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MessaggioInviato: ven apr 06, 2012 14:32 
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terralba ha scritto:
Avrei voluto dirgli: "Scusi, lei che è di qua, che conosce il territorio come le sue tasche e che, spero, gli sia affezionato, perchè deve aspettare che sia un cittadino a compiere un intervento che, magari, con un po' di prevenzione in passato, poteva essere attuato con più semplicità da lei e da qualche compaesano con sicuramente più capacità?"

Ovviamente non gliel'ho detto, ma la considerazione rimane. Se tutti facessimo così e del bene collettivo che sta un metro fuori dalla nostra proprietà ce ne freghiamo...


Quoto in pieno, so che per pochi abitanti che lavorano e hanno tanto a cui pensare può essere difficoltoso, come spiegato da un abitante di Pareto incontrato poco tempo fa (fanno il possibile, ma ci vuole tutta che puliscano intorno al paese) ma sentirsi dire da uno del luogo che ti osserva mentre ravani risalendo una discarica perchè il sentiero è invaso da pruni e rovi "lì è tutto sporco ma adesso, con la strada ASFALTATA, in breve arrivate" quando esistono dei bei sentieri... ti girano le balle...

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MessaggioInviato: mar apr 16, 2013 20:02 
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Quotazerino doc
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Ciao ragazzi, tornato dopo un anno sul sentiero per verificarne le condizioni. Col decespugliatore ho eliminato un po' di rovi e piante invadenti tra inizio sentiero, a Nenno, e il primo tratto in discesa sotto Torre Bibbaia. Ora la situazione è buona, anche a livello di segnavia.

Sono poi passato a Clavarezza e da lì a ritroso fino al Rio della Scabbia: posso essere soddisfatto, perchè i segnali piazzati nella primavera scorsa sono sempre ben visibili e tutto il tracciato è potabile. Comunque col decespugliatore ho ulteriormente allargato la traccia, tolto un po' di rovi invadenti e qualche ramo un po' alto che rendeva difficile la visuale. Ribadisco, dunque, che il tratto difficile è sempre più un ricordo: ora è ulteriormente ben percorribile.

Prossima tappa Pian dei Curli per riallargare il sentiero proprio nella zona delle case. Salirò col dece da Casareggio. Sul tratto da lì al Monte Pareto non c'è molto da fare: sentiero faticoso visti i tanti tronchi a terra e il dilavamento ma problemi d'orientamento non ce ne sono.

Infine mi propongo una verifica totale per rinfrescare i segnavia sull'intero percorso. Vi aggiornerò.

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MessaggioInviato: gio apr 18, 2013 11:19 
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MessaggioInviato: gio apr 18, 2013 11:28 
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MessaggioInviato: lun mag 27, 2013 16:02 
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Quotazerino doc
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Finalmente ho trovato una mattinata libera abbinata a condizioni meteo accettabili per salire a Pian dei Curli per l'operazione pulizia.

Obiettivo centrato: in cinque ore di lavoro sono riuscito a decespugliare tutti il sentiero ripristinando un'ampia traccia che consente di superare agevolmente il paese, peraltro ormai arresosi all'assalto della vegetazione e in condizioni molto peggiori rispetto a come si presentava quando Delorenzi ha fatto il suo ultimo reportage fotografico.

Direi che s'è riaperto il tracciato originale: nel tratto che passa tra due case il muro di una di esse è del tutto crollato, ci si passa sopra, ma eliminando le piante sia in basso che in alto non ci sono problemi.

Tolta la vegetazione a terra ma anche molti rami e liane pendenti con particolare attenzione ai rovi sporgenti, che ho poi eliminato anche al guado del Rio della Schena (lato Casareggio) dove davano molto fastidio.

Tagliati e spostati anche un paio di grossi tronchi caduti sul sentiero, appena fuori Pian dei Curli, che obbligavano a scendere sul crinale in un punto molto scivoloso.

Ho poi risistemato un po' di segnavia per consentire un facile orientamento sia per chi scende dal Monte Pareto sia per chi procede in senso contrario.

I pittogrammi sarebbero tutti da rinfrescare, comunque tra Pian dei Curli e Casareggio il sentiero-mulattiera è chiaro e non consente di sbagliare.

Sostanzialmente al momento sono i circa 700 metri di salita/discesa per/da il valico di Monte Pareto il tratto più "difficile". Lì, però, occorrerebbe un lavoro enorme per togliere la gran quantità di tronchi abbattuti dalla galaverna stagione dopo stagione. Non resta che scavalcarli o passarci sotto: un po' fastidioso ma fattibile.

La settimana prossima mi riprometto un ripasso generale del sentiero, da Nenno alla Cappelletta del Colletto, per una verifica complessiva e qualche ulteriore ritocco. Vi aggiornerò.

Ciao

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MessaggioInviato: gio mag 30, 2013 22:23 
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MessaggioInviato: gio giu 06, 2013 22:11 
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Quotazerino doc
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Di ritorno dalla nuova verifica sul sentiero fatta insieme a Lmmt. Poichè abbiamo voluto fare le cose bene ci siamo limitati al tratto Nenno-Casareggio, dandoci dentro ancora un po' con cesoie e falcetti e togliendo ancora un bel po' di rami e di piante invadenti.

Ecco la situazione, facendo riferimento alle cartine di Giorgio Mazzarello.

- Km. 0+400: tolte le frasche più grosse per un centinaio di metri nel tratto in cui corre parallelo a una recinzione, al termine della strada asfaltata imboccata dalla chiesa di Nenno. Lorenzo che deve tornare in zona farà un ulteriore intervento.

- Bivio Torre Bibbaia: sistemata bene la segnaletica rinfrescando i pittogrammi e apponendo un paio di segnali plastificati sugli alberi.

- Km. 1+000: il breve tratto di sentiero smottato, tempo fa segnalato, s'è consolidato. Cautela sì ma senza esagerare.

- Caserza: sistemata la segnaletica precedente il paese. All'uscita, appesa a destra, resiste la freccia "firmata" dalla defunta Comunità montana Alta Valle Scrivia: Clavarezza 2500 metri. Qualcuno ha scritto a penna: "Agosto 2012, sentiero franato e interrotto". Non è così!

