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 Oggetto del messaggio: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio dic 15, 2016 12:33 
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Lunedì 10 ottobre 2016: Sterrata Valmanzini (370) – Calanchi (320) – Strada di ghiaia (350) – Calanchi (310) – Sterrata Valmanzini (370).

Partecipanti: Piera e Soundofsilence.

Lunghezza: 4,5 Km. circa il percorso che consiglio, anche se, trattandosi di un’esplorazione il percorso da noi fatto è stato ben diverso.

Dislivello: 200 m. circa il percorso che consiglio, anche se, trattandosi di un’esplorazione il dislivello fatto da noi è stato di più.

Difficoltà: Le creste dei calanchi essendo ripide e con un poco di esposizione sono sicuramente EE, EE anche la discesa dalla sterrata Valmanzini ai calanchi, non tanto per la difficoltà del percorso, quanto per la necessità di orientarsi e di evitare la vegetazione più fitta in assenza di una vera traccia. Tutto il resto E, se non T.

Percorso in macchina: da Genova in autostrada fino ad Isola del Cantone, quindi si procede sulla Sp35 in direzione Milano superando subito l’abitato di Pietrabissara e, quindi, svoltando a sinistra per Sottovalle. Si prosegue dunque fino al paese e lo si oltrepassa continuando per circa 850 metri dalla fine del paese, finche non troviamo sulla destra una sterrata segnalata con il cartello “Valmanzini”, pochi metri prima della quale parcheggiamo sulla sinistra sul prato a fianco alla strada.

Percorso a a piedi: Dal parcheggio imbocchiamo subito la sterrata segnalata col cartello “Valmanzini” e la seguiamo per poco più di 300 metri, dove prendiamo a sinistra una carrareccia che in pochi metri ci porta in un prato dal quale, di fronte a noi, si scorgono i calanchi, sormontanti da alcune case, verso i quali dobbiamo dirigerci. Percorriamo quindi il prato tenendoci sul lato destro dello stesso e individuando quindi una labile traccia che ci porta a scendere in un boschetto nel quale la traccia si perde. Cerchiamo quindi di attraversare il boschetto piegando verso destra, dove la vegetazione è meno fitta, per giungere in breve ad un prato antistante ad una vigna; in questo punto un fossato rende difficile costeggiare la vigna verso sinistra, come dovremmo fare, quindi percorriamo un breve tratto su un crinale parallelo e poco distante dalla vigna stessa per poi piegare a destra onde raggiungere l’altro lato della recinzione attorno alla vigna, che è invece facilmente percorribile. Camminiamo quindi a fianco della recinzione fino al termine della stessa giungendo quindi ad una radura dalla quale ormai siamo in vista dei Calanchi che in breve raggiungiamo attraversando facilmente il fosso di un rio nell’occasione asciutto. Qui possiamo salire un poco le varie creste, facendo attenzione a non rovinarle (meglio non usare i bastoncini da trekking) e quindi ridiscendere (direi che è assai pericoloso provare a risalirle fino in cima, nonostante la presenza di una corda). Visitate le creste calanchive ci dirigiamo al prato sulla sinistra delle stesse e ne percorriamo pochi metri in salita, per individuare quindi un’ulteriore cresta più facilmente percorribile. Saliamo quindi lungo la cresta finche non diventa troppo stretta per essere camminata e scendiamo quindi nel fossato a sinistra, tra la cresta e una recinzione di grate metalliche, che ci aiutano nel continuare a salire fino in cima alla cresta; giungiamo quindi ad un punto dove la vegetazione rende difficile mantenersi attaccati alla recinzione e vi sarebbe invece la possibilità di continuare verso destra traversando, comunque non facilmente, la parte superiore dei calanchi; noi abbiamo preferito invece ravanare un poco nella vegetazione per sbucare comunque dopo pochi metri presso una casa in costruzione. Qui sulla sinistra continua la recinzione attorno ad una vigna e noi la seguiamo per una cinquantina di metri giungendo quindi ad una strada di ghiaia che imbocchiamo verso sinistra. Dopo poco più di 100 metri giungiamo nei pressi di un’altra casa, verso la quale pieghiamo a sinistra passando sotto il muro di sostegno dell’antistante terrazzo e a destra della vigna. Subito superata la casa tralasciamo un bivio sulla sinistra che porterebbe ad un cancello e arriviamo sul bordo superiore dei calanchi, che iniziamo a costeggiare verso destra, trovandoci dentro il basso recinto che continua a delimitare la vigna. Dopo poche decine di metri (30-40 metri) sul bordo superiore dei calanchi ci si presentano due possibilità: continuare sul bordo superiore o scendere per una cresta calanchiva più abbordabile delle altre. Io consiglierei di fare entrambe le cose, essendo tutte e due altamente panoramiche e spettacolari, il che però comporta di fare due volte un tratto di sentiero, cosa che ritengo comunque non grave data la brevità del percorso…. La cosa migliore, quindi, secondo me, è continuare sul bordo superiore a fianco del recinto della vigna (dove si può conviene scavalcarlo per starne fuori e passare più sul bordo dei calanchi). Giunti al termine dalla vigna e del recinto ci si immette su una sterrata che continua ancora sul bordo dei calanchi per poi immettersi su una stradina asfaltata da imboccare verso sinistra in discesa. In circa 70 metri arriviamo quindi sulla strada su cui abbiamo parcheggiato la macchina (che si trova però a 1,2 Km. circa di distanza) e la imbocchiamo verso sinistra in salita. Dopo neanche 200 metri, nei pressi di un rudere sulla destra (attorno al quale la strada compie un tornante), si apre invece sulla sinistra un magnifico prato delimitato dai calanchi. Lasciamo quindi la strada e iniziamo a percorrere il prato fino a giungere alla base dei calanchi, che costeggiamo poi verso destra giungendo così tramite un breve traccia ad un secondo prato. Qui continuiamo a costeggiare i calanchi per una settantina di metri giungendo quindi nei pressi di quello che più si sporge sul prato: è questa la cresta da risalire, assai facilmente nella parte iniziale, quindi si fa un po’ più stretta, ma senza essere né ripida né esposta, per poi presentare in corrispondenza di un albero un breve tratto più ripido e quindi giungere sulla cima con un ulteriore albero che ingombra un poco la salita ma che può anche servire da appiglio. Siamo arrivati quindi al bivio descritto in precedenza: scavalchiamo quindi il basso recinto e prendiamo a sinistra percorrendo nuovamente il bordo superiore dei calanchi a fianco della vigna, per tornare quindi alla sterrata e poi alle strade asfaltate che ripercorriamo come fatto in precedenza fino al punto in cui abbiamo abbandonato l’asfalto per dirigerci sui bei prati panoramici di fronte ai calanchi che ho poco fa descritto; da questo punto stavolta continuiamo sull’asfalto in salita per quasi un Km. e 90 metri prima di giungere al bivio per la sterrata imboccata all’inizio, facciamo una breve deviazione sulla destra su un prato che ci consente una bella vista su ulteriori calanchi; torniamo quindi sull’asafalto e in poco più di 100 metri giungiamo al parcheggio.

Conclusioni: breve gita di mezza giornata altamente panoramica in quasi tutto il suo sviluppo, con viste sempre variate e spettacolari su vari gruppi di calanchi. Veramente suggestiva, tra incantevoli prati e pittoreschi calanchi, emozionante e spettacolare poi il percorso sulle creste: una gita da non perdere!
Non escludo poi di riuscire ad ampliare in futuro il percorso data la presenza nelle vicinanze di ulteriori gruppi calanchivi.

Link alle foto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AppenninoLigure/Sottovalle.htm


Allegati:
064 - Calanchi dalla sommit_ e prato sottostante.JPG
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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio dic 15, 2016 15:45 
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Accidenti :!: :!: Il vecchio sound è tornato a raccontare le sue escursioni anche su QZ ... : Thumbup :
Speriamo che non sia una tantum ... :risataGrassa:
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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio dic 15, 2016 16:15 
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daniele64 ha scritto:
Accidenti :!: :!: Il vecchio sound è tornato a raccontare le sue escursioni anche su QZ ... : Thumbup :
Speriamo che non sia una tantum ... :risataGrassa:
:smt006

Grazie, soprattutto x il vecchio....
In effetti e che tengo parecchio a questa escursione, visto che e una mia idea che sono rimasto particolarmente entusiasta di essere riuscito a realizzare.... e, quindi, volevo condividerla il piu possibile affinche non vada persa. Poi da cosa nasce cosa, specie se avro un minimo di riscontro che fa sempre piacere..... dopotutto quest'autunno ho realizzato veramente tanti progetti inediti e tanti ancora ne ho in mente....

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio dic 15, 2016 16:30 
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soundofsilence ha scritto:
Grazie, soprattutto x il vecchio....


