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GUYA TREKKING 2008 SECONDA PARTE
(manfred, 11/11/2008)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Appennino Ligure
Valle:
Guida di riferimento:
Luogo di partenza: CASTELLUCCIO DI NORCIA

La piana di Castelluccio si estende per 18 km ed è circondata da un cordone di colline e montagne della catena dei Sibillini, nel mese di giugno si cosparge di un tappeto di fiori talmente spettacolari da essere noto con l'appellativo di Fioritura dei Piani.
I fiori diventano i protagonisti del paesaggio quando grandi distese di papaveri si alternano a estensioni di margherite, la veccia gialla che infesta i campi della lenticchia, genzianelle, narcisi, violette, anuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant'altro.
Castelluccio rende omaggio alla rinascita della natura con la Festa della Fioritura o Fiorita, che generalmente ha luogo nella seconda o terza domenica di giugno.
La contemporanea fioritura di diverse specie di fiori crea una tavolozza unica, accompagnata dalla colonna sonora del canto di allodole e quaglie che nidificano in queste terre.
I fiori a miliardi, i profumi inebrianti, l'aria mite, il buonissimo cibo sono il cuore della festa ma se si vuole essere sulla scena della fioritura della lenticchia al momento giusto, la cosa migliore è telefonare al Servizio Turistico Territoriale ed informarsi.
Naturalmente, non in tutte le stagioni il gioco dei colori della fioritura raggiunge il top, ma comunque lo spettacolo ripagherà ampiamente il visitatore per la fatica necessaria per arrivarci.
L'appuntamento della Fioritura e' oggi diventato un'importante occasione di turismo per Castelluccio di Norcia, con le migliaia di visitatori che si disperdono in tranquille passeggiate, trascorrendo la giornata in liberta'; oppure facendo sport o assistendo a manifestazioni di intrattenimento, di anno in anno diverse, allestite dalla pro loco.

6 giugno

Ho dormito proprio bene, infatti mi sono svegliato alle sette e trenta, sono andato al bar nel corso principale: caffè Patrizia, il titolare di nome Settimio mi ha chiesto dove fossi diretto, gli ho detto Erice e sono partito dalla provincia di Genova…. Magnate due bomboloni e pijate un cappuccino che offro io!!! E se n’è andato ad accompagnare il figlio Valerio a scuola….
Che ve devo di, sti laziali so proprio gajardi…. Ops scusa Settimio sei mica Romanista?
Comunque anche Amatrice mi ha lasciato un bellissimo ricordo, ho fatto tutto asfalto fino a Preta, qui ho ripreso il Sentiero Italia quasi fino a Campotosto, li ho deciso di nuovo per l’asfalto fino alla diga sul Rio Fucino dove sono tornato sul sentiero, alle 19,30 sono arrivato alla Locanda del Cervo, a due passi da Nerito. Mi ha accolto un mio coetaneo, classe 47, Adolfo Moriconi, il titolare della Locanda, un locale bellissimo, elegante e ottimamente posizionato, sulla statale 8o e sul Sentiero Italia
Oggi non ha piovuto e spero tanto che per sabato e domenica il tempo sia bello perché salirò ben bene, siamo sul Gran Sasso!!!!
Etichette: escursione, locanda del cervo, parco nazionale gran sasso e monti della laga, trekking

7 giugno

Sveglia alle 5, colazione preparata da Adolfo divorata in pochi secondi e poi via, verso il sentiero.
Il camminare è un gesto naturale, non si pensa alla distanza da coprire, non si pensa alla fatica, tutto avviene al momento, lo spazio si scompone in sensazioni, le sensazioni si accavallano e mi ritrovo proiettato nei pensieri più improbabili; ho scritto nel telefonino nella sezione bozze, per poi riprenderlo ora, questa considerazione: le montagne sono onde, onde della terra, io, uomo di mare, nato a Portovenere, capisco ora perché mi trovo bene sul crinale, quando il vento mi assale, quando sono sulla cresta….. io sono sull’onda della montagna, sono nel mio elemento, non più liquido ma solido, ma comunque questa è la sensazione che provo.
Un altro pensiero è stato del mio pianto nella piana grande di Castelluccio, durante la messa… io credo che in ogni essere umano esista la componente dell’altro sesso, io sono uomo, sono un uomo duro, maschio, forte, virile, ma in me c’è una percentuale, pur minima di sesso femminile che si manifesta nei momenti in cui la sensibilità è forte.
Si sa che il genere femminile è più propenso alla tenerezza, alla dolcezza, al pudore; quando un uomo piange è la sua parte femminile che si manifesta, per questo non bisogna vergognarsi di provare emozioni, tenerezze, pudori.
Ho camminato con difficoltà oggi, forse a causa del troppo cammino di ieri e questo mio handicap mi ha portato a non prestare attenzione al segnavia, mi sono trovato sul sentiero 144 che mi ha portato ad Intermesoli frazione del comune di Pietracamela, qui ho trovato il solito paradiso che mi segue durante il mio faticoso cammino: Ristorante Venacquaro, splendidamente gestito da Mario e Lena,
l’approccio è stato come al solito stupendo, stasera cenerò e dormirò qui, domani lasciare queste persone sarà doloroso ma necessario perché la strada da fare è ancora tanta ed il mio obiettivo in questo è Barrea dove devo giungere il giorno 14.
8 giugno

Avevo messo la sveglia alle cinque, mi sono alzato alle sette e trenta, colazione veloce e subito sul sentiero, un bosco fitto, segnavia quasi inesistenti, pioggia, fango e subito i piedi bagnati, perdo il sentiero e vago per un’ora inutilmente, torno al punto di partenza e continuo per la strada asfaltata, dopo poco trovo un bel sentiero diretto a Nerito dove giungo in poco tempo. Durante il girovagare nel bosco, tra fango e siepi sono preso dalla depressione, penso a casa mia, alle comodità lasciate, al mio letto, ai miei cari, parlo con mia moglie e mi sento meglio. A Gran Sasso incontro due ragazzi: Paula, Galiziana di Santiago de Compostela ed Enzo di Civitanova, ci sediamo al bar Prati di Tivo, con Giovanni e Rina e insieme facciamo il punto, studiamo bene la cartina e, dopo esserci fotografati insieme ai gestori del bar……….. partiamo insieme verso Campo Imperatore, poco dopo loro tornano sui loro passi ed io proseguo per la mia strada. Nebbia, neve, pioggia, durante il percorso passa un gruppo di una ventina di escursionisti, tutti allegri e simpatici, ricordo solo Alberto perché mi consiglia un residence a S.Stefano di Sessanio. Campo Imperatore lo trovo deserto, mi butto subito nel sentiero finalmente in discesa verso la mia meta, vi giungo alle 20….. in macchina!!! A due o tre km si ferma un fuoristrada tedesco, Ketty e Claude, piove a dirotto mi chiedono dove sono diretto si offrono di portarmi con la macchina, tentenno un poco, dico loro che non posso, che devo farla tutta a piedi, allora lui scende dalla macchina e cammina con me e lei che suona il clacson invitandoci a salire…. salgo infine ed arriviamo dopo due curve a S. Stefano di Sessanio, trovo alloggio presso agriturismo Al Borgo dove il signor Carmelio mi tratta molto ma molto bene.
Al ristorante stasera c'era un'allegra famiglia abruzzese, molto colorita e una coppia di olandesi, invece, molto divertiti dell'allegra confusione, Paul van Dyk e Lea, hanno promesso di mettere un commento nel post, ed io aspetto fiducioso.
Amici, passare fra il monte Intermesoli e il Corno Piccolo è stato a dir poco bellissimo, purtroppo pioveva e la macchina fotografica era chiusa nello zaino, ma vi assicuro che lo spettacolo era grandioso

9 giugno

Partenza da S, Stefano di Sessanio con pane e formaggio, oggi ho fatto una carrareccia di tre km e poi asfalto sino a Popoli, non ho parlato, non ho fatto fotografie, non mi sono divertito e sono arrivato a Popoli distrutto dalla solitudine e dall’asfalto.
Camminando ho pensato che guardando i miei post qualcuno potrebbe chiedersi se io amo di più
il trekking o le persone….
Diciamo che camminare nella natura, anche in situazioni estreme, con la sola forza della determinazione, oppure in momenti idilliaci, circondato da profumi, attraverso immagini fantastiche è senza dubbio un’esperienza da trasmettere a chi ha la pazienza di continuare a leggermi, ma io sono un essere estremamente socievole, durante il cammino il mio animo assorbe tutto, provo piacere anche per le piccole cose, una sorgente, le fragole, le ciliegie, la neve che mangio a morsi, il profumo dei fiori….. ma sono sempre solo, attento a come devo mettere il piede, attento al segnavia, veloce a mettere la copertura allo zaino se comincia a piovere e proteggere telefoni, cartine, macchina fotografica, metto la giacca per evitare che il dispositivo che ho al braccio non si bagni, poi smette di piovere, esce il sole, ho caldo e devo fare l’operazione all’inverso….
Ecco perché parlo più spesso della gente, perché io ne ho bisogno e spesso mi accorgo che loro provano piacere ad ascoltarmi, beh diciamo che a me piace essere al centro dell’attenzione… ma gente mia io sono uno che fa una cosa che tanti non hanno il coraggio o la voglia di fare e allora lasciatemi incontrare la gente!!!
Oggi arrivato a Popoli ho incontrato una ragazza, Agata, ebbene l’ho stupita così tanto che ha promesso di scrivere un commento su questo post…. Dai Agata, bella ragazza Abruzzese, scrivi


