Quotazero.com

Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

Home Page Sito    La Rivista    Gallery    Vecchia Gallery


-> ISCRIVITI AL FORUM <-


Quotazero su FaceBook

Oggi è dom dic 08, 2019 3:59

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 23 messaggi ] 
Autore Messaggio
MessaggioInviato: sab mag 29, 2010 14:20 
Non connesso
Utente Molto Attivo

Iscritto il: mer nov 12, 2008 13:34
Messaggi: 276
Il giro dei caprioli - tra Campoveneroso e la Dragonata
(capolinea di Bromia - Straxo - Campoveneroso - Noci - cima quota 1020 - sella della Dragonata - Busco - Poggio - Candini - Ferriere - Bromia)

-----------------------
Il capolinea delle corriere della linea Genova Busalla Montoggio si trova a circa 470 metri sul livello del mare, lungo il brevissimo rettilineo successivo al bivio per Montemoro, a circa 2.5 km dalla piazza di Montoggio, sulla destra in direzione di Laccio. In fondo al tratto rettilineo, sulla destra c'è un passaggio fra una staccionata e il guard rail: il sentierino scende al ponte in cemento (che sostituì il vecchio "ponte sulle corde").
La mulattiera che aggira da sinistra il monte Acuto e quella che lo aggira da destra si raggiungono dopo brevi "nuovi" tratti di sentiero, dal momento che l'attività di chi fa legna e soprattutto i segni del tempo ne hanno cancellato la traccia in un caso, e reso impraticabile il transito nell'altro.
Si segue a sinistra la traccia che, aggirato un rudere, sale dritta lungo il versante per una decina di metri e prosegue quindi a sinistra in piano lungo un sentiero più evidente e agevole: si oltrepassa una piccola area disboscata con alcune cataste di legna ed una piccola teleferica; si raggiunge presto un ponticello e si continua a salire, sino ad un altro guado. Oltre, ci si inerpica ulteriormente lungo i tornanti della vecchia mulattiera, franata in un paio di tratti e con il fondo in pietra ormai quasi scomparso.
Si raggiunge un poggio, sulle carte segnato a quota 756 (si notano in basso verso valle i resti di quel che doveva essere un piccolo pascolo); dopo 40', siamo oramai in prossimità delle case di Straxo (che sulle carte si trova come "Salice", quota 744), che raggiungiamo su comodo sentiero pianeggiante, e a tratti pure discendente. Usciti dal passaggio fra i due muri esterni di due edifici, si va a destra; raggiunto subito un rudere, si prosegue in piano.
Le vecchie fasce del paese, sorrette da muri alti anche oltre quattro metri (hanno tutti la "pancia" e sono pericolanti se non già crollati parzialmente), ci affiancano per un buon tratto, avvolte da ogni sorta di rovi e rampicanti protesi sul sentiero, che rendono appena difficoltoso il passaggio in questa stagione. Anche ben più in alto, fuori sentiero, si può raggiungere - lungo il crinale che prosegue sopra le case - un pianoro artificiale, oggi conquistato dagli arbusti, da cui si doveva godere di un panorama davvero notevole.

