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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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MessaggioInviato: gio ago 25, 2011 9:17 
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Titano di Quotazero
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Iscritto il: mer ago 02, 2006 12:48
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Località: Genova Quarto
Quando con l'Associazione Italiana Canyoning abbiamo deciso di avviare il Progetto Pro Canyon (era il 2003) una delle cose più discusse è stata se segnare i sentieri e come segnarli.

Personalmente ero fautore di un segno tipo CAI (bianco-rosso) ma in effetti, confrontandoci a livello nazionale, abbiamo visto che ogni regione fa storia a sè (in Alto Adige i sentieri sono segnati con una specie di bandiera austriaca, in Liguria c'è la multicolore segnaletica FIE e quella biancorossa dell'altavia, in Piemonte c'è di tutto, ecc).

Alla fine si è deciso per il pallino blu in campo bianco. Per lo meno è originale! :D
Per quanto riguarda i sentieri: spesso gli accessi ai torrenti sono fuori sentiero o su vecchi sentieri abbandonati... va da sè che aggiungere segni nuovi è inevitabile se si vuole dare un "servizio completo" ai fruitori. La regola interna che ci siamo dati è che dove sia presente una segnaletica ben definita e documentata, i segni bianchi blu siano ridotti all'osso e si indichi in relazione di seguire i segnavia già presenti.

Nello specifico della provincia di Genova vi dò alcune informazioni sui sentieri che abbiamo segnato e i canyon attrezzati.
Siamo stati particolarmente efficienti (me lo dico da solo, ma è un dato oggettivo) nel dare un senso più ampio al lavoro fatto, andando al di là del semplice attrezzamento, facendo emergere l'attività presso enti locali e similari. Ovviamente per quanto possibile, visto che restiamo una micronicchia e che i parchi, comuni e province sono maggiormente interessati ad attività che attirino volumi turistici superiori.

Nella carta del Parco dell'Aveto (e forse anche in quella del Beigua, se è già uscita la riedizione) sono stati quindi indicati i percorsi torrentistici presenti in zona, così come sta facendo il "nostro" Giorgio Mazzarello sulle sue Mappe Liguria.
Sono stati installati i 3 pannelli informativi alla partenza dei percorsi nel Beigua (Lerca, Prialunga e Secco).

E sono stati segnati i sentieri di accesso. Questi sentieri possono essere interessanti anche per chi non è torrentista, perchè a volte portano in bei posti. I dettagli (cartine, foto, relazioni) sono tutti sul sito indicato sopra (http://www.canyoning.it/procanyon/indexproc.htm).

Vado qui a riassumere velocemente quanto fatto in provincia, da est a Ovest, relativamente ai sentieri.

Fosso Poragine (Pratosopralacroce): il sentiero di accesso ricalca all'80% il sentiero FIE che sale da Zanoni a Pratomollo. Dalla Malga Zanoni proseguendo in piano si arriva al torrente, niente di che per chi non è torrentista, utile se ci si vuole rinfrescare con una deviazione di 5 minuti dal sentiero.
Rio Novelli (Nascio)
Pochi metri per accedere a un postaccio, almeno per chi non è torrentista)
Torrente Nervi (il percorso torrentistico è in realtà quello del Fosso Grande, visto che il Nervi vero e proprio è formato dalla confluenza fra Rio Gareghe e Fosso Grande).
E' il vecchio sentiero che faceva il giro della valle, da Sant'Ilario alla Maddalena e poi oltre fino a Panisciuoli e altre frazioni. E' lungo e interessante: il tratto oltre la Maddalena era perennemente infrascato (chi venne alla cena estiva un po' di anni fa se lo ricorderà...). Abbiamo ripulito e segnato il tratto fino al torrente, dove ci sono (non in questa stagione secchissima) piccoli laghetti in cui fare il bagno. Oltre il torrente il sentiero è quasi invisibile (ma ho deciso che uno degli obiettivi della mia vecchiaia - sperando nella salute - sarà estrarre questo sentiero dalle nebbie del tempo). Il sentiero di rientro è in realtà la crosa che porta ai laghetti di Nervi, quelli che si trovano alla confluenza e sono ben conosciuti in zona.
Rio Secco
Segue un vecchio sentiero che parte dal tornante prima di Sambuco e raggiunge Case Soggi per poi inoltrarsi su vecchissimi sentieri (con tratti "peruviani" letteralmente "ritrovati" e ripuliti) nella valle del Rio Secco. 1h 30' di cammino, posto spettacolare anche per escursionisti (e alpinisti in cerca di roccia "non a buon mercato")
Rio Lerca
Segue il sentiero FIE che sale all'Argentea da Campo. Dopo 25' si ignora la deviazione a destra e si continua in leggera discesa. Dopo altri 5-10' c'è una deviazione (unica parte tracciata ex novo) nel bosco sulla sinistra che porta ad alcuni laghetti. Rimanendo sulla principale si arriva più facilmente ad altri laghetti a monte dell'attacco torrentistico.
Più interessante e più breve il sentiero di rientro che, dopo le rampe iniziali, in corrispondenza di una secca curva verso destra, scende verso le pozze al termine del percorso torrentistico, all'altezza di Campo. (Presente un breve tratto con corde fisse).
Rio Prialunga
Dall'agriturismo la Fonda segue inizialmente la sterrata, poi una vecchia mulattiera, poi un sentiero (prima del recupero perennemente infrascato) che porta a un acquedotto. Poco interessante per non torrentisti.

