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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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Sabato 22 ottobre 2016: Alto (645) – Arma Porta A (675) – Cascata Ferraia (725) – Arma del Cupà (770) – Arma Ravinella (765) – Grotta Giera (770) – Arma da Via (720) – Arma Crosa (580) – Alto (645).

Partecipanti: Piera e soundofsilence.

Lunghezza: 17 Km. circa il percorso pulito, 23 km. circa quelli fatti da me con varie esplorazioni.

Dislivello: 550 m. il dislivello pulito, 1000 m. circa quelli fatti da me.

Difficoltà: EE soltanto la risalita dell’acquedotto al termine della sterrata (occorre prestare attenzione soprattutto nei primi metri, dove una sporgenza rocciosa sullo stretto ed esposto sentiero rende consigliabile farli a carponi, specie se si ha uno zaino grosso) e direi l’attraversamento del rio Ferraia per salire all’Arma Crosa, ma dipende anche dove lo si fa, tutto il resto E.

Percorso in macchina: Da Genova ad Albenga in autostrada, quindi si segue la direzione Garessio fino a Martinetto, dove si svolta a sinistra per la Val Pennavaira e si prosegue fino a Nasino dove si continua sulla SP14 fino a giungere ad Alto, dove si parcheggia nella piazza della Chiesa.

Percorso a a piedi: dalla piazza della Chiesa si prende Via Fischia il vento (forse il nome vero a dispetto del cartello è Via Ortazzo, indicata comunque anche dalle segnalazioni per la Palestra di Roccia) e la si segue per 200 metri circa, per imboccare quindi una carrareccia sulla sinistra in discesa, dove incontriamo subito dei lavatoi. La carrareccia giunge in breve alla Cappella di San Sebastiano e poi continua a scendere fino alla Palestra di Roccia. (280 m. dalla Cappella). Qui lasciamo la strada che prosegue verso Caprauna, e da cui ritorneremo, per prendere a sinistra un’altra carrareccia che torna indietro parallela a quella da cui proveniamo. Seguiamo la nuova carrareccia per 160 metri circa, lasciandola quindi per un sentiero sulla destra che scende verso il torrente.
Traversiamo quindi il torrente su un bel ponticello in pietra e imbocchiamo il sentiero sull’altra sponda che presenta subito un bivio, dove dobbiamo prendere a destra in salita, lasciando a sinistra una traccia che corre parallela al torrente. Il nuovo sentiero ci porta in breve a raggiungere una sterrata (proveniente dal Castello di Aquila di Arroscia) che imbocchiamo verso destra. Dopo poco più di un Km. di sterrata troviamo un sentiero segnato in biancorosso che si congiunge da sinistra alla sterrata, lo tralasciamo, ma è importante sapere, anche per quanto spiegato nelle conclusioni, che porta ad incrociare il sentiero, che percorreremo al ritorno, che collega l’Arma del Cupà con la strada asfaltata Aquila-Caprauna. Noi continuiamo invece sulla sterrata e, 60 metri dopo l’appena descritto bivio, possiamo visitare sulla sinistra l’Arma della Porta A, che presenta alcune belle vaschette e una colonnina. Ulteriori 80 metri sulla sterrata e possiamo visitare, con una breve deviazione sulla sinistra, anche l’Arma della Porta B (consigliabili casco e lampada), caratterizzata da alcune belle concrezioni nella parte interna.
Proseguiamo poi per poco più di 100 metri sulla sterrata per trovare una deviazione sulla destra per la Forra del Ferraia, che può meritare un breve visita (neanche 300 metri l’andata e ritorno) che noi però, nell’occasione, non abbiamo effettuato. Ancora poco meno di 200 metri e la sterrata si esaurisce nel greto del torrente. Qui occorre seguire la rampa di cemento che sostiene il tubo dell’acquedotto che sale sulla riva sinistra del torrente (destra orografica). I primi metri vanno percorsi con attenzione perché la roccia sporgente rende difficile e pericoloso stare in piedi, dato il poco spazio a disposizione. Passato questo primo tratto occorre comunque proseguire ancora con attenzione perché la traccia è sempre stretta e scivolosa, oltreché esposta sul torrente, finche il sentiero si allarga e si può passare su una traccia sulla destra del tubo. Giungiamo così in breve ad una staccionata in legno, che scavalchiamo immettendoci così sul sentiero segnato per l’Arma del Cupà che imbocchiamo verso destra. In breve giungiamo ad un bivio: a destra continuiamo a seguire il tubo e arriviamo più velocemente alla Cascata della Val Ferraia, a sinistra facciamo un saliscendi che ci porta comunque a ricongiungerci con l’altra traccia nei pressi della Cascata, è quindi indifferente seguire l’una o l’altra traccia, tenendo presente però che sulla traccia di sinistra, che è quella segnata, vi è un deviazione, segnata con un cartello, che permette di risalire alla soprastante strada asfaltata e che può essere usata per fare un altro anello, come descritto nelle conclusioni.
Giungiamo quindi in ogni caso alla bella cascata e, poi, tornati indietro pochi passi, risaliamo sulla destra fino all’Arma del Cupà. Visitata la bella grotta torniamo fino alla staccionata che abbiamo scavalcato seguendo il tubo dell’acquedotto e qui, invece di tornare a sinistra da dove siamo venuti, proseguiamo dritti sul sentiero segnato, stando attenti a seguire i bolli rossi, in quanto vi sono anche altre tracce che non so bene dove portano.
La nuova traccia prima sale, poi traversa più o meno in piano sotto la falesia dell’Arma Ravinella, per poi scendere fino ad un bivio: qui tralasciamo il sentiero in discesa (segnalato per Arme da Porta) e iniziamo a salire ripidamente a fianco di una staccionata e quindi riprendere pressochè in piano fino a giungere ad un ulteriore cartello che indica una breve deviazione per i belvedere della Giera e della Ravinella. Prendiamo quindi a sinistra per visitare i due belvedere. Il sentiero porta direttamente al belvedere della Giera, mentre appena prima che il sentiero svolti bruscamente a destra per raggiungerlo, andando invece in direzione opposta si raggiunge quello della Ravinella, entrambi riconoscibili per la staccionata che li delimita. A destra del belvedere della Giera vi è poi l’ingresso dell’omonima Grotta, sbarrato da un paletto e con segnale di pericolo, a causa del pozzo che vi si apre dopo pochi metri. Tornati quindi brevemente dalla visita ai belvedere al cartello che li indica (dal quale comunque distano soltanto una settantina di metri) prendiamo a sinistra una carrareccia che in 150 metri circa ci porta alla strada asfaltata, che imbocchiamo verso destra. Dopo 1 Km. circa di strada asfaltata incontriamo una diramazione sulla destra, percorribile anche in macchina, che in circa 850 metri porta ad un parcheggio, che costituisce il punto di partenza più vicino (circa 500 metri, prima per sentiero e poi attraverso un galleria artificiale di un centinaio di metri) per raggiungere la Cascata e l’adiacente grotta da cui proveniamo; dalla diramazione in questione, quasi all’inizio, parte anche un sentiero segnalato che scende alla grotta ed è quello che consiglio di percorrere nelle conclusioni. Nell’occasione comunque noi abbiamo ignorato la diramazione e quindi abbiamo proseguito sulla strada asfaltata per altri 4,8 Km. abbastanza pianeggianti, giungendo quindi ad attraversare un ponte che ci porta sull’altro versante della vallata. Da qui la strada asfaltata inizia a salire e dopo 200 metri giungiamo ad un tornante dove è presente una deviazione segnalata per un ponte romano (10 minuti) che però non abbiamo seguito.
Passiamo quindi un tornante e, al successivo, lasciamo a sinistra la strada principale che prosegue per Caprauna, per continuare dritti su una strada comunque asfaltata. In circa 200 metri giungiamo ad un ponte, subito dopo il quale una carrareccia sulla destra porta segnalazioni per Alto e, quindi, la imbocchiamo. Dopo 1,5 Km. di carrareccia troviamo sulla sinistra l’ampio cavernone dell’Arma da Via e, 150 metri dopo, delle case pericolanti e poi una fonte che sgorga dalla roccia sulla sinistra. Un chilometro e duecento metri dopo la fonte incontriamo sulla destra il bivio per l’Arma Crosa, segnalato da un piccolo (e non visibilissimo) cartello su un albero, recante la scritta: “Grotta di Alto”. Imbocchiamo quindi il sentiero sulla destra che, dopo una breve discesa iniziale, corre per un discreto tratto parallelo e in senso contrario alla carrareccia che stavamo percorrendo, per scendere infine al torrente proprio di fronte alla grotta in questione. Occorre quindi traversare il torrente dove appare più opportuno, direi o arrampicando facilmente su grossi massi, o guadando più a monte con il rischio di bagnarsi un poco i piedi; si risale quindi brevemente alla grotta, che presenta imponente concrezionamento stalattitico e stalagmitico. Visitata la grotta torniamo quindi a percorrere la carrareccia e in 800 metri circa giungiamo alla palestra di roccia dove l’avevamo abbandonata all’andata e, quindi, tornando sui nostri passi, al parcheggio di Alto.

