Tete de Rigaud anello per Gorges du Cians dalle Gorges

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soundofsilence
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Tete de Rigaud anello per Gorges du Cians dalle Gorges

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Tete de Rigaud anello per Gorges du Cians dalle Gorges

Sul mio sito le foto con didascalia e la traccia GPS: https://luoghidasogno.altervista.org/ar ... icolo=3713

Data: 19-05-2024
Itinerario: Park Gorges (875) – Ciabanon (1015) – Hameau Yerboa (1110) – Colletto Cerisier (1550) – Colletto Madeleine (1670) – Tete de Rigaud (1906) – Ruderi Illion (1570) – Guado Challandre (1335) – Gorges du Cians (1280-875) – Park Gorges (875).
Lunghezza: 27 Km. circa.
Dislivello: 1200 m. circa.
Partecipanti: Ornella, Maury76 e soundofsilence.
Difficoltà: qualche difficoltà negli ultimi metri per salire alla Tete de Rigaud, salita che abbiamo fatto attraverso un canalino di I+, piuttosto delicato per rocce non salde e con un po’ di esposizione (F, alpinistico facile), ma questa via non è obbligatoria e si può salire da dietro non superando l’EE (per escursionisti esperti), dato il terreno comunque ripido. Per il resto discrete difficoltà per reperire la traccia e seguirla nel tratto per raggiungere l’Hameau di Yerboa (abbiamo fatto una scorciatoia che non consiglierei in quanto si risparmia poca strada e la traccia a tratti non è chiara e/o inesistente) e nel sentiero, a tratti inesistente o confuso, che scende dai Ruderi Illion verso il sentiero segnato, per il resto tutto E, per escursionisti medi.
Percorso in macchina: da Genova in autostrada A10 fino al confine di Ventimiglia, quindi si continua sull’autostrada francese A8 fino a Nizza, uscita 52, dove si prende per Grenoble e Digne, seguendo lungamente il corso del fiume Var. Seguiamo quindi il fiume Var, e la direzione Grenoble, fino a Touet sur Var, subito dopo il quale, prendiamo a destra per Valberg, Beuil e Gorges du Cians. Seguiamo quindi la nuova strada (D28) e dopo poco meno di 6 Km, troviamo il bivio a sinistra per Rigaud, che ignoriamo, continuando ancora sulla D28, per giungere quindi ad un primo tornante (dopo circa 1,7 Km. dal predetto bivio per Rigaud). Da qui in poi la strada sale ripidamente lasciando il fondovalle, passiamo quindi un secondo tornante ed il successivo bivio a sinistra per Rubi, per proseguire poi per 2 Km, fino a notare sulla sinistra una carrareccia in salita chiusa da una transenna ed un divieto di transito. Da qui proseguiamo poco più di una centinaio di metri fino al primo slargo a destra, dove parcheggiamo.
Percorso a piedi: dal parcheggio torniamo indietro su asfalto per poco più di 100 metri, fino al bivio a destra con una carrareccia con divieto di transito. Imbocchiamo quindi la carrareccia superando una transenna che la chiude, ed iniziamo a seguire il sentiero segnato, che sale a tornanti. Dopo 3 tornanti proseguiamo dritti e raggiungiamo i ruderi del Ciabanon, quindi saliamo ancora per due tornanti e poi continuiamo nuovamente dritti, fino a giungere ad un guado a quota 1065 circa. Poco più di 100 metri dopo il guado, abbiamo lasciato il sentiero segnato, per prendere a destra una traccia piuttosto evanescente (consiglierei in effetti di proseguire sul sentiero segnato fino a giungere ad un successivo e più chiaro bivio, dove prendere a destra). Dopo una cinquantina di metri sulla traccia evanescente citata in precedenza, curviamo quindi sulla destra, lasciando la traccia più evidente, compiendo una specie di tornante. Proseguiamo quindi praticamente senza traccia per raggiungere in breve i ruderi dell’Hameau di Yerboa, dove troviamo una traccia più evidente, che seguiamo per un po’, per poi prenderne una sulla sinistra. Seguiamo per un po’ la traccia, poi pieghiamo più decisamente verso il crinale e lo raggiungiamo senza traccia. Sul crinale troviamo il sentiero segnato in giallo, che imbocchiamo verso destra in salita. In breve raggiungiamo un bivacco metallico e quindi continuiamo sul sentiero segnato o su una delle varie tracce parallele. Passiamo quindi sulla destra della prima elevazione (Mont Cerisier 1574) e raggiungiamo il successivo colletto. Dal colletto continuiamo traversando sotto e a destra della vetta della Madeleine (1690), per giungere quindi ad un secondo colletto, da dove inizia la salita all’evidente Tete de Rigaud. Seguiamo quindi il sentiero segnato, per poi lasciarlo sulla sinistra per esplorare le formazioni rocciose rosse qui presenti. Terminate le principali formazioni rocciose, pieghiamo a sinistra traversando in direzione del sentiero che abbiamo lasciato, sentiero che però non troviamo. Ci dirigiamo allora verso dei pali che seguono quasi la massima pendenza, pali che si rivelano essere di un ex-recinto. Da qui in poi seguiamo una traccetta che sale piuttosto direttamente verso il castello di vetta, che, raggiunto, scaliamo tramite un breve canalino sulla sinistra, facendo attenzione alle rocce instabili ed usando piuttosto l’erba per un paio di passi