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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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 Oggetto del messaggio: Spiaggioni tra Lerici e Punta Bianca
MessaggioInviato: gio mar 09, 2017 10:03 
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Domenica 26 febbraio 2017: Zanego (220) – Zezziggiola (0) – Cala Marola (0) – Montemarcello (260) – Monte Murlo (345) – Zanego (220).

Partecipanti: Piera, Stefs, Gianni e Soundofsilence.

Lunghezza: 12 Km. Circa.

Dislivello: 700 m. circa.

Difficoltà: EE la discesa agli scogli bianchi sul sentiero per Cala Marola, su sentiero stretto, a salti, ed esposto nella parte finale sugli scogli, EE anche la scogliera verso Cala Marola, anche se più semplice (in realtà non abbiamo avuto tempo di andarci, ma ho visto chiaramente il sentiero e non mi pare ci siano grandi difficoltà). Tutto il resto E, tranne la discesa a Cala Zezziggiola, che merita un discorso a parte; ll sentiero, fino a quota 50 circa, è ripido e non chiarissimo, ma non presenta particolari difficoltà, se non quella di seguire il percorso corretto, giunti però alla frana il discorso cambia parecchio: uno spit in loco consente di fare sicura con una corda (ce ne vogliono una cinquantina di metri) per scendere la frana, ma, nonostante questo, la discesa resta assai difficile e pericolosa, tanto da consigliare l’uso di casco, discensore e\o cordini per eseguire nodi autobloccanti sulla corda, nonché di scendere uno per volta, aspettando in luogo sicuro e riparato il proprio turno. Noi nell’occasione avevamo solo la corda e non è stata semplice né la discesa, né la risalita, forse con cordini e\o discensore la cosa sarebbe risultata più semplice, ma, in ogni caso non mi sento di dare una valutazione inferiore al PD, magari non appropriata, perché scendere una frana non è propriamente alpinismo, ma credo comunque possa dare l’idea della difficoltà e pericolosità della cosa.

Percorso in macchina: da Genova fino all’uscita di Sarzana in autostrada (possibile in alternativa uscire a Spezia e seguire le indicazioni per Lerici, ma costa leggermente di più l’autostrada, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, ed è più lungo), quindi attraversiamo subito il fiume Magra e prendiamo a sinistra giungendo a Romito Magra. A Romito Magra prendiamo sulla destra la SP331 per Lerici e in località Guercio imbocchiamo a sinistra la SP28 che seguiamo oltrepassando prima la località La Serra e quindi giungiamo in località Zanego, passiamo i cartelli indicanti l’inizio del territorio comunale di Ameglia, e, 100 metri dopo, superiamo un primo tornante, quindi, dopo 1,1 Km, giungiamo a un secondo tornante sulla destra e, subito dopo (250 metri circa), al tornante successivo, parcheggiamo in uno slargo all’interno dello stesso.

