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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mer giu 02, 2010 22:59 
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Quotazerino doc
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Località: GENOVA Molassana
Ciao a tutti, volevo raccontarvi di un itinerario che ho fatto circa un mesetto fa.

Era già diversi mesi che, percorrendo in lungo ed in largo i vari crinali che dalla Val Bisagno salgono verso la zona dei Forti di Geova, avevo notato qualche segnalazione rossa/bianco/rossa pronta ad accogliere il n° al suo interno e qualche palina di segnalazione ancora priva del cartello. Settimana dopo settimana ho visto che piano piano i segnavia hanno accolto in nome del percorso (AQ1) e che le paline sono state completate della relativa segnalazione (mete e monti che si raggiungono con relativa quota e tempo di percorrenza), così mi sono deciso a seguire tutto il percorso dalla partenza.
Mi sveglio presto alla mattina, una frettolosa lavata di faccia, una bella colazione, qualche fetta biscottata al mio cane (Tom, che ormai mi segue in quase tutte le mie escursioni) e parto da Molassana. Seguo Via Piacenza fino a San Gottardo dove, poco prima dell’incrocio con Via Trensasco, devio a DX su Crosa dei Morchi (quota 42m - inizio dei segnavia – incrocio Via Piacenza-Via Fidenza). Procedo in salita sulla bella mulattiera prima con qualche palazzone a DX e poi tra casette, orti e vecchie fasce. Oltrepasso a DX un vecchio lavatoio e raggiungo l’Antico Acquedotto, coe imbocco a DX (quota 120m - palina indicatrice). Fino a qui il percorso è comune sia per l’andata che che per il ritorno. Proseguo per circa 250 sull’Acquedotto e poi devio a SX su sentiero in salita. Cammino su sentiero, sempre ben segnalato con bandierine sulle pietre, e mi inerpico con varie curve tra radi ulivi e lecci fino a raggiungere il Monte Pinasco (quota 312m) da dove una breve sosta mi permette di ammirare la bella visuale sulla Val Bisagno. Un sorso d’acqua per me e per Tom e proseguo in discesa, costeggiando una recinzione elettrificata, fino ad una sella (quota 299m) da dove con modesta salita guadagno la cima del Monte Trensasco (quota 413m). Un breve tratto in leggera discesa mi porta ad un prato. Tom è piuttosto agitato, ha fiutato qualcosa che non riesco a vedere. Improvvisamente mi attraversa la strada un bel cinghiale che si butta nella macchia del versante a DX. Fortunamente tengo Tom al guinzaglio, e così riesco ad impedirgli di inseguirlo. Mi è già capitato più volte che Tom, libero durante una escursione si getta alla caccia di qualche preda, sparendo per più di un’ora e costringendomi ad una sosta forzata. Riprendo a camminare e percorro la breve salita che mi separa dal Monte Bastia Sud (quota 441m), da dove la vista si apre anche sulla val Polcevera e su gran parte delle cime dell’Appennino Genovese. Da qui scendo a SX (direzione ovest) per avvicinarmi ad una casa abitata e, deviando a DX ed entrando nel bosco, per immettermi nella bella sterrata che dalla Crocera di Pino raggiunge il Valico di Trensasco (quota 385m – cartello indicatore). Imbocco lo sterrato verso SX, dove incontro anche il segnavia X rossa ed in brevissimo raggiungo il Valico di Trensasco (quota 389m – Baita del Diamante). Oltrepasso l’asfalto, imbocco la sterrata che porta al Righi, e subito dopo, lascio il segnavia FIE X rossa, che prosegue sullo sterrato, e devio a DX in salita (segnavia AQ1 e palina indicatrice). Un breve trato su sentiero in salita e guadagno un bel pianoro prativo panoramico con tanto di panchina (quota 420m). Da qui inizio un tratto di sentiero in forte pendenza con roccette e pietre tra erba e radi arbusti. Decido di lasciare Tom libero per un p’ò, che proce