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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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Qui la traccia GPS: http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AppenninoLigure/Camula.htm

Sabato 1 dicembre 2018: Sant’Anna (185) – Bric Camulà (805) – Sentiero Acquedotto (760-790) – Cascata Rio Carbonea (530) – Sant’Anna (185).

Partecipanti: Stefs e soundofsilence.

Lunghezza: 10,5 Km. circa.

Dislivello:.850 m. circa.

Difficoltà: EE la salita al Bric Camulà, con un passaggio di II esposto se si sale direttamente di cresta, EE normale invece il sentiero ‘ufficiale’, EE il sentiero dell’Acquedotto, con un paio di passaggi esposti ma senza difficoltà tecnica (un po’ impressionante però l’attraversamento del ponte), un breve tratto di arrampicata tra il I e il II grado per evitare il primo ponte ed alcuni tratti infrascati e/o non chiari. EE la risalita del Rio Carbonea, con in più un difficile passaggio di III per superare un masso in cima privo di appigli. Tutto il resto E.

Percorso in macchina: da Genova in autostrada fino ad Arenzano, quindi, all’uscita, si prende a destra in salita, per poi scendere fino al livello del mare, dove lasciamo subito l’Aurelia, per prendere a destra seguendo le indicazioni per Lerca.. Giungiamo quindi ad un bivio a sinistra per il centro di Lerca, che imbocchiamo, lasciando a destra una galleria. Al successivo bivio a sinistra per Via Valverde (indicazioni Golf Sant’Anna), proseguiamo invece dritti a destra per via Giusti Colombo e, poco dopo, svoltiamo a destra davanti ad alcuni caratteristici garage con porta in legno. Seguiamo quindi la stretta e tortuosa stradina fino a giungere alla Cappella di Sant’Anna (sulla destra) dalla quale proseguiamo ancora dritti per circa 800 metri e parcheggiamo quindi sulla destra della strada.

Percorso a piedi: Dal parcheggio proseguiamo su asfalto per trovarci subito davanti ad un trivio, dove prendiamo il sentiero centrale, segnato con una A rossa. Dopo 400 metri, ad un nuovo bivio, prendiamo a sinistra sempre sul sentiero A, lasciando a destra il sentiero che useremo per il ritorno. Dopo poco più di 200 metri ci troviamo ad un nuovo bivio, dove lasciamo a destra il sentiero A, per prendere a sinistra. Il nuovo sentiero scende leggermente fino a quota 315 in circa 880 metri, qui incontriamo un bivio a destra, che ignoriamo e, subito dopo, uno a sinistra che, parimenti ignoriamo, in corrispondenza di una curva a destra, dopo la quale il sentiero perde ancora qualche metro, per poi iniziare a risalire. A quota 395 troviamo a sinistra il bivio per il Ponte Scaggiun, che ignoriamo, continuando a salire sulla destra. A quota 770 circa raggiungiamo il sentiero segnato (cartello segnalante il sentiero da cui proveniamo come “Sentiero Rio Scorza”), che imbocchiamo in discesa verso destra per circa 200 metri, per imboccare quindi a sinistra la deviazione per il Bric Camulà. Saliamo quindi al Bric seguendo segnavia ed ometti. Noi nell’occasione abbiamo fatto una variante salendo al colletto subito sotto la cupola sommitale, dal quale siamo saliti per cresta alla vetta, cosa che ci ha costretto a superare un passaggio di secondo grado un po’ esposto subito all’inizio. Giunti in vetta torniamo per la stessa via, o, comunque, per il sentiero segnato e, giunti, al bivio imboccato per il Camulà, prendiamo a destra tornando sui nostri passi fino al bivio per il sentiero Rio Scorza percorso in precedenza. Qui troviamo anche, a destra, il bivio per la Via Guastavino, che imbocchiamo. Saliamo quindi per giungere brevemente al crinale, dove abbandoniamo il sentiero che continuerebbe verso sinistra, per svalicare invece sull’altro versante e scendere (in direzione nord-est) cercando i punti meno invasi dalla vegetazione. Così facendo giungiamo nei pressi di una specie di bassa galleria non accessibile, forse iniziata a costruire a servizio dell’acquedotto, per poi giungere in breve ad intercettare la più chiara traccia del sentiero dell’acquedotto, che imbocchiamo verso sinistra. Il sentiero procede in piano abbastanza ben tracciato, ma giunge poi ad una zona franata, dove salendo un poco a sinistra possiamo poi riimmetterci sulla prosecuzione del sentiero. Giungiamo quindi ad una forcella tra due rocce dove troviamo un primo ponte, o meglio l’armatura dello stesso, sospeso su uno strapiombo. Non è consigliabile però percorrerlo in quanto sembra abbastanza pericolante, si può invece, subito prima dello stesso, seguire i segnavia bianchi della Via Zunino (magari un po’ più a sinistra per salire più facilmente fino ad una selletta erbosa, dalla quale ridiscendiamo al sentiero oltre al ponte pericolante. Riprendiamo quindi a percorrere il sentiero dell’acquedotto che procede sempre pianeggiante e giungiamo ad un secondo ponticello, più breve e più sicuro, ma sempre molto esposto, che stavolta percorriamo aiutandoci anche con i tubi che lo percorrono. Poco dopo il ponte la cengia si restringe, ma un corrimano rende più sicuro il passaggio. Continuiamo quindi a seguire il sentiero fino a giungere al guado del Rio Carbonea. Attraversato il rio, troviamo sull’altra sponda una freccia rossa che ci invita a risalire il ripido pendio prativo\boscoso. Risaliamo quindi il pendio, incontrando alcune infrastrutture dell’acquedotto, e quindi, con un tratto un po’ infrascato, giungiamo ad intercettare il sentiero segnato, che imbocchiamo verso destra in discesa. Dopo 250 metri del nuovo sentiero superiamo un primo guado, per poi giungere, a quota 520 circa, a quello del Rio Carbonea. Qui noi abbiamo lasciato il sentiero, per risalire invece lungo la sponda sinistra (destra idrografica), il predetto rio. La risalita non è semplice e si incontra quasi subito un grosso masso non facile da scalare, si procede poi più facilmente, passando poi anche sulla sponda opposta fino ad una grande cascata (volendo è possibile proseguire ancora fino alla successiva ammirata anche dal sentiero dell’Acquedotto, ma, nell’occasione, abbiamo preferito fermarci qui): Torniamo quindi sui nostri passi fino al sentiero segnato, che imbocchiamo verso destra in discesa e che ci riporta senza bivi a ricongiungersi con quello dell’andata neanche 500 metri prima del parcheggio.

