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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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MessaggioInviato: ven gen 13, 2012 23:08 
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Ok, evviva l'ottimismo!

Ma quanto fa male al cuore essersi affezionati a un luogo, frequentarlo e vedere che tutto, ma proprio tutto, va in rovina!!

Case meravigliose, paesi, strade, muri e una magnifica e fitta rete di sentieri che, se curati, ti permetterebbero di girarla in lungo e in largo!

Racconto solo i fatti più recenti (e poi ce ne sarebbero molti altri):

- gita a Pentema: da Piancassina saliamo al Colletto (cappella dei Bucci) e scendiamo a Pentema. Sentiero lato Pentema curato e pulito. Sentiero lato Valbrevenna con rami caduti ovunque e pietre divelte e rotolanti sul sentiero. Faticoso da percorrere per questi motivi. Se questa è la cura che se ne ha, devo dedurre che qualunque cosa accada su quel sentiero non saranno presi provvedimenti? Non mi pare il modo migliore per promuovere l'escursionismo nelle zone... i padroni sono i cinghiali.

Passiamo al peggio:

- Anello Madonna dell'Acqua - Caselline - Pareto - Mareta - Madonna dell'Acqua: avrei voluto tanto metterlo come descrizione di gita ma non posso certo invitare la gente a camminare su un sentiero dove si rischia di fare un volo di alcuni metri nel ruscello! Dal Santuario si sale seguendo le tre palle gialle e fin qui nessun problema. Quando queste si abbandonano per andare in direzione di Caselline, il sentiero, molto bello fra l'altro (avvistato con molta probabilità picchio rosso maggiore) diventa subito ingombro di rami e tronchi caduti. Vecchi e allegeriti, alcuni li sposto io ma poi senza guanti rischio solo di farmi male e alcuni sono troppo lunghi per essere spostati agevolmente, ma non sarebbe una manutenzione così difficile se venisse fatta. Un vero peccato... arriviamo in vista di Caselline, che bello, tra poco siamo al paese! Col cavolo, pochi metri prima della fine del sentiero, l'ultima alluvione se n'è portato via un pezzo! Rimane una striscia esigua con sotto il vuoto di 3 - 4 metri, da passare a proprio rischio e pericolo. Alec passa, io non me la sento e trovo una via di fuga per cinghiali proprio sopra il crollo, mi graffio con rovi e pruni selvatici e scendo dove ricomincia il sentiero. Ma lo stesso poi si ferma davanti a diversi prunetti e altra vegetazione... non si capisce dove passare tanto che preferiamo risalire una discarica di rami secchi, detriti e altra roba dove almeno non resteremo avvinghiati nelle liane e nei rovi!

Un signore che si è goduto la scena ci dice dell'alluvione e dice "ormai i sentieri spariranno"... avremmo voluto sentire "verrà sistemato".. basterebbe una passerella di legno e un poco di pulizia negli ultimi metri... insomma.... niente. Evidentemente i sentieri non servono, nemmeno quelli indicati dal Parco dell'Antola, tanto che il signore dopo averci consolato con quella frase dice "ora se volete andare a Pareto potete fare la strada asfaltata e in 20 minuti ci siete" ma chi diavolo la vuole fare la strada asfaltata!!!!!!!!!!!!!!!!!! Facciamo il sentiero, anche quello sembra trasandato. Anche per la sporcizia in giro prima di Pareto.

il cartello del parco Antola indica anche la via per Mareta. Pensiamo di continuare di lì per poi scendere, questa volta su asfalto perchè non conosciamo alternative, al santuario. Da Pareto a Mareta scopriamo un bel sentiero che passa in mezzo a un bosco di castagni e oltrepassa un panoramico crinale roccioso, davvero carino, visuale insolita per noi su alcuni luoghi.
allora, in un primo pezzo del sentiero sono visibili gli alberi che da DUE anni l'Enel ha abbattuto per pulire la linea. Sulla strada per Mareta non abbiamo grossi problemi, ma più in basso passa il sentiero che sale dai Seccatoi e va al paese... quello lo avevamo fatto due anni fa e avevamo dovuto scavalcare tutti i tronchi abbattuti (ovviamente graffiandoci) perchè ne' l'Enel ne' il parco si sono mai preoccupati di rimuoverli / spostarli / segarli...

il sentiero per Mareta, nel castagneto presenta molti alberelli che andrebbero tagliati, finchè sono alberelli. Quando passi ti frustano le gambe, tanto bene non fanno. E pensare che è un sentiero dolce alla portata di tutti... potrebbero andarci anziani e famiglie purtroppo non glielo consiglierei, visto lo stato in cui versa.