molto più agile di me e raggiunge velocemente il bel poggio panoramico (quota 558m) appena prima della sella est del Diamante. Da li Tom mi aspetta controllando ogni mio passo faticoso. Finalmente raggiungo il poggio (punto più alto del percorso) da dove si gode di uno stupendo panorama. Ad est in alto sopra la testa l’imponente sagoma del Forte Diamante, a sud quasi tutta la Val Bisagno, con belle viste sul Forte Ratti e Torre Quezzi e più in là sul monte Fasce, a nord sulla Val Polcevera fino al crinale Praglia-Monte Leco e ad est l’Appennino con in lontananza l’inconfondibile sagoma del Monte Antola. Qualche passo in lieve discesa e raggiungo la sella est del Diamante (quota 551 – palina segnalatrice). Da qui è possibile raggiungere il Forte Diamante lungo il crinale erboso in forte salita, ma il percorso AQ1 devia a SX in piano. Seguo i segnavia, sempre presenti e molto frequenti. Poco oltre, lungo il percorso, ho visto un escursionista con un cane così riprendo Tom al guinzaglio e procedo in piano sul bel sentiero che aggira il versante sud del Diamante. Lascio a DX due neviere (quota 539m), una delle quali è stata ben ripulita dai rovi e segnalata con un bel cartello, e raggiungo la sella ovest del Diamante (quota 555m – palina segnalatrice). Le indicazioni dicono di deviare a SX e scendere in direzione sud est. Seguo le segnalazioni e percoro il sentiero in discesa dove è presente anche il segnavia FIE triangolo pieno rosso. Lascio a DX un antico cippo di confine, sul quale è presente il segnavia triangolo pieno rosso, supero un facile salto su roccette e poi procedo in piano entrando in un rado boschetto. Qui incontro, a DX, l’altra neviera (quota 487m), che fino a poco tempo fa era come le altre, piena di rovi e vegetazione. Ora è ben ripulita, segnalata ed è anche facile vedere il rivestimento interno in pietre. Continuo in piano, esco da bosco, oltrepasso 3 tralicci abbandonati, e scendo poi fino al Passo del Giandino (quota 452m – palina indicatrice). Scendo sulla la mulattiera di quello che io chiamo “Percorso delle Farfalle” che porta all’Osteria della Baracche, e risalgo per proseguire sul crinale che scende direttamente in Val Bisagno. Oltrepasso alcuni pilastrini in cemento armato e raggiungo la sterrata pianeggiante che dal Righi porta alla Baita del Diamante (palina di segnalazione). La attraverso e proseguo in discesa seguendo in segnavia AQ1. Su sentiero tra prati con un boschetto sulla SX raggiungo la zona del metanodotto, che seguo a DX per circa 100m e che poi lascio a DX per continuare sempre lungo la linea di massima pendenza del costone est del Forte Fratello Maggiore. Sempre con il segnavia presente e ben evidente, raggiungo un tratto di crinale in piano, dove mi godo il bel panorama sulla valletta di Trensasco e sulla valletta del Fossato della Cicala, dove spicca bene evidente il tracciato dell’Antico Acquedotto. Continuo prima in leggera discesa, lasciando a DX una targa posta dal CAI (quota 200m) e poi il sentiero, aumentando la pendenza, effettua qualche tornante, inconta un rudere, e si innesta sull’Antico Acquedotto (quota 100m - palina indicatrice). Imbocco l’Acquedotto verso SX e lo seguo fedelmente, oltrepassando un ponticello in pietra, fino all’innesto sulla provinciale per Trensasco, che imbocco a SX in salita. Poco meno di 200m di asfalto e poi devio a DX su un antico ponte che supera il Rio Trensasco (quota 100m). Oltre il ponte, con qualche tornante in salita, raggiungo il tracciato dell’Acquedotto sul versante opposto della valletta, che imbocco verso DX (quota 120m). Continuo in piano, oltrepasso un guado dove il ponte è crollato, ed in breve raggiungo l’incrocio con la Crosa dei Morchi percorsa all’andata, che imbocco per tornare a San Gottardo.

