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MessaggioInviato: gio nov 27, 2008 11:55 
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Domenica 23/11/2008

Stella Corona – Pian Nefosse – Martello Sant’Antonio? – Monte Greppino?

Partecipanti: Erika e Davide


Giornata stupenda, tanto che, se mia moglie fosse d’accordo, mi piacerebbe puntare un po’ più in alto per sfruttare la nitidezza del panorama, ma siccome non è d’accordo, partiamo, come programmato per la gita in oggetto, dopotutto chissà quanto è panoramico il Monte Greppino….
In realtà ho sempre evitato queste zone della liguria, ritenendole troppo boscose per i miei gusti, per me che amo la nuda roccia e, quindi, anche poco panoramiche date le cime basse arrotondate e ricoperte di boschi appunto…
Oggi però veniamo qua invogliati da un bollettino speleologico che parla di interessanti emergenze quali guglie dalle forme più strane, tra cui anche una con un nome proprio: Martello di Sant’Antonio e da un topic di quotazero in cui si fantastica di meravigliosi archi naturali al Pian Nefosse, topic nel quale sono pure intervenuto per chiedere informazioni in merito, ma non avendo ricevuto risposta, ho una ragione in più per andare a verificare di persona…
La mia documentazione consiste dunque dei waypoints delle grotte principali della zona, scaricati da internet, e che so essere nella zona delle predette emergenze geomorfologiche e da un pezzo di cartina scaricato dal sito della provincia di savona. Con questo po’ po’ di roba partiamo dunque all’alba delle 8,30 alla volta di Stella Corona convinti di trovare se non Sant’Antonio in persona, almeno il suo martello…
Dopo qualche dubbio su quale sia Stella Corona, visto che le indicazioni, ad un certo punto, cambiano in Stella San Bernardo, parcheggiamo davanti ad una chiesa, confortati dal segnavia doppio triangolo che da qui sembra partire.
Il doppio triangolo continua per circa dieci minuti su strada asfaltata, si sarebbe quindi potuto proseguire in macchina senza perdere niente di interessante, dopodichè la strada diventa sterrata.
Un bel cartello in legno costellato di U rovesciate (e di scritte illeggibili) ci fa subito pensare a una segnalazione per le numerose grotte presenti, o, in seconda ipotesi a un percorso ippico.
Si prosegue sulla sterrata in leggera salita fino ad un bivio con una altra sterrata che si diparte sulla destra. La cartina e il GPS con i waypoint delle grotte dicono chiaramente di continuare a sinistra, ma una nuova segnalazione con 3 U rovesciate ci impone di fare altrimenti… La nuova sterrata prosegue verso nord e dopo un quarto d’ora compare una deviazione segnata con le solite U rovesciate, stavolta 2, proviamo a seguirla ma scompare subito in una radura…
A questo punto incominciamo a pensare che si tratti di segnalazioni, come molte altre presenti, relative al taglio degli alberi e torniamo quindi indietro…
Tornando indietro notiamo un’altra [font=Symbol]W[/font], stavolta singola, ma anche questa si perde nel bosco… Tornati quindi al bivio proseguiamo sulla sterrata originaria e non possiamo fare a meno di notare che anche qui, dopo un po’, compaiono i segni ad [font=Symbol]W[/font], ma anche qui non vanno per niente in direzione delle grotte…
In ogni caso in breve siamo al Pian Nefosse, da dove si gode una bella vista sia verso est che verso ovest, grazie anche alla bellissima giornata che ci permette di vedere fino alle Isole di Portovenere…
Al Pian Nefosse, subito a sinistra della strada, un arco naturale rischia quasi di passare inosservato, noi però non ce lo lasciamo sfuggire…
Se dalla strada non rende granchè, confuso nel grigiore della ghiaia, avvicinandosi nella giusta prospettiva fa anche il suo giusto effetto, col mare sullo sfondo…
Subito dopo l’arco si diparte una sterrata minore sulla sinistra che, chiaramente, secondo il mio GPS, porta alle grotte principali che da qui non dovrebbero distare più di poche centinaia di metri.
Imbocchiamo quindi la nuova sterrata che prosegue per poche centinaia di metri, per terminare presso a una specie di belvedere proteso su una cresta rocciosa sottostante. Le grotte si trovano in vari punti poco sotto la strada, secondo quanto dice il mio GPS, ma non sono la meta della giornata, anche se, per ogni evenienza, mi sono portato una lampada, e quindi le ignoriamo. Dal belvedere sopraccitato si dominano 2 interessanti creste rocciose, una immediatamente sotto, e una a est, caratterizzate da una serie interessante di guglie dalle forme bizzarre, probabilmente siamo nel posto giusto…