10 giugno

Volevo fare una diretta, qui dal rifugio del monte Corvo, ma non c’è linea e allora scrivo e trasmetterò questo mio scritto quando sarò in zona dove c’è il segnale.
Sono messo proprio bene, il rifugio è accogliente, c’è acqua corrente, camino, tavolo, insomma ho il necessario per fare una pausa.
Ho lavato tutto ed ora è ad asciugare al sole, nella pentola ho un risotto alla marinara per quattro, pane e formaggio pecorino…. Chi sta meglio di me?
Domani affronterò il monte Morrone 2000 metri, altre montagne di pari altitudine e scenderò a Campo di Giove, il percorso terminerà a Rivisondoli, nei pressi della più nota Roccaraso, località sciistica dei Napoletani.
Con la tappa successiva, penso per l’ora di pranzo sarò a Barrea, Villetta Barrea per l’esattezza, dove mi aspetta PASETTA, un grand’uomo, un vero uomo di montagna, uno che i monti li conosce bene, ed è anche un inventore…. Insomma a Barrea sarò veramente felice, conoscerò finalmente Pasetta, incontrerò amici che mi aspettano: Teresa e forse anche Antonio, avrò l’altissimo onore di essere ricevuto dalla delegazione di ADMO Abruzzo e dall’Amministrazione Comunale.
Ringrazio pubblicamente il Cai di Popoli che credo gestisca questo rifugio, qui c’è tutto l’occorrente per star bene, anche il caffè… Stanotte dormirò come un vero montanaro, a oltre mille metri, in un grande prato sotto una bellissima montagna, il monte Rotondo 1731 metri, se il cielo sarà sereno vedrò milioni di stelle e sotto un simile cielo mi sentirò protetto e al sicuro.
Il crinale di domani forse mi permetterà di vedere l’Adriatico, siamo ad una settantina di km da Pescara, poi nei giorni successi punterò verso sud/ovest, verso la Campania, il Parco del Partendo, sfiorerò la Basilicata ed infine il Cilento, passerò tanto vicino al mar Tirreno da vedere Maratea, entrerò in Calabra da Bosco la Conserva e attraverso i parchi del Pollino, Sila ed Aspromonte, nella metà di luglio arriverò a Villa San Giovanni.
Sembra facile descriverlo così, ma sarà un altro mese di sorprese, di sudore, di felicità e stanchezza, un mese che spero mi darà la consapevolezza che ce la sto per fare, che l’obiettivo è alla mia portata, ancora pochi passi, ancora un piccolo sforzo… sapete come mi verrà la forza?
Guardandomi indietro, ripensando alla neve del Cerreto, alla neve dell’Abetone, alla neve di Campo Imperatore, alla scalata del monte Bonpasso, all’asfalto, alla pioggia ed al bivacco nella neve avvolto nella tenda….. ecco, quando toccherò piede in Sicilia, forse perché la amo tanto, mi sentirò finalmente arrivato e l’emozione sarà fortissima, ho persone care che in Sicilia mi aspettano e che sono certo cammineranno con me, ma all’arrivo, all’arrivo devo e voglio essere solo perché quel momento non voglio condividerlo, poi, tagliato il traguardo vorrei baci e abbracci, nient’altro che baci e abbracci

11 giugno

Stanotte ho dormito 3 ore e 36 minuti ed ho camminato per 14 ore e 40 minuti, questo dice il dispositivo “Armband”.. e c’è da crederci, ho passato la notte a cercare una posizione comoda, ma dormire su un pavimento con il sacco a pelo è impossibile, inoltre sono due giorni che non vado come al solito, io so perché…. Quando trovavo una salita dura prima non ci facevo caso perché pensavo che ne avrei trovate tantissime durante il cammino e così la pioggia, il caldo,il freddo, i piedi bagnati etc.
In questi giorni il mio obbiettivo è solo Barrea ed è lì, dietro la montagna, pertanto tutto ciò che si frappone mi da ai nervi, sono nervoso, stanco, distratto, sfiduciato, mi fermo in continuazione, sbuffo e dico che sono sfinito, dormo male e parto per la tappa senza entusiasmo, ho perso della roba a cui tenevo tantissimo. Stasera, per esempio, non sono riuscito ad arrivare a Rivisondoli, sono in un capanno dopo Campo di Giove, in una proprietà privata con cagnacci che mi girano intorno ringhiando, spero di dormire… ieri sera ho sognato che volavo… chiedo agli scienziati che mi seguono: Adalgisa Battistelli e Anna Meneghini del dipartimento di Psicologia dell’Univeresità di Verona, ma io sono normale oppure no? Ditemelo solo al mio arrivo ad Erice.
Un cosa molto importante, oltre ad avere al mio fianco le docenti di cui sopra, io cammino sempre con al mio fianco Alessandro Penna, mio allenatore personale nonché amico vero, Ale datti una smossa che qui io sento un poco la tua mancanza, anzi non poco… OK?Mi ha fatto tanto piacere trovare i saluti di Antonio la guardia del WWF incontrata a Popoli.
13 giugno


Sono arrivato a Barrea, al Campng La Genziana, Pasetta quando mi ha visto si è rivolto a me in lingua inglese credendomi uno straniero, poi ha abbassato lo sguardo, ha letto GUYA TREKKING e.... mi ha abbracciato.
Sono e mi sento veramente a casa, fra gente semplice e amorevole, il figlio di Pasetta, Marco, è fornito di tutto ciò che mi serve, dalla linea ADSL al carica batterie, sua mamma mi sta cucendo sul berretto uno sponsor che merita... come tutti del resto.
Allora vi devo parlare di Barrea, è una cittadina affacciata sull'omonimo lago, completamente in pietra, un continuo saliscendi con archivolti, portali, cortili e terrazzamenti antichi e splendidamente conservati. Nella via Roma, diversi locali commerciali richiamano il passeggio che puntualmente il pomeriggio anima la cittadina.
Fino a domenica starò qui all'ingrasso ed al riposo


Stamani Pasetta mi ha dato una sua fotografia con questa dedica:
- Un abbraccio a colui che come me ha trovato, nel camminare in solitudine, tra le genti, i borghi e la natura, la migliore cura per rafforzare il suo corpo, la sua mente e il suo spirito. -
Vi ho già parlato di lui, del suo costante impegno verso il suo paese, le sue montagne, la sua gente. Pasetta ha collaborato attivamente alla realizzazione del Sentiero Italia, partecipando alle due edizioni di Camminitalia, a lui va il mio ringraziamento per potermi districare lungo il cammino seguendo i segnavia posizionati sulle piante e sulle rocce.
Stamani sono stato in allenamento con Mario Scarnecchia, il titolare del Ristorante e B&B Il Rifugio, siamo andati per "funghi"... in realtà abbiamo camminato intorno a Barrea, fra antichi sentieri, cavalli e mucche, nella pace e nella magica atmosfera di questo gioiello della terra.


Ieri, al mio arrivo ho avuto l'onore di ricevere la visita del Sindaco del Comune di Barrea, Rag. Andrea Scarnecchia, accompagnato dal Consigliere Massimo Cera, abbiamo parlato della manifestazione ADMO che si svolgerà in piazza Mammarino domenica mattina alla presenza della cittadinanza, giornalisti e televisioni regionali.

Come vedete la mia sosta qui a Barrea non è infruttuosa, posso dare il mio modesto contributo a divulgare il pensiero di ADMO.
Tutti noi conosciamo il piacere del dono, vedere la gioia negli occhi di chi riceve un nostro regalo non è solo poter far felice un altro essere umano è qualcosa di nobile, un gesto gratuito e amorevole, un atto spontaneo, una speranza verso chi forse non ha più fiducia nei propri mezzi, verso chi si sente abbandonato e senza più speranza.