Vecchio perchè sei uno dei pochi con i capelli grigi quasi come i miei ... :risata:

soundofsilence ha scritto:
quest'autunno ho realizzato veramente tanti progetti inediti e tanti ancora ne ho in mente....


E sì , ho visto che ti sei dedicato anche ad esplorazioni a lungo raggio , molto interessanti ! : Thumbup :

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio dic 15, 2016 18:36 
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Iscritto il: mer mar 28, 2012 19:35
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E' proprio dalle mie parti! Se ti capita di tornarci fai un salto al "becco dell' aquila", si tratta delle alte pareti di arenaria che si vedono da Rigoroso; per arrivare in cima si parte da Sottovalle e ci sono varie possibilità.
La zona dei calanchi di Sottovalle e molto interessante per la fioritura di rare orchidee in primavera, addirittura la purpurea cresce sui lati della strada.

Agli inizi delle opere del "Terzo Valico", c'era l'idea di riempire i calanchi con lo smarino estratto dalle gallerie ](*,)

Saluti, Ste


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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio dic 15, 2016 19:00 
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Stefs ha scritto:
E' proprio dalle mie parti! Se ti capita di tornarci fai un salto al "becco dell' aquila", si tratta delle alte pareti di arenaria che si vedono da Rigoroso; per arrivare in cima si parte da Sottovalle e ci sono varie possibilità.
La zona dei calanchi di Sottovalle e molto interessante per la fioritura di rare orchidee in primavera, addirittura la purpurea cresce sui lati della strada.

Agli inizi delle opere del "Terzo Valico", c'era l'idea di riempire i calanchi con lo smarino estratto dalle gallerie ](*,)

Saluti, Ste

Immaginavo che ci fosse un gran bella fioritura sui bei prati sotto i calanchi e in effetti, pensavo di tornarci ad inizio primavera, se capita. Mi sono ripromesso in effetti di ampliare un pò il giro e percorrere magari qualche altra cresta dei calanchi, magari anche quella più distante verso ovest che ho fotografato dalla strada ritornando giù verso Rigoroso, nell'occasione vedrò di tenere presente anche il tuo suggerimento, grazie.

P.S.: Si tratta della Rocca Crovaglia?

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: ven dic 16, 2016 18:58 
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Si è proprio quella.
Le pareti di arenaria danno sulla valletta con i calanchi, dall'altro lato rispetto alla strada che sale da Rigoroso.

Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: ven dic 16, 2016 19:13 
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Stefs ha scritto:
Si è proprio quella.
Le pareti di arenaria danno sulla valletta con i calanchi, dall'altro lato rispetto alla strada che sale da Rigoroso.

Saluti

Grazie, credo proprio la saliro, ho gia studiato un giro ieri su google earth.

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MessaggioInviato: mar dic 20, 2016 10:57 
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=D>
riesci sempre a trovare luoghi veramente inusuali!


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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar dic 20, 2016 11:02 
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topo ha scritto:
=D>
riesci sempre a trovare luoghi veramente inusuali!

Grazie, quello sicuramente, spero siano anche belli però...

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MessaggioInviato: mar dic 20, 2016 11:14 
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Che posto molto bello e interessante... a pochi chilometri da casa mia e nemmeno li conoscevo : WallBash :
Mi hai dato una buona idea per una escursione futura,grazie!

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"Dagli gli alberi ho capito il significato della pazienza. Dall'erba ho imparato ad apprezzare la persistenza."
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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar dic 20, 2016 11:31 
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paolocerreta ha scritto:
Che posto molto bello e interessante... a pochi chilometri da casa mia e nemmeno li conoscevo : WallBash :
Mi hai dato una buona idea per una escursione futura,grazie!

Capita sempre così, quello che si ha sotto gli occhi lo diamo per scontato e molte volte neanche lo vediamo....
Sono contento comunque che ti piaccia, se ti serve la traccia gps fammi sapere, dal canto mio ci tornerò entro questa primavera per ampliare un pò il giro, si possono sicuramente vedere altri calanchi, oltre che salire sulla Rocca Crovaglia.

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MessaggioInviato: mer dic 21, 2016 22:32 
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Assai curioso! Grazie Sound! : Thanks :

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MessaggioInviato: gio dic 22, 2016 7:41 
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scinty ha scritto:
Assai curioso! Grazie Sound! : Thanks :

Prego, è un piacere.

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MessaggioInviato: ven dic 23, 2016 17:53 
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Ciao Sound, non ci conosciamo ma trovo sempre molto originali i tuoi giri, spero una volta o l'altra di aggregarmi a qualche "esplorazione"..............i calanchi di Sottovalle sono molto belli e li ho pure vicino a casa, ma non li ho mai esplorati più di tanto.........magari prenderò spunto dal tuo resoconto per un giretto "fotografico" : Thumbup :

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...........non seguitemi, mi sono perso anch'io !


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MessaggioInviato: ven dic 23, 2016 18:27 
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psiconauta ha scritto:
Ciao Sound, non ci conosciamo

Ciao Nauta,
a questo si può sempre rimediare....

psiconauta ha scritto:
spero una volta o l'altra di aggregarmi a qualche "esplorazione"

Ben volentieri, di esplorazioni ne ho quante ne vuoi, sono in effetti gli esploratori che mancano....

psiconauta ha scritto:
..............i calanchi di Sottovalle sono molto belli e li ho pure vicino a casa, ma non li ho mai esplorati più di tanto.........magari prenderò spunto dal tuo resoconto per un giretto "fotografico" : Thumbup :

Mi fa piacere che apprezzi, è l'unico modo perchè certi posti non vadano "perduti" ed in definitiva per evitare questo che scrivo....
Sì, per ora è un giretto, ma entro primavera spero di trasformarlo in un girone, collegandolo alla vetta della Rocca Crovaglia e ai calanchi sull'altro versante.

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MessaggioInviato: mar apr 18, 2017 10:40 
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Giovedì 13 aprile 2017: Borgata Costa (280) – Rio Lavandara – Rocca Crovaglia (585) – Borgata Costa (280).

Partecipanti: Stefs e soundofsilence.

Lunghezza: 8 Km. circa il percorso pulito, 9,7 quelli fatti da noi con esplorazioni e ravanaggi vari, magari da approfondire prossimamente.

Dislivello: 400 m. circa di dislivello.

Difficoltà: Tranne il sentiero E1 e la parte finale del ritorno su sentiero ben tracciato, che sono E, tutto il resto EE, per tratti ripidi, altri in cui bisogna orizzontarsi per assenza di traccia, altri scivolosi nel torrente, ma niente comunque di particolarmente difficile, la difficoltà maggiore rimane, in effetti, sicuramente l’orientamento. Per quanto riguarda poi il tratto nel torrente occorre naturalmente considerare le condizioni in cui potremmo trovarlo, non consigliabile indubbiamente provare a percorrerlo in periodi di piena, nelle condizioni di semi asciutto come l’abbiamo trovato noi potrebbe comunque essere meglio affrontarlo con un paio di buoni stivali, dato l’abbondante fango colloso e scivoloso, specie se si intende seguirlo più integralmente e lungamente di quanto abbiamo fatto noi.

Percorso in macchina: Da Genova si prende l’autostrada A7 per Milano e si esce a Ronco Scrivia; da qui si continua verso nord sulla sp35 per Arquata e Milano. Attraversiamo quindi Isola del Cantone, poi passiamo per Pietrabissara e, quindi, giungiamo a Rigoroso, dove possiamo notare a sinistra il bivio per Sottovalle, che non imbocchiamo, proseguiamo invece per altri 350 metri, per prendere quindi a sinistra via Poggi. Dopo neanche 300 metri giungiamo quindi ad un bivio dove continuiamo a sinistra per Borgata Costa, che, in breve, raggiungiamo. Qui percorriamo la stretta stradina fino ad un esiguo parcheggio delimitato da una ringhiera, dove lasciamo l’auto (2 posti, possibilità semmai di lasciare la macchina in altri piccoli spiazzi tornando indietro verso il paesino).