Conclusioni: magari gita poco panoramica, si cammina quasi sempre nel bosco, ma le cose belle da vedere sono tante e molto suggestive, in particolare la cascata della Val Ferraia, probabilmente la più bella della liguria (anche se in questa occasione trovata purtroppo con poca acqua), le grotte (soprattutto Arma del Cupà, Arma Crosa e Arma Porta che sono veramente belle) e anche direi il ponticello sul ferraia che si attraversa all’inizio. Consiglierei poi, rispetto al percorso qua descritto, di fare un giro più breve, che tagli via i 7 Km. di asfalto al ritorno, si perde poco e si ha molto più tempo per visitare le grotte: si potrebbe in effetti, qualche decina di metri a valle dall’Arma del Cupà, salire fino alla strada asfaltata dal sentiero segnato indicato da un cartello e imboccarla verso sinistra, giungendo così in circa 1 Km. al sentiero proveniente dal bivio per la Giera che possiamo quindi percorrere in discesa, invece che in salita come descritto, per prendere poi un bivio segnato in biancorosso (cartelli per Arma Porta) che scende fino alla sterrata percorsa all’andata e che possiamo seguire in senso inverso e ripercorrere all’indietro le nostre tracce fino ad Alto (prima di arrivarvi conviene poi fare un avanti e indietro per l’Arma Crosa).

Link alle foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AlpiLiguri/GrotteFerraia.htm


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MessaggioInviato: gio dic 22, 2016 20:39 
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Titano di Quotazero
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Accidenti , adesso scarichi gite a getto continuo , praticamente in contemporanea con il tuo sito ! Una più interessante dell'altra . Complimenti. =D> =D> : Thumbup : La misconosciuta valletta del rio Ferraia stuzzica la mia curiosità .
:smt006 :feliceModerato:

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MessaggioInviato: ven dic 23, 2016 7:04 
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daniele64 ha scritto:
Accidenti , adesso scarichi gite a getto continuo , praticamente in contemporanea con il tuo sito ! Una più interessante dell'altra . Complimenti. =D> =D> : Thumbup : La misconosciuta valletta del rio Ferraia stuzzica la mia curiosità .
:smt006 :feliceModerato:

Ho un po di arretrato, sto cercando di recuperare....
La val ferraia non la credevo cosi sconosciuta, e stata una delle mie prime gite all'inizio degli anni 90, anche se adesso ci ho aggiunto qualche grotta un po piu difficile da trovare.... (un'altra, l'arma do stefanin, la pubblichero prossimamente).

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MessaggioInviato: ven dic 23, 2016 11:50 
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Una seconda visita dopo una settimana all'Arma Crosa per poterle dedicare il tempo che merita....

Giovedì 27 ottobre 2016: Alto (645) – Arma Crosa (580) – Alto (645).

Partecipanti: Piera e soundofsilence.

Lunghezza: 3,6 Km.

Dislivello: 200 m. circa.

Difficoltà: EE l’attraversamento del rio Ferraia se fatto sui massi, altrimenti, magari bagnandosi un po’ i piedi non ci sono particolari difficoltà, in alcuni punti anche un po’ ripida la discesa verso il guado, ma direi che restiamo nell’E, come tutto il resto del percorso che anzi sarebbe T, se non fosse appunto per le difficoltà appena descritte.
Percorso in macchina: Da Genova ad Albenga in autostrada, quindi si segue la direzione Garessio fino a Martinetto, dove si svolta a sinistra per la Val Pennavaira e si prosegue fino a Nasino dove si continua sulla SP14 fino a giungere ad Alto, dove si parcheggia nella piazza della Chiesa.

