Alla faccia di Scipione, Caronte e Minosse messi insieme…
Credo che tanto freddo così era veramente un po’ che non lo sentivo!
Sono da poco passate le 6:00 quando con Fabrizio abbandoniamo l’auto nei pressi del piccolo lago del Pic d’Asti…per carità è vero che siamo già ad una quota notevole, ma l’aria che ci accoglie, appena aperte le porte dell’auto, è incredibile…
E pensare che a casa ero quasi tentato di vestirmi in modo da affrontare la parte escursionistica della gita in pantaloni corti…
Ci vestiamo di tutto punto e risaliamo l’evidente sentiero che parte in direzione della Sella d’Asti.
La giornata è meravigliosa…che colori…ecco uno dei tanti pregi dell’essere così pesto quassù…la luce è davvero straordinaria, non fosse per il vento non ci sarebbe il minimo rumore, forse solo qualche campanaggio di qualche mandria ancora appisolata sui declivi erbosi…piano piano la val Varaita si sta risvegliando, anche lei pare apprezzare i benefici effetti del sole che lentamente sta iniziando a regalare il suo calore…
Arriviamo in breve all’inizio della pietraia dove, stando ad alcune relazioni, si potrebbero avere delle difficoltà nel trovare gli ometti che indicano la miglior via da seguire…
O siamo fortunati noi oppure qualcuno ha fatto opera di restiling…fatto sta che davvero molto agevolmente (occorre tenersi il più possibile a sinistra rispetto alla direzione di salita) risaliamo i pendi piuttosto irti che ci separano dalla nostra prima meta.
Come direbbe il buon Jacolus (lafiocavenmola) arriviamo alla “pèra ‘d culasiun” (il Torrione Gina) abbracciati da un sole, che mai come oggi, ci pare davvero indispensabile…piccola pausa per una colazione, per equipaggiarci di tutto punto e per ridestare le mani che altrimenti sarebbero un po’ infreddolite…
Da qua la strada da seguire è piuttosto evidente, sono presenti comunque bolli verdi che indicano il percorso sino in cima.
La via è davvero bella, divertente, ma mai banale…vi sono infatti almeno un paio di passaggi piuttosto esposti e verticali (dove le difficoltà dicono essere di III), ma c’è sempre la possibilità di proteggersi.
Noi alterniamo conserva corta ad alcuni tiri ed in breve siamo alla croce di vetta.
I timori, durante l’avvicinamento, erano relativi al vento ed al freddo…<<se c’è quest’aria lassù in cresta dovremo fare attenzione…>>…<<spero che almeno la roccia, visto che è già esposta al sole, sia più calda…>>…
Mai avrei creduto di dover temere di essere sbalzato via dalla cima…eppure…
Non appena infatti abbiamo messo piede sul piccolo plateau sommitale siamo stati sferzati da un’aria impressionante..quasi come se avesse voluto raccogliere tutte le forze lasciandoci tranquilli durante il tratto più impegnativo, per darci saggio della sua forza quando oramai credevamo di essere tranquilli…
Foto di vetta velocissima e giù a capofitto verso il caldo..
Per rendere completa la giornata attrezziamo pure una bella doppia di 30 mt (l’ideale sarebbe una corda da 70) che ci deposita alla base di alcune cenge poste poco sopra il torrione Gina..
Attendiamo che ci raggiungano 4 ragazzi di Sampeyre alle prese con i primi passaggi sottostanti, così da evitare di fargli rotolare qualche pietra sulla testa e dopo aver scambiato due parole, torniamo alla sella d’asti…
Come per le giostre più belle, i giri durano sempre troppo poco…
Che dire, dopo aver concluso degnamente la mattinata con uno spuntino vicino al lago di Castello (impossibile farlo più in quota) ho capito una volta di più, quanto sia bello poter avere la passione per la montagna e non per andare a fare il “merenderos”

!!!!!!
Il risveglio della valle...e del cavalo!!!!!!

Adoro questa luce...

Via di salita.

Rocca Rossa e Taillante

Esposizione:

Ultime difficoltà..

Nel blù, dipinto di blù...

Ancorato alla croce

Fabry:

Il re ed il suo lato migliore...

Magica Val Varaita...

Cervino in miniatura...

ora non resta che attendere la prossima primavera...con la neve, credo sia davvero uno spettacolo assoluto...