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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mer nov 27, 2013 12:25 
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Riesploratore
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Iscritto il: mer ago 29, 2007 11:42
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Località: genova - marassi
Sono stato ieri a fare la classica gita da Monterosso a Vernazza e anche un pò oltre, esattamente fino al casotto di pedaggio dopo Vernazza.
I casotti incontrati (3) sono tutti chiusi e riportano un'ordinanza di chiusura ormai scaduta (fino al 22 novembre) e, in effetti, i sentieri percorsi sono in perfetto stato.
Non so bene quindi se la mancata richiesta di pedaggio sia una situazione transitoria o dovuta al periodo di stanca e/o alla giornata infrasettimanale: sui sentieri solo pochi stranieri e i bar e alberghi nei paesini quasi tutti chiusi, forse è periodo di vacanze per i commercianti della zona.
Più interessante è, almeno secondo me, aver trovato un nuovo accesso al mare, ad una bella scogliera a strati simile a quelle visibili dalla via dell'Amore; immediatamente dopo, verso est, il casotto di pedaggio dopo Vernazza, una traccia scende leggermente e poi prosegue in orrizontale, sempre con vista spettacolare, fino a giungere a un cancello; da qua inizia un sentierino stretto e ripido tra le fasce che porta fino alla predetta scogliera, un posto da non perdere; presenti anche piscinette naturali simili a quelle della Pineda.

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Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
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MessaggioInviato: mer nov 27, 2013 15:25 
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Iron woman
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Iscritto il: gio gen 12, 2006 21:21
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Località: Genova Rivarolo
soundofsilence ha scritto:
Sono stato ieri a fare la classica gita da Monterosso a Vernazza e anche un pò oltre, esattamente fino al casotto di pedaggio dopo Vernazza.
I casotti incontrati (3) sono tutti chiusi e riportano un'ordinanza di chiusura ormai scaduta (fino al 22 novembre) e, in effetti, i sentieri percorsi sono in perfetto stato.
Non so bene quindi se la mancata richiesta di pedaggio sia una situazione transitoria o dovuta al periodo di stanca e/o alla giornata infrasettimanale: sui sentieri solo pochi stranieri e i bar e alberghi nei paesini quasi tutti chiusi, forse è periodo di vacanze per i commercianti della zona.
Più interessante è, almeno secondo me, aver trovato un nuovo accesso al mare, ad una bella scogliera a strati simile a quelle visibili dalla via dell'Amore; immediatamente dopo, verso est, il casotto di pedaggio dopo Vernazza, una traccia scende leggermente e poi prosegue in orrizontale, sempre con vista spettacolare, fino a giungere a un cancello; da qua inizia un sentierino stretto e ripido tra le fasce che porta fino alla predetta scogliera, un posto da non perdere; presenti anche piscinette naturali simili a quelle della Pineda.


Bentornato : Groupwave :

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MessaggioInviato: mer nov 27, 2013 15:36 
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Iscritto il: mer ago 29, 2007 11:42
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Località: genova - marassi
serena ha scritto:
soundofsilence ha scritto:
Sono stato ieri a fare la classica gita da Monterosso a Vernazza e anche un pò oltre, esattamente fino al casotto di pedaggio dopo Vernazza.
I casotti incontrati (3) sono tutti chiusi e riportano un'ordinanza di chiusura ormai scaduta (fino al 22 novembre) e, in effetti, i sentieri percorsi sono in perfetto stato.
Non so bene quindi se la mancata richiesta di pedaggio sia una situazione transitoria o dovuta al periodo di stanca e/o alla giornata infrasettimanale: sui sentieri solo pochi stranieri e i bar e alberghi nei paesini quasi tutti chiusi, forse è periodo di vacanze per i commercianti della zona.
Più interessante è, almeno secondo me, aver trovato un nuovo accesso al mare, ad una bella scogliera a strati simile a quelle visibili dalla via dell'Amore; immediatamente dopo, verso est, il casotto di pedaggio dopo Vernazza, una traccia scende leggermente e poi prosegue in orrizontale, sempre con vista spettacolare, fino a giungere a un cancello; da qua inizia un sentierino stretto e ripido tra le fasce che porta fino alla predetta scogliera, un posto da non perdere; presenti anche piscinette naturali simili a quelle della Pineda.


Bentornato : Groupwave :

Grazie. :feliceModerato: :feliceModerato:

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MessaggioInviato: gio nov 28, 2013 10:25 
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Sherpani di Quotazero
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Iscritto il: mar giu 08, 2010 20:40
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ciao Davide!!!!!!!!!!!!!!!!! mi fa piacere "vederti" :smt058

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"...ognuno di noi, da qualche parte ha il suo Everest da scalare, qualunque nome esso porti (Wanda Rutkiewicz)


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MessaggioInviato: gio nov 28, 2013 10:45 
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Iscritto il: mer ago 29, 2007 11:42
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Località: genova - marassi
Grazie anche a te :feliceModerato: :feliceModerato: .

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MessaggioInviato: dom set 14, 2014 14:47 
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Iscritto il: mer set 05, 2007 15:22
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Oggi ho inviato una mail al protocollo e info del Parco 5 Terre.

La riporto qui al forum per una eventuale discussione tra gente che ha a cuore la cosa.

"Alla cortese attenzione dell'ufficio competente.

Buongiorno, mi chiamo Guido Luciani e sono nato il 2 maggio 1959 e sono residente a Genova.

Ieri con mia moglie, appassionati escursionisti, ci siamo recati a Levanto con l'intento di percorrere i sentieri per arrivare sino a Vernazza, passando per il Mesco e Monterosso.

Passati dal Semaforo del Mesco e Sant'Antonio e giunti a Monterosso saliamo la ripa e, dopo una ottantina di metri di dislivello, troviamo una capanna di esazione di 7.50€ per poter percorrere il sentiero seguente.
Io e mia moglie, come già detto ci saremmo fermati a Vernazza e quindi ci interessava percorrere solo un tratto assai breve del sentiero costiero.

Lamento come assolutamente DISDICEVOLE la MANCANZA DI QUALSIASI EVIDENTE SEGNALAZIONE che sia evidenziata sia nel SITO ISTITUZIONALE, sia ALL'IMBOCCO DEL SENTIERO IN PAESE, della imposizione di tale pesante pedaggio.

Confesso, quindi di essermi contrariato quando sono arrivato al "posto di blocco". Ho fatto presente alla gentile persona preposta a tale esazione che non avrei pagato affatto tale odioso balzello di stampo medievale ed in più mi sarei impegnato a non acquistare alcunché in uno dei paesi delle Cinque Terre. La giovane signorina del posto di blocco mi è sembrata comunque molto sicura del fatto suo ed ha affermato che il sentiero era stracolmo di migliaia di persone paganti.

