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Colla Melosa - Sentiero degli Alpini - Monte Toraggio - Monte Pietravecchia
(bade, 18/06/2007)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Alpi Liguri
Valle: Valle Nervia
Guida di riferimento: Vette delle Alpi - dalla Liguria al Monviso (A.Parodi)
Luogo di partenza: Colla Melosa

Ieri sono finalmente andato in questa zona.
Partiti in due (io e Fabio) da Genova alle 7:30 (tardi, ma abbiamo un appuntamento alla partenza per le 10!), siamo alle 7:45 al casello di Voltri.
Il viaggio fino all'uscita di Arma di Taggia è andato liscio e rapido. Una volta usciti abbiamo in breve trovato l'imbocco della Valle Argentina e siamo cominciati a salire. La strada non è delle peggiori in quanto a curve e tutto sommato si è arrivati abbastanza agevolmente fino a Badalucco e poi quasi fino a Molini di Triora. Prima di arrivarci abbiamo preso a sinistra il bivio per Colla Langan e poi per Colla Melosa (16 km in tutto dal primo bivio).
Alla fine siamo scesi dall'auto alle 9:50, tutto sommato un viaggio meno lungo di quanto temevo alla partenza. Notiamo subito che nei pressi del rifugio ci sono diverse persone che si stanno imbragando, poi più tardi capiremo.

Passiamo alla cronaca della gita: siamo alla Colla Melosa, il tempo non è dei migliori visto che il cielo è coperto, anche se non minaccioso. Per sicurezza chiediamo una indicazione ad un signore che si trova nei pressi del rifugio e poi cominciamo a risalire la strada, che dopo poche decine di metri diventa sterrata. La zona è proprio bella, tutte queste colline boscose e il tipo di strada battuta mi fanno proprio sentire in ambiente alpino. Dopo circa 15 minuti arriviamo a Fontana Itala, dove inizia il sentiero e si deve abbandonare la grossa sterrata. Ci sono diverse auto parcheggiate qui e la fonte è in parte spaccata. C'è un cartello molto evidente che dice chiaro che le ferrate del Pietravecchia sono inagibili causa mancata manutenzione e per questo il cai di bordighera si solleva da ogni responsabilità.
Non partiamo subito, malgrado guardando il cielo sarebbe il caso...infatti stiamo aspettando i nostri compagni di gita che, seppur partiti da genova, hanno deciso di passare per sterrate e arrivare dall'alto (hanno un fuoristrada). Dopo poco comunque arrivano (matteo, paolo e andrea) e si parte. Ah, c'è pure il mitico cane di Paolo!

Inizialmente il sentiero passa tra roccette e poi diventa molto comodo. Dopo un breve tratto si incontra un bivio. Noi scendiamo sulla sinistra puntanto alla Gola dell'Incisa (arriveremo dall'altro sentiero sulla dex al ritorno, quando chiuderemo l'anello). Si scende in un bel clima alpino, non c'è il sole ma neppure nubi eccessivamente preoccupanti. In breve il percorso comincia ad offrirci davvero dei bei tratti aerei e panoramici. L'opera degli alpini in certi tratti risulta davvero impressionante e grazie ai numerosi tratti con cavo non sentiamo manco l'ombra del pericolo. Costeggiamo così il Pietravecchia e ad un certo punto troviamo un bivio che sale sulla destra con segnavia triangolo rosso...non fa parte dei nostri progetti ma lo tengo a mente per una gita futura. Proseguiamo in piano e discesa ancora per un bel tratto, abbiamo davanti a noi il Toraggio e si vede bene il tracciato che stiamo per seguire. Il sentiero ora sale a ripidi tornanti verso la gola dell'incisa ma senza raggiungerla, in quando prendiamo a sinistra il bivio per il Passo di Fonte Dragurina. Avanziamo quindi adesso su percorso meno faticoso anche se ancora in salita, e alla fine svoltiamo decisamente sulla destra ritrovandoci in un bellissimo ambiente di prati e fiori. Il sentiero qui è leggermente in discesa...lo percorriamo...stiamo aggirando il Toraggio e dopo poco incontriamo l'Alta Via dei Monti Liguri. La seguiamo e dopo un bel tratto di salita arriviamo finalmente al Passo di Fonte Dragurina. Qui c'è una persona del soccorso alpino che sta comuncando via radio alcune notizie, pare sia successo qualcosa ed effettivamente durante la mattinata avevamo visto diverse volte l'elicottero del soccorso alpino sorvolare il toraggio.

