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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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 Oggetto del messaggio: Nuova seggiovia a S. Stefano d'Aveto
MessaggioInviato: ven gen 25, 2008 19:33 
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PAngOccioLO
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Qui c'è il bando della provincia per la gara d'appalto :?

http://www2.provincia.genova.it/documen ... _bando.pdf

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Paolo

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MessaggioInviato: sab gen 26, 2008 15:12 
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dags1972 di quotazero
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soldi gettati

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MessaggioInviato: dom gen 27, 2008 13:25 
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Quotazerino
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Penso che sia stata una decisione insieme al comune di Ferriere, dato che girano voci di un collegamento con la val di Nure, ora qualcuno la vede come rilancio, altri di inutile spreco; i vecchi impianti erano falliti se non erro per malagestione della società, per mancanza anche di neve in alcuni anni; io la vedo come un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, nel senso: perchè mettere un impianto nuovissimo su un nuovo tracciato, quando in effetti potevano riciclare il tracciato vecchio, spero più che altro che tutto quel cemento dei vecchi edifici che è un "pugno nell'occhio" alla visuale.

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MessaggioInviato: dom gen 27, 2008 17:59 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: gio ago 09, 2007 10:39
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ma a cosa serviranno mai, che non nevica quasi più.. bbbbbbbohh :shock: :shock:

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MessaggioInviato: lun gen 28, 2008 9:54 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: ven mag 19, 2006 9:56
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Ma il nuovo tracciato come sarebbe esattamente?
Sul sito della Provincia http://www2.provincia.genova.it/documen ... aperte.asp e` presente il capitolato http://www2.provincia.genova.it/documen ... tolato.pdf che parla di
Cita:
... smantellamento delle opere in c.a. sulla linea dell'impianto appartenenti ad un impianto funiviario mai ultimato ...


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MessaggioInviato: lun gen 28, 2008 10:18 
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Titano di Quotazero
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Iscritto il: mer gen 11, 2006 22:00
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em ha scritto:
Ma il nuovo tracciato come sarebbe esattamente?
Sul sito della Provincia http://www2.provincia.genova.it/documen ... aperte.asp e` presente il capitolato http://www2.provincia.genova.it/documen ... tolato.pdf che parla di
Cita:
... smantellamento delle opere in c.a. sulla linea dell'impianto appartenenti ad un impianto funiviario mai ultimato ...


Infatti sarebbe il terzo rifacimento, quello precedente non è mai stato completato perchè un pilone mal posizionato era crollato e i sedili dela seggiovia sono rimasti per anni accatastati a marcire

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Se l'è fassile m'angusciu, se l'è diffisile tribullu!
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MessaggioInviato: lun gen 28, 2008 10:33 
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Titano di Quotazero
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Se ne è già discusso molto in altri topic, ribadisco che anche a me sembrano soldi buttati.
Probabilmente il nuovo impianto lavorerà più d'estate che d'inverno.

Lo sarebbero un po' meno se questi lavori comprendessero anche un riordino della zona, con "bonifica" del vecchio impianto e ristrutturazione (o rimozione) dei rifugi in vetta al Bue ed alla Cipolla.
Ma sto parlando di buon senso, lo so.

Ciao
Skeno

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Un vero capo comincia col disobbedire (Tinlè, nel film: "Hymalaya")

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 Oggetto del messaggio: seggiovia
MessaggioInviato: lun gen 28, 2008 11:42 
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Ottima analisi skeno, mi trovi concorde; la struttura del rifugio c'e' gia' ed e' quella sul bue, se fosse rimessa in ordine potrebbe avere una buona affluenza sia in estate sia in inverno.

Se proprio seggiovia dev'essere basterebbe il tratto fino alla cipolla, sistemando l'attuale capanna in un punto ristoro e anche secondo me avrebbe piu' lavoro d'estate con clientela tipo famiglie, piuttosto che escursionisti a piedi o con gli sci.

Invece pare possa essere pronta per il prossimo inverno la casermetta del penna, come struttura tipo centro fondo ma piu' facilmente come bar.