E' il caso che continui? Molti sentieri della zona che si sa che esistevano, non ci sono più , non si trovano più, sono crollati, devastati, non c'è più traccia, non si può nemmeno pensare di pulirli, bisognerebbe farli nuovi.

Quelli che ci sono, è una sfida trovarli in ordine. Ovunque, rovi, alberelli, piante, pruni (dolorosi come i rovi e anche più pericolosi, per gli occhi), alberi e rami caduti (molte volte devi scavalcare o passare sotto a grossi tronchi), muretti e sentieri franati (pericolosi!).

Noi desideremmo tanto goderci la pace che i boschi offrono ma di questo passo non ci sarà più possibile... questo è il destino di una valle piena di natura e di storia?

Mi sono sfogata perchè so che tra alcuni utenti in particolare (Terralba, antolino, lmmt) posso trovare totale comprensione e appoggio.. tuttavia mi piacerebbe anche trovare una soluzione :idea1:

I casi sono due: o si lascia tutto com'è e va tutto a ramengo... o si agisce. Ma chi agisce? e con quali interessi?

Boh, noi quasi tutti i we prendiamo la macchina e facciamo km per andare nelle Alpi. I sentieri sono curati ed è facile organizzare delle belle gite. Non ci arrivo, spiegatemi voi perchè qui non è possibile avere l'intelligenza di curare il nostro patrimonio, lanciare qualche idea per far rinascere il nostro entroterra... accogliere i turisti... inventarsi qualcosa... nella mia fantasia frullano molte idee ma sono destinate a restare fantasie... secondo me, soldi o non soldi, crisi o non crisi, se a qualcuno importasse davvero, qualcosa di concreto si potrebbe fare.

Di fronte a certe cose mi demoralizzo molto, mi sento totalmente impotente... quindi dovrei rassegnarmi e pensare che tutta la vita di un tempo verrà totalmente dimenticata, i sentieri che in un'altra epoca pullulavano di gente che andava e veniva, non potranno più essere percorsi neanche per diletto.

Chi si può sensibilizzare? Come si può fare affinchè un sentiero non segnato (ci vuole tutta che esistano ancora quelli segnati) venga considerato?

Mi fermo qui, ho già detto tanto... spero in vostri utili commenti o comunque nella vostra comprensione.

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MessaggioInviato: ven gen 13, 2012 23:15 
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p.s. gli venisse la cagarella a chi abbandona rifiuti sui sentieri, sopra Mareta abbiamo raccolto il pic nic di due MAIALI che hanno lasciato bottiglie di plastica, bicchieri di plastica, lattine di tonno, scatolette di formaggio spalmabile e carte di merendine.

meglio che non dica altro perchè non stanno bene certe parole in bocca a una signora :evil1:

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MessaggioInviato: sab gen 14, 2012 0:12 
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scinty ha scritto:
p.s. gli venisse la cagarella a chi abbandona rifiuti sui sentieri, sopra Mareta abbiamo raccolto il pic nic di due MAIALI che hanno lasciato bottiglie di plastica, bicchieri di plastica, lattine di tonno, scatolette di formaggio spalmabile e carte di merendine.

Ti quoto sperando che così gli venga più forte e duratura... :risataGrassa:
...e che venga anche a chi si comporta così altrove (in gita ci vado per godermi la natura, non la rumenta altrui) e a quei cacciatori che buttano in terra le loro cartucce usate (se avessi tenuto tutte quelle che ho raccolto avrei la casa invasa).
scinty ha scritto:
meglio che non dica altro perchè non stanno bene certe parole in bocca a una signora :evil1:

Quando ce vo' ce vo'! : Thumbup :


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MessaggioInviato: sab gen 14, 2012 0:31 
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scinty ha scritto:
.......Mi fermo qui, ho già detto tanto... spero in vostri utili commenti o comunque nella vostra comprensione.


Hai descritto molto bene, ed in modo coinvolgente, il sentimento di angoscia e di frustrazione che proviamo quando ci troviamo a verificare la decadenza e l'abbandono di luoghi che amiamo o che ci affascinano se li stiamo scoprendo.

Sentimento che diventa rabbia feroce quando troviamo i segni della maleducazione e del vandalismo.
Sdegno quando incontriamo la prepotenza e l'arroganza impunita.

Commenti utili a quest'ora non me ne vengono, mi dispiace: l'argomento è molto complesso e non conosco a sufficienza nè le istituzioni nè il volontariato.

Ma comprensione tanta, anzi, di più: la definirei identità di sentire e di idee confuse.

E credo che, almeno su questo forum, così ci siamo in tanti. :triste:

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"Non importa quanto vai piano ... l'importante è che non ti fermi".


