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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Cammino di Assisi (Dovadola - Assisi)
MessaggioInviato: ven feb 14, 2020 13:31 
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Quotazerino

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Fatto ad agosto 2014, e' uno dei tanti sentieri sui passi di San Francesco e ritengo sia probabilmente il piu' bello.
Si parte da Dovadola (Forli) e si procede per trecento km lungo la dorsale appenninica.
La prima parte e' paesaggisticamente superba, in particolare le tappe da Corniolo a La Verna.
Il parco del Casentino e il bioparco di Sasso Fratino in particolare sembrano scenari incantati da film.
Dopo LaVerna i peasaggi si fanno meno selvaggi e piu' antropizzati, ma si incontrano diverse piccole citta' e borghi affascinanti come: Caprese (paese natale di Michelangelo), Sansepolcro, Gubbio.
Non nascondo che la vista da lontano della Basilica e l'arrivo al suo cospetto mi strapparono qualche lacrimuccia.

Chi ha pazienza e ama leggere qui puo' trovare un resoconto dettagliato:
https://www.buonviaggioitalia.it/wp-con ... aPatri.pdf

Chi ne ha meno e alla lettura preferisce i video:
https://www.youtube.com/watch?v=kOEmb9WhxTk

Per domande e curiosita' sono a vostra disposizione


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MessaggioInviato: ven feb 14, 2020 22:13 
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Minkia oh ....lo voglio fare anch'io ,giuro....cioè ,io vorrei ,in un futuro spero prossimo,partire da qui,da casa mia e andare a piedi in Umbria per bricchi,per la precisione a Terni da miei parenti a rifocillarmi dalle fatiche del viaggio :risataGrassa: ...adesso me lo guardo con calma e poi mi sa che ti chiederò qualche consiglio

_________________
...montagna vissuta,tempo per respirare... (Reinhard Karl)

"Quando le luci si spegneranno per sempre il mio popolo sarà ancora qui.Noi abbiamo le nostre antiche usanze.Sopravviveremo."
(Nuvola Rossa,capo Sioux)


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MessaggioInviato: ven feb 14, 2020 22:21 
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Ma chi è il folle che canta il pezzo di Battiato :risataGrassa:

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MessaggioInviato: sab feb 15, 2020 7:09 
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lupo della steppa ha scritto:
Minkia oh ....lo voglio fare anch'io ,giuro....cioè ,io vorrei ,in un futuro spero prossimo,partire da qui,da casa mia e andare a piedi in Umbria per bricchi,per la precisione a Terni da miei parenti a rifocillarmi dalle fatiche del viaggio :risataGrassa: ...adesso me lo guardo con calma e poi mi sa che ti chiederò qualche consiglio


Se hai tempo ne vale sicuramente la pena !
Dal Sassello potresti raggiungere l'AV, poi nei pressi della foce dei tre confini vai in direzione Berceto per prendere la GEA le cui ultime tappe si sovrappongono al Cammino di Assisi (Camaldoli, Badia Prataglia, La Verna, Caprese Michelangelo)
Sarebbe un itinerario meraviglioso.
E' un po' lunghetto, ma potresti anche scomporlo in due/tre periodi diversi come feci io per l'AV.
Se ti servono consigli chiedi pure.
Spero di essere in grado di risponderti : Thumbup :


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MessaggioInviato: sab feb 15, 2020 7:20 
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lupo della steppa ha scritto:
Ma chi è il folle che canta il pezzo di Battiato :risataGrassa:


Il mitico Giovanni Lindo Ferretti che nel diario del Cammino cito un paio di volte.
E' stato front man, cantante e paroliere di CCCP, CSI, PGR con una parabola artistica che spazia dagli esordi punk in stile filosovietico (almeno nel look) al misticismo, con le vette (musicalmente parlando) del periodo CSI
Tabula rasa negli anni 90 fu un raro caso di musica indipendente arrivata in vetta alle classifiche.