La vista da qui , comunque, pur interessante, non è soddisfacente e mi sento in dovere di trovare un punto di osservazione migliore per le guglie in questione... Dopo un tentativo di discesa sulla destra del Belvedere, subito abortito per un salto di roccia non percorribile, provo a scendere sulla sinistra, dove un telone blu (visibile anche dal Pian Nefosse) ricopre, probabilmente, una qualche strumentazione speleologica dalla quale si diparte un cavo elettrico che prosegue fino a giungere molto più in basso, probabilmente fino alla Grotta del Picco.
La discesa sullo scosceso terreno è agevolata da un’autentica “via cordata” che la rende fattibile senza problemi; dopo poco si giunge ad un magnifico punto di osservazione su quello che credo, ma non ne sono sicuro, essere il Martello di Sant’Antonio: trattasi di un bellissimo e particolare arco naturale formato da due rocce appoggiate (come un martello su un’incudine con un po’ di fantasia…) e con un’altra guglia dietro che potrebbe, sempre con fantasia, far sembrare il tutto anche una caffettiera col manico…
La vista da sola, vale la gita (e per fortuna, visto che non c’è molto altro in questa gita…), ed è resa ancora più suggestiva dal controluce col mare d’oro sullo sfondo….
Incoraggiato dalla bellissima vista proseguo in discesa anche oltre la fine della “via cordata”, riuscendo a vedere un po’ più da vicino una bella guglia con cappello che si scorge in lontananza sull’altra cresta rocciosa; la discesa potrebbe proseguire ancora, come testimoniato dal cavo elettrico che continua, e mi piacerebbe, in effetti, continuare, ma mia moglie mi chiama, essendo rimasta in cima al belvedere, anche perché indisposta, dicendo che ha freddo e decido quindi di ritornare. Scoprirò poi, sia dalle foto che dal GPS, di essere passato vicinissimo all’Arma della Pietra, che mi riprometto di visitare una prossima volta….
Torniamo quindi al Pian Nefosse e decidiamo di proseguire lungo i 2 triangoli per conquistare l’ardita vetta del Monte Greppino, onde approfittare del panorama che una giornata come questa può offrire…
L’impresa, invero, si rivelerà più ardua del previsto non solo non riusciremo a conquistarne la vetta, ma neanche riusciremo a capire qual è….
Arriviamo in effetti prima ad un incrocio con un ennesima sterrata, da prendere sulla destra in salita, come indicato dai 2 triangoli. Scopriremo poi a casa che avremmo fatto meglio a proseguire lungo la sterrata sottostante che ci avrebbe portato all’incrocio con sentiero segnato + rosso e che porta anch’esso in vetta al Greppino. Proseguiamo invece sui 2 triangoli fino all’incrocio con l’Alta Via, dove ci si trova ad un quadrivio: l’AVML verso est e ovest, il sentiero percorso e una sterrata non segnalata anch’essa verso ovest, ma sopra l’AVML..
La decisione sembra semplice, tanto che non consultiamo nemmeno la cartina, convinti come siamo che il Greppino sia il monte di cui abbiamo percorso finora il versante meridionale, e quindi seguiamo l’AVML in salita verso nord-est.
L’AVML ci porta ad una selletta dal magnifico panorama sull’arco alpino innevato, ma ci porta anche in vista di un monte, ancora distante, che consultata la cartina pare essere il Bric Geirin e non il Greppino…
Consultando appunto bene la cartina ci accorgiamo dell’errore: avremmo dovuto seguire l’AVML nell’altro senso in discesa…
Commettiamo quindi un nuovo errore decidendo di tornare indietro, molto meglio e più panoramico sarebbe stato, probabilmente, continuare sull’AVML fino ad incrociare la sterrata delle U rovesciate percorsa la mattina e tornare indietro da questa.
Ripartiamo quindi non prima di aver scoperto in loco un’ampia porzione di terreno che risuona vuoto e che potrebbe quindi interessare gli speleologi…
Ritornati al quadrivio proviamo sia l’altro ramo dell’AVML che la sterrata non segnata, senza però trovare i 2 triangoli che dovrebbero proseguire fino in vetta al Greppino, e senza riuscire ad individuare un’elevazione che si stagli imponenente sull’altopiano boscoso sul quale ci troviamo…
Torniamo quindi indietro definitivamente, facendosi ormai tardi e rimandiamo la soluzione del mistero ad una prossima occasione.
Per concludere avremmo probabilmente dovuto continuare sull’AVML verso ovest ancora un pò, nella speranza di incrociare la deviazione segnata coi triangoli, ma, forse, quest’ultima parte del sentiero non è più segnata tanto bene, ma tutto sommato, non crediamo di esserci persi molto, il Monte Greppino, qualunque esso sia, non credo avrebbe potuto offrirci un panorama migliore di quello visto seppur da posti diversi nel totale dell’escursione effettuata…