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MessaggioInviato: sab gen 14, 2012 0:35 
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Località: Arenzano
ghibli ha scritto:
scinty ha scritto:
p.s. gli venisse la cagarella a chi abbandona rifiuti sui sentieri, sopra Mareta abbiamo raccolto il pic nic di due MAIALI che hanno lasciato bottiglie di plastica, bicchieri di plastica, lattine di tonno, scatolette di formaggio spalmabile e carte di merendine.

Ti quoto sperando che così gli venga più forte e duratura... :risataGrassa:
...e che venga anche a chi si comporta così altrove (in gita ci vado per godermi la natura, non la rumenta altrui) e a quei cacciatori che buttano in terra le loro cartucce usate (se avessi tenuto tutte quelle che ho raccolto avrei la casa invasa).


Quoto e mi associo: cagarella li colga !! :risataGrassa:

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MessaggioInviato: sab gen 14, 2012 13:26 
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dags1972 di quotazero
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Montezuma...


Cmq da noi la ns sezione si prende cura ogni anno di due sentieri del ns entroterra (anzi a breve pare ci saranno anche novità sentieristiche per Varazze)...e penso che le varie sezioni CAI; FIE... un qualcosa facciano...

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MessaggioInviato: sab gen 14, 2012 20:19 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: gio ago 09, 2007 10:39
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L'unico tratto da te descritto che ho percorso anche io è quello che da Piancassina sale ai Bucci e posso confermare che fino al crinale per salire bisogna avercene proprio voglia... sembra di fare un Camel Trophy........ Per quanto riguarda gli abbandonatori di rifiuti, beh meglio che non dica niente..

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Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare.
Non le vorresti e nemmeno le hai scelte. Ma arrivano.
E dopo non sei più uguale.


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MessaggioInviato: sab gen 14, 2012 20:24 
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Iscritto il: mer nov 12, 2008 13:34
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Ciao :)

La Valbrevenna è bellissima... noi la vediamo alla fine della sua trasformazione, riusciamo a intuire come poteva essere un tempo, in un certo senso siamo al termine di un processo che ha visto il bosco avanzare a discapito del lavoro dei terreni "creati" dalle genti che abitavano la valle; gente che si rompeva la schiena e si rovinava la vita per coltivare la terra e il bosco, e non aveva a disposizione altri modelli di vita per provare a sopravvivere...

La soluzione: volontariato... ci si mette d'accordo tra singoli, ci si associa, ci si dà da fare e si mette a disposizione il proprio tempo libero... Io non vedo alternative, perché gli enti citati, come il Parco Antola, per fare ciò che vorremmo venisse fatto, ha bisogno di soldi, tanti soldi; ma soldi ce ne sono pochi...

Io quando posso vado in Valbrevenna, per dritto o per traverso, riesco sempre a sbucarci. In questo periodo, ad esempio, e sempre quando posso (ogni anno che passa ho sempre meno tempo :-] ), sono spesso in val Trebbia, ma se riesco escogito un giro che mi porti a passare in valle...

Ci sono centinaia di km di sentieri da pulire, solo in Valbrevenna, in gran parte non segnati... In un certo senso è inevitabile, perché la cura del territorio non è assolutamente una priorità... Anche chi vive e alleva/coltiva in valle, non ha più bisogno di tenere puliti i sentieri (se non quelli strettamente necessari all'attività produttiva)... I sentieri erano puliti perché la gente li utilizzava nella vita di tutti i giorni, per gli spostamenti quotidiani; alcune mulattiere erano delle speci di autostrade; la mobilità delle persone si basava sull'agibilità di sentieri e mulattiere...

Dico cose note, cose anche banali; non vedo vie di uscita diverse dall'associarsi tra singoli (e anche tra associazione ed associazione), unirsi alle associazioni già esistenti (che non conosco), spendere il proprio tempo e il proprio denaro... Non vedo alternative. Alternative realistiche: se poi apriamo una discussione sui desideri, dirò la mia anche lì :-]

Ciao!

P.S. Esempi di sentieri (tra gli altri) non segnati da recuperare?

C'è una mulattiera collega il crinale sopra ai Casoni di Lomà al crinale dell'Antola sopra Tonno (a monte del capanno in legno) dove - posso scommetterci la bicicletta - non passa mai nessuno.

C'è una mulattiera, che io (più o meno ai 2/3 del tracciato) ho perso per la fretta ma è rintracciabile, che unisce i Piani di Frassinello alla frazione Cannerosse (sotto Carsi).

Il sentiero (segnato) che dalla Gorretta di Montoggio sale verso Frassineto, corre a fianco della vecchia mulattiera, compresa fra i due tipici muretti ed oggi impraticabile.

