'Orso, subito dopo Piancassina, è stato invece molto intaccato dalla piena autunnale e il passaggio dei suoi due rami ha cambiato aspetto. Anche qui ho sistemato dei segnali correnti in maniera che, da entrambe le direzioni, sia chiara la linea di guado da seguire. Ovviamente ognuno poi si regola come crede, diciamo che le indicazioni gialle possono aiutare chi ha meno dimestichezza con queste situazioni
Allegato:
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b6 (1).JPG [ 7.82 MiB | Osservato 6217 volte ]

Allegato:
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b6 (2).JPG [ 7.46 MiB | Osservato 6217 volte ]


Chi è già stato qui sa che, dopo il secondo guado del Rio dell'Orso, la parte conclusiva della mulattiera, lo splendido tratto che sale alla Costa della Gallina, è preceduto da un inevitabile zig zag tra gli alberi. Anche qui ho ravvivato i segnavia sui fusti, cosa utile nel caso si incontri della foschia da umidità che non è infrequente. La foto appiattisce un po' le distanze reali
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b8 (2).JPG [ 7.93 MiB | Osservato 6216 volte ]


Vi lascio con una "novità": subito dopo il bivio con la mulattiera che scende a Roiale, nel regno di Scinty e Alec, si incontra la deviazione che, salendo a destra, porta ai Casoni di Lomà e, intersecato il sentiero + che va all'Antola via Colletta delle Cianazze, raggiunge i Casoni di Juan e, da lì, il tracciato diretto per il Monte Cremado. Considerato il fatto che anche questo è un collegamento preziosissimo per bellissimi itinerari ad anello mi è sembrato utile indicarlo sfruttando lo spazio consentito da un bel pietrone. Nell'immagine successiva, ingrandendola, potete vedere i due Casoni come appaiono scendendo lungo il cerchio giallo barrato verso Chiappa
Allegato:
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b10 (1).JPG [ 6.93 MiB | Osservato 6215 volte ]

Allegato:
b8 (1).JPG
b8 (1).JPG [ 7.75 MiB | Osservato 6215 volte ]


E' tutto. Vi invito a seguire gli aggiornamenti del topic sul sentiero QZ3 che paolocerreta sta realizzando fra Molino Vecchio e il Monte Proventino (sarà contrassegnato dai classici tre punti gialli a triangolo su sfondo bianco), un collegamento dal fondo valle al sentiero di spartiacque Crocefieschi-Antola (=) che intersecherà il nostro itinerario nel tratto precedente Vaccarezza, in pratica il bis più in basso dell'allacciamento tra la Madonna dell'Acqua e il Passo dell'Incisa che si incontra nei pressi di Porcile, una nuova via segnalata per raggiungere/lasciare il lungo tracciato di mezza costa in sponda destra idrografica.
Gambe in spalla!

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MessaggioInviato: mer mar 30, 2016 20:37 
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terralba ha scritto:

Inizia ora il periodo migliore per gustare la bellezza di questo itinerario che è fruibile nella sua interezza senza particolari problemi. C'è qualche tratto breve da EE (indicati in post precedenti) ma, con prudenza, anche chi non fosse proprio avvezzo a qualche difficoltà può affrontarlo.



Ciao Francesco!
Innanzitutto grazie per il lavoro certosino che hai fatto su tutto questo sentiero, sin dal lontano 2010, arrivando a risvegliarlo da un lungo abbandono : Thanks : =D>
Quoto totalmente quanto affermi: inizia proprio ora la stagione migliore per godersi appieno questa lunga e bella traversata!

terralba ha scritto:
E' tutto. Vi invito a seguire gli aggiornamenti del topic sul sentiero QZ3 che paolocerreta sta realizzando fra Molino Vecchio e il Monte Proventino (sarà contrassegnato dai classici tre punti gialli a triangolo su sfondo bianco), un collegamento dal fondo valle al sentiero di spartiacque Crocefieschi-Antola (=) che intersecherà il nostro itinerario nel tratto precedente Vaccarezza, in pratica il bis più in basso dell'allacciamento tra la Madonna dell'Acqua e il Passo dell'Incisa che si incontra nei pressi di Porcile, una nuova via segnalata per raggiungere/lasciare il lungo tracciato di mezza costa in sponda destra idrografica.
Gambe in spalla!


Grazie anche per la citazione e la pubblicità allo specifico topic del sentiero:oramai siamo quasi in dirittura di arrivo coi lavori : Thumbup :
Una piccola correzione: il tratto del nascente QZ3 interseca il cerchio barrato giallo nel tratto precedente l'abitato di Clavarezza, non di Vaccarezza.
Ci sentiamo...A presto!