Link ad alcune foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Mon ... efosse.htm

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Ultima modifica di soundofsilence il gio nov 27, 2008 15:29, modificato 1 volta in totale.

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sempre belle le foto e molto strane le guglie :D

un bel giro da esploratori!


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se non ricordo male sul greppino si arriva molto facilmente da Alpicella.
Anzi si puo' proseguire in auto ancora per una frazione..... al momento non ricordo il nome......
da lì segnalazioni rosse in lettere (ma chissà se ci sono ancora perchè parliamo di 12\15 anni fa e poi mai più ripassati) portavano in cima al Grepppino (un'ora dall'ultima frazione - sicuramente c'è sul libro del Parodi sul Beigua). Montagna non particolarmente elevata ma comunque con un bel panorama... non ricordo tutte quelle belle guglie evidenziate nelle varie foto.....
quando trovo\ricordo qualcosa di più..... sempre che qualcun altro non mi preceda
ciao a tutti
maurizio


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topo ha scritto:
sempre belle le foto e molto strane le guglie :D

un bel giro da esploratori!


Grazie, da esploratori neanche troppo, forse, se avessimo proseguito ancora un pò, sarebbe iniziata l'esplorazione vera, fin dove siamo arrivati, date le corde e/o i cavi elettrici, seppur non da escursionisti da qualche speleologo sarà pure frequentato...
In ogni caso non è la prima volta che sentieri per così dire "di servizio" ad alpinisti o speleologi riservano i panorami migliori, e quindi credo sia un peccato non sfruttarli anche dal punto di vista escursionistico...

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locontim ha scritto:
se non ricordo male sul greppino si arriva molto facilmente da Alpicella.
Anzi si puo' proseguire in auto ancora per una frazione..... al momento non ricordo il nome......
da lì segnalazioni rosse in lettere (ma chissà se ci sono ancora perchè parliamo di 12\15 anni fa e poi mai più ripassati) portavano in cima al Grepppino (un'ora dall'ultima frazione - sicuramente c'è sul libro del Parodi sul Beigua). Montagna non particolarmente elevata ma comunque con un bel panorama... non ricordo tutte quelle belle guglie evidenziate nelle varie foto.....
quando trovo\ricordo qualcosa di più..... sempre che qualcun altro non mi preceda
ciao a tutti
maurizio


Mi sa che si tratta di un altro Monte Greppino...
Il sentiero che dici tu dovrebbe partire da località Ceresa ed essere segnato con una T rossa, mentre quello di cui parlo io si trova almeno 10 Km in linea d'aria a nord-ovest, più o meno una tappa dell'AVML, nemmeno troppo distante alla fine, si vede non avevano abbastanza fantasia coi nomi...
In ogni caso grazie del contributo.
Ciao.

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vai tu a immaginare che danno lo stesso, inusuale, nome a due monti così vicini.......


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Iscritto il: mer mag 02, 2007 19:37
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Davvero interessante.
Ho percorso quei posti in mtb un sacco di volte e non avevo notato altro che esisteva una zona calcarea!
Grazie per avermi aperto gli occhi.

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Chi li danneggia ci aggredisce.
Difendiamoci.
ciao
giamma
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giamma ha scritto:
Davvero interessante.
Ho percorso quei posti in mtb un sacco di volte e non avevo notato altro che esisteva una zona calcarea!
Grazie per avermi aperto gli occhi.


Prego, mi fa molto piacere se posso essere utile, d'altronde è questo fondamentalmente lo scopo per cui continuo a scrivere qui, visto anche che altri risultati è difficile ottenerli...
Comunque in mountain bike credo sia molto difficile non farsi sfuggire certi particolare e, anche a piedi, non sempre è facile vedere le cose belle, conosco vari esempi di posti bellissimi appena fuori dal sentiero e che nessuno nota...
Ciao.

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Bell'escursione, anche a me hai aperto gli occhi.
Quando andai in quella zona non mi sono mai accorto di tanta bellezza.

Solo leggendo il Tuo racconto e documentandomi in seguito ho capito la morfologia di quell'area veramente speciale.

Immagino che Tu conosca questo documento.

http://www.asgsangiorgio.it/pubblicazio ... Stella.pdf

Se non Ti dispiace mi permetto di segnalare tutto quanto di singolare hai descritto nel tuo racconto nella prossima edizione della mia carta dei sentieri SV-1

http://www.webalice.it/giorgio.mazzarel ... ta-SV1.htm

che sto preparando per il 2009.

Complimenti sia per il racconto che per le Tue foto che riescono sempre a fare immaginare quanto hai vissuto.

Giorgio

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giorgio.mazzarello ha scritto:
Bell'escursione, anche a me hai aperto gli occhi.


Beh a questo punto manca soltanto qualcuno che li apra a me sul Monte Greppino, visto che non ho capito nemmeno qual'è...

giorgio.mazzarello ha scritto:
Immagino che Tu conosca questo documento.
http://www.asgsangiorgio.it/pubblicazio ... Stella.pdf


Beh, in effetti è quello che mi sono portato dietro, magari più per fargli prendere aria che per sfruttarlo veramente , visto che ho evitato accuratamente di usarlo quando sarebbe servito....
Dopotutto non è che si trovi molto materiale a riguardo in rete...

giorgio.mazzarello ha scritto:
Se non Ti dispiace mi permetto di segnalare tutto quanto di singolare hai descritto nel tuo racconto nella prossima edizione della mia carta dei sentieri SV-1


Ok, mi fa piacere se posso essere utile...


giorgio.mazzarello ha scritto:
Complimenti sia per il racconto che per le Tue foto che riescono sempre a fare immaginare quanto hai vissuto.
Giorgio


Complimenti a te per essere riuscito a leggerlo tutto...

