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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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MessaggioInviato: lun nov 13, 2006 18:30 
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Il borgo di Canate, di origine medievale, risale al XII secolo ed è situato ad una altitudine compresa tra i 537 ed i 555 metri sopra il livello del mare, sul versante meridionale del monte Lago. La parte principale del paese si è sviluppata lungo la dorsale orientata con giacitura nord/sud, delimitata verso ovest dal Fosso Ronchi e ad est dal Fosso delle Crese.
La piccola frazione del Comune di Davagna, ha la forma di una “T”, il cui tratto superiore si è sviluppato lungo la strada che collega la frazione di San Martino di Struppa con il paese di Marsiglia, mentre la parte inferiore è stata edificata lungo lo stretto sentiero che dal centro del borgo conduce in ripida discesa, verso il rio Canate ed il ponte di Cavassolo posto al confine con il Comune di Genova.
La prima edificazione del borgo è probabilmente avvenuta in corrispondenza del trivio tra le principali vie di comunicazione che raggiungono il paese ad una quota di 545 metri s.l.m.; qui è stata costruita una delle case più belle e ben rifinite dell’intero paese, dotata di tetto a quattro falde, marcapiani e persiane.
Un altro fabbricato di notevole dimensioni, considerate anche le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime ed il loro trasporto, è ubicato invece appena entrati nel paese percorrendo il sentiero proveniente da San Martino di Struppa; disposto su quattro piani fuori terra è antistante una fonte con annesso trogolo, punto di approvvigionamento di acqua potabile per l’intero paese.
Attualmente il borgo di Canate è costituito da circa una cinquantina di costruzioni, di cui trentacinque ancora in discrete condizioni di manutenzione, avendo ancora integra la relativa copertura. Vi sono poi alcuni ruderi di piccoli fabbricati dei quali si sono conservati solo parte dei muri perimetrali e di cui non è possibile risalire alla originaria destinazione d’uso. La parte del paese circostante la zona edificata era terrazzata per la coltivazione della vite, verdura e quant’altro necessario al sostentamento dei suoi abitanti.
Quello che salta immediatamente agli occhi arrivando a Canate è la tipologia delle sue case, che rispetto ad altri piccoli agglomerati simili, presentano delle caratteristiche non propriamente tipiche delle case contadine o comunque “povere”.
Molti dei fabbricati dispongono infatti di piccoli terrazzini dotati di belle ringhiere in ferro lavorato, scale esterne con scalini rivestiti in ardesia, fasce marcapiano, cantonali ecc. Le coperture sono quasi tutte a due falde con alcune eccezioni di alcune case con tetto a quattro falde, tutte ultimate con tegole in laterizio tipo marsigliesi.
Numerosi sono i fabbricati dotati di persiane alle finestre e disposti su tre o addirittura quattro piani fuori terra; alcuni hanno già solai di interpiano in calcestruzzo e putrelle in ferro, materiali che hanno sostituito i vecchi impalcati in tavole di legno di castagno, così come le pareti interne eseguite in mattoni e intonacate. Le murature perimetrali sono tutte realizzate in muratura di pietrame, proveniente dalla zona.
A Canate viene portata la luce negli anni trenta, e la quasi totalità delle case che compongono la piccola frazione del Comune di Davagna, sono dotate di un proprio impianto elettrico con trecce di rame rivestite in filato di cotone, isolatori, interruttori e prese in ceramica. All’inizio del paese provenendo da Marsiglia è ancora ben visibile un vecchio palo cabina dal quale partiva la distribuzione per tutto il paese. Anche le stradine che attraversano il piccolo borgo erano dotate di pubblica illuminazione, come testimoniano ancora i resti di alcuni punti luce.
L’approvvigionamento idrico era assicurato da un bel trogolo ancora oggi funzionante e ben conservato, posto all’inizio del borgo percorrendo il sentiero da San Martino di Struppa, dove gli abitanti di Canate si rifornivano di acqua e dove venivano portati ad abbeverarsi gli animali.
Alcune case avevano delle piccole vasche in muratura addossate ai muri di perimetro che venivano utilizzate per la raccolta delle acque piovane provenienti dalle coperture; l’acqua così raccolta veniva poi utilizzata per l’irrigazione degli orti, antistanti le abitazioni e le vicine fasce coltivate.
La quasi totalità delle case di Canate disponeva di un piano terra, a volte addossato per un lato ad un muro di fascia e destinato a stalla o cantina e di uno o più piani superiori destinati all’abitazione collegati tra loro mediante scala interna in legno.
La cucina era posizionata al piano immediatamente sopra la stalla o cantina, mentre le camere da letto erano ubicate ai piani superiori della casa; da quello che si può ancora notare oggi le cucine erano dotate di lavandini in marmo alla genovese e “runfò” a legna per la cottura dei cibi.
Una elemento caratterizzante nelle case di Canate è la massiccia presenza ai piani terra di botti di legno, torchi e damigiane, segno evidente che le fasce nei dintorni del paese dovevano essere coltivate per la maggior parte a vite; oggi rimangono pochi filari nella parte bassa dell’abitato, ma un tempo questa coltivazione doveva essere molto diffusa. Non mancano naturalmente i resti di vecchie mangiatoie ancora ottimamente conservate segno evidente della presenza di un buon numero di capi di bestiame, per lo più bovini, che durante il periodo primaverile ed estivo venivano portati al pascolo sulle pendici dei monti Alpesisa e Lago.
Come riportato nel bel libro di Marco Fezzardi “Monte Bano, molte storie”, alla fine degli anni ’40 Canate era abitato da una trentina di famiglie per circa 150 persone, mentre nel 1951, dati censimento ISTAT, i residenti erano ancora 96. Sul finire degli anni ’50 con la costruzione della strada carrabile che raggiungerà la frazione di Marsiglia, il borgo di Canate si spopolerà definitivamente e gli ultimi suoi abitanti si trasferiranno proprio in quel di Marsiglia. La frazione di Marsiglia era punto di riferimento per le funzioni religiose e funebri, disponendo di una chiesa, dedicata a San Giovanni Battista, e di un piccolo cimitero, mentre in una stanza al piano terra di una casa del borgo era ricavata un aula scolastica dove venivano tenute le lezioni; la maestra raggiungeva a piedi o a dorso di mulo da Marsiglia la piccola frazione di Canate, allora vero e proprio spauracchio viste le difficoltà che ci si doveva sobbarcare per raggiungerla.
La zona intorno a Canate di Marsiglia, così come tutta la Val Bisagno è stata teatro a partire dall’autunno del 1943, della resistenza partigiana contro i nazifascisti. Bisagno, all’anagrafe Aldo Gastaldi, è stato forse uno dei partigiani più conosciuti nella zona, e diede vita a Cichero ad una importante formazione partigiana che diventerà poi la Divisione Garibaldina Cichero.
Anche il piccolo borgo di Canate fu protagonista di una rappresaglia nazifascista che portò all’incendio del paese, così come testimoniato dal cippo in marmo posto al centro del paese, che così riporta: “…i partigiani della Brigata Volante Severino Divisione Garibaldina Cichero, dedicano con animo grato alla generosa partecipazione della gente di Canate che ha sfidato l’arroganza e la violenza nazifascista subendo con coraggio la feroce rappresaglia nemica che ha dato alle fiamme il villaggio. VI° Zona Operativa 1994-1945”.
Varie sono le possibilità di arrivare al paese di Canate di Marsiglia, lungo le antiche vie di comunicazione che sono rimaste le medesime di un tempo: tre sono gli itinerari principali che si suggeriscono. Il primo parte da San Martino di Struppa, ed è sicuramente l’itinerario più facile e meno faticoso, ma al tempo stesso anche il più lungo (circa due ore), che si sviluppa a mezza costa lungo le pendici meridionali dei monti Alpesisa e Lago (segnavia un cerchio rosso sbarrato).
Si può raggiungere inoltre il paese partendo dalla frazione di Marsiglia in Comune di Davagna: il sentiero, segnalato dapprima con una D rossa in campo bianco e successivamente, con una B rossa in campo bianco, conduce in un ora e mezza circa, e con un dislivello di circa 200 metri al borgo di Canate.
Infine si può percorrere a partire dal Ponte di Cavassolo, l'originario sentiero utilizzato dagli abitanti di Canate per recarsi a Genova, caratterizzato da una serie di scalini in pietra (circa 1100) intervallati da brevi tratti in piano, che in circa 45 minuti conduce al paese.