Attualmente alleva cavalli a Cerreto Alpi...e se farai la GEA passerai davanti a casa sua :wink:
Ogni tanto fa ancora concerti con le vecchie canzoni (ne vidi uno a Genova 5 anni fa), talvolta invece fa spettacoli equestri o si esibisce accompagnato da un fisarmonicista.
Un personaggio
A molti inviso per la sua evoluzione musicale e politica, ma indiscutibilmente un personaggio


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MessaggioInviato: dom feb 16, 2020 13:09 
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Ti chiederò sicuramente consigli ,vorrei partire nella primavera 2021 ....se tutto va come sto pianificando...è una specie di voto che ho fatto e che vorrei fare tutto in una volta ma senza nessuna fretta ,prendendomi tutto il tempo che voglio,, senza tappe massacranti.Alta via,sentiero Italia,vedremo ...il cammino di Assisi mi verrebbe giusto bene quando arriverò in Umbria ,vedremo :risataGrassa:

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MessaggioInviato: dom feb 16, 2020 13:15 
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Andrea Bezimen ha scritto:
lupo della steppa ha scritto:
Ma chi è il folle che canta il pezzo di Battiato :risataGrassa:


Il mitico Giovanni Lindo Ferretti che nel diario del Cammino cito un paio di volte.
E' stato front man, cantante e paroliere di CCCP, CSI, PGR con una parabola artistica che spazia dagli esordi punk in stile filosovietico (almeno nel look) al misticismo, con le vette (musicalmente parlando) del periodo CSI
Tabula rasa negli anni 90 fu un raro caso di musica indipendente arrivata in vetta alle classifiche.

Attualmente alleva cavalli a Cerreto Alpi...e se farai la GEA passerai davanti a casa sua :wink:
Ogni tanto fa ancora concerti con le vecchie canzoni (ne vidi uno a Genova 5 anni fa), talvolta invece fa spettacoli equestri o si esibisce accompagnato da un fisarmonicista.
Un personaggio
A molti inviso per la sua evoluzione musicale e politica, ma indiscutibilmente un personaggio


Ah ecco,mi pareva uno con un storia interessante alle spalle : Thumbup :

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MessaggioInviato: lun feb 17, 2020 10:24 
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lupo della steppa ha scritto:
Ti chiederò sicuramente consigli ,vorrei partire nella primavera 2021 ....se tutto va come sto pianificando...è una specie di voto che ho fatto e che vorrei fare tutto in una volta ma senza nessuna fretta ,prendendomi tutto il tempo che voglio,, senza tappe massacranti.Alta via,sentiero Italia,vedremo ...il cammino di Assisi mi verrebbe giusto bene quando arriverò in Umbria ,vedremo :risataGrassa:


Sarà un viaggio memorabile.
Anche e soprattutto dentro te stesso.
Per i consigli chiedi senza problemi, spero di essere in grado di risponderti ed esserti utile.
Fortunatamente il tuo itinerario segue percorsi importanti, ben segnalati e ben interconnessi.


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MessaggioInviato: lun feb 17, 2020 13:52 
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Andrea Bezimen ha scritto:
A molti inviso per la sua evoluzione musicale e politica, ma indiscutibilmente un personaggio


eccomi ! :smt006 :mrgreen:

scherzi a parte, personaggio è un personaggio......io vidi 2 volte i CCCP dal vivo (entrambe a Genova, tra l'altro) e avevo tutta la loro discografia, non sono mai stato più comunista di tanto ma un po' punk sì, perciò mi piaceva il loro essere un po' fuori posto......................già come CSI li trovavo un po' troppo adagiati su se stessi (e più pallosi, sinceramente), poi dopo la sua svolta mistica (che ci sta, no problem x quello) ma soprattutto dopo l'appoggio alla lista antiabortista di Giuliano Ferrara anche apposto così, grazie

lo capisco, comunque, ho anche letto "Reduce" e leggerei qualcos'altro di suo a tema appenninico, e senz'altro passassi di lì gli farei un saluto e berrei un gotto alla sua.......l'appennino parmense in effetti dovrei esplorarlo, un poco........anche se cammini di più giorni non ne ho mai fatto (non che non mi piacerebbe l'idea) ma mai dire mai....diciamo che non sono particolarmente religioso e sono un pò allergico ai "cammini" (che ora vanno così di moda) creati da qualcun altro....tenderei a crearmene uno, magari, ecco 8)

grazie comunque per tutte le info : Thanks :

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...........non seguitemi, mi sono perso anch'io !