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soundofsilence ha scritto
Cita:
Beh a questo punto manca soltanto qualcuno che li apra a me sul Monte Greppino, visto che non ho capito nemmeno qual'è


In effetti non è una cima che risalta.
A differenza di quello di Alpicella che appere subito all'occhio per le nude rocce, è una cima piuttosto anonima e coperta da bosco e che si eleva di poche decine di m. rispetto al crinale.
Nel Tuo percorso, quando hai raggiunto l'AV, avresti dovuto proseguire a sinistra (verso SO) per meno di 100m e poi prendere a sinistra (verso S) nel bosco per altri 100m e raggiungere la cima.
Mi sembra che sia possibile raggiungere la cima anche proseguendo la sterrata che Ti ha portato al Piano Nefosse, senza lasciarla per salire all'AV, ma proseguendo ancora per poco più di 400m, quando incontri il versante SE della cima (zona pendente ma con un bosco più rado). Risalendo questo versante raggiungi la vetta che rimane in cima a questa area di bosco tagliato.

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giorgio.mazzarello ha scritto:
Nel Tuo percorso, quando hai raggiunto l'AV, avresti dovuto proseguire a sinistra (verso SO) per meno di 100m e poi prendere a sinistra (verso S) nel bosco per altri 100m e raggiungere la cima.


Credo che l'abbiamo fatto, abbiamo trovato una traccia in leggera salita tra gli alberi dopo pochi metri di alta via verso sud-ovest, ma non è segnata e tende a perdersi nel bosco.... non che ci fossero problemi per arrivare a un eventuale punto più elevato, non evidente comunque, ma non trovando i segnavia non eravamo affatto sicuri di essere nel punto giusto...
In ogni caso è importante che mi confermi che era quello...

giorgio.mazzarello ha scritto:
Mi sembra che sia possibile raggiungere la cima anche proseguendo la sterrata che Ti ha portato al Piano Nefosse, senza lasciarla per salire all'AV, ma proseguendo ancora per poco più di 400m, quando incontri il versante SE della cima (zona pendente ma con un bosco più rado). Risalendo questo versante raggiungi la vetta che rimane in cima a questa area di bosco tagliato..


Eh qui sei stato disattento... :wink: l'avevo scritto anch'io:

soundofsilence ha scritto:
Scopriremo poi a casa che avremmo fatto meglio a proseguire lungo la sterrata sottostante che ci avrebbe portato all’incrocio con sentiero segnato + rosso e che porta anch’esso in vetta al Greppino


Ammesso sempre che, al contrario dei 2 triangoli, i segnavia + rosso ci siano...

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soundofsilence ha scritto
Cita:
Ammesso sempre che, al contrario dei 2 triangoli, i segnavia + rosso ci siano



Ma perchè i due triangoli non c'erano :shock: ??
Dalla Tua descrizione mi sembra che ci siano!!

A me risulta che ci siano come ci sono i segnavia del il sentiero croce rossa che parte da Ellera.
Sicuramente non sono segnalazioni molto recenti e qualche segnavia sarà deteriorato, ma almeno fino al 2004-2005 c'erano.

L'unica cosa è che nessuno dei due tracciati porta effettivamente alla vetta del Greppino.

In realtà questi due percorsi sono due collegamenti con l'AV che la raggiungono da est (2triangoli rossi) e da ovest (croce rosa) della cima del Greppino.

Per raggiungere la cima (peraltro poco evidente visto che è boscata e solo 10m più elevata della selletta a N) bisogna seguire l'AV verso SO ed alla sella a quota 803 m circa
salire nel bosco a sinistra (rirezione S) e proseguire per poco più di 100m.

Ti allego un dettaglio della zona per quanto risulta a me.

Immagine

Scusa per la spiegazione precedente lacunosa e poco comprensibile, ma adesso spero di essermi riuscito a spiegare meglio.

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giorgio.mazzarello ha scritto:
Ma perchè i due triangoli non c'erano :shock: ??
Dalla Tua descrizione mi sembra che ci siano!!


Nel mio racconto ho omesso la deviazione verso sud di cui ho parlato nel mio ultimo post (dall'AVML verso sud-ovest), d'altronde dovessi sempre descrivere tutti gli sbagli di strada che facciamo non basterebbe un'enciclopedia...
I 2 triangoli ci sono fino all'incrocio con l'AVML, qui si trova anche un segnavia con freccia curva (su un albero, non visibilissimo) e i 2 triangoli che sembra indicare, appunto di seguire l'AVML verso ovest, poi più nulla nè sull'AVML, nè sulla presunta deviazione per la cima verso sud...


giorgio.mazzarello ha scritto:
L'unica cosa è che nessuno dei due tracciati porta effettivamente alla vetta del Greppino.
In realtà questi due percorsi sono due collegamenti con l'AV che la raggiungono da est (2triangoli rossi) e da ovest (croce rosa) della cima del Greppino.