- Dopo il terzo ramo affluente del Rio della Lisca, prima di superare il costone che porta nella vallata del Rio della Scabbia, c'è questo smottamento imponente, per una ventina di metri, che ha totalmente chiuso l'itinerario originale. Ma, attenzione, lo si aggira a monte: con Lorenzo abbiamo ulteriormente tagliato un po' di frasche e rafforzata la segnaletica; anche provenendo da Clavarezza ora con pittogrammi e frecce è chiaro che bisogna salire sulla destra per superare il tratto franato.

- Km. 4+270, dopo il terzo ramo affluente del Rio della Scabbia. Anche qui tagliati rami e fronde varie prima del guado. Da lì in avanti si sale sul sentiero che, come raccontato in post precedenti, ora è ben evidente con segnali posti nei punti in cui si spinge lo sguardo. Abbiamo ulteriormente tagliato qualche roivo residuo.

Prima di Clavarezza l'erba è tornata un po' alta ma la traccia resta abbastanza evidente e non fa sbagliare. Sistemato su un albero un nuovo segnale a un bivio, a centro paese, utile per chi procede in direzione Sud. Speriamo che, come accaduto in precedenza, qualche nativo non lo tolga di nuovo


- Tratto Clavarezza-Porcile: nulla da segnalare sul tracciato che segue la strada asfaltata. Quando, sotto il paese, l'antico segnale indica di prendere a sinistra su qualche scalino poi bisogna non andare subito a destra (la vecchia mulattiera rasente le case è troppo infrascata) ma andare dritti per 5-6 metri e poi piegare a dx, sotto la vecchia trattoria, passando per un prato fino a una baracchetta metallica nei pressi del centro paese.

- Km 8+000/km 8+250: sentiero con qualche tratto di erba un po' alta (normale per il periodo) ma percorribile senza problemi. Al bivio per la fornace (riferimento cartine: costone Frassina) iniizia la discesa per Caselline. Ho sistemato un altro segnale in alto per indicarne meglio l'imbocco.

- Superato Caselline, all'altezza di un palo indicatore "ingannevole" del Parco (sono passati tre anni dalla nostra prima segnalazione ma nessuno ha provveduto a semplicemente girarlo nella posizione giusta) si prende nuovamente a destra in discesa verso Pareto.

Dopo il guado del Rio Pareto, il sentiero è ancora pesantemente fradicio in due-tre punti perchè da sinistra continua a scendere acqua che non è stata minimamente canalizzata. Un paio di smottamenti sono il risultato attuale; si passa ma, a lungo andare, col continuo stillicidio in atto, è probabile che la situazione peggiori.

Se, tra due anni oppure venti, chissà, sarà impossibile transitare ci si costringerà a passare sulla strada asfaltata con un quarto d'ora di aumento di percorrenza. Proseguendo ora si arriva a Pareto senza problemi: segnali ben evidenti fino a centro paese.

- Pareto, km 10+000. Dal vecchio oratorio cadente si svolta a sinistra in salita presso il bed & breakfast recentemente aperto dalla simpatica signora Mina col marito per salire fino ad arrivare al colletto del Monte Pareto. Traccia chiara, segnali abbastanza visibili, molti rami e tronchi caduti e da noi tagliati e spostati. Giunti allo scollinamento con un altro paio di segnali alti si individua subito il sentiero di discesa a sinistra.

- Km 11+000/km 11+840. E' il tratto che porta a Pian dei Curli. Come già detto per spostare o tagliare le decine di tronchi abbattuti dalla galaverna, specie nel pezzo più vicino al paese, occorrerebbe uno squadrone. Quindi si dovrà continuare a scavalcare o sottopassare gli alberi a terra. Ma non c'è alcunché di problematico; anche se i segnavia restano sbiaditissimi (mi riservo di ripassarli un prossima volta) il percorso è evidente. C'è solo un bivio che può rendere dubbiosi sulla direzione: si va a destra!

Arrivati alle case di Pian dei Curli abbiamo tolto un po' di rami per evidenziare meglio il sentiero che sbuca su un prato da attraversare con le case bene in vista fino a intercettare il sentiero su cui una decina di giorni fa ero intervenuto col decespugliatore e che passa a valle delle case stesse. Con Lmmt torneremo sul posto per vedere se sia possibile riaprire il tracciato originale. Ora, comunque, si passa bene e superato il paese la traccia torna ben chiara e segnalata.

Ci sono un paio di smottamenti, superabili con un pizzico di attenzione, perchè, a destra (o a sinistra, dipende dalla direzione) c'è la scarpata...

- Discesa su Casareggio: si è usciti dal bosco, visuale ampia sulla valle del Brevenna, sul versante opposto la macchia bianca della edicola mariana prima di Chiappa. Sentiero molto pietroso, muretti a secco cadenti, erba alta di stagione. La vera e propria frana in vista del paese è sempre lì: la si supera risalendo per qualche metro a sx; segnali sbiaditi ma individuabili.

-- Casareggio, km. 13+000. Ci siamo per ora fermati qui e abbiamo chiacchierato per una buona mezz'oretta con una delle sole tre persone stanziali in paese. Verificheremo una prossima volta il resto del sentiero, ma, come già riferito, da Casareggio in su, a parte un piccolo tratto franato dopo Chiappa, non ci sono problemi di sorta.

Abbiamo tra l'altro saputo che il consorzio di Tonno si occupa di mantenere bene tutto il tracciato fino a Chiappa, ed è un'altra buona notizia.

Concludendo: il sentiero è percorribile completamente. Attenzione: resta roba da gente un po' avvezza, famigliole con i bambini al seguito non ci possono certo passare e, anzi, glielo sconsigliamo vivamente. Ma, quotazerini o gente della nostra risma a parte, chi si incontra ormai per monti?

Ciao, al prossimo aggiornamento.

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MessaggioInviato: gio giu 13, 2013 11:34 
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Grandi! Grazie.

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Io credetti e credo la lotta con l'Alpe utile come il lavoro, nobile come un'arte, bella come una fede.

