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 Oggetto del messaggio: Tour del Monte Bianco
MessaggioInviato: lun mar 16, 2020 11:32 
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Utente di Quotazero

Iscritto il: mer feb 12, 2020 9:38
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Mi ero ripromesso di scrivere un breve memoriale, ma sono bloccato all'estero a causa dei problemi di movimento seguiti al diffondersi del corona virus...e gli appunti sono in Italia.
Per il momento mi limito quindi al link al video su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=ohUyhzRAHDk
Aggiungo due brevi annotazioni:
Il percorso misura circa 170 Km con D+ 10.000 circa.
Mediamente si può sostare ogni giorno in strutture ricettive, ma suggerisco di portare la tenda anche per abbattere un po' i costi visto che per una mezza pensione in rifugio si va (parlo del 2016) da circa 50 ad oltre 60 euro (in Svizzera) dormendo in camerata e con bagni condivisi. La tenda lascia poi massima libertà di scegliere quando e dove fermarsi.
In teoria non si potrebbe campeggiare sotto i 2000mt, ma piazzando la tenda verso sera e partendo la mattina presto non credo che nessuno vi farà mai problemi.
Noi alternammo tenda a rifugi, più un ostello (questo si economico ma anche malconcio) a Chamonix dove fummo costretti a scendere perché in alto pioveva forte e il rifugio era pieno.
Oltre ad un po' di scorte, la presenza di numerosi rifugi garantisce disponibilità di cibo.
Quanto alla stagione, noi partimmo il 15 agosto ma forse meglio andare a luglio.
Vero che le estati si stanno allungando e surriscaldando ma in una circostanza, a quasi tremila metri trovammo pioggia ghiacciata e neve.
PS: mi accorsi di non avere con me nessun documento di identità quando fummo a Courmayeur. Sono entrato clandestinamente in svizzera e Francia...ma nessuno mi ha mai chiesto ID, nemmeno in campeggi o rifugi


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 Oggetto del messaggio: Re: Tour del Monte Bianco
MessaggioInviato: lun mar 16, 2020 17:54 
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Iscritto il: mer gen 04, 2017 21:35
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C'era tanta gente sul percorso? L'anno successivo, al termine dell'Alta Via 2, percorsi una tappa in comune con il TMB e trovai il rifugio esaurito fino all'ultimo letto e folla sul sentiero, mentre fino ad allora ero stato abbastanza solo.

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«[Le montagne] sembrano mancare dei contrassegni tipici dell'italianità» (M. Armiero, Le montagne della patria)

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 Oggetto del messaggio: Re: Tour del Monte Bianco
MessaggioInviato: lun mar 16, 2020 19:23 
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Utente di Quotazero

Iscritto il: mer feb 12, 2020 9:38
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awretus ha scritto:
C'era tanta gente sul percorso? L'anno successivo, al termine dell'Alta Via 2, percorsi una tappa in comune con il TMB e trovai il rifugio esaurito fino all'ultimo letto e folla sul sentiero, mentre fino ad allora ero stato abbastanza solo.


Alcuni tratti erano parecchio affollati, soprattutto se vicini a centri turistici e avvicinabili con funivie o mezzi a motore.
I momenti più sgradevoli li abbiamo vissuti a Chamonix e Courmayeur: la montagna in Hogan come ho scritto altrove…
Durante il cammino però mediamente le presenze non sono troppo fastidiose o numerose, tolte le summenzionate eccezioni.
Alla sera un po' di più, anche accampandosi (i posti che si prestano non sono tantissimi) capita spesso di essere in parecchi, mentre i rifugi sono quasi tutti pieni.
Di certo rispetto alle presenze incontrate lungo la Via Dinarica, al TMB sembra di essere a Gardaland… :pensoso:


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 Oggetto del messaggio: Re: Tour del Monte Bianco
MessaggioInviato: mar mar 24, 2020 22:19 
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Utente di Quotazero

Iscritto il: mer feb 12, 2020 9:38
Messaggi: 61
Rientrato avventurosamente e forse avventatamente in Italia…
ho recuperato i miei appunti e posso quindi aggiungere un po' di narrazione al video caricato.