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Maurizio


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MessaggioInviato: lun gen 28, 2008 19:39 
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skeno ha scritto:
Lo sarebbero un po' meno se questi lavori comprendessero anche un riordino della zona, con "bonifica" del vecchio impianto e ristrutturazione (o rimozione) dei rifugi in vetta al Bue ed alla Cipolla.

Sono d'accordo anch'io.

Però fra tutti,dai un po' di ottimismo :wink: !!

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MessaggioInviato: lun gen 28, 2008 21:22 
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anche io son d'accordo, perchè così come sono, quei ruderi non danno di sicuro valore alla zona, anzi..

semmai la rovinano.. :shock:

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MessaggioInviato: mar lug 15, 2008 9:44 
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da www.regione.liguria.it
10 LUGLIO 2008
S. Stefano d'Aveto, presidente Burlando: "Entro Natale un nuovo impianto sciistico per rilanciare l'entroterra"
Entrerà in funzione prima del prossimo Natale il nuovo impianto di risalita di S. Stefano d'Aveto. Il progetto della nuova struttura sciistica, i cui lavori hanno preso il via una decina di giorni fa, è stato presentato oggi a S. Stefano d'Aveto dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e dal sindaco di S. Stefano, Cristoforo Campomenosi. Il nuovo impianto di risalita destinato a rilanciare il turismo invernale e non solo, dopo anni di abbandono dell'attività sciistica, collega la località Rocca d'Aveto con Prato della Cipolla a quota 1.620 metri, attraverso una seggiovia biposto realizzata dall'impresa di Bolzano "Doppel Mayer", leader mondiale del settore, impegnata anche nella realizzazione di un analogo impianto a Monesi, nell'imperiese, che sarà anch'esso aperto entro l'anno. La pista, lunga 1,7 km., è stata finanziata dallo Stato attraverso un accordo di programma quadro con la Regione Liguria per una somma di oltre 2 milioni di euro, accanto ad un contributo di 750mila euro del Comune di S. Stefano d'Aveto.
Dopo questo primo lotto a S. Stefano è prevista la realizzazione di un secondo impianto sciistico di risalita da Prato della Cipolla a Montebue. Questo secondo lotto dovrebbe essere finanziato con i Fondi FAS, per le aree sottoutilizzate, sui quali è intervenuto il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando:" La Regione Liguria rimarcherà al Governo come quest'opera, insieme ad altre, rappresenti un intervento strategico per la regione, già concordato con il territorio che può consentire alla popolazione di continuare ad abitare l'entroterra, rilanciando l'economia di questi posti e tutelandoli dal punto di vista ambientale". A proposito dei fondi Fas il presidente ha ribadito "non so se sia giusto o sbagliato pensare a ri-centralizzare, a livello nazionale, i fondi Fas, ma una cosa è certa: la Liguria ha già compiuto un'azione approfondita per concentrare questi fondi sul territorio, assegnando gli investimenti alla ricerca e innovazione, alla riqualificazione urbana, all'ambiente, al turismo, alla cultura, alle infrastrutture, all'istruzione. Pertanto credo che, al momento di compiere delle scelte, il Governo debba tenere conto di quanto già è stato fatto".


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MessaggioInviato: mar lug 15, 2008 13:14 
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MessaggioInviato: mar lug 15, 2008 16:50 
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Queste discussioni sugli impianti mi interessano moltissimo... E a tutt'oggi non ho un'opinione ben precisa sul tutto.

Nel caso specifico sono andato a rileggermi la discussione dell'anno scorso perchè la ricordavo intelligente e ben argomentata.
A livello intuitivo... L'idea di aprire impianti in una stazione che comunque è esposta in modo sfavorevole non mi esalta affatto... Anzi. Come qualcuno aveva al tempo sottolineato, Santo Stefano non è facilmente raggiungibile, non convoglierà mai un turismo da settimana bianca e non sarà mai all'altezza di competere con altre stazioni. Anzi, le condizioni climatiche stanno cambiando e ci sono stati inverni durissimi a livello neve.
Ma dall'altra parte Santo Stefano esiste già. Ci sono parecchie seconde case, i resti degli impianti e quel mostro di rifugio sulla cima del Bue anche(non che ripetitori e casermone relativo sul Maggiorasca siano poesia poi...). Siccome quest'inverno l'ho frequentata un pochino, anche con persone che conoscono bene il paese, forse mi sono dovuto ricredere su alcuni punti.