Ho fatto una valutazione ed ho capito che tale esazione non è affato dovuta al tentativo di limitare gli accessi in una zona piuttosto delicata oppure per migliorare la sicurezza dei percorritori ma all'unico motivo di un mero guadagno, alla voglia di spremere il più possibile il turista giornaliero come quello che si trattiene più giorni nell' area.

Inoltre mi è sembrato veramente odioso che esistesse di fatto una limitazione in base al censo poiché, come è evidente, non tutte le famiglie possono infischiarsene di spendere decine di euro per poter visitare sentieri di un Parco Nazionale che, a rigore, dovrebbero già essere mantenuti a spese di noi tutti che partecipiamo al mantenimento dello stato italiano per mezzo delle solite e gravose imposte.

Quindi non posso far altro che esprimervi tutta la mia delusione per un atto che forse sarà stato fatto a norma di legge ma che, costituzionalmente, non mi sembra lecito e neppure intelligente.

Avrei prefeito, senza alcun dubbio, una limitazione numerica degli accessi e/o una prenotazione on-line per la percorrrenza a prezzi, naturalmente, un po' più popolari di quelli richiesti per chi è italiano.

Consapevole che tutto quello che ho scritto non verrà preso in grande considerazione e si continuerà la messe nei portafogli dei turisti abbienti vi porgo, in ogni caso, i miei saluti di "libero escursionista".

--
Guido Luciani

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Guido


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MessaggioInviato: lun set 15, 2014 12:02 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: lun mag 28, 2007 17:35
Messaggi: 1451
Località: genova
Ciao Guido, una cosa così non può passare sotto silenzio. Io mi ero fermato ai 5 euro per i sentieri costieri più a Levante, 7.50 (al di là della legittimità) mi sembrano un vero e proprio furto. Le tue osservazioni sono giustissime. Mi impegno nei prossimi giorni ad affrontare la cosa su Repubblica, voglio proprio vedere cosa succede...

Sarebbe bello, da quotazerini, compiere un'azione rivoluzionaria: "invadere" i sentieri a pagamento scendendo da quelli a monte, magari rendere ben chiari a tutti i tanti percorsi possibili e come raggiungerli. Poi voglio vedere se mettono una garitta a ogni incrocio...
Anzi, sai che ti dico: quasi quasi preparo io una bella cartina-guida e la pubblico sia sul giornale che sul sito.

E sempre a proposito di quanto dici sul censo, mi viene da pensare che le Cinque Terre da patrimonio dell'umanità siano diventate patrimonio dell'umanità "che ha del patrimonio". Davvero odioso.

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MessaggioInviato: lun set 15, 2014 14:01 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: sab giu 08, 2013 17:44
Messaggi: 2220
Località: Genova / Imperia
Come non essere d'accordo... : Ok : 7,50 euro a testa sono una bella tassa per fare una passeggiata,soprattutto per una famiglia numerosa !! :angry1: :angry1:
Mi pare che si stia un po' esagerando. Se ci sono "migliaia di turisti paganti" come ha detto la cassiera quanto incassa il parco ? E come spende quei milioni di euro ? :domanda: :domanda:
Ottima idea quella di diffondere le cartine dei sentieri secondari,speriamo che non ci mettano il filo spinato !! :ahah:

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Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato.I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura,che si rivela solo a chi lo cerca.[Charlie Chaplin]


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MessaggioInviato: lun set 15, 2014 15:25 
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Titano di Quotazero
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Iscritto il: mer ago 02, 2006 12:48
Messaggi: 2631
Località: Genova Quarto
...come al solito in Italia ci distinguiamo.

Il pagamento di un obolo non è, secondo me, di per sè scandaloso. In fin dei conti chiunque si muova verso un parco sostiene spese di tutti i tipi e una piccola aggiunta, se destinata ad una buona causa, potrebbe anche essere tollerabile.

7,5 euro a testa è comunque una vera VERGOGNA.

Ma è scandaloso che l'obolo sia richiesto solo a una certa tipologia di turista (l'escursionista) e che per tale obolo si abbia poi in cambio poco o nulla.
Non so se sia cambiato qualcosa, ma l'anno scorso lo stato dei sentieri alle 5 terre era semplicemente scandaloso, tenendo conto che parliamo di un sentiero a pagamento e in uno dei parchi più frequentati d'Italia.
(Sono stato di recente in Sicilia alla Riserva dello Zingaro e i pochi euri - mi sembra 3 a testa - che mi hanno chiesto sono un'inezia nell'economia della vacanza e comunque la Riserva è tenuta benissimo).

Sicuramente occorrerebbe prevedere almeno: tariffe differenziate per nuclei familiari e/o per lunghezza del tragitto, tariffe cumulative per più giorni (cosa succede se per caso mi fermassi una settimana a Corniglia e decidessi di farmi una passeggiata tutti i giorni?).

La cosa sicuramente più corretta, se proprio si vuole sostenere i parchi, sarebbe il sistema in uso nei parchi del Nord America: si paga a veicolo con durata illimitata, è possibile fare un unico ticket per tutti i parchi USA e soprattutto nei parchi trovo aree attrezzate per il campeggio, bagni, informazioni, mi viene fornita una cartina, c'è un effettivo controllo dei ranger, ecc ecc ecc

Ciao
Skeno

p.s. Terralba, vacci giù pesante!


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MessaggioInviato: lun set 15, 2014 19:44 
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Iscritto il: mer set 05, 2007 15:22
Messaggi: 306
terralba ha scritto:
Ciao Guido, una cosa così non può passare sotto silenzio. Io mi ero fermato ai 5 euro per i sentieri costieri più a Levante, 7.50 (al di là della legittimità) mi sembrano un vero e proprio furto. Le tue osservazioni sono giustissime. Mi impegno nei prossimi giorni ad affrontare la cosa su Repubblica, voglio proprio vedere cosa succede...

Sarebbe bello, da quotazerini, compiere un'azione rivoluzionaria: "invadere" i sentieri a pagamento scendendo da quelli a monte, magari rendere ben chiari a tutti i tanti percorsi possibili e come raggiungerli. Poi voglio vedere se mettono una garitta a ogni incrocio...
Anzi, sai che ti dico: quasi quasi preparo io una bella cartina-guida e la pubblico sia sul giornale che sul sito.