15 agosto 2016
L’arrivo a Courmayeur è contornato da imprecazioni varie nella disperata ricerca di un parcheggio libero e non a pagamento dove lasciare la macchina per 8-9 giorni senza svenarsi.
A Dolonne troviamo uno spiazzo polveroso e potenzialmente rischioso, ma la nostra vecchia auto non dovrebbe stuzzicare gli appetiti di eventuali malintenzionati.
Ci incamminiamo verso il centro paese e nel mentre mangiamo i panini comprati ad Aosta.
Il nostro look stona un po’ con l’eleganza della maggioranza dei turisti fighetti.
Al Centro di informazioni turistiche compriamo una cartina e chiediamo informazioni sulla possibilità di dormire in tenda. Ovviamente la risposta è negativa, sotto i duemila metri, ma ce ne battiamo...
Alle 14 partiamo. Salita tosta, dapprima su asfalto e poi su sentiero, che non spiana mai fino ad arrivare al rifugio Bertone dove decidiamo di fare merenda visto che la tappa di oggi sarà breve.
Ripartiamo verso le 17. La strada qui spiana un po’ ed offre splendide viste sia sulle vette che sul fondovalle. Arrivati in Loc Arminaz, nei pressi di un ruscello, piazziamo clandestinamente le tende entro le quali entriamo abbastanza presto perché fa freschino.

16 agosto 2016
Ci svegliamo verso le 6 ma non essendoci ancora acclimatati fa decisamente freddino, per cui rimaniamo in tenda una mezzoretta. Avendo orientato strategicamente l’ingresso della mia tenda, posso godermi da dentro il sacco a pelo le sfumature cromatiche del Bianco mentre il sole si alza.
Dopo un’ora di cammino raggiungiamo il rifugio Bonatti dove facciamo colazione a prezzi decisamente elevati. Per un pezzo il cammino prosegue senza grossi dislivelli per poi scendere in maniera decisa verso il fondovalle della Val Ferret.
In maniera altrettanto brusca si risale fino al rifugio Elena (2080mt) dove arriviamo giusto per l’ora di pranzo, alle 12,30. Il rifugio ed il tratto di cammino in questione sono molto frequentati.
Forse anche per via della elaborata digestione della zuppa valdostana, la salita al Col du Grand Ferret si fa sentire sulle gambe. Al passo c’è un vento forte e piuttosto freddo che suggerisce di indossare il guscio. Con una lunga discesa si entra il Svizzera e si raggiunge il rifugio di La Peule.
Qui chiediamo servizio di mezza pensione e per la notte veniamo accomodati in una originale Yurta mongola con i pali interni e la porta d’ingresso dai colori sgargianti e vivaci.
Il lettino in dotazione è decisamente più confortevole del sottile materassino che uso quando dormo in tenda, e finalmente dormo benone sebbene uno dei miei soci sia un russatore molesto…

17 agosto 2016
Dopo colazione due ore di discesa ci portano a La Fouly dove prelevo un po’ di franchi e pago una seconda colazione anche per i miei soci. In cambio loro pagano la spesa in supermercato, che si rivela un salasso...Si procede a lungo in discesa e falsopiano, con sporadiche salitelle costeggiando un torrente. Pranziamo con i piedi a bagno e verso le 14,30 ripartiamo.
Dopo Issert la salita fino a Champex è piuttosto ripida, in più inizia a piovere e ci assale un po’ di sconforto. Passando per Champex compriamo altri viveri e poi piazziamo le tende nei pressi del rifugio Relais d’Arpette dove, a caro prezzo, decidiamo di cenare.
Il menu non è entusiasmante, ma qualche piatto caldo ci vuole: insalata di carote, una zuppa insipida, gulash con pure e gelato al limone.
Verso le 21 sono già in tenda. A farmi compagnia un cagnolone nero ed alcuni asinelli che brucano accanto alla mia tenda.

18 agosto 2016
Mi sveglio alle sei ma la tenda, sebbene in materiale traspirante, è parecchio umida al suo interno e mi ci vuole parecchio tempo per asciugarla un po’. Dopo una ipercalorica colazione partiamo che sono già le 8,30 ma dopo cinque minuti mi accorgo di aver lasciato il cellulare nel deposito scarponi del rifugio. Corro indietro e per fortuna c’è ancora, ma non ho tempo per festeggiare. Devo recuperare terreno sui miei amici che nel frattempo sono andati avanti. Accelero quindi il passo ed arrivo già piuttosto provato alla salita che porta alla Fenetre d’Arpette e che si fa più difficile man mano che ci si avvicina alla vetta. Ad un certo punto inizia pure una gelida pioggia mista a neve, proprio in un punto in cui il sentiero non è segnato bene e, passando su rocce, è pure scivoloso.
Oltrepassato un nevaio, inizia il tratto più ripido che presenta però un fondo migliore.
Si sale a zig-zag e si arriva al passo a quota 2700 con splendida vista sulla val Trient, sebbene il cielo non sia limpido rendendo così meno affascinante la vista che include anche l’omonimo ghiacciaio. Si prosegue quindi su una ripida e difficile discesa che in quasi due ore ci porta al Rifuge des Glaciers. Il rifugio sta per chiudere, facciamo in tempo ad ordinare una cioccolata calda mentre fuori inizia a piovigginare.
Per fortuna la pioggia non aumenta di intensità e quasi non raggiunge il suolo nella pineta dove, in numerosa compagnia, decidiamo di piazzare le tende.