Se per fare l'impianto nuovo smantellano tutti i piloni e costruzioni vecchie e magari inseriscono una clausola smantellamento in caso di mancato utilizzo (in certe zone è obbligatoria alla stipula del contratto!)
Se abbattono il rifugio in cima al Bue (ristrutturarlo mi sembra senza senso, è una costruzione troppo grossa per farne un rifugio funzionale)
Se l'impianto viene utilizzato anche d'estate (tipo per il downhill... A Caldirola tiene in piedi la baracca mi sembra...)
Ma soprattutto, se non rimane una cattedrale nel deserto e si punta deciso anche sulle attività alternative ciaspole, alpinismo invernale, ferrate, falesie, cercando di dare anche una proposta alternativa a livello di posti letto (campeggio comunale stile francese? Ostelli-rifugio?)

Allora, beh, perchè no, al limite mi va anche bene la seggiovia, anzi, meglio ancora se arriva in cima al Bue e da un minimo di senso a Santo Stefano stazione sciistica.
Per chi vorrà andarci con le pelli, con le ciaspole, con gli sci da fondo, con ramponi e piccozze, alla fine non cambierà granchè, se non magari la possibilità di avere qualche punto d'appoggio decoroso (se ci fosse una struttura tipo Colle Melosa io qualche weekend ce lo farei eccome per esempio!)
I possessori di seconde case (veri destinatari dell'offerta sciistica) magari torneranno un po' più spesso e per il paese sicuramente sarà, comunque vada, un tentativo di risollevarsi.
Ma... Come dice Skeno, si tratta di buon senso... E si sà che in queste occasioni tende a scarseggiare...

Certo, verranno impiegati fondi pubblici... E la spesa per l'impianto è ingente. Normale chiedersi se gli stessi fondi investiti in un turismo puramente alternativo non possano avere lo stesso benefico effetto.
Personalissima opinione, il turismo alternativo da solo non riuscirebbe a cambiare la tendenza. Diversamente se accoppiato con un turismo invernale classico, per quanto marginale, darebbe un immagine forte e nuova ad una località per me bellissima.

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MessaggioInviato: mer lug 16, 2008 12:31 
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Quoto blackmagic; il buon senso dovrebbe essere un punto fondamentale in questi tipi di progetti. Se non erro anche a Monesi di Triora si sta operando per costruire una seggiovia, però lì l'esposizione è già più favorevole alla tenuta della neve. E se non sbaglio anche lì l'appalto è stato vinto dalla Doppelmayer: che strano, nella stessa regione la stessa società costruisce due impianti :!:

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MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 8:59 
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Per ogni pista sparisce un pezzo di bosco, per ogni infrastruttura si aggiunge del cemento e non è solo "estetica" .
I vecchi impianti sono stati lasciati a marcire letteralmente per anni, e ora mi parlano di rilanciare la valle? Ridicoli.
Ogni inverno che non nevicherà a dovere (e saranno sempre di più) si sprecherà energia per far funzionare i cannoni (se le temperature lo permetteranno). Capisco che per chi vive in Val D'Aveto non è facile, è molto isolata e il mercato del lavoro è sempre sul filo.
Il problema è che una terra difficile va gestita con progetti più specifici dedicati ad un turismo delicato e ambientale (e per questo bisognerebbe puntare molto di più sugli stranieri), non di massa o pseudo massa.
Pratonevoso lo avete presente?...non faccio commenti..
Con questa logica i prossimi inteventi saranno infrastrutture per sport acquatici nel lago delle Lame o a Giacopiane?

Ma che nessuno si lamenti se piante e animali si spengono lentamente perchè non hanno più spazio dove respirare.