Percorso a a piedi: dal parcheggio proseguiamo sull’asfalto verso est per una sessantina di metri e prendiamo quindi il sentiero segnato sulla destra in discesa alla sinistra di un recinto. Dopo poco più di 100 metri una grossa N rossa su un masso indica l’inizio del sentiero per la Zezziggiola, che imbocchiamo quindi sulla destra, individuandolo con qualche difficoltà. Si scende quindi facendo attenzione ai rari ometti e ai segni di vernice di vari colori, non comunque sempre facilmente individuabili. A quota 80 circa il sentiero raggiunge una zona meno ripida, dove occorre fare attenzione per individuarne la prosecuzione: in questo punto in effetti il sentiero piega decisamente a destra (ovest) e prosegue traversando fino a raggiungere una grande frana a quota 50 circa. Qui troviamo uno spit a cui assicurare una corda di almeno 50 metri che ci permette di raggiungere, non senza difficoltà l’arenile. Giunti alla spiaggia possiamo esplorarla verso ovest, visitando un arco naturale e la successiva grotta. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla N Rossa e imbocchiamo il sentiero segnato verso destra. Dopo poco più di un Km. incrociamo il sentiero in discesa da Montemarcello per Punta Corvo e proseguiamo invece dritti verso Punta Bianca. Altri 700 metri circa di sentiero e lasciamo quindi a sinistra una nuova deviazione per Montemarcello, proseguendo invece sempre verso Punta Bianca; passato il predetto bivio il sentiero inizia a perdere quota, più ripidamente dopo un breve risalita, per giungere quindi intorno a quota 60 al bivio per Cala Marola. Imbocchiamo quindi a sinistra tale bivio, che, dopo 50 metri circa, si biforca: a sinistra scende ripidamente verso le rocce bianche che danno il nome alla vicina Punta Bianca, mentre a destra traversa in piano dirigendosi verso Cala Marola. Merita indubbiamente fare entrambe le deviazioni, noi nell’occasione, avendo perso molto tempo per la Zezziggiola, ci siamo limitati a scendere alle scogliere bianche e a fare poi una breve puntata al panoramico scoglio nero (breve deviazione a sinistra prima di imboccare la scogliera che porta in circa 200 metri a Cala Marola.), per tornare quindi indietro al sentiero segnato. Riprendiamo quindi il sentiero per Punta Bianca trovando subito un bivio a destra, che dobbiamo ignorare (sentiero chiuso e non praticabile) e, quindi, giungere, dopo 300 metri circa, al bivio per Punta Bianca sulla destra. Nell’occasione ignoriamo il bivio (descritto in un’altra escursione), per proseguire verso Bocca di Magra. Dopo 250 metri dal bivio giungiamo sull’asfalto e percorriamo la strada per circa 600 metri, per prendere poi a sinistra il sentiro in salita verso Montemarcello. Giunti al paese lo attraversiamo giungendo poi ad incrociare l’asfalto di via Cristoforo Colombo che imbocchiamo verso destra percorrendola per circa 230 metri, dove troviamo un bivio a destra in discesa (segnato in biancorosso per il Monte Murlo), che imbocchiamo. Il sentiero scende qualche decina di metri e quindi riincrocia l’asfalto, che imbocchiamo verso destra, per riprendere quindi subito il sentiero per il Monte Murlo sulla sinistra. Dopo 500 metri incrociamo un sentiero, ma noi continuiamo invece dritti per l’ormai vicino Monte Murlo. Dopo neanche 150 metri in effetti incrociamo un nuovo sentiero che imbocchiamo verso destra, giungendo in pochi metri sulla poco appariscente e piatta sommità del monte, visitata la quale invertiamo marcia e seguiamo in discesa il sentiero per Zanego poco prima incrociato. In breve, ignorando un bivio a sinistra, e quindi uno a destra, giungiamo nuovamente all’asfalto, che imbocchiamo brevemente verso destra per imboccare un sentiero che, in 30 metri, ci porta ad incrociarne un altro; imbocchiamo il nuovo sentiero verso sinistra (volendo possiamo proseguire dritti per pochi metri per visitare un bel prato panoramico sulle isole) e in poco più di 200 metri giungiamo per l’ennesima volta sull’asfalto, che seguiamo verso destra, giungendo in 180 metri circa al parcheggio.

Conclusioni: splendido giro che porta a visitare alcune tra le più belle spiagge\scogliere della liguria, la stupenda Zezziggiola e le suggestive e quasi irreali scogliere bianche di Punta Bianca, nonché la bella Cala Marola, oltre a questo poi bei panorami nella zona di Bocca di Magra e sulle isole di Portovenere lungo tutto il percorso; infine il caratteristico borgo di Montemarcello e la possibilità di ampliare il giro con le discese a Punta Bianca e Punta Corvo, da non perdere, ma neanche da sottovalutare, la discesa a Cala Zezziggiola può essere in effetti affrontata, nelle condizioni attuali, solo da escursioni veramente esperti ed attrezzati.

Link a tutte le foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/PortovenereLericiBoccaMagra/Zezziggiola.htm

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Isole Portovenere e torrione Zezziggiola
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Scogli Zezziggiola e torrione da ovest
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Torrione Zezziggiola da ovest
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Zezziggiola da grotta più da lontano
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Scogli Isole Portovenere Torrione e arco Zezziggiola
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Scogliere bianche verso est

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Scogliera bianca con Isole Portovenere sullo sfondo
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Scogliere bianche da scoglio nero
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Cala Marola andandovi più da vicino

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MessaggioInviato: gio mar 09, 2017 12:00 
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=D> =D> Belin , Davide , complimenti per il giro . : Thumbup :
Ma esiste ancora qualche centimetro di costa levantina che tu non abbia ( ri )esplorato ??
:smt006

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daniele64 ha scritto:
=D> =D> Belin , Davide , complimenti per il giro . : Thumbup :
Ma esiste ancora qualche centimetro di costa levantina che tu non abbia ( ri )esplorato ??
:smt006

Tra le cose che ritengo raggiungibili e che conosco mi mancano ancora:
La spiaggia dei Nacchè
La Cala centrala di Cala Maramozza
Cala Marola, non fatta per pochi metri proprio in questa gita
Alcune discese a mare tra Bocca di Magra e Punta Bianca
Punta Gatta
Le spiagge tra nervi e Recco, qualcuno l'ho già fatta, ma c'è ancora da fare sicuramente.

