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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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MessaggioInviato: mar ott 05, 2010 15:32 
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scinty ha scritto:
terralba ha scritto:
I problemi nascono oltre un primo guado: a un certo punto infatti i segnali scompaiono totalmente e si finisce in mezzo ai rovi. Ho provato inutilmente in ogni direzione, ci sono molte tracce ma tutte alla fine ti portano fra le spine. Dopo tre quarti d'ora buona di ravanaggio e pelle massacrata ho deciso di risalire decisamente il costone per uscire dalla zona boscosa e avere un quadro migliore della situazione e ho fatto bene perchè ho individuato alla mia destra Clavarezza e mi ci sono diretto lungo il costone, fin quasi ad arrivare alla prima casa del paese, dove è riapparso il segnale su un sentiero che è stato sbarrato con una tavola e oltre il quale c'è un muro di vegetazione.
Incontro un anziano contadino: "Ma come ha fatto a uscire di li? ".
è così, proprio un peccato. Ripeto: questo sentiero è "culturalmente" bellissimo e "geograficamente" costituisce metà di un bel circuito a mezza costa di tutta la Val Brevenna. Ma se il suo degrado è così forte, in ogni caso occorre decidere: o lo si dismette o lo si sistema. Infilare la gente dritta nei guai è davvero poco simpatico.


:evil1: :evil1: :evil1:

già...giovedì scorso con alec percorso il tratto Nenno - Fullo... avessi letto meglio questa parte...

Trovo che in generale tutto il sentiero sia in condizioni disastrose: a parte il punto sopra descritto che è indescrivibile... le mulattiere praticamente non esistono più, è solo dominio dei cinghiali che hanno buttato all'aria ogni centimetro quadrato di sentiero.. è un vero peccato... l'unico pezzo di sentiero davvero bello è quello per arrivare a Chiappa... molto ordinato e pulito!


Voi come ne siete usciti prima di Clavarezza? Avete seguito le indicazioni del mio ultimo post quando ho ripercorso il sentiero totalmente? Secondo me una traccia "provvisoria" si potrebbe comunque ricavare dal punto in cui il sentiero si perde a quello in cui si ritrova il sentierino che poi confluisce nella mulattiera che porta alla chiesa di Clavarezza. Che ne pensate?
Per il resto forse sei troppo pessimista: le mulattiere non saranno un granché, i cinghiali ci avran messo del loro, ma a parte qualche punto (vedi post suddetto) l'itinerario è ancora potabile. Certo, ancora per poco se non si interviene a breve... Ciao.

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MessaggioInviato: mer ott 06, 2010 9:09 
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terralba ha scritto:
Voi come ne siete usciti prima di Clavarezza?


:diavoletto: me lo sto ancora chiedendo. Fiuto di cinghi-alec :risata:

abbiamo visto una traccia che saliva e si perdeva nei rovi... in alto c'era un traliccio... però visto che di lì non si usciva siamo scesi e con una longitudinale ravanata tra rovi e pruni selvatici... siamo finiti in un orto!!! Da lì abbiamo visto il sentiero che dal paese di dirige nel... nulla... magari con un decespugliatore sotto braccio...

terralba ha scritto:
Per il resto forse sei troppo pessimista: le mulattiere non saranno un granché, i cinghiali ci avran messo del loro, ma a parte qualche punto (vedi post suddetto) l'itinerario è ancora potabile. Certo, ancora per poco se non si interviene a breve... Ciao.


Percorribile ma davvero mal messo... :(

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MessaggioInviato: mer ott 06, 2010 11:22 
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scinty ha scritto:
terralba ha scritto:
Voi come ne siete usciti prima di Clavarezza?


:diavoletto: me lo sto ancora chiedendo. Fiuto di cinghi-alec :risata:

abbiamo visto una traccia che saliva e si perdeva nei rovi... in alto c'era un traliccio... però visto che di lì non si usciva siamo scesi e con una longitudinale ravanata tra rovi e pruni selvatici... siamo finiti in un orto!!! Da lì abbiamo visto il sentiero che dal paese di dirige nel... nulla... magari con un decespugliatore sotto braccio...

terralba ha scritto:
Per il resto forse sei troppo pessimista: le mulattiere non saranno un granché, i cinghiali ci avran messo del loro, ma a parte qualche punto (vedi post suddetto) l'itinerario è ancora potabile. Certo, ancora per poco se non si interviene a breve... Ciao.


Percorribile ma davvero mal messo... :(



Avete scelto la strada più difficile, ma d'altra parte anche io la prima volta sono finito lì dentro. Durante il mio secondo sopralluogo ho trovato la via più "semplice", con una traccia da seguire dritti in salita non verso il traliccio, ma in parallelo, tenendolo come riferimento a una cinquantina di metri a destra. Quando ci si trova, visivamente, alla sua altezza, si incrocia un sentierino che, andando a destra, si innesta in una mulattiera più larga che porta alla chiesa di Clavarezza dove si ritrova il cerchio giallo barrato.
In senso opposto, seguendo il segnale, si arriva a un punto in cui un contadino ha messo mi sembra una tavola come sbarramento, al di là inizia la "foresta". E' qua che occorrerebbe il decespugliatore a stecca, probabilmente per un centinaio di metri, fino a ritrovare il sentiero più pulito. Ma chi se ne incarica? E torniamo al solito nodo di fondo...

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MessaggioInviato: mer ott 06, 2010 19:04 
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terralba ha scritto:
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I problemi nascono oltre un primo guado: a un certo punto infatti i segnali scompaiono totalmente e si finisce in mezzo ai rovi. Ho provato inutilmente in ogni direzione, ci sono molte tracce ma tutte alla fine ti portano fra le spine. Dopo tre quarti d'ora buona di ravanaggio e pelle massacrata ho deciso di risalire decisamente il costone per uscire dalla zona boscosa e avere un quadro migliore della situazione e ho fatto bene perchè ho individuato alla mia destra Clavarezza e mi ci sono diretto lungo il costone, fin quasi ad arrivare alla prima casa del paese, dove è riapparso il segnale su un sentiero che è stato sbarrato con una tavola e oltre il quale c'è un muro di vegetazione.
Incontro un anziano contadino: "Ma come ha fatto a uscire di li? ".
è così, proprio un peccato. Ripeto: questo sentiero è "culturalmente" bellissimo e "geograficamente" costituisce metà di un bel circuito a mezza costa di tutta la Val Brevenna. Ma se il suo degrado è così forte, in ogni caso occorre decidere: o lo si dismette o lo si sistema. Infilare la gente dritta nei guai è davvero poco simpatico.