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MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 9:50 
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A mio parere Santo Stefano d'Aveto non potra mai neanche per sbaglio diventare Prato Nevoso. Non potrà mai offrire le stesse piste, innevamento, vie d'accesso... E beninteso, per fortuna! Proprio per questo ho sottolineato come a fianco della seggiovia, è indispensabile costruire una proposta turistica seria rivolta ad aspetti diversi della valle.
Ripeto, non stiamo parlando di un impianto ex-novo... Io al posto dell'abbandono che regna adesso preferisco di gran lunga un impianto funzionante ed un recupero di certe infrastrutture abbandonate, anche se poi la seggiovia non la prenderò credo mai. Ma hai presente tutte quelle seconde case abbandonate? Cosa facciamo, le buttiamo giù? Un po'utopico. Io preferisco se un po' di genovesi tornano a farci qualche week-end e le tengono decorosamente.
Le piste? Sono comunque già tracciate. Cemento? Anche quello già presente, a me quel mostro sul Bue fa venire i brividi solo a pensarci. Forse dimentichi che dal Maggiorasca i ripetitori e il casermone difficilmente li tireranno giù, anche se a Santo Stefano faranno solo ciaspolate, sci di fondo, alpinismo invernale e arrampicate.
Per chi già frequenta la zona per le attività a noi più consone, non cambierà niente, se non magari la possibilità di punti appoggio decorosi in una località viva e non fantasma.
Per la gente di Santo Stefano questo progetto è importante: rimane anche a me fortissimo il dubbio se tutti quei soldi potevano essere investiti diversamente, sono d'accordo. E certe immagini di impianti abbandonati che avevo visto su Montagnard rimangono a monito. Ma ripeto, a SS è già così, non vedo come la situazione potrebbe peggiorare a livello ambientale. Alla fine questa è stata la scelta, speriamo riescano a costruirci intorno anche iniziative diverse... E che si creino delle strutture ricettive decorose (rifugi-ostello-camping municipale).

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MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 12:00 
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Probabilmente hai ragione, è che ultimamente sono preoccupato, sento un po' troppi discorsi su "grandi opere" e "sviluppo", so cosa significa per le valli e le montagne. E non mi piace.

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MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 13:22 
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Iscritto il: mar lug 24, 2007 16:13
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Impossibile negare che quando si sente parlare di "opere ad incentivare lo sviluppo turistisco" di una valle sono sempre brividi. Condivido la tua preoccupazione.
Ritorniamo al solito discorso del buon senso... Merce rara.

Ma io tifo comunque Santo Stefano d'Aveto, una stazione sciistica tipo Limone o Mondolè non lo sarà mai... Chissà che non diventi l'esempio di una località dove vivere la natura a 360° in maniera completa, portando opportunita per i giovani di restare in valle :wink:

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MessaggioInviato: lun lug 28, 2008 0:02 
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Località: carasco
Ciao, da profano di molte tematiche fin qui espresse, posso però confermare che molte località sciistiche invernali (in piemonte le più vicine a noi) hanno puntato o stanno puntando sullo sviluppo della pratica estiva del downhill in mountain bike; personalmente non mi piace, preferisco guadagnarmi la discesa sudando in salita, ed i percorsi "attrezzati" e preparati appositamente perdono per me fascino e spontaneità ma molti la pensano diversamente, tanto che sono sicuro che molti bikers sarebbero felici della probabile mancanza di neve invernali: sapete quanti di loro vengono apposta in inverno da Milano o Torino per fare il giro di Montallegro con la funivia? Ripeto, personalmente la cosa non mi esalta ma credo che forse i vantaggi per la comunità locale ci siano effettivamente: come dicevate saggiamente prima, però, è questione veramente di buonsenso!
Ciao

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MessaggioInviato: lun ago 04, 2008 19:36 
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Matricola

Iscritto il: gio lug 31, 2008 21:22
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Località: genova
Concordo con chi afferma che sono soldi buttati,dovranno disboscare un'altra zona di bosco per costruire una struttura inutile,sono assolutamente contrario.

