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Sentiero Piergiorgio Frassati
(scinty, 25/06/2007)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Alpi Cozie
Valle: Val Maira
Guida di riferimento:
Luogo di partenza: Saretto

Parto con Simona alle 5:10 da Genova, in anticipo di 20 minuti sulla tabella di marcia…grandiose… alle 9:20 abbiamo già lo zaino in spalla! Dopo una tranquilla colazione in autogrill e la sosta per farci preparare ottimi panini a Prazzo (nonché per sbafarci un pezzo di focaccia sedute tranquillamente su una panchina) riusciamo a partire a un orario buonissimo da Saretto, lasciando la macchina sul piazzale poco prima del lago artificiale… impossibile raggiungere le Sorgenti del Maira in macchina: strada chiusa per lavori!!! Con un po’ di sconforto per i tempi aggiungiamo un pezzetto alla gita, che in realtà percorriamo in pochissimo tempo.
Iniziamo il sentiero Frassati con lo scopo di percorrerlo al contrario, ovvero prendendo il primo sentiero (in salita sulla destra, dopo il bivio per il campeggio; il cartello del “vero” inizio si trova poco più avanti, ed è in legno) con le indicazioni per il lago Visaisa, raggiungibile da lì in un’ora. Nonostante la mia amica non sia una montanara, si impegna a starmi dietro e raggiungiamo attraverso una bellissima pineta il balcone che si affaccia sul Visaisa, per scattare qualche foto. Non conviene scendere fino in fondo, si perderebbe troppo tempo. Merita però, in altra occasione, scendere fino sulle sponde e fare una passeggiata lì intorno. Il luogo è bellissimo, lago color smeraldo, pinete e pascoli che ti fan rilassare solo a vederli…immaginate stare lì un pomeriggio a godersi quella pace...
Continuiamo con buon passo fino al rifugio Bonelli, affacciato sul bellissimo lago d’Apzoi, di fronte al monte Oronaye, imponente con i suoi 3100 metri d’altezza. Acqua cristallina a 2300 metri e un vento fortissimo che insieme al sole ci convincerà a spalmarci di crema per evitare guai alla pelle. Bruciano persino le labbra e alla sera avremo la sensazione di essere state prese a schiaffi!
Tentiamo di rifocillarci e fare qualche foto carina tra una sferzata di vento e l’altra per poi riprendere con tutta calma, convinte di essere a metà percorso, sono appena le 12:40…
Continuiamo il nostro cammino senza cartina (poi vi dirò il perché), peccato perché fino al Piano delle Munie ero arrivata già una volta, il resto dell’anello non lo conoscevo!!! Sapendo quanto è frequentata la Val Maira (poco, e questo è anche uno dei miei motivi di adorazione) temevo proprio di non incontrare nessuno per un confronto, grazie al cielo però si avvicina un piccolo gruppetto e gli vado incontro galoppando tutta contenta. Siamo sulla strada giusta, dobbiamo seguire la tacca BIANCA e ROSSA. Tenetelo a mente… e attenzione dal Colle delle Munie (2531 m), dove si prosegue per un po’ su cresta erbosa, a tenere sempre sott’occhio questi colori, in particolare in caso di nebbia. La difficoltà nascerebbe proprio da lì…sentiero poco visibile.
Dal colle delle Munie si gode una vista spettacolare sul versante francese (a proposito…grazie ai due francesi incontrati lì che OVVIAMENTE non parlavano né italiano né inglese, per averci fatto preoccupare con la loro faccia sbigottita quando sulla loro cartina gli ho indicato il percorso che volevamo terminare…come se fosse un’impresa impossibile..). Incuranti dei pareri dei francesi continuiamo…scendendo verso il Passo della Cavalla, dove si incontra una casermetta della II guerra mondiale. Da lì la discesa continua, tra montagne di una bellezza incredibile, i fiori gialli che colorano d’oro il verde dei prati, il panorama è sempre mozzafiato, fino a raggiungere le Sorgenti Pausa. Da lì una strada militare scende tra vari tornanti (per noi infiniti, per quanto abbiamo cercato di tagliarli) dove a un tratto, sulla sinistra, un cartello indica le sorgenti del Maira raggiungibili in 40 minuti, mentre la strada più larga continua dritta davanti a noi. Però a questo punto troviamo una tacca gialla, mentre quella bianca e rossa sembra continuare proprio sulla strada militare. Probabilmente è da là che inizia/finisce veramente il Frassati, ma noi per sicurezza seguiamo il cartello per le Sorgenti. Dopo una discesa in un bel sentiero dove abbiamo visto anche qualche giglio di San Giovanni, troviamo una deviazione. Da lì si può continuare verso le Sorgenti ma noi svoltiamo per raggiungere Borgata Saretto (ancora 20 minuti…) dove abbiamo lasciato la macchina, attraverso una pineta finalmente con un po’ di ombra. E’ stata una gita lunga (la danno per 6 ore mentre noi tra foto, pausa pranzo, richieste varie di informazioni e dubbi ne abbiamo impiegate 7) ma davvero impagabile per la maestosità delle montagne che fanno da cornice, i panorami sulle vallate e le altre vette in lontananza, i laghi alpini…
A me ha lasciato delle immagini bellissime e stupende emozioni, mentre IO ho lasciato, prima il mio berretto, scena veramente comica e degna di fumetto che mi appresterò a disegnare, poi la CARTINA, che ho inseguito fino allo stremo, o meglio…fino a un buco nella roccia che andava giù per parecchi metri… e chi l’ha più vista?
Per chi si fosse trovato a passeggiare da quelle parti e gli fosse finito in faccia un berretto o una cartina… sa dove trovarmi!
Che significato posso dare a tutto ciò…visto che quei luoghi sono un vero paradiso, magari è stato lo spirito di Piergiorgio Frassati che ancora vagabonda da quelle parti e si è impossessato dei miei averi…o più probabilmente qualche mattacchione di Sarvanot, i folletti che abitano le Vallate Occitane, e si divertono a fare certi scherzi!!! Attenti gitanti, a tener stretti i vostri beni fra le mani…!

Pian delle Munie

Pian delle Munie

Altre informazioni o foto:
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dani80 (17/10/2007)


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