:evil1: :evil1: :evil1:

già...giovedì scorso con alec percorso il tratto Nenno - Fullo... avessi letto meglio questa parte...

Trovo che in generale tutto il sentiero sia in condizioni disastrose: a parte il punto sopra descritto che è indescrivibile... le mulattiere praticamente non esistono più, è solo dominio dei cinghiali che hanno buttato all'aria ogni centimetro quadrato di sentiero.. è un vero peccato... l'unico pezzo di sentiero davvero bello è quello per arrivare a Chiappa... molto ordinato e pulito!


Voi come ne siete usciti prima di Clavarezza? Avete seguito le indicazioni del mio ultimo post quando ho ripercorso il sentiero totalmente? Secondo me una traccia "provvisoria" si potrebbe comunque ricavare dal punto in cui il sentiero si perde a quello in cui si ritrova il sentierino che poi confluisce nella mulattiera che porta alla chiesa di Clavarezza. Che ne pensate?
Per il resto forse sei troppo pessimista: le mulattiere non saranno un granché, i cinghiali ci avran messo del loro, ma a parte qualche punto (vedi post suddetto) l'itinerario è ancora potabile. Certo, ancora per poco se non si interviene a breve... Ciao.


il sentiero è molto molto peggiorato rispetto all'ultima volta che l'ho percorso, e non erano molti anni fa... :(

a parte la devastazione prima di clavarezza, è molto sporco anche il tratto prima di pareto e prima di pian dei curli...ci vuole un intervento serio altrimenti non ha più senso percorrere questo sentiero che in buone condizioni sarebbe bellissimo.

un signore di chiappa mi ha detto che c'è stata una frana poco dopo il paese...

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Io credetti e credo la lotta con l'Alpe utile come il lavoro, nobile come un'arte, bella come una fede.

Meglio un fesso felice che un granitico scontento.


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MessaggioInviato: mer ott 06, 2010 19:20 
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aggiungo che noi da casareggio non siamo andati a tonno ma abbiamo preso la mulattiera che parte dal posteggio sotto la strada (vecchie segnalazioni = blu)

si scende al ruscello con una bellissima mulattiera con imponenti muri a secco (quelli notati da skeno). Si guada e si sale con una mulattiera più rovinata ma ben percorribile fino a congiungersi al percorso che viene da tonno poco prima dell'edicola.

A un certo punto ci si innesta in una mulattiera molto larga, qualcuno sa dove porta? è quella che arriva al colletto tra buio e antola?

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alec ha scritto:
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Incontro un anziano contadino: "Ma come ha fatto a uscire di li? ".
è così, proprio un peccato. Ripeto: questo sentiero è "culturalmente" bellissimo e "geograficamente" costituisce metà di un bel circuito a mezza costa di tutta la Val Brevenna. Ma se il suo degrado è così forte, in ogni caso occorre decidere: o lo si dismette o lo si sistema. Infilare la gente dritta nei guai è davvero poco simpatico.


:evil1: :evil1: :evil1:

già...giovedì scorso con alec percorso il tratto Nenno - Fullo... avessi letto meglio questa parte...

Trovo che in generale tutto il sentiero sia in condizioni disastrose: a parte il punto sopra descritto che è indescrivibile... le mulattiere praticamente non esistono più, è solo dominio dei cinghiali che hanno buttato all'aria ogni centimetro quadrato di sentiero.. è un vero peccato... l'unico pezzo di sentiero davvero bello è quello per arrivare a Chiappa... molto ordinato e pulito!


Voi come ne siete usciti prima di Clavarezza? Avete seguito le indicazioni del mio ultimo post quando ho ripercorso il sentiero totalmente? Secondo me una traccia "provvisoria" si potrebbe comunque ricavare dal punto in cui il sentiero si perde a quello in cui si ritrova il sentierino che poi confluisce nella mulattiera che porta alla chiesa di Clavarezza. Che ne pensate?
Per il resto forse sei troppo pessimista: le mulattiere non saranno un granché, i cinghiali ci avran messo del loro, ma a parte qualche punto (vedi post suddetto) l'itinerario è ancora potabile. Certo, ancora per poco se non si interviene a breve... Ciao.


il sentiero è molto molto peggiorato rispetto all'ultima volta che l'ho percorso, e non erano molti anni fa... :(

a parte la devastazione prima di clavarezza, è molto sporco anche il tratto prima di pareto e prima di pian dei curli...ci vuole un intervento serio altrimenti non ha più senso percorrere questo sentiero che in buone condizioni sarebbe bellissimo.

un signore di chiappa mi ha detto che c'è stata una frana poco dopo il paese...


Tutto vero, probabilmente t'è sfuggita ma se vai indietro in questo topic trovi la relazione sullo stato del sentiero che ho anche inviato per conoscenza al Parco Antola e in cui, segnalando la progressiva chilometrica, ho raccontato lo stato delle cose.

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alec ha scritto:
aggiungo che noi da casareggio non siamo andati a tonno ma abbiamo preso la mulattiera che parte dal posteggio sotto la strada (vecchie segnalazioni = blu)

si scende al ruscello con una bellissima mulattiera con imponenti muri a secco (quelli notati da skeno). Si guada e si sale con una mulattiera più rovinata ma ben percorribile fino a congiungersi al percorso che viene da tonno poco prima dell'edicola.

A un certo punto ci si innesta in una mulattiera molto larga, qualcuno sa dove porta? è quella che arriva al colletto tra buio e antola?


