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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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MessaggioInviato: sab giu 06, 2009 9:29 
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Conte Ugolino ha scritto:
vorrei agiungere qualche chiarimento.
Esistono tratti di sentiereo che partono dalla città o dal paese e che per qualche motivo sono mantenuti puliti a carico di..
Sapete cosa vuol dire?
Bene lo sfalcio non può essere cacciato a lato ma caricato su camioncino e smaltito in apposita discarica nei rifiuti compostabili...., con ovvio costo.
Tali creuze in alcuni casio hanno circa tre passaggi di pulizia nei mesi primaverili estivi,
Come si fa? Non è il classico volontario con piccolo decespugliatore a filo...
Ah mi riferisco a creuze che in molti casi sono comunali..
Ma si, viva la wilderness :lol: e facciamo cadere i muri delle fasce, facciamocrescere l'edera, le erbacce e i rovi, poi verrà da ridere... si si con i falcetti si farà molto :lol: :lol:

Vedo che volutamente fai confusione, pro domo tua come sempre.
La wilderness: e' un valore, in grado di attrarre anche turismo, visto che a questo aspetto economico attribuisci importanza.
Le 5 terre ed i terrazzamenti, i rimboschimenti artificiali di pini o i boschi di castagno sono un'altra cosa che ha un suo valore culturale notevole ed innegabile.
Mettere in opposizione il crollo dei muretti e la wildnerness e' solo manipolazione.
Se le erbacce (ma non sono piante spontanee anch'esse?) ed i rovi invadono un sentiero potrebbe essere perche' non ci passa piu' nessuno. Mantenerlo per forza aperto potrebbe essere accanimento terapeutico.
Per non andare troppo OT torno in Val Cerusa e all'origine della mia riflessione. Se vado ravanando ed incontro un vecchio sentiero "minore" è giusto che pensi subito a contrassegnarlo? Non sarebbe più logico lasciarlo come è permettendo anche ad altri "esploratori" il piacere della riscoperta?

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Acqua, aria, silenzio.
Chi li danneggia ci aggredisce.
Difendiamoci.
ciao
giamma
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MessaggioInviato: sab giu 06, 2009 15:51 
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Quotazerino doc
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Lungi da me imbrattare di minio o altre sostanze, quando passo sui sentieri MMA ridondanti di indicazioni provo un certo fastidio (lo espressi in uno dei miei primi post); dal riempire di pittura al riprendere un paio di segnavia sbiaditi che ti fanno perdere un bivio mi pare che ce ne passi.
Personalmente porto cartina, bussola e GPS che non consulto se non in caso di estremo bisogno, non vedo il motivo per cui una famigliola non esperta in orienteering non possa gustarsi un sentiero poco trafficato.

CIT.:
Non sara' anche una specie di affermazione un po' egoistica che ci porta a segnalare un sentiero; qualcosa per poter dire "guardate che bravo che sono stato ho recuperato quel tracciato là oppure quella valletta".
/CIT.

mi scappa da ridere, pensare di recuperare un tracciato da solo è quanto meno velleitario visto che la natura fa il suo corso, qui si parla di interventi di ben altra scala: riprendere qualche segnavia e tagliare qualche rovo.

Se cerco la wilderness prendo zaino e bussola e mollo i sentieri segnati, qui il discorso è iniziato sul rombo rosso della Val Cerusa, ma se parli di vera wilderness allora sono più pessimista del Conte: anche in Borneo piano piano arriva la civiltà. Negli anni '90 vissi in zona per alcuni mesi e sui giornali ai tempi si dibatteva tra le istanze del governo malese che voleva che tutti andassero a scuola ed i rappresentanti degli Orang Asli che desideravano mantenere il loro stile di vita "primitivo" (ai nostri occhi, per loro era lo stile normale).
Qui ormai è stato tutto antropizzato a partire dai tempi dei primi monasteri benedettini e magari anche prima.
Le erbacce ed i rovi invadono anche la crosa che utilizzo giornalmente per tornare a casa (il Comune quando siamo fortunati passa una volta l'anno) e dovrei evitare di pulire?? Cerchiamo di discutere mantenendo i piedi per terra.


Lusciandro


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MessaggioInviato: sab giu 06, 2009 16:23 
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Quotazerino doc
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Vabbé che faccio il giornalista per professione da trent'anni ma non era mia intenzione scaldare così gli animi. Siamo partiti dalla Val Cerusa e siamo finiti a parlare di geo-politica internazionale. Comunque, benissimo: mi sembra un dibattito molto molto interessante, che suggerirei di trasferire nella sezione "ripristino e manutenzione sentieri", anche perchè mi sembra che un forum come questo possa ancor di più distinguersi con il confronto delle idee oltre che con i resoconti di gite. Detto ciò, un solo appunto: da come conosco le persone di Quotazero nessuno ha interessi particolari o scrive pro domo propria, ed è proprio per questo motivo e per la passione per la natura che accomuna tutti che è bello frequentare questa piazza virtuale. Quindi eviterei eccessi o anticipatici giudizi sulle persone.

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MessaggioInviato: sab giu 06, 2009 16:52 
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giamma ha scritto:
Se le erbacce (ma non sono piante spontanee anch'esse?) ed i rovi invadono un sentiero potrebbe essere perche' non ci passa piu' nessuno. Mantenerlo per forza aperto potrebbe essere accanimento terapeutico.
Per non andare troppo OT torno in Val Cerusa e all'origine della mia riflessione. Se vado ravanando ed incontro un vecchio sentiero "minore" è giusto che pensi subito a contrassegnarlo? Non sarebbe più logico lasciarlo come è permettendo anche ad altri "esploratori" il piacere della riscoperta?