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MessaggioInviato: lun feb 17, 2020 15:39 
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psiconauta ha scritto:
Andrea Bezimen ha scritto:
A molti inviso per la sua evoluzione musicale e politica, ma indiscutibilmente un personaggio


eccomi ! :smt006 :mrgreen:

scherzi a parte, personaggio è un personaggio......io vidi 2 volte i CCCP dal vivo (entrambe a Genova, tra l'altro) e avevo tutta la loro discografia, non sono mai stato più comunista di tanto ma un po' punk sì, perciò mi piaceva il loro essere un po' fuori posto......................già come CSI li trovavo un po' troppo adagiati su se stessi (e più pallosi, sinceramente), poi dopo la sua svolta mistica (che ci sta, no problem x quello) ma soprattutto dopo l'appoggio alla lista antiabortista di Giuliano Ferrara anche apposto così, grazie

lo capisco, comunque, ho anche letto "Reduce" e leggerei qualcos'altro di suo a tema appenninico, e senz'altro passassi di lì gli farei un saluto e berrei un gotto alla sua.......l'appennino parmense in effetti dovrei esplorarlo, un poco........anche se cammini di più giorni non ne ho mai fatto (non che non mi piacerebbe l'idea) ma mai dire mai....diciamo che non sono particolarmente religioso e sono un pò allergico ai "cammini" (che ora vanno così di moda) creati da qualcun altro....tenderei a crearmene uno, magari, ecco 8)

grazie comunque per tutte le info : Thanks :


Sei ben informato : Thumbup :
purtroppo la sua "conversione" o "mutazione" è stata oggetto di discussioni, ma alcune sue canzoni rimangono pietre miliari della musica italiana degli anni 80-90 e questioni morali non intaccano il valore dell'artista, per me molto elevato


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MessaggioInviato: lun feb 17, 2020 19:17 
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.....e io che pensavo che Bezimen fosse spam : WallBash : : WallBash :

=D> =D> =D>

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“L’acqua esiste per la sopravvivenza del corpo. Il deserto esiste per la sopravvivenza dell’anima”
Proverbio Tuareg


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MessaggioInviato: lun feb 17, 2020 19:44 
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giobibo ha scritto:
.....e io che pensavo che Bezimen fosse spam : WallBash : : WallBash :

=D> =D> =D>


: No Spam : :risataGrassa:
No, non credo di essere spam…anche se il mio tardivo contributo al forum magari può essere un po' logorroico.
Ma quando si parla di escursioni, trail o semplicemente di viaggi faccio fatica a fermarmi.
Per questo ho preferito indicare links ai video o ai diari di viaggio piuttosto che fare post chilometrici.
Resto però a disposizione per rispondere (o provarci) ad eventuali domande e curiosità

PS: avrei da pubblicare qui anche un memoriale del Tour del Monte Bianco (agosto 2015) ma mi trovo all'estero ed ho gli appunti ormai impolverati a casa...meglio che li trascriva prima che li mangino i topi... :risata:


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MessaggioInviato: lun feb 17, 2020 21:55 
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Andrea Bezimen ha scritto:
giobibo ha scritto:
.....e io che pensavo che Bezimen fosse spam : WallBash : : WallBash :

=D> =D> =D>


: No Spam : :risataGrassa:
No, non credo di essere spam…anche se il mio tardivo contributo al forum magari può essere un po' logorroico.
Ma quando si parla di escursioni, trail o semplicemente di viaggi faccio fatica a fermarmi.
Per questo ho preferito indicare links ai video o ai diari di viaggio piuttosto che fare post chilometrici.
Resto però a disposizione per rispondere (o provarci) ad eventuali domande e curiosità

PS: avrei da pubblicare qui anche un memoriale del Tour del Monte Bianco (agosto 2015) ma mi trovo all'estero ed ho gli appunti ormai impolverati a casa...meglio che li trascriva prima che li mangino i topi... :risata:


Siii 8) ,pubblica che lo voglio leggere....pensa che io il giro del Bianco l'ho fatto nel 1992 in mountain bike

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MessaggioInviato: lun feb 17, 2020 21:59 
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Andrea Bezimen ha scritto:
lupo della steppa ha scritto:
Ti chiederò sicuramente consigli ,vorrei partire nella primavera 2021 ....se tutto va come sto pianificando...è una specie di voto che ho fatto e che vorrei fare tutto in una volta ma senza nessuna fretta ,prendendomi tutto il tempo che voglio,, senza tappe massacranti.Alta via,sentiero Italia,vedremo ...il cammino di Assisi mi verrebbe giusto bene quando arriverò in Umbria ,vedremo :risataGrassa:


Sarà un viaggio memorabile.
Anche e soprattutto dentro te stesso.
Per i consigli chiedi senza problemi, spero di essere in grado di risponderti ed esserti utile.
Fortunatamente il tuo itinerario segue percorsi importanti, ben segnalati e ben interconnessi.