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soundofsilence ha scritto:
daniele64 ha scritto:
=D> =D> Belin , Davide , complimenti per il giro . : Thumbup :
Ma esiste ancora qualche centimetro di costa levantina che tu non abbia ( ri )esplorato ??
:smt006

Tra le cose che ritengo raggiungibili e che conosco mi mancano ancora:
La spiaggia dei Nacchè
La Cala centrala di Cala Maramozza
Cala Marola, non fatta per pochi metri proprio in questa gita
Alcune discese a mare tra Bocca di Magra e Punta Bianca
Punta Gatta
Le spiagge tra nervi e Recco, qualcuno l'ho già fatta, ma c'è ancora da fare sicuramente.


Non ti manca mica tanto ... :roll:
Poi ti dovrai dedicare all'a (ri)esplorazione dei fondali marini ... :risataGrassa:
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MessaggioInviato: gio mar 09, 2017 16:27 
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daniele64 ha scritto:
soundofsilence ha scritto:
daniele64 ha scritto:
=D> =D> Belin , Davide , complimenti per il giro . : Thumbup :
Ma esiste ancora qualche centimetro di costa levantina che tu non abbia ( ri )esplorato ??
:smt006

Tra le cose che ritengo raggiungibili e che conosco mi mancano ancora:
La spiaggia dei Nacchè
La Cala centrala di Cala Maramozza
Cala Marola, non fatta per pochi metri proprio in questa gita
Alcune discese a mare tra Bocca di Magra e Punta Bianca
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Le spiagge tra nervi e Recco, qualcuno l'ho già fatta, ma c'è ancora da fare sicuramente.


Non ti manca mica tanto ... :roll:
Poi ti dovrai dedicare all'a (ri)esplorazione dei fondali marini ... :risataGrassa:
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Ho da esplorare ancora un bel pò anche in montagna comunque....

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Accidenti me lo ero perso... complimenti Davide : Thumbup : =D> =D> La discesa alla Zezziggiola quindi è proprio al limite direi anche dell'alpinismo, c'è rischio di qualche crollo importante oppure è uno sfaldarsi continuo :pensoso: ?? Certo anche l'aspetto del torrione non sembra molto stabile... ma lo spiaggione è diviso in due parti o sbaglio?

Comunque splendido tutto il giro, bravi : Thumbup :

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MessaggioInviato: dom mar 12, 2017 7:35 
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teo-85 ha scritto:
Accidenti me lo ero perso... complimenti Davide : Thumbup : =D> =D> La discesa alla Zezziggiola quindi è proprio al limite direi anche dell'alpinismo, c'è rischio di qualche crollo importante oppure è uno sfaldarsi continuo :pensoso: ?? Certo anche l'aspetto del torrione non sembra molto stabile... ma lo spiaggione è diviso in due parti o sbaglio?
No lo spiaggione non e diviso in due parti. Il torrione l'anno scorso non c'era, a volte le frane fanno anche qualcosa di positivo..... frane importanti scendendo non credo, ma pietre abbastanza grosse da rischiare parecchio sicuramente. Occorre rigorosamente andare uno per volta.
Comunque splendido tutto il giro, bravi : Thumbup :

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MessaggioInviato: lun mar 20, 2017 15:10 
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Domenica 12 Marzo 2017: Bocca di Magra (5) – Cala Marola (0) – Punta Bianca (0) – Bocca di Magra (5).

Partecipanti: Piera e soundofsilence.

Lunghezza: 10 Km. Circa.

Dislivello: 300 m. circa.

Difficoltà: EE la scogliera di Cala Marola, che presenta alcuni punti dove saper scegliere il percorso e alcuni passaggi un poco scomodi. EE la scogliera ad ovest della spiaggia di Bocca di Magra e con un passaggio roccioso per evitare il comunque difficile guado, che valuterei PD, su una paretina strapiombante di 2 metri, indubbiamente ben appigliata, ma comunque abbastanza esposta e repulsiva. Tutto il resto E, se non T.

Percorso in macchina: da Genova sull’autostrada A12 fino all’uscita di Sarzana, quindi prendiamo a destra seguendo le indicazioni per Bocca di Magra. Attraversiamo quindi su un ponte il fiume magra e prendiamo a sinistra, giungendo prima a Romito Magra, poi ad Ameglia che attraversiamo, e, quindi, poco dopo, ad un campo di Calcio, presso il quale parcheggiamo.