Tornando al sentiero "rombo rosso"...
Io per fortuna (o purtroppo) sono troppo giovane per ricordare, ma tale sentiero era segnalato sulle cartine e sui libriccini
degli itinerari fie fino (credo) alla fine degli anni 70' - inizio anni '80. A causa di un lento ma prograssivo movimento franoso
nella zona del Gardonea il livello del sentiero in quel punto si va lentamente abbassando. A quando mi si dice data questa situazione la fie non ha più segnato il percorso, escludendolo dalle sue pubblicazioni.
E' chiaro che a questo punto il sentiero non è stato più frequentato, dal momento che non si trovava indicato su alcuna guida, eccetto quelle più vecchie (si trova pero' indicato sulla carta dei sentieri delle Edizioni del Magistero).

Come la totalità dei sentieri della Val Cerusa, ricalca delle mulattiere che sono state utilizzate per secoli per tutte le attività agricolo-pastorali della zona (e ne sono testimonianza le varie Casa Spravè, Ca' Picardi, ecc.).
Non si tratta affatto di un sentiero "minore" in quanto è una via di collegamento diretta fra Fiorino e il Passo del Faiallo, oltr che una via alternativa per la salita al Dente.
Come eventuale percorso promosso ad es. dal Parco del Beigua, può offrire molti spunti di "riflessione" (ambiente, vegetazione, fauna, geologia, archeologia rurale, ecc.).

Per quanto mi riguarda che il sentiero venga risegnato, ufficialmente o no, poco importa dal momento che egoisticamente parlando è un tracciato che ormai so ritrovare e un po' di ravanamento non mi disturba. In ogni caso basta che passi un solo escursionista per ridare valore a un sentiero.

Nel caso in questione il lavoro di manutenzione sarebbe veramente minimo, quindi perchè non ripristinarlo e risegnalarlo come si deve ???

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"Sfuma nel ciel lontano l'Appennino
e piega l'arco azzurro in ver ponente.
Come diadema e in mezzo, sul Turchino
e sui colli minori estolle il Dente
"
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MessaggioInviato: sab giu 06, 2009 17:27 
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Quotazerino doc
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ropesce ha scritto:
giamma ha scritto:
Se le erbacce (ma non sono piante spontanee anch'esse?) ed i rovi invadono un sentiero potrebbe essere perche' non ci passa piu' nessuno. Mantenerlo per forza aperto potrebbe essere accanimento terapeutico.
Per non andare troppo OT torno in Val Cerusa e all'origine della mia riflessione. Se vado ravanando ed incontro un vecchio sentiero "minore" è giusto che pensi subito a contrassegnarlo? Non sarebbe più logico lasciarlo come è permettendo anche ad altri "esploratori" il piacere della riscoperta?


Tornando al sentiero "rombo rosso"...
Io per fortuna (o purtroppo) sono troppo giovane per ricordare, ma tale sentiero era segnalato sulle cartine e sui libriccini
degli itinerari fie fino (credo) alla fine degli anni 70' - inizio anni '80. A causa di un lento ma prograssivo movimento franoso
nella zona del Gardonea il livello del sentiero in quel punto si va lentamente abbassando. A quando mi si dice data questa situazione la fie non ha più segnato il percorso, escludendolo dalle sue pubblicazioni.
E' chiaro che a questo punto il sentiero non è stato più frequentato, dal momento che non si trovava indicato su alcuna guida, eccetto quelle più vecchie (si trova pero' indicato sulla carta dei sentieri delle Edizioni del Magistero).

Come la totalità dei sentieri della Val Cerusa, ricalca delle mulattiere che sono state utilizzate per secoli per tutte le attività agricolo-pastorali della zona (e ne sono testimonianza le varie Casa Spravè, Ca' Picardi, ecc.).
Non si tratta affatto di un sentiero "minore" in quanto è una via di collegamento diretta fra Fiorino e il Passo del Faiallo, oltr che una via alternativa per la salita al Dente.
Come eventuale percorso promosso ad es. dal Parco del Beigua, può offrire molti spunti di "riflessione" (ambiente, vegetazione, fauna, geologia, archeologia rurale, ecc.).

Per quanto mi riguarda che il sentiero venga risegnato, ufficialmente o no, poco importa dal momento che egoisticamente parlando è un tracciato che ormai so ritrovare e un po' di ravanamento non mi disturba. In ogni caso basta che passi un solo escursionista per ridare valore a un sentiero.

Nel caso in questione il lavoro di manutenzione sarebbe veramente minimo, quindi perchè non ripristinarlo e risegnalarlo come si deve ???



Quotandoti, rilancio: possiamo farlo diventare il primo sentiero "recuperato" da Quotazero? Oppure, non essendo più segnalato nelle guide e dunque contravvenendo alla delibera regionale dell'aprile 1985 che ho citato qualche post più su, sarà meglio non farlo? E, nel caso, pennello, vernice e decespugliatore in spalla, andiamo a sistemare qualche altro itinerario "dimenticato"?

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ragassuoli ho deto che adesso si può ma con la nuova legge la cosa diventerebbbe problematica

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Conte Ugolino ha scritto:
ragassuoli ho deto che adesso si può ma con la nuova legge la cosa diventerebbbe problematica

:smt017 con la nuova legge saremo paragonati ai writers che vandalizzano monumenti?