...che voglia di partire ,partirei adesso :pensoso: ....speriamo dai che vada tutto bene e che possa farlo l'anno prossimo

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MessaggioInviato: mar feb 18, 2020 10:18 
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lupo della steppa ha scritto:
Siii 8) ,pubblica che lo voglio leggere....pensa che io il giro del Bianco l'ho fatto nel 1992 in mountain bike


In realta' prima di pubblicarlo dovrei scriverlo.
A casa in Italia, da qualche parte, dovrei avere gli scarni appunti presi durante le soste del cammino.
Magari potrei limitarmi ad un racconto piu' scarno ed essenziale di quanto sia abituato a fare :wink:
Sicuramente piu' facile ed immediato recuperare la cartella con le foto e creare uno slideshow del tour, cosa che potrei fare anche da qui.

Mediamente invidiavo i bikers, tranne nei punti in cui erano costretti a spingere o caricarsi a spalle i loro mezzi.
Va detto che nel 92 (in quel periodo ero piu' dedito alla MTB che al trekking o trail) le bici erano "leggermente" diverse da quelle di oggi.
Molto spesso degli autentici cancelli...la mia Olmo rigida in alluminio con shimano deore lx era gia' considerata una bici di livello medio alto.
Nel 2016 (quando feci il TMB) tutte le bici avevano sospensioni, telai super leggeri, rapporti piu' agili, e molte erano e-bike (che personalmente non amo)


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MessaggioInviato: mar feb 18, 2020 10:19 
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lupo della steppa ha scritto:
...che voglia di partire ,partirei adesso :pensoso: ....speriamo dai che vada tutto bene e che possa farlo l'anno prossimo


Non disperdere questa energia e raccoglila con gli interessi tra un anno : Thumbup :


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MessaggioInviato: mar feb 18, 2020 23:07 
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....avevamo delle belle bici per l,'epoca,io una gt--all-terra e il mio amico una Gary Fischer..certo rispetto ad oggi dei cancelli..
Comunque anche una slideshow sarebbe interessante : Thumbup :

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MessaggioInviato: mer feb 19, 2020 9:38 
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lupo della steppa ha scritto:
....avevamo delle belle bici per l,'epoca,io una gt--all-terra e il mio amico una Gary Fischer..certo rispetto ad oggi dei cancelli..
Comunque anche una slideshow sarebbe interessante : Thumbup :


Belle davvero per l'epoca...praticavo cross country ma adoravo la "downhillista" Missy Giove che era fuori come un melone.
Slideshow caricato a tempo record e con musica pallosissima di default offerta dal tubo…
Per creare un topic dedicato al TMB aspetto di tornare in Italia e vedere se recupero gli appunti perché andando a memoria direi una vaccata di date, nomi, tappe...posso solo dire che i punti meno gradevoli del tour furono la partenza da Courmayeur e la deviazione (causa pioggia e rifugio sui monti pieno) a Chamonix: la montagna in Hogan… :evil1: sebbene in quei giorni si era in periodo di UTMB :skifree:

Per ora: https://www.youtube.com/watch?v=ohUyhzRAHDk
Giusto per riportare a galla un po' di ricordi a te ed altri che lo hanno fatto…e magari invogliare altri a seguirci


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MessaggioInviato: mar mar 17, 2020 11:10 
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Ho aperto apposita scheda per il tour del monte Bianco.
Essendo bloccato all'estero, non sono riuscito a recuperare i miei appunti. Ho scritto quindi solo qualche annotazione generica e ripubblicato il link allo slideshow


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MessaggioInviato: mer mar 18, 2020 19:26 
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Visto la slideshow 👋
...sei bloccato per via della pandemia,come butta li dove sei ?....ci pensavo oggi ...chissa se qualcuno è rimasto bloccato su qualche "'cammino " ...certo,vista la situazione qui in Italia , è l'ultimo dei problemi purtroppo 😟 ;mi sa che a causa dei soliti furbetti qui vieteranno a breve anche l'attivita fisica all'aria aperta..speriamo di uscirne presto ✊

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MessaggioInviato: mer mar 18, 2020 20:11 
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lupo della steppa ha scritto:
Visto la slideshow 👋
...sei bloccato per via della pandemia,come butta li dove sei ?....ci pensavo oggi ...chissa se qualcuno è rimasto bloccato su qualche "'cammino " ...certo,vista la situazione qui in Italia , è l'ultimo dei problemi purtroppo 😟 ;mi sa che a causa dei soliti furbetti qui vieteranno a breve anche l'attivita fisica all'aria aperta..speriamo di uscirne presto ✊


