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MessaggioInviato: mar apr 06, 2021 10:52 
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Sul mio sito la traccia GPS: http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AppenninoLigure/Pennone.htm

Sabato 20-3-2021: Via Sambugo (220) – Bric Rocche dei Gatti (585) – Monte Pennone (802) – Finestra Pennone (785) – Ricovero Nanni (400) – Rio Gava (290-320) – Via Sambugo (220).

Partecipanti: soundofsilence.

Lunghezza: 9,5 Km. circa.

Dislivello: 900 m. circa.

Difficoltà: E il sentiero da Via Sambugo fino alla casa, poi diventa EE in quanto meno evidente, non pulitissimo e anche un po’ stretto e questo fino alla cresta del Bric Rocche dei Gatti. Per quanto riguarda la cresta direi sempre EE, con la possibilità di qualche passaggio scomodo e\o leggermente esposto. Un discorso a parte poi merita la discesa dalla cresta, magari non difficile tecnicamente, ma infrascatissima negli ultimi metri in cui bisogna farsi largo a forza nella vegetazione. E poi la salita verso il Monte Pidocchio e quella fino alla cupola sommitale del Pennone. F la cupola sommitale del Pennone per la cresta per qualche passo di I grado, magari evitabile passando di lato, ma non vi è una traccia chiarissima e occorre comunque saper valutare dove passare. EE la breve discesa alla finestra del Pennone, senza sentiero e su terreno accidentato, ma senza difficoltà. EE la discesa dal Monte Pennone che si effettua a vista, senza sentiero, ma senza grandi difficoltà. EE anche il sentiero di discesa verso Via Sambugo, soprattutto per qualche difficoltà a seguirlo, nonostante i segnavia rossi e le nuove frecce bianche aggiunte di recente. F+ infine la breve risalita del Rio Gava con alcuni passaggi di II, uno forse di III, anche abbastanza esposti, per i quali conviene portarsi una corda di una decina di metri da usare come corrimano in doppia per la discesa (presente anche uno spit in loco, ma possibile comunque usare la vegetazione).

Percorso in macchina: Da Genova in autostrada A10 fino all’uscita di Voltri\Prà, si continua quindi verso ovest sull’Aurelia fino al bivio a destra per Via delle Fabbriche, che imbocchiamo. Continuiamo quindi sulla strada principale fino al bivio a sinistra per Sambuco, che imbocchiamo (Via Moretti), lasciando a destra la strada principale che sale a Fiorino. Proseguiamo quindi in Via Moretti fino a scendere ad un ponte, dopo il quale imbocchiamo subito a sinistra procedendo dritti fino a Case Brusinetti, dove la strada compie un tornante e prende il nome di Via Sambugo, che percorriamo fino a notare una casa rosa sulla destra, subito dopo la quale vi è uno slargo cementato con 3 o 4 posti macchina. Tali posti hanno indicazione di proprietà privata quindi ho evitato di parcheggiarvi anche se erano tutti liberi e ho proseguito ancora 50 metri per parcheggiare in un piccolo slargo prativo sulla destra.

