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Anello Valle dei Campassi
(giorgio.mazzarello, 04/05/2008)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Appennino Ligure
Valle: Val Borbera
Guida di riferimento: Carta dei Sentieri AL-23 editore Studio Naturalistico Edizioni del Magistero (carta ancora da pubblicare) in alternativa il sentiero è parzialmente indicato sulla carta dei sentieri della “Comunità Montana; Valli Borbera e Spinti” e sulla car
Luogo di partenza: Campassi (Carrega Ligure)

ITINERARIO TREKKING
TITOLO: Campassi-Monte Antola-Reneuzzi-Campassi
DATA: maggio 2008
DISTANZA: 13 km
TEMPO: 5-6 h
DISLIVELLO: 800 m circa
DIFFICOLTA’: Medio
SEGNAVIA: bianco-rosso; un cerchio vuoto giallo; altri
CARTOGRAFIA: Carta dei Sentieri AL-23 editore Studio Naturalistico Edizioni del Magistero (carta ancora da pubblicare) in alternativa il sentiero è parzialmente indicato sulla carta dei sentieri della “Comunità Montana; Valli Borbera e Spinti” e sulla carta del “Parco dell’Antola” edite da Studio cartografico Italiano.
BIBLIOGRAFIA: “La Catena dell’Antola” A.Parodi
AVVICINAMENTO: Dal casello autostradale di Vignole Borbera si imbocca a destra la provinciale 140 per Cabella Ligure. Dopo Cabella Ligure si imbocca a destra la provinciale 147 per Carrega Ligure. Prima del ponte sul Torrente Agnellasca si devia a destra per Campassi, che si raggiunge ed in prossimità della chiesa si lascia l’auto (posto per 4-5 auto.
NOTE: Percorso abbastanza impegnativo sia per il dislivello che per un breve tratto di sentiero verso Reneuzzi che risulta difficoltoso. Alternando tratti panoramici a tratti immersi nel bosco, permette di conoscere una delle vallette più belle e isolate della val Borbera. Molto caratteristica la visita a Reneuzzi, per la quale bisogna comunque prestare molta attenzione in quanto tutte le case sono diroccate e pericolanti.
INIZIO: Da Campassi si raggiunge Croso sull’asfaltata. In seguito si sale all’interno del piccolo borgo e si imbocca la mulattiera in salita che, esce dal paese e si innesta su un’altra mulattiera verso sud-ovest.
DESCRIZIONE. Da Campassi (950m) si raggiunge Croso e seguendo la mulattiera sempre immersa nel bosco (segnavia bianco-rosso) si sale sul versante ovest della Costa dei Campassi. Si trascurano alcuni bivi a sinistra e si raggiunge un colleto panoramico (1280m circa). Da qui si trascura il sentiero a destra e si procede a sinistra (indicazioni blu Monte Antola). Si procede in salita nuovamente nel bosco, portandosi sul versante occidentale del costone e poi tornando su quello orientale fino a raggiungere un secondo colletto panoramico (quota 1380m circa). Da qui si incontra il segnavia cerchio vuoto giallo che si sovrappone a quello bianco-rosso e ci accompagna fino alla vetta dell’Antola. Il segnavia cerchio vuoto giallo è individuabile ma molto rado, comunque il sentiero è sempre ben evidente e segnato in modo ben individuabile con le tacche bianco-rosse del CAI. Si supera in cancello per bestiame (richiudere sempre dopo il passaggio) e si raggiunge la cima dell’Antola, dove si può godere di un favoloso panorama a 360°. In seguito si ritorna al colletto a quota 1380m, dove abbiamo incontrato il primo segnavia cerchio vuoto giallo, e deviamo a destra (direzione nord est – se si guarda bene si può trovare una sbiadita freccia con segnavia) per scendere lungo un poco marcato sentierino che diventa in seguito il letto di un rio. In questo tratto i segnavia (cerchio giallo vuoto) sono praticamente introvabili (stando attenti a volte se ne vede qualcuno molto sbiadito). Comunque si procede sempre in discesa, prima sui prati con radi arbusti e poi nel bosco all’interno dell’alveo di un rio fino a quota 1250m circa, dove il sentiero fa una deviazione a destra e si incontrano i ruderi di un secchereccio (con scheletro in legno del tetto) e poco dopo degli abbeveratoi. Da qui il sentiero diventa molto più evidente ed i segnavia sono più fitti ed in buone condizioni. Lungo questo tratto di sentiero a volte si incontrano alcuni alberi abbattuti.
Si procede, sempre immersi nel bosco, in piano verso est superando alcuni guadi, un cancello per bestiame ed incontrando i ruderi di un altro secchereccio. In questo tratto di sentiero sono evidenti i lavori ed alcune segnalazioni della presenza dell’acquedotto rurale di Vegni. Si trascurano due deviazioni a destra in salita, su supera l’ultimo guado (quota 1125m circa) e si raggiunge la fonte poco prima del paese di Reneuzzi, dove si può notare un bel arco in pietra che proteggeva le vasche ormai interrate. In breve, dalla fonte, si raggiungono le prime case diroccate di Reneuzzi (1070m circa). E’ un paese fantasma, dove si può ancora sentire l’odore di chi lo ha abbandonato. Le case sono ormai quasi tutte senza tetto, ma all’interno si possono ancora vedere le cose di tutti i giorni di chi lo abitava. Due paia di scarpe sulla finestra, attrezzi nella stalla, una stanzetta con la finestra decorata con motivi azzurri (forse era la stanza di qualche bambino). Interessante il balcone in legno di una grande casa all’estremità nord del paese. Tutto sempre invaso dai rovi e dalla vegetazione che rende non sempre agile il tragitto per le vecchie vie.
Superato il paese si abbandona il segnavia cerchio vuoto giallo, per procedere (inizialmente tra rovi) prima in piano e poi in forte discesa con diversi tornanti. In questo tratto si incontrato indicazioni MTB ed un solo segnavia tre bolli gialli a triangolo. Si raggiunge il guado sul rio Campassi (850m circa) che si supera e si risale sul versante opposto lungo una vecchia mulattiera. Poco dopo si incontra a destra il bivio che in 50m porta all’area pic-nic ed ai mulini Gatti e Gelato. Sono ruderi di piccoli mulini, uno dei quali aveva una turbina di tipo Pelton.
Ritornati sul sentiero, in breve si risale fino a Croso e quindi, sulla asfaltata, si raggiunge Campassi, dove abbiamo lasciato l’auto.

I ruderi di una casa nel paese fantasma di Reneuzzi

I ruderi di una casa nel paese fantasma di Reneuzzi

Altre informazioni o foto:
http://www.webalice.it/giorgio.mazzarello/Piemonte-anello-campassi.htm




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