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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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 Oggetto del messaggio: Rocca Brancia
MessaggioInviato: lun ott 12, 2009 22:11 
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Alpi Cozie meridionali, sottogruppo dell’Oserot

La Rocca Brancia è una montagna calcarea che sorge tra il Colle Oserot e il Passo Gardetta. È caratterizzata da una spettacolare cresta irta di torri e spuntoni, lunga più di un chilometro e mezzo. La sommità della montagna è costituita da due cime gemelle, che nella Guida dei Monti d’Italia non vengono citate, come se la vetta fosse una sola. Nella stessa guida si parla solo della via normale per la cresta SE e non si cita nessun altro itinerario. Non ho notizie di scalate avvenute su questa montagna dopo la pubblicazione della guida. E poi qualcuno dice che non c'è più spazio per l'avventura...

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La guardavamo l'anno scorso dall'Oserot, con il mio scatenato amico Giorgio e abbiamo pensato di andare a toccarla con mano. Girogio che ha molto piu tempo ed energia di me, ha esplorato da solo la prima parte della cresta, poi l'ho accomapgnato a completare l'opera. Ecco la relazione della scalata:

La traversata completa della Rocca Brancia per le creste NO e SE è stata effettuata in due tempi, nell’estate 2009. Si tratta di un percorso grandioso su roccia di qualità molto variabile (in alcuni tratti è pessima, ma in altri è addirittura ottima), che nel complesso ha richiesto circa 10 ore di arrampicata effettiva.

La prima parte della cresta, dalla Comba Emanuel al grande scivolo che porta sul lato ovest del Colle Oserot, è stata percorsa il 7 agosto 2009 in solitaria da Giorgio Massone. Giorgio ha attaccato il primo torrione della cresta a quota 2415 circa ed è salito senza assicurazione, cercando la via più logica su e giù per torri, spuntoni e forcelle, utilizzando la corda solo per recuperare lo zaino nei tratti più difficili. In cinque ore di arrampicata ha superato difficoltà varie dal III al V grado, arrivando sul bordo superiore del grande scivolo (2740 m circa) che scende poco ad ovest del Colle Oserot.

Il 27 agosto Giorgio è tornato sulla cresta con me. Arrivati sul bordo superiore del grande scivolo alle dieci del mattino, abbiamo attaccato la cresta superiore, e, scalando imponenti torrioni, crestine friabili, diedri e fessure, con difficoltà dal III al IV+, siamo giunti alle 13 e 30 sulla vetta NO (che dovrebbe essere quella più alta).

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Abbiamo proseguito scavalcando anche la vetta SE e siamo scesi per cresta fino ad una forcella. Abbiamo superato in salita l’ultimo aguzzo spuntone alto una quarantina di metri (III+ e IV), poi siamo scesi facilmente al Passo della Rocca Brancia, dove siamo arrivati alle 16 e 30. Non abbiamo usato chiodi, solo qualche nut e friend.

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MessaggioInviato: lun ott 12, 2009 22:50 
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Uomo di pietra
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Bella............

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Foto superlative (l'ultima :shock: ) stasera me la leggo bene bene! :D

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Quotazerino doc
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Gran bella cima !! =D>

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Complimenti!!!! :smt038 :smt038 :smt038

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MessaggioInviato: mar ott 13, 2009 17:47 
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Sei un grande Andrea, come sempre hai tutta la mia ammirazione =D>

Anch'io avevo ammirato la Rocca Brancia dalla vetta dell'Oserot.

Salendo per la cresta SE che difficoltà si incontrano? Sviluppo? Sulla guida CAI-TCI leggo che si può seguire un cengione che permette di evitare un bel pezzo di cresta...il passaggio tra le due vette com'è?

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Io credetti e credo la lotta con l'Alpe utile come il lavoro, nobile come un'arte, bella come una fede.

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MessaggioInviato: mar ott 13, 2009 21:12 
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alec già la punta... sarebbe davvero entusiasmante ma le mie limitate capacità... 10 ore :shock: di arrampicata per me diventerebbero...20? :shock: :shock: :shock:
V? IV? Magari su roccia pessima? :shock:
Per ora rimane un miraggio! 8)

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scinty ha scritto:
alec già la punta... sarebbe davvero entusiasmante ma le mie limitate capacità... 10 ore :shock: di arrampicata per me diventerebbero...20? :shock: :shock: :shock:
V? IV? Magari su roccia pessima? :shock:
Per ora rimane un miraggio! 8)


ho chiesto info sulla cresta SE (via normale) anche per me la traversata è troppo :wink:

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MessaggioInviato: mer ott 14, 2009 21:36 
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Me ne avevi parlato al Pagarì, ma non mi aspettavo un ambiente così bello! Chissà, magari prima o poi ...