Conclusioni: Giro forse dall’interesse più storico che paesaggistico, anche se il sentiero dell’acquedotto è comunque suggestivo per i suoi ponti sul vuoto e gli altri passaggi a strapiombo. Dal Bric Camulà si hanno bei panorami verso il Monte Roma, la Rocca della Ciappa, la Cresta delle Segage e la Rocca Turchina, ma, in definitiva, la cosa che mi è piaciuta di più nel giro è stata la cascata del Rio Carbonea.

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Torrione sopra sentiero Rio Scorza

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Torrioni sopra sentiero Rio Scorza

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Torrione sopra sentiero Rio Scorza

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Capo Noli da sentiero Rio Scorza

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Stefs in cima a paretina di II salendo al Bric Camulà

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Profilo rocce Bric Camulà e Capo Noli sullo sfondo

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Profilo rocce Bric Camulà e Capo Noli sullo sfondo

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Alpi Liguri dal Bric Camulà

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Croce vetta Bric Camulà e Monte Portofino sullo sfondo

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Monte di Portofino dal Bric Camulà

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Alpi Liguri dal Bric Camulà

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Croce vetta Bric Camulà e Monte Rama

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Galleria crollata andando a Sentiero Acquedotto

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Stefs ad inizio Sentiero Acquedotto

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Tubo e frana in Sentiero Acquedotto

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Stefs su sentiero Acquedotto e Monte Argentea sullo sfondo

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Torrione sottostante Sentiero Acquedotto

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Forcella rocciosa presso primo ponte in Sentiero Acquedotto

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Primo ponte in Sentiero Acquedotto

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Primo ponte Sentiero Acquedotto visto di profilo

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Secondo ponte in Sentiero Acquedotto

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Secondo ponte Sentiero Acquedotto da dietro

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Secondo ponte Sentiero Acquedotto da dietro più da lontano

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Sentiero Acquedotto a strapiombo e Argentea

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Punti attrezzati Sentiero Acquedotto

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Torrione e Argentea da Sentiero Acquedotto

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Costruzione Acquedotto risalendo al sentiero segnato

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Guglie rocciose sopra sentiero scendendo verso Rio Carbonea

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Rio Carbonea

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Doppia cascata in Rio Carbonea

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Laghetto e doppia cascata in Rio Carbonea vista verticale

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Doppia cascata in Rio Carbonea vista verticale

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Doppi acascata in Rio Carbonea da sopra

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Cascata superiore in Rio Carbonea vista verticale