Meglio un fesso felice che un granitico scontento.


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MessaggioInviato: mer nov 13, 2013 14:41 
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Ciao a tutti, allertato da quanto scritto recentemente da Antolino in un altro topic sono tornato stamattina su con Joey concentrandomi sul tratto Pareto-Pian dei Curli. E devo ribadire che il Pareto-Valico monte Pareto è assolutamente transitabile senza la minima difficoltà con la traccia del sentiero evidentissima. Solo in due punti, per estrema pignoleria, ho piazzato un paio di segnavia tabellari su alberi ben visibili in entrambi i sensi.

C'è poi una bella novità, che non so se attribuire a interventi soprannaturali o alla raccolta legna da parte di qualcuno: non c'è pressochè più traccia di rami caduti a intralciare il cammino tra il valico e Pian dei Curli. Il sentiero non ha ostacoli di sorta e si procede in discesa/salita senza problemi.

A Pian dei Curli ho rievidenziato, con i segnali tabellari, il percorso esatto di attraversamento da una parte all'altra del paese, fedele all'itinerario Fie che rasenta il lavatoio, e controllando più volte la loro visibilità nei due sensi, che credo sia davvero molto buona.

Insomma, anche questa parte di sentiero, a mio parere, ora è perfettamente fruibile. Ci sono solo da rinfrescare i segnavia pittorici sugli alberi (e vedremo di farlo, tempo permettendo), radi e piuttosto sbiaditi, ma, ripeto, il sentiero da seguire è pressoché uno solo, chiarissimo: impossibile sbagliare. Sia in ingresso che in uscita da Pian dei Curli la strada giusta, in un paio di bivi, è chiaramente indicata dai segnali che ho posto.

Semmai, a tarda primavera, bisognerà tornare su e decespugliare le crescite di quel periodo che, in pratica solo intorno alle case di Pian dei Curli, potrebbero creare qualche difficoltà.

Ciao. Gambe in spalla!

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MessaggioInviato: mer nov 13, 2013 15:20 
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Bene, grazie dell' ottimo lavoro.
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Tornato stamattina in zona con Joey: ripitturati i segnavia tra Pareto (dal punto in cui di scende per Caselline) a Pian dei Curli (guado del Rio della Schena successivo al paese) e messo anche qualche segnale corrente sugli alberi per facilitare i "colpi d'occhio". Itinerario agibile tranquillamente: paradossalmente l'unico pezzettino un po' così (terreno cedevole) si trova nel primissimo tratto salendo da Pareto, ma è proprio una sciocchezzuola.

Chiedo a Delorenzi: ti ricordi più o meno in quale punto di Pian dei Curli parte la traccia che scende alla strada per Casareggio che hai fatto quando sei salito a far foto? Ciao

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MessaggioInviato: ven dic 13, 2013 16:40 
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terralba ha scritto:
Chiedo a Delorenzi: ti ricordi più o meno in quale punto di Pian dei Curli parte la traccia che scende alla strada per Casareggio che hai fatto quando sei salito a far foto? Ciao


Il sentiero è in corrispondenza di un tornante, appena prima di Casareggio


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Sì, da sotto l'ho trovato. Ti chiedevo se più o meno ricordi in che punto dell'agglomerato di Pian dei Curli spunti (zona lavatoio piuttosto che guado del Rio della Schena per dire) per trovarlo approcciandosi dall'alto.
Ciao

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MessaggioInviato: dom dic 15, 2013 14:23 
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terralba ha scritto:
Sì, da sotto l'ho trovato. Ti chiedevo se più o meno ricordi in che punto dell'agglomerato di Pian dei Curli spunti (zona lavatoio piuttosto che guado del Rio della Schena per dire) per trovarlo approcciandosi dall'alto.
Ciao


Partendo da sotto arrivi proprio nel centro del borgo praticamente sotto il lavatoio.

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Perfetto, grazie. A naso fa risparmiare almeno 15-20 minuti rispetto alla salita da Casareggio sul sentiero segnalato. Che ne pensi? Ciao

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MessaggioInviato: dom dic 15, 2013 19:42 
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terralba ha scritto:
Perfetto, grazie. A naso fa risparmiare almeno 15-20 minuti rispetto alla salita da Casareggio sul sentiero segnalato. Che ne pensi? Ciao


Da Casareggio non sono mai passato ma credo che sia praticamente in piano, mentre dal tornante prima di Casareggio sale dritta.

Se il sentiero da Casereggio è pulito è sicuramente meglio.

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MessaggioInviato: dom dic 15, 2013 20:02 
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Posso assicurarti che il sentiero tra Casareggio e Pian dei Curli è piuttosto pulito perchè un paio di abitanti di Casareggio ci passano abbastanza regolarmente. Ci metti 30-40 minuti ad arrivare. Con la "diretta" penso meno, ma se devi ravanare forse non conviene. Che dici?

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terralba ha scritto:
Ciao a tutti, allertato da quanto scritto recentemente da Antolino in un altro topic sono tornato stamattina su con Joey concentrandomi sul tratto Pareto-Pian dei Curli. E devo ribadire che il Pareto-Valico monte Pareto è assolutamente transitabile senza la minima difficoltà con la traccia del sentiero evidentissima. Solo in due punti, per estrema pignoleria, ho piazzato un paio di segnavia tabellari su alberi ben visibili in entrambi i sensi.



Se scrivi così io ci faccio la figura del tossicomane in crisi di astinenza con le allucinazioni :risataGrassa: .. e quindi se non si fosse ancora capito dico molto chiaro che se io faccio un sentiero la vegetazione non mi deve toccare, i bastoncini non si devono impigliare nei rovi, la sede del sentiero non deve essere coperta da foglie di duecento autunni, rami e rametti caduti e invasa da pietre rotolate da muri a secco sgretolati, devo vedere segnavia precisi e continuati in posizioni evidenti ed inequivocabili ecc ecc.. questo è a mio modo di vedere un sentiero percorribile senza problemi...... lo so, io sono MOLTO SEVERO..
probabilmente a te basta poter camminare, io devo camminare senza alcun problema. Abbiamo due metri di giudizio completamente diversi (il tratto con i calanchi che abbiamo fatto per andare a Rivarossa per te non presentava problemi, io già lo cancellerei dalla lista dei sentieri) ma mi pare legittimi entrambi, questo per la precisione, sennò poi sembra che io sono uno che ha le visioni.......