Fra Carsi, Cerviasca, Piancassina e il crinale, ci sono parecchie mulattiere non segnate... C'è l'imbarazzo della scelta (e a dire il vero il sentiero per i Bucci, da Piancassina, e a parte il primo tratto, non è messo male).


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MessaggioInviato: sab gen 14, 2012 20:58 
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:( Hai ragione l'unico modo è il volontariato... chissà... finchè si tratta di tagliar due alberi... si può fare in due (non in tutti i sentieri ovvio, dovresti girare con la motosega!!!). Poi ci sono le quantità industriali di rovi e altro... (anche sui sentieri segnati!). Lavori più importanti andrebbero svolti dove è impossibile o pericoloso passare perchè il sentiero è franato.

Ci sono numerosi muretti a secco (a volte nemmeno tanto mur..etti) con degli squarci irrecuperabili... se non ricordo male ne è crollato uno anche tra i Buoni e Pentema e ne abbiamo scavalcato le pietre cadute e ammassate.

chi è che saprebbe recuperare un muro a secco?

Se venisse svolto un lavoro consistente magari la manutenzione sarebbe una cosa minore... (pulire dalle giovani piante). Ma trovare gruppi di persone che abbiano soldi e tempo e voglia e soprattutto motivazione per farlo (perchè se c'è la motivazione il resto degli ingredienti si trova) non deve essere cosa semplice.

Un bel lavoro di pulizia l'hanno fatto intorno a Lavazzuoli, abitandoci e lavorando lì... bisognerebbe che la valle si ripopolasse... a Pareto ci hanno detto che se in estate ci sono 180 persone, in inverno ci vivono in 6 :triste: e quei pochi ci vuole tutta che riescano a fare pulizia intorno al paese...

Questa è la situazione...

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MessaggioInviato: dom gen 15, 2012 20:45 
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Ragazzi, a me piange il cuore. Condivido al 100% i vostri pensieri e le vostre considerazioni e vi dico che farsi illusioni circa la possibilità che gli enti locali si carichino degli oneri per ripristinare certi tracciati è inutile. Non solo perchè non ci sono fondi (Genova non ne hanno manco per ripristinare certe creuse che sono un po' le mulattiere della città) ma anche perché, per farlo, bisognerebbe avere tutti quei sentimenti verso la natura e la cultura ambientale, fatta di storie e luoghi unici, che ci accomunano su questo forum.

Proprio oggi riflettevo su come Genova continui a non sfruttare quel tesoro costituito dalla cerchia dei forti, che invece vanno sempre più a ramengo. Pensate un po' che attrazione turistica sarebbe, perchè gente col cuore da "quotazerini" ce n'è dappertutto. Pensate se al Diamante si ricostruisse la battaglia tra Francesi e Austriaci dell'anno 1800, mettendo dei cartelli che segnalassero le varie posizioni, le tattiche adottate dai comandanti opposti, le strade percorse e le vie di fuga. Cartelli che poi, ogni sei mesi, dovrebbero essere controllati ed eventualmente sistemati e non finire come l'itinerario Colombiano tra Val Fontanabuona e Quinto dove le indicazioni sono illegibili, arruginite, divelte e chi l'ha creato non se ne interessa più.

E questo vale anche per i parchi. Costa sa bene, perchè gliel'ho detto direttamente, che è inutile pensare solo al sentiero che sale da Torriglia o a quello che viene su da Crocefieschi, perchè sono i più battuti e sviluppano anche il turismo "a cavallo". Ma ditemi voi, numericamente, qual è lo scarto tra potenziali bipedi e reali quadrupedi su e giù su quei tracciati. Ma è di moda privilegiare certi "rami" commerciali e fregarsene di quelli come noi a cui piace ravanare, sedersi ad ascoltare il canto degli uccelli, ascoltare i rumori del sottobosco, fantasticare su come fossero quei sentieri o quei paesi abbandonati cento anni fa.

Ricordate il progetto Rel? Finito sostanzialmente nel dimenticatoio, perchè le urgenze sono altre (e purtroppo è vero). Strade possibili? Sempre più volontariato, lavoro a tempo e soldi persi, così, per soddisfazione personale, col solo piacere di fare qualcosa (nei limiti del possibile) che sia utile a chi passerà da lì dopo di te.