Percorso a a piedi: dal parcheggio torniamo indietro sulla stradina asfaltata per circa 75 metri, quindi prendiamo una carrareccia sulla destra in discesa e segnata con evidenti macchie gialle. In circa 100 metri arriviamo quindi al Torrente (si tratta del Rio Lavandara) e lo seguiamo verso destra ,a fianco, o percorrendone il letto (largo, pianeggiante, e quasi asciutto, ma con un fango colloso un po’ fastidioso). Dopo circa 150 metri di torrente noi abbiamo preso a destra seguendo una traccettina (forse ancora con i segni gialli, ma non ricordo bene) che si dirige verso una cresta calanchiva (in alternativa è comunque possibile continuare a seguire il torrente); raggiungiamo quindi la sommità della cresta e la seguiamo quindi verso sinistra, sul ciglio dei calanchi. Dopo 280 metri giungiamo qindi ad uno spettacolare punto panoramico sui calanchi successivi e, da qui, ridiscendiamo al torrente e riprendiamone a seguirne il letto, in questo punto decisamente spettacolare, siccome forma una gola tra i calanchi. Questo è anche il punto più ostico in quanto il letto è un poco più ripido e può risultare assai scivoloso con gli scarponi con il fango attaccato sotto, ma ne vale sicuramente la pena. Dopo 400 metri circa di torrente, quando il letto si inforra in una gola un po’ più stretta e ripida, decidiamo di abbandonarne il letto per prendere a destra e in breve arrivare alla base di una cresta calanchiva (abbiamo provato a risalirla, ma è assai ripida e siamo dovuti tornare indietro), qui continuiamo quindi dritti verso ovest, nel ripido bosco, sfruttando varie traccettine, forse di animali. Dopo poco più di 200 metri ci troviamo quindi ad abbordare il ciglio di una nuova cresta calanchiva, che percorriamo prendendo verso destra. La nuova cresta ci offre alcuni punti di vista spettacolari e, in circa 500 metri, ci porta a raggiungere prima un sentierino più evidente, e, quindi, il sentiero E1 (Europa 1, dalla Sicilia alla Danimarca), Imbocchiamo quindi il sentiero E1 verso sinistra e passiamo subito a fianco di una casa disabitata, quindi camminiamo lungamente nel bosco fino a giungere ad una bella cappelletta. Qui prendiamo a sinistra il sentiero per Sottovalle e, dopo poco più di 250 metri, notiamo una grande croce panoramica sulla destra, che, volendo, possiamo visitare. Proseguiamo poi sul sentiero per altri 450 metri e, nei pressi di una baracca, notiamo sulla sinistra il bivio per la Rocca Crovaglia, che imbocchiamo. Saliamo quindi per il ripido sentiero, che, in poco meno di 350 metri, ci porta sulla panoramica vetta. Dalla vetta torniamo sui nostri passi per circa 200 metri e imbocchiamo quindi un evidente sentierino sulla sinistra. Dopo 250 metri circa il sentierino si immette su una carrareccia che imbocchiamo verso sinistra (andando verso destra e, superando qualche punto infrascato, si giunge ad una cresta calanchiva che credo possibile percorrere, ma sarà per un’altra volta) e che in 450 metri circa ci riporta sul sentiero E1, che imbocchiamo verso destra; ci troviamo una cinquantina di metri prima del punto in cui vi eravamo saliti all’andata, facciamo quindi questi 50 metri e proseguiamo ancora sull’E1. Dopo altri 180 metri troviamo un bivio, dove prendiamo a destra, lasciando a sinistra l’E1. Altri 170 metri e lasciamo anche questo sentiero per prendere una sterrata sulla destra che che compie un tornante e percorre un tratto parallelo e in senso inverso al sentiero appena lasciato, per poi iniziare a scendere e raggiungere quindi la sommità di una cresta calanchiva; anche da qui è possibile scendere al sottostante torrente seguendo la predetta cresta, ma noi invece abbiamo proseguito sul sentiero, che, comunque, passa, da qui in poi, in mezzo ad ulteriori creste calanchive, offrendo viste degne di nota. Passata la zona calanchiva giungiamo infine ad un bivio, dove prendiamo a destra e, in neanche 200 metri, ci ritroviamo alla Borgata Costa e, da qui, in breve, al parcheggio.

Conclusioni: giro forse un pizzico meno spettacolare di quello negli adiacenti calanchi posti sul versante della Val di Lemme qui descritto: http://luoghidasogno.altervista.org/Mon ... ovalle.htm (che oltrettutto offrono la possibilità di percorrere direttamente le creste calanchive nel cuore dei calanchi, mentre qui le creste che si percorrono sono solo sul ciglio degli stessi.), ma sicuramente comunque molto bello e suggestivo, oltrechè insolito, con l’aggiunta poi di una bella vetta panoramica; volendo comunque entrambe le gite in questione possono essere percorse in giornata, sia con un brevissimo spostamento in macchina, sia percorrendo a piedi meno di un Km. di asfalto. Mi riprometto inoltre di esplorare ancora la zona che sicuramente il giro qui proposto è affinabile e migliorabile ulteriormente, sia provando a percorrere nuove creste calanchive, sia seguendo altri tratti del letto del torrente.

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Prima cresta calanchiva da sopra più da vicino

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Seconda cresta calanchiva

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Prima cresta calanchiva vista globale da sopra

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Calanchi da punto panoramico

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Calanchi e Rocca Crovaglia da punto panoramico

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Calanchi da punto panoramico più da vicino

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Calanchi scendendo da punto panoramico

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Calanchi scendendo da punto panoramico

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Calanchi scendendo da punto panoramico

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Rio Lavandara e calanchi

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Calanchi da Rio Lavandara

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Rio Lavandara in mezzo ai calanchi

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Rio Lavandara in mezzo ai calanchi vista verticale

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Letto Rio Lavandara tra calanchi

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Rio Lavandara in canyon tra i calanchi

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Rio Lavandara in canyon tra i calanchi più da vicino

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Rio Lavandara in canyon tra i calanchi più da vicino

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Rio Lavandara in canyon tra i calanchi

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Cresta calanchi risalendo dal torrente più da vicino

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Cresta calanchi risalendo dal torrente più da vicino

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Risalendo cresta calanchiva sopra torrente

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Primo piano calanchi da terza cresta calanchiva

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Vista calanchi da terza cresta calanchiva

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Vista calanchi da terza cresta calanchiva

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Calanchi da terza cresta calanchiva

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Calanchi da terza cresta calanchiva

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Terza cresta calanchiva e calanchi da punto panoramico

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Primo piano calanchi da punto panoramico terza cresta

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Rocca Crovaglia da terza cresta calanchiva

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Pietra miliare su sentiero E1

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Casupola su sentiero E1

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Casa e casupola su sentiero E1

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Cappelletta lungo sentiero E1

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Croce e Sottovalle andando alla Rocca Crovaglia

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Sottovalle andando a Rocca Crovaglia

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Sentiero andando verso Rocca Crovaglia

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Vetta Rocca Crovaglia

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Calanchi da Rocca Crovaglia

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Vetta Rocca Crovaglia più da vicino

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Vetta Rocca Crovaglia e calanchi

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Calanchi da Rocca Crovaglia più da vicino

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Vetta Rocca Crovaglia da sopra

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Vetta Rocca Crovaglia e calanchi

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Verdi prati Sottovalle da Rocca Crovaglia

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Vetta Rocca Crovaglia più da vicino

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Rocce vetta Rocca Crovaglia

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Prato verde e calanchi scendendo da Rocca Crovaglia

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Verdi prati Sottovalle e calanchi scendendo da Rocca Crovaglia

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Calanchi e stratificazioni tornando verso Borgata Costa

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Sentiero lungo i calanchi

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Sentiero sui calanchi verso Borgata Costa

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Calanchi da sentiero per Borgata Costa

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Calanchi da sentiero per Borgata Costa

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Calanchi da sentiero per Borgata Costa più da vicino

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Calanchi e sentiero per Borgata Costa

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Calanchi e sentiero per Borgata Costa

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Calanchi da sentiero per Borgata Costa

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Albero sepolto in calanchi

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Sentiero per Borgata Cresta su cresta calanchi

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Calanchi e stratificazioni sopra sentiero tornando a Borgata Costa

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Calanchi e stratificazioni sopra sentiero tornando a Borgata Costa

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Calanchi e case Borgata Costa

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Prato e case Borgata Costa

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Interno casa a Borgata Costa

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Ultima modifica di soundofsilence il mar apr 18, 2017 19:36, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar apr 18, 2017 18:55 
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....Scrivia ? 8-[

:-k ....non sarà il Rio Lavandara, quello ?

comunque bravi =D> anch'io ho in mente di fare presto un giro in zona, devo recuperare ancora qualche informazione (tipo una cartina con tutti i nomi in dialetto e altre cose), già i calanchi sono belli, poi c'è un pezzo di Postumia (che forse avete percorso... :-k ), dei resti (se restano 8) ) dell'acquedotto romano che serviva Libarna.....il tutto prima che il Terzo Valico distrugga tutto Immagine

un amico tempo fa mi accennò anche a delle grotticelle nei paraggi (non nei calanchi :) , ma non troppo distanti) Immagine

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar apr 18, 2017 19:12 
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E la mappa gps che riporta scrivia, sicuramente sara sbagliato, avevo pensato ad una strana omonimia come i 2 monte nero a poca distanza, sia in val d'aveto che in val pennavaira......
Grazie in ogni caso della segnalazione, provvedo a correggere.