@terralba: tranquillo, non volevo alzare i toni :wink: Per quel che riguarda l'adottare il sentiero potremmo pensarci seriamente, qui su QZ ci sono molti estimatori della Val Cerusa.

Lusciandro


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Con la nuova legge come detto dovrà essere un ente pubblico a proporre l'iscrizione a catasto del sentiero e a garantirne la manutenzione.
Che poi la manutenzione la faccia pincopalla o altro poco importa, l'essenziale è: taglio e manutenzione sentiero su più interventi durante l'anno. Manutenzioine della segnaletica su più anni genericamente ripetuta ogni tre 4 anni.
Se non esistono ste condizioni il sentiero sarà abbandonato a se steso e sarà vietato segnalarlo.... con sanzioni per chi lo farà.
Sarà obbligatorio a priori avere un ente, associazione o privati che si occuperanno della manutenzione, previa convenzione con l'ente che si occuperà del sentiero stesso ( provincia o parco).
Naturalmente prima di inserire il sentiero in questione nel catasto sentieri si valuterà appropriatamente se vale la pena di inserirlo visto che sarà necessario un piano di cantierabilità ( il che significa analisi dei costi a km e modalità di intervento) ed un tracciamento GPS con caratteristiche molto speciali al di fuori della comune traccia...

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Conte Ugolino ha scritto:
Con la nuova legge come detto dovrà essere un ente pubblico a proporre l'iscrizione a catasto del sentiero e a garantirne la manutenzione.
Che poi la manutenzione la faccia pincopalla o altro poco importa, l'essenziale è: taglio e manutenzione sentiero su più interventi durante l'anno. Manutenzioine della segnaletica su più anni genericamente ripetuta ogni tre 4 anni.
Se non esistono ste condizioni il sentiero sarà abbandonato a se steso e sarà vietato segnalarlo.... con sanzioni per chi lo farà.
Sarà obbligatorio a priori avere un ente, associazione o privati che si occuperanno della manutenzione, previa convenzione con l'ente che si occuperà del sentiero stesso ( provincia o parco).
Naturalmente prima di inserire il sentiero in questione nel catasto sentieri si valuterà appropriatamente se vale la pena di inserirlo visto che sarà necessario un piano di cantierabilità ( il che significa analisi dei costi a km e modalità di intervento) ed un tracciamento GPS con caratteristiche molto speciali al di fuori della comune traccia...


Perchè tutto ciò mi fa esser pessimista?

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Sento il tuo passo sincrono col mio

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terralba ha scritto:
Quotandoti, rilancio: possiamo farlo diventare il primo sentiero "recuperato" da Quotazero? Oppure, non essendo più segnalato nelle guide e dunque contravvenendo alla delibera regionale dell'aprile 1985 che ho citato qualche post più su, sarà meglio non farlo? E, nel caso, pennello, vernice e decespugliatore in spalla, andiamo a sistemare qualche altro itinerario "dimenticato"?


Conte Ugolino ha scritto:
ragassuoli ho deto che adesso si può ma con la nuova legge la cosa diventerebbbe problematica


Dovremo diventare come il tecnico clandestino Robert De Niro ALIAS Harry Tuttle nel film Brazil?

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=eosrujtjJHA[/youtube]

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mah io sono contrario fermamente a questi interventi volontaristici. Oggi lo fai domani perchè non ne hai voglia non lo fai ecc.
Un percorso segnalato deve essere percorribile sempre e con un riferimento chiaro a chi effettua la manutenzione e tanto altro.
Il volontarismo, lo spontaneismo non servono a nulla. Il volontariato non è volontarismo

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Beh, questa volta quoto il Conte a cui devo delle scuse per aver un po' ecceduto.
Quello che volevo dire era appunto questo che il Conte ha espresso benissimo.
La questione è ricorrente; leggo spesso di qualcuno che ritiene di valorizzare una zona, un posto, un sentiero e chiede come intervenire, segnalare ecc.
E penso che domani, quando vari altri sentieri verranno abbandonati perchè non inseriti in catasto, ancora di più si verificheranno situazioni simili.
Ritornando al sentiero in vale Cerusa, come correttamente ricorda Ropesce, abbandonato causa frana e un tempo buon collegamento per case Piccardo soprattutto quando la strada del Faiallo non c'era; poi utilizzato da cercatori di cristalli (vesuviana, magnetite) fino alla creazione del parco. Si potrebbe riprendere? Certo, perchè no?
Ma il problema generale rimane. Quando vediamo un tracciato evitiamo di scattare subito col minio, magari qualche posto è più bello senza.
Quanto al wilderness. Beh se intendiamo con questa parola indicare un luogo dove non è mai passato un uomo allora certo non sarà in Italia che la troveremo; ma se indichiamo invece luoghi non frequentati, rinaturalizzati, dove ci sono state mulattiere o addirittura case ma che oggi sono lontane dalle attività silvo-agro-pastorali e turistiche ebbene allora ci sono anche da noi.
Se ne conosciamo lasciamole stare.

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giamma
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Lusciandro ha scritto:
Lungi da me imbrattare di minio o altre sostanze, quando passo sui sentieri MMA ridondanti di indicazioni provo un certo fastidio (lo espressi in uno dei miei primi post); dal riempire di pittura al riprendere un paio di segnavia sbiaditi che ti fanno perdere un bivio mi pare che ce ne passi.
Personalmente porto cartina, bussola e GPS che non consulto se non in caso di estremo bisogno, non vedo il motivo per cui una famigliola non esperta in orienteering non possa gustarsi un sentiero poco trafficato.

