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Anello dei monti Matanna, Nona, Croce e Forato
(scinty, 27/05/2008)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Alpi Apuane
Valle:
Guida di riferimento:
Luogo di partenza: Stazzema - Rifugio Forte dei Marmi

Questo lungo ma appagante giro lo consiglio a escursionisti esperti e ben allenati. Non presenta nel complesso particolari difficoltà, se non la lunghezza del percorso e il problema di orientamento ove non vi siano sentieri tracciati. E’ molto importante rifornirsi di acqua (noi ne avevamo due litri a testa) in quanto se non ricordo male le fonti che abbiamo trovato sono al rifugio Forte dei Marmi e alla fine della nostra gita, sul sentiero numero 6 nei pressi di una piccola abitazione in pietra che si incontra al di sopra del sentiero, lato sinistro. E’ una gita che comunque può sempre essere ridotta rinunciando a una vetta piuttosto che a un’altra.

Sulla strada per Stazzema, prima del paese, si trova il bivio sulla destra con l’indicazione per il rifugio. Si arriva alla fine della strada asfaltata, dove si lascia l’auto. Poco prima dell’inizio dello sterrato si incontra l’imbocco del sentiero, segnalato.
Partiamo il giorno prima alle 18 dall’auto per il Rifugio Forte dei Marmi (per non doverci alzare a orari incredibili…: consigliato!).
Dopo aver risalito un breve tratto, si prende il sentiero numero 5 e in 1 ora si arriva al rifugio (865 m).

Il giorno dopo partenza intorno alle 7:50. Ripercorriamo un pezzetto a ritroso per una cinquantina di metri e risaliamo il sentiero che sale verso il Procinto. Al primo bivio, si trova l’indicazione per il Procinto a sinistra. Per il Callare di Matanna non ci sono indicazioni, ma sicuri di imboccare la strada giusta prendiamo l’altro sentiero sulla destra (è ancora il sentiero n° 5), che risale un bel bosco passando sotto la parete SO del Monte Nona. Il colle divide infatti le due cime. Raggiunto il Callare di Matanna (1139 m, riconoscibile dal basso anche da un traliccio posto in loco…) si prosegue a destra, si oltrepassa un cancelletto fino a incontrare i bolli blu che guidano sul soleggiato pendio pietroso alla cima nord del Matanna. Da lì si prosegue in cresta fino alla croce di vetta (1317 m.), dalla quale si gode di un magnifico panorama. Possiamo vedere anche i monti che toccheremo durante la giornata: il vicino Monte Nona, il Croce e il Forato. Sono appena le 9:15 e animati dal bel tempo e dalla bellezza dei paesaggi, partiamo immediatamente per la seconda meta.

Ripercorriamo il sentiero fino al Callare e risaliamo verso il Nona (bolli blu). Alle 10:00 siamo in vetta (1297 m).

Come suggerito da tre signori incontrati in vetta, continuiamo per un corto tratto la cresta del Nona, abbandonandola sulla destra per scendere verso la Foce delle Porchette. Il pendio di erba e detriti scende fino a macchie di alberi; si scende per tracce di sentiero praticamente invisibili, piegando leggermente a sinistra. Dall’alto, il sentiero per la Foce delle Porchette è facilmente individuabile, basta tenerlo d’occhio per non sbagliare. Dopo essere scesi in mezzo agli alberi, poco sotto ci si ritrova sul sentiero che in breve porta alla foce (983 m.). Nei pressi di una marginetta, una piccola costruzione votiva, dei cartelli indicano la Foce di Petrosciana (sentiero 109, se si vuole evitare il monte Croce e raggiungere invece il Forato) e i sentieri 8 e 108. Prendiamo il 108 che traversa sulla destra in mezzo al bosco fino a raggiungere una gola chiamata Le Scalette. Si risale la fresca gola con un minimo di attenzione (c’è anche un tratto un po’ esposto con cavo) e si sbuca alla base dei verdi fianchi del Monte Croce. Da lì si prosegue per un po’ sulla sinistra fino a incontrare il sentiero che si stacca sulla destra per risalire i pendii del monte. Alle 12:00 raggiungiamo la croce sommitale (1314 m.). Ci sono altri sentieri che arrivano in vetta, attraverso il Colle delle Baldorie, da Fornovolasco, da Trassìlico e da Palagnana.