Immagine
Straxo

Ad un certo punto occorre fare attenzione, dato che la traccia, vittima di una piccola frana, prende a salire destra ripidamente e prosegue, non troppo evidente ma senza alternative, in mezzo al bosco aperto. Abbiamo abbandonato chiaramente la vecchia mulattiera e proseguiamo lungo questo ripido sentiero sino al crinale secondario: c'è un passaggio attraverso i resti di un muretto di demarcazione (in senso opposto, varcato il muretto provenendo da Campoveneroso, si può sbagliare proprio all'inizio, dopo 50 metri, seguendo le tracce lasciate dai cavalli che talvolta pascolano in queste zone).
Siamo a circa 850 metri: si scende appena verso il roveto e si nota quindi a destra il viottolo, che prosegue verso Campoveneroso, disturbato in un paio di casi da arbusti e rovi abbattuti sulla traccia (all'unico bivio che potrebbe creare dei dubbi, più o meno a metà strada, si deve prendere la traccia più bassa). Attraversiamo le vecchie fasce di pertinenza di quel borgo: un'area relativamente vasta che, osservata dai monti e dalle valli circostanti, si fa notare d'inverno: un sistema di terrazzamenti che si sviluppa per circa cinquecento metri da sud-ovest a nord-est, e per oltre cento metri di dislivello, esposto verso sud-est.
Si arriva in vista di un rudere (dopo 1 h e 10' di cammino), un edificio suddiviso in due abitazioni, che con un altro grosso rudere poco più sotto costituisce la parte più settentrionale del paese di Campoveneroso. Una lapide venata e abbandonata a sé stessa (un'altra lapide, dal testo identico, è stata affissa con tanto di foto accanto al marmo posato sopra Noci, al termine della rotabile che collega il paese alla strada asfaltata presso Capenardo) è fissata sul muro perimetrale del primo edificio. Ricorda il partigiano "Giuda", Gildo Pensiero, ventiquattrenne genovese di via Invrea, morto a Campoveneroso il 21 gennaio 1945. Pagine di guerra partigiana circa Campoveneroso si possono leggere in "Scarpe Rotte" di Attilio Camoriano, "Il partigiano racconta" di G.B. Bazurro e "Valborbera 1944" di Rodolfo Maggiolo.
La sella accanto all'edificio costituisce la via di accesso a Campoveneroso attraverso la mulattiera che risale le pendici occidentali del monte Acuto: a destra, quindi, si scende verso Montoggio; a sinistra scende(rebbe) la via per Campoveneroso: per chi intenda tentare di avvicinare il paese, le cose di complicano a causa di crolli, frane e scenari "giunglari". In questo caso, si scende agevolmente sotto all'edificio della lapide, sino al secondo dei due edifici di cui sopra, dove il crollo di tetto e muro esterno a valle ha reso molto pericoloso il transito. Oltre, un piccolo edificio è quasi integro; un altro è privo di crolli ma in cattive condizioni; si notano, inoltre, altre due case che conservano porzioni di tetto. Il resto sono ruderi diffusi e impenetrabili.

Immagine
la lapide di Campoveneroso

Dal muro con lapide, volgiamo le spalle allo stesso e prendiamo a sinistra: la via inferiore - la mulattiera principale che è la naturale prosecuzione di quella, già citata, che sale ad ovest del monte Acuto - prosegue in piano e sale con due tornanti sino ad un altro bivio, sulla sinistra, che costituisce un'altra via di accesso al paese; la via superiore, che non si nota facilmente (nella direzione opposta è invece evidente e può sembrare l'unica via possibile), conduce ad un piccolo spiazzo erboso sopra il paese (a sinistra di questo una via, che ha tutto l'aspetto di un cunicolo da cinghiali, affianca il paese e scende in prossimità del sopracitato piccolo edificio quasi integro). Ad intuito, poi, ci si può ricollegare alla mulattiera, che prosegue in direzione di Noci. Sopra lo spiazzo erboso, oltre che alla mulattiera per Noci si può raggiungere in un attimo un altro dosso erboso, dove transita il sentiero che unisce Noci a Campoveneroso dal lato a nord-est della montagna, e da dove di nuovo si può scendere in un balzo alla mulattiera principale.
Tralasciando l'intricata viabilità di Campoveneroso, la mulattiera che dal muro del rudere dove è affissa la lapide conduce alla sella sopra Noci necessita di 15' di cammino (totale 1h 25'), lungo la pendice nord del monte Caricato ("Garegou"). A destra per Teitin, a sinistra si scende in dieci minuti a Noci (che sorge fra i 780 e gli 800 metri), su bella mulattiera, attraverso le antiche fasce a nord-ovest del paese, esposte a sud. Poco prima dell'immissione sulla strada sopra le case, a destra, subito dopo una piccola sorgente, percorro una traccia che conduce dapprima ad un area in fase di esbosco d'altri tempi (la legna la portano a braccia, oppure con gli asini - non ci sono tracce di mezzi meccanici, né di teleferiche di sorta), e prosegue più o meno chiaramente, affiancando vecchi muretti a secco: ho pensato potesse condurre alla frazione di Axia, ma non ho proseguito più di tanto.

