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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Traversata Busalla-Pegli
MessaggioInviato: mer giu 08, 2016 12:52 
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Quotazerino
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Iscritto il: lun feb 02, 2015 22:05
Messaggi: 688
Località: Valbrevenna
TIPO DI ITINERARIO: escursione

DISLIVELLO TOTALE: non calcolato.

DIFFICOLTA': E

LOCALITA' di PARTENZA: Busalla, quota 358

ESPOSIZIONE: Prima parte Nord, seconda parte Sud- Sud Ovest.

TEMPISTICA: Tra le 8 e le 9 ore.

TOPIC DI RIFERIMENTO: viewtopic.php?f=5&t=13121
Come arrivare: In auto, da Genova prendere l’uscita di Busalla dell’autostrada A7 Genova- Milano.
Si hanno due opzioni: lasciare l’auto presso il parcheggio immediatamente dietro la lena ferroviaria, da qui si raggiunge la via principale del paese, Via Vittorio Veneto, e pressoché alla metà di quest'ultima, imboccare via Levrero, seguendo le indicazioni per il monte Leco e per il raccordo all’Altavia; oppure, imboccando via Vittorio Veneto in auto, prendere via Levrero e parcheggiare nella piazzetta libera del cimitero comunale, seguendo sempre le indicazioni (XX Giallo) che conduce al raccordo per l’Altavia e per il monte Leco.
Busalla può essere comodamente raggiunta anche con il treno, utilizzando la linea ferroviaria Genova - Milano; si scende alla stazione di Busalla, si risale via Vittorio Veneto fino alla metà e da qui prendere sempre via Levrero.
Svolgimento: Come punto di partenza va individuato Via Levrero, la traversa che dalla via principale di Busalla (Via Vittorio Veneto) si stacca e sale ripida verso il cimitero comunale, dove proprio all'inizio troviamo affissi i cartelli in legno per il monte Leco e il collegamento alll'Alta Via dei Monti Liguri.
Per chi non volesse iniziare la traversata con una bella e ripida salita, il consiglio è di imboccare via Levrero con l'auto, raggiungere il cimitero comunale e li parcheggiare, presso una piazzetta libera.
Sia partendo dal centro di Busalla, sia dalla piazzetta di cui sopra, va seguito il segnavia XX giallo (indicazioni per il Monte Leco, 2 ore e 15), che in poco meno di un ora ci porta ad incrociare l'Alta Via.
In questo tratto, il sentiero si arrampica sulle alture busalline, con bei scorci sulla valle Scrivia; tuttavia va prestata molta attenzione alla strada percorsa, poiché spesso e volentieri il segnavia non c'è, o se si rintraccia, a volte è molto sbiadito e ciò rende difficoltoso l'orientamento a causa dei diversi sentieri che si immettono o si staccano dal principale; a tal proposito il mio consiglio è quello di evitare di seguire le varie tracce che si incontrano, seguendo sempre la medesima che si percorre, cercando con molta pazienza il segnavia XX giallo.
Si passa quindi in ambienti diversi: da ampie zone prative fino a boschi cedui-castagnativi , fino ad incrociare l'Alta Via dei Monti Liguri, alle pendici del Bric Montaldo (652 m), come ci informa l'apposita palina ufficiale. Qui l'Alta Via ripercorre una comoda carrareccia sempre tra i boschi; si supera una bella ghiacciaia del "cerreto" (completamente restaurata e ovviamente lasciata a se stessa), fino a sbucare presso il cantiere che presumo riguardi il metanodotto.
Qui l'AVLM incrocia il sentiero E1 (pittogramma bianco rosso con scritto in nero E1), segnavia quest'ultimo che ci accompagnerà fino a Pegli.
Si segue, pertanto, l'AVML, L'E1 e il XX giallo, e dopo pochi minuti si incrocia il celebre Passo della Bocchetta, proprio nei pressi di una Cappelletta e del celebre monumento ai grandi del ciclismo e ad una delle gare Classiche delle due ruote, ossia il Giro dell'Appennino.
Qui si risale lungo una bella stradina asfaltata prima e lastricata poi, fino alle pendici del monte Leco (1072 m): per chi volesse salire sulla sommità occupata da una foresta di antenne, basta seguire il XX giallo, ed in pochi minuti si guadagna la panoramica cima.
La traversata continua seguendo appunto l'AVML e l'E1, contornando le pendici dirupate meridionali del Leco.
Superato questo trattosi arriva presso una bella sella erbosa, in vista del Monte Taccone e delle Figne.
l sentiero procede contornando il Taccone a Nord e poco prima del Passo Mezzano, si stacca un sentierino non segnalato ma evidente che conduce alla panoramica vetta del Taccone (1113 m).
Riscendendo dal Taccone verso l' AVML/E1, dopo una manciata di metri si giunge al Passo Mezzano, da dove si può continuare (in circa 20 minuti) per la cima delle Figne (1172): una vetta che mi manca e che prossimamente cercherò di abbinarla magari con un giro fino al Tobbio.
Tornando alla traversata, dal Passo Mezzano si discende lungo il contrafforte occidentale del Taccone, fino ad arrivare presso un bel pianoro, il Prou Perseghin.
Si prosegue sempre in piano, in mezzo bellissimi prati (prato Leone), lasciandoci alle spalle le due belle vette del Figne e del Taccone, mentre alla nostra destra si intravede uno dei laghi del Gorzente.
ll sentiero procede sempre con i nostri due soliti segnavia ( tuttavia se ne aggiungono altri che ora non ricordo, ma quelli che dobbiamo seguire sono sempre la AVML e l'E1) fino a superare il Bric Guana (964 m) e arrivare all'osservatorio naturalistico del CAI di Bolzaneto.
Superato l'osservatorio, si discende fino ad incrociare una strada sterrata, che va seguita per un pezzo; si supera così il Giogo di Paravanico fino ad incrociare la strada statale nei pressi della zona dei Piani di Praglia. In questo punto va fatta attenzione alle moto che sfrecciano a tutta velocità , poichè per un paio di centinaia di metri va seguita la strada asfaltata.
Seguendo sempre i segnavia dell' AVML e dell'E1, si svolta a sinistra per imboccare una strada secondaria dapprima asfaltata poi sterrata, con vista inusuale sul Santuario della Guardia.
Dopo circa mezzora, si incontra e si ignora il bivio per il Santuario, e dopo un altra mezzora tra prati dolci e un panorama bellissimo tra montagne e mare, si arriva all'importante incrocio nei pressi del Monte Pennello (995 m).
Qui l'Alta Via dei Monti Liguri e il sentiero E1, dopo tanta strada, si separano: l'AVML piega decisamente verso destra, in direzione Punta Martin, l'E1 verso sinistra, scendendo verso il mare.
Il sentiero scende gradualmente tra la macchia mediterranea; tuttavia va fatta attenzione al segnavia E1, che in alcuni punti risulta sbiadito, correndo il rischio di prendere la traccia sbagliata .
Il cammino qui diventa poco agevole, a causa del fondo abbastanza sconnesso, mentre in alcuni punti diventa scivoloso: le bacchette sono consigliate.
Superati un paio di bivi, in circa un'ora e mezza dal monte Pennello si raggiunge il parco avventura di Pegli la Vetta: in questo punto ho abbandonato l'E1, per imboccare un paio di Crose che in poco tempo mi hanno portato direttamente sulla passeggiata di Pegli.