Percorso a a piedi: dalla piazza della Chiesa si prende Via Fischia il vento (forse il nome vero a dispetto del cartello è Via Ortazzo, indicata comunque anche dalle segnalazioni per la Palestra di Roccia) e la si segue per 200 metri circa, per imboccare quindi una carrareccia sulla sinistra in discesa, dove incontriamo subito dei lavatoi. La carrareccia giunge in breve alla Cappella di San Sebastiano e poi continua a scendere fino alla Palestra di Roccia. (280 m. dalla Cappella). Dalla palestra continuiamo sulla carrareccia (ignorando uno o due bivi sulla sinistra) per circa 800 metri, fino a scorgere su un albero un piccolo cartello di legno a freccia recante la scritta: “Grotta di Alto”.
Qui seguiamo quindi la freccia e prendiamo un sentierino in discesa sulla sinistra che, dopo una breve discesa iniziale, corre per un discreto tratto alla carrareccia che stavamo percorrendo, per scendere infine al torrente proprio di fronte alla grotta in questione. Occorre quindi traversare il torrente dove appare più opportuno, direi o arrampicando facilmente su grossi massi, o guadando più a monte con il rischio di bagnarsi un poco i piedi; si risale quindi brevemente alla grotta, che presenta imponente concrezionamento stalattitico e stalagmitico. Il ritorno avviene sullo stesso percorso dell’andata.
Noi, in realtà nell’occasione abbiamo fatto anche un salto fino all’Arma Porta che si raggiunge come qui descritto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AlpiLiguri/GrotteFerraia.htm

Conclusioni: Grotta molto bella e suggestiva in un posto selvaggio, ma non così difficilmente accessibile e di facile percorrenza all’interno, non è semplice trovarne di simili… merita quindi il viaggio e può essere facilmente abbinata con altre belle grotte nei dintorni, su tutte l’Arma Stefanin e l’Arma do Cuppà.

Link alle foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Grotte/Liguria/Alpi/Crosa.htm


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MessaggioInviato: gio mag 02, 2019 10:58 
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Qui la traccia GPS: http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AlpiLiguri/Ferraia1.htm

Domenica 17 marzo 2019: Alto (500) – Arma do Stefanin (460) – Alto (645) - Falesia Red Up (650) – Arma Crosa (580) – Arma del Pertusello (545) – Arma della Porta A (675) – Arma della Porta B (685) – Arma della Porta C (705) – Arma del Cupà (770) – Cascata Val Ferraia (725) – Alto (645).

Partecipanti: Riccardo, Okkiblu, Colin, Maya e soundofsilence.

Lunghezza: 14 Km. circa quelli effettuati da noi, con uno spostamento in macchina di 2,5 Km, ma, a conti fatti, lo spostamento in macchina è superfluo, che non effettuandolo, vengono lo stesso 14 Km, ed anche il dislivello dovrebbe essere più o meno uguale…

Dislivello: 800 m. circa.

Difficoltà: EE tutto il percorso per l’Arma dello Stefanin, in particolare gli ultimi metri sono i più critici con un passaggio franoso e quasi senza appigli, per il quale può essere utile piazzare per la discesa una corda in doppia da almeno 10 m. Da tenere presente che il guado può essere molto complicato, se non impossibile dopo le piogge. EE il guado per l’Arma Crosa. EE la salita al Pertusello, attrezzata con corde e con un tratto in discesa, poco prima della grotta, un po’ esposto e di almeno I grado. EE il percorso all’interno dell’Arma della Porta C ed anche l’uscita, scomodi stretti e con necessità di usare le mani (I) se si evita di uscire dalla strettoia di entrata. Passaggi EE poi seguendo il tubo in salita verso la Cascata, in particolare all’inizio della risalita vi è un passo stretto ed esposto dove la roccia butta un po’ fuori, occorre effettuarlo lentamente e con attenzione od a quattro zampe. Tutto il resto EE. Per le grotte necessità di lampada e casco, ma nessuna difficoltà particolare a parte quelle descritte per l’Arma della Porta C.

Percorso in macchina: Da Genova ad Albenga in autostrada, quindi si segue la direzione Garessio fino a Martinetto, dove si svolta a sinistra per la Val Pennavaira e si prosegue fino a Nasino dove si continua sulla SP14 e, prima di giungere ad Alto, circa 2 Km. dopo il bivio per Vignolo, in corrispondenza del primo tornante dopo lo stesso, si parcheggia in un piccolo slargo sulla destra. Per abbreviare il giro, che con le numerose deviazioni risulta di per sé già molto lungo, visitata l’Arma do Stefanin si può tornare indietro al parcheggio e spostarsi con la macchina fino al centro del paese di Alto, parcheggiando presso la Chiesa.