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MessaggioInviato: gio ott 15, 2009 18:45 
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Rispondo ad Alec riguardo alla via normale: evitando la doppia di 40 metri citata nella guida dei monti d'italia (che poi è la guglia che sta scalando giorgio nella terza foto, bellissima in salita su difficoltà di III+), quindi partendo dal lato oserot e seguendo una rampa facile, si arriva al colletto dopo la guglia (ben visibile nella prima foto). Da lì si può anche seguire la cresta più o meno sul filo (di roccia migliore: l'ho fatto in discesa e non ricordo difficoltà particolari) fino alla cima SE. Poi la traversata alla cima NO, anche quella non mi sembrava difficile (ma non ricordo con precisione). Comunque evitando la cresta sulla destra (lato Gardetta) le rocce sono rotte, ma le difficoltà, almeno fino alla cima SE, sono modeste. Certamente più facile del torrione del Cros...

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andreaparodi


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MessaggioInviato: gio ott 15, 2009 18:58 
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andreaparodi ha scritto:
evitando la doppia di 40 metri citata nella guida dei monti d'italia (che poi è la guglia che sta scalando giorgio nella terza foto, bellissima in salita su difficoltà di III+)


peccato quella guglia è bellissima.. (pensavo fosse la vetta :lol: :lol: :oops: )

andreaparodi ha scritto:
Certamente più facile del torrione del Cros...


Caspita....

Rimane comunque anche molto più lunga... sentiamo cosa dice alec :wink:

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Grazie mille Andrea :D

scinty ha scritto:
andreaparodi ha scritto:
evitando la doppia di 40 metri citata nella guida dei monti d'italia (che poi è la guglia che sta scalando giorgio nella terza foto, bellissima in salita su difficoltà di III+)


peccato quella guglia è bellissima.. (pensavo fosse la vetta :lol: :lol: :oops: )


beh possiamo fare in salita il cengione, per evitare la doppia...poi in discesa seguire integralmente la cresta, scalando anche la guglia :wink:

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MessaggioInviato: gio ott 15, 2009 20:25 
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Bravo Alec: è esattamente quello che ti avrei suggerito io...

Per la salita non servono i chiodi: bastano alcuni nut e friend.

La guglia è alta una effettivamente quarantina di metri: noi avevamo le corde da trenta e abbiamo fatto una sosta sotto l'ultimo diedrino.

Aggiungo altre foto della traversata:

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MessaggioInviato: gio ott 15, 2009 20:30 
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Non ho capito perché due foto non sono entrate... Ci riprovo:

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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: gio ott 15, 2009 21:01 
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andreaparodi ha scritto:
La prima parte della cresta, dalla Comba Emanuel al grande scivolo che porta sul lato ovest del Colle Oserot, è stata percorsa il 7 agosto 2009 in solitaria da Giorgio Massone.
Giorgio ha attaccato il primo torrione della cresta a quota 2415 circa ed è salito senza assicurazione, cercando la via più logica su e giù per torri, spuntoni e forcelle,
utilizzando la corda solo per recuperare lo zaino nei tratti più difficili. In cinque ore di arrampicata ha superato difficoltà varie dal III al V grado,
arrivando sul bordo superiore del grande scivolo (2740 m circa) che scende poco ad ovest del Colle Oserot.

Ciao Andrea!
Ho seguito la vostra bella avventura anche perchè, come sai,
avevo incontrato il grande Giorgio qualche giorno dopo che vagava ancora in zona...
Mi aveva fatto molto piacere rivederlo dopo quella bella traversata, noi tre insieme, della Rocca Blancia - Sautron -Vallonasso

Ne approfitto per allegare una fotografia dell'altra medaglia, ovvero la cresta NO, cioè la prima parte della cresta percorsa in solitaria appunto da Giorgio.
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MessaggioInviato: ven ott 16, 2009 13:54 
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Grazie Bruno: come sempre la tua foto è bellissima!


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Davvero suggestiva ed affascinante! Dev'essere una traversata indimenticabile, 10 ore di arrampicata, 10 ore trascorse in alto, sulle creste, 10 ore in assoluto isolamento. Voi e la natura. Che dialogo ragazzi! :D

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...molto bella!