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paolocerreta ha scritto:
Grazie anche per la citazione e la pubblicità allo specifico topic del sentiero:oramai siamo quasi in dirittura di arrivo coi lavori : Thumbup :
Una piccola correzione: il tratto del nascente QZ3 interseca il cerchio barrato giallo nel tratto precedente l'abitato di Clavarezza, non di Vaccarezza.
Ci sentiamo...A presto!


: Oops : Certo, Clavarezza. Ma sai com'è... Ora ho in testa anche il grande anello della vallata!l

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terralba ha scritto:
paolocerreta ha scritto:
Grazie anche per la citazione e la pubblicità allo specifico topic del sentiero:oramai siamo quasi in dirittura di arrivo coi lavori : Thumbup :
Una piccola correzione: il tratto del nascente QZ3 interseca il cerchio barrato giallo nel tratto precedente l'abitato di Clavarezza, non di Vaccarezza.
Ci sentiamo...A presto!


: Oops : Certo, Clavarezza. Ma sai com'è... Ora ho in testa anche il grande anello della vallata!l

:ahah: :ahah:

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Ciao terralba!
Oggi ho fatto una veloce ricognizione sul tratto di sentiero che da Pareto, sale verso il valico del monte omonimo, per vedere un po' lo stato del punto in cui tendeva ad infrascarsi, esattamente lo stesso in cui pure io e te avevamo perso la via nella nostra ricognizione di settembre.
Ad ora non ci sono particolari problemi, la traccia ben si vede e la si percorre in tutta tranquillità; tuttalpiù in queste settimane, sfruttando la luce serale, se arrivo a casa ad un ora decente una sera posso salire e aggiungere qualche pennellata di giallo per rinforzare la tua già ottima segnalazione.
Comunque, avendo dietro la roncola, oggi ho provveduto ad allargare il passaggio, sopratutto nel piccolo tratto in cui oramai si stava trasformando in una galleria tra la vitalba invadente e le rose canine.
Ho tolto anche un bel po di quelle piante soffocanti ( di cui ignoro il nome) che fortunatamente sono facilmente cedevoli alle roncolate.
Tutto ciò per dirti che al momento attuale un intervento con il decespugliatore che avevamo in mente non serve... tra un mesetto farò un'altra ricognizione, per vedere se si ripresentano di problemi di questo autunno e se il veloce lavoro di oggi ha dato i frutti sperati.
Posto qui due foto del tratto incriminato.
A presto!
Allegato:
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WP 1.jpg [ 2.96 MiB | Osservato 6146 volte ]

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WP_.jpg [ 3.39 MiB | Osservato 6146 volte ]


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WP_3.jpg [ 2.71 MiB | Osservato 6146 volte ]

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Ottimo lavoro e conferma per tutti gli amici che ci seguono della completa percorribilita' del sentiero.

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MessaggioInviato: sab apr 30, 2016 8:41 
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Piccolo ma importante aggiornamento: Ho notato con piacere che la grande fascia abbandonata che si deve attraversare prima di arrivare a Clavarezza (provenendo da Nenno), dove il sentiero e' stato deviato per assoluta impraticabilità della traccia originaria, e' stata di recente ripulita nella sua interezza con il decespugliatore,garantendo ulteriormente così il già tranquillissimo passaggio : Thumbup :

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MessaggioInviato: mar mag 03, 2016 21:41 
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Avendo a disposizione una mezza giornata libera, oggi, approfittando della splendida giornata di sole, mi sono dedicato a questo bellissimo sentiero.
In primis, ho voluto verificare di persona quanto già riportato da terralba con tanto di foto, ossia la situazione post alluvione lungo il tratto Chiappa-Piancassina: non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto scritto da terralba, se non confermare la normale prudenza/attenzione da utilizzare nell'attraversare i ruscelli scavati dalle piogge dello scorso autunno e ringraziare lo stesso terralba del lavoro svolto nel ripassare i segnavia.
Tornato indietro da questa breve ma piacevole mini escursione, sono andato a Pareto, per verificare, dopo un mese dall'ultimo intervento, lo stato del tratto a rischio infrascamento.
La buona notizia è che al momento il lavoro dello scorso inizio Aprile ha pagato, tuttavia quelle piante così soffocanti non si sono date per vinte ( ed era facilmente prevedibile) e stanno di nuovo germogliando.
Per ovviare a futuri problemi di orientamento ho così provveduto a tracciare un segnavia, in modo da rinforzare la già più che sufficiente segnalazione precedente.
E' tutto.
A presto : Thumbup :

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MessaggioInviato: ven mag 06, 2016 9:10 
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Complimenti a tutti per la vostra passione e competenza:
mi raccomando tenete duro, e vediamo se si riesce a mettere qualche punto fermo a questo progetto di anello.
Ad esempio ritagliando uno spazio per una "conferenza pubblica" a Mundantigu! Ammesso che riescano ad organizzarlo....