Immagine
Noci

A Noci uno spuntino: oggi non c'è nessuno, neppure gli asini: l'erba è alta fra le case, hanno appena iniziato a tagliarla. Mi mantengo sulla strada: all'ultima svolta che toglie la vista sul paese (quota 916, sulle carte area definita "Costa Carmaiola"), quando si apre allo sguardo l'area un tempo dedicata al pascolo ed oggi - come di consueto - invasa dai rovi, mentre fischio un motivetto sono attratto, a destra verso valle, da una macchia di colore: il primo capriolo, mi vede, ci mette due minuti a decidere di andarsene, senza troppa fretta, nel momento in cui lo decido io.

Immagine

Cento metri, di fronte a me, ancora a valle sulla destra, un movimento: un secondo capriolo sta guadagnando a piccoli passi una minuscola radura fra gli arbusti, si guarda intorno e non mi vede, si siede e resta lì. Proseguo.

Immagine

Lungo questo tratto di strada ci sono due accessi al versante opposto: si nota un viottolo, che scende a sinistra: potrebbe condurre a Feto. A destra, si guadagna il crinale, si oltrepassa una vecchia recinzione e si segue, senza troppa difficoltà, la via di crinale che conduce proprio sotto al monte a quota 1020 (di cui ignoro il nome), il punto più alto della val di Feto. Dal secondo dei due accessi, quello più prossimo alla recinzione, occorrono dieci o quindici minuti per raggiungere la "vetta".
Scendo sull'alta via in direzione di Scoffera; proseguo. Lungo il tratto che conduce alla cima quota 1004, appena il tempo di togliermi due zecche che mi si sono appena appiccicate alle gambe, e schizza via, a dieci metri da me, un terzo capriolo. Evidentemente, si è trovato sopravento rispetto a me e quindi non ha sentito il mio odore. Mi accuccio, lui si ferma, si sporge per vedermi, io lo fotografo diverse volte, lui si allontana a grandi balzi, bramendo: un verso strano, quasi più simile ad un latrato canino.

Immagine

Proseguo, e al primo passaggio sul versante nord mi distraggo e perdo l'alta via, prendendo la mulattiera che scende (errore non solo mio, a giudicare dalle buone condizioni del fondo), chiara e comoda sin quasi all'immissione su un'altra mulattiera, cinquanta metri prima della quale occorre appunto superare, senza difficoltà, una riga di alberi abbattuti. Faccio mente locale: potrebbe trattarsi di quella vecchia mulattiera che un tempo doveva unire la zona del Busco, di Poggio e di Caldari con quella della Dragonata. La Dragonata consiste in quell'area che dagli abitati di Candini e Fogliarini si spinge verso il crinale che divide la val Bisagno da quella di Laccio, con una serie di casoni annessi, ormai in gran parte abbandonati e ridotti a poche pietre ammassate.
Sono alla ricerca, da qualche tempo, di una via che unisca l'AV con il Busco (le due case al termine della strada asfaltata che si stacca dalla statale 226, frazione Ferriere, indicazioni Candini e Chiappa), una mulattiera indicata sulle carte, che si staccherebbe dall'Alta Via nel tratto compreso fra il monte Dragonata e il monte Spina, che transiterebbe accanto ai "Casun" (quota 839) e troverebbe la via per il Busco nel punto in cui si passa di crinale (dal versante del Laccio al versante del Feto). Dal Busco, in meno di dieci minuti, un viottolo raggiunge questa sella: a destra si scende in direzione del Pian de l'Arbosa e di un paio di cascine di pertinenza di Cuneo dei Corsi.

Immagine
una vista invernale dalla zona del monte Spina: in primo piano (da sinistra a destra) il Busco, Caldari e il Poggio; in secondo piano Straxo e il monte Acuto

A sinistra ho provato una volta: ma dopo un guado e una sorta di radura, un rudere di secchereccio (ritengo quello situato sopra ad un altro edificio, segnato sulle carte a quota 742) e un'altra radura, il sentiero - già molto precario - si perde. Quella volta raggiunsi i "Casun" per caso, risalendo il costone: una bella radura, questa sì, ampia e pianeggiante, oggi avvolta dal bosco e dagli arbusti, con tre o quattro edifici di cui un paio ancora integri nonostante l'abbandono. Della mulattiera, nessuna traccia. Risalii ancora per il bosco, molto ripido, e raggiunsi quasi per caso una mulattiera, che mi condusse al passaggio sopra descritto (quello sotto al monte Dragonata).
Dunque torno indietro. Ripresa l'Alta Via, raggiungo la sella erbosa della Dragonata: il pianoro, che volge a settentrione, ospita una piccola fioritura di narcisi. Si scende attraverso il prato, al versante nord: nel momento in cui si sta per ritornare sul versante di val Bisagno, si notano a sinistra alcuni impercettibili passaggi che scendono. In due salti ci si trova su un sentiero (che nel punto in cui si unisce all'alta via è occluso da arbusti e vitalba; è per questo motivo che occorre scendere per quei passaggi, appena fuori sentiero).