Ciao Lupo. Mi trovo attualmente bloccato in Armenia.
Dovevo rientrare mercoledì ma mi hanno cancellato il volo. Al momento qui la situazione non è ancora degenerata, ma non mi fido molto della sanità locale...
Certo anche rientrando in Italia dovrei cmq farmi la mia bella quarantena e poi vivere comunque barricato in casa se le cose non migliorano...e non credo che mia moglie potrebbe venire con me. Situazione ingarbugliata.
Però sotto sotto sono ottimista e spero che la situazione migliori nelle prossime settimane, in modo da poter rientrare in Italia. Magari per Pasqua : Thumbup :


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MessaggioInviato: lun apr 05, 2021 12:16 
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Visto che il "diario a tappe" della Via Dinarica ha riscosso un buon gradimento, provvedo ad inserire le tappe che mi portarono ad Assisi nel 2014.

Prologo

I passi si sommavano secondo una logica binaria, incapace di reggere la crescita esponenziale e le variazioni di ritmo delle chiacchiere che scandivano ed alleviavano la nostra ascesa lungo l’ombreggiato versante Nord, ricoperto da una fitta faggeta.
Più che il fiatone ad interrompere il nostro incedere fu l’emozione.
Al culmine di un ripido strappo in diagonale l’ospitale ma cupa foresta, appena rischiarata dalle prime luci di una frizzante mattina di inizio giugno, si aprì lasciando spazio ad un balcone naturale di viva roccia.
Questo, protendendosi per alcuni metri nel vuoto, ci mostrò, complice un cielo perfettamente terso, un’inaspettata quanto emozionante visione.
La vista, rivolta esclusivamente verso ponente, consentiva di abbracciare centinaia di chilometri spaziando dalle spiagge della Riviera Ligure alle vette innevate delle Alpi, passando per una serie infinita di cime e valli appenniniche. Ci veniva offerta in un solo colpo d’occhio una sorta di panoramico riepilogo del cammino lasciatoci alle spalle, non consentendoci tuttavia di scrutare quello che ancora ci attendeva a levante. Proprio come quando si riflette sulla propria esistenza, si possono redigere bilanci, archiviare rimpianti e rimorsi, celebrare successi e rinverdire i ricordi. Per quanto si ipotizzino scenari ed obiettivi, il futuro però rimane sempre un’affascinante incognita, intessuta di timori, speranze, sogni e cassetti in cui riporli di fronte ad ostacoli ed imprevisti insuperabili.
Il cammino come metafora della vita…una frase sicuramente inflazionata, ma tremendamente vera.

Io e Mirko ci conoscevamo da poche ore e sapevamo che entro sera ci saremmo separati, io diretto verso Ceparana (SP) lui verso Berceto (PR), ma discutevamo piacevolmente, senza forzature o infingimenti.
Come se fossimo vecchi compagni di scuola che si ritrovano dopo tanto tempo ma con immutata intesa.
A volte capita questa magia nell’ambito delle relazioni umane. Succede quando si incontrano persone sconosciute ma con ideali e passioni affini. E dire che avremmo potuto rimanere perfettamente estranei.
Stavamo entrambi percorrendo l’Alta Via dei Monti Liguri, un affascinante tracciato di oltre quattrocento Km che unisce Ventimiglia e La Spezia attraverso un panoramico percorso che si sviluppa in quota, lungo i crinali.
La sera prima, giungendovi separatamente, avevamo fatto tappa in un rifugio al Passo del Bocco.
Un angolo di Liguria con tanto di abetaia e laghetto che quasi sembra trapiantato lì dalle Alpi per quanto si discosta dallo stereotipo del territorio ligure fatto di lungomare con palme, terrazzamenti con ulivi, calette e macchia mediterranea aggrappata tenacemente a scoscese scogliere.
Vincendo la riservatezza che mi contraddistingue, mi accostai al tavolo dove stava ultimando la cena in compagnia di un signore francese dagli occhi vispi. Dall’abbigliamento era intuibile che anch’essi fossero escursionisti ed origliando i loro discorsi ne ebbi la certezza.
Dopo due giornate trascorse in solitudine, reduce da una notte in bivacco dentro una cappelletta sul Monte Ramaceto, ero felice di poter scambiare qualche opinione sulla strada fatta e su quella ancora da fare.
La mia intrusione venne accettata di buon grado. Anzi fu colta come l’occasione per un brindisi a tre.
Decidemmo così che la mattina seguente avremmo fatto colazione e saremmo partiti tutti insieme, ma quasi subito le nostre strade si separarono. Jean, uomo sulla sessantina con all’attivo innumerevoli pellegrinaggi ma ostile ai tratti impegnativi, proseguì sull’asfalto con l’obiettivo finale di raggiungere Assisi e la speranza, ben riposta come scoprimmo più tardi, di sfruttare qualche passaggio in auto.
Noi invece ci inoltrammo quasi subito nel fitto del bosco alle pendici del monte Zatta.
Fu lungo questa ascesa che parlando dell’itinerario di Jean e dei pellegrinaggi in generale, Mirko mi accennò alla sua recente esperienza lungo il Cammino di Assisi, esaltandone tracciato, luoghi ed ospitalità.