Tempo fa l'avevo già detto: noi di Quotazero qualcosa potremmo fare, però, come dice giustamente Scinty, ognuno ha tante cose da fare e la pratica non riesce a seguire la spinta del desiderio. Prendete me: da più di due mesi non riesco a fare una decente escursione in Appennino. Ma sono schiacciato dal lavoro (a proposito, andate spesso sul rinnovato sito genova.repubblica.it del cui restyling mi sto occupando, così alziamo il numero di utenti...), sono alle prese con la ristrutturazione di un appartamento e il trasloco che ne seguirà, bene o male sono sempre un marito e un padre di tre figli, e di "buchi" ne trovo sempre meno. Come ognuno di noi (Lmmt lo conferma).

Comunque, non demordiamo. A proposito, la prossima volta salgo sicuramente in Val Brevenna perchè non mi tolgo dalla testa la voglia di realizzare una traccetta provvisoria in quel tratto di sentiero prima di Clavarezza di cui abbiamo a lungo trattato in altro topic.
Dai, che ce la facciamo.
Un abbraccio a tutti.

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MessaggioInviato: dom gen 15, 2012 21:00 
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Cita:
"A proposito, la prossima volta salgo sicuramente in Val Brevenna perchè non mi tolgo dalla testa la voglia di realizzare una traccetta provvisoria in quel tratto di sentiero prima di Clavarezza di cui abbiamo a lungo trattato in altro topic."


fammelo sapere così mi armo di forbici, roncola e sega :-]


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MessaggioInviato: dom gen 15, 2012 21:08 
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terralba ha scritto:
Pensate se al Diamante si ricostruisse la battaglia tra Francesi e Austriaci dell'anno 1800, mettendo dei cartelli che segnalassero le varie posizioni, le tattiche adottate dai comandanti opposti, le strade percorse e le vie di fuga. Cartelli che poi, ogni sei mesi, dovrebbero essere controllati ed eventualmente sistemati e non finire come l'itinerario Colombiano tra Val Fontanabuona e Quinto dove le indicazioni sono illegibili, arruginite, divelte e chi l'ha creato non se ne interessa più.

E questo vale anche per i parchi. Costa sa bene, perchè gliel'ho detto direttamente, che è inutile pensare solo al sentiero che sale da Torriglia o a quello che viene su da Crocefieschi, perchè sono i più battuti e sviluppano anche il turismo "a cavallo". Ma ditemi voi, numericamente, qual è lo scarto tra potenziali bipedi e reali quadrupedi su e giù su quei tracciati. Ma è di moda privilegiare certi "rami" commerciali e fregarsene di quelli come noi a cui piace ravanare, sedersi ad ascoltare il canto degli uccelli, ascoltare i rumori del sottobosco, fantasticare su come fossero quei sentieri o quei paesi abbandonati cento anni fa.


Secondo me è anche una questione di intelligenza. Tu hai tirato fuori una bella idea per il Diamante, a me frullano sempre un sacco di idee nella testa, un po' di fantasia mia un po' copiate da altre valli.

Pensate solo collegare dei paesi tra loro con la scusa di visitare antichi borghi e magari allestire dei piccoli musei di vita contadina (quindi un museo itinerante) o inventare giornate con uscite guidate e rappresentazione di antichi mestieri... sono idee veramente banali ma che, se realizzate, servirebbero a non dimenticare certe zone e piacerebbero e interesserebbero le persone... Nelle campagne la gente ci va anche con piacere se vede belle casette e animali, mica per vedere ruderi e sporcizia e solitudine e disordine come si vede purtroppo in alcuni posti...

Tornando alla questione di intelligenza: non ci sono fondi... ma se io fossi che so, il sindaco, magari in un momento più favorevole di quello che stiamo attraversando proverei a farmi un progetto di recupero da proporre alla Regione o la sparo grossa all'Unione Europea. L'ho sparata troppo grossa? Secondo me se ci fosse una persona con le palle, ma davvero con le palle, qualche risultato potrebbe essere ottenuto. Bisogna sapersi vendere, far vedere quanto conta un territorio, quanto conta per chi ci vive, per chi ci va in villeggiatura, quanto ha da offrire che sarebbe opportuno non perdere.

So anche che tanti fondi ottenuti per progetti, spesso, vengono intascati senza che venga fatto nulla del previsto.. ma ripeto se esistessero persone che davvero hanno a cuore la natura come noi e la storia... e che avessero un carattere carismatico ed intraprendente... le cose non andrebbero così.

Se ci si inventano delle cose per mantenere vivi i luoghi... i luoghi non muoiono.. saranno utopie ma io ci credo tanto.

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MessaggioInviato: dom gen 15, 2012 21:32 
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Non sono idee banali, anzi... Se tu fossi l'assessore alla cultura del Comune di Valbrevenna, per dire, magari convinceresti i tuoi colleghi di giunta a perseguirle e colleghi di altri enti limitrofi a pensare al progetto. Ma prima devi farti eleggere e pensi che nel tuo partito o nella tua lista civica non ti dicano che bisogna soprattutto pensare ai posteggi, alle strade, ai negozi, al commercio se si vogliono avere voti?