Questo direi che spiega tutto... Io avevo la documentazione cartografica presa dal sito della provincia di savona dove, sia nelle cartine, sia nella descrizione, entrambe i sentieri in questione portano alla cima del Monte Greppino e non solamente all'incrocio con l'AVML, anzi il + rosso sembra terminare sulla cima del Greppino e non raggiungere l'AVML, se non proseguendo sui 2 triangoli...
Ecco i link per verificare:
Stella Corona - Monte Greppino
Ellera - Monte Greppino
Cartina


giorgio.mazzarello ha scritto:
Immagine


Beh questa è la dimostrazione pratica che le tue cartine sono molto utili...


giorgio.mazzarello ha scritto:
Scusa per la spiegazione precedente lacunosa e poco comprensibile, ma adesso spero di essermi riuscito a spiegare meglio.


E di cosa? Eri stato chiarissimo, semmai sono io che ho omesso qualcosa (anche se può sembrar strano, data la lunghezza dei miei noiosissimi post...) e il problema era già risolto, rimaneva solo il dettaglio dei segnavia, che appunto non avevo chiarito io...

Per concludere adesso, almeno a me, sembra tutto chiaro e ti ringrazio molto per la tua collaborazione.

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MessaggioInviato: mer ott 10, 2012 0:46 
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Matricola

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Ciao,

stavo leggendo la vostra escursione a Stella San Bernardo, vedo che è datata 5 anni fa percui suppongo abbiate già ripetuto e perfezionato il vostro giro, se così non fosse, vi do due delucidazioni, e nel caso sono disponibile ad accopmpaganrvi sul posto, esendo io di Corona.

dunque, tanto per iniziare:

Partenza: Comune di Stella, Frazione San Bernardo, Loc Corona.

partendo dalla chiesa siete arrivati dopo circa 2km e mezzo sulla "pumma", o "puma" se letta sulle mappe, che è quella buca rocciosa che si trova sulla sinistra della strada una volta arrivati "frontemare".
A quel punto la strada curva a destra e si divide. Se si tiene la destra sulla principale si va in "nefosse", la strada diviene pianeggiante e sulla sinistra si incontrano due prati di discrete dimensioni.

per arrivare al Martello di Sant'antonio, detto qui da noi "ruccun martellu", dovete prendere la strada di sinistra e scendere un pochuino fino al raggiungimento del punto dove avevate visto il telo Blu, quello era quello che un gruppo di speleologi frequentatori anni fa, aveva creato chiamandolo "bivacco" ipotizzando qualcuno potesse trovarci rifugio.
vicino al cosiddetto bivacco c'era (non sono più stato di recente) un cavo elettrico che serviva per attaccare un generatore e portare corrente per le lampade o quant'altro, giù di sotto dove erano stati individuati dei fenomeni carsici che alcuni avevano voluto esplorare. sotto la roccia sulla quale posavate i piedi in quel punto, c'è una sorta di grotta che in realtù è solo un buco sotto la roccia. Poichè durante la guerra quelle zone erano frequentate da un partigiano, negli anni successivi, i tedeschi erano tornati per cercare eventuali documenti nascosti od altro, la grotta sotto quella pietra ha proprio la forma della grotta di gesù bambino tanto per intenderci, per raggiungerla occorre scendere qualche metro passando però sul fianco destro e non sul sinistro.
per arrivare invece al martello, si scende sul sinistro, all'epoca era stata fissata una fune per aggrapparsi, e poi si scende giù dritti qualche metro fino ad incrorciare una stradina, che oggi sarà divenuta poco più che un sentiero. il martello si trova poco a valle della stradina.
la "pria dell'arma" dovrebbe essere quella dove si riparava il partigiano e dove ancoro oggi c'è una lapide posta dal fratello (in realtà faccio sempre confusione tra pria dell'arma e pria ...... una è quella che vi ho secritto prima) si trova ancora poco più avanti sulla strada, ad un certo punto vedete una grossa roccia sempre sulla sinistra a valle della strada, la raggiungete e le girate intorno passando sulla sinistra (spalle a monte). non è difficile ma occorre un pochino di attenzione per scovare l'ingresso del buco dove quand'ero bambino c'era ancora presente un resto della branda di legno. affianco all'ingresso c'è la lapidina dedicata al partigiano. ritornando invece sulla strada e proseguendo ad un certo punto è interrotta, franò parecchi decenni fa, ma si può proseguire su un sentiero ricavato, si raggiunge l'altra estremità di quella strada, si tiene la destra e si risale un pochino, la strada si fa salita e si inserisce su di un'altra. Girando a destra in salita, poco più su c' il GARBAZZO, ovvero un buco profondo sotto una roccia all'interno del quale scorre acqua, scende è un po pericoloso, anni fa fu riempito di fascine poichè alcune mucche pascolavano nei prati adiacenti (ormai quasi un ricordo) ed una c'era caduta dentro. proseguendo invece sulla sinistra, quindi in discesa, si arriva alla fine della strada. in quel punto si trova il "garbetto" che è un altro fenomeno carsico stavolta profondo. questo sinceramente non lo so trovare, mio padre non mi ci portò mai, ma mi disse di esserci entrato da giovane ed aver percorso molti metri all'interno, si trova molto più sotto, ma per raggiungerlo non è quello il percorso più idoneo, esiste una strada chiamata dei ritani, che sale dalla provinciale Stella/ellera/albisola, passando per la località serai, salendo ed affiacando il Crivezzo, che arriva all'imbocco, ma che purtroppo non vi so indicare.
Tornano alla strada che finisce sopra il garbetto, da li si può proseguire ancora avanti fino ad una costa erbosa chiamata "Arpetto" li si dovrebbe incrociare il sentiero che sale al Greppino e poi all'altavia, ma sinceramente questo Monte greppino non è un monte distinguiobile, nemmeno mio padre nativo del posto, con tutte le mucche che ha pascolato lassù, l'erba che ci ha tagliato e le battute di caccia, è rimasto stupito quando anni fa gli feci vedere una mappa del percorso, lui non aveva mai saputo di un monte greppino e non lo sapeva indicare.
comunque, seguendo il sentiero indicato, si risale sulla strada del bonomo (quella che dalla pumma proseguiva in piano sulla destra). arrivati su questa strada si può proseguire verso il "giro dei carri" dove si incorcia l'alta via e dove si trova il Parco Eolico. Tornando invece in direzione Stella, ad un certo punto si può scrogere subito sotto la strada un tombino con un rubuinetto, quella è la fontana fredda, una presa d'acqua per l'acquedotto, acqua leggerissima e di conseguenza poco dissetante, ma molto piacevole. unna cinquantina di metri dopo questa fontana, a sinistra si incorcia una strada che sale alla rocca del bonomo ( si trova a valle della strada non appena raggiunto il piano in cima alla salita) sulla quale anni fa è stata infissa una sagoma d'acciaio che rappresenta una madonnina, ed una piastra con su scritto un pensiero di qualche escursionista.