A distanza di poche settimane, iniziai a dedicarmi alla ricerca di ulteriori informazioni sul percorso, che in trecento chilometri da Dovadola, piccolo borgo nei pressi di Forlì, porta alla città del Poverello.
Determinanti furono i contatti a mezzo posta elettronica con Giordano Picchi, l’infaticabile Deus ex Machina del Cammino di Assisi.
Grazie ai suoi suggerimenti studiammo un itinerario personalizzato, in base ad esigenze personali e lavorative. L’obiettivo era quello di riuscire a percorrere tutto il tracciato in meno tempo rispetto alle canoniche tredici tappe. Scartai subito l’ipotesi di poter bypassare alcune tappe usando mezzi pubblici.
La mia insistenza per partire il due Agosto ed arrivare a destinazione entro il tredici dello stesso mese, mi consentì, il giorno prima della partenza, di festeggiare in famiglia quello che, sebbene nulla lasciasse presagirlo, sarebbe stato l’ultimo compleanno di mia madre.
Ricordo con un misto di commozione e soggezione come mamma, pochi mesi dopo, in un letto di ospedale raccontasse con orgoglio del mio Cammino al frate cappellano della struttura. Lo stesso che le avrebbe poi dato l’olio santo dell’estrema unzione e confortato me ed i miei famigliari nel momento del dolore.
Lei prendeva sempre visione dei miei appunti e diari di viaggio, ed a lei dedico queste memorie che non ha purtroppo avuto la possibilità di leggere.


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Ah, ottimo : Thumbup : mi leggo anche questo :D

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psiconauta ha scritto:
Ah, ottimo : Thumbup : mi leggo anche questo :D


Purtroppo tocca andare di vintage finché non si potrà circolare come prima...spero la lettura sia piacevole


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MessaggioInviato: mer apr 07, 2021 10:58 
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Quotazerino

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Avevo scordato di inserire qualche foto


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Commento file: Il traguardo...
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Commento file: Lo sguardo sul cammino passato in AV, salendo lo Zatta
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Commento file: Mirko, Andrea e Jean. Colazione al Passo del Bocco
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MessaggioInviato: sab apr 10, 2021 12:40 
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Quotazerino

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2 Agosto: da casa a Dovadola e da qui all’azienda agricola Il Pratello di Modigliana (14km, 3 ore)

L’altoparlante della stazione di Alessandria scandisce l’attesa emettendo con cadenza regolare e voce distaccata gli annunci latori delle scuse di Trenitalia per il disagio arrecato ai viaggiatori.
Intanto il ritardo del mio Frecciabianca cresce, riducendo proporzionalmente l’intervallo a disposizione per prendere la coincidenza alla stazione di Bologna, dove arrivo appena in tempo.
Trafelato e color porpora sia per il caldo che per la corsa e l’agitazione, riesco a salire sull’Intercity per Bari pochi secondi prima che parta. E’ carico di giovani in viaggio verso il divertimentificio della Riviera Adriatica. Per un attimo ritorno con la mente ai miei diciassette anni ed alla prima vacanza con gli amici e senza genitori, proprio in quei lidi. Raggiungemmo Rimini dopo un movimentato viaggio ferroviario notturno.
Un po’ mi rivedo in quei ragazzi. Cambiano le pettinature, le mode, la musica e gli accessori, ma rimangono alcune costanti: la spensieratezza, la voglia di divertirsi, le speranze, i timori. Le gioie e le delusioni dell’adolescenza trapelano dai loro discorsi e dai loro visi. Scevri dei freni inibitori e delle finzioni tipiche dell’età adulta i giovani sono facilmente leggibili, quasi come libri aperti.