Ciao
Skeno

_________________
Un vero capo comincia col disobbedire (Tinlè, nel film: "Hymalaya")

http://www.cicarudeclan.com


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MessaggioInviato: gio ago 25, 2011 18:15 
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Titano di Quotazero
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Iscritto il: mer gen 11, 2006 22:00
Messaggi: 5466
skeno ha scritto:
Quando con l'Associazione Italiana Canyoning abbiamo deciso di avviare il Progetto Pro Canyon (era il 2003) una delle cose più discusse è stata se segnare i sentieri e come segnarli.

Personalmente ero fautore di un segno tipo CAI (bianco-rosso) ma in effetti, confrontandoci a livello nazionale, abbiamo visto che ogni regione fa storia a sè (in Alto Adige i sentieri sono segnati con una specie di bandiera austriaca, in Liguria c'è la multicolore segnaletica FIE e quella biancorossa dell'altavia, in Piemonte c'è di tutto, ecc).

Alla fine si è deciso per il pallino blu in campo bianco. Per lo meno è originale! :D
Per quanto riguarda i sentieri: spesso gli accessi ai torrenti sono fuori sentiero o su vecchi sentieri abbandonati... va da sè che aggiungere segni nuovi è inevitabile se si vuole dare un "servizio completo" ai fruitori. La regola interna che ci siamo dati è che dove sia presente una segnaletica ben definita e documentata, i segni bianchi blu siano ridotti all'osso e si indichi in relazione di seguire i segnavia già presenti.

Nello specifico della provincia di Genova vi dò alcune informazioni sui sentieri che abbiamo segnato e i canyon attrezzati.
Siamo stati particolarmente efficienti (me lo dico da solo, ma è un dato oggettivo) nel dare un senso più ampio al lavoro fatto, andando al di là del semplice attrezzamento, facendo emergere l'attività presso enti locali e similari. Ovviamente per quanto possibile, visto che restiamo una micronicchia e che i parchi, comuni e province sono maggiormente interessati ad attività che attirino volumi turistici superiori.

Nella carta del Parco dell'Aveto (e forse anche in quella del Beigua, se è già uscita la riedizione) sono stati quindi indicati i percorsi torrentistici presenti in zona, così come sta facendo il "nostro" Giorgio Mazzarello sulle sue Mappe Liguria.
Sono stati installati i 3 pannelli informativi alla partenza dei percorsi nel Beigua (Lerca, Prialunga e Secco).

E sono stati segnati i sentieri di accesso. Questi sentieri possono essere interessanti anche per chi non è torrentista, perchè a volte portano in bei posti. I dettagli (cartine, foto, relazioni) sono tutti sul sito indicato sopra (http://www.canyoning.it/procanyon/indexproc.htm).

Vado qui a riassumere velocemente quanto fatto in provincia, da est a Ovest, relativamente ai sentieri.