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In effetti è stata una bella esperienza, anche se io ho fatto solo il tratto dalla spalla detritica che si vede a sinistra nella prima foto fino al passo della rocca brancia. Giorgio l'ha fatta tutta, ma in due tempi: quindi manca ancora la prima integrale... Però ribadisco che la roccia è molto variabile: molti tiri belli o addirittura bellissimi, ma altri che te li raccomando: il tratto chiave era una crestina espostissima e affilata, che però si rompeva in pezzi solo a toccarla: un quarto d'ora molto stressante! E se lo dico io che ho fama di amante della roccia marcia...

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andreaparodi


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andreaparodi ha scritto:
E se lo dico io che ho fama di amante della roccia marcia...


Già :!: :lol: :lol: :lol:

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Sento il tuo passo sincrono col mio

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Titano di Quotazero
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Ago ha scritto:
andreaparodi ha scritto:
il tratto chiave era una crestina espostissima e affilata, che però si rompeva in pezzi solo a toccarla: un quarto d'ora molto stressante! E se lo dico io che ho fama di amante della roccia marcia...


Già :!: :lol: :lol: :lol:



:shock: :shock: :shock: Miseria ladra!!!!

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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: lun feb 01, 2010 10:41 
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davvero bravi! =D> =D> =D> =D> =D> =D> =D>
peccato ke non so arrampicare :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry:


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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: lun feb 01, 2010 22:01 
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Se t'interessa provare ad arrampicare, il gruppo Geki del CAI di Arenzano è aperto a tutti gli aspiranti alpinisti... E si può cominciare sul facilissimo e su pareti alte pochi metri...


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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: mar feb 02, 2010 10:26 
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Matricola
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grazie ma per me è un pò fuori mano...
comunque vado a provare la prox settimana qua nelle mie zone


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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: gio set 14, 2017 18:42 
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Due avanzi di alpinisti rammolliti e fuori allenamento, che per una serie di vicissitudini non si legavano in cordata da almeno più di due anni, tentano un riavvicinamento alla roccia (rigorosamente marcia :lol:) sulla cresta SE della dolomitica Rocca Brancia!

Una montagna bella, ma poco frequentata pare proprio per la cattiva fama della qualità della roccia ma, a detta di Andrea Parodi proprio in questo topic, decisamente più facile della Torre del Cros! Forse non ricordo molto bene com’era la Torre del Cros (ricordo bene un passaggio del gatto strisciando su una cengia stretta ed erbosa e l’arrampicata su rododendri e persino una mia scivolata in doppia di cui porto ancora il segno sotto il ginocchio, ma non me lo ricordo poi così difficile :mrgreen:), perciò non saprei se essere d'accordo, è anche vero che col senno di poi è sempre tutto più facile di quello che hai vissuto sulla montagna... comunque non è una salita proprio banale, se non altro per la delicatezza del terreno. Se parliamo di difficoltà riferite ai gradi, non ho nulla da obiettare sulle relazioni, salvo aver trovato del II più facile in passato (ma forse l'esposizione può talvolta fare la differenza). In alcuni punti la roccia è buona, in altri occorre stare attenti e saggiare bene gli appigli, come su molte delle montagne che amiamo frequentare.

E’ dura constatare che col passare degli anni (un paio, per dire la verità, ma quanto basta a sentirci più vecchi e stanchi :lol:) siamo diventati molto più pigri… ai bei tempi partivamo da Genova alle 3 o 4 di notte, facevamo 3 o 4 ore di macchina, 10 o 12 ore di gita e tornavamo a casa in giornata e il giorno dopo a lavorare!
In questa occasione abbiamo creato uno scenario il più confortevole possibile per permetterci di affrontare l’arrampicata con la massima serenità. Notte in loco, partenza alle 8:00, 45 minuti di auto e avvicinamento ridotto ai minimi termini, con non più di 600 metri di dislivello :lol: una vera vergogna!

Nel periodo estivo l'accesso al pianoro della Gardetta da Preit è vietato nei fine settimana e noi abbiamo sfruttato il lunedi di bel tempo per aggirare questo ostacolo e per portarci a pochi minuti dal rifugio omonimo a circa 2300 metri.

Iniziamo da lì la nostra gita andando al Passo di Rocca Brancia e scendendo un pezzo di sentiero verso il Colle Oserot fino a incontrare la ripida cengia diagonale che porta al colletto da dove inizia la cresta, che si intraprende facilmente salendo tra erba e detriti, fi­nchè non d­iventa rocc­iosa, da qui in poi si se­gue il­ filo, aggir­and­o solo i salti pi­ù os­tici sul fianco destro lato Gardetta.