E sempre a proposito di quanto dici sul censo, mi viene da pensare che le Cinque Terre da patrimonio dell'umanità siano diventate patrimonio dell'umanità "che ha del patrimonio". Davvero odioso.

Terralba, non vorrei la guerra-lampo o le transenne abbattute dai quotazerini... che, si sa, quando si muovono possono abbattere le frontiere di impeto...
Immagine
ma certo mi fa molto piacere che la cosa non passi sotto silenzio e che ci sia un interessamento.

Prima di tutto auspicherei una maggiore pubblicità da parte dell'ente preposto al ricatto... ooops, all'esazione perché l'atteggiamento a me è parso subdolo e quindi fondamentalmente disonesto. Bisognerebbe poi indagare sulle fonti del diritto per tale balzello e sulla delibera della tariffa e sulla destinazione dei proventi... Ma questo è lavoro da liberi giornal(escursion)isti!

Vi ringrazio per tutti gli interventi e le risposte sensate e stimolanti.

Anch'io ritengo che un obolo si possa dare ma anche che esista un numero massimo di persone ad occupare un sentiero e sarei, come detto nella lettera, molto ben disposto per pagamenti (onesti) e prenotazioni di visita on-line ed a adeguati controlli del rispetto delle regole perché le leggi devono servire a proteggere i cittadini dai soprusi dei potenti e non a vessarli continuamente.

Grazie a tutti!

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Guido


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MessaggioInviato: lun gen 09, 2017 13:38 
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Iscritto il: mer ago 29, 2007 11:42
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Fatto due gite in zona il 31/12 e ieri 8/1, i caselli di pedaggio erano tutti chiusi e non saprei dire il perchè, se non che, magari, è bassa stagione (il 31 però in realtà c'era pieno di gente, al contrario di ieri che però era, almeno al mattino, brutto tempo).
Non è la prima volta che in periodo invernale trovo i caselli chiusi, sarebbe bello però sapere in anticipo con che criterio ciò venga fatto, in modo che uno possa regolarsi e partire semmai da località che permettano di saltarli.
A me, comunque, più che il pedaggio, che comunque trovo odioso, danno fastidio sicuramente i divieti di accesso ai sentieri (non parlo di quelli x frane), che privano tutti, senza (quasi) soluzione, di un bene comune.
Restando in zona 5 Terre c'è, per esempio, la questione di Punta Corone e della spiaggia del Portetto, a cui è stato chiuso l'accesso dal parco per costruirvi un'orto botanico a pagamento, cosa di cui, forse per fortuna, si sono dimenticati. Si sono però dimenticati anche di riaprire il cancello ed esiste una petizione degli abitanti di Monterosso per chiederne la riapertura. La faccenda non è così semplice, in quanto tale bel promontorio non è di proprietà del parco, ma privata (direi dell'Hotel Porto Roca), e il comodato d'uso concesso al Parco pare sia scaduto.
In ogni caso io, che sono un pò allergico a queste beghe burocratiche, ieri ho fatto un sopralluogo in zona e ho trovato modo di accedere alla penisola senza scavalcare il cancello. Non so se la cosa eticamente sia corretta, visto che si entra comunque in proprietà privata, ma nella mia mentalità "contorta" penso che finche le cose si fanno con buone intenzioni, e non recando danno a nessuno non ci sia niente di male. Male che invece credo ci sia a privare tutti della possibilità di godere delle bellezze della natura, pubblico quindi queste righe, che costituiscono anche un'anteprima della relazione, proprio allo scopo di rendere pubblico il problema e l'attuale soluzione, seppur palliativa, ma che forse è l'unica possibile nel mondo in cui viviamo, a meno che non ci decidiamo tutti a pensare seriamente di cambiarlo...

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Iscritto il: mer set 05, 2007 15:22
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Una vergogna 7 euro a testa per un sentiero da Riomaggiore a Vernazza.
Le 5 terre non mi vedranno più transitare su loro ameni e decisamente mal mantenuti sentieri.
Certamente Parco & C. se ne possono sbattere di un poveraccio come me, visto che hanno una sequenza di Giapponesi e stranieri vari che occupano tali percorsi, ma io ho un concetto diverso della cosa pubblica: va protetta, difesa, mantenuta perchè tutti ne possano fruire secondo opportune ma gratuite regole.
I sentieri costieri, accatastati come strade intercomunali, sono cosa pubblica.
Il balzello per censo è una ingiustizia bella e buona e ha il fine di precludere agli italiani, e specie ai liguri, l'utilizzo di sentieri propri per darli in uso ai turisti che meglio pagano.
Una prostituzione del territorio bella e buona.
Chi sfrutta la prostituzione si chiama magnaccia.
Le 5 terre non mi vedranno più, nemmeno per un caffè.

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Guido


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Iscritto il: mer gen 04, 2017 21:35
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Sui sentieri costieri delle Cinque Terre sono stato varie volte tra dicembre e febbraio e non ho mai dovuto pagare pedaggio. All'ufficio informazioni di Monterosso, la prima volta mi avevano detto che sono a pagamento solo «la stagione», non meglio specificata. Sul sito del parco non c'è scritto nulla al proposito.

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«[Le montagne] sembrano mancare dei contrassegni tipici dell'italianità» (M. Armiero, Le montagne della patria)

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MessaggioInviato: lun gen 09, 2017 18:02 
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Guidolux ha scritto:
Una vergogna 7 euro a testa per un sentiero da Riomaggiore a Vernazza.
Le 5 terre non mi vedranno più transitare su loro ameni e decisamente mal mantenuti sentieri.
Certamente Parco & C. se ne possono sbattere di un poveraccio come me, visto che hanno una sequenza di Giapponesi e stranieri vari che occupano tali percorsi, ma io ho un concetto diverso della cosa pubblica: va protetta, difesa, mantenuta perchè tutti ne possano fruire secondo opportune ma gratuite regole.
I sentieri costieri, accatastati come strade intercomunali, sono cosa pubblica.
Il balzello per censo è una ingiustizia bella e buona e ha il fine di precludere agli italiani, e specie ai liguri, l'utilizzo di sentieri propri per darli in uso ai turisti che meglio pagano.
Una prostituzione del territorio bella e buona.
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Le 5 terre non mi vedranno più, nemmeno per un caffè.