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MessaggioInviato: lun nov 13, 2006 21:10 
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Molto interessante!
Io in quella zona sono stato solamente quando sono salito sul Monte Alpesisa...ma non so se in realtà fossi così vicino...questo me lo devi dire tu che hai meglio idea della questione.. :wink:

Appena sarà pronto il nuovo sito che integrerà il forum ...bisogna che questi tuoi interessanti interventi abbiano un posto tutto loro che vada al di là del forum...sempre che a te stia bene! :wink:


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MessaggioInviato: mar nov 14, 2006 0:09 
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Toh!!
Canate di Marsiglia, ho giusto una foto del febbraio 2005, scattata proprio mentre salivo sull'Alpesisa:

Immagine

Ciao :wink:

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MessaggioInviato: mar nov 14, 2006 8:44 
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PAngOccioLO
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Maggiorasca ha scritto:
Toh!!
Canate di Marsiglia, ho giusto una foto del febbraio 2005, scattata proprio mentre salivo sull'Alpesisa:

Ciao :wink:


Toh! Mi ricorda qualcosa..... 8) :wink:
Ciao

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Paolo

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MessaggioInviato: mar nov 14, 2006 8:46 
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Per arrivarci in fretta Ti consiglio dal Ponte di Cavassolo, la vecchia salita dei 1000 scalini che in 45 minuti ti porta a Canate.
Il ponte di Cavassolo è quello all'inizio della strada per Davagna.


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MessaggioInviato: mar nov 14, 2006 8:50 
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Io non so bene dove siano questi paesi...ma vedrò di informarmi sulla strada da seguire dal genova.. :wink:

Magari potrebbe essere una delle prossime passeggiate infrasettimanali.. :wink:


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MessaggioInviato: mar nov 14, 2006 8:50 
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PAngOccioLO
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Mi è stato riferito che ci vivono due persone, una stabilmente e l'altra ci vive saltuariamente. Hanno rimesso a posto due casette, prendendo qua e la con il permesso ovviamente dei proprietari.
Ciao

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Paolo

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MessaggioInviato: mar nov 14, 2006 8:51 
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Quotazerino doc
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Si puo` anche raggiungere Canate da Capenardo scendendo dalla sella tra le due cime del monte Lago (segnavia cerchio rosso barrato).


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MessaggioInviato: mar nov 14, 2006 9:13 
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Iscritto il: lun ott 16, 2006 8:55
Messaggi: 3074
Località: Leivi
il nome mi ricordava qualcosa, tempo fà frugando in rete avevo trovato questo link che ne parlava e mi ha incuriosito parecchio:

http://www.geocities.com/carlafed/itinerari/canate.html

saluti
Mirco

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E poi la neve bianca, gli alberi gli abeti, l'abbraccio del silenzio, colmarmi tutti i sensi
sentirsi solo e vivo, tra le montagne grandi, e i grandi spazi immensi. (R.Cocciante)


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 Oggetto del messaggio: CANATE - 25 APRILE 2008
MessaggioInviato: ven apr 25, 2008 21:00 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: gio ago 09, 2007 10:39
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Località: VALBESAGNU
oggi passeggiatina con il cane prato-S. martino- canate - cavassolo - prato..
il sentiero è abbastanza pulito, qualche problema solo nel tratto tra scandolaro e la centrale del rio canate dato che come al solito il torrente si "mangia" il sentiero.... sennò tutto "liscio" come l'olio.. purtroppo dalla mia ultima visita le condizioni del borgo sono peggiorate in maniera tragica, quasi tutte le case sono lesionate in maniera evidente, qualcuna è crollata.. qualcuna è bruciata(...) fino alle fondamenta ed i segni del vandalismo sono più che evidenti ovunque.. sul pianoro che sta davanti al borgo non sono potuto arrivare causa piccola recinzione apposta da un contadino che ho visto al lavoro sul pianoro stesso.. andando avanti così credo che entro pochi anni le case restanti rovineranno al suolo ed è un vero peccato considerando la bellezza del luogo..

allego alcune immagini scattate con la digitale.

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MEGLIO UN GIORNO DA ANTOLINO CHE CENTO DA LEONI

Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare.
Non le vorresti e nemmeno le hai scelte. Ma arrivano.
E dopo non sei più uguale.


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MessaggioInviato: dom apr 27, 2008 22:19 
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Uomo di pietra
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Iscritto il: lun ott 02, 2006 21:41
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Località: Genova-San Teodoro
Già, gran posto. E dire che gli abitanti si schioppavano la scalinata due volte al giorno per andare a lavorare a genova.
Voglio tornarci.........

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Belin !


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MessaggioInviato: dom apr 27, 2008 22:46 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: gio ago 09, 2007 10:39
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Località: VALBESAGNU
granpasso ha scritto:
Già, gran posto. E dire che gli abitanti si schioppavano la scalinata due volte al giorno per andare a lavorare a genova.
Voglio tornarci.........



già già.. ed io mi lamento per il traffico..... :D :D

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MessaggioInviato: dom apr 27, 2008 22:51 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: gio ago 09, 2007 10:39
Messaggi: 2309
Località: VALBESAGNU
visto lo strepitoso successo del topic, allego altre tre o quattro foto.. :D :D :D

BELLEZZA AL BAGNO

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ma ai giardini sotto casa non ci potevamo proprio andare, vero??