Qui altre informazioni sul percorso:
http://www.webalice.it/giorgio.mazzarello/Liguria-AQ1-AcquedottoNeviere(TREK).pdf


QUALCHE FOTO (fatte in diversi periodi):

PARTENZA DEL PERCORSO
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ALLA SELLA EST DEL DIAMANTE
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NEVIERA
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ALLA SELLA OVEST DEL DIAMANTE
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PANORAMA SU TRENSASCO
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PANORAMA SU MOLINI DI TRENSASCO
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PANORAMA SUL PONTE SUL FOSSATO CICALA
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TARGA CAI ULE
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RUDERE A QUOTA 150m
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PONTE SUL RIO TRENSASCO
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LA CARTINA DEL PERCORSO
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E qui il link alla carta in alta definizione:
http://www.quotazero.com/album/albums/userpics/10815/AnelloAQ1-AcquedottoNeviere%28carta%29.jpg

Giorgio

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Giorgio Mazzarello
GEOMAZ
http://www.mappeliguria.com
http://www.webalice.it/giorgio.mazzarello/


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MessaggioInviato: gio giu 03, 2010 16:19 
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Quotazerino doc
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Località: Rapallo
Mi sembra proprio un bel giro. Prendo nota per il prossimo autunno (sperando nel fresco).
Complimenti per l'accuratezza della relazione. : Thumbup : : Thanks :


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MessaggioInviato: gio giu 03, 2010 16:36 
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Titano di Quotazero
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Iscritto il: ven feb 09, 2007 9:23
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Località: Genova Sestri
Interessante, e molto preciso. Grazie!

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"Se non fosse unta, non fosse focaccia." Ignota


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MessaggioInviato: ven giu 04, 2010 14:42 
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Quotazerino
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Iscritto il: gio lug 19, 2007 10:27
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Località: Genova
Bello
me lo stampo e poi me lo leggo con calma...
rientra pienamente nei parametri dei giri del nostro gruppo....
non si sa mai ...
:strizzaOcchio::
per il 2011...
ciao


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MessaggioInviato: lun dic 13, 2010 12:52 
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Quotazerino

Iscritto il: dom dic 16, 2007 10:04
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Ieri sono partito dalla chiesa di San Gottardo salendo per il sentiero AQ1 già descritto fino al colletto del Diamante attraverso passo Giandino. Da lì sono salito al forte per panoramico pranzo al sacco. Sono disceso seguendo il "triangolo rosso" attraverso Preli fino al Bisagno, risalito brevemente fino al punto di partenza. E' la seconda volta che faccio un giro intorno ai forti e devo dire che la zona è davvero bella!

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«Fratell', il piano originale era in tre punti. Primo punto: rovinare le nuove generazioni, rincoglionirle con la televisione, facendoli puntare soltanto sui suord' e a fess' e il calcio finché non sono belli bolliti. Primo punto: acquisito!»


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MessaggioInviato: lun dic 13, 2010 13:16 
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Sono tracciati che facevo spesso durante le mie corse, il crinale che dalla "casa solitaria dopo Trensasco" (cosi' la indico io) si rinnesta sull'antico acquedotto la facevo in discesa perche' molto corribile (a parte l'ultimo tratto che e' molto ripido), ma non me lo ricordo segnato.

Invece il tratto che collega San Gottardo al passo Giandino e' molto tempo che e' segnato, ma il cartello dalla chiesa di San Gottardo indicava Forte Diamante come destinazione. Difatti io dopo il suddetto passo ho cercato il segnavia bianco rosso senza mai trovarlo, di li' al Colle Diamante ho sempre usato il triangolo rosso, vi e' anche una traccia che sale piu' a oriente, ma e' molto ripida e non e' segnata.