Immagine

Dunque scendo per questa via, ma non riconosco l'immissione dell'altra mulattiera che avevo percorso precedentemente, dopo aver perso l'Alta Via. Forse si trattava di un'altra mulattiera ancora. Questa, dunque, peggiore sensibilmente, in un tratto conosce una variante a causa di una serie di alberi abbattuti e mai più tagliati, quindi si restringe sensibilmente (o si perde e prosegue come sentiero, chi lo sa) e raggiunge infine la sella in prossimità del Busco. Prima, tornato sui miei passi individuo anche il punto in cui il sentiero si divide: a sinistra prosegue verso quel rudere di secchereccio che affiancai la volta che raggiunsi i "Casun", a destra sale la via dove sono sceso oggi.

Immagine
il bivio del sentiero: si proviene dal Busco: a sinistra si va al rudere del secchereccio, a destra si sale precariamente verso la Dragonata

Dal Busco (quota 792) un sentierino raggiunge il Poggio (due edifici - di cui un rudere - per tre abitazioni) in un minuto, evitando la strada asfaltata. Su asfalto scendo a Caldari (due case) e Candini (una decina, quota 667), uno spuntino; quindi, tagliando spesso per il bosco, raggiungo il fondovalle in breve, in frazione Ferriere (quota 517). Di lì a Bromia sono circa 3.5 km di strada. Dal Busco si può scendere a Riosi e Chiappa e quindi a Morasco attraverso Busé, accorciando il tutto; oppure ci si può avventurare in val di Feto, verso Cuneo dei Corsi e i Lavagetti, ma questa è un'altra storia.

Immagine
Costalunga, statale 226

-----------------------

Preferisco percorrere i sentieri proposti fra ottobre e maggio, per evitare i periodi in cui la vegetazione è più folta.

Il tempo indicato per salire da Bromia a Noci via Straxo consente una tranquilla camminata.

cartine di riferimento:
Edizioni del magistero, Ge-1 (Forti di Genova, Nervi e Recco) e Ge-5 (Alta Valle Scrivia), 1:25000
bibliografia:
"Monte Bano molte storie" di M. Fezzardi, ed. La Lontra
"Chi nasce mulo bisogna che tira calci" di Ferrari, Gnoli, *nero* e Paveto, ed. Musa


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun mag 31, 2010 11:01 
Non connesso
Moderatore di Sezione
Avatar utente

Iscritto il: dom ott 22, 2006 14:04
Messaggi: 5930
Località: Genova
Molto interessante : Thumbup :

_________________
Io credetti e credo la lotta con l'Alpe utile come il lavoro, nobile come un'arte, bella come una fede.

Meglio un fesso felice che un granitico scontento.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun mag 31, 2010 11:05 
Non connesso
Amministratore
Avatar utente

Iscritto il: lun apr 30, 2007 20:42
Messaggi: 12188
Località: Genova
alec ha scritto:
Molto interessante : Thumbup :


Come non quotare! :wink: Anche noi dovevamo fare un giro da quelle parti... :smt064

_________________
Immagine


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun mag 31, 2010 11:16 
Non connesso
Moderatore di Sezione
Avatar utente

Iscritto il: dom ott 22, 2006 14:04
Messaggi: 5930
Località: Genova
scinty ha scritto:
alec ha scritto:
Molto interessante : Thumbup :


Come non quotare! :wink: Anche noi dovevamo fare un giro da quelle parti... :smt064


: Thumbup :

mi interessano molto tutti questi paesi abbandonati...immt dove si trovano le cartine del magistero che citi?

_________________
Io credetti e credo la lotta con l'Alpe utile come il lavoro, nobile come un'arte, bella come una fede.