Percorso a piedi: dal tornante parte una sterrata (con cartello di divieto di circolazione), che seguiamo per appena 50 metri, per prendere a sinistra una traccetta non molto visibile che scende ripidamente qualche metro per poi traversare verso sinistra. Seguiamo quindi l’incerta traccia riconoscendo ogni tanto vaghe vestigia di un vecchio sentiero che ci fanno capire di essere nel giusto e aggiriamo altresì alla meglio alcuni punti infrascati. Il sentiero procede comunque costante in direzione sud-est fino a giungere, a pochi metri dal torrente, ad un infrascamento maggiore che costringe a piegare a destra in una radura ricoperta di bassi cespugli delimitata di fronte a noi da spine invalicabili, mentre a destra accediamo all’alveo in secca di un rio, largo, ma che costringe a camminare piegati per gli alberi caduti e la vegetazione incombente. Qui prendiamo a destra passando sotto un albero caduto e giungiamo quindi subito al torrente che va guadato in questo punto o poco più a monte. Davanti a noi, se siamo nel punto giusto, una cascata e immediatamente a destra di questa, un enorme masso che forma alcuni anfratti. Guadiamo quindi con un piccolo salto, badando di attraversare a sinistra della cascata (possibile anche guadare più in alto a destra della stessa, ma ciò ci costringerebbe poi ad un secondo guado). Una volta guadato saliamo tenendoci sul bordo destro della cascata, fino a giungere sopra al laghetto retrostante alla stessa. Pieghiamo quindi a destra e scendiamo con attenzione al laghetto e lo costeggiamo sulla sinistra. Proseguiamo quindi nella stessa direzione e su una breve salita possiamo notare quel che resta di un ometto di pietra, il che ci fa capire di essere vicini alla grotta. Ancora pochi metri in effetti e giungiamo alla scarpata sottostante all’Arma do Stefanin, ormai chiaramente visibile.
Qui ci si aiuta come si può per salire i circa due metri che ci separano dalla Grotta che purtroppo sono franati, facendo attenzione alla solidità degli appigli, in effetti assai aleatoria…
Torniamo quindi sulla stessa via fino alla sterrata, da dove possiamo compiere due scelte: spostarci in macchina come descritto, oppure continuare sulla sterrata, le due cose sono più o meno equivalenti come lunghezza del percorso, quindi, anche se abbiamo fatto la prima opzione, descriverò la seconda. Continuiamo quindi sulla sterrata in salita per quasi 500 metri dal bivio per lo Stefanin, qui troviamo un bivio a sinistra in discesa che ignoriamo (ma lo imboccheremo successivamente) ed ignoriamo poi anche un bivio a destra per immetterci poi su un’altra carrareccia più o meno in corrispondenza di una palestra di roccia, qui ignoriamo un bivio a sinistra e notiamo invece un ometto di pietra a destra sulla ripa rocciosa che segna l’inizio del sentiero per Red Up. Imbocchiamo quindi a destra il chiaro sentiero, che ci porta in poco più di 150 metri alle spettacolari concrezioni a canne della falesia in questione. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla palestra di roccia e riprendiamo a seguire la carrareccia per circa 800 metri, fino a scorgere su un albero un piccolo cartello di legno a freccia recante la scritta: “Grotta di Alto”.
Qui seguiamo quindi la freccia e prendiamo un sentierino in discesa sulla sinistra che, dopo una breve discesa iniziale, corre per un discreto tratto parallelo alla carrareccia che stavamo percorrendo, per scendere infine al torrente proprio di fronte alla grotta in questione. Occorre quindi traversare il torrente dove appare più opportuno, direi o arrampicando facilmente su grossi massi, o guadando più a monte con il rischio di bagnarsi un poco i piedi; si risale quindi brevemente alla grotta, che presenta imponente concrezionamento stalattitico e stalagmitico. Torniamo quindi sui nostri passi alla palestra di roccia e quindi fino al bivio citato in precedenza, che imbocchiamo sulla destra, scendendo ad un bel ponte sul Pennavaira, che attraversiamo per prendere subito il sentiero sulla sinistra che corre parallelo e qualche metro sopra il corso d’acqua. Dopo 70 metri circa una deviazione in discesa sulla sinistra porta a dei bei laghetti sul torrente, mentre noi proseguiamo dritti ed iniziamo quindi a salire ripidamente, aiutati anche da corde fisse, fino a raggiungere una grande falesia bianca attrezzata. Continuiamo quindi costeggiando la falesia e, superatala, il sentiero si fa un poco meno evidente e non è più attrezzato; superiamo in effetti una breve discesa rocciosa un poco esposta e, quindi, continuiamo più facilmente per arrivare in breve all’evidente apertura triangolare della grotta, alla base delle pareti rocciose. Torniamo quindi sui nostri passi fino al ponte e, senza attraversarlo, prendiamo un sentierino che sale a sinistra fino a raggiungere una sterrata, che imbocchiamo verso destra. Dopo poco più di un Km. di sterrata troviamo un sentiero segnato in biancorosso che si congiunge da sinistra alla sterrata, noi continuiamo invece sulla sterrata e, 60 metri dopo l’appena descritto bivio, possiamo visitare sulla sinistra l’Arma della Porta A, che presenta alcune belle vaschette e una colonnina. Ulteriori 80 metri sulla sterrata e possiamo visitare, con una breve deviazione sulla sinistra, anche l’Arma della Porta B (consigliabili casco e lampada), caratterizzata da alcune belle concrezioni nella parte interna. Dall’Arma della Porta B continuiamo lungo la falesia, seguendola in salita quando questa piega a sinistra ed, in breve, raggiungiamo le aperture dell’Arma della Porta C. Qui possiamo entrare dalla stretta fessura a sinistra che da accesso alla sala principale, per poi uscire dalla strettoia in alto a destra e quindi scendere i blocchi di crollo accatastati per tornare al sentiero (possibili anche altri percorsi, che però comportano arrampicate più impegnative). Dall’Arma della Porta C scendiamo alla sottostante sterrata alla meglio (non difficile comunque), e riprendiamo a seguirla verso sinistra. Proseguiamo quindi per poco più di 100 metri sulla sterrata per trovare una deviazione sulla destra per la Forra del Ferraia, che può meritare un breve visita (neanche 300 metri l’andata e ritorno) che noi però, nell’occasione, non abbiamo effettuato. Ancora poco meno di 200 metri e la sterrata si esaurisce nel greto del torrente. Qui occorre seguire la rampa di cemento che sostiene il tubo dell’acquedotto che sale sulla riva sinistra del torrente (destra orografica). I primi metri vanno percorsi con attenzione perché la roccia sporgente rende difficile e pericoloso stare in piedi, dato il poco spazio a disposizione. Passato questo primo tratto occorre comunque proseguire ancora con attenzione perché la traccia è sempre stretta e scivolosa, oltreché esposta sul torrente, finche il sentiero si allarga e si può passare su una traccia sulla destra del tubo. Giungiamo così in breve ad una staccionata in legno, che scavalchiamo immettendoci così sul sentiero segnato per l’Arma del Cupà che imbocchiamo verso destra. In breve giungiamo ad un bivio: a destra continuiamo a seguire il tubo e arriviamo più velocemente alla Cascata della Val Ferraia, a sinistra facciamo un saliscendi che ci porta comunque a ricongiungerci con l’altra traccia nei pressi della Cascata, è quindi indifferente seguire l’una o l’altra traccia, tenendo presente però che sulla traccia di sinistra, che è quella segnata, vi è un deviazione, segnata con un cartello, che permette di risalire alla soprastante strada asfaltata e che può essere usata per volendo per fare un altro percorso al ritorno. Giungiamo quindi in ogni caso alla bella cascata e, poi, tornati indietro pochi passi, risaliamo sulla destra fino all’Arma del Cupà. Dall’Arma del Cupà torniamo quindi sui nostri passi fino al ponte e quindi risaliamo alla carrareccia che, seguita verso destra, ci riporta sui nostri passi al parcheggio.

Conclusioni: Il miglior giro che si può fare in Val Ferraia, anche se si tratta più o meno di un avanti-indietro e non di un anello, anello che si può anche realizzare, ma che comporta un notevole allungamento del percorso e un lungo tratto su asfalto. Si può anche evitare di rifare lo stesso percorso in ritorno dalla cascata, passando più alti e visitando qualche altra grotta, ma non sono di particolare interesse ed il ritorno per la via dell’andata è più veloce. Il giro pur non essendo lunghissimo richiede molto tempo per la visita alle varie grotte ed anche per alcuni passaggi un po’ ostici, e, quindi, non è facilissimo effettuarlo in giornata, se non si dispone di giornate lunghe e se non ci si sbriga nelle visite, cosa che, appunto, abbiamo fatto e le foto in questa occasione ne risentono un po’, ma potete vedere foto migliori, sempre sul mio sito, nelle gite dedicate alle singole grotte. In conclusione percorso non molto panoramico ma con numerose grotte molto belle e facili, nonché, a parer mio, la cascata più bella della liguria, assolutamente da fare.