Naturalmente grazie per i tuoi interventi sul territorio, non credo ci sia nemmeno bisogno di dirlo..

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terralba ha scritto:
Posso assicurarti che il sentiero tra Casareggio e Pian dei Curli è piuttosto pulito perchè un paio di abitanti di Casareggio ci passano abbastanza regolarmente. Ci metti 30-40 minuti ad arrivare. Con la "diretta" penso meno, ma se devi ravanare forse non conviene. Che dici?


Se il sentiero da Casareggio è pulito è senz'altro consigliabile : Thumbup :

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MessaggioInviato: mar dic 17, 2013 15:57 
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antolino ha scritto:
terralba ha scritto:
Ciao a tutti, allertato da quanto scritto recentemente da Antolino in un altro topic sono tornato stamattina su con Joey concentrandomi sul tratto Pareto-Pian dei Curli. E devo ribadire che il Pareto-Valico monte Pareto è assolutamente transitabile senza la minima difficoltà con la traccia del sentiero evidentissima. Solo in due punti, per estrema pignoleria, ho piazzato un paio di segnavia tabellari su alberi ben visibili in entrambi i sensi.



Se scrivi così io ci faccio la figura del tossicomane in crisi di astinenza con le allucinazioni :risataGrassa: .. e quindi se non si fosse ancora capito dico molto chiaro che se io faccio un sentiero la vegetazione non mi deve toccare, i bastoncini non si devono impigliare nei rovi, la sede del sentiero non deve essere coperta da foglie di duecento autunni, rami e rametti caduti e invasa da pietre rotolate da muri a secco sgretolati, devo vedere segnavia precisi e continuati in posizioni evidenti ed inequivocabili ecc ecc.. questo è a mio modo di vedere un sentiero percorribile senza problemi...... lo so, io sono MOLTO SEVERO..
probabilmente a te basta poter camminare, io devo camminare senza alcun problema. Abbiamo due metri di giudizio completamente diversi (il tratto con i calanchi che abbiamo fatto per andare a Rivarossa per te non presentava problemi, io già lo cancellerei dalla lista dei sentieri) ma mi pare legittimi entrambi, questo per la precisione, sennò poi sembra che io sono uno che ha le visioni.......

Naturalmente grazie per i tuoi interventi sul territorio, non credo ci sia nemmeno bisogno di dirlo..


In effetti un po' di masochismo non mi dispiace :ahah: E comunque visto quello che viene fatto (o, meglio, non viene fatto) sul nostro patrimonio sentieristico bisogna accontentarsi e, magari, soffrire anche un po' per godere di certi luoghi (come quelli di cui parliamo, per esempio). Lungi da me darti del visionario, ma, in effetti, hai ragione: le cose semplici non mi piacciono troppo, se no non mi starei intestardendo su questo itinerario (come, a suo tempo, per quello del Bano che siamo riusciti a resuscitare)

Se ti viene voglia di ritornare sul cerchio giallo barrato vedrai che mi sono dato ben ben da fare... Ciao

PS Antolino sui calanchi verso Rivarossa sembrava un capriolo, io un orso marsicano. Fate un po' voi...

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Il Parco Antola ha comunicato l'elenco dei sentieri che beneficierà nei prossimi tre anni della manutenzione da parte di chi si è aggiudicato il compito rispondendo al bando. Ebbene, anche questa volta il Nenno-Cappelletta del Colletto non c'è nella sua totalità. Verranno curati soltanto due tratti: il Porcile-Caselline-Pareto e il Tonno-Chiappa-Piancassina.

Pazienza. Verificheremo quanto sarà fatto e continueremo a impegnarci per i tratti restanti.

Ciao

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Buona sera,sono nuovo di questo forum anche se e da questa estate che seguo questa discussione su questo meraviglioso sentiero. Intervengo su questa discussione per informarvi che proprio questo weekend end,armato di pazienza e motosega sono intervenuto nel taglio quantomeno degli alberi più "fastidiosi" per la percorrenza del sentiero,precisamente nel tratto che va da Caserza fino al rio della scabbia,eliminando strada facendo quantomeno le pietre che impedivano di procedere con buon passo. Non appena avrò nuovamente un fine sett libero mi riprometto di meglio intervenire presso la prima frana che si incontra dopo Caserza (quella dove,molto saggiamente,avete deviato il percorso) e nel punto più critico verso Clavarezza. Vi informo che l anno scorso avevo provveduto a ripristinare il veloce
: Thanks : collegamento con l abitato di Cerreta. Vi ringrazio per l enorme lavoro che avete fatto,sia di pubblicità per questo fantastico sentiero parlandone su questo forum,sia di pulizia e segnaletica operato in questi ultimi anni..se non ci foste stati voi ad oggi sarebbe del tutto perso!grazie ancora!! : Thanks :

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"Dagli gli alberi ho capito il significato della pazienza. Dall'erba ho imparato ad apprezzare la persistenza."
[Hal Borland]


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Grazie e benvenuto. Il tuo intervento e' provvidenziale e penso che tra il Rio della Scabbia e Clavarezza in po' di cespugli e arbusti da togliere ce ne sia. Se quando puoi ti occupi di questo aspetto concentrero' i prossimi interventi in zona sul fronte dei segnavia. Ciao

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Grazie paolocerreta della segnalazione, se vuoi passare nella sezione di presentazione del forum, così sappiamo chi ringraziare per il lavoro : Thanks :

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MessaggioInviato: mar feb 03, 2015 8:40 
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Che bello grazie!!! : Thanks : Benvenuto!! : Thumbup :