beh, da queste indicazioni nonc redo avrete molto giovamento ahahahaha, a meno che non siate già tornati. in caso contrario quando vorrete tornare potrò accompagnarvi, è molto più semplice di quel che sembra quando si conosce il posto. In Questa zona soo stati censiti una dozzina di fenomeni carsici che hanno destato qualche anno fa un po di interesse per un gruppo di speleologi genovesi, io personalmente non li conosco tutti, ma più o meno so indicarveli un po.
claudio


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Ultima modifica di claudiomcq il mer ott 10, 2012 1:05, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re:
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locontim ha scritto:
se non ricordo male sul greppino si arriva molto facilmente da Alpicella.
Anzi si puo' proseguire in auto ancora per una frazione..... al momento non ricordo il nome......
da lì segnalazioni rosse in lettere (ma chissà se ci sono ancora perchè parliamo di 12\15 anni fa e poi mai più ripassati) portavano in cima al Grepppino (un'ora dall'ultima frazione - sicuramente c'è sul libro del Parodi sul Beigua). Montagna non particolarmente elevata ma comunque con un bel panorama... non ricordo tutte quelle belle guglie evidenziate nelle varie foto.....
quando trovo\ricordo qualcosa di più..... sempre che qualcun altro non mi preceda
ciao a tutti
maurizio


quello che indichi tu è un altro greppino


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Qui la traccia GPS:http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AppenninoLigure/Martello.htm

Sabato 8 dicembre 2018: Stella Corona (365) – Bric Pinna (580) – Pian Nefosse (655) – Martello Sant’Antonio (640) – Arma della Pietra (640) – Grotta del Picco (595) – Pian Nefosse (655) – Stella Corona (365).

Partecipanti: Stefs e soundofsilence.

Lunghezza: diciamo circa 8,5 Km, noi ne abbiamo fatti un po’ di più alla ricerca delle grotte.

Dislivello:.circa 600 metri contando anche qualche saliscendi in più del necessario.

Difficoltà: E fino al Pian Nefosse ed al bivio per il Martello di Sant’Antonio. EE la discesa al Martello di Sant’Antonio e alle Grotte, senza sentiero e su terreno molto ripido, su cui prestare attenzione. EE, ma più facile anche la discesa e la risalita al torrione, con orientamento più difficile però. Tutto il resto E.

Percorso in macchina: da Genova in autostrada A12 fino all’uscita di Albisola, quindi, all’uscita dallo svincolo, si prende subito a sinistra la strada provinciale del Sassello, seguendo le indicazioni per Stella. Giunti a Stella San Giovanni continuiamo fino al cartello di fine paese, subito dopo il quale prendiamo a sinistra per Stella San Bernardo. Giunti a San Bernardo prendiamo a sinistra, seguendo l’indicazione su cartello blu per un parcheggio, del quale passiamo subito sulla destra, per poi quindi giungere, in breve, alla Chiesa, presso la quale parcheggiamo.