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: lun giu 05, 2017 8:04 
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Domenica 21 maggio 2017: Sterrata Valmanzini (370) – Calanchi (320) – Sterrata Valmanzini (370).

Partecipanti: soundofsilence.

Lunghezza: 5,4 Km. il percorso da me effettuato.

Dislivello: 200 m. circa.

Difficoltà: EE tutte le creste calanchive, che, pur non troppo esposte e ripide, vanno percorse con attenzione e, aggiungerei, rispetto, magari non usando i bastoncini da trekking che possono rovinarle più del necessario. T la strada asfaltata, il resto direi anche EE, se non altro per la necessità di orientamento non così semplice, data la mancanza di sentieri segnati e anche di sentieri tout-court…

Percorso in macchina: da Genova in autostrada fino ad Isola del Cantone, quindi si procede sulla Sp35 in direzione Milano superando subito l’abitato di Pietrabissara e, quindi, svoltando a sinistra per Sottovalle. Si prosegue dunque fino al paese e lo si oltrepassa continuando per circa 850 metri dalla fine del paese, finche non troviamo sulla destra una sterrata segnalata con il cartello “Valmanzini”, pochi metri prima della quale parcheggiamo sulla sinistra sul prato a fianco alla strada.

Percorso a a piedi: Dal parcheggio imbocchiamo subito la sterrata segnalata col cartello “Valmanzini” e la seguiamo per poco più di 300 metri, qui ci troviamo sotto delle formazioni calanchive sulla destra e proseguiamo quindi pochi metri fino alla fine delle stesse, dove una traccia appena accennata ci consente di seguirne il ciglio quasi interamente. Giunti quindi sul punto più alto, prima del quale possiamo anche percorrere qualche passo sulla cresta calanchiva, scendiamo sul ciglio opposto dei calanchi e torniamo sulla strada deviando ripidamente a destra poco prima di giungere ad un orto cintato (volendo si può anche costeggiare l’orto e quindi giungere più facilmente alla sterrata): Tornati alla strada possiamo anche provare a salire una o due creste calanchive, ma non è consigliabile cercare di arrivare fino in cima data la ripidità delle stesse. In ogni caso finita la visita a questa prima, e minore, zona calanchiva, prendiamo a sinistra, proprio di fronte ai calanchi, una carrareccia che ci porta subito in un prato. Dal prato continuiamo su vaghe tracce in direzione sud-ovest, fino a giungere ad una cresta calanchiva; qui proseguiamo sulla destra della stessa per poi girare a sinistra e ritrovarci alla base dei calanchi. Fin qui abbiamo seguito una traccia comunque abbastanza chiara, che da qui in poi non esiste più; dobbiamo comunque proseguire in direzione sud-ovest passando nella zona più pulita (nel senso di quella con meno vegetazione) e tenendoci a destra e paralleli ad un rio. In circa 120 metri giungiamo quindi ad un altro rio che ci sbarra la strada, protetto da sponde ripide e piuttosto infrascate; occorre quindi trovare il punto giusto per guadarlo individuando un’apertura nella vegetazione, a cui però corrisponde una ripida scarpata sull’altra sponda, superabile con l’aiuto di alcune radici. Subito attraversato il rio incrociamo una traccia nell’erba alta, che imbocchiamo verso sinistra. La traccia segue il perimetro di un bel prato fiorito, prima verso sud e poi verso ovest, fino ad arrivare alla base dei calanchi. Qui seguiamo la base dei calanchi verso destra e li contorniamo fino alla loro fine. Qui la traccia continua chiara sul margine ovest del prato (il lato opposto a quello percorso in precedenza), attraversa una piccola zona calanchiva e quindi giunge ad un nuovo prato. Continuando a seguire la traccia, sempre sul limitare del prato, scorgiamo a sinistra un cancello, e quindi giungiamo ad una prima cresta calanchiva, con vista ad altre di fronte ben più ripide. Abbordiamo quindi la prima cresta calanchiva che, dopo un po’, si assottiglia al punto di rendere difficile il proseguimento, occorre quindi scendere brevemente a sinistra, dove anche una rete metallica può aiutare nel proseguimento. Giungiamo quindi praticamente in cima alla cresta, dove un albero rende difficile il passaggio, qui possiamo anche fare una breve deviazione a destra per scendere sul panoramico ciglio dei calanchi, per poi tornare a combattere con l’albero per passare. Passato l’albero giungiamo nel terreno di una casa in costruzione, dove prendiamo a destra, continuando a seguire il più possibile il ciglio dei calanchi. Giungiamo in fine su una stradina asfaltata che imbocchiamo verso destra e, passata una panchina a fianco di un albero, conviene abbandonare la strada puntando ad una sterrata in discesa tra i campi a fianco dei calanchi, che si raggiunge saltando giù da un muretto. Sarebbe possibile anche continuare su asfalto ed intercettare la sterrata dal suo inizio, ma lo sconsiglio perché si passa nel terreno di una villa con cane e potrebbe essere spiacevole. La sterrata scende quindi a fianco alle coltivazioni e ad un recinto (offrendo comunque qualche punto di vista, un po’ da ricercare comunque, sugli adiacenti calanchi), prima larga, per poi restingersi fino a diventare ripido sentiero che in breve giunge in fondovalle, dove seguiamo la traccia verso destra, che, in breve, ci riporta alla base della cresta calanchiva da cui siamo saliti. Qui torniamo sui nostri passi per un centinaio di metri, trovandoci così all’incrocio tra le tracce che contornano il prato fiorito una a ovest e una a est, nell’occasione prendiamo quella ad est (sinistra) e la seguiamo fino a trovarci di fronte alla cresta calanchiva più sporgente, verso la quale ci dirigiamo senza traccia. Saliamo quindi la cresta calanchiva (ripida in un punto in corrispondenza di un albero) e giunti in cima incrociamo una carrareccia prospiciente a delle vigne, che imbocchiamo verso sinistra. La carrareccia sfiora il ciglio dei calanchi e ci offre vedute molto belle, fino a raggiungere una sterrata che prosegue il percorso della carrareccia, sempre sul bordo dei calanchi Qui può essere interessante scavalcarne (facilmente) la recinzione per affacciarsi meglio sul ciglio dei calanchi, cosa che comunque in questo punto richiede notevole attenzione data la non poca esposizione. La sterrata si immette poi su strada asfaltata che imbocchia verso sinistra in discesa. In circa 70 metri arriviamo poi sulla strada su cui abbiamo parcheggiato la macchina (che si trova però a 1,2 Km. circa di distanza) e la imbocchiamo verso sinistra in salita. Dopo neanche 200 metri, nei pressi di un rudere sulla destra (attorno al quale la strada compie un tornante), si apre invece sulla sinistra il magnifico prato delimitato dai calanchi.di cui abbiamo percorso in precedenza la parte nord, ma lo tralasciamo per continuare sull’asfalto in salita per quasi un Km. e, 90 metri prima di giungere al bivio per la sterrata imboccata all’inizio, facciamo una breve deviazione sulla destra su un prato che ci consente una bella vista su ulteriori calanchi; torniamo quindi sull’asafalto e in poco più di 100 metri giungiamo al parcheggio.

Conclusioni: breve gita di mezza giornata, con percorso leggermente alternativo a quello proposto in precedenza su questo sito, ma parimenti altamente panoramica in quasi tutto il suo sviluppo, con viste sempre variate e spettacolari su vari gruppi di calanchi. Veramente suggestiva, tra incantevoli prati e pittoreschi calanchi, emozionante e spettacolare poi il percorso sulle creste: una gita da non perdere!
Peccato soltanto aver mancato la fioritura delle orchidee, che mi dicono essere spettacolare, certo che, comunque, anche quella delle margherite non era niente male….

