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Monte Sagro da Colonnata
(nicolazza, 13/05/2007)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Alpi Apuane
Valle:
Guida di riferimento:
Luogo di partenza: Colonnata

Il Monte Sagro, estremo sperone nord-occidentale delle Apuane, si erge solitario rispetto allo spartiacque principale della catena e domina la zona di Carrara. Forse più di ogni altra montagna il Sagro è segnato indelebilmente dai segni dell’escavazione: i suoi “piedi”, ma anche parte del suo “corpo”, ospitano i più grandi bacini marmiferi delle Apuane: Torano, Fantiscritti, Ravaccione, Colonnata.
L’itinerario ad anello qui descritto è molto lungo e faticoso ma molto appagante: permette infatti di attraversare ambienti molto eterogenei: dalle cave alle praterie, dai castagneti alle abetaie.
E’ possibile percorrere anche solo una parte dell’escursione lasciando la macchina a Case Vergheto o a Foce di Pianza.

Il nostro itinerario inizia da Colonnata (m. 532), facilmente raggiungibile da Carrara. Questo paese deve la sua celebrità al gustoso lardo che vi si produce, fatto stagionare, secondo una tradizione secolare, in conche di marmo. Il paese si erge solitario e guardingo su uno sperone roccioso completamente circondato da bianchissimi ravaneti che donano alla vallata un aspetto affascinante (anche se un po’ inquietante dal punto di vista ambientale…).

Lasciamo la macchina nel parcheggio posto all’ingresso del paese e raggiungiamo a piedi la piazza centrale di Colonnata, completamente lastricata in marmo. Da qui partono due sentieri (segni bianco-rossi): uno, non segnato sulle carte, che porta alla Cima d’Uomo (basso ma caratteristico rilievo che domina il paese) e l’altro (sentiero CAI 38) che ci conduce verso Case Vergheto. Prendiamo a destra quest’ultimo e abbandoniamo le ultime case del paese. La mulattiera è ben conservata e corre a mezza costa sulla destra orografica del Canale del Vento. Siamo circondati da stupendi e secolari castagni che ci fanno respirare un’atmosfera atavica. Il sentiero corre quasi pianeggiante fino a che non superiamo, mediante un ponticello, il canale. Ora la salita, con diverse svolte, si fa un po’ più ripida.

Dopo circa 50 minuti arriviamo a Case Vergheto (m. 837), sparuto gruppo di case annidiate sulla dorsale che separa la zona di Colonnata dalla vallata di Forno. Questo luogo, abbandonato dagli ultimi abitanti una trentina di anni fa, è particolarmente suggestivo e gode di un panorama notevole sullo spartiacque apuano. Da segnalare che Case Vergheto è raggiungibile in macchina da Forno, mediante una strada che si stacca poco a monte del paese.

Continuiamo lungo il sentiero CAI 38 uscendo dal castagneto e procedendo tra le felci. Il panorama si apre sempre di più e la nera sagoma del M.Brugiana separa la costa versiliese da quella spezzina. Dopo circa 25 minuti di cammino da Case Vergheto troviamo un primo bivio con un sentiero segnato (ma non segnalato sulle carte); noi dobbiamo mantenere la destra seguendo sempre il 38. Giungiamo quindi poco sotto Foce Luccica – intaglio erboso su una dorsale che scende dal M.Spallone – dove troviamo un altro bivio. Il sentiero CAI 38 continua per Foce di Vinca (lo percorreremo al ritorno), noi invece qui dobbiamo svoltare a sinistra sul sentiero CAI 172. Siamo ora proprio sotto il M.Spallone, lo scenario è dominato dal biancheggiare dei ravaneti, in un’atmosfera che ha qualcosa di dantesco. Vediamo segni di vecchie vie di lizza arrampicarsi su per la montagna e vecchie e nuove cave in ogni dove. Tutto è sempre in movimento qui.

Ora il sentiero in alcuni punti è piuttosto esposto: attenzione nell’attraversamento dei ravaneti bonificati, pieni di terriccio e massi instabili! Raggiungiamo quindi alcune cave - nei pressi dei Vallini del Sagro - tutt’ora attive (è sempre bene, come recitano alcuni cartelli, avvisare e farsi vedere mentre ci avviciniamo alla cava).
Il sentiero è stato in questo punto recentemente risistemato e si arrampica su un lastrone di marmo (presente una corda), fino ad arrivare al piano di cava. Attraversiamo una prima cava, poi una seconda fino a che il sentiero, passando su suggestivi lastroni di marmo bianco (presenti parapetti e corrimano) abbandona la cave attive iniziando una salita piuttosto ripida (il paleo è onnipresente e in alcuni punti l’esposizione è discreta) che ci porta finalmente alla Foce della Faggiola (m. 1454). Qui il paesaggio cambia radicalmente e si fa più dolce, quasi appenninico.
Abbandoniamo il sentiero 172 (che ci condurrebbe allo sottostante Foce di Pianza, dilaniata dalle cave) ed imbocchiamo a destra il sentiero di vetta per il M.Sagro che raggiungiamo senza difficoltà attraversando vaste praterie (40 minuti di cammino da Foce della Faggiola).

