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Rio Malanotte - Gava
(skeno, 10/12/2007)

Avvertenze
Tipologia itinerario: torrentismo
Area geografica: Appennino Ligure
Valle: Cerusa
Guida di riferimento: Www.cicarudeclan.com
Luogo di partenza: Sambuco (Voltri)

RIO MALANOTTE – RIO GAVA

Il percorso, costituito dalla parte finale del Rio Malanotte e da un tratto del Rio Gava è piuttosto vario ed adatto ai neofiti: alcune belle cascate, un fantastico toboga, due belle strettoie, qualche risalto da disarrampicate ed un po’ di “sana” progressione su greto. La discesa è infatti piuttosto discontinua ma si svolge in un bellissimo ambiente montano, sotto le imponenti pareti del Monte Tardia. Pur non andando mai in secca è in condizioni ideali dopo periodi di piogge.

Interesse generale: minimo
Difficoltà: v2 a2 II
Tempi: 30’ + 2h 30’ + 20’
Dislivello: 320 metri (650-330)
Lunghezza: circa 1,5 km
Calate: 9, max 18 metri
Corde consigliate: 1 corda da 60 metri
Ancoraggi: sufficienti - 2007
Navetta: 0 km
Periodo consigliato: primavera ed autunno dopo piogge
Scappatoie: esclusa la strettoia nel tratto del Rio Gava è sempre possibile uscire o per lo meno mettersi in zone di sicurezza.
Cartografia: Multigraphic, Appennino Ligure 3-4 (1:25000), Istituto Geografico Centrale 16 (1:50.000)
Geologia: serpentino
Esposizione: sud-sud ovest (Malanotte) - ovest-nord ovest (Gava)
Prima discesa: 11/02/2007 – S. Gabellani, G. Pizzorni, R. Schenone, E. Trasforini

Accesso: si lascia la autostrada A10 al casello di Genova Voltri. Si prende la SS1 Aurelia in direzione Savona, si attraversa tutta la delegazione di Volri ed al termine, prima del ponte sul Cerusa, si svolta a destra in direzione Fabbriche. La strada si inoltra nella valle per alcuni chilometri. Raggiunta Fabbriche si prosegue fino al bivio per Sambugo, sulla sinistra, poco prima della frazione di Fiorino. Si scende per pochi metri, si varca il Cerusa e si prende a destra. Si prosegue fino al paesini di Sambuco, dove si parcheggia sulla piazza della chiesa.

Avvicinamento: dal piazzale si seguono le indicazioni (freccia in legno) per il passo della Gava. Dopo una rampa asfaltata si raggiungono le ultime case (Case Stellin) e si prende un marcato sentiero pianeggiante che presto comincia a salire nella rada pineta. Il sentiero è segnato con due pallini arancioni. Qualche metro prima di un tombino dell’acquedotto si devia sulla destra, sempre seguendo in salita i segni arancioni, ora più radi (questo sentiero porta a Casa Ravezze, riportata sulle cartine IGM). Si guadagna un colletto subito fuori dalla pineta (alcuni resti di costruzioni) da cui si vede già il percorso del rio. Si segue il sentiero che costeggia il rio in riva sinistra, fino a guadarlo. Poco dopo il guado si taglia per prati fino alla prima cascatella.

Descrizione: ovviamente è possibile partire dal guado tuttavia risalire fino a questo primo ostacolo (circa 8 metri) consente subito un tuffo in un bel laghetto. La seconda calata, poco dopo il guado, è di circa 10 metri. Poi un breve tratto di marcia porta alla bella cascata di 18 metri (mancorrente su albero e partenza piuttosto aerea). Un risalto ed ecco una seconda cascata di 8 metri, con altro bel laghetto profondo. Si prosegue ora fino alla confluenza con il rio Gava. Dopo una cinquantina di metri progressione orizzontale si incontra un toboga perfetto di circa 8 metri, impedibile. Successivamente due salti (circa 7 metri) da armare su albero ed un risalto (tuffo possibile) portano alla bella strettoia con due cascate di 15 e 8 metri, separate da una bellissima pozza pensile. Comincia ora un lungo tratto di greto (circa 15’) che porta ad un secondo bel toboga di 5 metri ed all’ultima cascata di 18 metri, con pozza di ricezione di cui diffidare in caso di portate consistenti (nicchia).

Rientro: giunti ad una presa in riva destra si nota in riva sinistra un evidente sentiero che riporta sulla mulattiera che sale a Sambuco.

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