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S. Anna-Rifugio Livio Bianco- Monte Matto (Cima Est)
(dani80, 11/05/2007)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Alpi Marittime
Valle: Val Gesso
Guida di riferimento: Vette delle Alpi- dalla liguri al Monviso (Andrea Parodi editore)
Luogo di partenza: S. Anna di Valdieri

Gita effettuata ai primi di ottobre del 2006.
Con un gruppo di amici (tra cui Paoli, forumista qui a Quotazero) siamo partiti sabato nel primo pomeriggio da Genova, alle quattro lasciamo le macchine a S. Anna di Valdieri e, zaini in spalla, imbocchiamo il sentiero che sale al rifugio Livio Bianco. Si sale per
una comoda mulattiera prima nel bosco e poi tra pascoli costeggiando sempre l'emissario del lago sulle cui sponde e' stato edificato il rifugio (Lago Sottano della Sella). Un po' prima delle sette siamo al rifugio (ce la siamo presa molto comoda). Oramai il rifugio ha solo l'ala invernale aperta. Come spazio e' accogliente, pero' si nota la mancanza di una stufetta. Per noi non e' un problema, ma se si dovesse utilizzare come rifugio invernale...
Finita un'abbondante cena faccio un breve giro eplorativo e digestivo al chiaro di luna intorno al Lago Sottano della Sella. La notte e' talmente luminosa che non occorre neanche la pila. Per un'attimo io e i miei compagni di avventura abbiamo avuto la tentazione di fare l'ascensione in notturna, fortunatamente il richiamo delle comode brande a prevalso!
La mattina ci alziamo di buon'ora per perdere un sacco di tempo per una copiosa colazione.
Alle otto meno venti incominciamo la salita al Matto.
Si risale per mulattiera militare sino a raggiungere una vasta conca dove seguendo una freccia segnaletica abbandoniamo il sentiero ben marcato che sale al Colle di Valmiana per attraversare una pietraia. Seguendo degli ometti e qualche rado segno rosso risaliamo
i laghetti del Matto. Lasciati alle spalle l'ultimo di questi piccoli specchi d'acqua, probabilmente residui di quello che era il ghiacciao del Matto, cominciamo a risalire una ripida pietraia sino a raggiungere la vetta dopo quattro ore di cammino. La vista e' delle migliori: in lontananza si distinguono bene il Gruppo del Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso, piu' verso di noi si staglia inconfondibile il Monviso, poi i monti della Val Maira tra cui distinguo l'Aguille e il Brec du Chambeyron ed infine la Valle Stura. Cambiando lato di fronte abbiamo l'Argentera che ci mostra il canale del Laurousa, e poi verso il mare le alpi liguri sino ad intravvedere un po' di costa Francese.
In discesa seguiamo una traccia che sembra leggermente piu' marcata del percorso su pietraia fatto in salita. Effettivamente su questo percorso ci sono piu' ometti e qualche volta si cammina su una traccia abbastanza delineata. Il terreno e pero' abbastanza franoso e il rischio di buttarsi qualche pietrone sulla zucca non e' trascurabile. Alla fine forse era piu' sicura la pietraia schietta. Comunque ci ricongiungiamo al tragitto seguito all'andata circa duecento metri di dislivello piu' in basso.
Il rientro su pietraia si rivela piuttosto lungo e laborioso. Alle quattro e mazza siamo al rifugio dove facciamo un'ultima pausa e raccogliamo quello che avevamo lasciato dalla mattinata prima di ridiscendere dalle macchine.

Salire al monte Matto e' una gita di molta soddisfazione senza nessuna difficolta' tecnica ma abbastanza faticosa e che puo' presentare qualche problema di orientamento in caso di nebbia o brutto tempo vista la vasta pietraia che bisogna percorrere. Se si fa in giornata, senza fermarsi a dormire al rifugio, diventa una bella sfacchinata. Direi che per avere il tempo di godersi i bellissimi e selvaggi posti che si attraversano vale decisamente la pena di spezzarla in due giorni come abbiamo fatto noi.
Un'ultima nota: nonostante si costeggino alcuni laghetti glaciali di acqua sorgiva non se ne incontra se non nei pressi del rifugio Livio Bianco. Consiglio pertanto di fare un abbondante rifornimento.

Lago Sella sottano, rifugio Livio Bianco savrastati e Monte Matto

Lago Sella sottano, rifugio Livio Bianco savrastati e Monte Matto

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