Guarda, io l'ho percorsa, è davvero molto invitante ma dopo qualche centinaio di metri si trasforma in sentiero e poi si perde tra alberi abbattuti e franette. Non so proprio dove quella traccia possa portare anche se, a naso, in effetti potrebbe ritrovare il sentiero che da Tonno sale al valico. In quell'occasione tornando indietro mi sono arrampicato sul crinale ritrovandomi sulla mulattiera non segnalata (almeno per ora, il Parco Antola come puoi leggere un po' più sopra avrebbe idea di farlo) che porta ai Casoni di Juan e al Cremado.
Ciao

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terralba ha scritto:
alec ha scritto:
aggiungo che noi da casareggio non siamo andati a tonno ma abbiamo preso la mulattiera che parte dal posteggio sotto la strada (vecchie segnalazioni = blu)

si scende al ruscello con una bellissima mulattiera con imponenti muri a secco (quelli notati da skeno). Si guada e si sale con una mulattiera più rovinata ma ben percorribile fino a congiungersi al percorso che viene da tonno poco prima dell'edicola.

A un certo punto ci si innesta in una mulattiera molto larga, qualcuno sa dove porta? è quella che arriva al colletto tra buio e antola?


Guarda, io l'ho percorsa, è davvero molto invitante ma dopo qualche centinaio di metri si trasforma in sentiero e poi si perde tra alberi abbattuti e franette. Non so proprio dove quella traccia possa portare anche se, a naso, in effetti potrebbe ritrovare il sentiero che da Tonno sale al valico. In quell'occasione tornando indietro mi sono arrampicato sul crinale ritrovandomi sulla mulattiera non segnalata (almeno per ora, il Parco Antola come puoi leggere un po' più sopra avrebbe idea di farlo) che porta ai Casoni di Juan e al Cremado.
Ciao


mi pare che tempo fa Roger avesse scritto che c'era una mulattiera che da chiappa porta al colletto tra buio e antola...pensavo fosse quella.

rimane il "mistero" di dove passi il cerchio giallo tra casareggio e chiappa...io sono sempre sceso da casareggio o da tonno.

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alec ha scritto:
Mi pare che tempo fa Roger avesse scritto che c'era una mulattiera che da chiappa porta al colletto tra buio e antola...pensavo fosse quella.

rimane il "mistero" di dove passi il cerchio giallo tra casareggio e chiappa...io sono sempre sceso da casareggio o da tonno.



Potrebbe essere, ma se è quella, ti ripeto, a un certo punto si restringe e "sparisce".

Quanto al segnale cerchio giallo potrebbe passare sul sentiero che Lord Mhoram indica scendere verso il rio Nusasca all'uscita di Casareggio appena si è sulla strada per Tonno. Mi riprometto appena possibile di tornare su a vedere e, magari, di rinfrescare qualche segnale come ho fatto recentemente in più punti. A proposito, ve ne siete accorti?

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terralba ha scritto:
alec ha scritto:
Mi pare che tempo fa Roger avesse scritto che c'era una mulattiera che da chiappa porta al colletto tra buio e antola...pensavo fosse quella.

rimane il "mistero" di dove passi il cerchio giallo tra casareggio e chiappa...io sono sempre sceso da casareggio o da tonno.



Potrebbe essere, ma se è quella, ti ripeto, a un certo punto si restringe e "sparisce".

Quanto al segnale cerchio giallo potrebbe passare sul sentiero che Lord Mhoram indica scendere verso il rio Nusasca all'uscita di Casareggio appena si è sulla strada per Tonno. Mi riprometto appena possibile di tornare su a vedere e, magari, di rinfrescare qualche segnale come ho fatto recentemente in più punti. A proposito, ve ne siete accorti?


alcuni segni "freschi" li abbiamo visti. Grazie allora :D

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alec ha scritto:
Mi pare che tempo fa Roger avesse scritto che c'era una mulattiera che da chiappa porta al colletto tra buio e antola...pensavo fosse quella.



Sono andato a fare una ricerca nel forum e ho ritrovato quell'intervento di Roger a cui ti riferisci e che era stato seguito da quello di Dani80.
Il sentiero sarebbe molto più su rispetto all'abitato di Chiappa e taglierebbe in orizzontale sotto il Monte Cremado, in parte nel bosco, dirigendosi verso la bocchetta di Tonno. Uso il condizionale perchè già allora (mi pare fosse un post del 2007) Roger diceva di averlo scorto salendo da Crocefieschi ma di non poterne valutarne lo stato. E anche Dani80 ne parlava come di un vecchio itinerario della gente della Val Brevenna, dal che posso supporre che oggi non sia certo in buona "salute"...
Quindi non si tratta assolutamente della mulattiera a cui abbiamo fatto riferimento noi poco fa e che, ripeto, si perde nel bosco. Dove portasse quando veniva mantenuta "potabile" forse rimarrà per sempre un mistero...

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alec ha scritto:
Mi pare che tempo fa Roger avesse scritto che c'era una mulattiera che da chiappa porta al colletto tra buio e antola...pensavo fosse quella.



Sono andato a fare una ricerca nel forum e ho ritrovato quell'intervento di Roger a cui ti riferisci e che era stato seguito da quello di Dani80.
Il sentiero sarebbe molto più su rispetto all'abitato di Chiappa e taglierebbe in orizzontale sotto il Monte Cremado, in parte nel bosco, dirigendosi verso la bocchetta di Tonno. Uso il condizionale perchè già allora (mi pare fosse un post del 2007) Roger diceva di averlo scorto salendo da Crocefieschi ma di non poterne valutarne lo stato. E anche Dani80 ne parlava come di un vecchio itinerario della gente della Val Brevenna, dal che posso supporre che oggi non sia certo in buona "salute"...
Quindi non si tratta assolutamente della mulattiera a cui abbiamo fatto riferimento noi poco fa e che, ripeto, si perde nel bosco. Dove portasse quando veniva mantenuta "potabile" forse rimarrà per sempre un mistero...


ecco ora ricordo meglio e capisco di aver scritto una belinata :oops:

la mulattiera in questione dovrebbe partire da un colletto sul crinale del cremado, sopra i casoni di juan. Se ne vede la partenza seguendo l'itinerario di cui parli sopra :wink:

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Iscritto il: mer nov 12, 2008 13:34
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io percorsi (dicembre 2008, quindi svariate decine di centimetri di neve) una mulattiera che dalle pendici di monte Cremado (e più precisamente da lungo il crinale che divide la valle di Chiappa da quella di Tonno) si staccava verso nord-ovest (quindi lato valle di Tonno) parecchio in alto, non molto lontano dalla vetta del Cremado;
questa mulattiera conduceva al crinale del Cremado, fra la valle di Tonno e quella del Brugneto; si sbuca sul crinale all'altezza dei resti di un vecchio "cancello" di legno, quindi si prosegue in piano per qualche decina di metri sino a immettersi sul sentiero principale dell'Antola, quello che viene dalla colletta delle Cianazze (specialmente per chi scende dall'Antola, è chiaro il punto: quando, dopo la piana erbosa seguente il bivio di Bavastrelli, si scende un po'; nel momento in cui si piega a sinistra lasciando sulla destra una sorta di sella che sporge sulla valle di Tonno, invisibile causa fitta faggeta; ecco, in quel punto se si prosegue lungo il crinale, lasciandosi a sinistra la mulattiera principale, si arriva a quel "cancello")
quella volta ho perso la mulattiera (chiamiamola nord-ovest del Cremado) seguendo tracce vecchie di ciaspole, e sono rimasto più basso della mulattiera; poi le tracce di ciaspole sono terminate, ho proseguito e poi d'istinto, compreso l'errore e il pericolo (neve di marmo), ho abbandonato il viottolo quasi invisibile e ho risalito il versante "gradinandolo" a colpi di scarpone per una cinquantina di metri sino a ritrovare la mulattiera venti metri prima del noto "cancello".


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MessaggioInviato: mer ott 20, 2010 14:51 
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Sono tornato a Casareggio per definire meglio il tracciato di questo sentiero.
Prendiamo come riferimento il piccolo slargo da cui si imbocca la rampetta cementata che porta al paese.
In quel punto ho rinfrescato con la vernice gialla un paio di segnavia con freccia direzionale posti a sinistra, guardando in direzione Tonno. Una decina di metri più avanti, alla destra dell'asfalto, ecco il sentiero che scende e porta verso il Rio Nusaia. In effetti, a parte i segnavia con freccia direzionale sbiaditi di cui vi ho detto, il cerchio (O) giallo barrato non compariva (anzi, una quarantina di metri dopo, sulla strada per Tonno, se ne trovava uno, che induceva a proseguire sull'asfalto, e che ho cancellato per eliminare l'equivoco).

Ho preso un paio di pietre piatte, vi ho dipinto il segnavia, e le ho posate all'inizio del sentiero in maniera ben visibile, sulla destra. Ora l'imbocco è chiaro, ho messo un altro segnavia un po' più avanti su un albero e ho notato che, proseguendo, le vecchie indicazioni si scorgono abbastanza bene. Questo sentiero supera il Nusaia, un rio successivo e infine arriva al Mulino di Chiappa Crosa. Poco prima c'è un bivio: da lì parte a sinistra in salita l'allacciamento tre punti giallo a triangolo che porta a Tonno, da dove, sempre con tre punti gialli a triangolo, inizia il sentiero per il Buio.

Questo lo dico anche per Giorgio Mazzarello: se hai tempo e voglia potresti ritoccare la terza cartina che hai postato in questo topic. In particolare dovresti cancellare il tratto rosso tra Casareggio e Tonno che hai affiancato alla strada e tracciarlo, invece, dall'indicazione della chiesa di Casareggio prima in diagonale verso la scritta Nusaia e poi, verso destra, fino al gomito che, sulla cartina, è subito a fianco della o finale del nome Casareggio. E' in quel punto che parte il tre pallini gialli a triangolo che sale a Tonno, simbolo che dunque dovresti sostituire ai due O gialli barrati attualmente presenti sulla cartina.

Una trentina di metri sotto lo slargo di cui ho detto all'inizio, lato valle, c'è, sotto la strada, uno spazio posteggio. Entrandovi, subito a destra, parte la mulattiera di cui s'è già parlato in questa sede (è quella che Giorgio, in cartina, ha tratteggiato): scende al Brevenna e, dopo il guado, risale lungo la costiera di Corbenna fino a ritrovare il sentiero O giallo barrato abbastanza vicino a Chiappa. E' segnalata con l'ormai sbaditissimo e, comunque, dipinto salutariamente = azzurro, difficilmente individuabile per chi percorra l'O giallo barrato salendo dal Molino verso Chiappa. Un segnale, l'= azzurro, di cui non conosco la genesi (qualcuno sa chi l'abbia fatto dipingere?); fatto sta che, a Casareggio, in pratica si sdoppia: un ramo sale dritto dall'incrocio strada-posteggio fino al lavatoio a centro paese (dove incrocia l'O giallo barrato) e poi presumo prosegua verso il Monte Buio (sulla cartina del Parco Antola, la cui attendibilità come ormai sappiamo è assai scarsa, è indicato come un altro tre puntini a triangolo gialli); l'altro segue l'asfalto a destra verso Tonno, e un paio di volte l'= azzurro è accompagnato dalla scritta M.te Antola; da Tonno dovrebbe (non l'ho percorso, chiedo conferma a chi l'ha fatto) indicare la mulattiera che porta alla Bocchetta di Tonno.

Vi segnalo anche che, a Tonno, penso contemporaneamente a un'iniziativa organizzata dal Parco Antola il 10 ottobre scorso, sono stati ridipinti i quattro cartelli indicatori che, un mesetto fa, erano pressochè illegibili (Buio, Antola, Molino, Sorgente) e il bel giallo del tre puntini con la scritta Monte Buio mi fa sperare che il sentiero sia stato risegnato anche nella parte successiva (peraltro è uno degli itinerari a cui si riferiva il bando per la manutenzione emesso dal Parco Antola e riportato in questo topic dal Conte).

In conclusione: con questo mio personalissimo e ovviamente provvisorissimo intervento sul terreno, e dopo le mie precedenti incursioni sul campo, i problemi grossi, per questo sentiero, restano quelli del tratto precedente Clavarezza, del tratto valico Monte Pareto-Pian dei Curli e della frana subito dopo Chiappa. Speriamo che, in un modo o nell'altro, a breve qualcuno possa (voglia) darsi una mossa e organizzare i ripristini più sostanziali. Vigileremo.

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terralba ha scritto:
.........Questo lo dico anche per Giorgio Mazzarello: se hai tempo e voglia potresti.......