A Forlì siamo in pochi a scendere. Essenzialmente quasi solo abitanti del luogo che uscendo dalla penombra dell’ingresso della stazione fendono la luce abbacinante di un mezzodì agostano. Si dirigono senza le esitazioni del forestiero alla ricerca della propria auto, di un bus o di una faccia amica che li porti a casa.
Il mio incedere è decisamente più incerto, ma anche io, seppur immerso in una realtà aliena, sono alla ricerca di un volto conosciuto.
Mirko, con cui sono rimasto in contatto dopo la giornata trascorsa camminando insieme sull’Alta Via, mi ha dapprima consigliato nella preparazione del viaggio e si è poi offerto di accogliermi all’arrivo a Forlì per portarmi a Dovadola e percorrere con me parte della prima tappa.

Prima però, dopo i saluti e gli abbracci, decidiamo di concederci un pieno di energie con una piacevole sosta al ristorante. Il mio nuovo amico, ravennate e romagnolo purosangue, è un buongustaio e conosce bene il territorio forlivese: non posso che affidarmi alla sua competenza.
Fiducia ben riposta visto che la scelta cade su uno di quei locali informali, con pochi fronzoli ma solide basi di cucina del territorio a prezzi accessibili.
Siamo nei pressi di Castrocaro ma le gole sono troppo impegnate a deglutire per poter cantare…
Il Cammino sarà caratterizzato da pause pranzo veloci e leggere, colgo quindi l’occasione di gustare alcune delizie romagnole. Tra le tentazioni a cui cedo con dissolutezza meritano menzione la vera piadina romagnola con lo squacquerone ed il prosciutto crudo, ma soprattutto una monumentale porzione di cappelletti che, non fosse stato agosto, avrei sicuramente gustato in brodo.
La celebrazione del rito dell’amicizia prevede anche ripetuti brindisi, ovviamente a base di Sangiovese, incuranti del fatto che tra poco dovremo affrontare i primi chilometri del percorso.
Anzi, il cibo fornirà prezioso carburante ed il vino quella vena di intraprendenza utile a mettersi in cammino con entusiasmo. Tra sferragliare di posate e alzate di calici il tempo passa piacevolmente, ma rapidamente. Devo quindi avvisare telefonicamente Don Alfeo che non arriverò puntuale all’appuntamento prefissato.

Il ritardo accumulato si rivela provvidenziale perché anche l’anziano ma vitale Parroco di Dovadola ha avuto un contrattempo e non avrebbe potuto ricevermi all’orario concordato per la consegna della Credenziale di pellegrino. Si tratta di un documento nominativo che, corredato dai timbri delle strutture di accoglienza convenzionate lungo il Cammino, servirà a testimoniare lo svolgimento ed infine il compimento del pellegrinaggio e poter così ricevere la pergamena Assisiana all’arrivo nella Basilica.
Giunti a Dovadola, dopo i convenevoli di rito si procede alla registrazione, al ritiro della credenziale e della pratica ed utile guida. Questa è costituita da una serie di pieghevoli che, tappa per tappa, accompagnano il cammino del pellegrino. Lo informano su alcune curiosità storiche, sulle bellezze paesaggistiche ed architettoniche, ma anche e soprattutto sulla direzione da seguire e sulla presenza di fonti e luoghi di ristoro in itinere.
E’ giunto il momento di trasformare i pensieri in passi, le intenzioni in azioni.

Il punto iniziale del Cammino, all’ingresso del paese, è segnalato da una targa che riporta la meta finale e la distanza da percorrere. Si sale subito ripidamente tra la vegetazione che offre un po’ di riparo da un sole implacabile. Uno stretto sentiero lascia il passo ad un’ampia carrabile e poi all’asfalto che in breve porta ad un grande edificio. Un tempo fu colonia e oggi pare ospiti le riunioni dei membri di un ordine oscuro, forse associato all’esoterismo ed alla massoneria.
Il caldo, il vino bevuto a pranzo, la costruzione resa un po’ lugubre dall’assenza di segni di vita e vitalità al suo interno, ci spingono a fantasticare su esperimenti da fantascienza e comunità aliene.
Mentre ci immaginiamo imprigionati, imbozzolati e ibernati in attesa di diventare cavie umane, raggiungiamo il santuario di Montepaolo, con una breve deviazione rispetto all’itinerario per Assisi.

Attempate signore, intente a sferruzzare ed a chiacchierare, ma con l’occhio vigile tipico delle nonnine di paese, siedono nella penombra cercando un po’ di sollievo dalla calura estiva. Nel mentre un paio di ciclisti fanno rifornimento idrico e si riposano dopo la breve ma ripida salita.
Per richiedere l’apposizione del primo timbro cerchiamo il parroco, ma non trovandolo nè in chiesa nè in canonica, rinunciamo a questo incontro e la mia Credenziale rimane immacolata.
Torniamo pertanto indietro fino al punto in cui la mia strada si separa da quella di Mirko che torna verso casa dopo i saluti, un abbraccio e l’ormai inevitabile selfie a suggellare sacralmente il momento dell’addio, con la speranza che si tratti di un arrivederci a presto.