Grazie Anna Maria Bonanno, Grazie Dario Sinatra, Grazie Roberto Solari, Grazie Tamara e Giuli, Grazie Domenico amico grande, Grazie Supermamà, Grazie Roberto WWF, Grazie Vincenzo Biancone, Grazie Famiglia Massagrande, Grazie Fabrizio Schena, Grazie Guido Fumagalli, Grazie Adalgisa Battistelli, Grazie Teresa e Antonio, Grazie Simone e Luca Ardigo', Grazie Paty e Alicia, Grazie Alessio, Grazie Giancarlo Guzzardi, Grazie, Grazie, a tutti quelli che in questo momento non ricordo, a quelli che non lasciano un commento ma che so che sono sempre presenti, lo vedo dalle visite che sono sempre tantissime.

E un grazie oltre che a tutta la mia famiglia a l'essere umano che non capisce perchè il suo amico non c'è, un grazie a ZAC, il mio boxer, della pazienza che ha nel rimanere da solo in giardino senza una mia carezza.

Zac amico mio grandissimo, qui, davanti a tutti ti giuro che passerò con te una vacanza in tenda, io e te da soli, su, verso le nostre montagne, riempirò il mio zaino di tutto quello che più ti piace e la notte dormiremo abbracciati.

Giornata molto intensa oggi, dedicata a persone ed argomenti molto importanti, nella centrale via Roma ci siamo ritrovati al mattino per allestire un punto di incontro con la gente di Barrea, era presente il gruppo di ADMO Sulmona, attivissimo nel promuovere il concetto basilare della donazione.
E' arrivata anche Teresa da Pescara, sorella della mia amica Adalgisa, con la sua famiglia,
Alle 16, presso la sala consiliare del Comune, alla presenza di cittadini di questo stupendo paese, ha preso la parola il sindaco Andrea Scarnecchia, il segretario di ADMO Sulmona ed alla fine Manfredi.
Ciò che è emerso da questo dibattito, molto ben seguito da tutti gli intervenuti, è stata la necessità di divulgare fra i propri familiari ed amici l'importanza della conoscenza della tipizzazione.
Manfredi ha lanciato la proposta al signor sindaco di far gemellare Barrea con ADMO, un atto unico nel suo genere in Italia, con questa iniziativa nel futuro, molte manifestazioni od importanti convegni verrebbero effettuati in questo comune.
L'impegno del signor sindaco è stato concreto e Manfredi, a sua volta, ha chiesto all'amministrazione di potersi presentare all'arrivo ad Erice come cittadino del Comune di Cogorno e come rappresentante del Comune di Barrea.
Per questa sua proposta il primo cittadino gli ha consegnato un gagliardetto raffigurante lo stemma ed i colori della città da presentare ai rappresentanti della città di Erice.
16 giugno

Continua la parte scritta di Radio Barrea che su questo sito Vi parla di Manfredi:
Stamani alle 06,15 si è staccato da tanti amici, il Camping come la città stavano ancora sonnecchiando quando lui ha preso il sentiero K3, una carrareccia che lo ha portato verso il consueto bosco di faggi, un paio di torrenti da attraversare e poi salita dura per almeno un paio di ore… infine è giunto, dopo i sentieri L2 e L1 in una splendida valle attorniata da montagne veramente considerevoli, la più importante La Meta.
Giunto al passo dei Monaci, dietro consiglio dell’esperto Pasetta, ha preso il crinale sulla sinistra, Le Mainarde, una serie infinita di cime fra i 1900 ed oltre i 2000, con panorami, vista la bellissima giornata, a dir poco grandiosi, il lontananza, fra le nuvole il Gran Sasso, Monte Petroso, Monte Cavallo, Monte Mare, Monte Metuccia… attraverso mandrie di cavalli e mucche, minacciato dai pastori abruzzesi, ha continuato la sua marcia fino al Monte Marrone, da cui è sceso verso Scapoli ed ha poi proseguito fino a raggiungere alle 22 l’abitato di Castelvolturno.
Considerando le soste, riteniamo che abbia camminato per almeno 15 ore coprendo una distanza non lontana dai 50 km…. Niente male per un vecchietto…. Manfredi non ce ne voglia!!!


Oggi Manfredi a causa del lungo cammino su asfalto, della pioggia e della sua passione per gli incontri, ha avuto una splendida giornata.
Si è svegliato, come il solito, prestissimo, ha elaborato un nuovo sistema di stoccaggio del materiale da inserire nello zaino che gli ha fatto perdere un poco di tempo ma alle otto ha ripreso il cammino; quindici chilometri fino ad Isernia, altri otto per raggiungere Longano, quattro per arrivare a Castelpizzuto…. Sole, pioggia e poi di nuovo sole sono stati suoi compagni durante tutto il cammino, ma

C’è sempre un “ma” in questa nostra diretta, lo avete sempre presente Manfredi che cammina? Ormai lo conoscete, o almeno riuscite ad immaginarvelo, questa è la vera storia del giorno 17, dalla sua testimonianza a noi, poco fa……

_ Credetemi, non mi sorprendo più, pensate che oggi mi sono fermato in una trattoria a Longano, da Donato, ho chiesto una bella pastasciutta, la signora Filomena, mamma di Donato, me ne ha data una razione doppia ed il figlio, mentre mangiavo mi guarda e dice…. Manfredi Salemme, mi giro sorpreso, gli chiedo come fa a sapere il mio nome, lui mi risponde ho letto quello che hai scritto sulla maglietta, GUYATREKKING, ho cercato su internet…

Viviamo in un mondo di immagini distorte, di valori precari, trovare la pronta intelligenza, l’ospitalità e l’amore disinteressati è una rarità.

Non mi stupisco più quassù, fra i monti, fra questa gente, nel profumo dei camini ancora accesi, nell’ordine e la pulizia dei paesini di pietra, arroccati attorno ad antiche chiese.
Lo sapete che a Longano ci sono le “mura saracene”? Nella Trattoria da Donato, un avventore mi ha raccontato il perché di quel nome: sono antichi arroccamenti in cui si rifugiavano gli abitanti delle case sparse quando i saraceni venivano a fare razzie, tutta opera dei Benedettini che oltre a riportare l’ordine nell’animo della gente vissuta nel “periodo buio”, li preservava dalle scorrerie degli invasori.

Durante il mio cammino ho anche incontrato due nuovi amici: Nicandro (don Nicandro) e sua moglie Maria Raffaella, sono stato con loro un’ora, nella loro splendida antica casa, nel giardino pieno di pietre, fatto di pietre ed abbellito da pietre, sono due splendide persone che sperano che il Bed and Breakfast non mi accolga per ospitarmi nella loro stupenda casa, per ora sono nel giardino del B&B che aspetto.

Ragazzi domani sarò a Campitello Matese !!!!! Sono in linea con le date previste alla partenza !!! –

Nella mia continua e monotona convinzione che mai nulla é “per caso”, oggi dopo aver aspettato qui al B&B Antiche Querce la chiave per entrare, è arrivato il titolare: ing. Manlio Jadanza Lanzardo, a parte avere la mia stessa data anagrafica, allo scambio dei biglietti da visita, “per caso”, entrambi avevamo utilizzato lo stesso fornitore con la stessa identica grafica, inoltre nella famiglia che si occupa della struttura, “per caso”, il maschio dominante si chiama Manfredo…
Lasciando da parte queste sciocchezze vorrei parlarvi di Castelpizzuto: il paese abitato da circa 150 anime, a detta dello Jadanza… eroiche, è molto ben tenuto, con palazzi e case ricchi di storia e abbellimenti patrizi, tra cui portali ad arco di stile veneziano in pietra locale, travi a vista ed un particolare e molto bel arricchimento del sotto spiovente dei tetti, di chiara origine tardo laziale, effettuato con i coppi saldati con calce in cui le rondini riescono a costruire molto bene i loro nidi.
(vedrete nelle foto allegate questi particolari fregi).
Il paese presto vedrà crescere le presenze dei turisti grazie alle idee dello Jadanza, grazie all’impegno dell’Ente Parco e grazie alla ormai famosa gentilezza e cordialità dei suoi abitanti.
Da parte mia ho preso l’impegno con il mio coetaneo che d’ora in poi alternerò con il suo nome: Manlio, di “risentirci” per dare a questo magico ed antico luogo il prestigio che gli spetta.
Da qui le escursioni verso il Matese sono immediate e affascinanti, con crinali e panorami di rara bellezza, i sentieri curatissimi e la scelta degli stessi molto vasta:
Gli olivi secolari di Venafro, la foresta dei monti Caruso e Gallo, l’area naturale del torrente Callora, le grotte di Campochiaro, il lago Occhito, la catena delle Mainarde e la possibilità in brevissimo tempo di “sconfinare” nel Matese, a Campitello con il bosco di Pietra, e l’incredibile bellezza del monte Miletto...
Qui i progetti sono tanti, come le idee, quella ad esempio di poter allevare asine da latte per tornare agli antichi sapori ed ai prodotti naturali ed efficaci, si è sempre saputo, ad esempio, che il latte di asina è utilissimo per la crescita e lo sviluppo dei bambini.
Insomma a Castelpizzuto fanno le cose per bene, la dimostrazione è anche una nuovissima zona ludica, al momento poco utilizzata proprio per la carenza delle presenze, ma io sono più che convinto che Manlio, il mio coetaneo, il titolare dello stupendo Bed and Breakfast Antiche Querce non starà con le mani in mano, noi del 47 siamo geniali, abbiamo le idee ed i frutti del nostro continuo pensare li facciamo vedere….. sempre.
Elenco degli amici che lascio qui:
Assunta, Domenica, Manfredo, Manlio,

INFO

DESCRIZIONE
Piccola comunità di montagna (la più piccola dell’intera regione), di antica origine e con un’economia ancora basata sull’agricoltura e sull’allevamento bovino. Il territorio comunale, prevalentemente collinare, è segnato dal corso del torrente Lorda, tributario del Volturno, ed offre la visita di rilievi coperti di bosco ceduo con quote che si innalzano verso sud nei primi contrafforti del massiccio del Matese.

