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MessaggioInviato: lun lug 05, 2010 22:58 
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Questo week end ho accompagnato Andrea Parodi ad esplorare questo stupendo angolo di Alpi Liguri. Ne è venuta fuori questa via, un po' "per amatori" ma tutto sommato carina ...

Rocca del Pis 2294 m – Versante nord nord-ovest

“Via degli ottimisti” (A. Parodi, A. Costa – 4 luglio 2010)

L’idea iniziale era di salire il possente, elegantissimo pilastro nord della Rocca del Pis, magari tenendosi sulla destra dove, da lontano, le rocce sembravano più abbattute e articolate. In realtà l’idea si è rivelata troppo ottimistica, almeno per le nostre modeste forze: il primo muro è comunque verticale-strapiombante senza linee di debolezza evidenti, e anche sopra, alcuni risalti appaiono molto ostici.
Abbiamo visto un diedro-canale più abbordabile all’estremità destra del contrafforte e abbiamo deciso di salirlo: la prima ricognizione, sabato 3 luglio, è terminata dopo 20 metri sotto un violento temporale… Domenica siamo partiti presto, abbiamo scalato il diedro-canale e siamo usciti su una terrazza erbosa dell’inclinato versante nord-ovest. Abbiamo proseguito per erba via via più ripida e infine abbiamo superato la bastionata superiore per l’unico punto debole: un camino verticale con blocchi incastrati, che ci ha portato sull’aerea cresta sommitale.

Materiale utilizzato: 2 mezze corde da 60 m (ma da 50 m sono sufficienti), nut, friend piccoli e medi, cordoni vari, chiodi (8 piantati, 1 lasciato).
Difficoltà: D+, passo di V+.

Avvicinamento:

Dal Rifugio Havis de Giorgio – Mondovì (1761 m) si risalgono i prati e le lingue di detriti in direzione dell’evidente sbocco inferiore del roccioso Canalino delle Masche (tracce). Entrati nel canale, lo si risale per detriti e qualche roccetta (in un punto catena) fino a sbucare sull’ampia cengia erbosa che taglia le pareti del massiccio Rocche del Pis – Punta Havis de Giorgio a circa metà altezza. Incrociata la traccia proveniente dalla base della Punta Havis de Giorgio, si prosegue a sinistra, tagliando ripidi pendii erbosi, macchie di rododendri e qualche roccetta, seguendo vaghe ma riconoscibili tracce, fino a portarsi ai piedi delle alte pareti della Rocca del Pis. Qui si incontra una traccia più marcata, che corre in leggera salita alla base degli strapiombi basali: la si segue per poche decine di metri fino alla base di un marcato diedro caratterizzato da una serie di salti inframmezzati da alcuni terrazzini: 2000 m circa, attacco, h 0,45 dal rifugio.
N.B.: il diedro è facilmente individuabile perché è uno dei pochi punti che alla base non presenta la fascia di strapiombi che caratterizza questo tratto di parete. Pochi metri oltre la base del diedro si incontra, un po’ sopra la traccia, una grotta con targhette speleologiche.

Descrizione della via – parte bassa:

1 – Si sale uno speroncino di roccia molto fratturata (III), si supera un gradino (III+) e si traversa con attenzione un tratto franato per entrare nel diedro vero e proprio. Si attacca un salto leggermente strapiombante seguendo la fessura di fondo del diedro (IV+, passo di V, 1 chiodo lasciato) uscendo ad uno scomodo terrazzino con nicchia (20 m ca., sosta su blocco incastrato sul fondo della nicchia).

2 – Si affronta la fessura strapiombante di destra (V), dotata di buone e solide lame, uscendo in un ripidissimo solco erboso. Si segue per breve tratto lo speroncino articolato a destra (IV), di roccia friabile ed esposto sul pieno della parete (1 chiodo), poi appena possibile si traversa a sinistra verso la testata del solco, nuovamente roccioso. Si traversa verso sinistra, in direzione di un piccolo anfratto (IV), da dove si sale ancora a sinistra (IV+, esposto) fino ad una nuova nicchia alla base di un bel diedro gradinato (30 m ca., sosta su chiodo + friend).

3 – Si scala il diedro, piuttosto breve ma impegnativo e a tratti friabile (IV+ con passi di V) fino ad un terrazzino alla base di una fascia strapiombante (1 chiodo) . Pochi metri a destra si trova un grosso spuntone, nei pressi dell’esposto filo dello spigolo (12 m c.a,, sosta su cordone intorno allo spuntone).

4 – Si aggira lo spigolo, con passo facile ma esposto lungo una cengia orizzontale (II), fino ad incontrare una rampa di rocce fratturate che sale a sinistra. Si segue interamente la rampa, all’inizio con più impegno (III), poi sempre più facilmente per erba e roccette fino ad uscire sull’ampio prato sulla cima del primo contrafforte (45 m ca., sosta su grosso masso nel prato).

Raccordo con la parte alta:

Si risalgono i ripidi pendii erbosi puntando ad una evidente grotta che si apre sulla fascia rocciosa intermedia del versante ovest-nord-ovest: per una doppia rampa erbosa, prima a sinistra e poi verso destra, si giunge alla grotta (h 0,20 dall’uscita del primo tratto).

