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Escursionismo e Alpinismo nell'Appennino Ligure e nelle Alpi Occidentali

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Pian dei Corsi
MessaggioInviato: sab mag 16, 2009 13:09 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: sab nov 03, 2007 20:34
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Questa mattina ,con l'amico Mauro, abbiamo fatto un percorso che si estende a Nord del Trail Aschero e raggiunge la quota massima in zona ovvero i 1095 metri della ex base Nato di Pian dei Corsi.
A breve i dettagli di quello che puo' esser un bell'itinerario per un T.A.

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Fatti non foste a viver come bruti...ma per seguir Virtude et Canoscenza..
(Inferno-canto XXVI-116,120)

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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: dom mag 17, 2009 10:42 
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Quotazerino doc
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Iscritto il: sab nov 03, 2007 20:34
Messaggi: 1455
Località: Prov. Savona
Molto bene...in fase di download mi sono perso tutti i dati del percorso , per cui la descrizione potra' essere solo all'antica, senza traccia gps e vari .
Per motivi di tempo siamo partiti dalla Osteria dei Gatti, alle cui salle transita il Trail Aschero ,appena prima delle Rocche Bianche.
Seguendo il tracciato pricipale, si arriva a S.Giacomo, e si prosegue verso i Faggi per 2 km circa.
Si incrocia una traccia sulla sx in ripido pendio, fino ad una radura dove si trova una alta antenna CB,.
Si prosegue a sx , mentre sulla dx è visibile un sentiero che arriva alle Ferriere (Val Bormida).
A questo punto ,si prosegue con un seguirsi di saliscendi, sempre nel bosco di alti castagni, seguendo il segnavia TA (sentiero Terre Alte, giallo-rosso).
Il percorso èdavvero molto bello , sempre nel bosco, con fondo morbido, e ogni tanto qualche strappetto tra gli alberi,.
Si segue fino ad arrivare ad una breve salita di rocce, al termine della quale uno spuntone sporgente fa ammirare un panorama davvero suggestivo sui boschi della Val Bormida.
Poco dopo si comincia a sentire il sordo fruscio delle pale eoliche, che d'immprovviso ci appaiono di fronte, all'interno del perimetro recintato della vecchia base NATO di Pian dei Corsi, da qui si godono panorami stupendi su tutta la Riviera, e oggi col sole si vede dalla Toscana alla Costa Azzurra ,isole comprese.
E' un luogo strano ,a meta' tra il post atomico e la bellezza della natura circostante.
Qui si trovava un centro trasmissioni americano, al tempo della Guerra Fredda, che ha alimentato fior di leggende para-militari.
Si diceva che nascondesse i silos dei missili nucleari puntati sulle citta' dell'Est, e il mistero era fortemente alimentato al tempo da fari che illuminavabno la zona e sentinelle armate che allontanavano chiunque girasse nei dintorni.
Allora si andava in moto, e qualcuno raccontava di essere stato rinchiuso e interrogato perche' sorpreso nel perimetro.
Tutto cio' che si vedeva erano alcuni enormi G.I. che giravano a Finale con grasse Jeep , senza mai dare confidenza ad alcuno.
Poi appena dopo il Novembre '89 ,all'improvviso ,ma sul serio , sono tutti scomparsi, portando con loro lo strtto indispensabile e si dice che chi è entrato subito nella base ,ha trovato ogni cosa dagli arredi ai vestiti ,a qualsiasi cosa ,persino l'intera palestra, e per diversi giorni ci fu l'andirivieni al self-service gratuito.
Ora è tutto deserto e ha l'aspetto di un luogo che ha subito un attacco militare, tutto è distrutto , salvo qualche scritta sui muri che ricorda il vivere dei giovani soldati sul quel bricco.
Naturalmante dei missili nessuna traccia, a meno che non siano stati murati per sempre nel sottosuolo...
Ora il"Forte" è il centro di partenza per le discese in MTB, e gli amici di Finale che hanno organizzato i servizi di risalita ne hanno fatto la loro Whistler Mountain.
Arrivati alla base si segue appunto il tracciato delle discese DH ( occhio alle spalle !!!!) e si scende sempre su bellissimi sentieri immersi nel bosco, fino ad incrociare la strada che da S.Giacomo va verso Pian dei Corsi appunto.
La si oltrepassa e si prosegue in dicesa fino ad arivare all'asfalto che risale da Feglino.
Si risale per 2 tornanti fino a trovare sulla dx una deviazione nel bosco in salita ,con segnavia triangolo rosso.
Attenzione..seguite bene il segnavia poichè si intersecano numerosi tracciati piu' o meno visibili e l'unico segnato è quello giusto.
Per riferimento salite sempre sul versante a sx, troverete numerosi ruscelli e cascate davvero pittoreschi, fino a scorgere in alto di fronte l'antenna CB che abbiamo superato all'inizio.
Salite ancora e si arriva nuovamente alla strada S.Giacomo-Pian dei Corsi, proseguite a dx appunto verso la Colla di S:giacomo e tornate verso le Rocche Bianche.
25 km circa, tutti nel bosco, un dsl di poco meno di 1000 mt, l'ideale per l'allenamento.
IL posto merita una visita.

