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Pizzo delle Saette e Pania della Croce da Piglionico
(nicolazza, 10/05/2007)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Alpi Apuane
Valle:
Guida di riferimento:
Luogo di partenza: Località Piglionico (versante garfagnino)

Il nostro itinerario inizia da Piglionico, raggiungibile da Gallicano, dove abbandoniamo il fondovalle del Serchio per seguire le indicazione per Molazzana prima e poi per il rif. Rossi.
Lasciamo la macchina nei pressi di una cappellina, posta a 1120 mslm, eretta in memoria del cruento scontro che avvenne il 28 agosto 1944 a Piglionico tra il gruppo partigiano “Valanga” e le truppe occupanti tedesche. Fa salire un brivido leggere la giovane età dei partigiani che caddero quel giorno proprio all’ombra della Regina delle Apuane.

Dopo questa doverosa parentesi iniziamo a descrivere il nostro itinerario. Lasciata la macchina proseguiamo per poche decine di metri lungo la strada sterrata che ben presto si trasforma in sentiero (CAI n.7). Dopo pochi minuti incontriamo un bivio: a dritto il 7 continua verso il rif. Rossi, noi invece giriamo a destra lungo il sentiero 127, iniziando a perdere leggermente quota. Cominciamo a traversare un rado bosco di faggi -alternato a pietraie - che ci permette di ammirare interessanti panorami sulla Valle della Turrite Secca: ben visibili Sumbra, Fiocca e talvolta il Freddone. Continuiamo lungo il 127 -sempre pianeggiante o al più in leggerissima discesa- sino a che, dopo circa 40 minuti di cammino, incontriamo un bivio (1095 mslm). Qui abbandoniamo il 127 per imboccare a sinistra il sentiero 139 che sale l’orrida e selvaggia Borra di Canala, vallone pietroso incastonato tra il Pizzo delle Saette e l’Altopiano della Vetricia, una vera e propria “cattedrale” carsica. La salita si svolge su grandi ghiaioni detritici, è a tratti ripida, ma mai problematica. Prima di entrare nel vallone di Borra di Canala incontriamo una roccia caratteristica, che vista di profilo sembra (con un pizzico di immaginazione) una seriosa e ruvida sentinella a guardia del massiccio delle Panie. Siamo all’altezza della cosiddetta “Porta” della Borra di Canala a quota 1260; a sinistra ci sovrasta l’Altopiano della Vetricia, con il bastione della Torre Oliva che ci osserva sospettoso.

Continuiamo la faticosa salita sino ad arrivare, poco sotto la Focetta del Puntone, ad un bivio non molto evidente a quota 1560 (ben visibile se si proviene dalla Focetta del Puntone), dove abbandoniamo il 139 e ci inoltriamo a destra lungo un sentiero (segnato con vecchi segni blu, recenti bollini biancorossi e “omini” di pietra) che ci porta nel mondo della Pianiza, immensa pietraia distesa sul versante est del massiccio Pania-Pizzo. Iniziamo la traversata del ghiaione senza particolari problemi (come sempre attenzione in caso di roccia sporca, bagnata o ghiacciata) ed in leggerissima salita. Continuiamo fino a che il sentiero svolta decisamente e sinistra (a dritto una traccia non evidente ci porterebbe al famoso percorso semialpinistico delle Cenge dei Partigiani), e con alcune ripide risvolte guadagna la cresta. Da segnalare che poco prima di giungere in cresta è necessario superare un passaggio di 1° grado per poi procedere su un bellissimo lastrone con gradini intagliati.

Arrivati in cresta (qui due grossi segni blu) svoltiamo a destra, verso l’ormai vicino Pizzo delle Saette. Dobbiamo qui prestare una certa attenzione, perché la cresta non è molto larga e in un punto dobbiamo attraversare un lastrone leggermente inclinato ed un po’ esposto. Arriviamo quindi alla base della cuspide del Pizzo, che saliamo percorrendo un ripido canalino caratterizzato da roccia molto sfasciata. Siamo finalmente in vetta, a quota 1720. E’ passata circa un’ora da quando abbiamo iniziato la traversata della Pianiza, tre ore scarse da quando siamo partiti da Piglionico.
Il panorama dal Pizzo, vetta ardita e non molto frequentata dagli escursionisti, è stupendo. Ben visibili molte cime della Apuane settentrionali, il mare, il lago di Isola Santa e il campanile del paesino abbandonato di Col di Favilla, circondato da castagneti secolari.