Nel percorrere il primo tratto mi domando da subito se ci ricorderemo dove siamo passati e cerco di fare un ometto ma l'unico risultato che ottengo nel sollevare una pietra nella mano destra è di farmela immediatamente cadere sulla mano sinistra, procurandomi un primo graffio a cui ne seguiranno molti altri... In quel momento iniziano a nascere diversi spunti per un possibile futuro libro: “Alpinisti sfigati”! Essendo frequentata molto di rado, la roccia è carta vetro, della grana più grossa, anzi spesso sembra composta di aghi, e alla fine della gita le mie mani sembrano uscite da una colluttazione con un pittbul!
Le prime difficoltà iniziano con due cami­­ni in successione (II, II+), al termine dei quali si raggiunge una terrazza; c'è stato solo un passaggio più difficile per me nel secondo camino, dove si trova un grosso masso mobile, al di sopra del quale è necessario spostarsi da un lato all'altro del camino (dandosi una spinta) per trovare l'appoggio per il piede, un po' alto per me... la poca elasticità e la statura mi penalizzano spesso; segue ancora u­n tratto più st­retto ­ed esposto dopo il quale la relazione di Gulliver dice di scendere ­alcuni metri, fino ad­ un colletto ­alla ba­se di una plac­ca inc­linata a sinistra di ­una f­essura, che non ricordiamo di aver notato. Difatti noi non siamo scesi alla base della placca ma probabilmente siamo rimasti più alti arrivando quasi al termine della stessa e traversandola per arrivare al colletto, siamo poi saliti un po' a destra per una specie di camino e poi siamo scesi in un canalino a destra a­rriva­ndo in ­vista della cima SE: la base si raggiunge aggirando dei torrioni­ ­sul lato Gardetta e all'andata anche la cima stessa si aggira per proseguire verso la cima NO, scendendo di poco su ceng­e detritiche, per poi risalire in cresta e percorrere in disarrampicata uno spigolo ri­pid­o ed esposto di II+. Scendendo esattamente sullo spigolo (sul suo lato destro, scendendo) si trovano maggiori appigli, ma giunta sul ciglio del passaggio da disarrampicare ho tentato un ammutinamento reso inutile dal misterioso riemergere dell'assopito spirito granitico di Alec che ha minacciato di lanciarmi di sotto se non fossi scesa da sola. :risataGrassa:

A quel punto non avevo scelta, ma non ho avuto la forza di protendermi nel vuoto e, tenuta da Alec, mi sono affidata a lui e sono scesa direttamente in mezzo alla paretina di roccia, con meno appigli. In realtà anche lui ha fatto praticamente lo stesso nel raggiungermi. Lo stesso pezzo percorso in salita, ma stavolta davvero sullo spigolo, non ha dato difficoltà (perchè non si guarda di sotto ;-)). Scendendo si arriva a un altro collett­o al­la base della torre della cima NO. Si ri­sale la r­­ipida paretina (15 m, II­I-)­, e si arriva in v­etta, di poco più ­alta di quella­ SE. Nei passaggi più difficili, in questo caso i due piccoli tiri sul III per raggiungere una e l'altra vetta, la roccia è migliore.

Per scendere dalla cima NO abbiamo fatto una doppia (cordino in loco), non lungo la linea di salita (altrimenti avremmo dovuto scendere in obliquo) ma scendendo da una sporgente rientranza sotto la quale ci si cala per un breve tratto nel vuoto. Occorre prestare attenzione in fondo a riportarsi prontamente al colletto data la delicatezza del terreno piuttosto esposto e pericoloso in quel punto. Alec ha fatto due nodi in fondo alla corda per maggiore sicurezza.

Si risale lo spigolo di II descritto prima e si torna al colletto sotto la cima SE. Salirla, oltre a rendere più varia e interessante l'arrampicata, permette di evitare i vari traversi fatti all'andata, salendo un camino verticale un metro a sinistra del filo, e poi seguendo il filo fino in cima (un tiro carino di 15m, III, II+) e poi sfruttando la doppia attrezzata con un cordino e un maillon fino alla base della torre della cima SE. Tuttavia arrivati in fondo alla doppia, invece che tornare sulla via dell'andata abbiamo evitato placca e camini seguendo degli ometti che aggirano completamente i passaggi rocciosi (praticamente il percorso che viene sconsigliato all'andata!!!). Come sempre in queste occasioni pregavo Alec di tenersi pronto in caso di mia scivolata mentre quando mi fermavo per aspettare lui cercavo di fargli sicura passando la corda su qualche spuntone di roccia, non sempre disponibile.