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Duna calanchiva con palo in cima

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Duna calanchiva con palo in cima più da vicino

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Sterrata Valmanzini da cima duna calanchiva

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Sommità duna calanchiva sopra sterrata Valmanzini

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Sentiero su cresta calanchiva e due principali zone calanchive sullo sfondo

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Zona calanchiva di sinistra sopra prato fiorito

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Zona calanchiva di destra con case sopra

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Sentiero su cresta calanchiva

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Calanchi sotto sentiero

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Base calanchi sotto il sentiero

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Zona calanchiva di sinistra sopra prato fiorito

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Guado Rio Costa delle Vigne

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Prato di margherite e cresta calanchiva

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Miriade di margherite a Sottovalle

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Prato di margherite e zona calanchiva sinistra più da vicino

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Prato di margherite e creste calanchive

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Prato di margherite e creste calanchive più da lontano

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Prato di margherite e creste calanchive

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Prato di margherite e creste calanchive più da lontano

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Prato di margherite e creste calanchive più da lontano

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Prato di margherite e creste calanchive

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Prato di margherite e creste calanchive più da lontano

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Prato davanti a zona calanchiva di sinistra

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Prato di margherite e cresta calanchiva da parcheggio

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Vista completa calanchi dal parcheggio

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Prato davanti a zona calanchiva di sinistra dal parcheggio

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Creste calanchive da sotto

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Prato di Margherite e cresta calanchiva da passaggio tra prati

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Creste calanchive da sotto

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Prato di margherite e zona calanchiva di sinistra da secondo prato

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Prato di margherite

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Creste calanchive di destra

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Cresta calanchiva da salire

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Zona calanchiva di destra salendo la cresta

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Cresta calanchiva da salire

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Cresta calanchiva salita

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Prato sottostante da cresta calanchiva salita

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Cresta calanchiva salita con recinto a fianco

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Creste calanchive e prato sottostante dalla cima

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Creste calanchive e prato sottostante dalla cima

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Cresta calanchiva percorsa da ciglio calanchi

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Creste calanchive da ciglio calanchi

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Creste calanchive da ciglio calanchi

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Cresta calanchive spuntano tra la vegetazione

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Creste calanchive dalla sommità

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Creste calanchive scendendo ai prati

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Balla di fieno e prato di margherite

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Prato di margherite e cresta calanchiva

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Miriadi di margherite a Sottovalle

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Prato di Margherite con calanchi sullo sfondo

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Cresta calanchiva salendola

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Zona calanchiva di sinistra e prato margherite salendo cresta

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Cresta calanchiva salendola

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Anfiteatro calanchi salendo cresta

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Cresta salita e prato di margherite

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Anfiteatro calanchi salendo cresta

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Creste calanchive parallele e prato di margherite

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Cresta calanchiva salendola

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Creste calanchive e prato di Margherite salendone una

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Creste calanchive a fianco salendone una

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Creste calanchive e prato di margherite salendone una

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Creste calanchive salendone una

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Creste calanchive dalla sommità

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Cresta calanchiva percorsa dalla sommità

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Cresta calanchiva percorsa dalla sommità più da lontano

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Creste calanchive parallele e prato di margherite

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Creste calanchive parallele e prato di margherite più da lontano

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Creste calanchive sotto Rocca Crovaglia

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Anfiteatro calanchivo tra prato di margherite e Rocca Crovaglia

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Anfiteatro calanchivo attorno a prato di margherite

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Anfiteatro calanchivo tra prato di margherite e Rocca Crovaglia

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Anfiteatro calanchivo attorno a prato di margherite

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Anfiteatro calanchivo tra prato di margherite e Rocca Crovaglia

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Anfiteatro calanchivo attorno a prato di margherite

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Cresta calanchiva tra prati e Rocca Crovaglia

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Anfiteatro calanchivo tra prati e Rocca Crovaglia

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Zonce calanchive dalla strada

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MessaggioInviato: lun giu 05, 2017 21:23 
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belin sound, ma quando capiti in zona dillo, ti offrirei da bere volentieri solo per le cose che condividi... : Thumbup :

conosco quel prato, ho sempre pensato che sarebbe la location ideale per qualche spettacolo underground, anzi interground, allaroundground, the undergroundsoundofalloverground... 8)

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MessaggioInviato: mar giu 06, 2017 6:54 
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psiconauta ha scritto:
belin sound, ma quando capiti in zona dillo, ti offrirei da bere volentieri solo per le cose che condividi... : Thumbup :

Grazie, sarà difficile però che capiti in zona fino a quest'autunno, al massimo potrebbe capitarmi un'infrasettimanale a cercare il cian delle strie.

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar apr 30, 2019 20:25 
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Ciao a tutti, riesumo il topic perchè ieri avrei avuto intenzione di andare da un'altra parte (non dico dove, che porta sfiga [-( ) ma viste le previsioni me ne sono stato a casa.......pure qui era brutto, ma essendo un'anima in pena, ap-pena uscito qualche raggio di sole ho deciso di fare due passi (ovviamente vicino casa) ai calanchi di Rigoroso/Sottovalle, intanto perchè era un sacco che non andavo da quelle parti, e poi perchè volevo cercare dei resti di un acquedotto romano di cui sentivo parlare da anni........

Partito da Borgata Costa (più o meno, va!)

Calanch'io

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grazie ad una sommaria indicazione ricavata da un libro del mitico Tacchella,

https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Tacchella

lo trovo quasi subito, notando un punto dove i calanchi, lungo una cresta, cambiano un po' colore, e poi si notano delle pietre, in mezzo alla sabbia..........

resti acquedotto romano

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............con una rapida :D discesa e una ripida :shock: salita...........

imbocco del tunnel

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interno del cunicolo

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In mezzo a questa landa desolata queste vecchie pietre mi mettono un po' di soggezione, mi dan da pensare... :-k ...cioè, sti romani avevano costruito un acquedotto che prendeva l'acqua dalle sorgenti di Acquafredda e/o Rio Borlasca e la portava, con la semplice pendenza, sino alla città di LIbarna ! :shock: Noi oggi invece distruggiamo tutto :evil1: (vedi Terzo Valico, che proprio qui passerà tra l'altro - appuntamento tra un po' di mesi sui giornali) e sostituiamo la natura con macchine sempre più complesse e costose e complicate.............mah !

https://www.giornale7.it/pratolungo-la- ... a-a-secco/

https://www.giornale7.it/toti-e-chiampa ... ti-rimane/

Io dico NO. : ... :
Sto bene così, grazie. : Thanks :
Non so voi. :smt102

Ma a guardare bene, in fondo a sto tunnel di 2000 anni fa, si vede una luce........piccola, eh, perchè sta franando ormai tutto, chissà per quanto staranno su ancora ste quattro pietre rimaste.......ma chissà :smt102

Dopo queste riflessioni continuo il ravanamento, seguendo una traccia sul GPS utile tra l'altro a farmi rendere conto di quanto il gps nei calanchi sia utile sino a un certo punto, che qui i percorsi sono tutti da inventare, e, anzi, mi viene da consigliare un giro nei paraggi a chi come me soffre un po' di vertigini, che qui è pieno di pendii ripidissimi e passaggi molto aerei, ma diciamo che non c'è pericolo, tutt'al più si scivola e ci si insabbia sin nelle mutande o si rotola a valle

Scorci selvaggi

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Stratodotti

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Fioriture abbondanti, in effetti, consigliato sto periodo

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Borio/Buio

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.........siamo quasi al tramonto.......vedete quella striscia di verdeprato al limitare dell'ombra ?
Quella è Borio (Buio) ruderi di cascina set di innumerevoli feste/party/grigliate/dormite/ehm.....sulla collinetta vicino sorgeva una chiesetta, costruita nel 1815 dal rettore della Parrocchia di S. Andrea di Rigoroso Salvatore Giuseppe Poggi e adibita a sepolcreto della famiglia Poggi.
In seguito al susseguirsi di atti vandalici, ormai pericolante e in abbandono, fu demolita il 19.03.1998.

Nonostante non sia esattamente un fedele, mi spiacque molto. :(

Trovato un euro nel bosco, porterà fortuna ? :razz1:
Peccato al ritorno il Circolo della Fratellanza sia chiuso, altrimenti ci stava un rosso, o un caffè.

Ma vabbè, in effetti merita più visite, sta zona, son curioso di vedere l'ultima esplorazione effettuata da Sound

Borgata Costa

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Aloha : Indian:

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar apr 30, 2019 21:46 
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Wow pazzesco hai trovato ciò che cercavi.👏💪🏻
Ma quanto è lungo il cunicolo ?
psiconauta ha scritto:
........Borio/Buio

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.........siamo quasi al tramonto.......vedete quella striscia di verdeprato al limitare dell'ombra ?
Quella è Borio (Buio) ruderi di cascina set di innumerevoli feste/party/grigliate/dormite/ehm.....:

Dove sono i ruderi della cascina ?nn li vedo.
psiconauta ha scritto:
Trovato un euro nel bosco, porterà fortuna ? :

Io al tuo posto avrei desiderato trovare una antica moneta romana ......chiudevi in bellezza la tua esplorazione.