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contemplando le vette


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MessaggioInviato: mar ago 05, 2008 20:40 
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andre82 ha scritto:
Concordo con chi afferma che sono soldi buttati,dovranno disboscare un'altra zona di bosco per costruire una struttura inutile,sono assolutamente contrario.



Forse ho perso qualche passaggio importanta..........disboscare??????????
Non riutilizzano in qualche modo il vecchio tracciato........e......tutta la vecchia ferraglia.....
la regalano a pezzi ai turisti come il muro di berlino.....???????


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MessaggioInviato: mer ott 08, 2008 9:01 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: ven mag 19, 2006 9:56
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riporto da www.ilsecoloxix.it
Riapre il rifugio di Santo Stefano d’Aveto
07 ottobre 2008

Torna in attività il rifugio di Sante Stefano d’Aveto; la giunta provinciale, infatti, ha deliberato lo stanziamento finalizzato insieme a quelli del comune ligure di Santo Stefano d’Aveto e del Gal dell’Appennino genovese per la ristrutturazione degli impianti e per la sistemazione di un parco giochi invernali per i più piccoli.

Il costo complessivo è di 205mila euro; 100mila euro dei quali provenienti dal comune ligure di Santo Stefano d’Aveto; 60mila dalla provincia e 45mila dal Gal. Il rifugio, che si trova in località Prato della Cipolla a Santo Stefano d’Aveto, è un punto di riferimento obbligato per gli escursionisti diretti sulle vette del Monte Maggiorasca e del Monte Penna nel levante ligure.


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MessaggioInviato: mer ott 08, 2008 9:04 
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dags1972 di quotazero
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em ha scritto:
riporto da www.ilsecoloxix.it
Riapre il rifugio di Santo Stefano d’Aveto
07 ottobre 2008

Torna in attività il rifugio di Sante Stefano d’Aveto; la giunta provinciale, infatti, ha deliberato lo stanziamento finalizzato insieme a quelli del comune ligure di Santo Stefano d’Aveto e del Gal dell’Appennino genovese per la ristrutturazione degli impianti e per la sistemazione di un parco giochi invernali per i più piccoli.

Il costo complessivo è di 205mila euro; 100mila euro dei quali provenienti dal comune ligure di Santo Stefano d’Aveto; 60mila dalla provincia e 45mila dal Gal. Il rifugio, che si trova in località Prato della Cipolla a Santo Stefano d’Aveto, è un punto di riferimento obbligato per gli escursionisti diretti sulle vette del Monte Maggiorasca e del Monte Penna nel levante ligure.


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Forse quelli del Secolo leggono la cartina al contrario... :lol:

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Qualcuno sa in concreto in che cosa consistano i lavori? Spero che non rovinino un angolo di appennino molto bello e peraltro con percorsi di recente segnalati in modo organico dal CAI piacentino.


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MessaggioInviato: gio ott 09, 2008 11:04 
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Località: Pieve Ligure
Dovrebbe essere un lavoro di ammodernamento e modesto ampliamento, per accogliere più persone e permettere un piccolo servizio di ristoro, sperando che rimanga con dimensioni contenute; il tutto rientra nei piani di rimettere in funzione la zona sciistica, creando una specie di park per i bambini che verranno con le loro famiglie (infatti si recupererà anche la sciovia al Prato della Cipolla). Comunque non è solo per lo sci che si sta costruendo l'impianto, a giudicare da come lo vedono quelli di Ferriere, guardate un po' qua... http://www.pianostrategico.pc.it/Allega ... -93347.pdf

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teo-85 ha scritto:
Dovrebbe essere un lavoro di ammodernamento e modesto ampliamento, per accogliere più persone e permettere un piccolo servizio di ristoro, sperando che rimanga con dimensioni contenute; il tutto rientra nei piani di rimettere in funzione la zona sciistica, creando una specie di park per i bambini che verranno con le loro famiglie (infatti si recupererà anche la sciovia al Prato della Cipolla). Comunque non è solo per lo sci che si sta costruendo l'impianto, a giudicare da come lo vedono quelli di Ferriere, guardate un po' qua... http://www.pianostrategico.pc.it/Allega ... -93347.pdf


Capisco le motivazioni degli abitanti del luogo, di certo il Prato della Cipolla mi era piaciuto proprio per la sua quiete. Anche l'idea di realizzare una seggiovia ex-novo nel versante emiliano non mi sembra molto coerente con la pur vantata definizione di "territorio incontaminato" :?:
I lavori sono iniziati, che voi sappiate?