Percorso a a piedi: dal parcheggio continuiamo sull’asfalto verso Bocca di Magra e, dopo 80 metri circa, prendiamo a sinistra un sentierino che dopo poco sbocca in via dell’Angelo che imbocchiamo verso sinistra, giungendo in breve sulle banchine del Fiume Magra, che costeggiamo dirigendoci verso la foce. Raggiungiamo quindi il Porto di Bocca di Magra, e, continuando a costeggiare, arriviamo alle spiagge di Bocca di Magra. Superata la seconda spiaggia inizia una breve passeggiata a picco sulla scogliera che termina con un salto di oltre due metri. Qui, tornando brevemente indietro, possiamo scendere più facilmente alla scogliera e, dopo pochi metri, ci troviamo ad affrontare un difficile guado da superare prima in precario equilibrio e, poi, con un salto. Possiamo quindi continuare sulla scogliera per quasi 50 metri, poi proseguire diventa assai difficile senza passare in acqua. Torniamo quindi sui nostri passi e, invece di affrontare il guado, più difficile al ritorno perché il salto richiede di atterrare in uno spazio molto piccolo, scaliamo la paretina che ci riporta alla passeggiata che ripercorriamo a ritroso fino alla spiaggia. Dalla spiaggia prendiamo la scalinata sulla sinistra, che seguiamo fino alla strada asfaltata, che imbocchiamo verso sinistra, seguendo altresì i segnavia per Punta Bianca. Dopo circa 600 metri di asfalto il percorso diventa sterrato e dopo poche centinaia di metri incontriamo il bivio per Punta Bianca. Scendiamo quindi alla Punta e, pochi metri prima di arrivarvi, possiamo imboccare uno stretto sentierino sulla destra, che corre parallelo sopra alla scogliera. Tramite il sentierino e poi per scogliera possiamo giungere agli stupendi marmi bianchi che danno il nome alla Punta. Visitati i marmi di Punta Bianca ritorniamo alla Punta e, volendo, possiamo proseguire anche brevemente sulla scogliera verso est, ma, dopo molto poco, incontriamo un guado non percorribile senza bagnarsi.
Risaliamo quindi da Punta Bianca fino al sentiero da cui siamo venuti e lo imbocchiamo verso sinistra. Dopo circa 350 metri, subito dopo un bivio a sinistra (che porta ad un bunker e finisce in una frana), ne troviamo un altro che permette di scendere a Cala Marola. Imbocchiamo quindi a sinistra e dopo circa 35 metri ci troviamo ad un bivio, sulla sinistra il sentiero scende ripidamente a salti fino ad una stupenda punta di marmo bianco, mentre continuando dritti, più o meno in piano, ci dirigiamo verso Cala Marola. Andiamo quindi verso Cala Marola e, dopo 135 metri dal predetto bivio, possiamo fare una breve deviazione a sinistra per raggiungere la sommità di uno scoglio nero, con magnifico panorama sui bianchi marmi di Punta Bianca. Riprendiamo quindi il sentiero per Cala Marola e dopo pochi metri ci troviamo affacciati sulla scogliera. Subito una corda aiuta a scendere gli ultimi metri di una frana che ci separano dalla scogliera. Giunti sulla scogliera la percorriamo quindi verso ovest scegliendo i passaggi più opportuni, fino a raggiungere la magnifica spiaggia di Cala Marola. Da Cala Marola poi torniamo sui nostri passi fino al bivio per scendere alle spiagge di Bocca di Magra, qui, invece di scendervi sulla destra, continuiamo dritti su asfalto e in circa 1,5 Km. Ritorniamo al Campo di Calcio dove abbiamo parcheggiato.

Conclusioni: breve giretto di mezza giornata che permette di unire la bella vista sulle Apuane dalla foce del Magra, a quella stupenda dei bianchi marmi di Punta Bianca, nonché raggiungere la solitaria e selvaggia Cala Marola, da non perdere.

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Banchina Fiume Magra e Alpi Apuane da Bocca di Magra

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Fiume Magra e Alpi Appuane da Bocca di Magra

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Fiume Magra e Alpi Appuane da Bocca di Magra

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Barche Foce del Magra e Alpi Apuane

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Prato alberato e Foce Magra

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Villa Romana a Bocca di Magra più da lontano

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Spiaggia e Alpi Apuane a Bocca di Magra

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Scogliera e Alpi Apuane a Bocca di Magra

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Passeggiata a mare a Bocca di Magra

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Scogliera verso ovest a Bocca di Magra

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Punta in scogliera a ovest Bocca di Magra

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Caletta in scogliera a ovest Bocca di Magra

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Caletta in scogliera a ovest Bocca di Magra più da vicino

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Scogliera e Alpi Apuane a Bocca di Magra

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Scogliera e Alpi Apuane a Bocca di Magra più da vicino

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Bocca di Magra e Alpi Apuane

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Area relax sopra Punta Bianca

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Punta Bianca dall'alto

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Staccionata sbarra deviazione panoramica su Punta Bianca

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Isole Portovenere andando verso Cala Marola

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Scogliera bianca da sopra più da vicino

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Cala Marola da scoglio nero

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Cala Marola e Isole Portovenere da scoglio nero

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Scogliere Bianche da Scoglio Nero

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Scogliere Bianche da Scoglio Nero

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Cala Marola da Scoglio Nero più da vicino

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Isole Portovenere da Scoglio Nero

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Scogliere Bianche da Scoglio Nero più da vicino