D'accordo su quanto dici, però c'è da dire che la possibilità di evitare l'iniquo balzello venendo dall'alto (e in qualche caso, sapendolo fare, anche dal basso), può essere anche vista come una sorta di divisione tra i turisti e gli escursionisti, chi è abituato a camminare non ha problemi per un centinaio di metri di dislivello in più...
E' una divisione grossolana e ingiusta, ma comunque ha un suo senso.
Come dicevo mi fanno più arrabbiare le preclusioni totali e insensate che questa manichea divisione tra escursionisti e turisti.
Poi, ripeto, sono d'accordo sul fatto che sia solo una speculazione, che i soldi non vengano usati per quello che dovrebbero, che il prezzo è troppo alto e che non è giusto che chi non ha possibilità economiche non possa godere di un bene che dovrebbe essere di tutti. Però queste sono considerazioni che possono essere applicate a tutti i campi, a cominciare dalle autostrade e dalla benzina che usiamo se vogliamo recarci alle 5 terre e che magari non tutti possono permettersi.

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MessaggioInviato: lun gen 09, 2017 18:03 
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awretus ha scritto:
Sui sentieri costieri delle Cinque Terre sono stato varie volte tra dicembre e febbraio e non ho mai dovuto pagare pedaggio. All'ufficio informazioni di Monterosso, la prima volta mi avevano detto che sono a pagamento solo «la stagione», non meglio specificata. Sul sito del parco non c'è scritto nulla al proposito.

Buono a sapersi, a me avevano detto che sono a pagamento tutti i giorni dell'anno dalle 9 alle 18.
Altro limite poi quello delle 9 che anch'esso può distinguere gli escursionisti dai turisti, che non amano alzarsi presto.

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MessaggioInviato: ven feb 03, 2017 11:38 
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Sabato 31 dicembre 2016: Begasti (215) – Monterosso (0) – Vernazza (0) - Scogliere a est Vernazza (0) – Vernazza (0) – Begasti (215).

Partecipanti: Piera e soundofsilence.

Lunghezza: 13 Km circa.

Dislivello: 700 m. circa.

Difficoltà: EE l’accesso alle scogliere a Est di Vernazza, tutto il resto E. Più difficile l’accesso alla scogliera più orientale attraverso un ripido, stretto e un poco instabile sentiero, niente comunque di particolarmente difficile, richiede però attenzione; per quanto riguarda l’altra scogliera si tratta di un semplice percorso sugli scogli in cui, seguendo la via giusta, non si trovano particolari difficoltà.

Percorso in macchina: da Genova in autostrada A12 fino all’uscita di Carrodano. Dall’uscita ci si dirige verso Levanto, fino ad incontrare, sulla sinistra, il bivio per Monterosso e le Cinque Terre.
Qui si imbocca la sp43 e la si segue fino a quando si incrocia la sp38, dove si prende a destra per Monterosso.
Si può quindi scendere fino all’ultimo parcheggio libero, che si trova a quota 120 circa (disponbili 3 posti, quindi è bene arrivare presto) sulla destra, a fianco a un muretto (poco dopo vi è un parcheggio riservato a un ristorante, sempre sulla destra, e subito dopo inizia l’area blu riservata ai residenti o a pagamento), noi invece abbiamo lasciato la macchina decisamente più in alto, a quota 215 circa in località Begasti, circa 700 metri prima delle aiuole a fianco delle quali si trova uno spiazzo riservato ai residenti (ci parcheggiano in effetti anche non residenti, perlomeno fuori delle strisce gialle, ma abbiamo preferito non rischiare), dove si trova un’ampio spiazzo sterrato sul lato a valle della carreggiata.

Percorso a a piedi: se si è lasciata la macchina nel parcheggio più in basso, la parte iniziale del percorso può essere diversa a seconda se si voglia evitare o no il casello di pedaggio e il relativo pagamento del balzello di 8 euro a persona (nell’occasione i caselli erano chiusi, ma noi non lo sapevamo). Se non interessa infatti di pagare il pedaggio si può continuare dal parcheggio sulla strada asfaltata in discesa e prendere quindi uno dei sentieri che, sulla sinistra, scendono a Monterosso e, da qui, imboccare il sentiero verdeazzurro verso Vernazza. Altrimenti, dal parcheggio basso, si risale la strada asfaltata fino allo spiazzo riservato ai residenti (a 500 metri di distanza e 190 di quota), mentre dal parcheggio alto, ovviamente, si scende la strada asfaltata fino allo spiazzo in questione (700 metri circa). Subito sotto lo spiazzo riservato ai residenti si imbocca una scalinata che porta ad un sentierino che in poco più di 100 metri raggiunge il sentiero verdeazzurro. Imbocchiamo quindi il sentiero verdeazzurro verso destra, onde non perdercene la prima parte. In circa 500 metri di percorso giungiamo quindi al famigerato casello di pedaggio, da cui possiamo tornare indietro e completare il percorso verso Vernazza. Noi, avendolo trovato chiuso (nelle feste di Natale pare non sia difficile che siano chiusi, altrimenti basta passare prima delle 9) abbiamo proseguito verso Monterosso, Cinquanta metri dopo il casello troviamo quindi un bivio sulla sinistra, perfettamente agibile, nonostante l’ordinanza di chiusura dica il contrario. Purtroppo, dopo pochissimi metri, un cancello sulla sinistra impedisce la visita alla bella Punta Corone (lunga diatriba in corso tra gli abitanti di Monterosso il Parco e il Comune) e quindi continuiamo sulla destra percorrendo lo stretto sentierino a picco sul mare. Alla fine del percorso bisogna passare sotto ad alcune impalcature e superare una ringhiera per immettersi su una strada più larga, dalla quale scendiamo a Monterosso, dove imbocchiamo sulla destra il sentiero verdeazzurro e torniamo quindi indietro al casello di pedaggio e al bivio a sinistra da cui siamo scesi; qui proseguiamo quindi sul sentiero verdeazzurro in direzione Vernazza. Giunti quindi al bellissimo borgo marinaro continuiamo sul sentiero Verdeazzurro in direzione Corniglia e giungiamo fino al nuovo casello di pedaggio. Purtroppo il sentiero che scende alla scogliera parte pochissimi metri dopo e non c’è modo di evitarlo se non venendo dall’alto (da San Bernardino per esempio), cosa però fattibile, senza un’illogico e lungo saliscendi, solo con un’altra gita, quindi se il casello è aperto e non si vuole pagare per un paio di metri, consiglio appunto di programmare questo tratto in un’altra escursione, tanto più che merita veramente. Il sentiero in questione parte appunto pochissimi metri dopo il casello con un percorso leggermente digradante e pressoché parallelo alla linea di costa, oltreché panoramicissimo, per giungere quindi, in meno di 100 metri, davanti al cancello di una villa. Qui prendiamo la scaletta nel muretto a secco che scende a destra e quindi continuiamo in orizzontale verso sinistra (est) sempre digradando dolcemente per un’altra cinquantina di metri, dopo i quali il sentiero svolta a destra e incomincia a scendere molto ripidamente verso la scogliera, alla quale giungiamo scendendo con la dovuta attenzione. Esplorata la bella scogliera panoramica, che presentà altresì belle rocce lavorate dal mare e piccole piscine naturali, torniamo sui nostri passi fino al Casello e quindi ridiscendiamo a Vernazza.Giunti nella Via Principale di Vernazza (Via Roma), prendiamo brevemente a sinistra, per notare, ancora a sinistra, una grotta che dà accesso alla nuova (fino a tre anni fa non c’era…) spiaggia di Vernazza. Dalla spiaggia continuiamo sulla scogliera a est fino a giungere proprio di fronte, e a pochi metri (impercorribili però a meno di camminare sulle acque…), della scogliera visitata in precedenza. Torniamo quindi in via Roma e riprendiamo il sentiero verdeazzurro verso Monterosso e lo percorriamo fino al bivio da cui siamo scesi alla partenza, dal quale quindi torniamo sui nostri passi fino alla macchina.