Ecco fatto Francesco.

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Giorgio

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Giorgio Mazzarello
GEOMAZ
http://www.mappeliguria.com
http://www.webalice.it/giorgio.mazzarello/


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Perfetto, grazie (non solo a nome mio ma di tutti coloro che vorranno usufruire della tua ottima cartografia per escursioni in zona). Ciao.

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ho percorso il tratto Porcile-Pareto (mi pare che da Clavarezza a Porcile ricalchi il tracciato stradale);
in gran parte sporco e rovinato, il risseu è un ricordo (in questo aspetto specifico niente di diverso da altrove);
da Porcile alle due case sulla costa si fa abbastanza bene;
dalle due case si attraversa la strada e si scende a Caselline: il primo tratto è sentierino che in due punti è franato/franante, e specie in uno dei due punti occorre fare attenzione; dopo una spalla, la mulattiera si allarga, scende a due guadi (uno, il secondo dei due, che immette ai prati di Caselline, meriterebbe un ponticello di legno che unisca le scalette in pietra sui due opposti versanti: lo renderebbe più agevole) e raggiunge Caselline;
da Caselline al guado del torrente si fa abbastanza bene, prosegue sul versante opposto dapprima nel bosco (breve tratto ma largo e pulito) e quindi tra le vecchie fasce dove ora domina l'erba secca di decenni e i pruni selvatici cresciuti ovunque; è un tratto un po' opprimente. Poi si esce un po' all'aperto (vista su Caselline indietro e poi su Pareto) e ci si dirige verso Pareto;
al primo rimasuglio di orto (una grata tra i rovi lo annuncia) c'è un passaggio a mio avviso molto pericoloso: prima ci si deve accucciare per oltrepassare rovi e sterpi che si sono abbattuti sulla via, quindi subito dopo un passaggio di 2-3 metri molto umido e fangoso con piogge (sopra di due fasce c'è una cisterna) dove crescono erbe tipiche delle zone umide: non sai dove metti i piedi e sotto c'è un salto di 3 metri alla fascia sottostante: ripeto, per me è pericoloso da mandarci la gente.
poi altri tratti fangosi e viscidi ma si arriva bene a Pareto, dove - sbucati sulla strada asfaltata - ci si dirige grosso modo verso la parte alta del paese (per chi brancoli nel buio, i segni devo dire che non aiutano), segnatamente alla vecchia chiesa dove si imbocca la via per il monte di Pareto e il Piano dei Curli

due note:
la strada per le Tessaie mi sembra molto rovinata;
è invece sporca (erba lunga) quella per Costagrande sino a che si mantiene sulle vecchie fasce, poi entra nel bosco, migliora e si allarga; al bivio per Mareta, si prende per i seccatoi di Costagrande e la via peggiora un po' (ad un certo punto si passa sotto i tralicci della corrente, dove hanno tagliato gli alberi che giacciono dappertutto);
dalla Madonna dell'acqua a Porcile è ok.


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MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 9:13 
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Ciao Lorenzo, condivido le tue considerazioni sul tratto Caselline-Pareto, di cui come avrai visto ho ampiamente parlato nei miei interventi precedenti; avevo notato che si può evitare il breve tratto "pericoloso" salendo subito a sinistra appena arrivi dalle case di Pareto, ma in effetti se segui il segnavia prosegui a destra e solo dopo sali a sinistra. Quanto ai segnali che ti portano al vecchio oratorio, lungo la strada centrale del paese, pensa che l'ultima volta che sono andato lì ne ho disegnati un paio e rinfrescati altri tre o quattro, questo per dirti che se ancora adesso c'è qualche difficoltà d'orientamento immagina prima...
Tutto sommato, però, siamo ancora in una situazione minimamente accettabile; in altri luoghi i problemi sono molto maggiori. Comunque invito tutti coloro che passano su questo sentiero a continuare a segnalare le problematiche; magari qualche piccolo intervento di manutenzione possiamo continuare a farcelo in proprio.
Ciao.

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MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 12:20 
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lmmt ha scritto:
al primo rimasuglio di orto (una grata tra i rovi lo annuncia) c'è un passaggio a mio avviso molto pericoloso: prima ci si deve accucciare per oltrepassare rovi e sterpi che si sono abbattuti sulla via, quindi subito dopo un passaggio di 2-3 metri molto umido e fangoso con piogge (sopra di due fasce c'è una cisterna) dove crescono erbe tipiche delle zone umide: non sai dove metti i piedi e sotto c'è un salto di 3 metri alla fascia sottostante: ripeto, per me è pericoloso da mandarci la gente.


Me lo ricordo! Noi invece di scendere (nel salto) siamo passati dritti, quatti quatti tra i rovi :?

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MessaggioInviato: lun ott 25, 2010 16:16 
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Grazie per l'utilissima perlustrazione e per la manutenzione. Non mancheremo di farci un giro.

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Meglio un fesso felice che un granitico scontento.


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MessaggioInviato: sab gen 22, 2011 12:53 
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Dal Parco Antola ho ricevuto un aggiornamento: è stato fatto un sopralluogo, viene esclusa la risistemazione del sentiero nella sua interezza, ma c'è l'impegno di ripristino solo in alcuni tratti. Direi, quindi, che per la zona più messa male (prima di Clavarezza, venendo da Nenno) di interventi ufficiali non ce ne dobbiamo aspettare assolutamente.
Io, però, non mi arrendo e spero così tutti noi che abbiamo a cuore questo itinerario... Lassù conto di tornare presto.

Confermata l'idea di segnalare il Chiappa-Cremado via Casoni di Juan. Vedremo in che tempi.
Ciao a tutti.

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MessaggioInviato: dom gen 23, 2011 21:47 
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E' già qualcosa... :) :strizzaOcchio::

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MessaggioInviato: lun gen 24, 2011 8:16 
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sabato a Pian dei Curli ho visto i segnavia cerchio giallo barrato, in alcuni punti.

Verso Tessaie è impercorribile, meglio verso Casareggio, dove si ritovano i segnavia tra le cae alte del paese.