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scandolaro

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un secchereccio nel bosco

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MessaggioInviato: sab gen 09, 2010 17:12 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: ven mar 21, 2008 9:56
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Località: GENOVA Molassana
Era già da diverso tempo che volevo ritornare a quel paesetto fantasma che è Canate di Marsiglia......

CANATE DI MARSIGLIA
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....così il 27 dicembe ho approfittato della bella giornata di sole e sono partito presto alle 7:30 (presto considerando che in questo periodo il sole sorge alle 8 circa e quindi alle 7:30 è appena chiaro). Il mo compagno di gita è il mio cane Tom, con il quale ultimamente sto dividento quasi ogni escursione a piedi.
Da casa mia (Molassana) ho percorso la strada asfaltata lungo il Bisagno fino a Prato da dove ho iniziato a salire verso nord.

Ho raggiunto l'Antico Acquedotto in prossimità dei ruderi dell'Oratorio di S.Rocco............

I RUDERI DELL'ORATORIO DI S.ROCCO
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......sono salito alla località "La Parte" dove un tempo venivano confinati i "matti" e poi lungo il crinale (splendidi panorami sulla val Bisagno)..........

PANORAMA SU CAVASSOLO, DOVE IL TORRENTE CANATE CONFLUISCE NEL BISAGNO
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........ho superato il Monte Caviglia per raggiungerne la sua sella nord.


Da qui mi sono innestato sul sentiero segnalato con un cerchio vuoto barrato rosso (Prato-Canate-Capenardo) che ho seguito integralmente fino a Canate, dove ho curiosato tra le case abbandonate.

CURIOSANDO TRA LE CANTINE....
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...E TRA LE CUCINE
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Una casa mi è parsa “abitata”, od almeno così ho supposto, visto che il piano terra era chiuso ed alcuni panni erano stesi.

LA “CASA”
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A metà del paese il sengnavia proseguiva per salire al crinale (Alpesisa-Candelozzo), ma io ho preferito effettuare un anello con discesa al Torrente e ritorno su Cavassolo. Speravo di trovare la famosa mulattiera di 1500 scalini (almeno così me la hanno descritta) che dal costone sud del paese scende direttamente al Torrente, ma l’ultima casa da dove dovrebbe partire la strada aveva tutta la zona circostante recintata che ne chiudeva il transito

LA DISCESA DEI 1500 SCALINI DOVREBBE PARTIRE DALL’ULTIMA CASA A SX
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……..così ho poi deciso di scendere attraverso il sentiero “normale” per Marsiglia (segnavia D rosso deteriorato e poco visibile) e poi deviare per il Torrente Canate. Lungo la discesa ho incontrato una persona che saliva. Non mi è parso un cacciatore (come quelli impegnati in una battuta di cacia al cinghiale che ho visto lungo il sentiero prima del paese), che fosse per caso il misterioso abitante della casa con la stufa accesa??
Comunque non mi sono fermato a domandare se fosse lui, e dopo un frettoloso saluto ho proseguito, anche perché, volevo concludere il giro prima di pranzo ed era già tardi. Poco dopo Case Scandolaro........

CASE SCANDOLARO
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....... ho superato il ponticello in legno…………

PONTICELLO IN LEGNO
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…. e poi ho deviato a DX (segnavia B rosso deteriorato e poco visibile) lungo una bella mulattiera che inizia in piano, scende con un paio di tornanti nel fondovalle e poi prosegue lungo il torrente con vari guadi. Purtroppo in questo periodo il Torrente è piuttosto gonfio d’acqua, così in almeno due guadi mi sono dovuto bagnare. Il più conetnto era Tom che sembrava proprio feice di sguazzare nell’acqua gelida. In questo tratto lungo il torrente il percorso è in buone condizioni, anche se il segnavia è talmente vecchio da non esere più visibile. Raggiunto l’asfalto in prossimità della centrale idroeletrica dell’Amga, ho proseguito fino a Cavassolo dove mi sono innestato sull’Antico Acquedotto che ho percorso verso valle fino a casa.

In totale 23 km con circa 850m di dislivello.

Giorgio

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MessaggioInviato: dom gen 10, 2010 16:24 
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Ho inserito qualche altra foto di alcuni rii poco prima del paese......
non sono belle foto ma potrebbero risultare utili a chi pratica torrentismo (leggi Skeno) per poter capire se si tratta di alvei potenzialmente interessanti

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e qui la cartina del percorso......
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Bravo, così è più ben fatto.
Io ero salito direttamente dalla centrale idroeletrica per un sentiero micidiale che ha richiesto in più punti l'uso delle mani e che porta al sentiero FIE dalle parti di case Tugu (o Tigui?). Volevo anche cercare il collegamento con Marsiglia ma l'ho ceffato e sono sceso sul sentiero che hai fatto tu.
ciao

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Chi li danneggia ci aggredisce.
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ciao
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MessaggioInviato: dom gen 10, 2010 17:50 
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giamma ha scritto:
Io ero salito direttamente dalla centrale idroeletrica per un sentiero micidiale che ha richiesto in più punti l'uso delle mani e che porta al sentiero FIE dalle parti di case Tugu (o Tigui?). Volevo anche cercare il collegamento con Marsiglia ma l'ho ceffato e sono sceso sul sentiero che hai fatto tu


Ciao Giamma, una domanda:
dalla Centrale (che è nel lato idrografico di SX), per raggiungere le Tigui, sei quindi salito dal versante opposto (lato idrografico DX)?

Se si, devo dire che non ho notato nessuna traccia da quel versante, che comunque mi è sembrato parecchio impervio. Deve essere stata un'impresa ben faticosa risalirlo :shock: !
Mentre a fianco alla centrale dovrebbe esserci una vecchia strada vicinale che raggiunge Arvigo e poi Marsiglia, anche se non ne conosco le condizioni di percorribilità. Potrebbe essere una mia esplorazione futura.

Ciao

Giorgio

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MessaggioInviato: dom gen 10, 2010 20:13 
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Bello, a Canate ci sono stato due volte, sempre salendo da san martino di struppa e facendo un anello passando sull'alpesisa.

Piacerebbe tanto anche a me avere un bel cagnone :D

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Io credetti e credo la lotta con l'Alpe utile come il lavoro, nobile come un'arte, bella come una fede.

Meglio un fesso felice che un granitico scontento.


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MessaggioInviato: dom gen 10, 2010 21:02 
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giorgio.mazzarello ha scritto:
giamma ha scritto:
Io ero salito direttamente dalla centrale idroeletrica per un sentiero micidiale che ha richiesto in più punti l'uso delle mani e che porta al sentiero FIE dalle parti di case Tugu (o Tigui?). Volevo anche cercare il collegamento con Marsiglia ma l'ho ceffato e sono sceso sul sentiero che hai fatto tu


Ciao Giamma, una domanda:
dalla Centrale (che è nel lato idrografico di SX), per raggiungere le Tigui, sei quindi salito dal versante opposto (lato idrografico DX)?