Percorso a piedi: dalla Chiesa imbocchiamo verso sinistra la strada asfaltata e, dopo 40 metri circa, prendiamo a destra, sempre su asfalto. Altri 40 metri e prendiamo nuovamente a destra su asfalto e seguiamo quindi la strada, pressochè in piano, fino a giungere in località Groppo. Qui troviamo un bivio a sinistra su un ponte colorato di giallo e verde, ma noi proseguiamo dritti a destra per una cinquantina di metri, per trovare quindi un nuovo bivio e prendere a sinistra una stradina per una decina di metri sterrata e, quindi, nuovamente asfaltata. Ancora pochi metri in salita e lasciamo l’asfalto per prendere una carrareccia a sinistra. Dopo una cinquantina di metri incrociamo nuovamente l’asfalto, che termina presso il cancello di una villa a destra, mentre noi continuiamo a sinistra su carrareccia. Giungiamo quindi in uno spiazzo pianeggiante, sovrastato da un roccione a sinistra, e qui prendiamo un sentierino sulla destra. Il sentierino, non segnato, prosegue chiaro, ed a tratti ripido, fino a giungere alla sommità del Bric Pinna a 580 metri circa, per poi arrivare, in breve alla radura sterrata di Pian Nefosse, dove troviamo un arco naturale. Dall’arco raggiungiamo la sterrata a destra e la seguiamo verso sinistra per poche decine di metri fino ad un bivio dove si divide in due; qui prendiamo la sterrata di sinistra e la seguiamo per 430 metri circa, fin quando a sinistra notiamo un’emergenza rocciosa, in realtà la cima di un torrione, pianeggiante e panoramica, alla quale ci dirigiamo. Dalla cima del torrione vediamo subito sotto di noi, il Martello di Sant’Antonio al quale dobbiamo dirigerci. Per farlo prendiamo a sinistra, scendendo con prudenza e arriviamo in breve sulla sinistra del predetto Martello. Passiamo quindi all’interno dell’arco del Martello e risaliamo lungo le pareti rocciose a destra, quelle alla base del torrione su cui eravamo in cima. Così facendo raggiungiamo la grossa caverna chiamata Arma della Pietra, dalla quale risaliamo ancora non senza difficoltà dati i numerosi tronchi caduti alla sterrata. Dalla sterrata facciamo, volendo, ma direi che non è necessario, un secondo giro, per scendere nuovamente a fianco del Martello di Sant’Antonio e da qui proseguire la discesa, cercando i punti migliori dove passare, tenendosi preferibilmente un po’ a sinistra. Giunti alla base delle successive pareti rocciose, scendendo un canalino erboso a sinistra per pochi metri, ci troviamo subito di fronte al piccolo ingresso della Grotta del Picco. Da qui torniamo sui nostri passi fino a Pian Nefosse con lo scopo di raggiungere il torrione con masso in cima visto in basso e in lontananza dal Martello di Sant’Antonio, descrivo quindi il percorso effettuato, anche se non è detto sia il migliore, perlomeno quello dell’andata, ma fare quello del ritorno anche all’andata può essere difficile senza sbagliarsi. Appena arrivati a Pian Nefosse quindi, nell’estremità del pianoro opposta a quella dove si trova l’arco, prendiamo un chiaro sentierino a destra che scende non troppo ripidamente. Seguiamo quindi detto sentiero per 280 metri circa fino a quota 590 sempre circa. Qui deviamo a destra cercando di giungere ad un punto dove poter scorgere, tra la vegetazione, dove siamo. In breve giungiamo ad un punto dove scorgiamo il Martello di Sant’Antonio e riusciamo così ad immaginare dove possa trovarsi il torrione in questione. Iniziamo quindi a traversare verso sinistra, mantenendoci più o meno alla stessa quota, a seconda anche dove è più agevole passare. Dopo poco più di 100 metri di traversata occorrerebbe iniziare a scendere lungo il prato sottostante piegando verso destra (direzione sud-ovest). In realtà io ho attraversato ancora in piano fino a giungere ad un punto da dove ho scorto il torrione e da lì sono tornato indietro al pendio prativo, che poi ho sceso come descritto. Giunti pochi metri sopra il torrione, è comunque difficile scendervi dato il terreno ripido e scivoloso, sarebbe in effetti utile una corda di una decina di metri, ma non avendola con me, nell’occasione ho rinunciato. Il ritorno avviene risalendo direttamente, dove si può, senza traversare, fino a raggiungere la sterrata che collega Pian Nefosse alla zona del Martello, da dove ritorniamo appunto a Pian Nefosse.
Da Pian Nefosse prendiamo la sterrata sulla sinistra e la seguiamo in discesa. Dopo 230 metri troviamo un bivio, dove prendiamo a destra, sempre in discesa, lasciando a sinistra la sterrata per Sella Burain. Continuiamo quindi a seguire la sterrata, ignorando alcune deviazioni a destra, fino a giungere sull’asfalto, che continuiamo a seguire in discesa fino al parcheggio.

Conclusioni: gita fattibile tranquillamente in mezza giornata, a patto di non perdersi, ma magari estendibile proseguendo verso le vicine grotte dell’Arma delle Faie e della Zappa, abbastanza interessanti da visitare, difficile dire però, non avendolo fatto, se i sentieri sulla carta che permettono tale giro esistono davvero. In ogni caso il Martello di Sant’Antonio è un arco naturale veramente particolare e merita sicuramente una visita, bello anche il torrione sottostante e l’arco a Pian Nefosse, non molto interessanti invece le grotte visitate, quella del Picco in quanto è speleologica fin dall’ingresso e non ci siamo sentiti nell’occasione di arrivare strisciando fino al primo pozzo.