19 agosto 2016
Sveglia alle 6,30 colazione al sacco e partenza. In due ore raggiungiamo l’incantevole Rifugio Des Grands dopo faticosa e ripida ma bella e panoramica ascesa. Il punto è panoramico e non invaso da escursionisti, anzi siamo gli unici e ne approfittiamo per una sosta.
Altre due ore di cammino ci conducono al caratteristico ma un po’ troppo affollato rifugio Des Balmes dove pranziamo con una succulenta bistecca con patatine fritte.
Da lì inizia una lunga discesa spacca ginocchia fino a Montroc dove entriamo in campeggio e piazziamo le tende nel primo pomeriggio. Rispetto agli altri giorni siamo arrivati al terminale di tappa un po’ prima e per una volta non avremo difficoltà a fare asciugare il bucato.
Nel frattempo andiamo e torniamo in bus da Argentere dove ci scoliamo un paio di birre.
La cena a buffet nel ristorante del camping ha un prezzo onesto ed una buona qualità: salumi, formaggi, verdure, insalata russa, insalata di riso, passato di verdura, pesce al cartoccio con fagiolini, torta di mele e creme fraiche. Festeggiamo il ricco menu con un paio di caraffe di vino, mentre la TV del camping trasmette eventi olimpici.
Il pomeriggio e la serata di oggi sono stati atipici, così anche l’orario in cui andiamo a dormire: le 23, tardissimo rispetto ai giorni precedenti e seguenti…

20 agosto 2016
Partiamo alle sette. La salita è continua ed a tratti dura, ma su fondo buono. Rinunciamo a raggiungere il Lac Blanc perché inizia a piovere piuttosto forte e sotto la pioggia battente raggiungiamo in circa 50’ la funivia di La Flegere, dove riposiamo in attesa che spiova.
Siccome il tempo non accenna a migliorare, ci rechiamo al rifugio ma sono al completo, così non ci resta che prendere la funivia e scendere a Chamonix. Qui troviamo un ostello economico ed un po’ malandato, ma che ha il vantaggio di essere molto vicino alla funivia con cui domani torneremo in quota. In camerata con noi tre alpinisti tedeschi reduci da giornate in quota senza lavarsi. L’olfatto non gradisce...e nemmeno l’udito perché russano pure…
Chamonix è forse la parentesi più triste del Tour: sovraffollata, costosa, elegante e raffinata.
In quei giorni peraltro era in programma l’ UTMB ed è quindi un miracolo che siamo riusciti a trovare un posto per la notte, sebbene in una topaia dalle docce medievali.
La struttura ha però uso cucina, così facciamo spesa per cena e colazione ed una volta in ostello ci concediamo una monumentale spaghettata.

21 agosto 2016
Verso le nove prendiamo la funivia fino a Plan Praz per poi salire faticosamente fino al Col du Brevent. Da qui al M.Brevent il paesaggio è magnifico e premiato da un cielo finalmente poco nuvoloso. Incrociamo stambecchi, camosci, marmotte. Arrivati al M.Brevent facciamo sosta per pranzo, ma purtroppo alcune nuvole dispettose nascondono la vetta del Bianco.
La discesa dal Brevent a Les Houches è interminabile e le ginocchia soffrono, ma gli occhi godono splendide visuali sul fondovalle e sul gruppo del Bianco. Alle 17 arriviamo al camping.
Nei pressi c’è un ristorante dove ceniamo.