Meglio un fesso felice che un granitico scontento.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun mag 31, 2010 13:22 
Non connesso
Utente Attivo
Avatar utente

Iscritto il: mar mar 31, 2009 9:06
Messaggi: 188
Località: genova nervi
lmmt ha scritto:
"Monte Bano molte storie" di M. Fezzardi, ed. La Lontra


Tutti citano questo libro :triste: ... solo che è introvabile!!! :smt089

_________________
τὸν καλὸν ἀγῶνα ἠγώνισμαι


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun mag 31, 2010 13:33 
Non connesso
Amministratore
Avatar utente

Iscritto il: lun apr 30, 2007 20:42
Messaggi: 12188
Località: Genova
mintr ha scritto:
lmmt ha scritto:
"Monte Bano molte storie" di M. Fezzardi, ed. La Lontra


Tutti citano questo libro :triste: ... solo che è introvabile!!! :smt089


Io l'ho trovato alla libreria del Porto Antico, di fronte al Bigo :wink:

_________________
Immagine


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun mag 31, 2010 15:10 
Connesso
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: mer set 06, 2006 17:18
Messaggi: 6994
Località: Genova
Molto interessante, esiste una cartina del giro che hai fatto ?

_________________
Paesi Abbandonati


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun mag 31, 2010 22:27 
Non connesso
Quotazerino doc
Avatar utente

Iscritto il: ven mar 21, 2008 9:56
Messaggi: 1234
Località: GENOVA Molassana
Molto interessante Immt, ho ripercorso tutto il tuo itinerario sulle carte in mio possesso (tutte le vecchie mulattiere sono segnate sulle carte e ben evidenti) e domani posterò il tracciato che hai descritto su di una mia base cartografica.

Ciao e congratulazioni per l'esplorazione, ma soprattutto per la notevole conoscenza dei luoghi.

Giorgio

_________________
Giorgio Mazzarello
GEOMAZ
http://www.mappeliguria.com
http://www.webalice.it/giorgio.mazzarello/


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar giu 01, 2010 20:13 
Non connesso
Quotazerino doc
Avatar utente

Iscritto il: ven mar 21, 2008 9:56
Messaggi: 1234
Località: GENOVA Molassana
Ciao a tutti ed in particolare a Immt.

In base alla descrizione del percorso ho cercato di tracciare sulla carta l ‘itinerario che hai fatto.

Ecco la carta:

Immagine

e qui il link alla carta in alta definizione:
http://www.quotazero.com/album/albums/u ... rta%29.jpg

Giorgio

_________________
Giorgio Mazzarello
GEOMAZ
http://www.mappeliguria.com
http://www.webalice.it/giorgio.mazzarello/


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar giu 01, 2010 21:04 
Non connesso
Utente Molto Attivo

Iscritto il: mer nov 12, 2008 13:34
Messaggi: 276
"Risalii ancora per il bosco, molto ripido, e raggiunsi quasi per caso una mulattiera, che mi condusse al passaggio sopra descritto (quello sotto al monte Dragonata)."
questa frase è sbagliata, il "passaggio" complicato (l'accesso alla mulattiera che le carte sostengono passi da Casun) non è "sopra descritto", ma descritto di seguito

ciao che lavoro! a beneficio della tua carta ti posso dire che, che io sappia, né canelli né caldaia esistono, ma esistono busco, poggio (correto il passaggio sulla tua cartina, che evidenzia il bypass della strada asfaltata) e caldari.
per il resto, la mulattiera che segni tu (da sotto il monte dragonata attraverso casun, la sella e busco) non la trovo e temo sia persa o chissà cosa. la mulattiera che ho percorso passa sopra "casun", l'altro sentiero (che si perde, come detto, dopo un secchereccio e un paio di radure) passa sotto "casun"


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar giu 01, 2010 21:07 
Non connesso
Utente Molto Attivo

Iscritto il: mer nov 12, 2008 13:34
Messaggi: 276
"dragonata": perché ci sono valide ragione di pensare che con il tempo o con errori, ci sia stata la perdita della a terminale
"straxo": saputo da gente della valle, pron. strascio, che in italiano non significa salice
"caldari": ugualmente saputo da gente proprio del posto, quindi non "caldaia"

ciao L


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mer giu 02, 2010 19:31 
Connesso
Moderatore
Avatar utente

Iscritto il: mer set 06, 2006 17:18
Messaggi: 6994
Località: Genova
Grazie Giorgio sei sempre prezioso : Thanks :

Il giro mi ha incuriosito, mi sa che a breve lo faccio.