A questo punto l'anello che ci siamo ripromessi di fare proseguirebbe seguendo l'alta via ma prima vogliamo salire sul Toraggio. Il tempo ormai è da un pò che sta peggiorando e banchi di nebbia oscurano a tratti la nostra visuale. Saliamo seguendo i bolli rossi e fin da subito incomincia a piovere. ci copriamo e proseguiamo. Ad un certo punto ci rendiamo conto di non vederne più. Proviamo a salire per roccette fino in cima ma quando arrivo nel punto più alto mi rendo conto che sarebbe un pò complicato raggiungere la vetta da lì, specialmente con la roccia bagnata. Ritornaimo allora più in basso e ritroviamo i bolli, che questa volta seguiamo fedelmente. Si tratta di traccia di sentiero ma nell'ultimo breve tratto si deve salire tra rocce e erba e con la pioggia diventa un pò più delicata la situazione. Alla fine raggiungiamo la vetta della cima occidentale, con la croce e la madonnina! Il tempo di due foto e di un messaggio nel libricino di vetta e poi riscendiamo con molta cautela causa il viscido sotto gli scarponcini.

Arrivati infine di nuovo al Passo ci fermiamo e mangiamo, finalmente. Malgrado la pioggerellina e la nebbia ci gustiamo i panini e anche una colomba, un reperto della Pasqua passata trovato da matteo nel suo stanzino. Pare buona, malgrado tutto.
Ci sta venendo freddo, meglio ripartire..la gita non è affatto finita e ora c'è pioggia e vento...e freddo!
Appena partiti incontramo la Fonte Dragurina, diamo un'occhiata affascinati dalla roccia che la sovrasta e poi proseguiamo svelti. La nebbia ci avvolge ma successivamente la vista si apre un pò e sulla nostra sinistra possiamo ammirare dell gole ricoperte di alberi e un ambiente selvaggio e molto suggestivo. Alla fine arrivamo alla Gola dell'Incisa, da cui con una brevissima discesa si potrebbe ritrovare il percorso di andata. Noi però proseguiamo sulla AV. Il sentiero sale, mai in modo troppo forte ma constantemente. Dopo un tratto si aggira a ovest il Pietravecchia e si passa ad un percorso più largo, in mezzo la bosco. E' davvero bello muoversi in quell'ambiente immerso nella nebbia e nel silenzio. Si sale sempre, costantemente. Alla fine raggiungiamo i prati del Passo della Valletta e pochi metri più in là troviamo un cartello indicatore e la sterrata che sulla sinistra scende. Non la prendiamo e proseguiamo sulla destra con lo scopo di raggiungere la vetta del Pietravecchia. L'ampia strada erbosa sale...sale...per un 15 minuti. Poi arriviamo in corrispondenza di alcune rovine militari e seguiamo sulla sinistra una traccia che in poche decine di metri ci porta sul punto più alto. C'è un cippo di pietra. Sarà la vetta? non lo so...c'è molta nebbia e non vediamo nulla di più alto intorno a noi...

Ridiscendiamo al Passo della Valletta e questa volta prendiamo la sterrata che scende. Dopo un tratto seguiamo sulla destra il sentiero. Si scende su terreno bagnato e fangoso, in corrispondenza di un bivio con cartello giriamo a sinistra e poi arrivmao ad una strada sterrata. Ah, ma è quella da cui sono arrivati Matteo,Paolo a Andrea con il fuoristrada! Allora si vede che siamo ancora alti rispetto a dove dobbiamo arrivare. Non conviene seguire la strada ma riprendere il sentiero imboccando un bivio che scende e che passa subito davanti ad una bellissima fonte. Proseguiamo in discesa e alla fine ci ricongiungiamo al percorso fatto all'andata in corrispondenza del primo bivio che avevamo incontrato. E' fatta. Ancora poche centinaia di metri e arriviamo alla sterrata in corrispondenza di Fontana Itala. La gita ormai è finita!

Personalmente posso dire che è stata una bella gita, malgrado il tempo non proprio ottimale. Si tratta di una zona selvaggia e pittoresca e poi il sentiero degli alpini è certamente un valore aggiuntivo. In totale è un giro che può richiedere tra le 6 e le 7 ore, considerando anche le deviazioni per le vette.
Il dislivello totale non è moltissimo ma tra salite e discese (sempre tra i 1500 e i 2000 mt s.l.m.) e deviazioni per le vette si potrebbe arrivare quasi a 1000 mt, credo.

Matteo durante un suggestivo tratto del sentiero degli Alpini

Matteo durante un suggestivo tratto del sentiero degli Alpini

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