Dopo una doverosa sosta ripartiamo alla volta della Pania della Croce, ripercorrendo per un breve tratto lo stesso itinerario (fare attenzione nel canalino). Giunti al bivio per la Pianiza (segni blu), invece di svoltare a sinistra da dove siamo giunti, proseguiamo l’aerea cresta che ci porterà in vetta alla Pania. Il sentiero non è segnato, se non da pochi e scoloriti segni blu, è comunque presente una traccia.
Superiamo un risalto erboso della cresta, che progressivamente si restringe. Il percorso, pur non presentando particolari difficoltà è in questo tratto piuttosto esposto (sconsigliabile a chi soffre di vertigini). Uno dei punti più esposti è comunque aggirabile con una traccia di sentiero che corre pochi metri sotto la cresta sul versante di Mosceta.

Ci allacciamo quindi al sentiero 126 proveniente al rif. Del Freo e dopo poco arriviamo in vetta alla Pania (m.1858). E’ passata circa un’ora da quando abbiamo salutato il Pizzo delle Saette. Dopo una sosta sulla vetta della Regina delle Apuane, riprendiamo il cammino lungo il 126. In prossimità del Callare della Pania (m.1835) svoltiamo decisamente a destra e percorriamo senza problemi il roccioso Canale dell’Inferno, costeggiamo la “fu” buca della neve (il 12 novembre 2005 purtroppo non c’era neve), arriviamo alla Focetta del Puntone e quindi proseguiamo lungo il sentiero n.7 verso il rif. Rossi (m.1609). Dopo una sana sosta ristoratrice proseguiamo in discesa sempre lungo il 7 fino a raggiungere finalmente Piglionico.

E’ bene affrontare l’itinerario descritto con tempo stabile (molto pericoloso trovarsi in cresta con un temporale…il nome “Pizzo delle Saette” è più che esplicito) e visibilità buona. La salita al Pizzo e la cresta Pizzo-Pania possono inoltre diventare molto pericolose se la roccia è bagnata o ghiacciata.
L’itinerario da noi descritto è ad anello. E’ comunque possibile evitare il tratto della Borra di Canala, salendo direttamente al rif. Rossi da Piglionico con il sent. n.7.


PUNTO DI PARTENZA: Piglionico m.1120

VETTE RAGGIUNTE: Pizzo delle Saette (m.1720), Pania della Croce (m.1858)

DISLIVELLO: m.900 circa

DIFFICOLTA’ E TEMPI DI PERCORRENZA:
Piglionico-Borra di Canala-bivio sentiero per il Pizzo: E - 2 h
Borra di Canala-Pianiza-Pizzo delle Saette: EE (passaggio di 1° grado e lastrone esposto) - 1h 15’
Pizzo della Saette-cresta-Pania della Croce: EE (tratti esposti) - 1 h
Pania della Croce-Vallone dell’Inferno-rif.Rossi-Piglionico: E - 2 h

SENTIERI CAI PERCORSI: 7, 127, 139, 126.


Beh, a questo punto, alla fine della nostra bella escursione, non possiamo non citare questi versi di Giovanni Pascoli, dedicati alla Pania della Croce:
“…io che l'amo, il vecchio monte,
gli parlo ogni alba, e molte dolci cose
gli dico…”.

E allora non possiamo nemmeno dimenticarci che Dante nel canto XXXII dell'Inferno, quando parla del ghiaccio che ricopre il lago Cocito dice che era così spesso "…che se Tambernicchi vi fosse caduto o Pietrapana, non avrìa pur dall'orlo fatto scricchi".

“Tambernicchi” altro non è che il M.Tambura, mentre “Pietrapana” è il vecchio nome della Pania della Croce.

Il Pizzo delle Saette (a sin.) e la Pania della Croce dal M.Corchia

Il Pizzo delle Saette (a sin.) e la Pania della Croce dal M.Corchia

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