Se si, devo dire che non ho notato nessuna traccia da quel versante, che comunque mi è sembrato parecchio impervio. Deve essere stata un'impresa ben faticosa risalirlo :shock: !
Mentre a fianco alla centrale dovrebbe esserci una vecchia strada vicinale che raggiunge Arvigo e poi Marsiglia, anche se non ne conosco le condizioni di percorribilità. Potrebbe essere una mia esplorazione futura.

Ciao

Giorgio

Esatto.
Dalla centrale ero entrato nel greto seguendo il sentiero per Canate (ma non lo sapevo) e, dopo pochi metri avevo guadato.
Sull'altra riva c'è un sentiero infrascato che scende in piano lungo la sponda destra e poi si inerpica ripidissimo fino a raggiungere il FIE. E' cmq un percorso del tutto sconsigliabile, ho la traccia GPS, ma mi pare inutile.
Su qualche mappa è riportato il collegamento Canate Marsiglia con collegamento nei dintorni del ponticello di legno, ma io non l'ho visto.
Anche il mitico 1500 gradini è di identificazione problematica. Come hai visto non sembra partire da Canate e in basso dovrebbe arrivare nel torrente?
A fianco della centrale dovrebbe esserci qualcosa? Prima del cancello vuoi dire?
ciao

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ciao
giamma
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MessaggioInviato: dom gen 10, 2010 22:14 
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alec ha scritto:
Bello, a Canate ci sono stato due volte, sempre salendo da san martino di struppa e facendo un anello passando sull'alpesisa.

Piacerebbe tanto anche a me avere un bel cagnone


Anch'io prima di questa volta ho fatto l'anello sull'AV e poi tornando da Creto, ma questa volta ho voluto provare il sentiero basso, anche se in questo periodo è forse sconsigliabile per la portata del torrente.

Il cane in effetti fa molta compagnia, specialmente se vai da solo. E' un discreto impegno, specialmente per chi vive in appartamento come me, ma ti ripaga di tutti i sacrifici.

scinty ha scritto:
Sempre belli questi giri, complimenti!


Grazie.... :D


giamma ha scritto:
Su qualche mappa è riportato il collegamento Canate Marsiglia con collegamento nei dintorni del ponticello di legno, ma io non l'ho visto.
Anche il mitico 1500 gradini è di identificazione problematica. Come hai visto non sembra partire da Canate e in basso dovrebbe arrivare nel torrente?
A fianco della centrale dovrebbe esserci qualcosa? Prima del cancello vuoi dire?
ciao



Il sentiero che ho seguito io da Canate scende verso il Torrente e poi risale. Poco dopo il ponticello c'è un bivio. A DX si scende (dove sono andato io) mentre a SX si sale a Marsiglia. Per Marsiglia c'è uno sbiadito segnavia D rosso, ma il sentiero è in buone condizioni, o meglio in condizioni migliori di quello che ho percorso io lungo il Torrente.

Per i 1500 scalini andrò nuovamente sul posto per cercarlo.

Mentre quello dalla centrale dovrebbe partire, guardando il cancello, sul lato SX, della recinzione. Si dovrebbe inerpicare con qualche tornante lungo il ripido costone e poi andare in salita dritto verso Arvigo e poi salire a Marsigia.
Anche questo sarà oggetto di una futura esplorazione.
Sono tutti percorsi che difficilmente vengono riportati sulle normali carte escursionistiche.
Io li ho trovati sulle carte catastali, ma, se sono indicati li, non vuol dire che attualmente siano ancora percorribili.

Parecchi anni fa (10-12) esisteva un consorzio (Luna Nuova) che ha ricevuto dei finanziamenti ed ha ripristinato parecchi sentieri della zona. Alcuni segnavia si trovano ancora lungo le mulattiere (sono quelli con segnavia costituito da una lettera rossa in campo bianco), anche se attualmente sono parecchio deteriorati.

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giorgio.mazzarello ha scritto:
Sono tutti percorsi che difficilmente vengono riportati sulle normali carte escursionistiche.
Io li ho trovati sulle carte catastali, ma, se sono indicati li, non vuol dire che attualmente siano ancora percorribili.


Questa zona è molto interessante, un paio d'anni fa ho fatto un anello seguendo il cerchio barrato fino a Canate poi ripida risalita fino all'alta via poi Capenardo e ritorno dall'acquedotto. Una curiosità: come si fa a consultare le mappe catastali?

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giorgio.mazzarello ha scritto:
Io li ho trovati sulle carte catastali, ma, se sono indicati li, non vuol dire che attualmente siano ancora percorribili.


vero, per esempio sulle carte catastali della valbrevenna sono segnate strade comunali e vicinali di cui si fatica anche a trovare traccia...è che queste carte sono aggiornate mi pare a 30 o 40 anni fa... :roll:

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Ciao! :D discussione interessante dal primo messaggio! visto che sono molto poco pratico volevo fare una domanda: l'oratorio di san rocco dove si trova? io ero convinto fosse il piccolo edificio religioso situato sul ponte del vecchio acquedotto sopra Cavassolo, sul versante sinistro della valle del torrente Concasca (dalla parte della strada provinciale per Davagna, per capirsi), ma la foto di giorgio.mazzarello non corrisponde alla mia convinzione

le foto a cui mi riferisco:

oratorio
Cita:
I RUDERI DELL'ORATORIO DI S.ROCCO
Immagine


quello che credevo fosse l'oratorio, a fianco del ponte (allegato)


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lmmt ha scritto:
Ciao! :D discussione interessante dal primo messaggio! visto che sono molto poco pratico volevo fare una domanda: l'oratorio di san rocco dove si trova? io ero convinto fosse il piccolo edificio religioso situato sul ponte del vecchio acquedotto sopra Cavassolo, sul versante sinistro della valle del torrente Concasca (dalla parte della strada provinciale per Davagna, per capirsi), ma la foto di giorgio.mazzarello non corrisponde alla mia convinzione

le foto a cui mi riferisco:

oratorio
Cita:
I RUDERI DELL'ORATORIO DI S.ROCCO
Immagine


quello che credevo fosse l'oratorio, a fianco del ponte (allegato)


In realtà l'oratorio è quello che ho indicato io (quello diroccato per intenderci) e si tratta di un edificio storico.
Sulle carte ufficiali tutta la zona è denominata S.Rocco.

Ne parla anche Delorenzi qui:
viewtopic.php?f=5&t=1058&hilit=acquedotto


La cappella a fianco del ponte di Cavassolo, in prossimita della confluenza del Torrente Canate con il Bisagno, direi che sia parecchio più recente, ma non ne conosco la storia.

Lord Mhoram ha scritto:
Una curiosità: come si fa a consultare le mappe catastali?


Io le ho su CD, sicuramente sono datate, anche se però non credo che durante l'aggiornamento delle catastali, il cui scopo è di identificare bene tutte le varie proprietà, vengano eliminate le antiche vie di transito, che spesso fanno da confine ai terreni.