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Massi incastrati formano arco naturale andando all'Arma Stefanin

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Confluenza torrenti presso Arma Stefanin

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Laghetto presso Arma Stefanin da sopra

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Laghetto e arco naturale presso Arma Stefanin

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Laghetto presso Arma Stefanin

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Uscita Arma do Stefanin

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Uscita Arma do Stefanin col flash

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Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin più da lontano

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Grande stalagmite a destra e uscita Arma do Stefanin più da vicino

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Grande stalagmite bianca in Arma do Stefanin davanti a uscita

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Stalattiti in volta Arma do Stefanin

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Parte superiore grande stalagmite colorata in Arma do Stefanin

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Parte superiore grande stalagmite colorata in Arma do Stefanin senza flash più da vicino

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Stalattiti in volta Arma do Stefanin da passaggio tra stalagmiti

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Colonna a destra e uscita Arma do Stefanin

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Colonne in Arma do Stefanin

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Colonna e grandi stalagmiti in Arma do Stefanin

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Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin

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Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin più da vicino

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Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin senza flash

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Grande stalagmite bianca in Arma do Stefanin davanti a uscita senza flash

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Parte destra grande stalagmite bianca e interno Arma do Stefanin

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Parte sinistra grande stalagmite bianca e uscita Arma do Stefanin

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Stalattiti in volta Arma do Stefanin

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Primo piano stalattiti in volta Arma do Stefanin

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Primo piano stalattiti in volta Arma do Stefanin senza flash

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Stalattiti in volta Arma do Stefanin senza flash

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Canne d'organo in falesia Red up

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Canne d'organo in falesia Red up più da vicino

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Stalagmite in Arma Crosa e vista verso l'esterno senza flash

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Stalattiti in volta Arma Crosa senza flash più da vicino

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Stalattiti in volta Arma Crosa senza flash più da vicino

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Colonne in fondo ad Arma Crosa

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Uscita Arma Crosa con Riccardo che fotografa

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Uscita Arma Crosa con Riccardo e cani col flash

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Stalagmite con Acqua Santiera in Arma Crosa

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Stalagmiti in ingresso Arma Crosa senza flash

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Stalagmiti in ingresso Arma Crosa senza flash

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Stalagmiti in ingresso Arma Crosa senza flash più da lontano

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Uscita Arma Crosa

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Ponte romano sul Pennavaira

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Strettoia tra concrezioni e uscita Pertusello

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Strettoia tra concrezioni e uscita Pertusello senza flash

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Stretto passaggio tra colonne in Pertusello vista verticale

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Stretto passaggio tra colonne in Pertusello vista verticale senza flash

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Colonna intarsiata in Pertusello

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Colonna intarsiata in Pertusello senza flash

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Concrezioni bianche in Pertusello

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Scanalature e concrezioni bianche a terra in Pertusello

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Parete in Pertusello

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Strettoia in Pertusello

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Concrezioni su pavimento Pertusello

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Interno Pertusello senza flash

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Interno Pertusello

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Concrezioni basse in Pertusello

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Concrezioni basse in Pertusello senza flash

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Volta Pertusello

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Scanalature in saletta finale Pertusello

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Scanalature in saletta finale Pertusello senza flash

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Concrezioni in pavimento saletta finale Pertusello

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Concrezioni in pavimento saletta finale Pertusello più da lontano

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Scanalature in saletta finale Pertusello

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Scanalature in saletta finale Pertusello senza flash

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Uscita Pertusello senza flash

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Strettoia iniziale Pertusello vista verticale

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Colonnina in Arma della Porta A

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Uscita Arma della Porta B

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Vaschetta e colonna in Arma della Porta B

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Primo piano concrezione in Arma della Porta C senza flash

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Piccole concrezioni a cavolfiore in Arma della Porta C

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Finestra in Arma della Porta C senza flash

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Uscita Arma della Porta C

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Uscita Arma della Porta C senza flash

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Piccole concrezioni in Arma della Porta C senza flash

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Stretto ingresso Arma della Porta C

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Davide esce da Arma della Porta C

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Cascata e forra torrente Ferraia

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Cascata e forra torrente Ferraia primo piano

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Concrezione ocra in Arma do Cupà senza flash

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Uscita Arma do Cupà

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Colonna e stalattiti in Arma do Cupà

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Stalagmite fallica in Arma do Cupà

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Cascata Val Ferraia

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Cascata Val Ferraia vista verticale

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Cascata Val Ferraia più da vicino

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Base Cascata Val Ferraia

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Cascata Val Ferraia vista di lato

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Cascata Val Ferraia vista di lato più da vicino

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Cascata Val Ferraia parte superiore da sotto

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Base Cascata Val Ferraia vista di lato

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Base Cascata Val Ferraia vista di lato più da vicino

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Base Cascata Val Ferraia vista di lato più da vicino

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Okkiblu in passaggio su tubo

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Torrente Ferraia e passaggio difficile in sentiero

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Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
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MessaggioInviato: gio mag 02, 2019 13:31 
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Bello!
Sul versante sinistro del rio Ferraia dovrebbe esserci un sentiero che si imbocca guadando dalla forra, l'ho visto l'altro giorno ma non c'era il tempo per seguirlo, la prossima volta voglio vedere se si riesce a risalire il fiume lungo le falesie sul fianco sinistro del rio (verso Caprauna) fino alla cascata sotto la diga


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MessaggioInviato: gio mag 02, 2019 22:09 
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MessaggioInviato: sab mag 04, 2019 13:20 
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Quotazerino
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Gran bel giro, abbastanza impegnativo con tante cose interessanti da vedere; grotte, ponticello romano, canne d’organo e poltrona di roccia, stalagmite con forme strane, forre e super cascata ....ma senza Saund sarebbe impossibile trovare e completare il giro.

Secondo me :
La Grotta più bella é il Pertusello.
La più divertente é Arma porta C con strettoia e due uscite diverse.
La Formazione rocciosa più strana è la poltrona (o trono) di arma Crosa.


Allegati:
Commento file: Davide concentrato in Arma Crosa
F993217A-92E7-4152-A4D0-BB56E9B3D8BF.jpeg
F993217A-92E7-4152-A4D0-BB56E9B3D8BF.jpeg [ 905.04 KiB | Osservato 3035 volte ]
Commento file: Poltrona, trono, sedia.
C06F150D-E81A-48B1-B6F4-443C0DCFCD9A.jpeg
C06F150D-E81A-48B1-B6F4-443C0DCFCD9A.jpeg [ 863.93 KiB | Osservato 3035 volte ]

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MessaggioInviato: sab mag 04, 2019 14:19 
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Quotazerino doc
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Località: Lemuria
belin, ma sta zona sembra proprio bella! :smt007

voglio andarci anch'io ! Immagine

adesso mi ci mandate da solo ? Immagine

comunque io son contrario a correre [-X

vabbè, grazie per la traccia, sound ! : Thanks :

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...........non seguitemi, mi sono perso anch'io !