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Tino e Tinetto andando a Cala Marola

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Punta rocciosa a est di Cala Marola

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Punta rocciosa a est di Cala Marola più da lontano

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Scogliera Cala Marola andandovi

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Spiaggetta a est Cala Marola

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Cala Marola arrivandovi

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Cala Marola arrivandovi primo piano

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Cala Marola arrivandovi più da vicino

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Spiaggia Cala Marola e punta a ovest

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Spiaggia Cala Marola e mare

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Spiaggia Cala Marola e grotta

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Grotta a Cala Marola

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Primo piano Grotta a Cala Marola col flash

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Spiaggia Cala Marola e punta a ovest

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Masso appoggiato in scogliera Cala Marola

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Frana Cala Marola attrezzata con corda

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Scogli a ovest Cala Marola e Tino

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Scogli a ovest Cala Marola e Tino più da vicino

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Punta Bianca da punto panoramico

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Punta a est Punta Bianca e Alpi Apuane

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Punta Bianca

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Punta a est Punta Bianca primo piano

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Circolo di scogli e Isole Portovenere tornando da Punta Bianca

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MessaggioInviato: mer mag 23, 2018 11:25 
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Qui la traccia GPS: http://luoghidasogno.altervista.org/Mare/Liguria/RivieraLevante/PortovenereLericiBoccaMagra/Grottemarine.htm

Domenica 21 Aprile 2018: Fiascherino (40) – Tellaro (35) – Seno Gropino (0) – Seno Groppolo (0) – Tellaro (35) – Fiascherino (40) – Cala Maramozza (0) – Fiascherino (40).

Partecipanti: Stefs and soundsilence.

Lunghezza: 12 Km. Circa.

Dislivello: 400 m. circa

Difficoltà: EE la discesa al Seno di Gropino, specie nell’ultimo tratto dove ci sia aiuta con delle corde fisse, EE la scogliera del Gropino e la visita alla Grotta, in particolare quest’ultima necessita, nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata (mare calmo, ma alta marea), di immergersi fin sopra alle ginocchia e alcuni passi di arrampicata per evitare di immergersi di più, per cui classificherei l’impegno richiesto paragonabile ad un F e consigliabile quindi solo con mare calmo e a partire dalla primavera avanzata. EE la discesa al Seno di Groppolo per un tratto ripido e instabile. F+ il superamento della barra rocciosa che dà accesso alla Grotta e all’arco del Groppolo per un singolo passaggio di III grado non esposto. EE la discesa a Cala Maramozza Est, su sentiero stretto e a tratti ripido, EE la risalita dal cancello sulla Cala fino alla Villa, infrascato e assai ripido. F la discesa lungo il sentiero attrezzato del Piastrone, più simile ad una ferrata molto ripida, ma assai ben attrezzata, che ad un sentiero (volendo si può utilizzare set e imbrago da ferrata, con l’avvertenza che non tutti i pioli piantati nel terreno terroso sono saldissimi, meglio, nel caso, assicurarsi ai gradini metallici). EE poi la scogliera imboccata da Via Lawrence e F il successivo guado, che richiede saltino e breve arrampicata di I/II grado. Tutto il resto E.
Percorso in macchina: da Genova fino all’uscita di Sarzana in autostrada (possibile in alternativa uscire a Spezia e seguire le indicazioni per Lerici, ma costa leggermente di più l’autostrada, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, ed è più lungo), quindi attraversiamo subito il fiume Magra e prendiamo a sinistra giungendo a Romito Magra. A Romito Magra prendiamo sulla destra la SP331 per Lerici e in località Guercio imbocchiamo a sinistra la SP28 che seguiamo per poco meno di 400, fino ad un bivio, dove prendiamo a destra la SP26. Giungiamo quindi sopra l’abitato di Lerici e continuiamo sulla SP26 per Fiascherino, passiamo l’Hotel Eco del Mare e, subito dopo, parcheggiamo nell’ampio parcheggio, l’unico gratis in zona anche dopo il 15 aprile.