_________________
Paesi Abbandonati


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mer giu 02, 2010 20:55 
Non connesso
Quotazerino doc
Avatar utente

Iscritto il: ven mar 21, 2008 9:56
Messaggi: 1234
Località: GENOVA Molassana
lmmt ha scritto:
"Risalii ancora per il bosco.....


lmmt ha scritto:
"dragonata": perché ci sono valide....


Grazie Immt per le prezione segnalazioni e precisazioni. Purtroppo io non sono uno che chiede spesso alla gente del posto i toponimi e troppe volte mi fido dei dati ufficiali (carte IGM, CTR, catastali ecc....), anche se certamente dovrei più spesso "rompere le scatole" ai "vecchi" :lol: !!!

Appena posso correggo i vari toponimi ed il tracciato.


delorenzi ha scritto:
Grazie Giorgio sei sempre prezioso : Thanks :

Il giro mi ha incuriosito, mi sa che a breve lo faccio.


E' sempre un piacere :D :D !!

Giorgio

_________________
Giorgio Mazzarello
GEOMAZ
http://www.mappeliguria.com
http://www.webalice.it/giorgio.mazzarello/


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: gio giu 03, 2010 11:44 
Non connesso
Utente Molto Attivo

Iscritto il: mer nov 12, 2008 13:34
Messaggi: 276
alec ha scritto:
scinty ha scritto:
alec ha scritto:
Molto interessante : Thumbup :


Come non quotare! :wink: Anche noi dovevamo fare un giro da quelle parti... :smt064


: Thumbup :

mi interessano molto tutti questi paesi abbandonati...immt dove si trovano le cartine del magistero che citi?

Ciao, penso ad esempio da feltrinelli ma si odovrebbero trovare abbastanza facilmente credo



delorenzi ha scritto:
Grazie Giorgio sei sempre prezioso : Thanks :

Il giro mi ha incuriosito, mi sa che a breve lo faccio.


sono contento, occhio però che dalla dragonata al busco bisogna fare attenzione ad individuare il passaggio in cui si deve scendere dall'Alta Via alla mulattiera, poi si cammina sempre bene ma la mulattiera è quasi un ricordo ormai. sarebbe interessante provare a vedere (prima o poi ci andro) la mulattiera che scende dall'Alta Via (nel punto in cui l'ho persa e sono sceso a sinistra, l'errore dev'essere abbastanza diffuso) e giunge ad un'altra mulattiera (forse la stessa che scende dalla Dragonata? non l'ho appurato)

ciao


p.s ovviamente dal Busco consiglio di prendere il sentiero (risalire la strada asfaltata sino a quando - 150 metri - cambia la pendenza in prossimità di un tornante, il sentiero parte li) che scende a Reosi Chiappa Busé Morasco: si accorcia, si evitano l'asfalto e la statale, ed è molto più bello (un giro della val feto, si potrebbe dire)


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: dom nov 25, 2012 23:08 
Non connesso
Matricola

Iscritto il: dom nov 25, 2012 22:55
Messaggi: 1
lmmt ha scritto:
"Risalii ancora per il bosco, molto ripido, e raggiunsi quasi per caso una mulattiera, che mi condusse al passaggio sopra descritto (quello sotto al monte Dragonata)."
questa frase è sbagliata, il "passaggio" complicato (l'accesso alla mulattiera che le carte sostengono passi da Casun) non è "sopra descritto", ma descritto di seguito

ciao che lavoro! a beneficio della tua carta ti posso dire che, che io sappia, né canelli né caldaia esistono, ma esistono busco, poggio (correto il passaggio sulla tua cartina, che evidenzia il bypass della strada asfaltata) e caldari.
per il resto, la mulattiera che segni tu (da sotto il monte dragonata attraverso casun, la sella e busco) non la trovo e temo sia persa o chissà cosa. la mulattiera che ho percorso passa sopra "casun", l'altro sentiero (che si perde, come detto, dopo un secchereccio e un paio di radure) passa sotto "casun"