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grazie davvero dell'info!
non avevo dubbi fosse quello da te indicato! :D infatti ho premesso di non essere pratico
il torrente però si chiama Concasca ed è frutto della confluenza del Canate e dell'Arvigo, questo lo so per certo! :D li ho fatti canna alla mano da Cavassolo finché si riusciva senza rischiare di ammazzarsi.


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lmmt ha scritto:
il torrente però si chiama Concasca ed è frutto della confluenza del Canate e dell'Arvigo, questo lo so per certo! li ho fatti canna alla mano da Cavassolo finché si riusciva senza rischiare di ammazzarsi.


Grazie anche a te, che il Canate e l'Arvigo formassero il Cocasca era un'informazione che non sapevo.

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MessaggioInviato: mer feb 10, 2010 15:48 
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Ciao! In questo periodo di bici appese a chiodi mi sono attardato di frequente lungo i versanti relativi al crinale Creto-Scoffera per approfondirne la conoscenza: luoghi bellissimi. Tuttavia è difficile che io reputi "brutto" un luogo d'Appennino quindi il giudizio lascia il tempo che trova.
Due cose su Canate: mi permetto di suggerire una modifica al titolo della discussione in quanto Canate non è un paese abbandonato; forse non lo è neppure mai stato. Tanti progetti: nessuno realizzato; tanti lavori speranze e sogni, tanto amore per la propria terra, di nascita o di adozione.
Canate è un paese gemello di Noci e Campoveneroso per quel che concerne le vicende della Resistenza: nelle sue attuali condizioni fisiche, sfigato rispetto al primo e fortunato rispetto al secondo.

giamma ha scritto:
Su qualche mappa è riportato il collegamento Canate Marsiglia con collegamento nei dintorni del ponticello di legno, ma io non l'ho visto.

effettivamente, forse sono alcuni castagni abbattutisi presso il bivio della mulattiera a poter confondere le acque per chi proviene da Canate. Si comprende meglio il tutto se si imbocca la mulattiera da Marsiglia, che fra l'altro è in ottime condizioni.

giamma ha scritto:
Anche il mitico 1500 gradini è di identificazione problematica. Come hai visto non sembra partire da Canate e in basso dovrebbe arrivare nel torrente?
A fianco della centrale dovrebbe esserci qualcosa? Prima del cancello vuoi dire?
ciao

Il sentiero dei 1000 e rotti scalini, il "mitico", parte proprio da Canate, ed una corretta informazione sul luogo di partenza si trova a questo collegamento:
viewtopic.php?p=82301#p82301
E per rispondere alla richiesta/domanda/proposta di questo messaggio (viewtopic.php?p=124465#p124465):
E' stato ripulito di recente per le solite impellenti improrogabili necessità venatorie, ma se non si conosce, si potrà facilmente perdere tempo a mantenere la traccia corretta.

giorgio.mazzarello ha scritto:
Mentre quello dalla centrale dovrebbe partire, guardando il cancello, sul lato SX, della recinzione. Si dovrebbe inerpicare con qualche tornante lungo il ripido costone e poi andare in salita dritto verso Arvigo e poi salire a Marsigia.

Non ricordo bene la zona della centrale alla confluenza dei torrenti Arvigo e Canate, ma la vicinale alla quale fai riferimento penso sia una carrabile che da Marsiglia rimane tale per un breve tratto (poco oltre la deviazione - evidente ma non proprio segnalata - per Canate), per poi restringersi sensibilmente a mulattiera e condurre in breve ad Arvigo. La mulattiera prosegue chiaramente fin presso alcune fasce sulla costa della montagna, evidenti anche da lontano, e dà l'impressione di proseguire ma non l'ho percorsa fino in fondo. Un altra mulattiera si stacca più o meno dal centro del paese (presso una casa bianca in mezzo ad altre di colore arancione-rosato) e scende al Molinasso, vecchio abitato leggermente più grosso dell'Arvigo, situato poco sopra il torrente, 70 metri più in basso di Arvigo. Questi due abitati sono tuttora frequentati, un tempo abitati e vivi; diverse le case ristrutturate relativamente di recente, diversi i vandalismi o le intemperie delle stagioni. Chiaramente, un sentierino li univa, ora non ho idea se praticabile: comunque, parti(va) in mezzo alle case di uno e arriva(va) in mezzo a quelle dell'altro.

giamma ha scritto:
Dalla centrale ero entrato nel greto seguendo il sentiero per Canate (ma non lo sapevo) e, dopo pochi metri avevo guadato.
Sull'altra riva c'è un sentiero infrascato che scende in piano lungo la sponda destra e poi si inerpica ripidissimo fino a raggiungere il FIE. E' cmq un percorso del tutto sconsigliabile, ho la traccia GPS, ma mi pare inutile.

Ho scorto due tracce, lungo il sentiero FIE Canate-San Martino, scendere verso valle: una poco oltre (proveniendo da Canate) l'edificio in prossimità di San Martino, segnato sulle carte a quota 368; un'altra che ha tutta l'aria di essere un'antica prosecuzione della bella mulettiera che si stacca da San Martino (località Croce): scende a gradini ripidi e stretti, immersa dai rovi, all'apparenza impraticabile. E' una di queste due, quella a cui fai riferimento?

giorgio.mazzarello ha scritto:
Parecchi anni fa (10-12) esisteva un consorzio (Luna Nuova) che ha ricevuto dei finanziamenti ed ha ripristinato parecchi sentieri della zona. Alcuni segnavia si trovano ancora lungo le mulattiere (sono quelli con segnavia costituito da una lettera rossa in campo bianco), anche se attualmente sono parecchio deteriorati.

per quanto riguarda i sentieri della LunaNuova, ho trovato qualche informazione interessante nella discussione dell'Alpesisa:
viewtopic.php?p=74077#p74077


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lmmt ha scritto:
Ciao! In questo periodo di bici appese a chiodi mi sono attardato di frequente lungo i versanti relativi al crinale Creto-Scoffera per approfondirne la conoscenza: luoghi bellissimi. Tuttavia è difficile che io reputi "brutto" un luogo d'Appennino quindi il giudizio lascia il tempo che trova.
Due cose su Canate: mi permetto di suggerire una modifica al titolo della discussione in quanto Canate non è un paese abbandonato; forse non lo è neppure mai stato. Tanti progetti: nessuno realizzato; tanti lavori speranze e sogni, tanto amore per la propria terra, di nascita o di adozione.
Canate è un paese gemello di Noci e Campoveneroso per quel che concerne le vicende della Resistenza: nelle sue attuali condizioni fisiche, sfigato rispetto al primo e fortunato rispetto al secondo.

giamma ha scritto:
Su qualche mappa è riportato il collegamento Canate Marsiglia con collegamento nei dintorni del ponticello di legno, ma io non l'ho visto.

effettivamente, forse sono alcuni castagni abbattutisi presso il bivio della mulattiera a poter confondere le acque per chi proviene da Canate. Si comprende meglio il tutto se si imbocca la mulattiera da Marsiglia, che fra l'altro è in ottime condizioni.