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Lord Mhoram ha scritto:
teo-85 ha scritto:
Dovrebbe essere un lavoro di ammodernamento e modesto ampliamento, per accogliere più persone e permettere un piccolo servizio di ristoro, sperando che rimanga con dimensioni contenute; il tutto rientra nei piani di rimettere in funzione la zona sciistica, creando una specie di park per i bambini che verranno con le loro famiglie (infatti si recupererà anche la sciovia al Prato della Cipolla). Comunque non è solo per lo sci che si sta costruendo l'impianto, a giudicare da come lo vedono quelli di Ferriere, guardate un po' qua... http://www.pianostrategico.pc.it/Allega ... -93347.pdf


Capisco le motivazioni degli abitanti del luogo, di certo il Prato della Cipolla mi era piaciuto proprio per la sua quiete. Anche l'idea di realizzare una seggiovia ex-novo nel versante emiliano non mi sembra molto coerente con la pur vantata definizione di "territorio incontaminato" :?:
I lavori sono iniziati, che voi sappiate?


cabinovia... ho letto

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MessaggioInviato: ven ott 10, 2008 18:27 
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Matricola

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raga ma è vero ke a Santo Stefano d'Aveto prima ke chiudessero la cabinovia nel 92 c'erano 15 km di pista??
ed è vero ke ci sono tuttora un sacco di km di pista per lo sci di fondo??


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Matt-Dandy ha scritto:
raga ma è vero ke a Santo Stefano d'Aveto prima ke chiudessero la cabinovia nel 92 c'erano 15 km di pista??
ed è vero ke ci sono tuttora un sacco di km di pista per lo sci di fondo??


dieri proprio di si :lol:

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Quotazerino doc
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da www.ilsecoloxix.it
Santo Stefano d’Aveto riapre agli sciatori
20 novembre 2008| Giacomo Campodonico

santo stefano. In gergo tecnico si chiama “impalmatura” ed è il procedimento con cui si uniscono i due capi di una stessa fune senza impiego di morsetti o altri fermacavi. Un’operazione molto delicata. Da cui può dipendere anche il rilancio economico di un intero comprensorio. E questo è quello che è successo ieri pomeriggio a Santo Stefano d’Aveto. La ditta Doppelmayr Italia, altoatesina, società leader nel settore degli impianti di risalita, ha infatti “unito” la fune d’acciaio che collega la nuova seggiovia che da Rio Freddo salirà al Prato della Cipolla.

Millecento metri di percorso, da quota 1264 a 1600 metri, 15 piloni intermedi, alti in media tra gli 8 e i 9 metri e sistemati sul posto con l’ausilio di un elicottero: queste le caratteristiche del nuovo impianto, tutto nuovo e ultimato a tempo di record, visto che i lavori erano iniziati solo a luglio. È una seggiovia biposto ad ammorsamento fisso, capace di trasportare 1.200 sciatori all’ora. Prenderà il posto della vecchia “gabbiovia”, ferma dal 1993, che poteva trasportare 360 persone all’ora. E ieri c’è stata appunto la “cerimonia” dell’impalmatura: quasi una sorta di varo, per fare un paragone marinaresco. I due capi della fune da 32 millimetri lunga oltre 2 chilometri, già stesa su tutti i piloni e riportata a valle dopo essere stata passata attorno alla mega-ruota della stazione di arrivo, al Prato della Cipolla, sono stati finalmente uniti. Ora resta da agganciarvi i 150 sedili a due posti e provare i potenti motori che azionano l’impianto: in tempo perfetto per l’inaugurazione prevista - neve permettendo - per venerdì 26 dicembre, festività di Santo Stefano, giorno in cui dovrebbe salire a Rocca d’Aveto anche Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria e uno dei più convinti sostenitori del nuovo impianto.