CIT.:
Non sara' anche una specie di affermazione un po' egoistica che ci porta a segnalare un sentiero; qualcosa per poter dire "guardate che bravo che sono stato ho recuperato quel tracciato là oppure quella valletta".
/CIT.

mi scappa da ridere, pensare di recuperare un tracciato da solo è quanto meno velleitario visto che la natura fa il suo corso, qui si parla di interventi di ben altra scala: riprendere qualche segnavia e tagliare qualche rovo.

Se cerco la wilderness prendo zaino e bussola e mollo i sentieri segnati, qui il discorso è iniziato sul rombo rosso della Val Cerusa, ma se parli di vera wilderness allora sono più pessimista del Conte: anche in Borneo piano piano arriva la civiltà. Negli anni '90 vissi in zona per alcuni mesi e sui giornali ai tempi si dibatteva tra le istanze del governo malese che voleva che tutti andassero a scuola ed i rappresentanti degli Orang Asli che desideravano mantenere il loro stile di vita "primitivo" (ai nostri occhi, per loro era lo stile normale).
Qui ormai è stato tutto antropizzato a partire dai tempi dei primi monasteri benedettini e magari anche prima.
Le erbacce ed i rovi invadono anche la crosa che utilizzo giornalmente per tornare a casa (il Comune quando siamo fortunati passa una volta l'anno) e dovrei evitare di pulire?? Cerchiamo di discutere mantenendo i piedi per terra.


Lusciandro

Le erbacce (che non sono tali, poverine) ed i rovi invadono la crosa dove passi e tu la pulisci? Perfetto ed è appunto quello che ho detto: l'uso fa pulizia, ma non ha senso andare a pulire (magari una volta ogni due o tre anni) un sentiero dove non passerà nessuno.
Lasciamolo perdere, che ritorni alla natura. Se invece serve allora ok a manutenzione, pulizia, segnalazione ecc.

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giamma ha scritto:
Lusciandro ha scritto:
Lungi da me imbrattare di minio o altre sostanze, quando passo sui sentieri MMA ridondanti di indicazioni provo un certo fastidio (lo espressi in uno dei miei primi post); dal riempire di pittura al riprendere un paio di segnavia sbiaditi che ti fanno perdere un bivio mi pare che ce ne passi.
Personalmente porto cartina, bussola e GPS che non consulto se non in caso di estremo bisogno, non vedo il motivo per cui una famigliola non esperta in orienteering non possa gustarsi un sentiero poco trafficato.

CIT.:
Non sara' anche una specie di affermazione un po' egoistica che ci porta a segnalare un sentiero; qualcosa per poter dire "guardate che bravo che sono stato ho recuperato quel tracciato là oppure quella valletta".
/CIT.

mi scappa da ridere, pensare di recuperare un tracciato da solo è quanto meno velleitario visto che la natura fa il suo corso, qui si parla di interventi di ben altra scala: riprendere qualche segnavia e tagliare qualche rovo.

Se cerco la wilderness prendo zaino e bussola e mollo i sentieri segnati, qui il discorso è iniziato sul rombo rosso della Val Cerusa, ma se parli di vera wilderness allora sono più pessimista del Conte: anche in Borneo piano piano arriva la civiltà. Negli anni '90 vissi in zona per alcuni mesi e sui giornali ai tempi si dibatteva tra le istanze del governo malese che voleva che tutti andassero a scuola ed i rappresentanti degli Orang Asli che desideravano mantenere il loro stile di vita "primitivo" (ai nostri occhi, per loro era lo stile normale).
Qui ormai è stato tutto antropizzato a partire dai tempi dei primi monasteri benedettini e magari anche prima.
Le erbacce ed i rovi invadono anche la crosa che utilizzo giornalmente per tornare a casa (il Comune quando siamo fortunati passa una volta l'anno) e dovrei evitare di pulire?? Cerchiamo di discutere mantenendo i piedi per terra.


Lusciandro

Le erbacce (che non sono tali, poverine) ed i rovi invadono la crosa dove passi e tu la pulisci? Perfetto ed è appunto quello che ho detto: l'uso fa pulizia, ma non ha senso andare a pulire (magari una volta ogni due o tre anni) un sentiero dove non passerà nessuno.
Lasciamolo perdere, che ritorni alla natura. Se invece serve allora ok a manutenzione, pulizia, segnalazione ecc.



Beh è quello che ho detto io in merito alla REL, ovvero non è che si debbano sistemare tutti i sentieri, anche perchè le palanche son quelle che sono.
Si valuta appunto l'impegno ed il costo per cui alcuni vecchi sentieri saranno abbandonati totalmente, altri, avranno un supporto

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Comunque il sentiero rombo rosso è bellissimo, a me piace più di quello che sale da Sambuco e di quello che passa in riva sinistra del Cerusa ed arriva al Dente.
E' più aereo e spettacolare, ed anche più regolare nel prendere quota (se fosse ben tenuto fino in cima)!