Il sentiero dei 1000 e rotti scalini, il "mitico", parte proprio da Canate, ed una corretta informazione sul luogo di partenza si trova a questo collegamento:
viewtopic.php?p=82301#p82301
E per rispondere alla richiesta/domanda/proposta di questo messaggio (viewtopic.php?p=124465#p124465):
E' stato ripulito di recente per le solite impellenti improrogabili necessità venatorie, ma se non si conosce, si potrà facilmente perdere tempo a mantenere la traccia corretta.

giorgio.mazzarello ha scritto:
Mentre quello dalla centrale dovrebbe partire, guardando il cancello, sul lato SX, della recinzione. Si dovrebbe inerpicare con qualche tornante lungo il ripido costone e poi andare in salita dritto verso Arvigo e poi salire a Marsigia.

Non ricordo bene la zona della centrale alla confluenza dei torrenti Arvigo e Canate, ma la vicinale alla quale fai riferimento penso sia una carrabile che da Marsiglia rimane tale per un breve tratto (poco oltre la deviazione - evidente ma non proprio segnalata - per Canate), per poi restringersi sensibilmente a mulattiera e condurre in breve ad Arvigo. La mulattiera prosegue chiaramente fin presso alcune fasce sulla costa della montagna, evidenti anche da lontano, e dà l'impressione di proseguire ma non l'ho percorsa fino in fondo. Un altra mulattiera si stacca più o meno dal centro del paese (presso una casa bianca in mezzo ad altre di colore arancione-rosato) e scende al Molinasso, vecchio abitato leggermente più grosso dell'Arvigo, situato poco sopra il torrente, 70 metri più in basso di Arvigo. Questi due abitati sono tuttora frequentati, un tempo abitati e vivi; diverse le case ristrutturate relativamente di recente, diversi i vandalismi o le intemperie delle stagioni. Chiaramente, un sentierino li univa, ora non ho idea se praticabile: comunque, parti(va) in mezzo alle case di uno e arriva(va) in mezzo a quelle dell'altro.

Ho scorto due tracce, lungo il sentiero FIE Canate-San Martino, scendere verso valle: una poco oltre (proveniendo da Canate) l'edificio in prossimità di San Martino, segnato sulle carte a quota 368; un'altra che ha tutta l'aria di essere un'antica prosecuzione della bella mulettiera che si stacca da San Martino (località Croce): scende a gradini ripidi e stretti, immersa dai rovi, all'apparenza impraticabile. E' una di queste due, quella a cui fai riferimento?

Bell'intervento, Immt come sempre i tuoi.
Il sentiero che ho percorso in salita reca i segni gialli dell'enel e percorre quel costone che, sulla carta di giorgio.mazzarello, è chiamato Ciappuso. Non ricordo come termina sul sentiero FIE, se con scalini o altro.
Il collegamento da Marsiglia voglio farlo e pensavo proprio di partire da lì, a maggior ragione ora che mi confermi che il sentiero si trova. Potrebbe essere interessante a questo punto salire a Canate e scendere col 1500 scalini. E salendo a Marsiglia col sentiero dell'Arvigo, ovviamente.
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Ciao! In questo periodo di bici appese a chiodi mi sono attardato di frequente lungo i versanti relativi al crinale Creto-Scoffera per approfondirne la conoscenza: luoghi bellissimi. Tuttavia è difficile che io reputi "brutto" un luogo d'Appennino quindi il giudizio lascia il tempo che trova.
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Su qualche mappa è riportato il collegamento Canate Marsiglia con collegamento nei dintorni del ponticello di legno, ma io non l'ho visto.

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E per rispondere alla richiesta/domanda/proposta di questo messaggio (viewtopic.php?p=124465#p124465):
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Sull'altra riva c'è un sentiero infrascato che scende in piano lungo la sponda destra e poi si inerpica ripidissimo fino a raggiungere il FIE. E' cmq un percorso del tutto sconsigliabile, ho la traccia GPS, ma mi pare inutile.

Ho scorto due tracce, lungo il sentiero FIE Canate-San Martino, scendere verso valle: una poco oltre (proveniendo da Canate) l'edificio in prossimità di San Martino, segnato sulle carte a quota 368; un'altra che ha tutta l'aria di essere un'antica prosecuzione della bella mulettiera che si stacca da San Martino (località Croce): scende a gradini ripidi e stretti, immersa dai rovi, all'apparenza impraticabile. E' una di queste due, quella a cui fai riferimento?

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per quanto riguarda i sentieri della LunaNuova, ho trovato qualche informazione interessante nella discussione dell'Alpesisa:
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Molto interessanti tutti gli spunti e le certezze sui percorsi da e per Canate.
Penso che a breve tornerò in zona per fare finalmente i 1000 scalini.


Giorgio

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che meraviglia canate, è sempre bello andarci, tornarci o leggere di chi ci va. anche se ogni volta si scoprono sempre più violenti i segni dello scorrere inesorabile del tempo..... :shock:

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Vorrei fare l'anello che ho visto sulla cartina di Giorgio: lasciare l'auto a Cavassolo, magari salire in corriera fino a Marsiglia, quindi Canate e poi scendere verso San Martino.

E' possibile dal sentiero del ritorno scendere a Cavassolo a recuperare l'auto senza arrivare a San Martino?
Si arriva sull'acquedotto?

Grazie

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Come mi ero proposto ho effettuato una ulteriore esplorazione nella val Canate per cercare le due vecchie mulattiere:
- Torrente Canate – L’Arvigo (strada Comunale Cavassolo-Arvigo-Marsiglia)
- Torrente Canate – Canate (noto come il sentiero dei 1000 scalini)

Il sopralluogo è stato positivo nel senso che ho individuato tutti e due i percorsi.