Ciao, conosco molto bene la località Caldaia, esiste eccome (disponibile a fare da guida sino alla frazione), da li partono diversi sentieri che conducono all'alta via, a Noci e alla frazione Fogliarino, balzata di recente alle cronache per via di un pazzo che con una ruspa ha aperto una strada nel bosco allargando un sentiero, passando vicino ad una presa dell'acquedotto (http://www.primocanale.it/notizie/ricav ... 16591.html ) Ciao e complimenti per gli approfondimenti e documenti preziosi.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar nov 27, 2012 18:25 
Non connesso
Utente Molto Attivo

Iscritto il: mer mag 02, 2007 19:37
Messaggi: 254
Località: Genova
Mi era sfuggito questo post.
Molto interessante, bravo Immt. E' da tempo che mi ripropongo di trovare il passaggio tra Davagna-Sella-Moranego e la Valle Scrivia e queste info sono preziose.
ciao

_________________
Acqua, aria, silenzio.
Chi li danneggia ci aggredisce.
Difendiamoci.
ciao
giamma
www.liguriabike.it


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar dic 04, 2012 2:55 
Non connesso
Utente Molto Attivo

Iscritto il: mer nov 12, 2008 13:34
Messaggi: 276
Nicola Porcile ha scritto:
lmmt ha scritto:
"Risalii ancora per il bosco, molto ripido, e raggiunsi quasi per caso una mulattiera, che mi condusse al passaggio sopra descritto (quello sotto al monte Dragonata)."
questa frase è sbagliata, il "passaggio" complicato (l'accesso alla mulattiera che le carte sostengono passi da Casun) non è "sopra descritto", ma descritto di seguito

ciao che lavoro! a beneficio della tua carta ti posso dire che, che io sappia, né canelli né caldaia esistono, ma esistono busco, poggio (correto il passaggio sulla tua cartina, che evidenzia il bypass della strada asfaltata) e caldari.
per il resto, la mulattiera che segni tu (da sotto il monte dragonata attraverso casun, la sella e busco) non la trovo e temo sia persa o chissà cosa. la mulattiera che ho percorso passa sopra "casun", l'altro sentiero (che si perde, come detto, dopo un secchereccio e un paio di radure) passa sotto "casun"



Ciao, conosco molto bene la località Caldaia, esiste eccome (disponibile a fare da guida sino alla frazione), da li partono diversi sentieri che conducono all'alta via, a Noci e alla frazione Fogliarino, balzata di recente alle cronache per via di un pazzo che con una ruspa ha aperto una strada nel bosco allargando un sentiero, passando vicino ad una presa dell'acquedotto (http://www.primocanale.it/notizie/ricav ... 16591.html ) Ciao e complimenti per gli approfondimenti e documenti preziosi.


un "locale" mi ha detto che si chiama "caldari" e non "caldaia"... è così??? ciao! :)


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab ott 21, 2017 21:37 
Non connesso
Titano di Quotazero
Avatar utente

Iscritto il: mer ago 02, 2006 12:48
Messaggi: 2631
Località: Genova Quarto
Oggi con Sara e la cagnolina Lella abbiamo percorso il sentiero precisamente descritto da Immt fino alla sella fra Camponevoso e Noci, per poi proseguire sul quadrato giallo fino al Bano e tornare poi a Montoggio sul triangolo giallo.
Il sentiero da Bromia alla sella - via Straxo - è molto bello, orientamento non banale ma seguendo pedissequamente il post di Immt si riesce a raccapezzarsi.
Segnalo solo due variazioni.
1. Alla partenza il ponte in cemento è stato.spazzato dall'alluvione. Occorre scendere 100 metri lungo il Laccio, guadare su una passerella in legno, ritornare all'altezza del ponte crollato (ci si arrangia fra greto e bosco) per ritrovare la traccia indicata.
2. Dopo Straxo qualche segno bianco (pallini e frecce) aiuta la salita fino al crinale. In un punto i segni si biforcano (sono sia a.destra che a sinistra): prendere a sinistra.