Percorso a piedi: dal parcheggio proseguiamo su asfalto per neanche trenta metri, quindi imbocchiamo a sinistra una traccia non segnata, ma abbastanza evidente, che sale tra le fasce. La traccia prosegue riconoscibile e chiara per circa 400 metri fino a raggiungere il recinto di una casa, qui occorre compiere un tornante verso destra iniziando a seguire una traccia decisamente meno evidente. La traccia risale subito un ripido prato e quindi riprende più evidente e piega poi a sinistra. Saliamo quindi nel bosco fino a giungere ad un bivio, dove prendiamo a sinistra, per sbucare quindi in una zona prativa, dove dobbiamo dirigerci a sinistra e passare sulla destra di un rudere, dove la traccia riprende più chiara. Da qui in poi la traccia diventa un po’ meno pulita e più difficoltosa in alcuni punti ma sembra abbastanza chiara da seguirla senza grandi dubbi. La traccia quindi prosegue a traversando sotto il versante nord del Bric Rocche dei Gatti, per poi aggirarlo e passare sul versante sud. Durante questo percorso incontriamo un paio di bivi a sinistra, ma noi prendiamo sempre la traccia più vicina al Bric e quindi manteniamo la destra. Il primo lo troviamo sul versante settentrionale, mentre il secondo all’inizio del versante sud, dove imbocchiamo una ripida traccia, pulita di recente e sulla quale iniziano a comparire dei bolli rossi. Il sentiero sale ripidamente verso la cresta del Bric Rocche dei Gatti e quando vi giungiamo a poche decine di metri, in un punto in cui la vegetazione lascia agevole passaggio, lasciamo anche questa traccia per salire alla cresta. Percorriamo quindi la cresta verso destra per una sessantina di metri per giungere alla sommità del Bric Rocche dei Gatti, vetta sulla quale arriviamo praticamente in discesa, essendo costituita dal punto più basso della cresta prima che la pendenza si accentui notevolmente. Visitata la vetta possiamo quindi decidere se riscendere al sentiero (soluzione più semplice), o continuare in cresta (abbastanza facilmente, ma con qualche passaggio scomodo e\o esposto) fino ad un colletto erboso prima della cupola sommitale della Rocca dei Gatti. Da qui è possibile arrivare in vetta seguendo la cresta, pur con qualche passaggio esposto e ne vale sicuramente la pena, ma, avendolo già fatto in altra gita, ho deciso di scendere seguendo sulla sinistra quella che poteva sembrare una traccia, ma che, dopo una prima parte abbastanza riconoscibile si infrasca in una vegetazione fittissima, ma, per fortuna, il sentiero a bolli rossi e assai vicino e lo si raggiunge in breve, seppur assai scomodamente. Riprendiamo quindi a seguire i bolli rossi verso destra fino a giungere ad un pianoro erboso crocevia di vari sentieri; qui lasciamo a sinistra il sentiero in leggera discesa che percorre la Costa dei Gatti fino al Prou Ballou e a destra quello che continua a mezzacosta verso la Roccia Malpasso, per prendere al centro la traccia che percorre il crinale verso il Monte Pidocchio.
Seguiamo quindi la traccia sul crinale, o poco distante, fino alla vetta del Monte Pidocchio (io in realtà nell’occasione ho tagliato verso sinistra per giungere prima alla meta prefissatami) e quindi scendiamo a sinistra fino al sentiero segnato X rossa raggiungendolo nei pressi dell’ex casa del Dazio e che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo tale sentiero poche decine di metri e quindi, prima di giungere ad un colletto tramite il quale il sentiero svalica sull’altro versante, imbocchiamo la traccia sul crinale che sale verso il soprastante Monte Pennone.
Saliamo quindi senza difficoltà fino alla cupola sommitale, che si risale con attenzione affrontando anche qualche passo di I grado in salita ed in discesa. Scesi quindi al colletto successivo, deviamo verso sinistra su pietraia, per raggiungere la finestra del Pennone, una ventina sotto e a sinistra dell’anticima. Visitata la finestra saliamo quindi all’anticima e iniziamo la discesa sull’altro versante (est), per poi piegare a sinistra per raggiungere il sottostante sentiero, traversando a piacimento ed a vista i facili pendii. Raggiungiamo quindi il sentiero segnato X rossa e lo imbocchiamo verso sinistra in salita, per giungere fino al colletto tra il Pennone ed il Pidocchio. Qui ripercorriamo i nostri passi fino a giungere all’incrocio di sentieri presso la Rocca dei Gatti, dove prendiamo a sinistra il sentiero che traversa in piano verso la Roccia Malpasso. Nella prima parte il sentiero procede chiaro e passa sopra un bel torrione sulla destra, che volendo sipuò scendere a visitare. Giungiamo quindi ad un guado (del Rio du Fò), abbastanza asciutto, dove il sentiero si perde abbastanza, qui occorre mantenersi più o meno alla stessa quota, procedendo poi sull’altra sponda su una traccia che passa poco sotto un rudere. Si scende quindi fino ad arrivare in vista della Roccia Malpasso sulla sinistra, qui la traccia si biforca ed i segni rossi vanno da ambo le parti: a sinistra verso la Roccia Malpasso, mentre noi dobbiamo prendere a destra in un fitto boschetto (non facile individuarne l’imbocco, ma subito dopo si trova bollo rosso su pietrone). Usciamo quindi in breve dal boschetto e quindi raggiungiamo nuovamente il Rio du Fò e continuiamo a sinistra dello stesso fino a scendere ad un evidente torretta. Qui quindi pieghiamo a sinistra scendendo su traccia più evidente, affrontiamo quindi un ripido saltino e giungiamo a guadare nuovamente il Rio du Fò. Attraversato il Rio scendiamo a destra giungendo in breve ad un caratteristico ricovero incastonato nella roccia. Scendiamo poi su ripida pietraia ed infine traversiamo a sinistra per prati fino al giungere al Rio Gava incrociando la traccia che lo segue, che imbocchiamo verso destra, subito affrontando un saltino di rocce che ci porta sulla riva del torrente nei pressi di una bella cascata. Qui, nell’occassione, decido di guadare il torrente e di risalirlo per arrivare fino ad una bella cascata. Il guado non presenta grandi difficoltà, ma risalire il torrente nel suo letto, o immediatamente a fianco, a parte i primi metri, non è facile. Ho trovato in effetti 3 passaggi difficili, il primo è più che altro scomodo per evitare di finire con i piedi a bagno in una pozza tra rocce incastrate, ma è evitabile passando ancora sull’altra sponda, il secondo costituito da un breve canalino tra il I ed il II grado, mentre il terzo, decisamente più difficile, prevede di risalire una paretina esposta con 2 o 3 passaggi almeno di II, ma direi uno di terzo, ma, per fortuna, per la discesa è attrezzata con uno spit in cui possiamo usare una corda di una decina di metri per scendere in doppia. Superati i 3 passaggi qui descritti giungiamo quindi ad una bella cascata oltre la quale non è più possibile procedere lungo il torrente. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla prima cascata e proseguiamo sul sentiero a fianco del torrente su chiaro sentiero, sempre segnato con bollo rosso. Superato un guado in cui occorre prestare un minimo di attenzione per un restringimento dovuto ad una piccolo dilavamento del sentiero, giungiamo senza ulteriori difficoltà ad un cancelletto di legno apribile, che da accesso alla strada asfaltata, che imbocchiamo e seguiamo per circa 450 metri fino alla macchina.