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MessaggioInviato: lun gen 24, 2011 11:30 
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L'ultima volta, venendo da Pareto, arrivato a Pian dei Curli mi sono trovato di fronte a una foresta. Impossibile proseguire. Io ho aggirato le case a valle, ma dal segnale Fie che ho trovato dopo e come tu confermi, l'itinerario passa lato monte delle case. Mi pare che non ci siano arbusti particolarmente ardui da sdradicare, più che altro occorrerebbe decespugliare con determinazione.
La discesa (o la salita) da/per il valico di monte Pareto è praticabile anche se l'acqua ha scavato il sentiero in alcuni punti e il segnavia è abbastanza evidente.
Un signore a Casareggio mi ha detto che fino qualche tempo fa ci pensavano i paesani a pulire il tratto fino a Pian dei Curli; ora chi ne aveva voglia non c'è più e i pochi rimasti pensano a mala pena al loro orticello.

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MessaggioInviato: lun gen 24, 2011 14:58 
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MessaggioInviato: lun gen 24, 2011 16:54 
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Vista la stagione l'intrico di vegetazione intorno alle case è meno ostico?

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MessaggioInviato: lun gen 24, 2011 17:06 
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terralba ha scritto:
Vista la stagione l'intrico di vegetazione intorno alle case è meno ostico?


Decisamente, anche se io non sono salito da Casareggio.

Sono salito in corrispondenza di un tornante prima di arrivare a Casareggio in corrispondenza di un ponte e di una teleferica sulla sinistra.

C' è una traccia di sentiero che corre in sponda dx del rio fino ad arrivare in corrispondenza di un piccolo spiazzo dove cìè della legna tagliata e poi salendo lungo tracce in un bel bosco di castagni.

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MessaggioInviato: ven feb 18, 2011 22:45 
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alla cappelletta del colletto, mezzo metro di neve


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MessaggioInviato: ven feb 18, 2011 22:53 
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lmmt ha scritto:
alla cappelletta del colletto, mezzo metro di neve


: Yahooo : (ci vorrebbe il bob :skifree: )

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MessaggioInviato: mar apr 12, 2011 20:57 
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Da qui al 2013 solo alcuni tratti di questo sentiero saranno soggetti a una manutenzione programmata e "ufficiale".
Nel bando pubblico appena emesso dall'Ente Parco Antola per l'assegnazione di contributi (120 euro a km per interventi di sfalcio, taglio di arbusti e rimozione di piccoli ostacoli) figurano soltanto tre tratti: Pareto-Porcile, Molino di Chiappa-Chiappa e Chiappa-Piancassina.

Per tutto il resto, vista la carenza di fondi, niente da fare (il totale dei sentieri che, rispetto al bando precedente, non verrà toccato è di 47 chilometri). Scordiamoci, quindi, un ripristino del tratto precedente Clavarezza e del tratto valico Monte Porcile-Pian dei Curli che sono i più mal messi. Non si può che votarsi alla buona volontà di alcuni singoli.

Per conoscenza di tutti, ecco, comunque, l'elenco completo dei sentieri inseriti nel bando (e che trovate nell'ultimo numero di "Le voci dell'Antola") in cui, questa è una buona notizia, è confermato l'interessamento al sentiero Chiappa-Casoni di Juan (non si parla, però, del proseguimento fino al Cremado):

Caprieto-Bric delle Camere
Caprieto-Passo Costa Salata-San Fermo
Vobbietta-Bric delle Camere
Caprieto-ex osteria Castel della Pietra
Case Martellona-Madonna di Clavarezza
Vallenzona-Passo di Sesenelle
Arezzo-Monte Castello
Tonno-Monte Buio
Tonno-Area sosta Stazzone
Piancassina-Pian dei Bricchi
Chiappa-Piancassina
Chiappa-Senarega
Chiappa-Tonno
Chiappa-Casoni
Pareto-Caselline-Porcile
Piani-Costa della Gallina
Vallegge-Inagea
Besolagno-Fontanini
Crocefieschi-Rocche del Reopasso
Camarza-Rocche del Reopasso
Bastia-Bric dell'Aiuola
Anello Monte Castello
Vaccarezza-Olmi
Inagea-Monte Pianetto
Donetta-Monte Lavagnola
Marzano-Passo di Pentema
Marzano-Tercesi
Prato di Torriglia-Obbi-Monte Lavagnola
Acquabona-Garaventa
Torriglia Castagneto-Monte Scietto
Pentema-Buoni-Cappelletta del Colletto-Casa del Piccetto
Pentema-Donetta
Bavastri-Passo del Colletto
Bavastrelli (2a cappella)-Colletta delle Cianazze
Caprile-Fontana d'Antola
Alpicella-Colombelli (diga Brugneto)
Propata-Caprile
Rondanina-Bric Rondanina
Rondanina-Cappella di S. Rocco
Rondanina-Fascia
Casa del Romano-Fontanarossa
Fontanarossa-Pian della Cavalla-Fascia
Alpe di Gorreto-Monte Carmo
Alpe di Gorreto-Passo della Maddalena
Capanne di Carrega-Passo della Maddalena
Alpe-Varni
Capanne di Carrega-La Biulla
Bivio Maiada-Zeppado-Viazzale

Si può ovviamente discutere sull'opportunità di curare un tracciato rispetto a un altro e, magari, di tornare sui "soliti" sentieri e di condannare all'oblio altri, anche più belli, ma la prospettiva è questa.

Chi fosse interessato a partecipare alla gara di assegnazione (possono accedere oltre a enti, associazioni e gruppi anche persone singole) può leggere tutte le regole sul sito parcoantola.it

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MessaggioInviato: mer mag 04, 2011 20:59 
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Sabato ho percorso un brevissimo giro fotografico tra Tonno e il mulino di Chiappa. All'andata ho percorso il sentiero che parte dal piazzale di Tonno (dove finisce la carozzabile) segnato tre palle gialle, mentre al ritorno ho seguito il sentiero cerchio barrato giallo sino a Casareggio. All'andata non sono sceso subito al mulino di chiappa ma ho proseguito la mulattiera che si tiene a mezza costa sino al guado del torrente che penso alimenti più in basso i laghetti di Tonno. La mulattiera sembrava proseguire ben marcata direzione Chiappa, avete idea di dove porti? Potrebbe essere quella traccia che quando da Chiappa si sale ai Casoni di Juan (per la mulattiera non segnata) si lascia a sinistra più o meno all'altezza del boschetto di pruni?