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MessaggioInviato: mar dic 14, 2010 18:56 
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Quotazerino

Iscritto il: dom dic 16, 2007 10:04
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Coren ha scritto:
Invece il tratto che collega San Gottardo al passo Giandino e' molto tempo che e' segnato, ma il cartello dalla chiesa di San Gottardo indicava Forte Diamante come destinazione. Difatti io dopo il suddetto passo ho cercato il segnavia bianco rosso senza mai trovarlo, di li' al Colle Diamante ho sempre usato il triangolo rosso, vi e' anche una traccia che sale piu' a oriente, ma e' molto ripida e non e' segnata.


Il cartello presso San Gottardo tuttora indica il forte Diamante come destinazione. Dal Passo Giandino il segnavia bianco-rosso corre insieme al triangolo fino al colletto del Diamante, alla base degli scenografici tornanti che menano in vetta.

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MessaggioInviato: mar dic 14, 2010 23:16 
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Può darsi che l'abbiano segnato di recente perchè all'epoca non era segnato


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MessaggioInviato: mer dic 15, 2010 17:53 
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Quotazerino doc
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Confermo: segnato di recente.
La curiosità riguardo il triangolo rosso (che pure fu segnato dalla Fie) è che non è mai comparso nella guida ufficiale.

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MessaggioInviato: dom mar 27, 2011 20:33 
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Sulle orme di Giorgio ho fatto il giro due giorni fa, e con me stavolta c'era anche Joey, la mia labrador che ormai ha l'età (1 anno, corrispondenti a sette di un uomo) per seguirmi sui monti (per ora, però, ha un'autonomia di 4-5 ore, poi crolla di stanchezza). Dieci mesi dopo il giro di Giorgio l'itinerario è ottimo: segnalazioni precise (manca solo la palina indicatrice all'incrocio tra Crosa dei Morchi e antico acquedotto, a meno che non vi fosse fissata la freccia di legno che ora è su un muretto proprio a inizio tracciato, così come è sparita la panchina dopo la baita del Diamante), sentieri chiari, anche le neviere sono rimaste pulite.
Cai Ule ha fatto le cose per bene: la tempistica è indicata spesso su varie frecce, sulla base di pietra con la targa ora c'è anche una croce metallica. Senza forzare e con varie soste giro completo in 4 ore.

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MessaggioInviato: gio mag 08, 2014 8:25 
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Quotazerino doc
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Località: Genova
Allego relazione e cartina del percorso inviatami dagli amici del CAi ULE in occasione dell'escursione del 3 Maggio.


Allegati:
immagine sentiero.jpg
immagine sentiero.jpg [ 2.55 MiB | Osservato 1951 volte ]
FORTE DIAMANTE - PERCORSO.doc [27 KiB]
Scaricato 71 volte
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MessaggioInviato: dom lug 06, 2014 22:38 
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Oggi non sapevo proprio che fare.....mia moglie con figlia se ne sono partite per la Sardegna ,i compari di merende vedendo il meteo previsto pessimo sulle Alpi sono scomparsi e la giornata non appare ideale per una tintarella al mare...allora che fare?
Stare in casa non se ne parla nemmeno :pensoso: Penso ad un percorso nelle vicinanze di casa per non fare troppi chilometri e mi viene in mente questo anello che da anni rimando...certo non e' il periodo ideale per eseguirlo ,ma meglio che niente :neutral:
Con l'auto arrivo fin nei pressi della Chiesa di San Gottardo ,parcheggio e mi appresto ad iniziare la gita in Via Crosa dei Morchi.
Bene, accendo il gps e poi cerco la relazione di Giorgio Mazzarello...cerco...cerco..cerco..peccato che l'ho lasciata a casa : WallBash : Vabe' pazienza ,tanto mi ricordo che nella relazione c'era scritto che era tutto ottimamente segnato....
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Mi incammino ,seguo la creuza