LOCALIZZAZIONE
Si trova alle estreme propaggini settentrionali del Matese ed è raggiungibile unicamente percorrendo la viabilità provinciale che attraverso Longano e Sant’Agapito la collega alla statale 85 Venafrana, alle porte di Isernia. La stazione più vicina (Sant’Agapito-Longano) si trova a 12 chilometri, lungo la linea Campobasso-Vairano. La qualità dei collegamenti è sufficiente, fatte anche le dovute proporzioni con le dimensioni della comunità.

EVOLUZIONE STORICA
Le prime notizie si riferiscono all’età angioina ed attribuiscono la Rocca di Pizzuto o Castrum Piczutum alla famiglia comitale dei d’Evoli, cui succedettero, almeno fino a tutto il Trecento, i conti d’Isernia; il dominio delle terre passò poi alle famiglie Gaetani, Pandone per breve tempo, Capace Galeotta; a cavallo tra il XV ed il XVI secolo il feudo fu acquisito dalla famiglia d’Agostino di Isernia che, per cessione dotale, lo trasmise ai di Blasis di Trivento. Nel 1575 una vendita con patto di riscatto portò il feudo nei possedimenti della famiglia parmense dei Terzi la quale, pur tra le alternate vicende che vedono coinvolti i Marchesano, i Sommaia, i de Vincentiis, mantenne i diritti fino al termine dell’epoca feudale. Seguì le vicende del vicino capoluogo di provincia, incluso il fenomeno del brigantaggio che ebbe qui in Salvatore Fiocca do Longano i Pasquale Cialella di Roccamandolfi i suoi più temuto esponenti, autori di saccheggi ed aggressioni a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo. Nel 1807 il comune fu accorpato a quello di Sant’Agapito ed inserito nel distretto di Isernia, governo di Monteroduni; nel 1815 tornò autonomo e fu trasferito al circondario di Cantalupo nel Sannio. Nel patrimonio architettonico figurano l’antico castello (che, profondamente modificato in epoca rinascimentale e trasformato in residenza signorile, conserva solo in parte la struttura originaria) e la vicina chiesa parrocchiale, di epoca medievale ma anch’essa più volte rimaneggiata.


Stamani Manfredi si è staccato da Castelpizzuto con la solita tristezza, Assunta gli ha portato il caffè, Domenica gli ha lasciato dei biscotti squisiti, Manfredo gli ha offerto un pezzo di formaggetta veramente speciale.... verso le dodici con un ulteriore scorta di pane e salciccie ed un termos di caffè ha abbandonato questi meravigliosi amici e tristemente ha iniziato l'avvicinamento alla meta successiva.
Naturalmente con un segnavia sarebbe stato facile, ma dovendosi appoggiare alla gente del posto ha avuto alterne risultanze, in pratica ha fatto prestissimo a raggiungere la centrale eolica e, dietro un'indicazione sbagliata, ci ha messo due ore a ritornare quasi allo stesso punto. Durante questo cammino ha avuto un incontro felice: Domenico Antonio, un pastore che vedendolo sudato, ha aperto una baracca accanto allo stazzo degli ovini e ne è uscito con una birra ghiacciata!
All'arrivo a Roccamandolfi altro incontro, Angelo cotitolare del bar Centrale che lo ha accompagnato in Comune per reperire carte e indicazioni per raggiungere Campitello Matese. GRAZIE ANGELO!!!
Campitello era avvolta dalla nebbia, gli hotels tutti pieni di ragazzini scatenati, niente posto....
Al Hotel Miletto tuttavia il direttore non si è perso d'animo, ha fatto posare lo zaino di Manfredi in luogo sicuro e decisamente come si conviene ad una autorità, ha accompagnato il nostro eroe, oramai al limite delle sue proverbiali energie sia fisiche che psicologiche, in sala ristorante, pregandolo di nutrirsi adeguatamente che per la sistemazione notturna avrebbe trovato il modo.

Questo professioinista, sensibile e attento si chiama Federico Lisio, qui in queste pagine ormai divenute il vostro pane quotidiano, vorremmo pubblicamente ringraziare, non in nome della scienza, nè di ADMO che contano molto sul cammino di Manfredi, ma in nome della vera sensibilità che dovrebbe sempre accompagnare ogni nostro gesto, ogni nostro confronto con la gente.
Saper ascoltare e capire le necessità dei nostri simili ci pone sicuramente su quel gradino che distingue chi ha conseguito un ottimo risultato.
Grazie anche a lei signor Lisio, grazie per aver aiuitato il nostro campione.

COMUNICATO MOLTO IMPORTANTE
A Manfredi è arrivata questa mail che, come da suo espresso desiderio, vi mostriamo nel suo testo integrale:
""Caro Manfredi,ciò che mi distingue dagli altri è la sincerità.Il grande Teresio Valsesia ha sempre e dovunque rimarcato ed esaltato questa mia qualità. Scusami se da amico ti faccio notare delle inesattezze storiche e geografiche riportate nella tua narrazione quotidiana.Alla pagina 13 del diario, il giorno 15/06, ho trovato indicato in modo inesatto il paese di Villetta Barrea al posto di Barrea.Nel racconto del 16/06, hai scritto di aver percorso il K5, invece tu hai percorso il K3, poi hai fatto la L2 e la L1 fino al Passo dei Monaci.Devi correggere M. Pietroso in M. Petroso, non è esatto M. Meticcia ma è giusto M. Metuccia, come pure M. Morrone invece di M. Marrone.Poi, hai attraversato la bellissima catena delle Mainarde che è stata teatro bellico dell’ultima guerra mondiale. Li sono morti circa 30.000 soldati.Il monumento ai caduti ai piedi di M. Marrone con le lapidi deposte da tutte le regioni d’Italia. Non hai parlato della famosa linea GUSTAV cha passava proprio sulle Mainarde.Quindi io credo che sia opportuno citare queste cose anche per non farti criticare sia dagli storici che dagli abitanti di quei luoghi.I cani che dici di aver incontrato, è meglio citarli come “pastori abruzzesi”, fa più effetto anche perché è abruzzese il cane pastore più bello del mondo e vive a Lucori vicino Avezzano (AQ).Se già sei al Matese complimenti, continua così.Io ti seguirò con interesse per ammirare la tua energia. Buona camminata e saluti dai miei familiari.Un abbraccio Pasetta. P.S. La prossima volta, spero che al pubblico barrano dirai chi ti ha invogliato a venire a Barrea “il Paradiso dei viventi”.""Si, Manfredi ci ha confermato che se è giunto a Barrea lo deve al Grande Pasetta.