Seguendo gli ometti siamo pertanto tornati sulla cresta nella parte detritica iniziale e sempre con attenzione abbiamo raggiunto la cengia. Ormai siamo fuori dalle difficoltà e dal pericolo perciò Alec pensa bene di scendere l'ultimo pezzo fino al sentiero tagliando per il ripido pendio di terra e pochi ciuffi d'erba (con ancora me legata) invece che continuare a seguire la cengia affiancando la parete di roccia dove per lo meno mi potevo tenere: la scena che segue è talmente pietosa e volgare che ve la risparmio volentieri... e dire che a partire dalla doppia della vetta NO mi ero persino tranquillizzata... non che fossi particolarmente agitata... ero convinta di voler provare questa gita... ma preoccupata, come sempre su questi terreni, sì, in particolare sapendo di doverli affrontare anche al ritorno: cambia di molto quando sai di poter scendere da una via normale!

Usata una corda da 30 m, portati nut, usato solo uno per sicurezza ma poi rivelatosi inutile.

Bella gita da fare con attenzione, splendido in questo periodo il pianoro della Gardetta! :feliceModerato:

Brancia!
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inizia la cresta
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ora capite anche voi che ho dei limiti a spostarmi dal masso mobile in spaccata più sù sul gradino :lol:
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attraversamento della placca
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si sale e si riscende
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in cima alla NO
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panorama sul bellissimo altopiano della Gardetta e sulla Meja
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di ritorno, lo spigolo che non ho voluto scendere
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Meja marmottosa
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Amo questo cane! (anche l'altro :lol: ) ti prende in giro, ti segue col bastoncino perennemente in bocca (anche a capodanno l'ho conosciuta così!), ti viene dietro, ti ringhia, come per dire dai prendilo... e poi scatta come una molla ritraendosi per non fartelo prendere!!! :mrgreen: :lol:
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Sempre bello lassù !!
Al secondo saliscendi della tua descrizione mi sono perso e non più ritrovato, per cui sono andato a godermi le foto =D> =D>

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“L’acqua esiste per la sopravvivenza del corpo. Il deserto esiste per la sopravvivenza dell’anima”
Proverbio Tuareg


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Guarda Gio, con la buona relazione di gulliver sulla Rocca Brancia non ci si perde ma sono sempre stata convinta che le relazioni andrebbero scritte in loco! In molte salite ci siamo trovati a dire "noi abbiamo fatto così"...allora o non è chiara la relazione o abbiamo fatto una variante che al ritorno per precisione bisognerebbe descrivere... Ma al ritorno a casa spesso ci si dimentica perché quando sei li tra canalini e cengette sei concentrato su altro... Ma ho sempre patito questa perdita di informazioni.. bisognerebbe trovare il modo per registrare a voce la relazione mentre si va : Thumbup :

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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: ven set 15, 2017 14:57 
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Dai brava Scinty! l'importante è andare: le relazioni sono un optional :razz1:
Belle poi le foto: un po' è anche merito della Rocca Brancia con i suoi strati verticali :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: ven set 15, 2017 21:36 
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Grazie Andrea! Si la roccia è davvero particolare!! In alcuni punti tutte quelle pieghe sembravano grosse mani premute una sull'altra, mani che si aggrappavano anch'esse alla roccia! Davvero bello! :feliceModerato:

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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: gio set 21, 2017 15:18 
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Quotazerino
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Complimenti : Thumbup : E al diavolo se si accetta qualche comfort (come la sveglia un po' più tardi, un avvicinamento più breve :risata: :risata: ), sicuramente vi siete presi più tempo per godervi l'ambiente (anche se avrai avuto altro da pensare sul gradino o sullo spigolo :risataGrassa: )

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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: lun set 25, 2017 13:11 
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teo-85 ha scritto:
Complimenti : Thumbup : E al diavolo se si accetta qualche comfort (come la sveglia un po' più tardi, un avvicinamento più breve :risata: :risata: ), sicuramente vi siete presi più tempo per godervi l'ambiente (anche se avrai avuto altro da pensare sul gradino o sullo spigolo :risataGrassa: )

Esattamente :risataGrassa: però a parte la tensione richiesta dalla salita, eravamo un po' più rilassati che in altre gite più lunghe dove devi pensare anche ai tempi!!! :feliceModerato:

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 Oggetto del messaggio: Re: Rocca Brancia
MessaggioInviato: mar set 26, 2017 8:38 
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