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dopo poco costeggio un lavatoio e qui spariscono i segnavia :triste: ed incontro un bivio di creuze...nessuna indicazione...uffa ,vado un pò in una ,ma niente segnavia, vado nell'altra e niente segnavia...fortunatamente un cagnolino leggermente incazz.oso fa uscire di casa un signore al quale chiedo qual'e' la giusta creuza e mi indica quella di destra......ringrazio e procedo. Dopo poco arrivo all'acquedotto e pure qui direi che avrebbe dovuto esserci una palina...ma nulla...vado a caso e svolto a sinistra (in questo punto arriverò al ritorno).

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Seguo l'antico acquedotto ,poi ad un certo punto bisogna scendere fino ad un ponte, che bisogna attraversare...finito il ponte ci si ritrova su asfalto e ,caso strano :evil1: nessuna indicazione ne tantomeno segnavia....provo a scendere verso san gottardo ,e si rivela la scelta giusta perchè dopo poco appaiono i segnavia che mi riconducono all'acquedotto. Lo seguo in piano fino ad un cartello che indica il Forte Diamante ,allora svolto a destra e procedo su esile sentierino ,che dopo pochi metri piega a sinistra e risale un boschetto con parecchi tornantini fino al Monte Croce Pinasco.

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Ora non ci si può più sbagliare, bisogna seguire il crinale....fortunatamente soffia un bel venticello che mi fa dimenticare essere il 6 di Luglio :strizzaOcchio::
Il crinale procede in costante salita fino a sbucare su sterrata ,che bisogna attraversare e seguire il sentierino con indicazione per il Passo Giandino e Forte Diamante.

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Raggiungo il Paso Giandino e poi la Sella Ovest del Diamante.

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Mi risparmio la salita al Forte che ben conosco e procedo in piano verso la Sella Est del Diamante e da questa scendo fino alla Baita del Diamante. Le indicazioni qui abbondano ed in breve raggiungo il Monte Bastia dal quale scendo per crinale toccando anche il Monte Trensasco e poi il Monte Pinasco.

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Da questo con molti tornantini sbuco sull'acquedotto ed indovinate un pò?...niente indicazione :risata: Giustamente ho il gps e vedo che non lontano c'e' la traccia dell'andata ,quindi svolto a destra ed in breve ritorno sul percorso dell'andata.
In conclusione debbo dire che il percorso non mi ha entusiasmato (ma lo immaginavo) ,ma e' colpa mia perchè e' sicuramente piu' un percorso adatto all'autunno,inverno e primavera, comunque e' venuto bene per macinare qualche km e un pochino di dislivello in vista di gite più blasonate. Sono rimasto comunque fortemente deluso dalla mancanza di indicazioni su un percorso inaugurato solo 4 anni fa ,a mio giudizio ha già bisogno di una risistemata...
Qui la mia descrizione dettagliata con foto e traccia gps:
http://www.finoincima.altervista.org/An ... %20AQ1.htm
E qui tutte le altre foto:
https://plus.google.com/u/0/photos/1050 ... 7294046849
:strizzaOcchio::

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Sono posti che frequento molto spesso.
Nonostante l'assidua frequentazione non sono mai stata sui Monti Trensasco e Pinasco (solitamente perchè quando arrivo lì ....ne vengo dall'Alpesisa....e non sono in vena di deviazioni .....)....
Cercherò di rimediare......

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Sono un viandante, un valicatore di monti.
Non amo le pianure e sembra che non possa stare a lungo in un luogo.
Qualunque cosa mi riservi il fato o l'esperienza,sempre dovrò camminare ed ascendere monti.
Non si può vivere che da come si è.
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serena ha scritto:
Sono posti che frequento molto spesso.
Nonostante l'assidua frequentazione non sono mai stata sui Monti Trensasco e Pinasco (solitamente perchè quando arrivo lì ....ne vengo dall'Alpesisa....e non sono in vena di deviazioni .....)....
Cercherò di rimediare......