Eccoci di nuovo a voi in diretta da Radio Barrea, l’emittente che segue passo passo il nostro neo concittadino attraverso l’Italia, vi domanderete come mai Manfredi si appoggia a noi, è molto semplice: amore a prima vista, Manfredi appena ha posato gli occhi sul nostro stupendo paese se ne è innamorato, qui ha trovato amici importanti, il Sindaco, Pasetta, sua moglie ed i suoi figli, Mario e la sua dolcissima famiglia, il Bar 7 nani, il bar Centrale, la gente tutta… porterà ad Erice oltre al gagliardetto del suo comune, Cogorno, anche il nostro… e allora lasciamolo fare, anche per noi, piccolo ma importante paese è bello sentirci amati, considerati, seguiti e perché no… anche adulati, siamo una meraviglia di paese, inserito in un parte d’Italia bellissima e la nostra gente è cordiale, sincera e veramente speciale. Ma torniamo al nostro eroe. Stamani ci ha informati che a Campitello è stato veramente bene, il direttore del Hotel Miletto, sua moglie ed il ragazzo che ha fatto la notte sono stati incredibilmente, o forse è meglio dire, naturalmente gentili, si, perché la gentilezza, la comprensione, l’educazione, l’amore e tutto quanto fa… no spettacolo, ma la normale vita che sarebbe opportuno vivere, fa…. parte della vera vita. Dovremmo sempre vivere in questa maniera, ascoltando la gente, venendo incontro ai loro problemi, cercando di ascoltare… invece il mondo oggi va in tutt’altra maniera, tutti vogliono tutto e tutti vogliono far vedere cosa posseggono e cercano sempre di avere di più, questo non per crescere, ma per imporre il loro status, come se l’apparire fosse migliore dell’essere. Ma ritorniamo al nostro super eroe. Alle 07,30 ha lasciato la piana di Campitello ed ha cominciato a salire verso il monte Miletto, è disceso verso il lago del Matese, ha svoltato a sinistra e sotto un sole implacabile ha raggiunto Miralago, ha pranzato al Ristorante Welcome, cinque euro!!! Poi, ha preso la strada verso sinistra perché ha capito che quella dorsale lo avrebbe portato lontano. Infatti è arrivato alla Bocca della Selva alle 17,30, qui ha trovato alloggio ( si fa per dire ) nella chiesetta, si è cucinato una buonissima zuppa di verdure su un fuoco improvvisato nel giardino e, con la complicità di un’intera bottiglia di ottimo vino, offerto dall'amico Massimo del Rifugio Tre Faggi, ha ottenuto la grazia di dormire veramente in grazia di Dio. Problemi fisici: Sotto le dita dei piedi ci sono dei preoccupanti arrossamenti, crede lui siano dovuti al sudore, pertanto domani si recherà in farmacia a cercare di farsi consigliare un rimedio possibilmente istantaneo, auguri amico nostro….. ma riposati ogni tanto!!! Intanto è arrivato alle porte della provincia di Campobasso, BRAVO !!!!!!!


Mi sono fermato a Cerreto Sannita, i piedi mi fanno male, l'asfalto o il caldo mi ha provocato degli arrossamenti che non vorrei sfociassero in bolle e successivamente.... piaghe.

Ho deciso pertanto di fermarmi in un ristorante fresco e dal nome promettente:
IL POZZO DEI DESIDERI

Qui il titolare Michele mi ha portato un primo piatto di:
"Paccheri alle melanzane e cacio ricotta"

Ne ho ordinato subito un altro piatto per poterlo fotografare per tutti voi, il gusto non posso descrivervelo, vi dico solo che ne mangerei ancora un altro piatto se non fosse che devo coprire ancora una decina di km


Mi sono fermato a Cerreto Sannita, i piedi mi fanno male, l'asfalto o il caldo mi ha provocato degli arrossamenti che non vorrei sfociassero in bolle e successivamente.... piaghe.

Ho deciso pertanto di fermarmi in un ristorante fresco e dal nome promettente:
IL POZZO DEI DESIDERI

Qui il titolare Michele mi ha portato un primo piatto di:
"Paccheri alle melanzane e cacio ricotta"

Ne ho ordinato subito un altro piatto per poterlo fotografare per tutti voi, il gusto non posso descrivervelo, vi dico solo che ne mangerei ancora un altro piatto se non fosse che devo coprire ancora una decina di km

Vacanze verdi alla falde del Parco del Partenio, suites con cucina, escursionismo, equitazione, tiro con l'arco, mountain bike, tennis, calcetto, ristorazione e vendita di prodotti dell'Azienda..... ma sopratutto qui c'è Giuseppe Dello Russo, il titolare, un bel signore partenopeo, ed è detto tutto, classe, simpatia e cordialità.
Io sono qui, nella mia tenda in un bel prato, sotto un albero di noce, circondato da un giardino curatissimo e attrezzato con tavoli gazebo e tutto ciò che l'ospite può desiderare.

Il parco del Partenio é la zona dove mi sono trovato veramente bene, segnavia abbondanti, sentieri curatissimi ed ho trovato Antonio, il presidente del CAI Avellino che stava lavorando per gli escursionisti, mettendo paletti indicatori.
Insomma una persona veramente dedita al proprio impegno con dedizione e professionalità.

Posso dire con tutta onestà che questo parco à ben tenuto

Ho il piede destro pieno di piaghe, domani andrò in farmacia a vedere di risolvere il problema. Intanto sono in tenda ed ora stacco la linea e dormo... BUONANOTTE.
P.S. Vorrei mandare un affettuoso saluto a quel ragazzo in mountain bike che ho incontrato sul sentiero. entrambi avevamo bisogno dell'altro: lui andava verso dove io venivo ed io andavo verso dove veniva lui.... le informazioni che ci siamo date sono state utili per tutti e due. Inoltre un abbraccio all'Odontotecnico incontrato alla fontana di Acqua delle Vene.... Aniello Guerra

Domenica d’estate, tutti in macchina per raggiungere i monti, quelle valli, le cime accarezzate dal vento, oggi verranno calpestate, domani chi passerà da quei posti vedrà plastica, carta, vetro, cicche, fazzoletti di carta…. io osservo le macchine salire e scendo, con il mio assurdo zaino verso la valle, verso Monteforte Irpino, ho lasciato l’Agriturismo La Baita, il buon Peppino, la sua buonissima cucina curata dalla moglie Angela.
Raggiungo Serino e da qui salgo sul monte Terminio, un panorama bellissimo.
Piano di Verteglia ed infine, verso il tramonto sono al Rifugio Piani di Giffoni.
Ieri, camminando ho scritto una poesia:

Sopra le città,
sopra le valli,
sopra tutta la gente,
sopra gli affanni.

Lungo un sentiero amico
or mi ritrovo…
a volte sbalordito,
felice sempre,
sconfitto mai.

Il vento mi accompagna,
spesso mi trattiene,
sempre mi da sollievo,
sempre mi avvolge.

Lungo il crinal
Io vivo attimi esaltanti,
quando da cima a cima
osservo giù le valli…

e camminar m’è dolce,
nella pace

Volete un rimedio per cicatrizzare le ferite? NEGATOL, è stato la soluzione definitiva del nostro amico, infatti è tornato a macinare chilometri.Questa mattina aveva un compito facile, raggiungere Acerno per poter ritirare il pacco con il materiale che si era spedito presso la MASSERIA CUGNOTappa tecnica e tappa assolutamente da raggiungere per poter visitare una struttura veramente DOC
[Photo]

L'azienda agrituristica Masseria Cugno è ubicata nel Comune di Acerno, nel cuore del Parco naturale regionale dei Monti Picentini. E' adagiata in prossimità del Vallone Vella, tra boschi di aceri e castagneti, a 750 m sul livello del mare, ed è costeggiata dal sentiero turistico dei monti Picentini che conduce sino al Monte Acellica (1660 m) e con accesso dalla S.S. 164. L'azienda, prevalentemente zootecnica e castanicola, alleva bovini da latte di razza Bruna Italia e Frisona, capre "Camosciate delle Alpi" e suini. Produce caciocavallo, treccine, ricotta e robiola.

In questo momento, sono le 11,30, Manfredi sta viaggiando verso Acerno, fa molto caldo ma dal sentiero ogni tanto vede il mare, in lontananza

Cosa distingue l’uomo dagli altri esseri viventi? La genialità, la passione, l’intelligenza.
Ho sempre creduto nelle idee, nella elaborazione delle stesse attraverso il pensiero, il calcolo, l’analisi prima e la realizzazione poi.
L’uomo si distingue per questo, per quella capacità di “vedere” ciò che la fantasia elabora.
Spesso non riusciamo a farci capire e questo succede per la nostra carenza di parole, sappiamo benissimo che ne utilizziamo una piccolissima parte di quelle inserite nel nostro vocabolario, l’oratore esperto ne è fornito a sufficienza per meglio spiegare un concetto.
Ma quando ci troviamo di fronte ad una persona che sta dedicando la sua vita, la sua intelligenza, tutta la passione che ha in se nella realizzazione della sua idea, in quel preciso istante, sentendolo descrivere il suo lavoro, ci accorgiamo che quell’essere vivente ha uno scopo ben definito, è una persona da ascoltare, perché quella sua capacità è frutto del suo essere UOMO.
Siamo circondati da mediocrità, da stereotipi che ormai hanno invaso ogni parte della nostra esistenza, infettando i periodi della nostra vita e facendoci crescere a misura di gregge.
Lo sapete che se una pecora cade nel burrone tutte le altre le vanno dietro?
Questo è il destino della nostra società, questo è quello che ci viene insegnato, questo è il risultato dell’aspettare sempre il consiglio, il suggerimento, la moda, il trend….. ci stiamo abituando a farci dire cosa e come mangiare, cosa e come vestirci, cosa e come dire le cose.
I bambini nascono liberi, noi li educhiamo alla prigionia.
Io no, io sono ancora libero, io scelgo, io decido, io penso, io elaboro, io faccio… e non per stupire né per andare contro corrente, io mi sento molto ma molto diverso da tantissime persone che vivono intorno a me.
Oggi, qui, alla Masseria Cugno ho conosciuto Nicola, un ragazzo come tanti, apparentemente.
Al primo impatto ho visto un giovane dallo sguardo intelligente, aperto, un giovane che ti guarda negli occhi,
poi comincia a parlarti del suo lavoro, dei sacrifici, della forza interiore che bisogna avere per continuare un progetto in cui si crede e allora mi accorgo che questo giovane non è che il risultato di una sana educazione, impartita da genitori intelligenti e a loro volta educati da generazioni di persone laboriose e creative.
Tutti dovremmo avere la capacità dell’unicità, elemento essenziale per distinguerci dalla piatta uniformità della massa, solo in questi casi un individuo esiste come esemplare unico e quindi irripetibile.
Ho chiesto a Nicola di scrivermi dettagliatamente i concetti ed i sistemi del suo lavoro di zootecnia, di come segue ogni animale per migliorarlo e per migliorare il prodotto che esso produce.
Le vacche che qui vengono allevate hanno tutte un nome, il cibo di cui si nutrono è il più naturale, l’erba, i vari tipi di erba e la razza degli animali…. la dirà lui è quella da cui il nostro parmigiano ora utilizza il latte per combattere la nuova concorrenza con quei finti parmigiani che producono all’estero.
Insomma un’azienda modello che conferisce il proprio latte alla centrale provinciale, una realtà molto apprezzata al nord, nella pianura Padana dove i contatti e la collaborazione sono, al momento, utili e costruttivi