Dopo una breve pausa consultiamo la guida CAI-TCI dei Monti d’Italia per incamminarci verso la Foce di Petrosciana. La relazione della gita al Monte Croce dalla Foce di Petrosciana, dice di staccarsi dal sentiero 137 per risalire il crinale nord fino alla vetta. Noi cerchiamo di percorrerlo al contrario. La discesa è piuttosto lunga e bisogna fare attenzione a non scivolare sull’erba dei pendii un po’ ripidi.
Scendiamo quindi per il crinale nord. Dalla vetta, dando le spalle al sentiero da dove siamo arrivati, si scende per cresta e tenendosi un poco a destra si aggira la parte più ripida. C’è un primo sentierino che taglia dritto il fianco del monte ma bisogna continuare a scendere, piegando progressivamente a sinistra. Dalla cartina si capisce che il 137 passa non molto al di sopra di alcune case e bisogna andarlo a cercare più in basso. Finiamo su tracce di sentiero forse usate dai cacciatori della zona, le seguiamo per un pezzo e le perdiamo ancora, fino a ritrovarci su delle rocce calcaree che attraversiamo senza difficoltà (in basso si intravede il tetto di qualche casa). Finalmente dopo essere entrati in un bel bosco pulito incrociamo il sentiero 137 (tacca rossa e bianca) e lo seguiamo a sinistra verso la foce di Petrosciana.

Si passa attraverso piacevoli sentieri nel bosco fresco che regala un po’ di sollievo, alla fine però bisogna risalire fino alla foce e la fatica inizia a farsi sentire. Per fortuna anche questo tratto si sviluppa all’interno del bosco. Giunti al colle (961 m.), subito sulla destra parte il sentiero per il Monte Forato (che porta anche all’attacco della ferrata): sono le 14:00. La distanza da coprire tra il Monte Croce e la Foce di Petrosciana è stata la più lunga (2 ore) anche per cercare il sentiero. Si percorre il primo tratto con passaggini su roccia che richiedono un minimo di attenzione. Successivamente si entra nel bosco e su comodo sentiero si raggiunge il celebre arco del Monte Forato e in pochi minuti la vetta (1223 m.), il tutto dopo 1 ora o poco più dalla foce. In questa parte di gita il mio passo ha subito un forte rallentamento dovuto alla stanchezza… alle 15:20 ci siamo seduti per mangiare i panini e quando siamo ripartiti non ho tenuto conto dell’ora… Saranno state le 16 che eravamo già sul sentiero per tornare alla Foce di Petrosciana.

Ritornati al bivio scendiamo infine per il sentiero n. 6 che ci porterà a Stazzema e le fatiche sono ormai finite… ci aspetta solo una piacevole discesa nei bei boschi dove il verde chiaro delle foglie nuove e la luce del sole creano scenari sempre affascinanti. Verso la fine della gita, nei pressi di una piccola baita in pietra troviamo una fresca fonte (con una targa di marmo che recita “laudato sie mi Signore per sora aqua”). Rivoli d’acqua scendono direttamente dalle pareti ricoperte di muschio e l’acqua sgorga da un tubo in una vaschetta di pietra. E’ buona e gelata, vero premio dopo una gita così lunga! Dopo ancora un po’ di cammino passiamo nei pressi del bed & breakfast Casa Giorgini dove ci fermiamo ancora per una bibita. Sono quasi le 18. Abbiamo impiegato 10 ore fino a qui, tra foto, panini, consultazione delle cartine e pausa refrigerante. Chi riesce a mantenere un passo sostenuto impiegherà sicuramente meno tempo, ma si godrà meno la gita…

Ed eccoci all’auto dopo 30 minuti, al ritorno da una gita da favola, tra maestosi boschi e vette panoramiche, pareti di roccia erose dall’acqua e dal vento, incontri con caprioli e simboli religiosi, le marginette sparse sui sentieri, appartenenti a secoli fa, retaggio di pastori e viandanti…

Tempo totale approssimativo: 11 ore (1 ora per raggiungere il rifugio Forte dei Marmi + 10 ore dal rifugio alla macchina, togliendo solo i 30 minuti della pausa. Le 10 ore sono comunque larghe se consideriamo piccole soste e foto e il mio passo da escursionista media)
Dislivello positivo: circa 1700 m (400 il primo giorno, 1300 il secondo giorno)

Cima nord del Monte Matanna, Monte Nona e Monte Croce

Cima nord del Monte Matanna, Monte Nona e Monte Croce

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