Ciao
Skeno


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Lusciandro[/quote]
Le erbacce (che non sono tali, poverine) ed i rovi invadono la crosa dove passi e tu la pulisci? Perfetto ed è appunto quello che ho detto: l'uso fa pulizia, ma non ha senso andare a pulire (magari una volta ogni due o tre anni) un sentiero dove non passerà nessuno.
Lasciamolo perdere, che ritorni alla natura. Se invece serve allora ok a manutenzione, pulizia, segnalazione ecc.[/quote]


Beh è quello che ho detto io in merito alla REL, ovvero non è che si debbano sistemare tutti i sentieri, anche perchè le palanche son quelle che sono.
Si valuta appunto l'impegno ed il costo per cui alcuni vecchi sentieri saranno abbandonati totalmente, altri, avranno un supporto[/quote]

Esatto, infatti ho quotato il tuo intervento in proposito.
Rimane il fatto che ci sarà sempre qualcuno che non accetta questa impostazione ed andrà a ripescare qualche sentiero "scartato" perchè a lui piace effettuando interventi estemporanei. Vedremo, intanto sarebbe utile vederla partire questa REL.

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E, infatti, la Rel parte. Ho postato le notizie arrivate stamattina dalla giunta regionale nella sezione Ripristino e manutenzione sentieri dove si può proseguire questa discussione.

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Tanto per tranquillizzare qualcuno la mia era solo una provocazione, ci manca solo rischiare una multa per riprendere dei segnavia sbiaditi.

Fortunatamente la tecnologia ci viene in aiuto; partecipando al progetto Openstreetmap
http://www.quotazero.com/forum/viewtopic.php?t=4966 si possono salvare i percorsi dei sentieri registrandone la traccia GPS, ovviamente discriminando con apposito tag i sentieri mantenuti da quelli abbandonati.

Lusciandro


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Conte Ugolino ha scritto:
vorrei agiungere qualche chiarimento.
Esistono tratti di sentiereo che partono dalla città o dal paese e che per qualche motivo sono mantenuti puliti a carico di..
Sapete cosa vuol dire?
Bene lo sfalcio non può essere cacciato a lato ma caricato su camioncino e smaltito in apposita discarica nei rifiuti compostabili...., con ovvio costo.
Tali creuze in alcuni casio hanno circa tre passaggi di pulizia nei mesi primaverili estivi,
Come si fa? Non è il classico volontario con piccolo decespugliatore a filo...
Ah mi riferisco a creuze che in molti casi sono comunali..
Ma si, viva la wilderness :lol: e facciamo cadere i muri delle fasce, facciamocrescere l'edera, le erbacce e i rovi, poi verrà da ridere... si si con i falcetti si farà molto :lol: :lol:

Vedo che volutamente fai confusione, pro domo tua come sempre.
La wilderness: e' un valore, in grado di attrarre anche turismo, visto che a questo aspetto economico attribuisci importanza.
Le 5 terre ed i terrazzamenti, i rimboschimenti artificiali di pini o i boschi di castagno sono un'altra cosa che ha un suo valore culturale notevole ed innegabile.
Mettere in opposizione il crollo dei muretti e la wildnerness e' solo manipolazione.
Se le erbacce (ma non sono piante spontanee anch'esse?) ed i rovi invadono un sentiero potrebbe essere perche' non ci passa piu' nessuno. Mantenerlo per forza aperto potrebbe essere accanimento terapeutico.
Per non andare troppo OT torno in Val Cerusa e all'origine della mia riflessione. Se vado ravanando ed incontro un vecchio sentiero "minore" è giusto che pensi subito a contrassegnarlo? Non sarebbe più logico lasciarlo come è permettendo anche ad altri "esploratori" il piacere della riscoperta?

scusa abbi pazienza,ma dall'aver percorso tanti sentieri,mi pare che tu non abbia capito ancora come si sviluppa la vegetazione;per fare un esempio il sentiero che dalla Brigna sale al pennone,in maggio giugno viene totalmente ostruito dai rovi e dalla vegetazione,eppure è frequentatissimo,anche da gente in bici,se non venisse pulito sistematicamente,in un anno si chiuderebbe.Non voglio essere polemico,ma credo che,prima di fare certi discorsi bisognerebbe,conoscere un po' di più la campagna,sul serio e come sono le reali dinamiche che la caratterizzano. La wilderness delle nostre campagne,la tradurrei incuria:fino a trenta anni fa il bricco degli uccelli,era tutto coltivato,ora è coperto da bosco,con acacie e rovi a fare da padrone,lo preferisci?


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RAVIN ha scritto:
scusa abbi pazienza,ma dall'aver percorso tanti sentieri,mi pare che tu non abbia capito ancora come si sviluppa la vegetazione;per fare un esempio il sentiero che dalla Brigna sale al pennone,in maggio giugno viene totalmente ostruito dai rovi e dalla vegetazione,eppure è frequentatissimo,anche da gente in bici,se non venisse pulito sistematicamente,in un anno si chiuderebbe.Non voglio essere polemico,ma credo che,prima di fare certi discorsi bisognerebbe,conoscere un po' di più la campagna,sul serio e come sono le reali dinamiche che la caratterizzano. La wilderness delle nostre campagne,la tradurrei incuria:fino a trenta anni fa il bricco degli uccelli,era tutto coltivato,ora è coperto da bosco,con acacie e rovi a fare da padrone,lo preferisci?