Posto alcune foto del bosco e dei laghetti di Tonno
Il sole della sera filtra nel bosco
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Particolare di un vecchio tronco di castagno
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Particolare della Cascatella a monte del mulino di Chiappa
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Il rio che alimenta il primo laghetto
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Il primo laghetto
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Piante acquatiche
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Il laghetto sotto il mulino di Chiappa
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terralba ha scritto:
Da qui al 2013 solo alcuni tratti di questo sentiero saranno soggetti a una manutenzione programmata e "ufficiale".
Nel bando pubblico appena emesso dall'Ente Parco Antola per l'assegnazione di contributi (120 euro a km per interventi di sfalcio, taglio di arbusti e rimozione di piccoli ostacoli) figurano soltanto tre tratti: Pareto-Porcile, Molino di Chiappa-Chiappa e Chiappa-Piancassina.

Per tutto il resto, vista la carenza di fondi, niente da fare (il totale dei sentieri che, rispetto al bando precedente, non verrà toccato è di 47 chilometri). Scordiamoci, quindi, un ripristino del tratto precedente Clavarezza e del tratto valico Monte Porcile-Pian dei Curli che sono i più mal messi. Non si può che votarsi alla buona volontà di alcuni singoli.

Per conoscenza di tutti, ecco, comunque, l'elenco completo dei sentieri inseriti nel bando (e che trovate nell'ultimo numero di "Le voci dell'Antola") in cui, questa è una buona notizia, è confermato l'interessamento al sentiero Chiappa-Casoni di Juan (non si parla, però, del proseguimento fino al Cremado):

Caprieto-Bric delle Camere
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Si può ovviamente discutere sull'opportunità di curare un tracciato rispetto a un altro e, magari, di tornare sui "soliti" sentieri e di condannare all'oblio altri, anche più belli, ma la prospettiva è questa.

Chi fosse interessato a partecipare alla gara di assegnazione (possono accedere oltre a enti, associazioni e gruppi anche persone singole) può leggere tutte le regole sul sito parcoantola.it

Ripristinare il Chiappa-casoni di Juan alla cifra proposta è una vergogna!!!!!
Non ci sono i soldi, e allora meno sentieri.
Spiace dirlo, purtroppo, ma tra tutti i parchi liguri quello con la situazione sentieristica messa peggio è L'antola. Senza entrare nel merito oggettivo che non è tema specifico del forum.
Purtroppo a perderci è l'area protetta e gli escursionisti, in una semplice parola tutti.

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Se l'è fassile m'angusciu, se l'è diffisile tribullu!
"Ogni civetta ha la sua casa l'albero, ma il barbagianni invece no" Punkreas Paranoia e potere


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Dani80 ha scritto:
Sabato ho percorso un brevissimo giro fotografico tra Tonno e il mulino di Chiappa. All'andata ho percorso il sentiero che parte dal piazzale di Tonno (dove finisce la carozzabile) segnato tre palle gialle, mentre al ritorno ho seguito il sentiero cerchio barrato giallo sino a Casareggio. All'andata non sono sceso subito al mulino di chiappa ma ho proseguito la mulattiera che si tiene a mezza costa sino al guado del torrente che penso alimenti più in basso i laghetti di Tonno. La mulattiera sembrava proseguire ben marcata direzione Chiappa, avete idea di dove porti? Potrebbe essere quella traccia che quando da Chiappa si sale ai Casoni di Juan (per la mulattiera non segnata) si lascia a sinistra più o meno all'altezza del boschetto di pruni?

Posto alcune foto del bosco e dei laghetti di Tonno
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Ciao, bellissime foto (merito tuo ma anche di quel posto davvero meraviglioso e sorprendente per chi non lo conosce).
La mulattiera che tu indichi non so se porti davvero a quella per i Casoni di Juan; la traccia di cui parli l'ho imboccata proprio salendo da Chiappa, ma dopo un duecento metri circa si infrasca e si perde del tutto. Può darsi che, in origine, portasse dove dici tu; può darsi no. Forse il nostro cartografo numero 1, Giorgio, potrebbe darci qualche elemento in più.

Piuttosto: mi confermi che il sentiero cerchio giallo barrato dal Mulino di Tonno a Casareggio è ben messo (io avevo provveduto a rinfrescarne le indicazioni all'incrocio con la strada)?
Ciao

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Confermo che il percorso cerchio giallo barrato almeno sino al mulino di chiappa è in buonissimo stato. Peccato solo che all'arrivo sulla strada si passa sotto una vecchia (spero) discarica illegale... purtroppo quello di buttare i rifiuti nelle scarpate è una brutta vecchia abitudine che era molto diffusa... devo dire che ora mi sembra ci sia maggiore consapevolezza e quella delle discariche abusive sia una abitudine che si sta piano piano perdendo almeno nel nostro entroterra.

Il sentiero tre palle gialle invece, durante la discesa al mulino, è interrotto da un grosso (tanto grosso) castagno abattutto.

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ho fatto un giro in antola da senarega (roiale, piancassina, antola, bucci, piancassina, costa della gallina, cerviasca, senarega): ho percorso l'ultimo tratto del "cerchio barrato", che è in buono stato rispetto al resto (unica tratto un po' difficoltoso, dopo i primi due guadi dal paese di piancassina, dove non è chiaro un passaggio); la mulattiera è ampia ma conserva poco del fondo originario; il bosco è bellissimo, prima castagno (a quasi 1.100 metri!) e poi faggio; si arriva ad una sella sopra i prati in cima alla costa della gallina: a sinistra si va alla cappelletta del colletto, a destra si scende per tracce al sentiero principale direzione Carsi-Avosso; come quasi sempre mi capita, ho incontrato esemplari della fauna locale: la volpe e il daino; il lupo non lo vedo mai, quasi "mi girano", perché sento relativamente spesso di incontri e avvistamenti, anche se un guardiaparco una volta mi ha detto che tanti millantano e non è poi così facile vederlo; saluti!