di arrampicata, che ci portano subito in vetta. Dalla vetta scendiamo per i ripidi prati a sinistra, e continuiamo poi a scendere senza traccia in direzione sud-ovest, puntando alla sottostante evidente sterrata. Raggiunta la sterrata la imbocchiamo verso destra, e la seguiamo per circa 4Km, fino a trovare un bivio, dove continuiamo sulla sterrata a destra. Subito passiamo sopra il Torrente Raton, quindi procediamo per oltre 700 metri fino ad un nuovo bivio. Dove continuiamo sempre a destra sulla sterrata principale, che seguiamo per altri 2 Km e mezzo, fino a giungere ai ruderi di Illion. Passiamo quindi sotto ai ruderi e proseguiamo sulla sterrata per oltre 500 metri, fino a giungere ad un bivio: a sinistra continua la sterrata principale, mentre noi prendiamo una sterrata in leggera discesa sulla destra. La sterrata in effetti continua solo pochi metri fino ad uno slargo, da cui continuiamo compiendo un tornante con la sterrata. Dopo poco più di 100 metri compiamo un nuovo tornante, imboccando una cengia erbosa sulla destra. Scendiamo sulla larga cengia per circa 100 metri, quindi lasciamo l’evidente continuazione della cengia, per prendere una meno evidente traccia sulla sinistra e, compiere un nuovo tornante. Seguiamo quindi alla meglio il nuovo sentiero, aiutati dagli ometti di pietra, e continuiamo a traversare, senza perdere granchè quota, lungamente in direzione nord, fino ad immetterci su un sentiero più chiaro e ben tenuto. Il sentiero continua in effetti più chiaro, ma sul ben tenuto in effetti ci ricrediamo, e inizia a scendere decisamente fino a raggiungere un guado. Guadato quindi il torrente Challandre (occorre risalirne un breve tratto verso monte per trovare un guado più facile in presenza di molta acqua), il sentiero inizia a risalire ripidamente, guadagnando in breve oltre 100 metri di quota, per immettersi quindi in un sentiero segnato, che imbocchiamo verso destra. Il nuovo sentiero procede nella prima parte abbastanza in piano, per giungere quindi al cospetto di belle pareti calcaree, nelle quali scorgiamo una grotta con un bella colonna. Decidiamo quindi di fare una deviazione a sinistra, facoltativa, per andare a vedere la grotta, superando un breve tratto un po’ infrascato e, poi, la ripida risalita della grotta, che presenta un breve passo di III grado. Visitata la grotta torniamo al sentiero principale e, in breve, scendiamo alla strada asfaltata, che imbocchiamo verso destra in discesa. Dobbiamo adesso scendere per 7 Km di asfalto, evitando i tunnel tramite la vecchia strada asfaltata sempre presente sulla sinistra, vecchia strada non in buone condizioni, ma che a piedi non presenta problemi, offrendo invece bellissime viste sulle Gorges du Cians. Dopo quindi un primo tratto sulla strada principale, evitiamo il Tunnel des Traverses, con la vecchia strada, quindi evitiamo allo stesso modo il Tunnel des Eguilles. Il tunnel des Eguilles è diviso in due parti e tra le due è possibile fare una breve deviazione per visitare la cascata del Vallon de Challandre, quindi riprendere la vecchia strada. Evitiamo quindi il Tunnel de la Grande Clue, attraverso sempre la vecchia strada, che qui passa in una suggestiva forra, quindi passiamo presso la Casemate du Raton, incastonata nella roccia, presso la quale possiamo prendere vista sulla Clue du Raton (con un paio di stivali è anche possibile scendere nel torrente, attraverso le scalette di una chiusa, per avvicinarsi alla cascata). Passata anche la Casemate du Raton, evitiamo il tunnel de la Petite Clue con una nuova deviazione sulla vecchia strada, deviazione che è la più lunga di quelle fatte finora. Tornati sulla strada principale giungiamo ad una bella cascata nel torrente, cascata, che si può raggiungere attraverso una discesa molto ripida su ghiaione instabile, discesa che in questa occasione non ho effettuato, ma trovate descritta in altra pagina di questo sito. Superiamo quindi un breve tunnel direttamente sulla strada e raggiungiamo quindi il Tunnel du Ciabanon, che si può evitare anch’esso con deviazione sulla sinistra, tramite una breve rampa di sfasciumi, per superare poi una frana di grossi massi, e continuare quindi più facilmente su i resti della vecchia strada per riimmettersi comunque dopo poco sulla nuova, con la quale, in neanche 100 metri, giungiamo al parcheggio.
Conclusioni: indubbiamente bella la salita alla Tete de Rigaud ed il lungo aggiramento della stessa, ma il pezzo forte rimane comunque la strada asfaltata (in buona parte dismessa) e le sue magnifiche viste sulle rosse Gorges du Cians. Il giro può sembrare molto lungo, ma i lunghi tratti di asfalto e sterrata permettono di effettuarlo in giornata senza problemi, mentre un po’ di tempo si perde, oltre che ad ammirare le Gorges, anche per seguire il sentiero assai poco chiaro in discesa dai ruderi de l’Illion.

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Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
Imagine there's no countries.
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