Domenica scorsa ho deciso insieme alla mia amica Simona di tornare in Val Maira con l'intento di salire il Bric Cassin partendo da Viviere seguendo la
relazione scaricata dal bel sito cuneotrekking. Decidiamo di salire senza ciaspole (anche perchè Simona non ne ha di sue e avrebbe dovuto affittarle) nella speranza di trovare la neve nelle stesse condizioni in cui l'ho trovata su Cima La Piovosa la settimana scorsa.
Partiamo da Viviere per le dieci del mattino. Dal bel nucleo di case ora in parte adibito a punto di appoggio per escursionisti e scialpinisti si imbocca un sentiero che sale nel bosco a congiungersi con la pista sterrata che sale a prato Ciorliero:
Il sentiero che si imbocca a Viviere che entra nel bosco

La pista che porta a Prato Ciorliero

Fino a Prato Ciorliero la neve è poca e ancora ghiacciata grazie alle temperature che di notte in questo periodo devono ancora scendere sotto lo zero. Giunti a Prato Ciorliero si apre di fronte a noi il bel vallone che sale al Passo della Gardetta. Davanti a noi è un brulicare di scialpinisti alcuni alcuni che salgono precedendoci di poco, altri già di rientro.
Prato Ciorliero e il Vallone della Gardetta

I ruderi della caserme di Prato Ciorliero

Cominciamo così a salire il Vallone in compagnia di scialpinisti e ciaspolatori. Per ora la neve regge benissimo e si sale spediti tanto vero
che riusciamo a tenere senza difficoltà il passo di degli scialpinisti e davanti a noi ci precede un gruppo di ciaspolatori con le ciaspole nello zaino. La relazione che abbiamo ci dice di tenerci sulla sinistra del vallone per poi cominciare a salire un vallone secondario che dovrebbe portarci alle pendici del Bric Cassin. Presi dall'entuisiamo della salita però ci perdiamo il punto buono per deviare verso il Bric Cassin e così decidiamo di continuare a salire verso il Passo dell Gardetta che raggiungiamo dopo circa due ore di cammino.
Lungo la salita del Vallone della Gardetta

Il gruppo di ciaspolatori (senza ciaspole

) che ci precede

Al Passo della Gardetta si apre una vista spettacolare verso Rocca la Meia mentre alle nostra spalle domina l'Oronaye.
Rocca la Meia dal Passo della Gardetta

Dopo una breve sosta per godersi il bel panorama vedo che sulla cartina è segnato un sentiero che dal Passo della Gardetta sale sul Bric Cassin seguendo un percorso di cresta. Dal passo il percorso sembra privo di difficoltà anche in condizioni invernali e così decidiamo di continuare e provare a raggiungere la nostra meta originaria. Il sentiero infatti si rivela molto agevole ed in breve raggiungiamo il passo sotto il Bric Cassin dove ci ricongiungiamo con il percorso invernale descritto dalla ralazione di cuneotrekking
Panoramica su rocca la Meia dal sentiero che dal Passo Gardetta sale al Bric Cassin

Dal colletto superato un primo strappo un po' più ripido privo di neve giungiamo su un ampio costone porta sino alla cresta del Bric Cassin. Qui la neve è tanta ed incomincia a non essere più portante. Nei punti più pianeggianti si sprofonda sino all'anca e l'incedere si fa molto faticoso ma ormai la vetta è vicinissima così stringiamo i denti e con un ultimo sforzo raggiungiamo la cresta del Bric Cassin dove siamo ripagati da un panorama stupendo.
Il Monviso

Tutta la cresta del Bric Cassin con sullo sfondo le principali vette della Val Maira

Un gruppo di scialpinisti si gode il sole primaverile con in lontananza il gruppo del Matto

Il bel profilo del vicino Monte Cassorso

Viste le temperature quasi estive e la neve che si sta trasformando in poltiglia decidiamo di rimandare la pausa al rifugetto di Viviere
e dopo una brevissima pausa doverosa per godersi il panorama poco dopo l'una cominciamo la discesa. Il tratto che ci aveva penare non poco in salita in discesa scorre meglio del previsto. Giunti al colletto decidiamo di scendere per il percorso invernale. Nella prima parte la neve è
ancora miracolosamente portante e così per un tratto scendiamo veloci. Persa un po' di quota però il caldo comincia a essere ecessivo e la neve cede inesorabilmentye sotto i nostri piedi. Ci troviamo più volte con la gamba bloccata nella neve obbligati ad aiutarci vicendevolmente per riuscire a muoverci. Ora avere le ciaspole sarebbe utilissimo! Comunque non ci perdiamo d'animo e cercando di evitare i punti più pianeggianti e gli avallamenti scendiamo verso il vallone principale. Dopo non pochi sforzi riusciamo a ricongiungerci con un'evidente pista neve compressa dalle ciaspole dove si procede un pochino meglio (si sprofonda solo un passo ogni tre!) che ci porta sino a prato Ciorliero dove chiudiamo il nostro anello e finiscono le nostre fatiche.
Lungo la prima parte della discesa con la neve ancora discretamente portante

Sempre nella prima parte di discesa con alle spalle l'evidente colletto dove la traccia invernale si ricongiunge al sentiero estivo
Lungo la pista dei ciaspolatori

Prato Ciorliero dall'alto

Da prato ciorliero in breve ridiscendiamo sino a Viviere dove ci beviamo una bella moretti da 66 (in due) e mi mangio due belle crepes mentre Simona si nutre con le suo solito panino salutista alle verdure.
Il ruscello che scorre a fianco alla sterrata che scende da Prato Ciorliero

Il nucleo di Viviere

In conclusione l'ho trovata un'itinerario stupendo, molto panoramico e sempre vario. Essere andati senza ciaspole è stato un po' un azzardo ma tutto sommato ce la siamo cavata bene lo stesso

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