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MessaggioInviato: lun feb 16, 2015 18:51 
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Quotazerino
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Buonasera a tutti!
Mi rifaccio vivo per informarvi degli ultimi interventi che ho effettuato nel tratto Caserza-Clavarezza.
Nella frana poco oltre il guado del rio Lisca, in direzione Clavarezza, ho tagliato un po di robaccia lungo la deviazione e realizzato un piccolo terrapieno con paletti e legna ricoperti da terra e pietre lungo il bordo della frana stessa, per facilitare il percorso.
Poi mi sono concentrato nel tratto dopo il Rio della Scabbia fino al costone da risalire: li aveva ragione Terralba di roba c'è ne era un bel mucchio e purtroppo, a parer mio, nonostante sia andato giù pesante di motosega e penacca, la situazione è sicuramente migliorata, ma con la primavera e l'estate non oso pensare a che livello di altezza arriverà l'erba e i germogli degli arbusti tagliati :esclamativo:.
Ora come ora mi rimane solamente la parte che dal costone porta a Clavarezza e qui vorrei porre una domanda a Terralba visto che è stato lui il primo ad occuparsi di risegnalare il senteiro dopo la frana: mi pare di aver individuato un traccia un po meno ripida, forse scavata dagli animali o dall'acqua, che tramite un piccolo tornante verso monte sembra poter agevolare di un poco la risalita del costone. Siccome questa traccia passa tra due o tre alberi posti a valle, pensavo di collocare due corde a mo di parapetto e di deviare li il passaggio. Che ne pensi Terralba? al massimo si possono momentaneamente mantenere entrambe le tracce, poi se ti capita di ripassarci in quel luogo fammi sapere la tua opinione; se per caso non ti parrà conveniente il passaggio, a levare le due corde ci metto un attimo! comunque quando mi occuperò di quest'ultimo pezzo e delle corde scriverò un post!

Detto questo volevo porvi una mia piccola riflessione. Ho letto e riletto i vostri post precedenti su questo sentiero e mi sento di quotare in pieno tutto.
Tuttavia c'è un aspetto che mi sembra degno di attenzione: questo sentiero oltre a passare per numerosi borghi della Valle, sembra unire sopratutto quelli dove ancora resistono, eroicamente, una qualche forma di attività commerciale della vallata. Solo che da Nenno, luogo di partenza, ci sono ancora due ristoranti attivi cui rifocillarsi e, nel periodo estivo, è aperto il circolo del paese, che di certo un bicchiere d'acqua non lo nega a nessuno! Superando la Lisca, ce un bivio che porta alla Cerreta e da li, in pochissimo tempo si può scendere a fondo valle presso la Cà, così come a Clavarezza, dove un sentiero che parte appena sotto il paese, intersecando la strada asfaltata comunale e riprendendo la vecchia mulattiera, giunge fino a Molino Vecchio in una manciata di minuti, dove ancora resistono il negozio di alimentari e la farmacia, nonchè nei mesi estivi, l'impianto della piscina con relativo Bar.
Proseguendo verso Porcile, si interseca il sentiero che porta alla Madonna dell'Acqua; inoltre giungendo a Pareto,via Caselline, anche qui troviamo il circolo e pure la possibilità di pernottamento nel Bed and Bike. Passando per Casareggio, Tonno e il nuovo Bed and Breckfast è di nuovo a poche centinaia di metri. Arrivando a Chiappa, Senarega e la relativa trattoria è ad un tiro di schioppo, e perdipiù presto inizierà l'attività di affittacamere all'interno del restaurato Castello. Infine, giungendo a Piancassina, in un attimo si può raggiungere i mitici Elio e Laura dell'Osteria del Sole di Lavazzuoli, e per chi volesse, il rifugio del Parco non è poi così distante.
Io comprendo benissimo le motivazioni di bilancio del Parco e anzi, rispetto alle esigue risorse a disposizione riconosco che riescono a fare l'impossibile ! Però è davvero un peccato che questo importante sentiero, ricco di valore storico e naturalistico, non venga proprio considerato nella sua interezza, sopratutto anche alla luce della possibilità "di fare sistema" attraverso il collegamento di tutte le attività prima indicate e magari di aumentandone, anche di poco, il giro degli affari, giovando di riflesso all'intera Valle e quindi al Parco! La speranza è l'ultima a morire, e chissà, magari in un futuro ( speriamo non troppo lontano :P !) verrà deciso il suo intero e pieno recupero.

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"Dagli gli alberi ho capito il significato della pazienza. Dall'erba ho imparato ad apprezzare la persistenza."
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MessaggioInviato: mar feb 17, 2015 9:29 
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Quotazerino doc
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Ciao. Naturalmente ancora grazie per il tuo intervento. Sicuramente la primavera riporterà un po' d'erba e arbustelli sul tracciato ma intanto una ripulitura decisa manterrà discretamente percorribile l'itinerario e se si riuscisse periodicamente a fare qualche ritocco (parlo al plurale perchè a suo tempo anch'io sono venuto su col decespugliatore dal costone fino a Clavarezza) lo si manterrebbe potabile.

Condivido in pieno le tue osservazione circa il valore assoluto di questo sentiero. Basta piazzarsi in un qualunque punto della sponda sinistra orografica della Val Brevenna (il Monte Banca ad esempio) per capire la bellezza della zona anche in rapporto ai centri abitati che tocca progressivamente.

Spero che il Parco in futuro consideri anche questo aspetto ma sicuramente avrebbe peso un interesse concreto mostrato da chi abita o lavora in zona. Se le tue considerazioni venissero fatte proprie dagli operatori commerciali sicuramente avrebbero più peso sugli enti locali (e mi riferisco anche al Comune di Valbrevenna che magari un minimo delle sue poche risorse potrebbe anche metterle sulla viabilità "alternativa" pedonale, ben sapendo le enormi criticità che già investono la strada di fondovalle e le diramazioni per le frazioni).

Io queste persone, vivendo a Genova, non le conosco. Tu a quanto intuisco invece hai più familiarità con alcuni di loro; magari potrebbe essere un argomento da affrontare direttamente nel caso li incontrassi.