Gli splendidi scorci delle morbide colline romagnole fanno da cornice ai miei passi solitari, che si fanno più lenti e faticosi lungo il ripido tratto asfaltato che porta al Monte Trebbo dove si trova un monumento al ciclista. Mi trovo sulle strade e sui tornanti che hanno forgiato i polmoni ed i polpacci di Marco Pantani.
Un campione capace di fare sognare milioni di appassionati con imprese rese ancora più eroiche dall’ accanirsi della sorte nei suoi confronti, fino al tragico epilogo.
Un giovane la cui vita, sportiva e non, è stata segnata da trionfi emozionanti e cadute dolorose.
Un guerriero capace di affrontare mille battaglie l’ultima delle quali lo ha visto soccombere.
Un moderno San Sebastiano entrato a pieno titolo nella mitologia del ciclismo.

Gran parte del percorso odierno si svolge su strada asfaltata, compreso l’arrivo al mio posto tappa.
Normalmente i pellegrini, dopo aver pernottato al rifugio Benedetta, iniziano di mattina il cammino da Dovadola per giungere a la “Capannina”, la prima struttura convenzionata, dopo circa 22 chilometri.
Io avendo meno giorni a disposizione, ho dovuto optare per una soluzione alternativa.
Inevitabilmente ho dovuto mettermi subito in cammino, ma essendo partito nel pomeriggio non avrei mai potuto raggiungere il primo posto tappa ufficiale, se non forse a notte fonda.

L’azienda vinicola “il Pratello” di Modigliana normalmente si limita ad offrire ai pellegrini un servizio di ristoro ma non è attrezzata per il pernottamento.
In seguito a contatti con il gentilissimo proprietario, al quale mi dico disponibile a dormire anche in un giaciglio di emergenza, ottengo la garanzia di una sistemazione per la notte.
Quando arrivo, il sole ha già iniziato la sua discesa sulla linea dell’orizzonte.
I cagnoloni di casa mi accolgono con una certa aggressività. Questa si tramuta in affettuosità quando, fatto il loro dovere di guardiani, il signor Emilio li richiama all’ordine ed io, tranquillizzato, concedo loro un po’ di coccole.
Ho il tempo per una doccia spartana e rinfrescante all’aria aperta, prima di mettermi a tavola per una semplice ma deliziosa cena in cui le verdure dell’orto ed i vini dell’azienda fanno la parte del leone.

La notte inizia a calare sulla tenuta, amplificando il senso di pace e silenzio che la avvolge.
Emilio mi dice che sta per uscire con la moglie e che per qualche ora sarò padrone di casa.
Non mi sembra vero, soprattutto in una civiltà colma di diffidenza come quella in cui viviamo, ma accetto di buon grado e mi siedo nella penombra del cortile appena rischiarato dalle soffuse luci del portico.
Sul tavolo sono presenti alcune bottiglie, già aperte, di vini della casa tra i quali, più del celebrato sangiovese pluripremiato dalle guide di settore, apprezzo il Becugiano. Si tratta di un vino rosso passito da meditazione che si presta perfettamente alla situazione ed al momento che sto vivendo.

Pensieri, riflessioni e silenzio sono interrotti saltuariamente dall’abbaiare nervoso dei cani, che ogni tanto partono come saette e spariscono nel buio alla ricerca di qualche presunto intruso. Probabilmente si tratta di ungulati o magari tassi, sicuramente esemplari di fauna selvatica locale.
Il sonno mi vince prima che i padroni di casa facciano ritorno. Mi sistemo così nella confortevole soluzione di emergenza preparatami: una comoda sdraio da piscina collocata all’interno del salone delle degustazioni. Mi stendo dentro al sacco a pelo e le mie membra si godono il meritato riposo dopo una lunga giornata.
Non so quanto tempo dopo, vengo svegliato dall’attrito degli pneumatici di un’auto sulla ghiaia del cortile. Il silenzio dei cani mi fa intuire che si tratta dei padroni di casa e riprendo beatamente a dormire.


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Commento file: Pronti, ai posti, via...
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Commento file: Montepaolo
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Commento file: l'arrivederci
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Commento file: tramonto al Pratello
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Commento file: degustazione...
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