Ormai era più di un mese che non facevo una scialpinistica...l'ultima era stata la Testa di Tablasses. Mia madre era solo che contenta..."ormai la stagione è finita" diceva tutta contenta. Ma i miei sci fremevano, neve ce n'è ancora parecchia in giro. Ma Roby in questo periodo è preso con gli esami...allora decido di andare da solo. Penso di scegliere una gita tranquilla, magari lunga...la scelta cade sull'Emilius, da Pila
Da vari commenti letti su internet passa per essere una gita infinita...e tale si è rivelata.
Sono andato mercoledì. Sono partito da Pila (1790 m) alle 6.30. Si portano gli sci in spalla, lungo le piste, per circa 45 minuti, fino agli alpeggi di Chamolè. Da lì inizia la neve continua. Si risale la pista fino all'arrivo della seggiovia, si effettua un traversone e si raggiunge il lago di Chamolè, si scende per costeggiarlo e per ripidi pendii si raggiunge il colle omonimo (2641 m). Dal colle ho finalmente visto la meta...e mi è venuta una forte voglia di tornare indietro, da quanto era lontana
Dal colle si scende, per sentierino senza neve, per un centinaio di metri fino al Rifugio Arbolle, sul lago omonimo. Da lì inizia l'infinita risalita del vallone, scarsamente inclinato, una successione di dossi e vallette con numerosi saliscendi. Non c'erano tracce, quindi ho dovuto individuare il percorso più conveniente. Si arriva al lago Gelato, a circa 3000 m, e si affronta il ripido pendio che porta sotto il colle dei Tre Cappuccini (tre torrioni posti sulla cresta): questo tratto è stato faticoso in quanto ho dovuto battere traccia su una spanna di neve recente che faceva zoccolo

.
Sotto la cresta si lasciano gli sci. Ho raggiunto la cresta per un canalino, sprofondando fino alla pancia, poi ho tracciato i 250 metri di cresta, molto innevata, che presenta anche qualche tratto di facile arrampicata.
In vetta mi aspettava una leggera nevicata...comunque si vedeva bene Aosta, 3000 metri più in basso (impressionante

).
In discesa sono letteralmente corso giù per la cresta, fino agli sci...poi discesa su neve molto buona nella prima parte, poi nel vallone abbastanza compatta nonostante l'ora tarda, ma la pendenza è scarsa e a volte bisogna spingere ed effettuare delle risalite. La risalita via sentiero fino al Colle di Chamolè è stata una vera mazzata...poi discesa in sci fino al lago, traversone su neve marcia e finalmente le piste, dove ho avvisato chi di dovere che ero ancora vivo

.Infine simpatica discesa sulle piste infangate con gli sci in spalla.
Beh che dire...la vetta me la sono proprio guadagnata, ho dovuto cercare tutto il percorso (zero tracce, nessuna presenza umana) e tracciare faticosamente l'ultimo tratto e tutta la cresta. Per questo sono molto soddisfatto.
Conviene effettuare la gita in 2 giorni, dormendo all'Arbolle, con gli sci è veramente una gita infinita, anche in discesa date le varie risalite.
Il dislivello totale, risalite comprese, è circa 2000 metri.
Stasera metto le foto...sono proprio poche, ero un po' impegnato