Sono partito da Molassana, ho percorso tutto il vecchio Acquedotto fino a Cavassolo, dove in località Molini Nuovi (apena prima di imboccare il ponte) ho deviato a SX ed ho percorso il tratto di acquedotto (briglia del Concasca) che si addentra nella valle del Canate.
Questo tratto di condotto è percorribile anche se in qualche tratto la vegetazione disturba un poco il transito. Poco prima di raggiungere una abitazione (recente ed in buone condizioni ma abbandonata) ho deviato a DX per immettermi sulla strada asfaltata (lungo l’asfalto c’è un tratto di recinzione aperta) che si addentra nella Val Canate. Il condotto raggiunge la casetta, ma siccome da li non è possibile oltrepassare il torrente per raggiungere l’asfalto, che in quel tratto di valle è l’unica via per proseguire, la deviazione che ho fatto io è l’unica possibilità.
Ho superato l’allevamento di cani ed ho raggiunto la centrale idroelettrica. Poco prima del cancello ho lasciato l’asfalto per imboccare una traccia che scende a guadare il torrente Arvigo (che in quel punto si immette nel Canate). Dopo il guado, in prossimità dei ruderi di un probabile vecchio mulino (semi nascosto dalla vegetazione) parte a DX una traccia ben evidente che sale e si addentra nella valletta del Torrente Arvigo. La traccia in breve diventa una bella mulattiera che prosegue. A questo punto, visto che il sentiero appariva in buone condizioni, non ho più proseguito perché il mio obbiettivo primario era quello di trovare il famoso 1000 scalini. Così sono tornato sui miei passi ed ho proseguito lungo il sentiero che risale la Val Canate, sempre con il torrente in vista. In questo periodo la portata d’acqua consente di effettuare i diversi guadi senza pericolo di bagnarsi. Il percorso lungo il torrente è parecchio ombroso e fresco, e consente di essere percorso anche nei giorni estivi. Ho continuato per circa 1,5 km dalla centrale idroelettrica, fino a quando nel Torrente Canate si immette il Fosso Ronchi. Qui è presente una passerella in cemento (quota 235m). Da qui, se poco prima del ponticello si guada il Torrente e si prosegue ci si immette sulla mulattiera che raggiunge Canate attraverso le Case Scandolaro. Io invece ho oltrepassato il ponticello ed ho cominciato a risalire il costone che scende direttamente dall’ultima casa dell’antico paese di Canate. Gli scalini cominciano quasi subito e continuano fino al paese. Spesso sono costituiti dalle classiche ciappe sporgenti dai vecchi muretti a secco, oppure sono veri e propri scalini realizzati con pietre. Tutto il percorso è abbastanza agevole e segnalato con tracce di vernice rossa. I pochi tratti dove sono presenti modeste frane sono facilmente superabili. L’unica parte che necessita qualche attenzione è l’ultimo tratto, appena prima del paese, quando bisogna deviare a DX in piano in una traccia appena visibile che raggiunge gli ultimi scalini nel versante sud-est del paese. Le case compaiono solo all’ultimo, poco prima degli ultimi scalini. Da Canate sono tornato lungo il sentiero segnato con un cerchio vuoto barrato rosso.

Qualche foto:

LUNGO IL TORRENTE CANATE
Immagine

ALCUNI TRATTI DEL SENTIERO DEI 1000 SCALINI
Immagine

Immagine

Immagine

SALENDO IL PANORAMA SULLA VAL CANATE
Immagine

LA CARTINA DEL PERCORSO
Immagine

mintr ha scritto:
Vorrei fare l'anello che ho visto sulla cartina di Giorgio: lasciare l'auto a Cavassolo, magari salire in corriera fino a Marsiglia, quindi Canate e poi scendere verso San Martino.

E' possibile dal sentiero del ritorno scendere a Cavassolo a recuperare l'auto senza arrivare a San Martino?
Si arriva sull'acquedotto?

Grazie


Penso che quanto ho scritto risponda anche alle tue domande.

Giorgio

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Bravo, : Ok :
grazie per le notizie mooolto interessanti.
Vorrei andarci ma ora sono convalescente ed immobilizzato poi sarà troppo caldo. Mi sa che se ne riparla in autunno

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giorgio.mazzarello ha scritto:
mintr ha scritto:
Vorrei fare l'anello che ho visto sulla cartina di Giorgio: lasciare l'auto a Cavassolo, magari salire in corriera fino a Marsiglia, quindi Canate e poi scendere verso San Martino.

E' possibile dal sentiero del ritorno scendere a Cavassolo a recuperare l'auto senza arrivare a San Martino?
Si arriva sull'acquedotto?

Grazie


Penso che quanto ho scritto risponda anche alle tue domande.

Giorgio


Grazie mille =D>
penso che mi stamperò direttamente la tua descrizione e camminerò con il foglio in mano! :strizzaOcchio::

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Interessantissimo! quindi sei tornato via Scandolaro-centrale idroelettrica?
giorgio.mazzarello ha scritto:
Qui è presente una passerella in cemento (quota 235m). Da qui, se poco prima del ponticello si guada il Torrente e si prosegue ci si immette sulla mulattiera che raggiunge Canate attraverso le Case Scandolaro. Io invece ho oltrepassato il ponticello ed ho cominciato a risalire il costone che scende direttamente dall’ultima casa dell’antico paese di Canate. Gli scalini cominciano quasi subito e continuano fino al paese. Spesso sono costituiti dalle classiche ciappe sporgenti dai vecchi muretti a secco, oppure sono veri e propri scalini realizzati con pietre. Tutto il percorso è abbastanza agevole e segnalato con tracce di vernice rossa. I pochi tratti dove sono presenti modeste frane sono facilmente superabili. L’unica parte che necessita qualche attenzione è l’ultimo tratto, appena prima del paese, quando bisogna deviare a DX in piano in una traccia appena visibile che raggiunge gli ultimi scalini nel versante sud-est del paese. Le case compaiono solo all’ultimo, poco prima degli ultimi scalini. Da Canate sono tornato lungo il sentiero segnato con un cerchio vuoto barrato rosso.

bene bene, ciò significa che ho ricevuto informazioni un po' troppo "terroristiche" a riguardo del 1000 e rotti scalini... poi si tratta sempre di valutazioni soggetive...


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lmmt ha scritto:
Interessantissimo! quindi sei tornato via Scandolaro-centrale idroelettrica?


No, sono salito lungo i 1000 scalini e poi sono tornato lungo il sentiero in piano che raggiunge S.Martino di Struppa.

Il sentiero Canate-Scandolaro-Marsiglia lo avevo già fatto di recente e non volevo ripeterlo.

Giorgio

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MessaggioInviato: sab mag 22, 2010 8:23 
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giorgio.mazzarello ha scritto:
Come mi ero proposto ho effettuato una ulteriore esplorazione nella val Canate per cercare le due vecchie mulattiere:
- Torrente Canate – L’Arvigo (strada Comunale Cavassolo-Arvigo-Marsiglia)
- Torrente Canate – Canate (noto come il sentiero dei 1000 scalini)

Il sopralluogo è stato positivo nel senso che ho individuato tutti e due i percorsi.