Conclusioni: classicissima resa purtroppo un po’ complicata dai problemi di “pedaggio”, che però possono evitare partendo presto (fino alle 9 i caselli sono chiusi) o provenendo dall’alto, ma comunque sempre bella e, a mio parere, arricchita non poco dalle due inedite e splendide discese alle scogliere a est di Vernazza. Ciliegina sulla torta sarebbe poi la prevista visita a Punta Corone e alla spiaggia del Portetto, saltata per l’inopinato cancello che non avevo trovato quando c’ero stato nel 2007, ma che mi riprometto di fare comunque prossimamente, una volta appurato che si tratta di cancello messo dal parco per lavori mai finiti (di creazione di un orto botanico a pagamento) e che non si entra nella proprietà privata della piscina dell’Hotel Porto Roca, che dovrebbe essere protetta da ulteriori recinzioni.

Link alle foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/CinqueTerre/Begasti.htm

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Domenica 8 Gennaio 2017: Begasti (130) – Monterosso (0) – Spiaggia del Portetto (0) - Punta Corone (5) – Spiaggia Monterosso (0) – Begasti (130).

Partecipanti: Soundofsilence.

Lunghezza: 4,5 Km circa.

Dislivello: 250 m. circa

Difficoltà: Tutto E, tranne l’accesso allo scoglio all’estremità della penisola di Punta Corone, esposta e con uso delle mani, quindi F e la scogliera a est della Spiaggia del Portetto, EE per un guado da fare con un salto di una cinquantina di cm.
Percorso in macchina: da Genova in autostrada A12 fino all’uscita di Carrodano. Dall’uscita ci si dirige verso Levanto, fino ad incontrare, sulla sinistra, il bivio per Monterosso e le Cinque Terre.
Qui si imbocca la sp43 e la si segue fino a quando si incrocia la sp38, dove si prende a destra per Monterosso.
Si può quindi scendere fino all’ultimo parcheggio libero, che si trova a quota 120 circa sulla destra (disponbili 3 posti, quindi è bene arrivare presto), a fianco ad un muretto (poco dopo vi è un parcheggio riservato a un ristorante, sempre sulla destra, e, subito dopo, inizia l’area blu riservata ai residenti o a pagamento.

Percorso a a piedi: dal parcheggio si segue l’asfalto in discesa per circa 500 metri e a quota 80 circa si prende sulla sinistra uno stretto sentierino che in breve giunge a Monterosso. A Monterosso giungiamo in breve al mare e quindi prendiamo a destra per percorrere il molo, dal quale abbiamo belle vedute panoramiche su Punta Corone. Percorso il molo torniamo alla spiaggia di Monterosso e la costeggiamo verso est per imboccare quindi via Corone, bella passeggiata a picco sul mare. Dopo quasi 300 metri giungiamo ad un bivio: sulla sinistra la strada continua larga passando presso l’Hotel Porto Roca, noi prendiamo invece a destra continuando la passeggiata a picco sul mare. Attualmente il bivio è sbarrato da un divieto messo precauzionalmente per la caduta pietre, ma si può passare lo stesso, naturalmente a proprio rischio e pericolo (ammesso che ve ne sia), dato che le impalcature ivi presenti riparano dalla predetta caduta. Subito dopo il bivio ve n’è un’atro: prendendo a destra una scalinata porta sulla scogliera; i primi metri sono un po’ scomodi per presenza di detriti, ma poi si scende facilmente al mare. Fatta questa breve deviazione continuiamo su Via Corone verso est. Quando poi la passeggiata gira a sinistra allontanandosi dal mare, notiamo un cancello sulla destra che impedisce di accedere al promontorio di Punta Corone. E’ possibile comunque entrare, senza scavalcare il cancello, passando a fianco di dove inizia la recinzione. Se si decide quindi di entrare, anche alla luce delle considerazioni esposte nelle “conclusioni”, percorriamo poi il sentiero verso destra che porta verso il promontorio. Appena si arriva all’Istmo che unisce la penisola alla terraferma, si può scendere a sinistra un paio di metri per visitare la Spiaggia del Portetto. Dalla Spiaggia del Portetto si può poi seguire la scogliera verso est, superando dopo qualche decina di metri una interruzione della cengia con un piccolo salto. Nell’occasione poi io ho proseguito per altri 50 metri, fermandomi in un punto dove occorreva passare quasi in acqua, cosa che magari farò in un’altra occasione con mare più calmo, o perlomeno più caldo, dato che comunque sembrava di poter proseguire ancora a lungo e la bellezza delle scogliere merita sicuramente un’ulteriore visita. Visitata la scogliera si prosegue sulla penisola di Punta Corone, giungendo ad un bunker e, quindi, si prosegue tramite un basso cancelletto sulla sinistra, dove un sentierino ci porta fino ad una piramide in cemento sull’estremità della punta. Da qua è ancora possibile, e merita, proseguire, scendendo le affilate, ed esposte, rocce che portano alla scenografica punta rocciosa che conclude la penisola. Torniamo quindi sui nostri passi fino al cancello e prendiamo a destra, giungendo in pochi metri al sentiero Verdeazzurro che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi il sentiero verdeazzurro fino a Monterosso, dove imbocchiamo a destra via Magenta, che ci riporta alla macchina seguendo a ritroso il percorso dell’andata.