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar apr 30, 2019 21:59 
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okkiblu ha scritto:
Wow pazzesco hai trovato ciò che cercavi.👏💪🏻
Ma quanto è lungo il cunicolo ?


mah, sarà una decina di metri, attraversa proprio la punta di un calanco....

okkiblu ha scritto:
psiconauta ha scritto:
........Borio/Buio

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.........siamo quasi al tramonto.......vedete quella striscia di verdeprato al limitare dell'ombra ?
Quella è Borio (Buio) ruderi di cascina set di innumerevoli feste/party/grigliate/dormite/ehm.....:


Dove sono i ruderi della cascina ?nn li vedo.


vabbè, s'intravedono appena........comunque è praticamente al centro della foto, alla sx di quella striscia di verde subito sopra l'ombra, se zoommi di brutto.... :D

okkiblu ha scritto:
psiconauta ha scritto:
Trovato un euro nel bosco, porterà fortuna ? :

Io al tuo posto avrei desiderato trovare una antica moneta romana ......chiudevi in bellezza la tua esplorazione.


eh, ma infatti per un attimo avevo sperato..... :lol:

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mer mag 01, 2019 20:32 
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Esplorazione molto interessante! : Thumbup :

Quindi dell'intero acquedotto romano rimane solo quella galleria?

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mer mag 01, 2019 22:20 
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Tricheco67 ha scritto:
Esplorazione molto interessante! : Thumbup :

Quindi dell'intero acquedotto romano rimane solo quella galleria?


mah, poc'altro, credo......anche se...........

copio/incollo quanto riportato nell' Analisi della "relazione archeologica" (limitatamente alla zona di Rigoroso - Arquata S.) inserita nelle Osservazioni al progetto "Tratta AV/AC Milano-Genova - Terzo Valico dei Giovi", purtroppo si fa riferimento ad una cartina allegata che non sono ancora riuscito a recuperare (è roba del 2003! :shock: ), ma prima o poi.... 8)..........anzi, rileggendo adesso noto che si dice una cartina simile dovrebbe essere presente in un altro libro del mitico Tacchella :lol:


Nella Valle del Rio della Lavandara, in prossimità della zona dove dovrebbero essere ammassati i materiali di risulta estratti dai cantieri operativi di La Costa e Belvedere, nella primavera del 1998 è stata riportata alla luce una porzione dell'antico acquedotto romano che riforniva l'insediamento di Libarna, antica città romana, attingendo acqua dalle fonti di Borlasca.
Resti di Acquedotto Romano
Va infatti precisato che l'acquedotto romano, ad un solo ordine di arcate, così come tutti gli altri acquedotti della stessa fattura, aveva pendenza dolce e costante e trasportava solo acque sorgive ed era formato da condotti impermeabilizzati con pozzi d'aerazione aperti ad intervalli regolari nelle volte.
Il tratto di acquedotto in questione consiste in una galleria della lunghezza di 10 metri circa, scavata nel tufo ad un'altezza di 260 mt., alla sommità di un calanco, sulla curva di livello che attraversa un tratto di strada selciata (ultimi resti dell'antica Via Postumia), proveniente dalla Borgata La Costa, situata a 268 m.s.l. Sulla medesima isoipsa, ma su un calanco ad est del Rio Lavandara si trova la continuazione dello stesso acquedotto, cioè un muro di pietra e calce, ora interrotto dall'avvallamento dovuto all'erosione prodotta dal ruscello.
La galleria, costruita a volta, è alta mt. 1.50 circa e larga mt.1.10, ed è interamente rivestita di pietre dello Scrivia, inframmezzate da radi laterizi, legate insieme da una malta simile al calcestruzzo che il Bottazzi (noto storico della Liguria e del Piemonte) a pag. 103 del suo famoso libro su Libarna, descrive come composto da un miscuglio di sabbia, marmo e granito pesto, mescolato con pozzolana e abbondante calce "talmente solido che non si può rompere se non a forza di fuoco".
Dell'esistenza dell'acquedotto, costruito come già detto per assicurare il rifornimento idrico a Libarna, parla proprio il Bottazzi, il quale ne descrive il percorso attraverso le colline di Rigoroso , seguendo l'andamento tortuoso, proprio della natura del luogo. Il tracciato continuava lungo le pendici del monte Aventino, attraversava la zona in cui sarebbe sorta Arquata Scrivia, per raggiungere finalmente Libarna stessa. Sono stati ricostruiti con estrema meticolosità 2 lunghi tratti del percorso dell'acquedotto da parte dei Geometri Sauro Moretti ed Edoardo Morgavi, basandosi su reperti e numerose testimonianze viventi relativamente ai ritrovamenti di resti di manufatti avvenuti nel corso di lavori i scavo o aratura profonda nei terreni della zona. Il risultato come evidenzia la cartina allegata segue con estrema precisione le quote di una curva di livello che va progressivamente e dolcemente abbassandosi dal punto di partenza fino ad un collettore di arenaria, visibile nei pressi della cascina San Giovanni (di Arquata Scrivia), ormai prossimo ai ruderi della città romana. La legenda che segue indica i punti ove sono stati individuati i reperti , segni testimoniali dell'opera in questione:
Punto A: punti di presa dell'acquedotto dal Rio Borlasca, di cui hanno dato notizia vari autori anche in passato che si sono occupati di Libarna.
Punto B: Durante il secondo conflitto mondiale, nel corso di lavori di scavo ordinati dalle truppe di occupazione tedesche, per aprire pozzi allo scopo di minare la strada statale 35 dei giovi, sono stati trovati resti dell'acquedotto. Testimonianza di Ponta Enrico che prese parte ai lavori.
Punto C: Nel corso di lavori di aratura profonda per la messa a dimora di barbatelle sono stati scoperti manufatti relativi all'acquedotto.
Punto D: Ritrovamento nel corso di lavori di scavo, per apertura di un pozzo, di resti (muri e coperture a volta). Testimonianza di Bottaro Giuseppino di Rigoroso.
Punto E: Affioramento di pietre da costruzione durante i lavori di scavo, poi interrotti per la posa delle fondazioni di un edificio di civile abitazione.
Punto F: Durante la costruzione della ferrovia per la "Diretta" Arquata-Ronco (1908-1911) venne alla luce e subito ricoperto un tratto di acquedotto. Gli stessi resti riapparvero nel 1990 e nuovamente furono risepolti in seguito ad una frana sulla strada vicinale di Borgata Casa del Bianco. Testimonianza di viventi.
Punto G e H: Resti i muratura appartenenti all'acquedotto da tempo individuati e resi noti. È necessario un ulteriore scavo per determinarne l'esatta consistenza.
Punto I: È il tratto di acquedotto sopradescritto. Assolutamente integro, è orientato in parte verso il punto H. Le sue dimensioni interne misurano m. 0.50 in larghezza e 0.70 in altezza.
Punto J: Tratto dell'acquedotto (muratura e volta in pietra) venuto alla luce durante l'esecuzione di lavori per la ristrutturazione di un edificio di civile abitazione. È orientato verso la stazione FFSS di Rigoroso e verso il successivo punto K.
Punto K: Resti di muratura in pietra venuto alla luce entro i crateri aperti da due bombe esplose durante un bombardamento aereo avvenuto nel corso dell'ultima guerra. Le voragini sono state successivamente richiuse per poter rimettere a coltura il campo. Testimonia di viventi.
N.B. : La posizione dei punti B,E,F,G,H,I,K, è già stata segnalata ed indicata in una cartina disegnata dal Geom. Enrico Bottaro, e pubblicata in Lorenzo Tacchella, "Arquata Scrivia nella storia dei feudi imperiali liguri", Verona 1984, pagina 48, che si allega dopo il tracciato realizzato dai Geom. Moretti e Morgavi.
Punto L: Siamo nell'abitato di Arquata e sono stati ritrovati, nel corso di lavori di scavo, per la posa delle fondazioni di un edificio, i resti di un condotto a sezione rettangolare in muratura con volta in pietra.
Punto M: Tratto esterno di volta dell'acquedotto affiorato durante i lavori di scasso del terreno per la messa a dimora di barbatelle.
Punto N: Resti dell'acquedotto in muratura di pietra, con volta, trovati nel corso di lavori di scavo per la posa delle fondazioni di un edificio.
Punto O: Tratto di volta dell'acquedotto in pietra venuto alla luce durante i lavori di scavo per la costruzione di un muro di cinta.
Punti P e Q: Tratto dell'acquedotto a sezione rettangolare in muratura, a copertura orizzontale, demolito ed asportato durante i lavori di movimento della terra per la costruzione del piazzale "Le Vaie". Le lastre di pietra della copertura, non di grande spessore, erano protette esternamente da un rinforzo semicircolare in muratura di pietrame.
Punto R: Resti di muratura esterna dell'acquedotto in pietra, venuti alla luce durante i lavori per la variazione del percorso della strada comunale Arquata-Gavi, in seguito alla costruzione dello stabilimento Cementir.
Punto S: Affioramento di resti della copertura dell'acquedotto avvenuto nel corso di lavori di aratura profonda del terreno.
Punto T: Tratto dell'acquedotto venuto alla luce durante gli scavi per la posa in opera di un oleodotto. L'interno del canale, pareti e fondo era protetto da intonaco perfettamente liscio. Dopo un sopralluogo di alcuni incaricati della Soprintendenza ai Beni Culturali Di Torino, cui il ritrovamento era stato notificato il manufatto è stato di nuovo interrato.
Punto U: Affioramenti di resti di muratura di protezione di copertura dell'acquedotto avvenuti nel corso di lavori di aratura del terreno. Nel medesimo sito è stata ritrovata una certa quantità di frammenti di laterizi, in massima parte tegole romane, alcune delle quali ancora integre. A partire da questo punto e fino al successivo punto V si ipotizza l'esistenza di un manufatto sotterraneo, poiché nei periodi di siccità una striscia di vegetazione larga circa 1 metro appare fortemente ingiallita come se gli arbusti non riuscissero ad affondare a sufficienza l'apparato radicale, a causa di un ostacolo sottostante. Da questo medesimo punto il percorso dell'acquedotto diretto verso i ruderi di Libarna viene evidenziato in molti luoghi fino nei pressi della cascina S. Giovanni in territorio di Serravalle Scrivia, dalla presenza di resti di copertura.
Punto V: Resti di muratura in laterizio affiorati nel corso di aratura del terreno.
Punto X: Resti di muratura in laterizio affiorati nel corso di aratura del terreno.
Punto Y: Resti di muratura in laterizio affiorati nel corso di aratura del terreno. L'esame dei reperti ha permesso di individuare la sezione rettangolare di una porzione di acquedotto in muratura di pietrame, con copertura di lastre in pietra protette superiormente da muratura pure di pietre disposte a volta. Pareti e fondo appena concavo, risultano coperti da un intonaco a grana non finissima. Da questo punto fino ai ruderi di Libarna, la traccia dell'acquedotto è resa evidente dalla presenza di pietrame, residuo della copertura esterna.