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MessaggioInviato: ven mag 06, 2016 9:25 
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Architetto, verrebbe a un'assemblea pubblica a Montoggio sulla trasformazione del territorio?

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MessaggioInviato: ven mag 06, 2016 9:44 
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A presto

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MessaggioInviato: ven mag 06, 2016 19:34 
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terralba ha scritto:
Architetto, verrebbe a un'assemblea pubblica a Montoggio sulla trasformazione del territorio?

OT
Francesco fammi sapere che sono interessato, ache via mp. Se sono libero vengo volentieri.

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Grazie a tutti per iniziative ed entusiasmo, quanto vorrei unirmi a voi nei lavori, avere il tempo... nel mio piccolo avevo in mente anche io di mettere dei cartelli che guidassero l'escursionista "nel mio regno" :) ... certo diverse variabili non aiutano a sviluppare queste idee... tempo, vicissitudini, e non ultimo i disastri naturali che non hanno risparmiato molto, vedo anche nelle foto di Terralba :( e il mio di entusiasmo, declina progressivamente... ma mi faccio forza con voi e chissà che un giorno...

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MessaggioInviato: ven ott 07, 2016 9:20 
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Anche per il prossimo anno il tratto crititico del Nenno-Cappelleta del colletto ( ossia quello compreso tra il rio della Scabbia e Clavarezza) sarà percorribile.
Ieri in tardo pomeriggio sono riuscito a darci una passata col decespugliatore...spero nel corso dei prossimi anni, nonostante i vari impegni lavorativi ed extra continuano e continueranno ad aumentare, di darci una pulita nella stagione autunnale, così che rimanga pulito almeno fino al giugno successivo. Sul finire dell'estate avevo provveduto a dare un falciata anche alla deviazione in direzione Caserza.
Piccolo aneddoto: ormai da tempo, ogni volta che ci passavo, ho sempre tolto da un albero di pere ( quelle invernali che poi maturando diventano rossicce) la vitalba che ha sempre tentato di avvolgero, arrampincandocisi sopra.
Quest'anno, quel bellissimo albero è carico di splendidi frutti... che non mancheò certo di andare a raccogliere il prima possibile :P
Posto qui due foto del tratto ripulito:
Allegato:
WP_20161006_18_16_37_Pro.jpg
WP_20161006_18_16_37_Pro.jpg [ 3.4 MiB | Osservato 5688 volte ]

Allegato:
WP_20161006_18_08_51_Pro.jpg
WP_20161006_18_08_51_Pro.jpg [ 2.48 MiB | Osservato 5688 volte ]


Speriamo che prima o poi il progetto dell'anello diventi realtà!

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MessaggioInviato: ven ott 07, 2016 13:03 
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paolocerreta ha scritto:
Piccolo aneddoto: ormai da tempo, ogni volta che ci passavo, ho sempre tolto da un albero di pere ( quelle invernali che poi maturando diventano rossicce) la vitalba che ha sempre tentato di avvolgero, arrampincandocisi sopra.
Quest'anno, quel bellissimo albero è carico di splendidi frutti... che non mancheò certo di andare a raccogliere il prima possibile :P


Bravissimo Paolo!

Anche a Roiale abbiamo quel tipo di pere, sono un po' strane come gusto ma non sono male io un anno le ho fatte sciroppate e in marmellata, che si abbinava molto bene con il formaggio :-D

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MessaggioInviato: ven ott 07, 2016 13:38 
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Ottimo Paolo. Vedo che anche i segnavia sugli alberi risultano ben visibili ma col gran lavoro fatto mai strada da seguire fu tanto chiara. Ora vediamo se come assicurato la Fie aggiornerà la sua scheda sentiero

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scinty ha scritto:
paolocerreta ha scritto:
Piccolo aneddoto: ormai da tempo, ogni volta che ci passavo, ho sempre tolto da un albero di pere ( quelle invernali che poi maturando diventano rossicce) la vitalba che ha sempre tentato di avvolgero, arrampincandocisi sopra.
Quest'anno, quel bellissimo albero è carico di splendidi frutti... che non mancheò certo di andare a raccogliere il prima possibile :P


Bravissimo Paolo!

Anche a Roiale abbiamo quel tipo di pere, sono un po' strane come gusto ma non sono male io un anno le ho fatte sciroppate e in marmellata, che si abbinava molto bene con il formaggio :-D

E lo credo!! Ottimo abbinamento, chissa che bontà :risata:
terralba ha scritto:
Ottimo Paolo. Vedo che anche i segnavia sugli alberi risultano ben visibili ma col gran lavoro fatto mai strada da seguire fu tanto chiara. Ora vediamo se come assicurato la Fie aggiornerà la sua scheda sentiero

Speriamo Francesco...Comprendo le varie ragioni per la quale oramai sono costretti a muoversi solamente se incaricati da qualche ente...ma aggiornare una scheda on line non costa nulla...

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