Salve a tutti, "qui si fa l'Italia o si muore"..... Non c'è tempo per sedersi un attimo e parlare, da buoni amici, quali oramai siamo noi di Radio Barrea e Voi, afecionados di questa splendida avventura.
Non c'è tempo per trasmettervi le emozioni, il cronologico susseguirsi di eventi, pensieri, immagini , che ruotano... MAI PER CASO attorno al nostro beniamino.
Ci ha informati che dovrà fare una tappa breve per raccogliersi attorno alla tastiera e scaricare il cuore e la mente.
Volete sapere dove si trova in questo preciso istante, il 26 giugno alle ore 5,45?
Hotel Ristorante "ZI MARIANNA" a Pertosa, un poco fuori linea con il percorso, ma lo hanno portato qui a viva forza, non ostante le sue rimostranze..... due veterinarii, tranquilli sta bene, Domenico lascia la bici attaccata al chiodo, è troppo lontano, non fare la scena di partire che poi non arrivi...
Comunque stamattina la tappa sarà S.Rufo - Sanza... o oltre.Verrete aggiornati al più presto su Sicignano degli Alburni, sull'amico tabacchino di piazza del Comune, degli amici della Pro Loco con cui ha recitato una piccola parte in una commedia, del monte Panormo, del caldo in pianura, verso Eboli e dei piccoli cinghiali incontrati e fotografati.Pertanto, al momento, lasciamolo camminare, lui è abituato ai silenzi, siamo noi che vogliamo sentirlo raccontare, quando il giorno 30 arriverà a destinazione ( il più possibile vicino a Lamezia Terme)... sarà di nuovo tutto per noi.


Da Radio Barrea una importante decisione di Manfredi, questo è quello che la sua viva voce ha trasmesso dalla nostra emittente, gli ascoltatori che ci hanno telefonato hanno congiuntamente approvato la sua decisione, Mario, Pasetta, il Sindaco e tanti altri lo appoggiano incondizionatamente, ecco le sue parole: “”Dal Parco del Partenio agli Alburni, dal Parco del Cilento e Valle Diano alla Basilicata il passo è breve a parte uno scherzo che mi ha tirato un contadino di 82 anni…. “passate da quella parte, dopo quella roccia andate a sinistra, ci sono un poco di felci, poi una fontana e più avanti una casa, passate dalla strada di sopra e così aggirate la montagna e fate prima”. Benedetto uomo, forse c’era stato nel 55, quando ci sono passato io non riuscivo più ad uscirne, non c’erano solo felci, ma siepi, ginestre ed una strana pianta bassa piena di spine taglienti (avete visto la foto delle mie gambe?) In ogni caso sono arrivato in Basilicata, Lagonegro, le gambe sono un fuoco perenne, il piede destro continua a farmi male, in farmacia mi hanno dato il mercurio-cromo e lo ho fasciato con la garza, va molto meglio…. per ora. Sono stanco, ma la mia stanchezza viene dalla consapevolezza che la sera il piede sarà peggiorato, ho un peso in più, una bottiglia d’acqua per il piede, la sera lo lavo (solo il destro) lo spalmo di crema cicatrizzante e lo tengo nello stesso calzino che n’è ormai impregnato. Ho preso una decisione, questo è il vantaggio di andare da soli, non devo chiedere consigli, devo solo pensare, scegliere e fare. Il mio viaggio fino ad una settimana fa, pur con fatica, freddo, acqua, neve e in questi ultimi giorni anche il caldo, è andato avanti molto bene, camminavo con la gioia di vedere posti e persone nuovi, il mio passo era sciolto e sicuro ed i miei pensieri vagavano liberamente. Questi ultimi giorni tuttavia sento che le mie forze vengono meno, ho bisogno di una pausa, ho bisogno di curare le mie ferite, la sofferenza è superiore al piacere che fin qui ha accompagnato ogni mio giorno. Non voglio e non posso smettere un piacere così intenso e non voglio che le mie sofferenze spengano quell’entusiasmo che mi ha accompagnato durante almeno cinquanta giorni. Scendo dai monti, lascio il crinale, da Maratea c’è la ss 18, sono 120 km in piano fino a Lamezia Terme, da li posso riprendere il Sentiero Italia nella direttrice Catanzaro – Villa San Giovanni.””


Salve a tutti, Radio Barrea la Vostra emittente che trasmette in onde medie è sempre attiva per informarVi sull'evolversi del viaggio del nostro amico comune.

Noi non facciamo mai pubblicità ma sentiamo il dovere di ricordare a tutti Voi gli sponsor che hanno aiutato Manfredi :

AIGLE
ANDERSON RESEARCH
ANGOLO DELLO SPORT
FERRINO
FRATELLI FERRONI
GRONELL
MICO
RAFFO
SENSORMEDICSUNIVERSITA' DI VERONA

Inoltre il Patrocinio del Comune di Cogorno, il sostegno di ADMO, L'appoggio del Comune di Barrea ed i grandi consigli di un vero esperto....... PASETTA (Camping la Genziana - Barrea)

Questo è il fax che Manfredi ci ha inviato e che Vi trascriviamo integralmente:

Camminare con le scarpe da ginnastica senza lacci, il piede respira, i continui pediluvi in acqua marina, il lavaggio successivo con acqua dolce e la crema idratante stanno ristabilendo la normalità nell’importante funzionalità dei miei preziosissimi piedi.
Mens sana in corpore sano… io sto sempre attento a cosa e a come mangio, l’acqua deve essere naturale e ho riscoperto il the caldo, nei bar me lo faccio mettere nel termos che mi ha dato Assunta, la sorella di Manfredo che avevo trovato nel B&B Antiche Quercie di Castelpizzuto.
Sento la necessità di rivolgere un pensiero a tutti quelli che mi sono lasciato alle spalle, sono tantissimi ma li ho sempre presenti nel mio cuore, non scrivo i nomi per non escluderne qualcuno… dovrei rileggermi tutti i post da Casaglia a S.Rufo.
Devo tuttavia ricordare gli ultimi anche perché non ho messo i loro nomi: i veterinari Franco e Caterina con i loro ragazzi Ginevra e Lorenzo, i titolari dell’Albergo Zi Marianna, Carmine e Maria, sono cittadini di Petrosa, dove si trovano le Grotte dell’Angelo.
Franco è il promotore dell’alleanza delle due cittadine Pertosa e Auletta che ha portato alla fondazione del Comitato Pro-Grotte dell’Angelo, il complesso speleologico si estende per circa tremila metri, le sue origini risalgono a circa trentacinque milioni d’anni fa, in esso la presenza dell’uomo risulta in maniera ininterrotta sin dall’età della pietra.
L’accesso alle grotte avviene lungo il fiume sotterraneo Negro, tramite una chiatta, all’interno gruppi imponenti di stalatto-stalagmiti, reperti archeologici e tracce evidenti del passaggio dell’uomo.
L’illuminazione tramite led riduce in maniera quasi totale la formazione d’alghe.
All’esterno museo, giardino botanico, e tantissime strutture possono gratificare i turisti già affascinati da tanta bellezza.
Io non ho avuto il tempo di ammirare tutto ciò, ma ho avuto la gioia di incontrare questi nuovi amici che porterò con me per sempre.I giorni 27, 28 e 29 li passo sull'asfalto della strada statale 18, c'è sempre il conforto di un bar, di un pediluvio che piano piano ha ristabilito la funzionalità del piede destro che anche se ancora infiammato va un poco meglio.
CAMPING ULISSE !!! Mai un nome più azzeccato per uno che viaggia!!!
Arrivo al campeggio disidratato, bevo ad una fontana….. un sapore disgustoso mi fa tossire, un ragazzo in lingua francese mi fa vedere una colonnina di color verde, “ cette la est potable”, bevo tantissimo, mi siedo, tolgo le scarpe e metto il piede sotto l’acqua corrente, mi guardo attorno e poi decido per il mare.
Lasciato lo zaino alla reception vado finalmente sulla battigia, il primo contatto è gradevole, poi, un dolore immenso mi sale verso il cuore, l’acqua marina penetra fra le ferite, stacca le croste dei graffi causati dai rovi e brucia le ferite ancora aperte, resisto, sapendo che comunque disinfetta e sicuramente accelera la guarigione.
Tornato al campeggio non preparo la tenda ma corro in doccia e resto sotto il getto, seduto per terra rannicchiato nel dolore ancora forte del sale nelle ferite, sento che lentamente il vigore torna, mi asciugo al vento, non ho nulla di pulito con me, l’asciugamano azzurro è di un colore marrone, fatto di sangue e terra.
Viene il ragazzo che parla francese, è del Canada, partito con la moglie e due bambini di 14 mesi uno e 4 mesi l’altra in bicicletta, dalla Svizzera, lui ha un carrellino attaccato alla bicicletta in cui stanno i bimbi!!!
Osservo il tutto, mi faccio spiegare da dove è passato….. S.Gottardo, passo del Bracco, dormono in tenda, hanno due bambini con loro….. la più piccola lattante…..
Gli chiedo – e quando piove? – lui mi risponde … -e tu quando piove? – nient’altro da aggiungere, è la normalità di gente decisa, attiva, votata all’avventura, al piacere di fare…
Ma torniamo al cronologico susseguirsi degli eventi: il 29 giugno, sono a Falerna, l’autostrada Salerno-Reggio affianca la strada dove io sto transitando, il mare in quel punto forma dei laghi d’acqua, credo, salmastra, ci sono i bagnanti che felici si tuffano, parecchi wind-surf solcano le onde e fanno strambate perfette…. Se potessi andrei a far vedere che anch’io pratico quello sport, la tentazione è tanta ma proseguo, ad un bivio c’è un chiosco, bevo un the caldo, arriva una macchina, ne scende un signore che mi sorride, mi chiede da dove vengo, dove vado, resta sbalordito, poi mi guarda le gambe e mi dice che sarebbe meglio andare in ospedale, vuole accompagnarmi a farmi vedere, mi rifiuto, devo arrivare a Lamezia. –Da qui sono solo dieci km, l’accompagno – tento di resistere, poi accetto, arrivo davanti al Camping Ulisse ed entro.
Dopo la doccia, dopo essermi asciugato al vento, conosco due persone come tutte quelle che mi hanno accolto e amato dal primo contatto del mio lungo viaggio:
Antonietta e Rodolfo…. Lei è dolce, ha gli occhi dolci, il sorriso dolce, lui è un pensionato come me che tuttavia non si è fermato ad oziare, sta facendo un lavoro che probabilmente gli da gioia ed energia, anche lui è dolce (non si dovrebbe mai definire un uomo in questa maniera, ma lo è ).
Sono attenti e interessati a quello che racconto, mi consigliano dove è meglio mettere la tenda, m’invitano a mangiare da loro, basta barrette, meglio una bella pastasciutta asseriscono… accetto con gioia, non per la pasta, ma perché sento che il loro invito parte dal cuore.


Giornata di riposo per Manfredi, il piede e le gambe vanno molto bene, domani si riparte da Lago Ampollino/Villaggio Mancuso, praticamente dalla Sila, verso il Sentiero del Brigante e le Gambarie ed infine Villa San Giovanni.
Il giorno 15 attraverserà lo Stretto di Messina a nuoto....
Il giorno 16 o al massimo il 17 luglio salirà sui Peloritani.
Arrivo previsto ad ERICE........ 6 Agosto!

Rotundo Giuseppe, di nome e di fatto, persona cordiale e gradevole incontrata sul bus che da Catanzaro ci ha condotti a Villaggio Mancuso, ci ha offerto il caffè e abbiamo scoperto che è conosciuto anche in Argentina, nella Capital Federal donde tiene amigos y parientes.
Stiamo stazionando davanti all’Albergo della Posta, dove pranzeremo probabilmente ad un prezzo molto ma molto accessibile.
Questo Albergo si trova in armonia con la natura, è una costruzione gradevole e ottimamente condotta, ha 20 camere singole, doppie e suite, dotate di ogni confort con bagno interno.
Il ristorante offre una cucina tipicamente Silana.
Per info….. www.albergodellaposta.net

Si riparte sul Sentiero Italia che attraversa tutto il Villaggio, l'aria è fresca ed è un vero piacere camminare quassù, la gente è cordiale e sorridente.... sarà il peperoncino?
Qui ho assaggiato la N'Duja, un prodotto tipico di Spilinga in prov. di Vibo Valenzia a base di cotenna di maiale, grasso di maiale, peperoncino in enorme quantità da spalmare sul pane e poi fare il giro dei boschi cercando una fonte d'acqua gelata.... Abbiamo mangiato qui molto bene, Tagliarini alla Silana, Cotoletta alla Silana, il tutto con abbondantissimo peperoncino, per dolce una Pittainchiusa....... favoloso tutto quanto!!!


Rispondo ad un amico

Questa è la mail di Roby:

"Un piccolo estratto da una raccolta di poesie del filosofo-poeta libanese Kahlil Gibran:



"Non so dirti perchè valga la pena di vivere, però, anche questa mattina, mi sono svegliato e c'era il sole! "



Forse è una delicata sintesi delle emozioni che suscita la lettura del tuo "diario di bordo".

Fa piacere sapere che stai risolvendo i problemi ai piedi e sono certo che riuscirai a rispettare perfettamente il "ruolino di marcia".

Il 15 luglio sarò "virtualmente" sulla barca appoggio per spronarti.



Un abbraccio, a presto.

Roby"

Ecco qui pubblicamente ti rispondo:

Grazie, sei l'unico ex collega che si ricorda di me, o forse l'unico che è tanto felice di sapermi felice, GRAZIE, ogni tuo scritto mi fa capire che l'amicizia è un dono raro e per questo voglio esprimerti tutto il mio compiacimento, qui, davanti a tutti.

Io ho sempre avuto stima per tutti, per tutti i miei colleghi con cui ho condiviso oltre trent'anni di lavoro, sono fiero di aver dato la mia collaborazione alla Azienda di credito in cui tu ancora lavori, ricordo tutti quelli che sono passati e quelli che ancora lavorano insieme a te attraverso mille fusioni, incorporazioni, cambi di sistemi operativi e nuove procedure, so che ancora sei a combattere con questi nuovi sistemi e ti auguro di avere, un giorno, la possibilità di esprimere il valore che è in te anche attraverso la realizzazione di un sogno.
Si i piedi vanno molto meglio e la forza e la determinazione è ancora grande ed è tale anche grazie alla tua amicizia.

Quando tornerò a casa spero di incontrarti subito per poterti abbracciare

Manfredi

Oggi Manfredi ci ha inviato queste foto, è arrivato a Marcellinara, sta aggirando Catanzaro, lasciata la Sila Piccola si porterà domani verso le Serre.
Ieri ha superato con Adalgisa momenti di grande caldo, altissima umidità, un temporale ed ha incontrato nuovi amici.... quasi tutti fanno di cognome "Mancuso".... il più simpatico è risultato Giacomo, un calabrese che ha vissuto tanti anni a Torino, gli è dispiaciuto non aver avuto il tempo di starci un poco di più insieme, una persona veramente speciale che sicuramente ritroverà.

Stasera i nostri eroi sono alloggiati in una struttura DOC .... Agriturismo Licari ( www.agriturismolicari.it )

I titolari Franco e sua moglie Maria, hanno curato la ristrutturazione di questo antico casale utilizzando materiali tipici della zona e curando i particolari in maniera perfetta, conseguendo un risultato eccellente.

Questa struttura raccoglie in se la raffinatezza e l'eleganza uniti all'antica semplicità con accostamenti cromatici e architettonici che ne fanno un vero gioiello di squisita raffinatezza.

Manfredi ha assicurato la nostra emittente che verrà un giorno a trascorrere in questo incantevole luogo i suoi momenti di vero relax e consiglia gli amici, amanti della natura, a visitare questa parte di Calabria con la certezza di trovare oltre ad una cucina molto piccante un angolo di paradiso dolce e rilassante.

Lo sapete che da qui si vedono sia il mar Tirreno che lo Ionio?