Beh..non e' che ti sei persa molto...più che monti sono avvallamenti del crinale ,comunque e' giusto colmare ogni lacuna montana :strizzaOcchio::

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Maury76 ha scritto:
serena ha scritto:
Sono posti che frequento molto spesso.
Nonostante l'assidua frequentazione non sono mai stata sui Monti Trensasco e Pinasco (solitamente perchè quando arrivo lì ....ne vengo dall'Alpesisa....e non sono in vena di deviazioni .....)....
Cercherò di rimediare......

Beh..non e' che ti sei persa molto...più che monti sono avvallamenti del crinale ,comunque e' giusto colmare ogni lacuna montana :strizzaOcchio::


magari ...quando fa un pò più fresco di così ....però :uahuah:

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Ciao Maury, ho fatto questo giro seguendo fedelmente le indicazioni di Giorgio e, quindi, rispetto a te l'ho compiuto nell'altro senso, per cui al primo bivio sono andato a destra (già allora mancava il segnavia in quel punto). Ho l'impressione che, seguendo questa direzione, i segnavia successivi risultino in generale più visibili e che, comunque, l'itinerario sia più, diciamo così, gradevole.

E' vero che non si tratta di panorami indimenticabili però ci si trova, comunque, in piena campagna poco sopra i palazzoni della Val Bisagno e non è poi così male.

Quanto alla segnaletica spero che qualcuno del Cai ci legga e vada a segnalare i bivi ingannevoli.

Ciao

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terralba ha scritto:
Ciao Maury, ho fatto questo giro seguendo fedelmente le indicazioni di Giorgio e, quindi, rispetto a te l'ho compiuto nell'altro senso, per cui al primo bivio sono andato a destra (già allora mancava il segnavia in quel punto). Ho l'impressione che, seguendo questa direzione, i segnavia successivi risultino in generale più visibili e che, comunque, l'itinerario sia più, diciamo così, gradevole.

Era appunto il senso che avrei voluto fare io ma non sapendo con precisione dove avrei dovuto svoltare e , non vedendo segnavia biancorossi nell'immediata destra ,mentre ne ho scorto uno subito sulla sinistra, ho svoltato a sinistra ,sperando poi di incontrare la palina col bivio...cosa invece non successa in quanto il bivio era quello...pazienza....mi sono rassegnato a farlo all'inverso...
terralba ha scritto:
E' vero che non si tratta di panorami indimenticabili però ci si trova, comunque, in piena campagna poco sopra i palazzoni della Val Bisagno e non è poi così male.

No no ,per carità ,non mi aspettavo molto di più....io sono di Marassi ,quindi dominare la Val Bisagno e' sempre un piacere , ma lo scrivevo prima e' colpa mia che ho eseguito questo percorso nel periodo sbagliato col meteo sbagliato...In una fresca giornata autunnale o invernale ,possibilmente tersa , o ad inizio primavera con le fioriture rigogliose ,il giudizio sul percorso sarebbe stato diverso...poi sai ,già ero di cattivo umore per gli affari miei, in più la mancanza di indicazioni ad inizio percorso mi ha un pò irritato ,se ci unisci il fatto che come un pirla ho lasciato la relazione a casa ,morale della favola ad un certo punto ho pensato di ritornarmene indietro :risata: poi sono rinsavito :strizzaOcchio::
terralba ha scritto:
Quanto alla segnaletica spero che qualcuno del Cai ci legga e vada a segnalare i bivi ingannevoli.