Ovviamente il "tu" indica i potenziali assessori Scinty che potrebbero esistere e gli ostacoli che si troverebbero ad affrontare.

P.S. 1 - A proposito, sai quanto di argomenti ambientali si parlerà nella prossima campagna elettorale a Genova? Zero.

P.S. 2 - Ma lo sai che ti vedrei bene come assessore in Val Brevenna? Provaci...

Ciao

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caspita assessore.... che battaglia sarebbe... per una buona causa però... (non saprei nemmeno da che parte si comincia :oops: )..

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Prenderei casa e residenza in valbrevenna APPOSTA per votarlo, un assessore con queste idee..

Però purtroppo, la gente ha altre priorità ed altri bisogni, le risorse sono poche, alcune di quelle poche prendono vie "traverse".. il problema non è di facile risoluzione.....

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MessaggioInviato: dom gen 15, 2012 22:59 
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visto che siamo lanciati sulle utopie (e sulle ipotesi difficilmente realizzabili), dico anche io la mia

[non che voglia conferire un valore inferiore alle utopie e ai sogni: Gramsci scrive che l'uomo politico è tanto più cieco e dannoso quanto più informa la sua politica sul campo del prevedibile, e io credo che abbia ragione]

io credo che - per raggiungere l'obiettivo di un territorio curato e mantenuto quindi non abbandonato a sé stesso - occorra un massiccio ritorno al territorio nei termini del riabitare

riabitare significa vivere sul territorio e del territorio; vivere, poi, di quel territorio specifico (l'Appennino ligure), comporta un abbassamento (notevole?) delle nostre attuali "pretese" di cittadini (comodità, comfort, abitudini, tempi, odori!)

Ho letto un bel libro, tempo fa, che avevo sottolineato e appuntato come d'abitudine, e per l'occasione me lo andrò a rivedere: si intitola "Selvatico e coltivato", e penso che abbia qualcosa a che fare con quanto si va scrivendo in questa discussione (ma decisamente attiene molto di più alla categoria dell'utopia)

ciao! :-]


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MessaggioInviato: lun gen 16, 2012 8:56 
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Se si trova in giro lo leggerei volentieri...

io già troppe pretese non ne avrei ma in effetti devo fare i conti con la convenienza di vivere più vicino al lavoro... dovrei lavorare sul luogo per godermi la casa e avere cura dei dintorni, altrimenti sarebbe solo un assurdo pendolarismo. E poi si è in due. Altrimenti le idee sul lavoro non mi mancherebbero (spero non troppo utopiche)... uff... perchè dobbiamo vivere di sogni...

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scinty ha scritto:
... uff... perchè dobbiamo vivere di sogni...


Perché senza sogni si morirebbe.
Ovviamente dobbiamo vivere non solo di sogni.

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Sento il tuo passo sincrono col mio

http://ik1ype.blogspot.com/


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Messaggi: 141
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Come non condividere il vostro sdegno! : WallBash :

Aggiungo solo quello che mi hanno sempre detto mio papà e i miei nonni. Una volta i sentieri erano puliti ed in ordine, anche perchè chi ci passava e trovava una pietra fuori posto, la rimetteva in ordine, mentre adesso semplicemente si scavalca, magari per giungere in fretta sulla cima per restare nei tempi... Oppure quando si vedeva un solco di scolo dell'acqua ostruito o rovinato, lo si sistemava con qualche pedata con lo scarpone. Molto spesso (e anche io mi voglio assumere le mie colpe) non ci facciamo neanche caso.

Quando mi capita di andare nel bosco con mio padre, ho il suo buon esempio: vedendolo fermarsi a sistemare un tratto di sentiero, mi accorgo di non avere la sua stessa sensibilità.

All'elenco dei sentieri che si vanno perdendo, aggiungo solamente il sentiero che da Senarega sale a Piancassina seguendo l'antica strada che fra l'altro passa su un bellissimo ponte di pietra con una piccola cappelletta vicino (http://www.panoramio.com/photo/25900568). Dopo questo ponte il sentiero peggiora parecchio; poi si rimette per un breve tratto sulla strada asfaltata e in corrispondenza di un tornate si fa nuovamente sterrato. Questo tratto è veramente impraticabile e in prossimità di Piancassina si cammina pure tra i rifiuti.