:-k ....fa impressione la storia, vista così, eh? come passa il tempo...... :roll:

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio mag 02, 2019 18:11 
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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
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: Thanks : , molto interessante ciò che appare dalla relazione archeologica. Effettivamente non ne rimane molto, ma un pochino di materiale per altre esplorazioni in zona c'è!

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mer mag 08, 2019 12:48 
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Sono curioso di vedere i resti dell'acquedotto... mi ci devi portare! O almeno qualche indicazione!


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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mer mag 08, 2019 14:02 
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Stefs ha scritto:
Sono curioso di vedere i resti dell'acquedotto... mi ci devi portare! O almeno qualche indicazione!


oh beh, volentieri......ma se io li ho trovati abbastanza facilmente credo che tu non avrai problemi.... :wink: comunque quando sei in zona, a tempo perso, se vuoi potremmo farci un giretto, oltretutto vorrei anche curiosare in un posto nel Rio Acquafredda dove un amico tempo fa mi parlava di alcune grotticelle di cui si ricorda da bambino (niente di che, immagino, ma giusto per curiosità.... :) ) e non vorrei dire ma credo che anche il Rio Borlasca potrebbe rivelarsi interessante, ci sono delle vecchie cave, e mi risulta ci vadano ad arrampicare..... :-k

: Thumbup :

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio mag 09, 2019 11:16 
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Si il rio Borlasca ha diverse belle cascate... ora che mi ci fai pensare una delle falesie di arrampicata si chiama il Castello; sulla cima dello sperone ci sono resti di qualcosa.


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MessaggioInviato: gio mag 09, 2019 11:25 
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MessaggioInviato: gio mag 09, 2019 13:14 
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Stefs ha scritto:
Si il rio Borlasca ha diverse belle cascate... ora che mi ci fai pensare una delle falesie di arrampicata si chiama il Castello; sulla cima dello sperone ci sono resti di qualcosa.

ma infatti bravo......... :-k cioè, ora non so in realtà a cosa ti riferisci Immagine ma appena prima di Pietrabissara, sulla destra, proprio in cima al bricco sopra la galleria "artificiale", è da tempo che quando passo in auto mi sembra di vedere "qualcosa" :smt108 :-k :-k :-k :-k

è un'altra curiosità che vorrei togliermi Immagine




edit : no, ho visto ora che la falesia Castello è da un'altra parte, mi hai incuriosito, comunque.... 8)

invece il "qualcosa" di cui parlavo (a meno che non sia un'allucinazione :smt120 ) dev'essere sopra le falesie Bungee e placche Grigie Immagine

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: gio mag 09, 2019 18:41 
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Si, il Bangge e quella pancia strapiombante sopra la strada, le placche grigie è lo sperone di roccia sotto. il "Castello" si trova su uno sperone in cima alla collina.


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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: lun mag 13, 2019 9:25 
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Qui la traccia GPS: http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AppenninoLigure/Lavandara.htm

Sabato 30 marzo 2019: Sottovalle (455) – Rocca Crovaglia (585) – Borgata Costa (280) – Rio Lavandara (275-310) – Sottovalle (455)

Partecipanti: Ornella, Daniela, Em e soundofsilence.

Lunghezza: 9,5 Km. circa.

Dislivello: 500 m. circa.

Difficoltà: E al limite dell’EE per la salita alla Rocca Crovaglia in alcuni tratti abbastanza ripida e con un po’ di esposizione in vetta. E il sentiero fino a Borgata Costa. EE da Borgata Costa al Rio Lavandara, senza traccia e con problemi di orientamento ed infrascamento, EE anche la risalita del Rio Lavandara, seppur semplice, non la si può considerare come un normale sentiero. E la risalita dal Rio Lavandara a Sottovalle, su comoda sterrata.
Consigliabile per questo itinerario essere dotati di GPS e scaricare la traccia su questo sito e consigliabile anche usare o portarsi dietro gli stivali per una più agevole percorrenza del torrente.

Percorso in macchina: da Genova in autostrada fino ad Isola del Cantone, quindi si procede sulla Sp35 in direzione Milano superando subito l’abitato di Pietrabissara e, quindi, svoltando a sinistra per Sottovalle. Si prosegue dunque fino quasi al paese e, a circa 2 Km. dalla svolta, parcheggiamo in una piazzola sterrata a destra, dove si trovano di solito fascine di legna tagliata.

Percorso a piedi: Proseguiamo per pochi metri sull’asfalto, per imboccare a destra la carrareccia sterrata in leggera discesa. Dopo 600 metri lasciamo la sterrata a sinistra e proseguiamo dritti ed in salita più ripida verso la Rocca Crovaglia. Dopo 130 metri ignoriamo un bivio sulla destra che imboccheremo successivamente e proseguiamo in salita assai ripida fino alla vetta della Rocca Crovaglia (o Becco dell’Aquila). Dalla vetta torniamo al bivio e lo imbocchiamo a sinistra. Percorriamo quindi il sentiero per 700 metri circa, pressappoco in direzione nord, fino ad immetterci sul sentiero segnato in biancorosso (Sentiero E1, europa 1), che imbocchiamo verso destra. e percorriamo per 200 metri circa, per trovarci quindi ad un bivio: a sinistra il sentiero E1 continua verso Arquata (segnalazioni), mentre noi prendiamo a destra. Proseguiamo sul nuovo sentiero per 170 metri circa per immetterci quindi su un altro, che imbocchiamo verso destra, compiendo una specie di tornante. Percorriamo quindi un tratto nel bosco per poi arrivare a passare a fianco ad un rudere e sbucare dubito dopo in una zona calanchiva. Seguiamo quindi il sentiero che passa sul ciglio di un calanco (possibile seguirne il filo anche più fedelmente di quanto faccia la traccia) e quindi passa sotto una ripa con belle stratificazioni, per giungere infine in vista delle case di Borgata Costa, alle quali scendiamo tramite una carrareccia. Attraversate le prime case, giungiamo alla strada principale, dove imbocchiamo subito, dritto davanti a noi, un sentiero segnato in giallo che scende al torrente. Giunti al torrente lo seguiamo, a fianco o nel letto, per qualche decina di metri verso destra, per poi passare sull’altra sponda. Qui noi, cercando di evitare le zone più infrascate abbiamo compiuto una specie di tornante, dirigendoci prima a sud-est per 80 metri, quindi a sud-ovest per un’altra ottantina ed infine a nord-ovest per un centinaio, ritrovando quind anche una specie di traccia con dei segni gialli che va seguita, non escludo però che si possa fare di meglio, dirigendosi direttamente verso sud-ovest una volta che si è abbandonato il torrente, o invece seguendo integralmente i segni gialli che abbiamo lasciato per il torrente e poi ritrovato in seguito. Imbocchiamo quindi una ripida cresta calanchiva, salendo immediatamente a sinistra della stessa, per poi continuare su più chiara traccia che ci porta fino ad una piattaforma di cemento e quindi ad affacciarsi sul ciglio di una grande scarpata calanchiva con bella vista sui calanchi stessi. Qui occorre scendere per il bosco a sinistra fino al torrente ed iniziare a risalirlo verso destra (nell’occasione abbiamo percorso anche un centinaio di metri di torrente nell’altro senso, senza grosse difficoltà, con l’intenzione di vedere se c’era qualcosa di interessante). Risaliamo quindi il torrente prima pianeggiante e poi più ripido, ma in mezzo a spettacolari calanchi. Dopo il tratto ripido il torrente torna più pianeggiante ma non si scorgono più per un tratto i calanchi a fianco. Dopo questo tratto raggiungiamo una zona più aperta, dove si iniziano a scorgere grandiose formazioni calanchive sulla destra. Proviamo a salire la prima cresta quindi, ma si rivela troppo ripida ed esposta, saliamo quindi il primissimo tratto di una seconda che permette una vista ancora migliore, ma anch’essa diventa troppo ripida sopra. Da questa seconda cresta scorgiamo però una stradina sterrata sulla sponda sinistra (destra idrografica) del torrente ed a questa ci dirigiamo. Percorriamo quindi il torrente per ancora un centinaio di metri per quindi portarci sulla sponda sinistra (destra idrografica) e raggiungere in pochi metri la predetta stradina, che inizia in una piazzola con bel panorama sui calanchi. Dopo poco la sterrata si biforca e noi prendiamo il ramo di destra. La sterrata sale lungamente fino a che giungiamo, a quota 370 circa, ad un bivio con un prato a sinistra, dove ci sono anche delle arnie colorate, da qui siamo proseguiti sulla sterrata per circa ancora 60 metri per lasciarla e tagliare dritti lungo una zona disboscata verso la strada asfaltata, ma, probabilmente, non è stata una buona scelta perché la sterrata credo arrivi all’asfalto con solo qualche metro in più da fare, mentre noi ci siamo trovati di fronte una barriera di spine per accedere alla strada. Giunti in ogni caso alla strada la imbocchiamo verso destra ed in poco più di un Km. torniamo al parcheggio.