Poi voglio dirti che non devo certo essere io a giudicare il valore di quello che fai. Quindi ben venga una seconda possibilità per superare il dislivello oltre il Rio della Scabbia e se tu metterai le corde d'ausilio di certo non verrò io a dirti di toglierle. Anzi devo dirti che la traccia che tu indichi era quella che in un primo tempo avevo trovato e che avevo seguito; in un secondo sopralluogo (se torni alla prima pagina di questo topic troverai questa sequenza temporale) ero riuscito a individuare l'itinerario originale su cui anche la defunta Comunità montana aveva piazzato i segnavia ed è su questo che mi sono concentrato per tornare a indicare con più chiarezza la via da percorrere.

Naturalmente se la deviazione permette di superare con più facilità il tratto ben venga; una piccola rettifica nel posizionamento dei segnavia e il gioco è fatto. Se non sbaglio, confermamelo, entrambe le tracce dovrebbero condurre all'inizio del prato da cui, superando il tratto con gli arbustelli, si raggiunge poi il sentiero principale che a sua volta si innesta sulla mulattiera che arriva/porta al crinale e all'itinerario Crocefieschi-Antola.

A breve conto di terminare l'intervento sul sentiero Prato-Capenardo. Appena possibile salgo in Val Brevenna e magari ci incontriamo. A questo proposito se tramite mp mi invii un recapito telefonico te ne sarei molto grato. Con lo stesso sistema ti invierò il mio.

Grazie ancora a nome di tutta QZ (ma, in generale, di tutti gli amanti dell'escursionismo) del tuo impegno. Naturalmente attendiamo (io per primo) aggiornamenti sui tuoi interventi.

A presto!

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MessaggioInviato: lun mar 02, 2015 13:43 
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Quotazerino
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Ciao a tutti! Con l'ultimo intervento del fine settimana appena concluso direi che anche il tratto più ostico sia diventato un po più praticabile. Ho collocato due corde per facilitare il superamento del costone prima di clavarezza.
Purtroppo questo trattodel sentiero,a mio parere, resta buono da percorrere solamente nei mesi autunnali e invernali; sinceramente, poichè è quasi impossibile provvedere lo sfalcio dell'erba se non per una generosa opera di volontariato, lo ritengo sconsigliato da percorrere nei mesi estivi, sopratutto lungo il tratto "prativo" che precede clavarezza, nonchè in mezzo al pianello sopra il costone, e le poche centinaia di metri che separano il rio della scabbia e il rusceletto prima del costone stesso. Peccato! Anche se, ripeto, nel periodo invernale non vedo particolari problematiche nell'affrontare il tratto Caserza-Clavarezza, anche nei punti più critici.
A presto!

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MessaggioInviato: mer mar 04, 2015 14:33 
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Quotazerino doc
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Bravo Paolo. Appena mi è possibile vengo su e magari ripiazziamo i segnavia e facciamo un po' di documentazione fotografica da mettere qui sul forum. La tua considerazione circa la "periodicità" consigliata è giusta, ma tieni conto che in casa Quotazero non è certo l'erba alta a spaventare, e anche per questo come avrai notato ho piazzato i segnavia tabellari in posizioni elevate proprio perchè il percorso venisse comunque individuato. Quello che ovviamente darebbe fastidio sarebbero i rovi, ma anche quando il sentiero era in pessime condizioni prima che iniziassimo a lavorarci non ne ho quasi mai incontrati.

Comunque penso che, con qualche intervento più ravvicinato, l'itinerario alla lunga possa rimanere potabile anche in estate (che, peraltro, non è in generale periodo di escursioni in zona).

Magari per il "collaudo" definitivo inviteremo l'esigentissimo Antolino a rifare un giro da quelle parti.

A presto. Ciao

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MessaggioInviato: sab apr 04, 2015 18:41 
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Quotazerino doc
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: Thanks : a PaoloCerreta che ha davvero fatto un ottimo lavoro. Ci siamo visti martedì scorso e abbiamo percorso insieme il tratto di sentiero tra Caserza e Clavarezza su cui è intervenuto e sul quale conta di lavorare ancora.
E dunque eccoci a documentare il suo intervento. Iniziamo dal piccolo fronte franoso che si incontra dopo Caserza. A suo tempo con lmmt avevamo provveduto a segnalare la breve rettifica di tracciato che passa a monte dello smottamento; ora PaoloCerreta ha provveduto con dei tronchi a "palificare" compattando il terreno e martedì ho rinnovato i segnavia per un chiaro orientamento.
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P1000598.JPG [ 7.17 MiB | Osservato 8164 volte ]

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P1000599.JPG [ 7.15 MiB | Osservato 8164 volte ]


Proseguendo Paolo ha operato alla grande con la motosega eliminando gli arbusti che ostacolavano il transito su questa bellissima mulattiera: un lavoro certosino grazie al quale il tracciato si è allargato e tal sicuramente resterà per un bel po'. Al bivio col sentiero che scende a Cerreta, da cui poi si prosegue per il fondovalle fino a La Ca', e che Paolo (che abita a Mulino Vecchio) percorre spesso e tiene ben pulito) PaoloCerreta ha da poco sistemato un palo (lo vedete a destra) su cui applicherà tre frecce direzionali (Caserza, Cerreta e Clavarezza) a beneficio dei viandanti.
Allegato:
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P1000600.JPG [ 6.99 MiB | Osservato 8164 volte ]


Ed eccoci sull'ormai famosissimo costone che separa il Rio della Scabbia da Clavarezza e lungo il quale, con ripetuti interventi, abbiamo ripristinato il passaggio risistemando anche i segnavia. PaoloCerreta ha fatto di più sfruttando una traccia che permette di salire aggirando un tratto ripido, attrezzandolo con due belle corde che facilitano ascesa e discesa, e in previsione ha la sistemazione di una terza corda là dove il terreno è un po' cedevole e scivoloso.
Ecco Paolo mentre "collauda" il suo ottimo lavoro.
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P1000602.JPG [ 6.67 MiB | Osservato 8164 volte ]


Di conseguenza abbiamo risistemato i pittogrammi e anche i segnavia sugli alberi per un facile orientamento.
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P1000603.JPG [ 6.58 MiB | Osservato 8164 volte ]


Dunque vi posso riconfermare un transito tranquillo in questo tratto che era il più "difficile" dell'intero itinerario.