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L'Alpe si scala. L'Appennino si viaggia, dall'Alpe si vede l'universo, e forse anche Dio, ma dall'Appennino si vedono gli uomini, e si vede il mare. (Maurizio Maggiani)
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MessaggioInviato: lun gen 16, 2012 11:18 
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Passa ha scritto:
Come non condividere il vostro sdegno! : WallBash :

Aggiungo solo quello che mi hanno sempre detto mio papà e i miei nonni. Una volta i sentieri erano puliti ed in ordine, anche perchè chi ci passava e trovava una pietra fuori posto, la rimetteva in ordine, mentre adesso semplicemente si scavalca, magari per giungere in fretta sulla cima per restare nei tempi... Oppure quando si vedeva un solco di scolo dell'acqua ostruito o rovinato, lo si sistemava con qualche pedata con lo scarpone. Molto spesso (e anche io mi voglio assumere le mie colpe) non ci facciamo neanche caso.

Quando mi capita di andare nel bosco con mio padre, ho il suo buon esempio: vedendolo fermarsi a sistemare un tratto di sentiero, mi accorgo di non avere la sua stessa sensibilità.

All'elenco dei sentieri che si vanno perdendo, aggiungo solamente il sentiero che da Senarega sale a Piancassina seguendo l'antica strada che fra l'altro passa su un bellissimo ponte di pietra con una piccola cappelletta vicino (http://www.panoramio.com/photo/25900568). Dopo questo ponte il sentiero peggiora parecchio; poi si rimette per un breve tratto sulla strada asfaltata e in corrispondenza di un tornate si fa nuovamente sterrato. Questo tratto è veramente impraticabile e in prossimità di Piancassina si cammina pure tra i rifiuti.


Bravo, proprio quel sentiero poi... è proprio come dici tu. Si interrompe perchè anni fa è caduta una grossa frana che ha spazzato via strada carrabile, sentiero, i massi hanno tirato giù una fetta di bosco, nessun albero è più visibile dal ciglio della strada fin giù sul ruscello!!!
E questo perchè per fare la strada a suo tempo hanno tagliato il monte senza fare altro. E' molto carina così piccola e stretta che sale nei boschi però è in continuo movimento, ci sono sempre pietre sulla strada, a volte non grosse, a volte macigni... se poi guardi in sù e vedi quei macigni appena adagiati o attaccati alla poca terra... c'è da tremare.

Io ero andata a vedere il punto dove il sentiero si interrompe e c'è proprio una barriera di alberi caduti... lì non ci si può fare molto.. ma almeno pulire quello che resta (fra l'altro è segnato). Il problema come dicevo non è tanto pulire ma riassestare le pietre, le mulattiere, i muretti. Chi è più capace? Al di là di tempo e soldi personali?

Con tutti gli sbandati che ci sono, al tempo c'era la nave Garaventa, perchè non li portano in squadre a recuperare il territorio? Posson sembrare idee assurde ma per me non lo sono.

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MessaggioInviato: lun gen 16, 2012 12:27 
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scinty ha scritto:
Con tutti gli sbandati che ci sono, al tempo c'era la nave Garaventa, perchè non li portano in squadre a recuperare il territorio? Posson sembrare idee assurde ma per me non lo sono.


Eh eh considerando che ci sono anche da pulire fiumi e ruscelli, di "legère" in giro ce ne dovrebbero essere davvero tante. Dove abito io, il comune ospita un gruppetto di rifugiati sbarcati a Lampedusa. Poveretti: stanno tutto il giorno a guardare i treni che passano; un po' di mesi fa, in occasione della festa patronale hanno dato una mano ripulendo le strade e sembravano contenti di essere utili: la gente li ringraziava e tutti erano soddisfatti. Chissà magari, su base volontaria, si potrebbero organizzare squadre di pulizia; non dico di ripristino dei muretti che è un casino, ma anche solo sfalcio dell'erba e taglio dei rami... (utopia)

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MessaggioInviato: lun gen 16, 2012 23:25 
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Premetto che il Gruppo Sentieri del CAI Sezione Ligure cerca sempre volontari per fare le manutenzioni dei sentieri.
A proposito: fra poco c'è il corso quasi gratuito
http://www.cailiguregenova.it/upload/es ... i_2012.pdf

E sono sicuro che lo stesso accade per Bolzaneto, ULE e per la FIE.
Tutte associazioni che curano segnaletica e pulizia dell'Alta Via e di un tot di sentieri vari.

I soldi messi a disposizione dagli Enti Pubblici per questi lavori sono sempre meno, direi "inevitabilmente" ma vorrei anche dire "come al solito".
Io posso garantire per la Ligure che il gruppo di (più o meno) pensionati che si sbatte è esiguo ma esiste e lavora e che i denari ricevuti coprono a mala pena le spese vive di benzina attrezzi e vernici.