Conclusioni: breve, ma assai meritevole, escursione di mezza giornata, che, indubbiamente si può integrare con le molte possibilità offerte dai dintorni. Resta la questione etica, si tratta comunque di passare in proprietà privata, seppur non dando fastidio a nessuno; a tal proposito c’è poi da dire che l’Area di Punta Corone, di proprietà dell’Hotel Porto Roca, era stata concessa in comodato d’uso all’ente parco delle cinque terre che doveva renderla fruibile a tutti, seppur allestendovi un’orto botanico a pagamento. Di quest’ultima cosa il parco se ne è dimenticato, forse per fortuna, per 16 anni, ma si è dimenticato pure di rimuovere il cancello. Nel frattempo il il comodato è scaduto e la zona resta chiusa e in proprietà privata e recentemente i cittadini di Monterosso hanno firmato una petizione per poter usufruire nuovamente dell’area. Spero quindi che queste mie poche righe possano, se non altro, sensibilizzare sulla questione.

Link alle foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/CinqueTerre/Corone.htm

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Domenica 8 Gennaio 2017: Vernazza (90) – Punta Palma (0) – Guvano (0) – Vernazza (90).

Partecipanti: Piera e soundofsilence.

Lunghezza: 10,5 Km circa.

Dislivello: 600 m. circa.

Difficoltà: EE la discesa a Punta Palma, facilitata da corde e corrimano, ma comunque assai ripida e instabile. EE, ma decisamente più facile la discesa a Guvano, dove i problemi maggiori si incontrano per un po’ di infrascamento dovuto a canne abbattutesi sul sentiero che costringono a camminare carponi in alcuni punti. EE anche la scogliera verso est da Punta Palma, ma comunque assai semplice come scogliera. Tutto il resto E.
Percorso in macchina: da Genova in autostrada A12 fino all’uscita di Carrodano. Dall’uscita ci si dirige verso Levanto, fino ad incontrare, sulla sinistra, il bivio per Monterosso e le Cinque Terre.
Qui si imbocca la sp43, seguendo le indicazioni per Monterosso e Vernazza. Al Bivio per Monterosso lo si lascia sulla destra e si continua a sinistra sulla sp38. Arriviamo quindi al bivio per Vernazza, che imbocchiamo sulla destra. Siamo adesso sulla sp63, che seguiamo fino all’incrocio con la sp38. Imbocchiamo quindi la Sp38 verso destra e subito cerchiamo un parcheggio a lato della strada, se non lo troviamo è possibile tornare indietro sulla sp63 fino al primo tornante, subito dopo il quale troviamo uno spiazzo sterrato.

Percorso a a piedi: dal parcheggio si segue l’asfalto in discesa verso Vernazza, che in 1,2 Km. ci porta in paese. Qui prendiamo a sinistra il sentiero verdeazzurro seguendo le indicazioni per Corniglia. Dopo qualche rampa di scalini giungiamo quindi a quota 70 circa, nei pressi del casello di pedaggio che troviamo chiuso (sembra, ma il parco non dice niente di ufficiale su questo, che nella stagione invernale i caselli siano chiusi). Qui è possibile compiere una breve deviazione a destra su un sentierino altamente panoramico (volendo il sentiero continua in discesa fino alla scogliera, ma in quest’occasione non siamo scesi, ne potete invece trovare la descrizione in una precedente escursione). Fatta la breve, o volendo più lunga, deviazione, riprendiamo il sentiero verdeazzurro verso Corniglia e, dopo circa 600 metri, possiamo notare un’evidente deviazione verso destra, per accedere alla quale occorre saltare giù da un muretto di poco meno di un metro. Il sentiero è attrezzato per tutta la lunghezza con corrimano e con corde aggiuntive nei punti più ripidi e numerosi cartelli avvisano del pericolo di scivolare, ma fanno altresì da segnavia, assieme ad una serie di frecce. Scendiamo quindi lungo il ripidissimo sentiero fino a giungere nei pressi del tetto di una galleria ferroviaria, al quale si può camminare sopra su un camminamento dotato di parapetto\corrimano di protezione. Il camminamento finisce in un salto che si può superare passando su alcune assi di legno malferme (vi è comunque un’impalcatura di ferro a cui tenersi). Nell’occasione io ho preferito non passarci sopra anche perché non ho intravisto ulteriori prosecuzioni. Sono tornato quindi indietro sul camminamento (in direzione est) per riportarmi alla fine del sentiero con corrimano appena percorso in discesa. Qui, proseguendo verso est per alcuni metri sulla spianata successiva alla volta della galleria, si può reperire, con fatica, un’infrascata scaletta che scende un paio di metri e dà accesso ad un sentierino che in breve porta ad una nuova scaletta sulla fiancata della galleria del treno che permette di scendere alla base della stessa. Da qui una traccetta, in pochi metri di discesa ci porta sulla scogliera, poco a ovest di Punta Palma. Giunti quindi al mare possiamo proseguire per scogliera verso ovest, verso est è impossibile. Dopo 100 metri di scogliera verso ovest ci troviamo ad un guado, fattibile senza bagnarsi solo in caso di mare molto calmo; in questo punto quindi ho preferito risalire sulla destra passando su una cengia un poco esposta (passando ancora un poco più in alto si evita anche l’esposizione) e quindi ho continuato su scogliera per altri 180 metri, fino a trovarmi di fronte e a pochissimi metri da una bella grotta marina. Da qui è impossibile proseguire e sono tornato quindi sui miei passi, prima per scogliera e quindi sono risalito fino a sentiero verdeazzurro, che ho imboccato verso destra, in direzione Corniglia. Giungiamo quindi ad attraversare le case della località Prevo. Neanche 200 metri dopo il paesino, a quota 150 circa, troviamo il bivio per Guvano. Il bivio attualmente è chiuso da del nylon arancione e da un cartello che parla, mi pare di ricordare, di percorso interdetto per lavori riguardanti la ferrovia. In realtà lungo il percorso di lavori non ce n’è neanche l’ombra ed il sentiero è perfettamente agibile, seppur infrascato. Imbocchiamo quindi il sentiero per Guvano, segnato saltuariamente con segni blu, passando quindi a carponi in alcuni punti dove si sono abbattute delle palme. Giungiamo quindi a quota 20 circa sul livello del mare e il sentiero piega decisamente a sinistra in piano, qui noi invece proseguiamo dritti su una traccettina che in una trentina di metri di lunghezze e dieci di dislivello in discesa, porta ad intercettare una nuova traccia piano che imbocchiamo verso destra, giungendo in pochi metri all’imbocco di una breve galleria, che percorriamo per uscire poi da un’apertura sulla sinistra, dalla quale ci troviamo sulla sommità di un muretto inclinato, che scendiamo tramite ripidi e stretti gradini che ci portano sulla spiaggia di Guvano. Percorriamo quindi la spiaggia, prima brevemente in direzione ovest fino al suo termine, e poi in direzione est, giungendo all’estremità est in poco meno di 300 metri. Da qui è possibile accedere alla seconda spiaggia di Guvano passando sullo stretto zoccolo di un muretto inclinato (passaggio direi non praticabile in caso di mare mosso) che in pochissimi metri ci permette di raggiungere il nuovo arenile. Visitata anche questa seconda spiaggia torniamo quindi sui nostri passi fino all’uscita della galleria percorsa in precedenza. Da qui possiamo tornare sui nostri passi prima fino al sentiero Verdeazzurro e quindi vino a Vernazza, da cui risaliamo fino al parcheggio. Io nell’occasione, prima di risalire, ho esplorato ancora un po’ i dintorni, prendendo il sentiero in piano che passa sulla sommità della scarpata dieci metri sopra la spiaggia e arriva in 300 metri all’entrata della galleria che permetteva l’accesso alla spiaggia da Corniglia (tale accesso è però attualmente chiuso e vietato); dalla galleria poi sono tornato sui miei passi per 140 metri e ho preso un sentierino un po’ infrascato sulla destra che si ricollega poi a quello che ho seguito per la discesa.