Dunque, il classico “zzzzz” del cavo che scorre sulle ruote ingrassate tornerà finalmente a rompere il silenzio dell’alta valle. Un silenzio durato a lungo, troppo a lungo: quindici anni. «Prima, dal 1988, c’erano stati quattro inverni senza neve, e qui a Santo Stefano non c’era la possibilità economica di dotarsi di cannoni per l’innevamento artificiale. Poi nel 1993 è arrivato anche il fallimento della società a capitale pubblico che gestiva gli impianti. E da allora più niente, purtroppo». A ripercorrere queste tappe dolorose è Cristoforo Nassano, assessore a lavori pubblici, urbanistica e impianti di risalita, santostefanese doc di Roncolongo, che ci accompagna nel cantiere dove gli operai della Doppelmayr stanno lavorando a pieno ritmo. «Se il meteo ci dà una mano, entro una quindicina di giorni dovrebbe essere tutto pronto - spiega Nassano - Abbiamo invece più problemi con la sciovia al Prato della Cipolla, dove i lavori sono partiti più tardi. Ma dovremmo farcela a finire tutto in tempo».

Seggiovia, sciovia e ripristino del rifugio di Prato della Cipolla fanno parte di un primo lotto di lavori, del costo globale di oltre 3 milioni di euro, di cui 780 mila a carico del Comune e il resto della Regione. Mentre per la seggiovia (costo: 1 milione e 881 mila euro) l’impianto è stato fatto interamente nuovo, per lo skilift al Prato della Cipolla si sono invece utilizzati i vecchi piloni, rinnovando invece tutto il resto. Lunedì prossimo, infine, arriverà il prefabbricato in legno, realizzato dalla ditta Rubner, che verrà aggiunto al rifugio, rimesso a nuovo.

« Tutto procede. Almeno per ora... - commenta incrociando le dita il sindaco Cristoforo Campomenosi - Molti ci hanno chiesto perché non abbiamo utilizzato il vecchio tracciato che partiva da Rio Freddo: tanto per cominciare perché la partenza dell’impianto ora è vicina al parcheggio. Poi perché evitiamo la scarpinata con gli sci in spalla di chi dalla stazione intermedia voleva sciare al Prato della Cipolla. Infine perché i nuovi impianti al Monte Bue saranno al riparo dal vento, che in passato obbligava a chiudere tutto».

Sì, perché questo primo lotto di lavori è preliminare al secondo lotto, che costerà 3 milioni, di cui 2 già finanziati dalla Regione: che prevede una seconda seggiovia da Prato della Cipolla al Monte Bue, una sciovia al Prato Grande sul versante emiliano, l’acquisto di cannoni per l’innevamento artificiale in quota (verrà realizzato anche un laghetto artificiale) e la sistemazione del rifugio del Monte Bue. L’obiettivo è quello di iniziare i lavori nella prossima estate e ultimare il tutto per il Natale del 2009. «Diciamo che è una speranza abbastanza concreta - conclude il sindaco - grazie al grande aiuto che abbiamo avuto dalla Regione, sia dal presidente Burlando che dal consigliere Enzo Chiesa. Per Santo Stefano tutto questo è un punto fermo per far ritornare i turisti anche nella stagione invernale».

Ma l’obiettivo principale non è certo sciare al Prato della Cipolla. Il sindaco Cristoforo Campomenosi non lo nasconde: «Questo primo lotto di lavori è solo funzionale al secondo, quello davvero importante per fare decollare di nuovo, dopo vent’anni, la stagione invernale - dice - Non avremo certo un turismo da Cortina o Courmayeur, ma siamo sicuri che nelle feste di Natale e nei weekend tornerà tanta gente a sciare sulle nostre piste: dalla Liguria, ma anche da Emilia e Lombardia. Ma soprattutto la gente che ha comprato casa qui tornerà ad aprire gli appartamenti anche in inverno e non solo in estate». Un ottimismo condiviso dall’assessore Cristoforo Nassano: «Gli immobili non hanno perduto il loro valore negli anni di stop, ma con la ripartenza della stagione invernale è prevedibile una crescita di valore sul 20 per cento».