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MessaggioInviato: dom mag 05, 2019 10:31 
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Quotazerino
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Iscritto il: sab mar 15, 2008 10:22
Messaggi: 949
Località: genova
Trovato altre foto (fatte con fotocamera, poca luce, molto nuvoloso, ma non ha piovuto per fortuna) messe in ordine cronologico. OT: ma non riesco a inserire linea di testo tra una foto e l'altra, le mette sempre in altro nella prima riga ,come si fa? : On Topic Please :

chiesetta molto antica recentemente ristrutturata


Allegati:
IMG_3657.JPG
IMG_3657.JPG [ 3.19 MiB | Osservato 3022 volte ]
Commento file: sound che contempla il fiume
IMG_3667.JPG
IMG_3667.JPG [ 2.96 MiB | Osservato 3022 volte ]
IMG_3677.JPG
IMG_3677.JPG [ 4.42 MiB | Osservato 3022 volte ]
Commento file: Arma PortaC (non sono sicura)
IMG_3679.JPG
IMG_3679.JPG [ 3.99 MiB | Osservato 3022 volte ]
Commento file: arma Do Cupà
IMG_3685.JPG
IMG_3685.JPG [ 3.12 MiB | Osservato 3022 volte ]
Commento file: stalagmite con forma 'pisellesca' non creata dalla natura ma secondo Sound scolpita dall'uomo preistorico
IMG_3688.JPG
IMG_3688.JPG [ 2.99 MiB | Osservato 3022 volte ]
Commento file: cascata e Ric
IMG_3689.JPG
IMG_3689.JPG [ 3.46 MiB | Osservato 3022 volte ]

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MessaggioInviato: dom mag 05, 2019 10:57 
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Titano di Quotazero
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Località: Genova / Imperia
psiconauta ha scritto:
belin, ma sta zona sembra proprio bella! :smt007

voglio andarci anch'io ! Immagine

adesso mi ci mandate da solo ? Immagine

comunque io son contrario a correre [-X

vabbè, grazie per la traccia, sound ! : Thanks :

Se si riuscisse ad organizzare un gruppetto , viste le tante bellezze della zona cercherei di aggregarmi pure io , anche se è noto che non amo le grotte "strette" come la Porta C ... :imbarazzo:
:smt006

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Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato.I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura,che si rivela solo a chi lo cerca.[Charlie Chaplin]


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MessaggioInviato: dom mag 05, 2019 12:48 
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Iscritto il: lun dic 03, 2018 0:38
Messaggi: 404
psiconauta ha scritto:
belin, ma sta zona sembra proprio bella! :smt007

voglio andarci anch'io ! Immagine

adesso mi ci mandate da solo ? Immagine

comunque io son contrario a correre [-X

vabbè, grazie per la traccia, sound ! : Thanks :
Io intendo tornarci a breve per completare il giro, ovviamente se vuoi unirti sei il benvenuto


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MessaggioInviato: lun mag 06, 2019 10:58 
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La zona la conosco... e devo ancora cercare un paio di grotte! Nonche fare quel sensiero cui accennava Ratasuira, che dovrebbe portare verso la Tana dei Carbonai.


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MessaggioInviato: lun mag 06, 2019 14:44 
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Stefs ha scritto:
La zona la conosco... e devo ancora cercare un paio di grotte! Nonche fare quel sensiero cui accennava Ratasuira, che dovrebbe portare verso la Tana dei Carbonai.
Esatto, proprio lei, anche se temo che i waypoint del catasto grotte siano parecchio traslati


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MessaggioInviato: lun mag 06, 2019 17:16 
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Avevo letto qualcosa di sfuggita su un libretto. Di sicuro qualche cosa la si trova sempre.
Poi c'è un sentiero che dalla forra del Ferraia segue parallelo il Pennavaira e passa sotto un arco di roccia, ma boh... l'arco lo visto da lontano!


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MessaggioInviato: lun mag 06, 2019 17:19 
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Iscritto il: mer mar 28, 2012 19:35
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okkiblu ha scritto:
Commento file: stalagmite con forma 'pisellesca' non creata dalla natura ma secondo Sound scolpita dall'uomo preistorico
IMG_3688.JPG


Pisellesca!!! :risataGrassa:
Da quanto ho letto, si tratterebbe più di pastori buon temponi che di un qualche idolo "fertilizio"


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MessaggioInviato: ven feb 14, 2020 16:23 
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Località: genova - marassi
Qui la traccia GPS: http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AlpiLiguri/Grillo.htm

Domenica 19-1-2020: Strada diga Val Ferraia (835) – Arma del Cupà (775) – Cascata Val Ferraia (730) – Forra Val Ferraia (700) – Arma del Grillo (755) – Arma della Porta C (700) – Grotta della Giera (770) – Strada diga Val Ferraia (835).

Partecipanti: Ratasuira, Marco, Olga e soundofsilence.

Lunghezza: 8 Km. circa.

Dislivello: 550 m. circa.

Difficoltà: EE il sentiero per l’Arma del Grillo, nonché il ritorno dalla stessa, a tratti ripido, a tratti di difficile individuazione, a tratti scomodo, a tratti attrezzato con corde, ma senza particolari difficoltà, EE anche il sentiero che dall’Arma del Cupà scende verso la Forra, assai stretto e scomodo e con un ultimo passaggio dove le pareti aggettanti spingono verso il torrente e può essere necessario procedere a quattro zampe in un cosiddetto “Passo del gatto”, onde non rischiare di precipitare nel sottostante Rio Ferraia, tutto il resto E. La visita dell’Arma della Porta C richiede invece di usare le mani o di passare per scomode strettoie, a seconda di quale dei 3 ingressi si usi, in ogni caso i passaggi di arrampicata non superano il I grado, mentre un po’ più scomode, ma non difficili sono le strettoie, che si possono però evitare entrando ed uscendo dall’ingresso più a destra. La Grotta della Giera, come da cartello, è molto pericolosa, perché dopo pochi metri sprofonda in un pozzo verticale, non avventurarcisi senza illuminazione che permetta di vedere dove finisce il terreno…

Percorso in macchina: da Genova in autostrada A10 fino ad Albenga, dove alla prima rotonda dopo il casello proseguiamo dritti verso Albenga, per poi, alla seconda rotonda, prendere a destra verso Villanova d’Albenga e Pieve di Teco. Continuiamo quindi verso Pieve fino a Pogli, dove prendiamo a destra per Onzo e, superata questa località, raggiungiamo Costa Bacelega e quindi Aquila d’Arroscia. Giunti ad Aquila ignoriamo il bivio a sinistra per il centro del paese e proseguiamo seguendo le indicazioni per Gavenola e Leverone, ma dopo pochi metri lasciamo la strada principale per prendere a destra seguendo le indicazioni per la Colla San Giacomo e il Castello dell’Aquila. La stretta stradina asfaltata ci porta quindi fino alla Colla San Giacomo, dove troviamo una Chiesetta recintata sulla destra della strada, ma noi continuiamo ancora a percorrere la strada per 3 Km circa ancora, fino ad un bivio con quel che resta di una stradina asfaltata sulla destra (attualmente sbarrata da tronchi perché impercorribile) e qui parcheggiamo nei pressi anche di un pannello informativo sulle peculiarità della zona.