E a proposito di segnalazioni aggiungo che le forti piogge autunnali hanno molto scavato al guado del Rio del Giuca, il primo corso d'acqua che si incontra in direzione Cappelletta del Colletto. In particolare si è creato un "saltino" sul lato di Nenno. Niente di che, però: ci si aiuta con le mani, si sceglie bene dove posare i piedi e si passa tranquillamente. Ho, comunque, sistemato dei pittogrammi col cerchio giallo barrato su roccette e massi per indicare il passaggio ideale nei due sensi.
Allegato:
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P1000605.JPG [ 7.05 MiB | Osservato 8164 volte ]

Allegato:
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P1000606.JPG [ 7.41 MiB | Osservato 8164 volte ]


Ancora un grazie a PaoloCerreta. Vi aspettiamo su questo splendido itinerario. Ciao

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MessaggioInviato: sab apr 11, 2015 18:10 
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Buonasera!
Come preannunciato da terralba, ho provveduto a sistemare presso l'incrocio tra il sentiero del cerchio barrato con quello che proviene da Cerreta, le frecce indicanti Caserza, Clavarezza e appunto Cerreta. Ho utilizzato il rosso perchè era l'unico colore decente che avevo a disposizione a casa!
Per quanto riguarda i tempi di percorrenza non ho usato un specifico metodo di calcolo, ma ho aggiunto circa 10 minuti rispetto al mio passo abituale ( tranne il caso della discesa per Cerreta, ovviamente!).
Ho provveduto a dare due tre mani ciascuno di impregnante protettivo, perciò almeno in teoria qualche anno dovrebbero sopportarlo!
Collocherò appena mi sarà possibile anche una freccia a Caserza e a Cerreta.
A presto!


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MessaggioInviato: sab apr 11, 2015 20:40 
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...........non seguitemi, mi sono perso anch'io !


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MessaggioInviato: mar apr 14, 2015 19:38 
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Iscritto il: dom dic 16, 2007 10:04
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Complimenti per l'ottimo lavoro, molto professionale!

: Thanks : : Thanks :

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MessaggioInviato: mar apr 14, 2015 21:42 
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Grazie!!! : Ok : : Thanks : =D>

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MessaggioInviato: mer apr 15, 2015 9:40 
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Iscritto il: gio ago 09, 2007 10:39
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Io durante il mio unico trip su questo sentiero poco prima di Casareggio incrociai un attempato villico che munito di falce si apprestava a recidere infestanti rovi tra la succitata località e il diruto e solingo Borgo di Pian dei Curli.

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MEGLIO UN GIORNO DA ANTOLINO CHE CENTO DA LEONI

Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare.
Non le vorresti e nemmeno le hai scelte. Ma arrivano.
E dopo non sei più uguale.


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MessaggioInviato: mer apr 15, 2015 11:10 
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Francesco quando vuoi collaudare fammi un fischio.
Di domenica eh..

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MessaggioInviato: mar giu 23, 2015 22:59 
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QZ ha completato gli interventi, in attesa che altri mantengano fede agli impegni. Mi riferisco a chi ha preso in carico i tratti Porcile-Pareto e Tonno-Chiappa-Piancassina in base al bando 2014 del Parco Antola. E' passato un anno e nulla è stato ancora fatto e fonti ufficiali del Parco Antola, a cui ci siamo rivolti una settimana fa, non sono ancora riuscite a darci una risposta circa le previsioni di intervento.

Così noi abbiamo continuato a lavorare sugli altri tratti di questo itinerario, migliorando ulteriormente quanto fatto nei mesi scorsi e documentato nei post precedenti: tutti, ma proprio tutti, i pittogrammi sono stati riverniciati (peccato che Andrea Parodi, nel suo nuovo libro "La catena dell'Antola" abbia parlato di "vecchi segnali" non potendo che prender atto della situazione precedente e contiamo su un aggiornamento in una prossima riedizione); abbiamo aggiunto segnali in prossimità dei bivi e sistemato molti segnali correnti sugli alberi; ulteriormente tagliati i rami infestanti e dove proprio era impossibile farlo abbiamo creato una brevissima deviazione.

E allora partiamo proprio dall'inizio: sul muro alla destra della chiesa di Nenno è stata risuscitata l'indicazione di itinerario, purtroppo da tempo parzialmente coperta da un tabellone (machissenefrega degli escursionisti)
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1.JPG [ 7.55 MiB | Osservato 7892 volte ]


e, al termine della strada asfaltata, dove comincia il sentiero vero e proprio, sistemato chiari segnali
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2.JPG [ 7.37 MiB | Osservato 7892 volte ]


Al Rio del Ciuca, primo guado tra Nenno e Caserza, abbiamo ulteriormente rafforzato le indicazioni per facilitare il passaggio reso meno semplice di prima dall'azione delle acque torrentizie
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3.JPG [ 7.63 MiB | Osservato 7891 volte ]


Paolocerreta ha sistemato un'altra freccia indicatrice sul piazzale di Caserza dove termina la strada. Arrivare in auto fin là fa evitare il primo tratto di itinerario, un po' difficoltoso. Tutto il sentiero fino a Clavarezza, comunque, presenta qualche tratto stretto e una serie di piccoli smottamenti: procedere quindi con attenzione ed evitare, ma questo vale per tutto l'itinerario, giorni di pioggia o immediatamente successivi. Ecco, quindi l'opera di Paolo (con i tempi di percorrenza) accanto alla "capannina" del Parco Antola, da tempo in stato di abbandono (come tante altre, purtroppo):
Allegato:
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4.JPG [ 6.98 MiB | Osservato 7891 volte ]


Come detto prima QZ ha operato un ulteriore intervento di eliminazione arbusti. Superato il costone dopo il Rio della Scabbia (quello attrezzato con le corde da Paolocerreta) è giusto però informarvi che per circa 200 metri si incontra, al momento, erba alta, non avendo avuto a disposizione il decespugliatore. La direzione di marcia però è chiara e i numerosi segnali posti in alto sugli alberi sono esaurienti. D'altra parte luglio e agosto non rappresentano il periodo migliore per seguire questo sentiero; già a settembre a livello di vegetazione le cose miglioreranno moltissimo.