Percorso a piedi: dal parcheggio si continua lungo la strada asfaltata per oltre 800 metri e, quindi, si prende a destra via Shelley giungendo su una spiaggia. Percorriamo quindi la spiaggia verso destra e quindi la successiva scogliera, fino ad un buco nel muro che dà accesso ad un grotta marina apparentemente abbastanza concrezionata (per vedere nell’interno occorre sdraiarsi su una stretta sporgenza del muro, non è detto sia consigliabile per il rischio di cadere in mare; per visitare invece la grotta bisogna immergersi presumibilmente fino alla vita, può valerne la pena indubbiamente. Torniamo quindi sull’asfalto e continuiamo in direzione Tellaro. Giunti al paese nell’occasione non siamo scesi a visitare il lungomare anche perché il campanile di San Giorgio risultava coperto da impalcature, abbiamo quindi continuato attraversando direttamente il paese. Subito dopo il paese notiamo un bivio sulla sinistra (o forse non lo notiamo che non è evidentissimo) che porta al cimitero, mentre noi proseguiamo dritti sul sentiero segnato, giungendo quindi ad un successivo bivio, dove prendiamo il sentiero basso sulla destra (cartelli avvisano di fare attenzione ad una certa qual esposizione in alcuni punti). Centoottanta metri dopo tale bivio, lasciamo a sinistra il sentiero segnato, per prendere a destra un evidente sentiero in discesa. Dopo 50 metri il sentiero si biforca e noi prendiamo a destra, scendendo fino al mare, con l’ausilio, nell’ultima parte, di un paio di corde fisse. Giunti al mare percorriamo la scogliera verso destra fino a giungere alla Grotta del Gropino, che, in giornate di mare calmo (e caldo) è possibile visitare bagnandosi poco sopra le ginocchia e con alcuni passi di arrampicata tra il I e il II grado, per tenersi, dove possibile, sopra l’acqua, ne vale la pena!
Visitata la grotta torniamo su al sentiero principale, che riprendiamo a seguire verso destra e, proseguendo, incontriamo un paio di deviazione a sinistra, che ignoriamo, proseguendo sul sentiero principale, finche non giungiamo in vista di un rudere, qualche decina di metri prima del quale, segni su una roccia ci indicano la deviazione a destra per il Groppolo; imbocchiamo quindi tale deviazione seguendo i segni blu sulle rocce, che ci guidano prima attraverso un boschetto e quindi in discesa ripida lungo una scarpata franosa (una corda in loco, ma non è strettamente necessaria). Giunti alla scogliera ci dirigiamo alla spiaggia sulla destra e la traversiamo tutta. Finita la spiaggia continuiamo su scogliera e, se siamo fortunati e troviamo bassa marea, possiamo superare il successivo sbarramento roccioso senza bagnarci i piedi, altrimenti, ci toccherà di nuovo bagnarci un poco. Superato il primo sbarramento roccioso, vi è il secondo, più ostico, perché va superato arrampicando non facilmente, o meglio issandosi su a forza poggiando le mani sul soprastante ripiano roccioso. Superato anche questo ostacolo si arriva facilmente alla Grotta e all’arco del Groppolo, nel quale ci si può infilare sempre bagnandosi un po’, perlomeno nelle condizioni di marea che abbiamo trovato. Torniamo quindi sui nostri passi risalendo prima al sentiero principale e poi fino al bivio per il Gropino prima e a quello tra il sentiero alto e quello basso poi. Da quest’ultimo bivio da quest’ultimo bivio ripercorriamo ancora i passi dell’andata per 120 metri circa, per notare a sinistra un punto panoramico chiuso da una balaustra, che, superata, permette una vista a strapiombo, dall’alto del Piastrone, sulla scogliera del Gropino prima visitata. Pochi metri dopo questo punto panoramico, notiamo ancora un cancello sulla sinistra e, a fianco, un’apertura nella recinzione. Entrando nella recinzione giungiamo ad una piscina vuota, da cui notiamo sottostanti corde e pioli che attrezzano il ripido sentiero sottostante. Raggiungiamo quindi tale sentiero e lo scendiamo con prudenza, data l’estrema ripidità dello stesso, sfruttando le corde e i gradini metallici, fino ad arrivare ad uno scoglio un paio di metri sopra il mare, dove il sentiero termina, con bella vista sull’antistante Grotta del Gropino. Risaliamo quindi sui nostri passi e riprendiamo a scendere verso Tellaro. Attraversata Tellaro notiamo a sinistra via Lawrence, che imbocchiamo, scendendo nuovamente al mare e dirigendoci sulla scogliera a sinistra. Attraversiamo quindi la scogliera, quindi passiamo sulla destra di una spiaggia e ci troviamo di fronte ad un piccolo fiordo, che guadiamo alla sua estremità verso il mare. Continuiamo poi sul sentierino che costeggia il fiordo, fino alla rotonda piscina naturale che lo chiude a monte. Torniamo quindi sui nostri passi alla strada asfaltata e, quindi, fino al parcheggio, dal quale però proseguiamo ancora sulla strada asfaltata per oltre 600 metri. Passiamo quindi prima accanto all’Hotel Eco del Mare, poi percorriamo una curva a destra e, subito dopo la successiva a sinistra, notiamo uno slargo a sinistra, attualmente adibito a parcheggio privato (scritte P.P. in giallo), subito dopo il quale e ptima di un recinto, un sentierino quasi invisibile scende tra i rovi. Imbocchiamo quindi il ripido sentierino, che, dopo un tratto franoso trai rovi, fiancheggia una recinzione e quindi devia, nuovamente ripidamente, a sinistra per scendere fino al torrente. Si passa quindi un tratto stretto a fianco del rio con l’ausilio di corde fisse e, quindi, si giunge a un largo spiazzo che si attraversa per continuare nel letto, ora cementato del torrente, che seguiamo fino ai gradini che ci portano in spiaggia. Sulla spiaggia notiamo a destra un cancelletto arrugginito, entriamo quindi dal cancelletto, che attualmente è aperto e semi-divelto, e risaliamo una ripida rampa erbosa, giungendo quindi ad un sentierino che seguiamo verso sinistra. Ci troviamo quindi sotto una rampa erbosa ancora più ripida, che risaliamo alla meglio, giungendo così alla recinzione di una villa. La villa si trova sul ciglio della scogliera e non vi è possibilità di passaggio se non entrando nella villa, cosa non difficile, data la recinzione costituita da un pezzo di ferro alto non più di 20 cm. Pochi passi nella villa fino ad una terrazza panoramica ci consentono una magnifica vista sulla parte centrale di Cala Maramozza. Purtroppo di qui non si può scendere al mare, lo scalo è più avanti e bisognerebbe attraversare non solo questa villa, ma anche le successive, quindi, per il momento, rinunciamo a proseguire, meditando però di trovare un altro modo di accesso. Torniamo quindi sui nostri passi alla spiaggia e quindi al parcheggio.