Vedo che effettivamente mi sono spiegato malissimo. Cerco di rimediare.
Non dico che non si debbano pulire i sentieri, dico che non si devono pulire TUTTI i sentieri.
Se il Bricco degli Uccelli trent'anni fa era coltivato mentre oggi è coperto da bosco e rovi vuol dire che ha terminato (per ora, magari fra 100 anni tornerà quella "fame di terra" che dall'ottocento ha portato a colonizzare luoghi remoti) la sua funzione economica. E allora perchè dobbiamo per forza mantenerlo pulito? Facciamolo se se si tratta di rendere fruibile un luogo con valori storici, ambientali, turistici ecc. ecc. altrimenti lasciamolo rinaturalizzare.
Dove dominano acacie (specie non del nostro climax, ma pazienza), bosco e rovi vedo rinascere una formidabile ricchezza di piante del sottobosco che sostituiscono le monotone monocolture umane e rettili, insetti ecc .
Lasciami poi fare una considerazione generale. Mi pare che esista un atteggiamento culturale che ci impedisce di accettare che un luogo che sia stato colonizzato dall'uomo possa venire abbandonato. E' probabilmente un retaggio antichissimo che ci ha spinto a divenire conquistatori.
Quello dei sentieri è solo un caso all'interno di una casistica molto più ampia. I nostri nonni costruirono dei ricoveri sulle costiere del Beigua? Recuperiamoli.
Uno stabilimento balneare dichiara che ha messo negli anni troppo cemento sulle aree demaniali? Demoliamo? Quando mai, facciamoci degli appartamenti. Sono solo esempi che mi vengono in mente, magari poco coerentemente, ma spero di aver reso l'idea.

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Rinfresco questo topic buttando dentro un'idea che m'è venuta stamattina, come omaggio a un sentiero che sarebbe bello rivitalizzare, e, ovviamente, la giro a Bade e ai vertici di Quotazero.
Se già non avete altre idee sulla meta, butto lì: perché non organizzare il prossimo raduno di Quotazero al rifugio di Forte Geremia?
Tra le diverse vie di avvicinamento (con vari gruppi come s'è fatto l'ultima volta per arrivare al Caucaso) si potrebbe proporre anche la salita sul vecchio e sbiadito rombo rosso da Fiorino, oltre che quella da Fiorino via Dente e, per i più pigri, semplice semplice dalla Cappelletta di Masone.
Buona estate e buone vacanze a tutti.

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Sono davvero un pessimo forumista: non me n'ero assolutamente accorto. Beh, allora non era mica una brutta idea la mia...
Vado subito ad aggiungere il mio nome alla lista...

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Conte Ugolino ha scritto:
Con la nuova legge come detto dovrà essere un ente pubblico a proporre l'iscrizione a catasto del sentiero e a garantirne la manutenzione.
Che poi la manutenzione la faccia pincopalla o altro poco importa, l'essenziale è: taglio e manutenzione sentiero su più interventi durante l'anno. Manutenzioine della segnaletica su più anni genericamente ripetuta ogni tre 4 anni.
Se non esistono ste condizioni il sentiero sarà abbandonato a se steso e sarà vietato segnalarlo.... con sanzioni per chi lo farà.
Sarà obbligatorio a priori avere un ente, associazione o privati che si occuperanno della manutenzione, previa convenzione con l'ente che si occuperà del sentiero stesso ( provincia o parco).
Naturalmente prima di inserire il sentiero in questione nel catasto sentieri si valuterà appropriatamente se vale la pena di inserirlo visto che sarà necessario un piano di cantierabilità ( il che significa analisi dei costi a km e modalità di intervento) ed un tracciamento GPS con caratteristiche molto speciali al di fuori della comune traccia...

Ma tutto questo sistema di regole,vale solo per i sentieri segnati,o anche per quelli che non lo sono?la gran parte dei sentieri della val cerusa non sono segnati e quindi non sarebbero vincolati da queste nuove norme...ciò che mi risulta oscuro è il motivo di tanta severità:il sistema di sentieri liguri è mio modo di vedere buono,a tratti eccellente,perchè andare ad intervenire su una realtà che funziona? Inoltre questo nuovo sistema imporrà una burocratizzazione della manutenzione sentieristica,era proprio necessario?A chi dice che con il volontarismo non organizzato,non si va da nessuna parte,vorrei fare notare che in lacuni casi(tipo finale dove volontari non legati ad alcuna struttura hanno realizzato una grandiosa rete di sentieri per mtb) il lavoro di questi ultimi ha un valore fondamentale.


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Ma allora alla fine, com'è la condizione di questo sentiero rombo rosso?
Il segnale è sbiadito, ma il sentiero è -più o meno- riconoscibile?
Nessuno ha menzionato il sentiero che da Fiorino porta al Reixa passando per Case Seuggi, Pian della Biscia e percorrendo il crinale che separa la valle del Rio Secco dalla valle del Cerusa.. Esiste ancora? O è questo il sentiero "rombo rosso"? Chiedo scusa ma non l'ho mai percorso, in val Cerusa ho solo fatto il percorso con due croci rosse e nessun altro.. Se qualcuno sa dirmi se è percorribile o meno.. Chiedo anche se è molto esposto o no (ho intenzione di andare con una persona che soffre un po' di vertigini e quindi è meglio evitare passaggi troppo "aerei").
Grazie a chi risponderà :lol:


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Laurina ha scritto:
Ma allora alla fine, com'è la condizione di questo sentiero rombo rosso?
Il segnale è sbiadito, ma il sentiero è -più o meno- riconoscibile?
Nessuno ha menzionato il sentiero che da Fiorino porta al Reixa passando per Case Seuggi, Pian della Biscia e percorrendo il crinale che separa la valle del Rio Secco dalla valle del Cerusa.. Esiste ancora? O è questo il sentiero "rombo rosso"? Chiedo scusa ma non l'ho mai percorso, in val Cerusa ho solo fatto il percorso con due croci rosse e nessun altro.. Se qualcuno sa dirmi se è percorribile o meno.. Chiedo anche se è molto esposto o no (ho intenzione di andare con una persona che soffre un po' di vertigini e quindi è meglio evitare passaggi troppo "aerei").
Grazie a chi risponderà :lol:


State parlando dello stesso sentiero che parte da Fiorino, passa da Case Seuggi - Pina della Biscia - casa Spravè - Case Piccardo ecc. ecc.