Sto vivendo un nuovo trekking, attraverso un filtro umano, una persona che vede, sente, sicuramente soffre e prova emozioni, simili alle mie.
La mia amica Adalgisa Battistelli, docente di Psicologia presso l’Università di Verona e con incarichi anche pressola Facoltà di Scienze Motorie ha voluto affiancarmi per un periodo lungo il mio cammino, da Villaggio Mancuso, Parco della Sila, attraversando con me l’Aspromonte fino a Villa San Giovanni.
Questa sua presenza mi ha fatto guarire dalla stanchezza psicologica della lunga solitudine che, anche se intervallata da stupendi incontri, mi ha sempre accompagnato lungo il cammino.
E’ una persona molto determinata, non avrebbe le capacità fisiche per affrontare la durezza di un cammino così vario, il caldo, le privazioni, la fatica, i tanti disagi che uno sport come questo comporta… eppure è sempre dietro di me, spesso io mi fermo fingendo stanchezza, per darle la possibilità di riposare, ma è sempre pronta a riprendere il cammino, stoicamente si ricopre di crema protettiva, le sue braccia sono oggi rosse e sicuramente avrà la schiena a pezzi, ma mai un lamento, mai una richiesta di riposo, .
Inoltre la sua compagnia è intelligente, costruttiva, utile ad uno come me che vive le emozioni direttamente, senza dare loro un senso, una linea di condotta.
Attraverso le sue critiche io sicuramente riesco a capire meglio certi miei atteggiamenti, certe situazioni che il confronto con la gente elabora.
Grazie Adalgisa, so che l’ultimo tratto anche senza di te sarà il più bello, il più emotivo, sentirò il traguardo avvicinarsi ad ogni mio passo ed il passato sarà in quei momenti dimenticato, ma so che se avrò la forza di restare emotivamente integro lo dovrò a ciò che tu mi hai dato in questi giorni.

Salve a tutti, per prima cosa auguri a Gianni Provenzano, compare e cognato di Manfredi che oggi compie i suoi anni, lui lo sa quanti sono...
Stamani dopo una abbondante colazione, abbracciati da un Franco generoso i nostri amici hanno lasciato l'Agriturismo Licari, la generosità di cui stavamo parlando si riferisce ad un dono molto piccante a base di acciughine, pomodorini ed altro certamente avvolti di rosso peperoncino.
Con animo leggero e caldo pesante i nostri eroi non potevano che dirigersi dove il vento fa da padrone: il parco Eolico.
In quella zona si trova anche un grazioso paesino che porta il nome di Caraffa.



Sempre sul delicato ed accattivante sentiero d'asfalto i due si sono dovuti sobbarcare molta strada fino a superare Girifalco e mettere le tende sul monte Covello 848 slm
Domani si allontaneranno dalla civiltà per addentrarsi nell'Apromonte, verso le Serre, verso il Sentiero del Brigante, in quella parte della Calabria più arida, più selvaggia ma dove la storia si è fermata a dettare pagine di vita che ancora vivono nei musei di tutte le località che incontretranno

Sotto il monte Covello, a pochi km dalla vetta, c'è una fontana pubblica che elargisce un'acqua purissima, abbiamo fatto la dovuta scorta e ci siamo incamminati verso Torre di Ruggiero.
E' stato un percorso relativamente facile per le poche salite, sempre su sentiero e in boschi misti di castagno, faggi e pinete.
Adalgisa ha mantenuto il mio passo anche se naturalmente essendo il terzo giorno comincia ad accusare la stanchezza, penso che il giorno che arriveremo a Villa San Giovanni sarà entrata in forma perfetta.... ma sarà il momento per lei di lasciare il testimone per terra, tornerò solo e questa volta sarà per lo sprint finale.
A torre di Ruggiero abbiamo alloggiato in una struttura bellissima: Azienda Agrituristica "I Basiliani".
Un' antica casa di famiglia, mantenuta integra dai proprietari e trasformata in Agriturismo anche per il piacere di accogliere e conoscere i viaggiatori che come noi attraversano la Calabria.
Direttamente dal Sentiero Italia si può raggiungere questo angolo di paradiso in pochissimo tempo.
La signora Marina ed il marito Carlo, aiutati da Eleonora ci hanno fatto gustare la loro cucina tipica ed insieme, dopo cena abbiamo trascorso un poco di tempo nello stupendo giardino, raccontandoci della nostra vita, dei nostri impegni, di noi... il tutto per saldare una piacevole amicizia che sono sicuro avrà un sicuro seguito.

www.ibasiliani.com

Andate a vedere, ma poi..... provate a venirci, non ve ne pentirete

Oggi Adalgisa e Manfredi hanno macinato chilometri; salutati i gestori dell’Agriturismo “I Basiliani” si sono diretti verso Serra S.Bruno, qui hanno raggiunto la Certosa ed imboccato il Sentiero Frassati che per tutto il percorso costeggiava una stupenda riserva naturale biogenetica la “Cropani-Miconi”.
Seguendo la successiva strada asfaltata ed alternandola con il Sentiero Italia, sono arrivati al paese di Fabrizia e quindi sempre fra asfalto e sentiero hanno raggiunto passo di Croce Ferrata trovando ristoro ed un alloggio di fortuna in una veranda del ristorante stesso.
Il ristorante in oggetto “Il Paradiso” li ha ben nutriti con antipasto tipico ed una bella pasta piccantissima.
Da domani il Sentiero del Brigante sarà tutto a loro disposizione, dal Parco Regionale delle Serre, verso la parte più suggestiva dell’Aspromonte.
Naturalmente l’intera giornata è stata costellata di incontri più o meno interessanti, Damiano, per esempio, è stato tenero con i suoi ricordi, peraltro lunghissimi, degli antichi mestieri, della madre che lo portava a falciare il grano a mano e quindi all’aia per la trebbiatura…. Tutto questo davanti ad un vino fragolino che, non ostante la calura scendeva dolcemente e gradevolmente nelle loro infuocate gole.
Un altro incontro più o meno particolare è stato ad un autolavaggio dove si eravamo rivolti per farsi indicare la direzione verso cui andare, a loro sarebbe bastato che avessero detto: - a ore 10 -, - a ore 15 – ( in gergo militare ha un significato ben preciso)… invece quelli li indirizzavano verso l’autostrada, le strade statali e comunque asfalto…. All’improvvisa decisione di Manfredi di andare dove lui “sentiva” il sentiero, quelli hanno cominciato a richiamare l’attenzione dei nostri eroi con fischi indicando la direzione opposta.
E’ stata una grandissima soddisfazione per Manfredi dimostrare almeno ad Adalgisa che l’umiltà non fa per lui, che la sua presunzione spesso è indice di conoscenza, di esperienza, di ragionamento e perché no anche di sedere.
Successivamente, in una stupenda faggeta, Manfredi ed Adalgisa, mentre riposavano su un tronco hanno dissertato su quest’aspetto che, a detta di Manfredi è parte preponderante del suo carattere, dovuta all’enorme stima che ha di se stesso… e crediamo ne abbia tutte le ragioni..
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QUESTO E' IL PRIMO INTERVENTO DI ADALGISA SU QUESTO "DIARIO DI VIAGGIO":
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Ci ho dovuto pensare un po’ prima di decidere di raccontare questa esperienza che sto facendo con Manfredi, percorrendo questo tratto calabrese del Guya trekking. Avevo pensato di raccontarla alla fine, rileggendola e ripercorrendola attraverso alcuni punti salienti, e senza “disturbare” il racconto del protagonista, lasciare la storia evolvere senza intrusioni. Ma un’intrusione c’è di fatto, nel momento in cui Manfredi ha acconsentito di avermi come compagna di viaggio, ha accettato di lasciare invadere il suo camminare in solitaria. Non vedo ancora segni di “pentimento”, ma siamo solo al 5° giorno insieme!
Sono arrivata in Calabria con ben 6 ore di ritardo, ma Manfredi non era per niente innervosito e mi ha accolta con un gran bel sorriso. Io non so cosa pensasse in quel momento, credo che abbia avuto emozioni contrastanti. Un po’ di ansia per la novità, un po’ di preoccupazione per le mie scarse qualità fisiche, il mio scarso allenamento e una dose di bisogno di protezione, devono avergli creato qualche pensiero. Ma questo io posso solo supporlo perché nulla ha lasciato trasparire. Forse qualche piccola scherzosa battuta! Il suo atteggiamento dominante lasciava vedere il suo pensiero: ora ho una responsabilità, mi devo occupare di te! Devo avergli anche lanciato qualche “avvertimento”, conoscendomi e sapendo bene che male accetto chi si pone in atteggiamento protettivo! Ma un po’ ci conosciamo e entrambi abbiamo una giusta dose di ironia ed autoironia che ci ha fatto partire, il giorno dopo, ben determinati ad iniziare questo percorso insieme.
Al mattino del primo giorno, dopo una colazione tra un gruppo di uomini in trasf

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