Percorso a piedi: dal parcheggio prendiamo la stradina asfaltata che scende verso la diga della Val Ferraia e la seguiamo fino a giungere ad un ampio spiazzo che fungeva una volta da parcheggio. Oltre lo spiazzo la stradina continua per qualche metro nella stessa direzione, diventando però sterrata, per poi piegare subito a sinistra e giungere fino alla diga, pochi metri prima della quale noi imbocchiamo invece un sentiero sulla destra, che costeggia il torrente e che termina all’ingresso di una galleria. Qui, sull’altro lato del torrente, abbiamo visitato un piccola cavità scavata che fungeva da deposito materiali, per poi riattraversare il torrente e percorrere la galleria. Sbucati dalla galleria, una ripida salita vereso destra consente di visitare l’Arma del Cupà, mentre un sentierino a sinistra scende al torrente e alla bella Cascata della Val Ferraia. Visitate entrambe le cose, proseguiamo sul sentiero lungo il torrente, notando subito sull’altra sponda un grotta che andiamo a visitare, ma che non presenta grande interesse. Tornati sul sentiero, al successivo bivio prendiamo a sinistra, quindi passiamo poco sotto e a sinistra di una piccola grotta e, in breve, raggiungiamo una staccionata sulla sinistra. Qui lasciamo il sentiero e scavalchiamo la staccionata imboccando una traccia che segue il percorso di un grosso tubo. Seguiamo la nuova traccia in discesa passando a fianco e, a tratti, sopra il tubo, fino a scendere verso il torrente e, poco prima di raggiungerlo, le pareti sporgenti unite al sentiero stretto e a strapiombo sul torrente, costringono ad un passaggio di un metro da affrontare con molta prudenza o a quattro zampe (Passo del Gatto). Superato il Passo del Gatto scendiamo nel torrente e prendiamo la sterrata sulla sponda destra che seguiamo per poco più di 150 metri, per prendere quindi un sentiero a sinistra, con cartelli che segnalano la forra della Val Ferraia. Il nuovo sentiero scende in breve al torrente, dove troviamo a sinistra un bel laghetto e a destra la forra, che possiamo osservare, con prudenza, scendendo una cengia esposta sulla sinistra del torrente stesso. Visitata la forra, imbocchiamo il sentiero che attraversa il torrente e risale sull’altro versante. Dopo circa 100 metri di sentiero, in vista di una falesia sulla sinistra e poco sopra, occorre lasciare la traccia che prosegue dritta, per prenderne una poco evidente all’inizio, che gira a sinistra, procedendo poi parallela alle falesie (qui abbiamo piazzato un ometto per individuare il bivio, altrimenti poco riconoscibile). Nuovamente in circa 100 metri giungiamo così di fronte all’ingresso di una grande grotta (Arma del Grillo), che visitiamo. Dalla grotta prendiamo una rampa a destra, attrezzata anche con corde fisse non strettamente necessarie, per passare quindi dentro un caratteristico arco naturale, oltre il quale si piega a sinistra, sempre aiutati da corde fisse, anche qui non particolarmente indispensabili, per raggiungere quindi una traccia che traversa in piano e che imbocchiamo verso sinistra. La traccia tocca prima una radura soprastante alla grotta appena visitata, poi corre parallela a nuove falesie (traccia non chiarissima in questo tratto), per poi scendere ripidamente al torrente presso il Passo del Gatto affrontanto in precedenza. Qui imbocchiamo nuovamente la sterrata sulla destra del torrente e proseguiamo sulla stessa oltre il bivio per la Forra. Percorriamo quindi la sterrata per un centinaio di metri dal bivio e notiamo quindi sulla destra in alto, tra la vegetazione, l’Arma della Porta C, che appare, ed in realtà è, un accumulo di grandi massi accatastati, verso il quale ci dirigiamo. Se non notiamo la grotta possiamo comunque continuare qualche decina di metri sulla sterrata, fino ad arrivare in vista della grande apertura dell’Arma della Porta B e quindi seguire le falesie verso destra, fino a giungere comunque all’Arma della Porta C. Visitata la grotta, riscendiamo seguendo le falesie fino all’Arma della Porta B e quindi ci riportiamo sulla sterrata che riprendiamo a seguire verso destra. Dopo neanche un centinaio di metri passiamo quindi a fianco dell’Arma della Porta A e, quindi, dopo ulteriori 50 metri, troviamo un bivio a destra, segnalato e segnato in biancorosso, che imbocchiamo in salita. Saliamo quindi per circa 400 metri nel bosco, per giungere quindi ad un bivio segnalato da cartelli, dove prendiamo a sinistra un sentiero che sale ripido su una rupe, protetto da una staccionata. Risaliamo quindi una ripida gola rocciosa e passiamo a destra di una rupe panoramica (che possiamo salire in breve e facilmente), quindi attraversiamo l’alveo di un rio e poco più di 100 metri dopo arriviamo ad un bivio segnalato da cartelli, dove prendiamo a sinistra verso i belvedere della Ravinella e della Giera e l’omonima grotta. Scendiamo quindi brevemente sul nuovo sentiero e raggiungiamo quindi una staccionata, che costituisce il belvedere della Giera. Da qui, andando a sinistra posssiamo visitare in pochi metri il Belvedere della Ravinella, non protetto però da staccionata, mentre andando a destra raggiungiamo in pochi metri la Grotta della Giera, segnalata da un cartello di pericolo; occorre dunque non inoltrarsi troppo nella grotta che sprofonda dopo pochi metri in un pozzo verticale. Visitata la Grotta ed i Belvedere, torniamo quindi al bivio e proseguiamo dritti fino alla strada asfalta, che imbocchiamo verso destra. Percorriamo quindi 900 metri di strada asfaltata per ritrovarci quindi al parcheggio.

Conclusioni: giro che aggiunge una nuova grotta al classico giro alla Cascata della Val Ferraia e all’adiacente Arma del Cupà, già molto interessanti di per sé, essendo la cascata probabilmente la più bella della Liguria e indubbiamente affascinante la Grotta. L’Arma del Grillo è invece una grotta interessante per la bella apertura, adornata anche da un colonna e qualche piccola concrezione interna. Spettacolare poi la Forra della Val Ferraia e assai interessante l’Arma della Porta C, che presenta interessanti e particolari concrezioni, oltre ad una morfologia complessa e particolare, con i suoi 3 ingressi.