22 agosto 2016
Al risveglio la tenda è umidissima e farla asciugare sarà un’impresa che richiederà parecchio tempo.
Decidiamo così di recuperarne un bel po’ prendendo funivia fino al Bellevue.
Da qui seguono due ore di salita a tratti faticosa, impreziosita dal passaggio su un caratteristico ponte tibetano su impetuoso rio alpino che scende dal ghiacciaio Bionnassay.
Sosta con panino al Col du Tricot. Discesa al rifugio De Miage e risalita al Refuge du Truc.
Segue una picchiata di un’ora fino a Les Contamines, dove facciamo spesa in un carrefour.
Bypassiamo in bus un tratto poco significativo ed asfaltato fino a Notre Dame de la Gorge ed alle 16,30 iniziamo la ripida salita che porta al rifugio Nant Borrant che però è pieno.
Proseguiamo altri 10’ fino a trovare una piazzola per camping autorizzato

23 agosto 2016
Partiamo alle 7,30 e al rifugio De Balmes ci concediamo un te caldo. Si sale in modo deciso fino al Col du Bonhomme e poi ancora alla Croix du Bonhomme dove pranziamo al sacco. Poco più a valle c’è un rifugio. Siamo quasi senz’acqua ed uno di noi si dovrà sacrificare. Per fortuna non sarò il fortunato estratto...
Ricaricate energie e borracce ripartiamo in direzione del Col De Foure. L’ultimo strappo è tosto, si passa un nevaio e si arriva a quota 2685.
Segue una lunga discesa in paesaggio lunare, a tratti con fondo difficoltoso, fino a Ville le Glacier.
Qui un’ultima, inattesa, salita porta al rifugio Des Mottets dove pernottiamo in camerata a mezza pensione. Il rifugio è molto affollato, così come la cena, ma c’è una bella atmosfera ed anche un orso come me si è trovato bene.

24 agosto 2016
Partiamo alle 8 con passo deciso ed alle 9,30 siamo già al Col de la Seigne. Ennesima vista da angolazione diversa del gruppo del Bianco che possiamo così dire di aver visto a 360°.
La lunga discesa come di consueto mette a dura prova ginocchia e piedi, così decidiamo di eliminare un tratto di cammino, in gran parte su asfalto, usufruendo di un autobus fino a raggiungere Courmayeur nel primo pomeriggio.
Ripartiti per tornare a casa, scopriamo che al forte di Bard, Goran Bregovic terrà un concerto gratuito. Decidiamo di fermarci, gustiamo una ottima merenda valdostana, ma rinunceremo al concerto a causa della calca.


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 Oggetto del messaggio: Re: Tour del Monte Bianco
MessaggioInviato: mer mar 25, 2020 21:54 
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Bello, molto bello, peccato per il costo dei rifugi, cmq da farci un pensiero per questa estate

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 Oggetto del messaggio: Re: Tour del Monte Bianco
MessaggioInviato: gio mar 26, 2020 10:03 
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Utente di Quotazero

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Korba ha scritto:
Bello, molto bello, peccato per il costo dei rifugi, cmq da farci un pensiero per questa estate


Il giro merita sicuramente.
Non presenta difficoltà alpinistiche (che ricordi io giusto un paio di scalette in ferro e qualche passaggio un po' esposto ma sicuro) ed essendoci tante strutture (pernottamenti ma anche semplicemente rifornimento di cibo e liquidi) lungo il percorso si può spezzettare anche di più di quanto fatto da noi, senza doversi portare dietro kg di viveri.
Generalmente le tappe non sono molto lunghe, ma talvolta i dislivelli possono farsi sentire.

Aspetti negativi secondo me:
1) alcuni tratti troppo affollati perché vicini alla "civiltà" o raggiungibili in funivia
2) costi dei rifugi. Ok capisco le difficoltà di gestione, ma si tratta di rifugi sempre pieni e che fanno affari d'oro, non li si può paragonare, per dire, a quelli sull'appennino magari sull'Alta Via dei monti liguri spesso mezzi vuoti, quindi potrebbero offrire i loro servizi a prezzi meno esosi.
Faccio un esempio concreto: colazione al Bonatti con una fetta di crostata tipo mulino bianco ed una tazza di te li ho pagati 7,5€.
Riguardo le mezze pensioni nei rifugi, la media è sui 50€-55€ (senza bere vini o birre). In Italia con tessera CAI, che io non ho, sicuramente si risparmia qualcosa, ma non so e non credo che tale tessera offra vantaggi anche all'estero ed alla fine in Italia nel nostro itinerario avremmo potuto dormire solo la prima notte.

Consiglio pertanto di portarsi la tenda che offre anche massima libertà e vincola poco al rispetto di una tabella di marcia preimpostata.


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