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Cascata superiore in Rio Carbonea vista verticale più da vicino

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Base Cascata superiore in Rio Carbonea

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Parte superiore Cascata superiore in Rio Carbonea

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Cascata superiore in Rio Carbonea vista verticale più da vicino

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Cascata superiore in Rio Carbonea vista verticale

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Laghetto e base cascata superiore Rio Carbonea

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Primo piano cascata superiore Rio Carbonea vista verticale

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Passaggio difficile in risalita Rio Carbonea

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Non sono daccordo con quello che dici nelle conclusioni, il paesaggio c'è eccome. Si tratta della zona più selvaggia del Rama-Beigua, assieme alle aree "rocca dei Laghetti" "Cu du Mundo". Dalla presa dell'acquedotto, attraversato il rio, alle spalle ai creste, torri e un ambiente che ha poco da invidiare a certe zone delle Alpi.


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Stefs ha scritto:
Non sono daccordo con quello che dici nelle conclusioni, il paesaggio c'è eccome. Si tratta della zona più selvaggia del Rama-Beigua, assieme alle aree "rocca dei Laghetti" "Cu du Mundo". Dalla presa dell'acquedotto, attraversato il rio, alle spalle ai creste, torri e un ambiente che ha poco da invidiare a certe zone delle Alpi.

Direi che sono gusti, indubbiamente la zona è selvaggia, a parte l'acquedotto, che comunque ha il suo fascino, però come torrioni in zona preferisco decisamente il Dito Mondini o il Fungo del Padre Rino, e direi anche lo spunzone sull'alta via vista mare a Pra Riondo, questi sono tutti un poco slanciati ed eleganti, ma è chiaro che dopo aver fatto migliaia di gite non sempre riesco ad apprezzare posti simili a tanti altri. Devo dire comunque che la cengia del sentiero dell'acquedotto è comunque bella e suggestiva, seppur breve. La zona del Cu du Mundu la preferisco indubbiamente, anche se non rende tanto fotograficamente il canyon è suggestivo. Comunque sono tutti bei posti, sono io che sono un pò severo nei giudizi, forse perchè abituato troppo bene...

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MessaggioInviato: lun feb 11, 2019 20:33 
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Sei troppo prevenuto... la zona non ha molto da invidiare a certe zone delle alpi, ne tantomeno a quelle attorno da te citate.


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MessaggioInviato: lun mar 25, 2019 12:02 
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Questo è il mio modesto contributo... ci stava, dato che ormai sono anni che frequento la zona. L'escursione è avventurosa ma poco faticosa, la zona è veramente selvaggia, in più protetta nelle giornate di Tramontana. Ne parla anche A. Parodi in una delle sue monografie. Lasciate a casa il GPS.

Una domanda, data la cofusione in merito... il rio è il Carbunea o il Vallescura?


Allegati:
Commento file: Totem?
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DSCN7778.JPG [ 2.96 MiB | Osservato 180 volte ]
Commento file: Ponte sospeso dove un tempo passava l'acquedotto
DSCN7782.JPG
DSCN7782.JPG [ 3.8 MiB | Osservato 180 volte ]
Commento file: La valle del rio Carbunea co il Campaniletto
DSCN8009.JPG
DSCN8009.JPG [ 5.19 MiB | Osservato 180 volte ]
Commento file: Il rio sotto
DSCN8472.JPG
DSCN8472.JPG [ 3.68 MiB | Osservato 180 volte ]
Commento file: Cresta delle Torri e sullo sfondo Rocca Turchina
DSCN8473.JPG
DSCN8473.JPG [ 3.16 MiB | Osservato 180 volte ]
DSCN7800.JPG
DSCN7800.JPG [ 2.07 MiB | Osservato 180 volte ]
Commento file: Con la nebbia sembra peggio
DSCN7788.JPG
DSCN7788.JPG [ 2.18 MiB | Osservato 180 volte ]
Commento file: tratto esposto
DSCN8474.JPG
DSCN8474.JPG [ 3.1 MiB | Osservato 180 volte ]
Commento file: Presa acquedotto nei pressi della cresta Zunino Inf.
DSCN7818.JPG
DSCN7818.JPG [ 3.4 MiB | Osservato 181 volte ]
Commento file: Cascata Vallescura o Carbunea?
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DSCN8459.JPG [ 5.17 MiB | Osservato 180 volte ]
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Stefs ha scritto:
Una domanda, data la cofusione in merito... il rio è il Carbunea o il Vallescura?

La mappa mi dice Carbonea, ma non è detto sia giusta...

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