Ciao
Skeno

_________________
Un vero capo comincia col disobbedire (Tinlè, nel film: "Hymalaya")

http://www.cicarudeclan.com


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun ott 23, 2017 9:28 
Non connesso
Quotazerino doc
Avatar utente

Iscritto il: lun mag 28, 2007 17:35
Messaggi: 1465
Località: genova
Ciao Roberto, grazie per questo aggiornamento.

Sono in contatto con i Camminatori Coop che volevano creare il "sentiero della Resistenza" fino a Campoveneroso e si erano fermati dopo il crollo del ponte. Secondo te sarebbe ancora possibile farlo (tieni conto che loro fanno solo itinerari percorribili senza problemi da gente anche anziana come possono essere i soci Coop, e già il problema guado li aveva fermati) nel senso che il tratto da risalire lungo la sponda destra è in qualche maniera allargabile oppure che sarà sempre inevitabile "arrangiarsi" come hai scritto, il che è già un ostacolo secondo i loro criteri?

E ancora: basterebbe una buona squadra con decespugliatori e motoseghe per ripulire la traccia verso Campoveneroso oppure sarebbe troppo impegnativo? Colo Comune di Montoggio e un altro gruppo locale si pensava di segnalare il sentiero Teitin-Montoggio via Ciappae e i Camminatori Coop nominare esso "sentiero della Resistenza" visto che si allaccia col quadrato giallo, da cui si potrebbe fare una breve traccia pulita per raggiungere Campoveneroso dall'alto.

Già che ci sono ti chiedo notizie dello stato del sentiero quadrato giallo, in particolare sulla stabilità e la visibilità dei pali dopo casa Teitin e sul cartello di vetta.

Triangolo giallo: a parte la zona della frana in cui si taglia il tornante, com'è la situazione sotto? Tracce di inizio lavori per le briglie sul rio Carpi?

Grazie e ciao

_________________
pace e bene


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: lun ott 23, 2017 21:21 
Non connesso
Titano di Quotazero
Avatar utente

Iscritto il: mer ago 02, 2006 12:48
Messaggi: 2631
Località: Genova Quarto
Dunque...
Il guado non è problematico in periodi normali e ora in particolare col Laccio praticamente secco, ma ovviamente il discorso cambia se si rimettesse a piovere normalmente. In un normale autunno ligure il guado sulla lo vedo problematico, la passerella non so quanto può durare.

Nessun problema invece a risalire nel bosco (al massimo ci sono da scavare 3-4 gradini) e tracciare i 100metri fino al vecchio ponte.

Il sentiero che passa da Straxo e va a "Campegnousu" è già ora perfettamente pulito, sarebbe sufficiente segnarlo.
La prossima volta proverò la mulattiera principale sul versante ovest di Monte Acuto.

Sentiero giallo: tutto ok, pali a posto e segni visibili, palo in vetta a posto.
Unica cosa da segnalare: stanno comparendo cartellini bianco.rossi del CAI Ule che segnano.un fantomatico sentiero "Giorgio.Governa" fra la sella di Noci e il bivio per monte Bano dopo Teitin (il tratto fatto da noi).

Ciao
Skeno


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar ott 24, 2017 7:10 
Non connesso
Quotazerino doc
Avatar utente

Iscritto il: lun mag 28, 2007 17:35
Messaggi: 1465
Località: genova
Grazie. A presto

_________________
pace e bene


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar ott 24, 2017 9:38 
Non connesso
Quotazerino doc
Avatar utente

Iscritto il: ven mag 19, 2006 9:56
Messaggi: 1897
Località: Genova
Il sentiero "Giorgio Governa" dovrebbe essere un intinerario per MTB con percorso Molassana, acquedotto storico, Ponte di Cavassolo, Capenardo, Passo del Fuoco, Noci, Case Teitin, Brugosecco, Caiasca, Diga Val Noci, strada provinciale Creto-Montoggio, Sanguineto, Gola di Sisa, San Martino di Struppa, acquedotto storico, Molassana.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: mar ott 24, 2017 10:40 
Non connesso
Quotazerino doc
Avatar utente

Iscritto il: lun mag 28, 2007 17:35
Messaggi: 1465
Località: genova
E dove passano le bici passano anche gli uomini. Un comtributo in più a tenere puliti i sentieri

_________________
pace e bene


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 23 messaggi ] 

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
cron
Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBB.it