Una fiducia che gli abitanti di “San Sté” hanno già riposto nell’operazione condotta dal Comune: «Hanno accettato un aumento dell’Ici senza lamentarsi per consentirci di contrarre il mutuo e credendo dunque nel nostro progetto - spiega il primo cittadino - Può davvero cominciare un’epoca nuova per il paese e per la sua economia. I nuovi impianti porteranno benefici sia alla stagione invernale che a quella estiva». A gestirli sarà una società con intero capitale del Comune, la “Santo Stefano Servizi Srl”. Per farla partire subito è stato deciso di affidarla a un amministratore unico: Fabio Ferretti, dipendente comunale. In seguito verrà invece nominato un consiglio di amministrazione.


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vabbeh speriamo che nevichi..

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Non saliremo più sul Bue e Maggiorasca d'inverno..... :cry:

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dags1972 di quotazero
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paolo59 ha scritto:
Non saliremo più sul Bue e Maggiorasca d'inverno..... :cry:


perchè?

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dags1972 ha scritto:
paolo59 ha scritto:
Non saliremo più sul Bue e Maggiorasca d'inverno..... :cry:


perchè?


Per evitare tutto il casino che c'era: ricordo prima del 1993..l'unica volta che mi son goduto la salita (e solo fino al Prato della Cipolla) era con 150 cm di neve fresca... non c'era nessuno!

http://www.paolosnow.it/cipolla/index.htm

:wink:

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dags1972 di quotazero
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paolo59 ha scritto:
dags1972 ha scritto:
paolo59 ha scritto:
Non saliremo più sul Bue e Maggiorasca d'inverno..... :cry:


perchè?


Per evitare tutto il casino che c'era: ricordo prima del 1993..l'unica volta che mi son goduto la salita (e solo fino al Prato della Cipolla) era con 150 cm di neve fresca... non c'era nessuno!

http://www.paolosnow.it/cipolla/index.htm

:wink:


ma che spettacolo

chi è quel folle con lo zaino himalayano blu... :wink:

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em ha scritto:
Dunque, il classico “zzzzz” del cavo che scorre sulle ruote ingrassate tornerà finalmente a rompere il silenzio dell’alta valle.


:shock: :shock: :shock:
Il silenzio da così fastidio????

Vabbè... speriamo speriamo speriamo che nevichi, che non siano soldi buttati.

Per quest'anno potrebbe anche essere una risorsa: se la neve è solo in alto, si va alla Cipolla col mezzo (i puristi vomiteranno....) e poi si fa su e giù con le pelli dalla Cipolla al monte Bue.

Più che altro non si è capito se la vecchia ferraglia è stata dismessa o no. Quello era uno dei buoni motivi per accettare la ferraglia nuova, insieme al nuovo rifugetto.

Ciao
Skeno


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dags1972 ha scritto:
paolo59 ha scritto:
dags1972 ha scritto:
paolo59 ha scritto:
Non saliremo più sul Bue e Maggiorasca d'inverno..... :cry:


perchè?


Per evitare tutto il casino che c'era: ricordo prima del 1993..l'unica volta che mi son goduto la salita (e solo fino al Prato della Cipolla) era con 150 cm di neve fresca... non c'era nessuno!

http://www.paolosnow.it/cipolla/index.htm

:wink:


ma che spettacolo

chi è quel folle con lo zaino himalayano blu... :wink:



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Questa?
E' mia moglie, Dorilys qui sul forum..allora ancora fidanzata... :wink:

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e le facevi batter traccia...


bravo... così si educano!

ora compro l'80 litri a elena :twisted:

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dags1972 ha scritto:
e le facevi batter traccia...


bravo... così si educano!

ora compro l'80 litri a elena :twisted:


:lol: :lol: :lol:

Ma era un bernina da "solo" 60 litri (che conserva ancora peraltro): lei che è piccina e lo zaino sembra enorme! :wink:

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