Conclusioni: bellissime viste sulla splendida Vernazza e due accessi al mare in zone solitarie e selvagge. Io personalmente preferisco la scogliera più a ovest verso Vernazza a cui si scende dal casello di pedaggio, come accennato nella descrizione del percorso, ma anche le due qui descritte meritano sicuramente la visita, ma niente vieta comunque di scendere anche alla terza, come qui descritto: http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/CinqueTerre/Begasti.htm

Link alle foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/CinqueTerre/Palma.htm

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EE, ma decisamente più facile la discesa a Guvano, dove i problemi maggiori si incontrano per un po’ di infrascamento dovuto a canne abbattutesi sul sentiero che costringono a camminare carponi in alcuni punti.


Alla spiaggia di Guvano scesi a dicembre 2015, percorrendo il sentiero tra Monterosso e Riomaggiore. Allora non c'erano cartelli di divieto, ma l'infrascamento era già abbondante: ricordo che raschiando nei canneti persi la cartina che tenevo nella rete laterale dello zaino. Intorno alla spiaggia e allo sbocco della galleria che arriva da Corniglia, ci sono sempre i resti di accampamenti o hanno fatto pulizia?

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awretus ha scritto:
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EE, ma decisamente più facile la discesa a Guvano, dove i problemi maggiori si incontrano per un po’ di infrascamento dovuto a canne abbattutesi sul sentiero che costringono a camminare carponi in alcuni punti.


Alla spiaggia di Guvano scesi a dicembre 2015, percorrendo il sentiero tra Monterosso e Riomaggiore. Allora non c'erano cartelli di divieto, ma l'infrascamento era già abbondante: ricordo che raschiando nei canneti persi la cartina che tenevo nella rete laterale dello zaino. Intorno alla spiaggia e allo sbocco della galleria che arriva da Corniglia, ci sono sempre i resti di accampamenti o hanno fatto pulizia?


Io non ho visto nessun resto di accampamento.

E neanche la tua cartina....

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Sabato 21 gennaio 2017: Prevo (250) – Promontorio 3 Croci (115) - Corniglia (85) – Marina di Corniglia (0) - Volastra (335) – Corniglia (85) –– Prevo (250).

Partecipanti: Piera e soundofsilence.

Lunghezza: 23 Km. circa il percorso fatto da noi tra esplorazioni varie, 18,5 Km. il percorso pulito, a cui, volendo si può aggiungere qualche centinaio di metri per la visita a Manarola per la quale non abbiamo avuto tempo.

Dislivello: 1100 metri circa quelli fatti da noi, 850 circa quelli del percorso pulito, a cui aggiungerne almeno una cinquantina per l’eventuale visita a Manarola

Difficoltà: EE solo il breve tratto di scogliera verso est presso la Marina di Corniglia, per via di una lastrone inclinato facile, ma che può impressionare e il successivo saltino di roccia, comunque facile, e la scorciatoia presa al ritorno da Corniglia verso Volastra, ripida, stretta e un po’ infrascata.. Al limite dell’EE un breve passaggio sul sentiero per Volastra, un muretto in pietra con scaletta stretta e un poco esposta. Tutto il resto E.

Percorso in macchina: da Genova in autostrada A12 fino all’uscita di Carrodano. Dall’uscita ci si dirige verso Levanto, fino ad incontrare, sulla sinistra, il bivio per Monterosso e le Cinque Terre.
Qui si imbocca la sp43, seguendo le indicazioni per Monterosso e Vernazza. Al Bivio per Monterosso lo si lascia sulla destra e si continua a sinistra sulla sp38. Arriviamo quindi al bivio per Vernazza, che imbocchiamo sulla destra. Siamo adesso sulla sp63, che seguiamo fino all’incrocio con la sp38. Imbocchiamo quindi la Sp38 verso sinistra e continuiamo fino a San Bernardino, dove prendiamo a destra la strada per Corniglia. Proseguiamo quindi sulla strada per Corniglia per poco più di un Km. e notiamo sulla destra una strada privata ed asfaltata (indicazioni per Prevo, ma difficile leggerle dalla macchina) a quota 260 circa; da qui proseguiamo ancora brevemente fino al primo slargo disponibile per parcheggiare (sulla sinistra dopo circa 200 m.)