Siamo finalmente in vetta al Sagro (m. 1749), dove è posta una croce e una Madonnina in marmo bianco. Sono passate circa 3 h 15’ da quando siamo partiti da Colonnata. Il panorama, come sempre, è favoloso: vediamo la costa da La Spezia a sud di Livorno, le dolci colline della Lunigiana e tutta la catena apuana, dal Pizzo d’Uccello – troneggiante di fronte a noi alla Pania, e più a sud il Gabberi. Accucciato sotto il Pizzo è ben visibile il paesino di Vinca.
Dopo una sana sosta ristoratrice ripartiamo alla volta di Colonnata non seguendo però il percorso dell’andata: il programma è infatti quello di compiere un anello del Sagro.

Seguiamo il sentiero di vetta percorso all’andata a ritroso (per 200-300 metri) fino ad arrivare ad un bivio dove si stacca a destra una traccia (che si tiene vicina al crestone nord del Sagro) segnalata con ometti di pietre e segnali azzurri. La seguiamo (discesa ripida) fino ad incontrare il sentiero CAI 173 che ci conduce in pochi minuti (brevissimo tratto attrezzato) alla Foce del Fanaletto (m. 1426). Da qui possiamo godere di un bellissimo panorama sulla vallata di Vinca, sul Pizzo d’Uccello e sulla Cresta Garnerone. Il sentiero 173 continua ora sul versante nord del Sagro: in alcuni punti c’è una certa esposizione, ma per fortuna il sentiero nei tratti più delicati è attrezzato. Superiamo alcune suggestive faggete e in leggera discesa giungiamo alla Foce del Pollaro (m. 1364) dove il sentiero scende in maniera più decisa in un canaletto (tratti esposti ma attrezzati). Dopo aver attraversato alcune pietraie incontriamo un primo bivio dove dobbiamo tenere la destra (breve tratto in comune tra i sentieri 173 e 38). Siamo proprio sotto la Foce di Vinca, che raggiungiamo dopo aver attraversato una delle poche abetaie presenti sulle Apuane. Dalla Foce di Vinca (m. 1333) il Sagro ci appare come uno sperone roccioso, sotto di noi invece si apre l’orrido Canal Regollo. Molto bella anche la vista sull’antistante Picco di Navola.

Lasciamo alla nostra sinistra il sentiero CAI 173 e continuiamo sul 38. Siamo proprio sotto il versante sud del Sagro, erboso e segnato dalla presenza di vecchie cave. Il sentiero perde quota con una discesa piuttosto ripida. Attraversiamo alcuni impluvi e raggiungiamo i ruderi delle Case al Riccio (m. 1089) e della Casa dei Pisani (m. 1072): l’occhio più attento al paesaggio apuano vedrà i segni di vecchie via di lizza che partendo dal Canal Regollo raggiungevano con pendenze elevate le ormai abbandonate cave di marmo qui presenti. In questo tratto non si incontrano difficoltà particolari in quanto il sentiero è abbastanza buono, attenzione comunque in caso di fondo bagnato (il paleo, come sempre, è onnipresente).
Raggiungiamo finalmente Foce Luccica (m. 1029), la superiamo ed incontriamo il bivio con il sentiero 172 che porta alla Foce della Faggiola (è il tratto che abbiamo percorso all’andata). Da questo punto il percorso è quello seguito già all’andata: continuiamo quindi lungo il 38 fino a raggiungere Case Vergheto e, finalmente, Colonnata.

ITINERARIO
Colonnata (m. 532) – Case Vergheto (m. 837) – Foce Luccica (m.1027) – Vallini del Sagro – Foce della Faggiola (m. 1454) – M.Sagro (m. 1749) – innesto sentiero 173 – Foce del Fanaletto (m. 1426) – Foce del Pollaro (m. 1364) – Foce di Vinca (m. 1333) – Case al Riccio (m. 1089) – Casa dei Pisani (m. 1072) – Foce Luccica (m. 1029) – Case Vergheto (m. 837) – Colonnata (m. 532)

SENTIERI PERCORSI
CAI 38, CAI 172, sentiero di vetta da Foce della Faggiola al M. Sagro, sentiero di vetta dal M.Sagro all’innesto con il sentiero 173, CAI 173.

DIFFICOLTA’
Colonnata – Case Vergheto – Foce Luccica: E
Il cammino si svolge su comoda mulattiera.

Foce Luccica – Vallini del Sagro – Foce della Faggiola: EE
Il sentiero presenta tratti talvolta piuttosto esposti ed attraversa ravaneti instabili. Attenzione in prossimità delle cave attive.

Foce della Faggiola – M.Sagro: E
Tratto sulle bellissime praterie del M.Sagro

M. Sagro – innesto sentiero 173: E
Ancora cammino tranquillo sulle praterie del Sagro.

Innesto sentiero 173 – Foce del Fanaletto – Foce del Pollaro – Foce di Vinca: EE
Presenti tratti attrezzati nei punti più esposti. Fare attenzione in caso di ghiaccio; occhio anche alle foglie secche presenti sul sentiero.

Foce di Vinca – Case al Riccio – Casa dei Pisani – Foce Luccica: E
Buon sentiero, poca esposizione. Attenzione in caso di ghiaccio o erba bagnata.

Foce Luccica – Case Vergheto – Colonnata: E

DISLIVELLO
1300 m. circa

TEMPI DI PERCORRENZA
Colonnata – Case Vergheto – Foce Luccica – Vallini del Sagro – Foce della Faggiola – M.Sagro: 3 h 15’

M.Sagro – Foce del Fanaletto – Foce del Pollaro – Foce di Vinca – Foce Luccica – Case Vergheto – Colonnata: 4 h 30’

Il M.Sagro

Il M.Sagro

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