Sono partito da Molassana, ho percorso tutto il vecchio Acquedotto fino a Cavassolo, dove in località Molini Nuovi (apena prima di imboccare il ponte) ho deviato a SX ed ho percorso il tratto di acquedotto (briglia del Concasca) che si addentra nella valle del Canate.
Questo tratto di condotto è percorribile anche se in qualche tratto la vegetazione disturba un poco il transito. Poco prima di raggiungere una abitazione (recente ed in buone condizioni ma abbandonata) ho deviato a DX per immettermi sulla strada asfaltata (lungo l’asfalto c’è un tratto di recinzione aperta) che si addentra nella Val Canate. Il condotto raggiunge la casetta, ma siccome da li non è possibile oltrepassare il torrente per raggiungere l’asfalto, che in quel tratto di valle è l’unica via per proseguire, la deviazione che ho fatto io è l’unica possibilità.
Ho superato l’allevamento di cani ed ho raggiunto la centrale idroelettrica. Poco prima del cancello ho lasciato l’asfalto per imboccare una traccia che scende a guadare il torrente Arvigo (che in quel punto si immette nel Canate). Dopo il guado, in prossimità dei ruderi di un probabile vecchio mulino (semi nascosto dalla vegetazione) parte a DX una traccia ben evidente che sale e si addentra nella valletta del Torrente Arvigo. La traccia in breve diventa una bella mulattiera che prosegue. A questo punto, visto che il sentiero appariva in buone condizioni, non ho più proseguito perché il mio obbiettivo primario era quello di trovare il famoso 1000 scalini. Così sono tornato sui miei passi ed ho proseguito lungo il sentiero che risale la Val Canate, sempre con il torrente in vista. In questo periodo la portata d’acqua consente di effettuare i diversi guadi senza pericolo di bagnarsi. Il percorso lungo il torrente è parecchio ombroso e fresco, e consente di essere percorso anche nei giorni estivi. Ho continuato per circa 1,5 km dalla centrale idroelettrica, fino a quando nel Torrente Canate si immette il Fosso Ronchi. Qui è presente una passerella in cemento (quota 235m). Da qui, se poco prima del ponticello si guada il Torrente e si prosegue ci si immette sulla mulattiera che raggiunge Canate attraverso le Case Scandolaro. Io invece ho oltrepassato il ponticello ed ho cominciato a risalire il costone che scende direttamente dall’ultima casa dell’antico paese di Canate. Gli scalini cominciano quasi subito e continuano fino al paese. Spesso sono costituiti dalle classiche ciappe sporgenti dai vecchi muretti a secco, oppure sono veri e propri scalini realizzati con pietre. Tutto il percorso è abbastanza agevole e segnalato con tracce di vernice rossa. I pochi tratti dove sono presenti modeste frane sono facilmente superabili. L’unica parte che necessita qualche attenzione è l’ultimo tratto, appena prima del paese, quando bisogna deviare a DX in piano in una traccia appena visibile che raggiunge gli ultimi scalini nel versante sud-est del paese. Le case compaiono solo all’ultimo, poco prima degli ultimi scalini. Da Canate sono tornato lungo il sentiero segnato con un cerchio vuoto barrato rosso.

Qualche foto:

LUNGO IL TORRENTE CANATE
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ALCUNI TRATTI DEL SENTIERO DEI 1000 SCALINI
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SALENDO IL PANORAMA SULLA VAL CANATE
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LA CARTINA DEL PERCORSO
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mintr ha scritto:
Vorrei fare l'anello che ho visto sulla cartina di Giorgio: lasciare l'auto a Cavassolo, magari salire in corriera fino a Marsiglia, quindi Canate e poi scendere verso San Martino.

E' possibile dal sentiero del ritorno scendere a Cavassolo a recuperare l'auto senza arrivare a San Martino?
Si arriva sull'acquedotto?

Grazie


Penso che quanto ho scritto risponda anche alle tue domande.

Giorgio



Attenzione alla quarta foto: sul masso a sinistra compare il segnale cerchio rosso e la scritta Monte Lago. Ecco dunque che si risolve il "mistero" che avevo segnalato tanto tempo fa in un altro topic, cioè il fatto che tra la sella del Monte Lago sopra Canate e la vetta dello stesso avessi trovato questi segnali scoloriti o in parte cancellati. Pensavo che si trattasse di una prima versione dell'itinerario che sale da San Martino di Struppa e intersecandosi con l'Av porta a Capenardo; invece, evidentemente, era la segnalazione di un (Prato?) - Cavassolo - Monte Lago lungo il sentiero dei mille scalini. Avevo chiesto ai vecchi della Fie se qualcuno ne sapesse di più, senza ricevere risposta; ora, con la tua documentazione fotografica, rilancio. Qualcuno si ricorda quando la segnalazione era "in vita"? Qualcuno sa esattamente da dove parte? Tu, Giorgio, che passi spesso da quelle parti, magari l'avrai vista anche più sotto... E, comunque, ancora una volta mi chiedo: perchè è stata lasciata andare? Se ci pensate si potrebbe realizzare uno splendido collegamento: Prato - Cavassolo - Canate - sella Lago (Av) - Monte Lago - crinale Lago - Alpesisa - AV.

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terralba ha scritto:
Attenzione alla quarta foto: sul masso a sinistra compare il segnale cerchio rosso e la scritta Monte Lago. Ecco dunque che si risolve il "mistero" che avevo segnalato tanto tempo fa in un altro topic, cioè il fatto che tra la sella del Monte Lago sopra Canate e la vetta dello stesso avessi trovato questi segnali scoloriti o in parte cancellati. Pensavo che si trattasse di una prima versione dell'itinerario che sale da San Martino di Struppa e intersecandosi con l'Av porta a Capenardo; invece, evidentemente, era la segnalazione di un (Prato?) - Cavassolo - Monte Lago lungo il sentiero dei mille scalini. Avevo chiesto ai vecchi della Fie se qualcuno ne sapesse di più, senza ricevere risposta; ora, con la tua documentazione fotografica, rilancio. Qualcuno si ricorda quando la segnalazione era "in vita"? Qualcuno sa esattamente da dove parte? Tu, Giorgio, che passi spesso da quelle parti, magari l'avrai vista anche più sotto... E, comunque, ancora una volta mi chiedo: perchè è stata lasciata andare? Se ci pensate si potrebbe realizzare uno splendido collegamento: Prato - Cavassolo - Canate - sella Lago (Av) - Monte Lago - crinale Lago - Alpesisa - AV.


Si, l'ho vista bene questa segnalazione (si tratta di una specie di cerchio rosso vuoto su fondo bianco), ma con molta probabilità si tratta di una segnalazione ralizzata dalla coperativa "Luna Nuova" che parecchi anni fa era molto ativa nella zona ed aveva curato il ripristino e la segnalazione di quasi tutti gli itinerari in alta Val Bisagno.
A mio parere molti degli itinerari seganalti da questa cooperativa (che adesso non esiste più) sono andati in disuso, ed in special modo quelli meno frequentati (come appunto il sentiero dei 1000 scalini).
Per questo credo che la FIE non sappia nulla riguardo questo segnale.
C'è anche da dire che per tutti i sentieri segnalati e non, se non si prevede una mantenzione periodica (biennale o meglio annuale) è inutile crearli, ripristinali e segnalarli.

In zona la FIE ha fatto un buon lavoro di manutenzione su molti percorsi FIE(come quello che raggiunge Canate da Prato - segnavia cerchio barrato vuoto rosso), e ripristinare il 1000 scalini (sia come segnalazione che come interventi di rifacimento delle zone deteriorate) sarebbe molto impegnativo anche se al termine potrebbe essere un percorso molto interessante.

A meno di non avere un grande numero di volontari (con tanto tempo libero), credo che sia molto meglio concentrare le risorse ed il tempo per la manutenzione di un minore numero di percorsi, piuttosto che ripristinarne di nuovi.

Giorgio

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