Nel nostro piccolo di torrentisti genovesi ci limitiamo a pulire qualche sentiero che porta ai vari torrenti genovesi (totalmente aggratis e fuori da qualsiasi schema, volendo anche abusivamente).

Bene, bando alle ciance.
E' forse giunto il momento di contarsi e organizzare le giornate pro sentieri di Quotazero?
In un buon gruppo armato di roncole, cesoie e di uno (o più) potente decespugliatore si pulisce ben bene di roba, ovvio che non si ricostruiscono muretti a secco o passerelle in pietra, ma i sentieri si rendono percorribili sicuramente.

Cominciamo a pulirne uno all'anno, gratis.

Magari diciamo anche al Parco cosa facciamo, senza chiedere nulla ma in modo che nessun altro chieda qualcosa per un lavoro che non ha fatto.

Una domenica in un anno, si può fare.


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MessaggioInviato: mar gen 17, 2012 0:48 
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skeno ha scritto:
Premetto che il Gruppo Sentieri del CAI Sezione Ligure cerca sempre volontari per fare le manutenzioni dei sentieri...

...Io posso garantire per la Ligure che il gruppo di (più o meno) pensionati che si sbatte è esiguo ma esiste e lavora e che i denari ricevuti coprono a mala pena le spese vive di benzina attrezzi e vernici...

Una domenica in un anno, si può fare.

Queste parole valgono anche per la sezione di Rapallo (temo che valgano ovunque), raccolgo il tuo invito: potremmo provare una tantum.


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MessaggioInviato: mar gen 17, 2012 14:24 
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Buona anzi ottima idea Skeno! :idea:

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Il manifesto è già pronto......
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antolino ha scritto:
Il manifesto è già pronto......
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un voto per l'Appennino! :)


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MessaggioInviato: mar gen 17, 2012 17:39 
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e quoto skeno !

armiamoci di roncole e marasse! Q0 ha la potenzialità di organizzare queste cose!


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MessaggioInviato: mar gen 17, 2012 20:36 
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antolino ha scritto:
Il manifesto è già pronto......
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:ahah: ma sapete che mi ci vedo davvero... il mio sogno da piccola era fare la guardia forestale... mannaggia a me che non ho avuto in dono coraggio e intraprendenza...

Si potrebbe organizzare un'uscita per aprile-maggio, una domenica, uno squadrone...

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Avendo già buttato lì l'idea in passato, ovviamente ci sto anch'io.

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antolino ha scritto:
Il manifesto è già pronto......
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:ahah:

il mio voto c'è :mrgreen:

Per quanto riguarda l'argomento del topic, la situazione in effetti è desolante :( i numerosissimi sentieri della valle sono in condizioni sempre peggiori. Se ben tenuti, permetterebbero una marea di anelli, traversate, salite a cime...

E' che la valle è abbandonata a se stessa, non è valorizzata, la sciagurata amministrazione comunale pensa solo a molino vecchio, alla piscina e ***** varie...e alle 44 frazioni non ci pensa nessuno...

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Penso che per fare un lavoretto almeno minimamente significativo occorra essere almeno una decina.
Poi penseremo alla data, che è sempre la cosa più difficile da stabilire...

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Scusate....ma quella due braccia levate all'agricoltura di Alec non si e' ancora messo in lista?.....che legera....farebbe stancare la sua dolce metà e lui magari su qualche bricco a fare il granitico......vergogna! :risataGrassa:

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Skeno ha scritto:
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Penso che per fare un lavoretto almeno minimamente significativo occorra essere almeno una decina.
Poi penseremo alla data, che è sempre la cosa più difficile da stabilire...


io direi anche più di una decina di volenterosi se è possibile, perchè poi tra trovare la data e le defezioni dell'ultimo minuto ...

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skeno ha scritto:
Contiamoci.
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Poi penseremo alla data, che è sempre la cosa più difficile da stabilire...

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Non servono dieci persone, anche molti di meno, basta aver gli attrezzi giusti che con 6 marasse e 8 segacci e 10 cesoie non fai granchè...... specie se son macchie di rovi :roll:
Servono dece spalleggiati ( dischi special e filo da 4 ) e motoseghe e forconi e metalliche, a cui va aggiunto olio di gomito.
(ne bastano 4 di persone e fai chilometri, basta saper usare gli atttrezzi e affilare le catene.
Due dece una motosega e uno dietro...

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Se l'è fassile m'angusciu, se l'è diffisile tribullu!
"Ogni civetta ha la sua casa l'albero, ma il barbagianni invece no" Punkreas Paranoia e potere


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