Tra Clavarezza e Porcile si segue la strada comunale e anche in questo tratto abbiamo risistemato il segnavia. A Porcile, poi, constatata l'impossibilità di tagliare sulla vecchia mulattiera ormai chiusa dal crollo dei muretti laterali, abbiamo "ufficializzato" la necessità di aggirare la chiesa a Oriente, ancora su strada, nel breve tratto in cui al cerchio giallo barrato si abbinano i tre punti gialli dell'allacciamento che sale dalla Madonna dell'Acqua e porta all'itinerario di crinale Crocefieschi-Antola:
Allegato:
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5.JPG [ 7.45 MiB | Osservato 7891 volte ]


Da Porcile a Pareto, via Caselline, ribadiamo la necessità di intervento sulla base del bando emesso dal Parco Antola. Non potevamo però evitare, poco sotto Pareto, di chiarire il percorso a un bivio ingannatore, apponendo alcuni segnali tabellari:
Allegato:
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6.JPG [ 6.89 MiB | Osservato 7891 volte ]


Tra Pareto e il valico di Monte Pareto abbiamo allargato la traccia. Nella parte alta una decina di metri di mulattiera risultano però proibitivi. Per fortuna il tratto si può aggirare facilmente per prati. Siamo all'altezza di uno spettacolare faggio che conta una ventina di tronchi. Abbiamo posto pittogrammi e segnali correnti evidenti da entrambe le direzioni di marcia:
Allegato:
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7.JPG [ 6.99 MiB | Osservato 7892 volte ]


Nuova linfa ai segnali anche nel tratto che scende a Pian dei Curli e poi a Casareggio. In particolare, prima di entrare a Pian dei Curli, abbiamo sistemato nuovi segnali gialli correnti nella zona prativa
Allegato:
8.JPG
8.JPG [ 7.75 MiB | Osservato 7891 volte ]


rinforzando quelli all'interno del paese che ora si può attraversare senza esitazioni:
Allegato:
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9.JPG [ 7.45 MiB | Osservato 7891 volte ]


Attendendo l'intervento programmato dal Parco Antola tra Casareggio e Piancassina abbiamo comunque rinvigorito i pittogrammi di attraversamento dei centri di Chiappa e Piancassina, per poi intervenire sul tratto terminale, quello che porta sul crinale della Costa della Gallina dove incontra il sentiero doppio quadrato giallo che arriva da Avosso. In particolare abbiamo risegnalato il tratto ostico che, poco dopo Piancassina, risale il Rio dell'Orso, con pittogrammi, tabelle e indicazioni correnti.

E finalmente, alla Cappelletta dei Bucci, è ricomparso lo sfondo verde del segnale di fine sentiero:
Allegato:
10.JPG
10.JPG [ 7.62 MiB | Osservato 7891 volte ]


Augurandovi buon cammino vi aggiorneremo sugli sviluppi degli interventi su questo bellissimo itinerario, che ricordiamo impegna per circa 7 ore e possiamo classificare E/EE (per i tratti Caserza-Clavarezza e Pareto-Pian dei Curli); in un futuro anche prossimo potrebbe diventare parte fondamentale di un importante percorso ad anello sul cui progetto alcuni professionisti hanno cominciato a lavorare con molta passione con il contributo dei nostri forumisti che ben conoscono la Val Brevenna.

Ciao

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MessaggioInviato: ven giu 26, 2015 10:28 
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Abbiamo ricevuto risposte ufficiali da parte del Parco Antola: le tratte Porcile-Pareto, Tonno-Chiappa e Chiappa-Piancassina sono affidate a tre soggetti diversi sulla base del bando 2014. Queste persone (due gruppi, un singolo) si occupano soltanto della manutenzione ordinaria, ovvero dello sfalcio periodico. Nulla viene fatto né verrà fatto a livello di segnaletica. E poichè i fondi sono stati dimezzati in futuro i sentieri su cui si interverrà, in questa forma, saranno pressochè i soliti, quelli racchiusi nell'area protetta.

Ne consegue che, considerando anche gli impegni che può assumersi la Fie, sarà sempre fondamentale che ciascuno di noi, quando passa su questi itinerari, dia una mano: un ramo qua, una pietra là, un colpo di falcetto su, una roncolata giù il contributo di ognuno sarà importante per mantenere questo patrimonio (e ringrazio sempre paolocerreta per l'enorme lavoro che ha già svolto tra Caserza e Clavarezza).

A livello di segnaletica, dunque, ne consegue che, a tempi più o meno brevi, noi di QZ (in totale gratuità, tempo e materiale a nostro completo carico) provvederemo a completare la riverniciatura dei pittogrammi nei tratti che mancano, esattamente Porcile-Pareto, Casareggio-Mulino di Tonno-Chiappa e Chiappa-Piancassina (esclusi i centri abitati dove abbiamo già operato). E. magari, cercheremo di verificare come opera chi si è assunto (a pagamento, pochi ma comunque buoni) l'incarico di mantenere i tratti già indicati.

Ciao, alla prossima.

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MessaggioInviato: lun giu 29, 2015 21:42 
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leggo solo ora! Grandissimo Terralba e grazie anche a Paolocerreta!!! : Ok : : Thanks : : Thanks : : Thanks : : Thanks : : Thanks :

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MessaggioInviato: sab set 12, 2015 14:26 
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Dopo la pausa estiva ho ripreso il lavoro sul campo. Sabato ho totalmente ripristinato i segnavia fra Chiappa e Piancassina, sistemando anche nuove segnalazioni presso alcuni bivi dove si intuisce la strada da seguire ma qualcuno potrebbe avere dei dubbi.
Ho constatato come il lavoro di decespugliamento e taglio arbusti sia stato fatto molto bene da chi ha avuto l'incarico dal Parco Antola.

La settimana prossima conto di fare il tratto Casareggio-Chiappa, infine il Porcile-Pareto. Se tutto va bene entro fine mese tutti i 27 km di questo sentiero saranno finalmente segnalati al meglio.

Ciao.

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