Percorso a a piedi: Dal parcheggio risaliamo brevemente lungo l’asfalto fino al bivio per il Prevo, che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi la nuova stradina asfaltata ed ad un bivio prendiamo a sinistra, subito la strada si trasforma in rampa cementata e, in pochi metri, ci immettiamo sul sentiero verdeazzurro che imbocchiamo verso sinistra. Dopo 370 metri circa troviamo il bivio per Guvano, riconoscibile per i cartelli di divieto e il nylon arancione che lo chiude, che merita, nonostante questo, sicuramente una visita, che, nell’occasione, non abbiamo avuto tempo di fare, proseguiamo quindi sul sentiero verdeazzurro per altri 600 metri circa, dove troviamo due bivi a breve distanza uno dall’altro (il primo è probabilmente un vecchio sentiero per Guvano, ma appare impercorribile) e imbocchiamo quindi il secondo (a quota 130 circa), che con una andamento pressoché pianeggiante ci porta fino ad una panoramica collinetta sormontata da 3 croci in ferro; trattasi appunto del promontorio 3 Croci, dal quale torniamo brevemente indietro sui nostri passi per circa 90 metri, per imboccare un sentierino sulla destra che in poco meno di 300 metri ci riporta sul sentiero verdeazzurro che imbocchiamo verso destra. Giunti quindi in vista della Chiesa di San Pietro a Corniglia, lasciamo il sentiero verdeazzurro per prendere a destra via Fieschi che vi passa davanti. Giungiamo quindi in Piazzstta Ciapara che attraversiamo per continuare quindi sulla seconda parte di Via Fieschi. Continuiamo quindi in via Fieschi fino al suo termine, in corrispondenza della Terrazza panoramica Santa Maria. Da qui torniamo indietro sui nostri passi per 75 metri circa e imbocchiamo sulla destra via Solferino, che ci porta ad un’altra terrazza panoramica. Da questa terrazza scendiamo al sottostante campetto e quindi prendiamo a sinistra giungendo in largo Taragio e quindi nuovamente in via Fieschi, che imbocchiamo verso destra. Dopo poche decine di metri prendiamo a sinistra per la Marina di Corniglia e scendiamo fino al mare. Pochi metri prima di giungervi incontriamo sulla sinistra un’ulteriore terrazza panoramica con panchine e, quindi, giungiamo con gli ultimi gradini al molo. Qui possiamo esplorare verso sinistra risalendo brevemente attraverso una zona ingombra di barche, per scendere quindi alla scogliera su un grosso lastrone inclinato, dal quale si scende usando brevemente le mani, per poi proseguire ancora qualche metro verso est fino a dove è impossibile continuare. Torniamo quindi sui nostri passi ed esploriamo anche verso ovest percorrendo una facile scogliera che porta ad un grosso lastrone poco inclinato, oltre il quale si può proseguire ancora pochi metri. Troviamo infatti un guado che non è percorribile senza mettere i piedi in acqua, cosa che potrebbe valer la pena di fare, con il mare calmo, per raggiungere le successive spiaggetta ed una bella grotta che credo varrebbe la pena di esplorare. Risaliamo quindi sui notri passi fino a Piazzetta Ciapara, dove prendiamo a destra in via alla Stazione, giungendo in poco più di 100 metri alla sommità della rossa scalinata Lardarina. Scendiamo quindi detta scalinata giungendo al livello del mare presso la stazione. Qui troviamo un bivio, per l’andata seguiamo il meno interessante sentiero segnato sulla sinistra, che passa a monte dei binari. Dopo 450 metri circa giungiamo ad un sottopasso sulla destra, che ci fa passare sotto i binari, dopo il quale continuiamo sulla sinistra. Attraversiamo ora una zona, sempre in piano, dove sorgevano stabilimenti balneari, ora in rovina e nascosti (si fa per dire) alla vista da un telo verde ed una recinzione. Una zona purtroppo che versa nella più totale incuria e che una sofferenza vedere ridotta in questo stato. Per “fortuna” una frana pone fine alla sofferenza dopo 400 metri e rende impossibile qualsiasi tentativo di prosecuzione. Torniamo quindi indietro per i predetti 400 metri e, in corrispondenza del sottopasso, tiriamo dritti sulla passeggiata a sinistra dei binari, che ci consente una miglior vista della costa rispetto al sentiero percorso all’andata. Dopo 450 metri circa giungiamo ad un cancello che vieta l’accesso, purtroppo, ad un bella spiaggetta. L’accesso è interdetto per pericolo di caduta sassi, cosa che secondo me non dovrebbe, una volta avvisati, impedire la libertà di accedervi comunque a proprio rischio e pericolo (ammesso che ve ne siano); mi riprometto quindi di tornarvi armato di cesoie onde praticare una piccola breccia nella recinzione che consenta di passarvi. Dal cancello prendiamo quindi gli scalini sulla destra e raggiungiamo la base della scalinata Lardarina che risaliamo. Giunti all’asfalto di Via alla Stazione continuiamo dritti sul sentiero Verdeazzurro e dopo 50 metri imbocchiamo sulla destra il bivio per Volastra e Manarola. Il sentiero sale ripidamente fino al bivio (330 metri di quota circa) per la Sella Cigoletta, che ignoriamo, continuando sulla destra. Da qui in poi il sentiero corre abbastanza in piano (qualche breve saliscendi comunque), fino a giungere, dopo oltre 2 Km, a Volastra. Qui iniziamo la discesa verso Manarola seguendo le indicazioni verso destra. Giungiamo quindi ad attraversare, con una ripida scalinata, la zona del grande presepe di Manarola, al termine della quale (quota 70 circa) incrociamo un sentiero in piano, che imbocchiamo verso destra. In altri 250 metri giungiamo quindi ad un nuovo sentiero, chiuso a destra da un cancello invalicabile, mentre a sinistra prosegue verso Manarola; noi nell’occasione, essendo ormai il tramonto vicino, da qui siamo tornati indietro, ma è sicuramente consigliabile invece visitare la bellissima Manarola. Visitato o no il paesino torniamo sui nostri passi fino a 175 metri di quota circa, appena sopra l’inizio del presepe, e imbocchiamo uno stretto sentierino in ripida salita sulla sinistra che, dopo una ventina di metri presenta un bivio. Nell’occasione noi abbiamo continuato dritti in salita su traccia ripida e un poco infrascata, ma forse è più consigliabile prendere a sinistra in piano (per poi girare a destra più avanti), perché questo percorso sembrerebbe indubbiamente più ben tenuto e panoramico, a fronte di una lunghezza di poco maggiore. Il ripido sentiero ci porta quindi, dopo oltre 300 metri, a rimmetterci sul sentiero segnato per Corniglia, che imbocchiamo verso sinistra, giungendo in breve (350 metri circa) a Volastra.
Da Volastra torniamo sui nostri passi fino a Corniglia e da qui, sempre sui nostri passi, seguiamo il sentiero verdeazzurro fino al Prevo (evitando magari la deviazione per le 3 Croci fatta all’andata) e quindi a destra sulla stradina privata e infine al parcheggio.

Conclusioni: non il meglio delle 5 Terre, anche se Manarola e le viste panoramiche su di essa possono valere da sole la gita, interessante comunque la Marina di Corniglia, mentre è assolutamente deprimente lo stato del sentiero basso Corniglia-Manarola, che, oltre ad essere interrotto per chissà ancora quanto tempo, corre tra le rovine e i detriti dei vecchi stabilimenti balneari.

Link alle foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/CinqueTerre/Volastra.htm

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Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
Imagine there's no countries.
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