Conclusioni: Gita che porta a vedere posti magnifici e anche assai insoliti per un escursionista, come, per esempio, la Grotta Marina del Gropino, così bella però che vale bene il sacrificio di bagnarsi un po’. Per chi non si senta di visitare la grotta, il Groppolo e il Gropino sono comunque tra le più belle spiagge della Liguria e meritano sicuramente una visita, come anche lo strano fiordo scavato tra le rocce vulcaniche poco prima di Tellaro.
Resta poi un discorso a parte quello della stupenda Cala Maramozza e della necessità di entrare in proprietà privata anche per solo vederla. A parer mio nessuno dovrebbe avere il permesso di costruire in tali zone, tra le più belle della Liguria, ma ancor meno di impedire a tutti di godere di tali bellezze naturali. Come stabilisce anche la legge la costa è di tutti e questo diritto dovrebbe essere reso effettivo perlomeno con una servitù di passaggio attraverso le ville che consenta di accedervi. Tornando comunque alla gita vi è da aggiungere che non ho descritto tutte le deviazioni possibili sul percorso perché nell’occasione non le ho effettuate (le trovate comunque descritte in altre gite in questo sito), ma direi che sono comunque le più belle e che rendono questo giro assolutamente imperdibile, seppur con i problemi sopra descritti.

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Tronco di pino davanti a isolotto Punta delle Stelle con Tino e Palmaria sullo sfondo

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Isolotto Punta delle Stelle con Tino e Palmaria sullo sfondo

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Punta Treggiano e isolotto da spiaggia

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Grotta Marina murata a fianco spiaggia Treggiano

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Concrezioni presso Grotta Marina murata

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Grotta Marina murata a fianco spiaggia Treggiano più da vicino

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Tino e Palmaria da Grotta marina murata

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Interno Grotta marina murata

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Tino e Palmaria da Grotta marina murata

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Spiaggia Treggiano

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Palmaria e Punta delle Stelle da Spiaggia Treggiano

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Molo presso Spiaggia Treggiano con Tino e Palmaria sullo sfondo

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Spiaggia Treggiano più da lontano

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Gropino dalla sommità del Piastrone

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Grotta e scogliera Gropino

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Scogliera Gropino

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Grotta Gropino più da vicino

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Grotta Gropino dall'ingresso

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Grotta Gropino dall'ingresso

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Uscita Grotta Gropino

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Uscita Grotta Gropino

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Primo piano uscita Grotta Gropino

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Entrata Grotta Gropino dall'interno

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Uscita Grotta Gropino più da vicino

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Entrata Grotta Gropino dall'interno

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Uscita Grotta Gropino più da vicino

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Vista parziale entrata e uscita Grotta Gropino

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Entrata Grotta Gropino dall'interno

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Entrata Grotta Gropino dall'interno

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Uscita Grotta Gropino più da vicino

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Doppia uscita Grotta Gropino

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Doppia uscita Grotta Gropino più da lontano

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Doppia uscita Grotta Gropino più da lontano

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Doppia uscita Grotta Gropino più da lontano

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Doppia uscita Grotta Gropino più da lontano

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Entrata Grotta Gropino dall'interno più da lontano

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Primo piano uscita Grotta Gropino

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Uscita Grotta Gropino più da vicino

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Uscita Grotta Gropino dall'entrata

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Tornando dalla Grotta del Gropino