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 Oggetto del messaggio: Re: Pian dei Corsi
MessaggioInviato: dom ago 15, 2021 14:32 
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Quotazerino
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Iscritto il: ven mag 23, 2008 16:47
Messaggi: 707
Località: Genova
Alla (ri)scoperta di luoghi abbandonati della Liguria: uno dei luoghi più “intriganti” che hanno sollecitato i desideri fotografici di molti urbex e non, c’è certamente la famosa base militare di Pian dei Corsi a Calice Ligure sulla cima di una vetta alta 1.028 m.s.l.m. e a pochi chilometri dalla costa e dalla tappa 15 dell’Alta Via dei Monti Liguri, quella che porta dal Colle del Melogno alla Colla di San Giacomo.
Oggi gli edifici sono meta di escursionisti, bikers, camminatori e frequentatori vari ma per lungo tempo tutta l’area era interdetta ed avvolta nel mistero.
Il Piano dei Corsi è un monte sul crinale fra la valle della Bormida di Mallare a nord e la valle del torrente Porra, che sfocia nel Mar Ligure a Finale Ligure e si trova in una deviazione che si diparte dalla tappa 15 dell’Alta Via dei Monti Liguri, quella che va dal Colle del Melogno alla Colla di San Giacomo.
La sommità fu per lungo tempo una base militare con molti “segreti” sulla destinazione d’uso. Chi parlava di cunicoli sotterranei, di alloggiamenti di missili, (veri o presunti...), di apparecchiature e sistemi d’arma o elettronici particolari al centro di trame da vera e propria guerra fredda”.
Si vociferava anche che la base avesse anche gallerie sotterranee collegate con i monti di fronte e un accesso diretto al mare per eventuali sommergibili.
In realtà sembra ormai accertato che fosse solo un centro comunicazioni che ospitava antenne radio per i collegamenti tra le unità della sesta flotta del Mediterraneo e la Germania. E infatti poco distante c’è ancora la la pista di atterraggio per gli elicotteri e le grandi piazzole in cemento che reggevano grandi parabole trasmittenti-riceventi. L’accesso era talmente proibito che neanche le forze dell’ordine italiane potevano entrare (almeno ufficialmente).
Coloro che potevano avere accesso, ad esempio per lavori di manutenzioni, avevano dei permessi speciali con l’ordine poi di rispettare il segreto più assoluto.
La base che è stata smantellata agli inizi degli anni '90 del secolo scorso sorgeva su precedenti postazioni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Oggi alcuni cartelli la indicano (un po’ pomposamente...) come “Wind Farm” (“Fattoria del vento”) ed infatti alcune pale eoliche sono state installate per produrre energia “pulita” a discapito però di un nuovo landscape (panorama) forse un po’ invasivo.
L’area è oggi aperta al pubblico ed ogni tanto c’è anche qualche festa più o meno autorizzata o qualche “battaglia” di appassionati di soft-air.
Tutta la zona è stata “bonificata” da vecchi macchinari come generatori, quadri elettrici, ringhiere metalliche... che potevano rivelarsi pericolose ma occorre ugualmente prestare attenzione perchè qualche situazione di pericolo, ad esempio di caduta in qualche fossa, potrebbe presentarsi all’interno di alcuni locali.
Vari artisti/writers e/o autori di graffiti vari, "rallegrano” un po’ con le loro opere (anche molti non apprezzano questo tipo di interpretazione artistica e preferirebbero che la natura facesse il suo corso riappropriandosi del luogo...) il posto che, in giornate nuvolose e di temporale, ha un certo fascino da film...
Nelle belle giornate invece i panorami spaziano sui monti circostanti con fitti boschi, fino alla costa e al mare.
Poco distante un cippo commemorativo è stato messo dall’ANPI a ricordo dei gravi fatti accaduti nella notte tra l’1 e il 2 febbraio 1945 quando 11 partigiani di Calice vennero uccisi.


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