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Rio Ferraia sopra la Cascata

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Stalagmite fallica in Arma do Cuppà

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Cascata Val Ferraia vista verticale

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Cascata Val Ferraia vista verticale primo piano

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Cascata Val Ferraia vista verticale più da vicino

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Base cascata Val Ferraia

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Fondo grotticella di fronte al Cuppà

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Parete grotticella di fronte al Cuppà

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Uscita grotticella di fronte al Cuppà

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Cascatella in torrente Ferraia

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Rio Ferraia sotto l'Arma del Cuppà

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Tanetta sotto il Cuppà

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Cascata in Rio Ferraia

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Laghetto sopra Forra Val Ferraia

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Forra Val Ferraia

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Parte iniziale cascata Forra Val Ferraia

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Cascata Forra Val Ferraia

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Parte inferiore Cascata Forra Val Ferraia

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Forra Val Ferraia più da vicino

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Parte iniziale Forra Val Ferraia

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Forra Val Ferraia più da vicino

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Forra Val Ferraia più da vicino

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Forra Val Ferraia

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Arco naturale andando alla Arma del Grillo

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Arco naturale andando alla Arma del Grillo più da vicino

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Arco naturale andando alla Arma del Grillo più da vicino

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Arco naturale andando alla Arma del Grillo ancora più da vicino

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Arco naturale andando alla Arma del Grillo visto da dietro

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Arco naturale andando alla Arma del Grillo visto da dietro ancora più da lontano

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Piccole stalattiti e colonna in Arma del Grillo

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Piccole stalattiti e stalagmiti in Arma del Grillo

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Piccole stalattiti e stalagmiti in Arma del Grillo

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Stalagmiti in Arma del Grillo

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Stalattiti verdi in Arma del Grillo

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Stalagmiti bianche in Arma del Grillo

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Concrezioni e stalattiti in Arma del Grillo

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Uscita Arma del Grillo

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Stalagmiti bianche in Arma del Grillo più da vicino

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Colonna in Arma del Grillo

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Fila di stalattiti in Arma del Grillo

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Concrezioni in Arma del Grillo

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Concrezioni in Arma del Grillo più da lontano

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Interno Arma del Grillo

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Grossa colonna e uscita Arma del Grillo

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Cascata in Rio Ferraia più da lontano

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Cascata in Rio Ferraia

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Falesie con colate concrezionali nere in Val Ferraia

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Marco passa a fianco a falesie in Val Ferraia

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Falesie in Val Ferraia

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Arco naturale doppio scendendo a Arma del Grillo

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Ingresso Arma della Porta C

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Concrezione rampicante in Arma della Porta C

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Concrezione rampicante in Arma della Porta C vista verticale

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Concrezioni a cavolfiore in Arma della Porta C vista verticale

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Concrezioni a cavolfiore in Arma della Porta C

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Scanalature in Arma della Porta C

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Scanalature in Arma della Porta C più da vicino

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Concrezioni a cavolfiore in Arma della Porta C

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Concrezione rampicante in Arma della Porta C da sotto

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Primissimo piano concrezioni a cavolfiore in Arma della Porta C

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Primissimo piano concrezioni a cavolfiore in Arma della Porta C più da vicino

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Uscita secondaria in Arma della Porta C

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Scanalature e uscita Arma della Porta C

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Scanalature e uscita Arma della Porta C più da vicino

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Uscita Arma della Porta C dal piano di sopra

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Uscita Arma della Porta C dal piano di sopra vista panoramica

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MessaggioInviato: ven feb 14, 2020 22:18 
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come consuetudine allego qualche foto anch'io


Rio Ferraia sopra la cascata
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20200119_101551_edited.jpeg
20200119_101551_edited.jpeg [ 9.69 MiB | Osservato 2159 volte ]


Concrezioni Arma du Cupà
Allegato:
20200119_102656_edited.jpeg
20200119_102656_edited.jpeg [ 6.78 MiB | Osservato 2159 volte ]

Allegato:
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20200119_102234_edited.jpeg [ 6.08 MiB | Osservato 2159 volte ]

Allegato:
20200119_102410_edited.jpeg
20200119_102410_edited.jpeg [ 7.56 MiB | Osservato 2159 volte ]

Allegato:
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20200119_102527_edited.jpeg [ 9.02 MiB | Osservato 2159 volte ]


Cascata Rio Ferraia
Allegato:
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20200119_103439_edited.jpeg [ 9.47 MiB | Osservato 2159 volte ]

Allegato:
20200119_103646_edited.jpeg
20200119_103646_edited.jpeg [ 14.13 MiB | Osservato 2159 volte ]


Letto Rio Ferraia scavato nella roccia
Allegato:
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20200119_104913_edited.jpeg [ 9.04 MiB | Osservato 2159 volte ]


Cascatella curva con laghetto incassato nella roccia
Allegato:
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20200119_110612_edited.jpeg [ 8.2 MiB | Osservato 2159 volte ]


Laghetto subito sopra la Forra
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Arco naturale prima dell'Arma del Grillo
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Concrezioni in Arma del Grillo
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Resti di ossa in Arma del Grillo
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Concrezioni in Arma da Porta C
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Panorama sul Val Ferraia
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Parete muschiata ingresso Grotta Giera
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Panorama Val Pennavaire verso Caprauna
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ok, basta, mi avete convinto, sta primavera vado : Thumbup :

ma meglio questo o partire da ALTO ? :-k

inoltre da foresto dico che mancano indicazioni su prodotti locali della zona.... :twisted: :P .....che se magna/beve da quelle parti? :-k

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...........non seguitemi, mi sono perso anch'io !


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psiconauta ha scritto:
ok, basta, mi avete convinto, sta primavera vado : Thumbup :

ma meglio questo o partire da ALTO ? :-k

inoltre da foresto dico che mancano indicazioni su prodotti locali della zona.... :twisted: :P .....che se magna/beve da quelle parti? :-k
Dipende, per fare la zona diga - cupà- cascata - forra - arma del grillo meglio partire da sopra secondo me, partendo da Alto invece ci sono le grotte dell'altro versante e quelle basse lungo il pennavaire, vedi stafanin, pertusello, crosa e il ponte romano
Per il mangiare non lo so, io mi porto qualcosa da sgranocchiare al volo che andare per locali sottrae tempo prezioso all'escursione oltre a non piacermi


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Quotazerino doc
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Ratasuira ha scritto:
psiconauta ha scritto:
ok, basta, mi avete convinto, sta primavera vado : Thumbup :

ma meglio questo o partire da ALTO ? :-k

inoltre da foresto dico che mancano indicazioni su prodotti locali della zona.... :twisted: :P .....che se magna/beve da quelle parti? :-k
Dipende, per fare la zona diga - cupà- cascata - forra - arma del grillo meglio partire da sopra secondo me, partendo da Alto invece ci sono le grotte dell'altro versante e quelle basse lungo il pennavaire, vedi stafanin, pertusello, crosa e il ponte romano


ok, grazie, leggendo sopra nel topic alla fine penso che potrei fare il "giro" :smt120 descritto da sound come il "migliore" :roll: ....partendo da Alto, quindi, che forse è leggermente più comodo anche in auto...boh :-k

non ho però capito bene dove rimane il Pertusello.......più vicino a quella dello Stefanin, quindi ? :-k :-k
EDIT : ok, visto.........Sound aveva postato traccia in altro topic : Thanks :

Ratasuira ha scritto:
Per il mangiare non lo so, io mi porto qualcosa da sgranocchiare al volo che andare per locali sottrae tempo prezioso all'escursione oltre a non piacermi


sì sì, ma anch'io me ne porto, di solito............però di solito porto anche qualcosa a casa, se vale la pena....Immagine

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