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Scogli in mare dal Gropino

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Primo piano Grotta Gropino

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Primo piano Grotta Gropino e Tino sullo sfondo

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Scogliera e Grotta Gropino

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Isole Portovenere tornando dal Gropino

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Spiaggia del Groppolo da sopra

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Spiaggia del Groppolo e Isole Portovenere

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Spiaggia del Groppolo da sopra più da vicino

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Spiaggia del Groppolo da sopra più da vicino

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Andando verso Grotta del Groppolo

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Punta e Arco del Groppolo

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Tino attraverso Arco Groppolo

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Tino attraverso Arco Groppolo

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Tino attraverso Arco Groppolo

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Vista est da Arco Groppolo più da lontano

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Arco Groppolo vista parziale due uscite

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Tino attraverso Arco Groppolo

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Tino attraverso Arco Groppolo

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Vista est da Arco Groppolo primo piano

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Tino attraverso Arco Groppolo

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Tino attraverso Arco Groppolo

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Mare da grotta Groppolo

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Mare da grotta Groppolo col flash

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Mare da grotta Groppolo più da vicino

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Mare da grotta Groppolo più da vicino

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Palmaria attraverso arco Groppolo

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Palmaria attraverso arco Groppolo

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Grotta Gropino scendendo dal Piastrone

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Stefs in discesa attrezzata del Piastrone

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Grotta e spiaggia Gropino da scalo Piastrone

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Termine via attrezzata allo scalo del Piastrone

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Grotta e spiaggia Gropino da scalo Piastrone

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Cancello e recinzione ad inizio sentiero Piastrone

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Piscina naturale in cima al fiordo di Punta Treggiano

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Fiordo di Punta Treggiano dal guado

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Acque in fiordo Punta Treggiano

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Arco-Grotta in fiordo Punta Treggiano

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Fiordo Punta Treggiano da sopra

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Fiordo Punta Treggiano da dietro

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Sole riflesso in piscina naturale in cima a fiordo Punta Treggiano

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Piscina naturale in cima al fiordo di Punta Treggiano più da vicino

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Piscina naturale fiordo di Punta Treggiano e mare sullo sfondo

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Piscina naturale fiordo di Punta Treggiano e mare sullo sfondo

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Fiordo Punta Treggiano da dietro vista verticale

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Buco Fiordo Punta Treggiano Tino e Palmaria

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Buco Fiordo Punta Treggiano Tino e Palmaria

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Piscina naturale in cima al fiordo di Punta Treggiano più da vicino

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Fiordo di Punta Treggiano dal guado

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Spiaggia Fiascherino dall'alto

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Cala Maramozza

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Cala Maramozza più da vicino

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Primo piano arco sottomarino a Cala Maramozza

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Scoglio del Macellaio e arco naturale da Cala Maramozza

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Arco naturale a Cala Maramozza

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Scoglio del Macellaio e arco sottomarino a Cala Maramozza

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Arco naturale Cala Maramozza dall'alto

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Arco naturale Cala Maramozza dall'alto

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Arco Scoglio del Macellaio e faraglione da terrazza panoramica su Cala Maramozza

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Arco Scoglio Macellaio e faraglione da terrazza panoramica Cala Maramozza più da vicino

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Arco Scoglio Macellaio e faraglione da terrazza panoramica Cala Maramozza primo piano

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Arco Scoglio Macellaio e faraglione da terrazza panoramica Cala Maramozza più da vicino

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Faraglione Cala Maramozza da terrazza panoramica

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Faraglione Cala Maramozza da terrazza panoramica

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Arco Scoglio Macellaio e faraglione da terrazza panoramica Cala Maramozza più da vicino

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Scalo Cala Maramozza dietro gli alberi da terrazza panoramica

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Quotazerino
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Meraviglioso =D> =D> Che altro dire....
Hai ragione Sound sul discorso della cala Maramozza, sembra un'angolo delle isole del sud-est asiatico, ambiente praticamente unico :esclamativo: Ma anche le altre spiagge , sembrano uscite da una rivista dei mari dei Caraibi :risata:
Dall'altro lato purtroppo le proprietà sono lì da chissà quanti anni, forse si è costruito proprio in quegli anni dove non si aveva concezione di "tutela" dell'ambiente...

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Riesploratore
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Località: genova - marassi
La mia convinzione che la zona di tramonti sia la piu bella zona di mare sta incominciando a vacillare... quello che e sicuro a parer mio e che zone note in tutto il mondo come 5 terre e portofino non ci si possono nemmeno lontanamente paragonare...

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Quotazerino doc
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meraviglia Cala Maramozza ! =D>

Sound, sappi che se prossimamente mi farò un qualche tipo di giro a Lerici e vicinanze, sarà senz'altro per merito tuo ! =D> : Thanks :

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...........non seguitemi, mi sono perso anch'io !


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