Fosso Poragine (Pratosopralacroce): il sentiero di accesso ricalca all'80% il sentiero FIE che sale da Zanoni a Pratomollo. Dalla Malga Zanoni proseguendo in piano si arriva al torrente, niente di che per chi non è torrentista, utile se ci si vuole rinfrescare con una deviazione di 5 minuti dal sentiero.
Rio Novelli (Nascio)
Pochi metri per accedere a un postaccio, almeno per chi non è torrentista)
Torrente Nervi (il percorso torrentistico è in realtà quello del Fosso Grande, visto che il Nervi vero e proprio è formato dalla confluenza fra Rio Gareghe e Fosso Grande).
E' il vecchio sentiero che faceva il giro della valle, da Sant'Ilario alla Maddalena e poi oltre fino a Panisciuoli e altre frazioni. E' lungo e interessante: il tratto oltre la Maddalena era perennemente infrascato (chi venne alla cena estiva un po' di anni fa se lo ricorderà...). Abbiamo ripulito e segnato il tratto fino al torrente, dove ci sono (non in questa stagione secchissima) piccoli laghetti in cui fare il bagno. Oltre il torrente il sentiero è quasi invisibile (ma ho deciso che uno degli obiettivi della mia vecchiaia - sperando nella salute - sarà estrarre questo sentiero dalle nebbie del tempo). Il sentiero di rientro è in realtà la crosa che porta ai laghetti di Nervi, quelli che si trovano alla confluenza e sono ben conosciuti in zona.
Rio Secco
Segue un vecchio sentiero che parte dal tornante prima di Sambuco e raggiunge Case Soggi per poi inoltrarsi su vecchissimi sentieri (con tratti "peruviani" letteralmente "ritrovati" e ripuliti) nella valle del Rio Secco. 1h 30' di cammino, posto spettacolare anche per escursionisti (e alpinisti in cerca di roccia "non a buon mercato")
Rio Lerca
Segue il sentiero FIE che sale all'Argentea da Campo. Dopo 25' si ignora la deviazione a destra e si continua in leggera discesa. Dopo altri 5-10' c'è una deviazione (unica parte tracciata ex novo) nel bosco sulla sinistra che porta ad alcuni laghetti. Rimanendo sulla principale si arriva più facilmente ad altri laghetti a monte dell'attacco torrentistico.
Più interessante e più breve il sentiero di rientro che, dopo le rampe iniziali, in corrispondenza di una secca curva verso destra, scende verso le pozze al termine del percorso torrentistico, all'altezza di Campo. (Presente un breve tratto con corde fisse).
Rio Prialunga
Dall'agriturismo la Fonda segue inizialmente la sterrata, poi una vecchia mulattiera, poi un sentiero (prima del recupero perennemente infrascato) che porta a un acquedotto. Poco interessante per non torrentisti.

Ciao
Skeno

Io ritengo che queste segnalazioni siano più che valide anche per un uso escursionistico e su questo non ho nulla da eccepire. diverso a mio avviso è l'uso del sentiero escursionistico per altre attività vedi MTB

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Se l'è fassile m'angusciu, se l'è diffisile tribullu!
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Località: Sant'Ilario Ligure
skeno ha scritto:
E' il vecchio sentiero che faceva il giro della valle, da Sant'Ilario alla Maddalena e poi oltre fino a Panisciuoli e altre frazioni. E' lungo e interessante: il tratto oltre la Maddalena era perennemente infrascato (chi venne alla cena estiva un po' di anni fa se lo ricorderà...). Abbiamo ripulito e segnato il tratto fino al torrente, dove ci sono (non in questa stagione secchissima) piccoli laghetti in cui fare il bagno. Oltre il torrente il sentiero è quasi invisibile (ma ho deciso che uno degli obiettivi della mia vecchiaia - sperando nella salute - sarà estrarre questo sentiero dalle nebbie del tempo). Il sentiero di rientro è in realtà la crosa che porta ai laghetti di Nervi, quelli che si trovano alla confluenza e sono ben conosciuti in zona.


quando vorrai cominciare a ripristinare il sentiero di anello nella valle di Nervi, fammi un fischio, magari prima della vecchiaia :risata: :risata:

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www.myspace.com/bluesjeans07


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davidmojo ha scritto:
skeno ha scritto:
E' il vecchio sentiero che faceva il giro della valle, da Sant'Ilario alla Maddalena e poi oltre fino a Panisciuoli e altre frazioni. E' lungo e interessante: il tratto oltre la Maddalena era perennemente infrascato (chi venne alla cena estiva un po' di anni fa se lo ricorderà...). Abbiamo ripulito e segnato il tratto fino al torrente, dove ci sono (non in questa stagione secchissima) piccoli laghetti in cui fare il bagno. Oltre il torrente il sentiero è quasi invisibile (ma ho deciso che uno degli obiettivi della mia vecchiaia - sperando nella salute - sarà estrarre questo sentiero dalle nebbie del tempo). Il sentiero di rientro è in realtà la crosa che porta ai laghetti di Nervi, quelli che si trovano alla confluenza e sono ben conosciuti in zona.


quando vorrai cominciare a ripristinare il sentiero di anello nella valle di Nervi, fammi un fischio, magari prima della vecchiaia :risata: :risata:


Nel caso parteciperei volentieri anch'io : Thumbup :

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τὸν καλὸν ἀγῶνα ἠγώνισμαι


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MessaggioInviato: mar set 20, 2011 14:09 
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Titano di Quotazero
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Per fortuna (e anche un po' purtroppo) ho da aspettare almeno 20 anni...
Ma me ne ricorderò!
: Thumbup :

Ciao
Skeno


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