Il sentiero è percorribile e non esposto anche se i segni non si vedono quasi più.

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Grazie mille per la pronta risposta :lol:
Guardando sulla cartina mi sembrava che tutte le varie "case" rimanessero più in basso rispetto al crinale e quindi pensavo fossero due percorsi diversi, a quanto pare ho interpretato male :wink:


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Guardando dal Bric del Dente,si vede partire da case Seuggi un nitido sentiero,in direzione del gruppo del faiallo;sembra paurosamente esposto,si tratta del quadrato rosso?


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delorenzi ha scritto:
Laurina ha scritto:
Ma allora alla fine, com'è la condizione di questo sentiero rombo rosso?
Il segnale è sbiadito, ma il sentiero è -più o meno- riconoscibile?
Nessuno ha menzionato il sentiero che da Fiorino porta al Reixa passando per Case Seuggi, Pian della Biscia e percorrendo il crinale che separa la valle del Rio Secco dalla valle del Cerusa.. Esiste ancora? O è questo il sentiero "rombo rosso"? Chiedo scusa ma non l'ho mai percorso, in val Cerusa ho solo fatto il percorso con due croci rosse e nessun altro.. Se qualcuno sa dirmi se è percorribile o meno.. Chiedo anche se è molto esposto o no (ho intenzione di andare con una persona che soffre un po' di vertigini e quindi è meglio evitare passaggi troppo "aerei").
Grazie a chi risponderà :lol:


State parlando dello stesso sentiero che parte da Fiorino, passa da Case Seuggi - Pina della Biscia - casa Spravè - Case Piccardo ecc. ecc.

Il sentiero è percorribile e non esposto anche se i segni non si vedono quasi più.


Per la precisione, il sentiero segnato un tempo col rombo rosso passa per Fiorino - Seuggi - Pian della Biscia - Sprave' indi attraversa il rio Gardonea
e risale la sua valletta fino ad arrivare sulla strada del Faiallo al Passo della Cerusa. I rombi rossi proseguono poi fino a Bric del Dente in comune con l'Alta Via
e congiungendosi alle due croci rosse nell'ultimo tratto.

Se vuoi andare al reixa puoi lasciare il rombo rosso quando arrivi al passo della cerusa, poi seguire l'alta via verso il passo del Faiallo e salire al reixa col quadrato rosso vuoto.

In alternativa per tracce di sentiero puoi risalire i vari costoloni sul versante dx della val cerusa. Non ho ancora fatto questi percorsi e non ti so dire bene
ma per esempio da Case Soggi puoi seguire il pallino blu su fondo bianco che conduce al percorso torrentistico sul Rio Secco. Prima di arrivare al rio, passi accanto al Giasse da Rua (casa caratteristica col tetto rosso). Da li' per tracce dovresti arrivare alla casa S. Gioacchino. A quel punto ti trovi sul sentiero quadrato rosso che sale al faiallo e poi al reixa (oppure puoi tagliare ulteriormente seguendo altre tracce di sentiero che puntano verso il reixa).
Puoi anche salire a casa S. Gioacchino sempre per tracce partendo da pian della biscia oppure da casa sprave'.
Prima o poi volevo provare questi percorsi, ma sono tracce non segnate (o addirittura si sale per prati) e pertanto ci vuole un po' di orientamento. Potrebbero anche esserci alcuni passaggi esposti.

Il sentiero rombo rosso non presenta passaggi esposti, ma ci vuole comunque attenzione in alcuni punti.

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e piega l'arco azzurro in ver ponente.
Come diadema e in mezzo, sul Turchino
e sui colli minori estolle il Dente
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RAVIN ha scritto:
Guardando dal Bric del Dente,si vede partire da case Seuggi un nitido sentiero,in direzione del gruppo del faiallo;sembra paurosamente esposto,si tratta del quadrato rosso?


Il quadrato rosso non passa da Case Seuggi, ma da Sambugo. E non e' assolutamente esposto.
Quello che vedi probabilmente e' il rombo rosso, che taglia a mezza costa il reixa e il faiallo, e che presenta alcune diramazioni, ben visibili guardando dalla strada del Faiallo. Da li' sembra effettivamente molto esposto, poi nella pratica non e' cosi'.

Tuttavia l'esposizione secondo me e' anche un concetto soggettivo. Per esempio una volta con mio zio siamo dovuti tornare indietro su un percorso che e' molto meno esposto del rombo rosso perche' gli sono venute le vertigini, mentre sul rombo rosso non ha mai avuto problemi.

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delorenzi ha scritto:
Laurina ha scritto:
Ma allora alla fine, com'è la condizione di questo sentiero rombo rosso?
Il segnale è sbiadito, ma il sentiero è -più o meno- riconoscibile?
Nessuno ha menzionato il sentiero che da Fiorino porta al Reixa passando per Case Seuggi, Pian della Biscia e percorrendo il crinale che separa la valle del Rio Secco dalla valle del Cerusa.. Esiste ancora? O è questo il sentiero "rombo rosso"? Chiedo scusa ma non l'ho mai percorso, in val Cerusa ho solo fatto il percorso con due croci rosse e nessun altro.. Se qualcuno sa dirmi se è percorribile o meno.. Chiedo anche se è molto esposto o no (ho intenzione di andare con una persona che soffre un po' di vertigini e quindi è meglio evitare passaggi troppo "aerei").
Grazie a chi risponderà :lol:


State parlando dello stesso sentiero che parte da Fiorino, passa da Case Seuggi - Pina della Biscia - casa Spravè - Case Piccardo ecc. ecc.