Punti di appoggio: nessuno. Lungo il sentiero troviamo due bivacchi ( l’osservatorio CAI e il Bivacco monte Penello). Si incontrano almeno due fonti segnalati d’acqua, una nelle vicinanze del Taccone e un'altra lungo la discesa tra il Monte Penello e Pegli: è consigliabile quindi partire con una scorta d’acqua adeguata per la lunga camminata.
Evitare nel periodo estivo: dalle pendici del Leco fino a Pegli si passa quasi sempre in zone prative.

_________________
"Dagli gli alberi ho capito il significato della pazienza. Dall'erba ho imparato ad apprezzare la persistenza."
[Hal Borland]


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 Oggetto del messaggio: Re: Traversata Busalla-Pegli
MessaggioInviato: mer feb 12, 2020 11:53 
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Utente di Quotazero

Iscritto il: mer feb 12, 2020 9:38
Messaggi: 98
Anni fa percorsi parzialmente questo tracciato.
Eravamo in due, con due auto a disposizione, quindi ne lasciammo una a Busalla (per il ritorno da Pegli in treno) ed una a Fraconalto, da dove iniziammo l'escursione seguendo l' E1 fin dalla partenza.
Confermo quanto scritto da Paolo Cerreta: il segnavia E1 scendendo verso Pegli è poco visibile, infatti noi perdemmo il sentiero ufficiale ma riuscimmo comunque ad arrivare a destinazione.
Non farei molto affidamento sulle fonti segnalate, quantomeno nella stagione estiva, per cui come consigliato da PaoloCerreta suggerisco scorte sufficienti di viveri ed acqua.
Un ricordo sgradevole lungo il cammino: poco dopo i Piani di Praglia un burrone trasformato in una sorta di discarica di auto (immagino rubate).
I miei ricordi risalgono ad almeno 5 anni fa per cui la situazione segnavia potrebbe essere migliorata


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