Conclusioni: giro pensato per visitare la finestra del Pennone, scorta dal basso in una gita precedente e unirla alla Salita del Bric Rocche dei Gatti partendo da un nuovo punto di partenza. L’intento è riuscito perfettamente ma bisogna dire che la finestra non è così grande come poteva sembrare da lontano e la salita al Bric Rocche dei Gatti non vale la salita alla vicina Rocca dei Gatti (che volendo si può aggiungere senza problemi al percorso effettuato), tanto che forse la parte più interessante della gita è stata la risalita finale del Rio Gava per visitarne alcune suggestive cascate. Detto questo si tratta comunque di gita in ambiente selvaggio che sembra quasi impossibile poter trovare in città, varia e con bei panorami sulla città e sul mare, specie se ci si va nelle nitide giornate invernali.

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Inizio sentiero in Via Sambugo

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Bric Castelnegro salendo da Via Sambugo

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Casa cintata salendo da Via Sambugo

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Sambuco e Bric Riondo salendo da Via Sambugo

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Bric e Rocca dei Gatti salendo da Via Sambugo

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Prati salendo da Via Sambugo

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Rudere in prati salendo da Via Sambugo

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Serie di crinali salendo da Via Sambugo

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Bric Rocche dei Gatti da sotto

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Porto di Voltri e Monte di Portofino salendo verso Bric Rocche dei Gatti

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Rocche Prou Ballou e Monte Pennone più da vicino

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Primo piano Rocche Pro Ballou più da lontano

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Rocca dei Gatti salendo al Bric

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Monte Pidocchio e Rocca dei Gatti salendo al Bric

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Crinale Bric Rocche dei Gatti e mare

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Mare da crinale Bric Rocche dei Gatti

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Crinale verso Rocca dei Gatti

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Crinale Rocca dei Gatti con Pennone sullo sfondo

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Crinale Bric Rocche dei Gatti e mare più da lontano

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Crinale Bric Rocche dei Gatti e mare più da lontano

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Rocca dei Gatti e crinale andando al Bric Rocche dei Gatti

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Bric Rocche dei Gatti e mare

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Rocce su crinale Rocche dei Gatti e Monte Reixa

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Crinale verso Bric Rocche dei Gatti e mare sullo sfondo

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Cupola sommitale Rocca dei Gatti andandovi più da vicino

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Radura con torrione sotto Rocca dei Gatti

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Torrione e Rocca dei Gatti

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Rocca dei Gatti e mare sullo sfondo più da lontano

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Crinale Monte Pidocchio salendolo

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Pennone salendo verso il Pidocchio

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Mare Arenzano scendendo dal Pidocchio

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Anticima e Pennone salendovi

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Torrione con finestra salendo al Pennone

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Finestra Pennone

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Finestra Pennone più da vicino

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Primo piano finestra Pennone

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Masso incastrato risalendo da finestra Pennone più da vicino

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Croce Pennone con mare sullo sfondo

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Croce Pennone con mare sullo sfondo

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Torrioni scendendo dal Pennone

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Torrione scendendo dal Pennone più da lontano

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Cresta dentellata Pennone da sentiero sottostante

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Cresta dentellata Pennone da sentiero sottostante più da vicino

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Narciso trombone tornando verso il Pidocchio

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Capo Noli spunta tornando verso il Pidocchio

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Torrione e Sambuco

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Torretta scendendo verso Rio Gava

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Rifugio nella roccia scendendo verso Rio Gava

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Cascata in Rio Gava

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Laghetto risalendo Rio Gava più da vicino

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Laghetto risalendo Rio Gava ancora più da vicino

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Torrioni in contrafforti Roccia Malpasso dal Rio Gava

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Doppia cascata in Rio Gava

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Cascata risalendo Rio Gava

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Grande cascata in Rio Gava

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Grande cascata in Rio Gava più da vicino

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Cascata vista di fianco in Rio Gava

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Punto chiave scendendo Rio Gava visto da sotto

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Laghetti in Rio Gava da sopra

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Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
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