Ecco speriamolo va'..... :strizzaOcchio::
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Località: Genova / Imperia
Sabato 12 gennaio mi ritaglio una mattinata libera e provo questo interessante anellino quasi a KM zero ... : Thumbup : , ma pure a gradi zero , visto che questa è la temperatura alle 8,30 a San Gottardo ... :angry1: Per evitare il gelo ritardo la partenza di un quarto d'ora , rintanandomi in un bar , e poi inizio il mio giro in senso orario .
Imbocco Via Fossato Cicala ( ma si può salire anche dalla Chiesa ) e svolto subito a destra sulla ripida scalinata di Salita della Liggia . In breve sono sull' Acquedotto Storico , che attraverso innestandomi sulla mulattiera di fronte . Seguendo i segnavia biancorossi , lascio subito il tracciato imboccando una scaletta in pietra a sinistra , che si inerpica ripida tra i cespugli e conduce in pochi minuti sul crinale , raggiungendo la cima del Monte Croce di Pinasco .

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Da lì , ormai al sole : Thumbup : , si continua sulla dorsale , tra la macchia mediterranea , con un sentiero impossibile da sbagliare . La mia destinazione è il Forte Diamante , proprio davanti a me .

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Salendo seguendo le tacche un po' sbiadite , spunta a sinistra il Forte Puin

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e poi si interseca per un tratto di crinale il tracciato del gasdotto .

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Arrivo ad incontrare la sterrata che dal Righi porta a Trensasco , la attraverso e continuo dritto seguendo le frecce biancorosse . Poco dopo sono al Passo Gandino ed anche qui lo attraverso proseguendo dritto sul crinale . Giungo così ad una malconcia neviera

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e continuo nel boschetto arrivando quasi sotto la sella del Diamante .

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Non mi rimane che salire sino al forte , tagliando i numerosi tornanti .

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La giornata è bella e calda , adesso : Thumbup : . Il forte è sempre più malconcio :evil1: , con un sacco di transenne che dovrebbero impedire l'accesso ai curiosi ma che in sostanza servono a poco . Anzi , l'ingresso principale non è nemmeno chiuso e si potrebbe entrare all'interno ... :pensoso: I panorami dalla cima sono notevoli , anche se verso sud est il sole impedisce foto decenti .

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Come da itinerario , scendo verso Trensasco

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raggiungendo la Baita del Diamante , e poi da Via dell'Acquedotto , seguendo sempre i segnavia biancorossi , risalgo il crinale sino all' anonimo Monte Bastia .

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Da qui la dorsale scende verso San Gottardo , ed è parecchio frequentata dai ciclisti che si lanciano in picchiata ... Attento a non farmi centrare #-o , ogni tanto lancio un' occhiata a i bei panorami circostanti ,

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raggiungo l'anonimo Monte Trensasco

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e lungo il bel sentiero di crinale

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arrivo sull' ambita vetta del Monte Pinasco , dove sosto in ardimentoso atteggiamento di conquista ! :risata:

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Intersecando un paio di piste per MTB , la discesa continua verso la Val Bisagno

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sino ad incrociare l' Acquedotto Storico . Lo seguo a destra per 2 o 300 metri

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sino a raggiungere un sentiero che scende a sinistra e si innesta nella Crosa dei Morchi , dove , all'altezza delle prime case , trovo un bel lavatoio antico , con tanto di pesci rossi ... :feliceModerato:

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Da lì si arriva rapidamente nel centro di San Gottardo , a pochi metri dalla chiesa , e si chiude così l' anello : Ok : .
Gitarella piacevole , se fatta in giornate come questa , tiepide e senza vento . Dovrebbero essere quasi 10 km per 750 metri di dislivello complessivo . Diciamo che tre o quattro ore possono essere anche sufficienti , a seconda del passo e delle soste , ma con calma è meglio ...
:smt006

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Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato.I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura,che si rivela solo a chi lo cerca.[Charlie Chaplin]


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locontim ha scritto:
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Niente di eccezionale , ma nelle giornate giuste ne vale la pena ... : Thumbup :
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