Descrizione della via – parte alta:

5 – Si traversa a sinistra della grotta, per rocce facili ma infide se bagnate (I+, II), poi appena possibile si sale verticalmente superando ancora un breve tratto roccioso (II) per ritrovarsi così sui ripidi pendii erbosi superiori. Si prosegue per erba assai ripida, con poche rocce affioranti, con notevole impegno psicologico a causa della scarsa proteggibilità del tratto, fino ad una nuova fascia rocciosa verticale. Sosta presso lo sbocco di un ripidissimo ed evidente canalino erboso (50 m c.a, sosta su 1 chiodo + friend).

6 – Si scala interamente il quasi verticale canalino, anche questo difficilmente proteggibile: si esce così su un’ampia cengia erbosa, che si segue a sinistra raggiungendo così la base dei camini terminali. Il camino di destra è liscio e spesso bagnato; ci si porta alla base di quello di sinistra, articolato e asciutto (20 m ca.,1 chiodo di sosta).

7 – Si sale il camino (III+), aggirando a sinistra un roccione strapiombante, raggiungendo una terrazza sospesa quasi sul filo di spigolo del pilastro nord, ai piedi dell’ultimo torrione. Si traversa qualche metro a destra, poi si supera direttamente un muretto articolato ma friabile (1 chiodo, III+) e ci si porta ad un comodo ripiano alla base del gran camino terminale (20 m ca., sosta su due friend).

8 – Si attacca il ramo di sinistra del camino: all’inizio questo è strapiombante, e risulta particolarmente impegnativo (V, V+, cordoni su blocchi incastrati). Più in alto si raggiunge un minuscolo terrazzino: con un altro passo difficoltoso, si aggira un masso strapiombante a sinistra (V), quindi si sale per l’angusto solco fino ad una biforcazione: si trascura la stretta e liscia fessura di destra e si prosegue a sinistra (attenzione ai massi in bilico!) per uscire ad una stretta forcellina sul filo dello spigolo, sormontata da un caratteristico masso incastrato che forma un arco naturale. Si sale in spaccata sopra la forcellina, poi ci si porta sulla parete di destra (IV) e si raggiunge un terrazzino (20 m ca., sosta su due friend).

9 – Si prosegue sul filo dello spigolo, per rocce fessurate e meno ripide (III+) fino ai prati della cresta sommitale (15 m c.a, sosta su spuntone).

Seguendo la cresta, costituita da erba e lastronate calcaree, si passa al sommo delle impressionanti pareti settentrionali e, scavalcata un’anticima e una forcella, si sale per comodi prati alla sommità della Rocca del Pis (2294 m, h 0,15 dall’uscita della via).

Discesa:

Si scende dall’altra parte per prati fino ad una insellatura erbosa tra la Rocca del Pis e la Quota 2336 m (eventualmente raggiungibile con breve ma piacevolissimo percorso di cresta, ometto sulla cima): da qui si scende a sinistra per ripidi pendii erbosi in direzione dell’ampio vallone carsico ben visibile dalla cima.
Scendendo, conviene mantenersi a destra, obliquando fino a raggiungere i dossi erbosi e le doline sul fondo del vallone. Si continua a scendere per una serie di conche carsiche successive (qualche difficoltà di orientamento in caso di nebbia) fino ad una valletta acquitrinosa. Risaliti i brevi pendii erbosi dall’altra parte della valletta, si continua a scendere traversando sempre verso destra per evitare alcuni salti rocciosi, fino ad incrociare il sentiero della GTA che scende dal Passo delle Saline a poca distanza dalla carrareccia di fondovalle Ellero. Raggiunta la carrareccia, la si segue fino al Rifugio Havis de Giorgio – Mondovì (h 1,30 dalla cima).

Aggiungo anche la foto della parete con il tracciato della via:


Allegati:
Rocca del Pis - Via degli Ottimisti.JPG
Rocca del Pis - Via degli Ottimisti.JPG [ 235.52 KiB | Osservato 1549 volte ]

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MessaggioInviato: mar lug 06, 2010 7:19 
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Cintura nera di Quotazero
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Iscritto il: mar gen 29, 2008 16:32
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Ancora un'"invenzione"...
Bravi davvero :esclamativo:


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MessaggioInviato: mar lug 06, 2010 9:22 
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Sub-Titano Valdostano
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Iscritto il: dom mar 09, 2008 0:05
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Località: Alta Valle Scrivia / bassa val di Vara
Complimenti per l'invenzione :!: =D> =D>

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"narratemi la regione dalla quale il figlio della montagna è sempre attratto, dove la forza dell'uomo convive con la mente aperta, dove riposano le ceneri dei padri liberi fedelmente vegliate dai figli liberi" Homines Dicti Walser


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MessaggioInviato: mar lug 06, 2010 21:59 
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Moderatore di Sezione
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Iscritto il: dom mar 30, 2008 17:51
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Interessante!!!! : Thumbup : : Thumbup : =D> =D> =D>

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Il silenzio non si trova sulla cima delle montagne e il rumore non sta nei mercati delle città: ambedue sono nel cuore dell'uomo.
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MessaggioInviato: mer lug 07, 2010 23:07 
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Titano di Quotazero
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Iscritto il: dom feb 10, 2008 22:44
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=D> =D> =D> Grandissimi!

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“La Primavera sembra portare dentro di sé un ricordo che poi, in estate, racconterà al mondo intero fin quando non sarà divenuta più saggia nel grande autunnale silenzio con cui si confida soltanto ai solitari.”


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