Il sentiero è percorribile e non esposto anche se i segni non si vedono quasi più.


Premetto che non conosco (ma rimedierò presto) la val Cerusa, tuttavia da varie letture mi sembra di capire che o sbiadito ROMBO ROSSO di cui scrive delorenzi NON è il percorso di crinale di cui parla Laurina.
Parodi descrive proprio il percorso di crinale (it. 36 "i monti del Beigua") che è classificato EE (cresta panoramica) e che si stacca dal rombo rosso a q.530 m circa sopra case Seuggi. Il rombo rosso invece va a destra e percorre la testata della val Cerusa e non la cresta.


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Lord Mhoram ha scritto:
Premetto che non conosco (ma rimedierò presto) la val Cerusa, tuttavia da varie letture mi sembra di capire che o sbiadito ROMBO ROSSO di cui scrive delorenzi NON è il percorso di crinale di cui parla Laurina.
Parodi descrive proprio il percorso di crinale (it. 36 "i monti del Beigua") che è classificato EE (cresta panoramica) e che si stacca dal rombo rosso a q.530 m circa sopra case Seuggi. Il rombo rosso invece va a destra e percorre la testata della val Cerusa e non la cresta.


Quello che descrive A.Parodi è in parte il rombo rosso fino al pian della Biscia e poi per crinale si sale in direzione del Reixa passando per le Case Gioachin.

E' un bel sentiero non segnalato, qualche ometto se c'è sempre all' inizio del pian della Biscia ma facilmente percorribile in quanto segue più o meno fedelmente il crinale.

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Confermo, il percorso di crinale si stacca dal rombo rosso a Pian della Biscia (ometti) e risale il crinale fino a case San Gioachin. Non mi ricordo tratti particolamente esposti ma possono esserci problemi di orientamento in caso di scarsa visibilita`.


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em ha scritto:
Confermo, il percorso di crinale si stacca dal rombo rosso a Pian della Biscia (ometti) e risale il crinale fino a case San Gioachin. Non mi ricordo tratti particolamente esposti ma possono esserci problemi di orientamento in caso di scarsa visibilita`.


Confermo sulla scarsa visibilità ed occhio alle giornate ventose

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Grazie mille a tutti, ora ho le idee un po' più chiare!
Evitando giornate ventose e con poca visibilità dunque non dovrebbero esserci problemi :D
Volevo solo evitare di portare la persona in questione su sentieri come per esempio quello a Portofino che collega le batterie con la baia di S. Fruttuoso, dato che involontariamente gli ho fatto prendere un bello spavento e vorrei non ripetere l'esperienza :oops:


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Laurina ha scritto:
Grazie mille a tutti, ora ho le idee un po' più chiare!
Evitando giornate ventose e con poca visibilità dunque non dovrebbero esserci problemi :D
Volevo solo evitare di portare la persona in questione su sentieri come per esempio quello a Portofino che collega le batterie con la baia di S. Fruttuoso, dato che involontariamente gli ho fatto prendere un bello spavento e vorrei non ripetere l'esperienza :oops:


Per non rischiare non ti conviene fare un pezzo dell'Alta Via (ad es. Faiallo-Argentea)? Oltretutto potrebbe essere ancora troppo caldo per quote basse e terreni assolati.


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Qualcuno ha la traccia GPS del sentiero dismesso "rombo rosso"? Mi piacerebbe percorrerlo con un minimo di supporto. Grazie e saluti.


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Rilancio l'idea: formiamo un gruppo che lo percorra in occasione del raduno del 4 ottobre al Forte Geremia?

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Lord Mhoram ha scritto:
Qualcuno ha la traccia GPS del sentiero dismesso "rombo rosso"? Mi piacerebbe percorrerlo con un minimo di supporto. Grazie e saluti.


Seguendo le indicazioni delle mie 2 carte ero partito da Via ai Tartari (20m dopo la chiesa di Fiorino)
[web]http://www.openstreetmap.org/?lat=44.467&lon=8.6895&zoom=14&layers=00B0FFF[/web]
seguendo un sentiero che si congiungeva sulla strada asfaltata, i segnavia li ho visti da lì; il segnavia del sentiero corretto dovrebbe partire dal cimitero (se qualcuno può dare indicazioni più precise non avremo sulla coscienza Lord Mhoran :D ) qualche centinaio di metri prima della chiesa (vedrai un ponte).
Per la traccia GPS in formato GPX la puoi avere da dove inizia il sentiero (la traccia rossa tratteggiata), scorri la pagina (quella incorporata qui sotto) in basso, clicchi sul bottone in basso a sinistra "Save" ed ottieni il file GPX
[web]http://yournavigation.org/?flat=44.460641&flon=8.700286&tlat=44.470531&tlon=8.669605&v=foot&fast=1&layer=mapnik[/web]


Lusciandro


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Grazie Lusciandro! Ti sei salvato la coscienza! :D Quando avrò occasione vorrei fare questo percorso in salita e ridiscendere con il sentiero "due croci rosse".


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