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L'ultima volta che sono passato da lì avevo dato una ricoloratina allo sbocco del sentiero sulla Costa della Gallina e in effetti avevo notato i problemi di segnavia subito dopo Piancassina, mi pare in parte dovuti anche a effetto dilavamento. Bisognerebbe ritornarci e mettere qualche cerchio giallo barrato in bella evidenza sugli alberi.

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Sono tornato stamattina su questo sentiero, opportunità nata all'ultimo momento per una serie di incroci di diversi impegni familiari per cui mi scuso con Lmmt che avrebbe voluto accompagnarmi se l'avessi avvertito per tempo.
Gambe in spalla insieme alla mia labrador Joey tra Nenno e Clavarezza e ritorno, per vedere la situazione nell'ormai famoso primo tratto "incriminato" di cui si discute da tempo su questo forum.

Ebbene, complice la vegetazione invernale poco folta e una splendida visibilità in quota (stamattina le nubi maccaiose partivano proprio all'altezza di Nenno) sono riuscito a rintracciare il "maledetto" tracciato perduto fra la valletta del Rio della Scabbia e Clavarezza. Molti gli arbustelli, che con lo sviluppo primaverile diventano quasi impenetrabili, ma il sentiero è ancora evidente (al momento, però, continuerei a classificarlo, in questa zona, per EE).

Rifacendomi a quanto detto in altri post, sostanzialmente, superata una breve impennata laddove il sedime sembrava scomparire (punto di riferimento un segnale su targhetta inchiodato a un albero), invece che procedere in salita per tracce verso la mulattiera che scende dal crinale (soluzione estemporanea che vi avevo illustrato), si deve piegare a destra e andare a mezzacosta verso Est in leggera ascesa arrivando in vista del paese. Più o meno è il traverso di cui avevano parlato Scinty e Alec, che penso non abbiano scorto i segnali proprio per l'abbondante vegetazione.

I vecchi cerchi gialli sbarrati, per quanto sbiaditi, non sono andati perduti; io stamattina li ho rintracciati in breve e ho provveduto a facilitare l'individuazione del percorso con piccoli "baffi gialli" sui tronchi degli alberi (ripromettendomi di tornare in zona con la "squadretta" di volonterosi che sembra possa nascere).

Nelle vicinanze di Vaccarezza, poi, il sentiero attraversa un ampio prato che è stato falciato e quindi, anche in questo caso, non ci sono più ostacoli particolari nel procedere.

Occorrerebbe, però, prima che la vegetazione si sviluppi con la primavera, riuscire a rendere più marcato tutto il tracciato rendendolo costantemente percorribile e aggiungere dei segnavia nel tratto "fantasma", magari utilizzando la formula delle targhette che si deve alla defunta Comunità montana della Valle Scrivia (credo che lo stesso possa valere per la zona di Pian dei Curli, scendendo dal valico di Monte Pareto).

Sempre stamattina, armato di sega e falcetto, ho reso più potabile il sentiero in corrispondenza dello smottamento all'altezza del Rio della Lisca, sistemando qualche segnale per rendere più evidente il percorso da seguire, a monte, per aggirare la franetta. Ho rinfrescato anche le indicazioni al bivio di Torre Bibbiena e a quello immediatamente successivo al paese di Caserza.

Segnalo infine che ho trovato sistemata una rudimentale ma efficace corda elastica per attraversare, con più sicurezza, il Rio del Ciuca, primo guado che si incontra arrivando da Caserza. In effetti la roccia, in caso di pioggia o, comunque, con livello d'acqua maggiore del rivo, può risultare molto scivolosa e, poco più in basso, c'è un bel dislivello...

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MessaggioInviato: mar mar 27, 2012 20:30 
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Cari amici, sono tornato con Joey domenica scorsa sul luogo del delitto. Complice il passaggio all'ora legale sveglia alle 5 e arrivo a Clavarezza allo scoccare delle 7.15, ovvero 6.15 solari, prime luci dell'alba.

Quasi quattro ore di lavoro nel solo tratto Clavarezza-Rio della Scabbia per:
- sistemare una decina di targhette con segnavia sui tronchi a complemento di quelle esistenti messe anni fa dalla Comunità montana e necessarie in alcuni punti in cui, in effetti, i segnavia su pietre sono poco visibili;

- ripitturare i segnavia cerchio giallo barrato dove necessario

- eliminare alcuni arbusti/rovi che restringevano sensibilmente il sentiero

- percorrere il tratto nei due sensi più volte per verificare l'identificazione del percorso e la visibilità dei segnavia

- tracciare un paio di indicazioni in paese presso bivi dove era possibile seguire una strada sbagliata.

Direi che ora questo tratto possa essere considerato recuperato e totalmente percorribile senza problemi, per cui, se Giorgio Mazzarello lo ritiene, le indicazioni messe sulle sue mappe riguardo tratti infrascati e franati nel tratto Nenno-Clavarezza possano essere tolte. I due piccoli smottamenti restano, ma sono aggirabili senza problemi prendendo come riferimento i segnavia.

Volevo fare anche un salto a Casareggio e salire a Pian dei Curli per verificare la situazione là, ma i tempi si sono allungati e sarà per una prossima volta.

P.S. Incontro un simpatico abitante di Clavarezza che mi chiede dell'intervento sul sentiero e ringrazia: "Sa, con mia moglie andavo sempre a Caserza ma poi tra frane e rovi la traccia è diventata impercorribile".

Avrei voluto dirgli: "Scusi, lei che è di qua, che conosce il territorio come le sue tasche e che, spero, gli sia affezionato, perchè deve aspettare che sia un cittadino a compiere un intervento che, magari, con un po' di prevenzione in passato, poteva essere attuato con più semplicità da lei e da qualche compaesano con sicuramente più capacità?"

Ovviamente non gliel'ho detto, ma la considerazione rimane. Se tutti facessimo così e del bene collettivo che sta un metro fuori dalla nostra proprietà ce ne freghiamo...

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Bravo Terralba, cio' che ti eri proposto lo stai facendo realmente!!!

Grazie da parte di tutti gli utenti dei sentieri!!

terralba ha scritto:
....se Giorgio Mazzarello lo ritiene, le indicazioni messe sulle sue mappe riguardo tratti infrascati e franati nel tratto Nenno-Clavarezza possano essere tolte



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