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Arco naturale a Pian Nefosse

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Stefs su arco naturale a Pian Nefosse

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Arco naturale a Pian Nefosse da dietro

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Arco naturale a Pian Nefosse da sopra

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Arco naturale a Pian Nefosse da dietro molto più da lontano

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Arco naturale a Pian Nefosse da dietro più da lontano

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Martello Sant'Antonio da sopra

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Cima torrioni sopra Martello Sant'Antonio

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Martello Sant'Antonio

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Martello Sant'Antonio più da vicino

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Martello Sant'Antonio più da lontano

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Martello Sant'Antonio da sotto vista verticale

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Martello Sant'Antonio da sotto e da dietro

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Uscita Arma della Pietra

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Arma della Pietra

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Martello Sant'Antonio da cengia soprastante

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Martello Sant'Antonio con sole e mare

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Martello Sant'Antonio

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Torrione dal Martello di Sant'Antonio più da vicino

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Ingresso Grotta del Picco

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Interno Grotta del Picco più da vicino

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Martello Sant'Antonio con sole e mare in controluce

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Zona Martello Sant'Antonio scendendo verso torrione

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Torrione scendendovi

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Torrione da sopra più da vicino

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Torrione da sopra primo piano

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Torrione da sopra vista verticale

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Torrione da sopra primo piano

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La Grotta del Picco... ma guarda un po' Sound cosa sei andato a trovare...
L'avevo praticamente rimossa! Eppure con quelli del Ribaldone ci ero andato parecchio!
Guarda "ravattando" tra le vecchie foto ho trovato anche questa che è molto particolare:
Allegato:
Commento file: Calcificazione - Grotta del Picco
S3000043.JPG
S3000043.JPG [ 1.16 MiB | Osservato 783 volte ]

Una cosidetta "acquasantiera". Calcificazione molto rara da trovare. Almeno fatta così.
Beh so che non sarà di chissà quale interesse ma volevo contribuire...
Bravo Sound, le vostre gite sono sempre molto interessanti!


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cortomaltese ha scritto:
La Grotta del Picco... ma guarda un po' Sound cosa sei andato a trovare...
L'avevo praticamente rimossa! Eppure con quelli del Ribaldone ci ero andato parecchio!
Guarda "ravattando" tra le vecchie foto ho trovato anche questa che è molto particolare:
Allegato:
S3000043.JPG

Una cosidetta "acquasantiera". Calcificazione molto rara da trovare. Almeno fatta così.
Beh so che non sarà di chissà quale interesse ma volevo contribuire...
Bravo Sound, le vostre gite sono sempre molto interessanti!

Sì, come Acquasantiera è particolare, così non ne avevo mai viste.
Purtroppo nella Grotta del Picco non siamo entrati perchè in effetti ci abbiamo messo più del previsto a trovarla e non ispirava per una visita frettolosa, dato comunque anche il cunicolo iniziale che poi dovrebbe finire in un pozzo e quindi non si sa bene se ci sono possibilità di girarsi, il che indubbiamente non invoglia.

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Questo topic mi era completamente sfuggito...... :-k

Molto interessante, comunque..............adesso guardo se riesco a creare un percorso un più ampio in zona........potrei perfino pensare di andare verso le pale eoliche, che non ne ho mai visto/ascoltato da vicino.... :roll:

Oppure verificare se i sentieri che dici verso le altre grotte esistono veramente..... :-k

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...........non seguitemi, mi sono perso anch'io !


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soundofsilence ha scritto:
Purtroppo nella Grotta del Picco non siamo entrati perchè in effetti ci abbiamo messo più del previsto a trovarla e non ispirava per una visita frettolosa, dato comunque anche il cunicolo iniziale che poi dovrebbe finire in un pozzo e quindi non si sa bene se ci sono possibilità di girarsi, il che indubbiamente non invoglia.

Guarda le mie visite risalgono ormai a una dozzina di anni fa ma se non erro anche all'inizio aveva un andamento verticale. Non aveva grandi pozzi (se non erro la grotta è un -100 circa) ma ho dei dubbia che, anche solo la parte iniziale, sia percorribile senza imbrago.
Dovresti vedere su openspeleo: il Picco era una creatura di Vernassa e sicuramente avrà messo una bella descrizione.


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cortomaltese ha scritto:
soundofsilence ha scritto:
Purtroppo nella Grotta del Picco non siamo entrati perchè in effetti ci abbiamo messo più del previsto a trovarla e non ispirava per una visita frettolosa, dato comunque anche il cunicolo iniziale che poi dovrebbe finire in un pozzo e quindi non si sa bene se ci sono possibilità di girarsi, il che indubbiamente non invoglia.

Guarda le mie visite risalgono ormai a una dozzina di anni fa ma se non erro anche all'inizio aveva un andamento verticale. Non aveva grandi pozzi (se non erro la grotta è un -100 circa) ma ho dei dubbia che, anche solo la parte iniziale, sia percorribile senza imbrago.
Dovresti vedere su openspeleo: il Picco era una creatura di Vernassa e sicuramente avrà messo una bella descrizione.

No la parte iniziale si vede chiaramente che è percorribile senza imbrago, diciamo almeno una decina di metri, bisogna però vedere dove ci si trova quando finisce il cunicolo, in quanto la descrizione appunto descriveva che il predetto cunicolo finisce sulla sommità di un pozzo....

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