Conclusioni: trattasi di una variante del giro qui descritto:
http://luoghidasogno.altervista.org/Mon ... vaglia.htm
da cui si differenzia per la partenza da Sottovalle e non da Borgata Costa, ma soprattutto per aver percorso un tratto in più del torrente Lavandara (tratto che vale sicuramente la pena!) invece di risalire per una cresta calanchiva, anche questa molto interessante comunque, mi riprometto in futuro di risalire anche l’ultimo tratto del Lavandara per completarne l’esplorazione. Si tratta in ogni caso di un giro veramente bello, al pari, se non più, di quello del link qua sopra riportato, tanto che il massimo sarebbe metterne insieme le parti migliori, cosa che appunto tenterò di fare in futuro, un ambiente altamente spettacolare ed inusuale, con la particolarità poi di camminare proprio nel cuore, se non sopra, ai calanchi.

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Stratificazioni e Rocca Crovaglia

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Calanchi andando a Rocca Crovaglia

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Calanchi andando a Rocca Crovaglia primo piano

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Stratificazioni salendo a Rocca Rocca Crovaglia

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Sottovalle e Monte Tobbio

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Vetta Rocca Crovaglia da sotto

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Calanchi da Rocca Crovaglia

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Vetta Rocca Crovaglia da sotto più da vicino

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Ciglio Rocca Crovaglia e calanchi

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Stratificazioni spuntano andando a Borgata Costa

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Calanchi e Rio Lavandara andando a Borgata Costa

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Calanchi da punto panoramico andando a Borgata Costa

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Calanchi da punto panoramico andando a Borgata Costa più da lontano

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Primo piano stratificazioni andando a Borgata Costa

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Calanchi sotto sentiero andando a Borgata Costa

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Enrico in discesa da sentiero su cresta calanchiva

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Albero cresciuto nei calanchi andando a Borgata Costa

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Rio Lavandara tra i calanchi dall'alto

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Stratificazioni sopra sentiero andando a Borgata Costa

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Cresta calanchiva percorsa salendo da Borgata Costa

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Calanchi da punto panoramico prima di scendere al Rio Lavandara

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Calanchi da punto panoramico prima di scendere al Rio Lavandara primo piano

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Calanchi da punto panoramico prima di scendere al Rio Lavandara e Rocca Crovaglia

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Calanchi scendendo al Rio Lavandara

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Calanchi scendendo al Rio Lavandara primo piano

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Calanchi scendendo al Rio Lavandara primissimo piano

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Rio Lavandara scendendovi

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Grossi massi in Rio Lavandara

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Calanchi sopra Rio Lavandara

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Rio Lavandara e calanchi sullo sfondo

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Tratto ripido in Rio Lavandara e cima calanchiva soprastante

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Grosso masso in Rio Lavandara tra i calanchi

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Daniela e Ornella in risalita del Rio Lavandara

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Rio Lavandara tra i calanchi guardando indietro

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Rio Lavandara tra i calanchi guardando indietro più da lontano

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Rio Lavandara tra i calanchi guardando indietro più da lontano

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Rio Lavandara tra i calanchi guardando indietro ancora più da lontano

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Calanchi e Rocca Crovaglia da punto panoramico sopra Rio Lavandara

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Calanchi e Rocca Crovaglia da punto panoramico sopra Rio Lavandara più da vicino

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Calanchi e stratificazioni da punto panoramico sopra Rio Lavandara

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Cresta calanchiva troppo ripida e Rocca Crovaglia sullo sfondo

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Calanchi e stratificazioni da punto panoramico sopra Rio Lavandara più da vicino

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Rio Lavandara da cresta calanchiva soprastante

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Imponenti calanchi da punto panoramico sopra Rio Lavandara

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Imponenti calanchi da secondo punto panoramico sopra Rio Lavandara

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Imponenti calanchi da secondo punto panoramico sopra Rio Lavandara più da vicino

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Imponenti calanchi da secondo punto panoramico sopra Rio Lavandara primo piano

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Parte destra imponenti calanchi da secondo punto panoramico sopra Rio Lavandara

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Rio Lavandara da cresta calanchiva soprastante più da lontano

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Rio Lavandara e calanchi soprastanti

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Rio Lavandara e imponenti calanchi soprastanti

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Imponenti calanchi da Rio Lavandara

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Valletta calanchiva sotto imponenti calanchi da Rio Lavandara

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Daniela e Ornella in Rio Lavandara

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Cresta calanchiva troppo ripida da Rio Lavandara più da lontano

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Valle calanchiva da Rio Lavandara

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Rio Lavandara con ripe calanchive a sinistra guardando indietro

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Daniela e Ornella percorrendo il Rio Lavandara

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Guardando indietro il Rio Lavandara sovrastato da imponenti Calanchi

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Calanchi da piazzola panoramica ad inizio sterrata

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Calanchi spuntano dalla vegetazione risalendo sterrata

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Cresta calanchiva spunta da vegetazione risalendo sterrata

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Calanchi spuntano dalla vegetazione risalendo sterrata più da lontano

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Cespuglio primule su sterrata per Sottovalle

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Arnie tornando a Sottovalle

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Prati e rudere tornando a Sottovalle

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Calanchi da strada asfaltata

P.s.: mi sono riguardato tutte mie foto dei calanchi, ma non ho trovato traccia dell'acquedotto, e devo dire che la cosa mi indispettisce un pò... Possibile che non li abbia girati ancora tutti sti calanchi? tornerò... anche per estendere la risalita del Lavandara.

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar mag 14, 2019 11:08 
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I resti dell'acquedotto potrebbero anche essere piu` a valle della Borgata Costa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar mag 14, 2019 11:11 
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Località: genova - marassi
em ha scritto:
I resti dell'acquedotto potrebbero anche essere piu` a valle della Borgata Costa.

In effetti più a valle della Borgata Costa non ci sono mai passato...
Urge controllo con google earth...

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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar mag 14, 2019 11:17 
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Tra l'altro la quota indicate nella relazione archeologica e` 260 m mentre la Borgata Costa e` a circa 280 m.


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 Oggetto del messaggio: Re: Calanchi di Sottovalle
MessaggioInviato: mar mag 14, 2019 13:12 
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soundofsilence ha scritto:
em ha scritto:
I resti dell'acquedotto potrebbero anche essere piu` a valle della Borgata Costa.

In effetti più a valle della Borgata Costa non ci sono mai passato...
Urge controllo con google earth...


.......infatti, guardando la tua traccia, non credo ci siate passati, i resti sono poco più a sud.......mi viene in mente ora che forse in un barlume di illuminazione mi sono segnato il waypoint......ora controllo e magari provo a condividertelo via tel.....Immagine

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