Archivio Itinerari Archivio Articoli Forum Gallery Cerca nel Sito:      

Home Page
Appennino Ligure
Alpi Apuane
Alpi Liguri
Alpi Marittime
Alpi Cozie
Articoli

Forum
Gallery
Vecchia Gallery
Rivista
FAQ
Link
Vecchio Sito
Contatti
News

Area Riservata

User:

Password:











GUYA TREKKING 2008 QUARTA PARTE
(manfred, 11/11/2008)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Appennino Ligure
Valle:
Guida di riferimento:
Luogo di partenza: SAMBUCA DI SICILIA

Era da tempo che pensavo a Montevago, Gibellina e Santa Ninfa, teatro di un periodo drammatico alla fine degli anni sessanta. Ricordi ingialliti dal tempo ma, purtroppo, molto forti ancora.
Eravamo partiti io e Carletto Mongelli da La Spezia, come volontari, aggregati ai Vigili del Fuoco.
I miei ricordi sono confusi, fragili... ma sento ancora il freddo, i lamenti della gente con le coperte addosso, il frenetico cercare fra le macerie ed il mio rifiuto ad andare avanti, il lavoro al centralino telefonico ed alla fine la costruzione delle baracche.
Sono tornato a Montevago con Franco, ho faticato a sovrapporre alle immagini i ricordi, ma un angolo di paese mi ha risvegliato dall'oblio, una antica villa, con i soffitti a volta, affreschi e mobili antichi, quadri e specchi....
Giace ora sventrata e violata da animali randagi ma dignitosa e fiera di essere stata un tempo dimora di un generale, ho preso un coppo (manufatto in cotto per la copertura del tetto) e lentamente me ne sono andato, con rispetto, con orgoglio per esserci stato, ragazzo ribelle... ma buono

Scappi ancora?
Ma dunni vai?

Si hai un problema
è dintra la testa
e duve curri curri
iddu veni cu tia,

e allura fermati
e parla cu mia

chi forsi lu prublema resta
ma tu alliggirisci....

e ti godi la via.

(Salvatore Maurici)


Allo Zio Gigino

Dai a me il vento
e gli spazi infiniti,
il primo sole che riscalda
e la fredda luce delle stelle.

Portami i profumi,
i tuoi concerti
dalle valli profonde,
ma non isolarmi più dal mondo
perchè una mia assenza, a volte,
grida dentro di me,
come una colpa,
come una mano rifiutata...

dal mio egoismo.

(Manfredi)

Siamo tornati, come Manfredi si è mosso, subito a noi sono arrivati i suoi passi, come un ritmo cadenzato della canzone che ormai lo accompagna, e che sta diventando un successo.... Camina camina di Totò Lovecchio.

Ecco le giornate del 31 luglio e quella odierna:


Cosa porta gli uomini a fraternizzare?




Cosa li unisce veramente se non una comune passione. Io, Franco e Salvatore non eravamo mai stati insieme se non nei comuni momenti di vita cittadina, visite a casa di Salvatore dove Simona ci riceveva con le normali attenzioni di una normale padrona di casa, da Franco dove Giacoma contribuiva a rendere le visite gradevoli e affettuose, ma noi uomini ci sentivamo comunque parte della scena, mai eravamo a diretto contatto fra noi, c’era sempre e comunque una presenza, se pur gradevole , femminile fra noi.
Gli uomini, tra loro, sono veramente sinceri, veri e trasparenti, con i loro difetti esposti ai massimi livelli… ma anche i loro pregi sono molto evidenti nelle occasioni che li vedono finalmente soli protagonisti sul palcoscenico.
Nel nostro inizio di avventura c’è stato l’utile ed inutile intervento delle donne, non nel mio caso naturalmente, poi, abbandonate Giacoma e Simona, ritrovati i nostri spiriti liberi, ci siamo abbandonati alle nostre vere essenze.
Salvatore, guida vera del viaggio, ci ha condotti verso la meta attraverso un faticosissimo percorso, asfalto e improvvisi tagli attraverso campi sconfinati, asfalto e improvvisi sentieri irti e assolati per raggiungere quel crinale, mai senza un nostro lamento.
Franco, stoico e dignitoso ha percorso la tratta che ci ha portati a Calatafimi cedendo solo alla mancanza d’acqua con un nervosismo inaudito, trovato un benefattore che ci ha accolti nella sua casa, all’offerta di un’acqua prelevata in una fontana speciale, raffreddata in frigorifero… ne ha bevuto un bidoncino da cinque litri senza scusarsi del fatto che il pover’uomo, probabilmente, alla nostra partenza sarà dovuto andare a farne di nuovo una scorta per la sua sete.
Abbiamo dormito in un campo arato, direttamente sulle zolle smosse, io e Franco in tenda e Salvatore, abbondantemente cosparso di Autan nel sacco a pelo sotto un olivo.
Non è stato un gran bel dormire ma al mattino, felici e pieni di energia, abbiamo ripreso il cammino verso Scopello, raggiunto il monte Inici ci siamo fermati per la sosta pranzo consumando un risotto ai frutti di mare, un minestrone, frutta ed un buon caffè fatto con la napoletana.
Ora Franco e Salvatore riposano, io scrivo e spero tanto che si riparta al più presto perché vorrei vedere il mare, sentirne l’odore e magari lasciarmi avvolgere dal suo tenero abbraccio.


I commenti a domani, quando Manfredi abbandonerà i compagni e, tutto solo, continuerà a vagare intorno alla meta per raggiungerla il giorno 7, alle ore 17..... al Castello di Venere.

Corriamo ad accoglierlo, a vedere il suo passo sicuro salire gli ultimi metri fino a noi, guardiamolo negli occhi che saranno colmi di lacrime di gioia e cerchiamo di scorgere sul suo viso l'orgoglio e la soddisfazione di avercela fatta.
(Franco Alloro)

l nostro inviato in Sicilia ha incontrato un personaggio che, conosciuto Manfredi, ci ha rilasciato questa dichiarazione:

La fase conclusiva della colonizzazione greca della Sicilia vide fiorire numerosi miti ambientati nella Sicilia nord-occidentale.
L’area elima, in particolare, quella che coincide col territorio di Segesta, Entella ed Erice, fu al centro di racconti mitologici che vedevano protagonisti Minosse, Dedalo, Eracle ed i Troiani scampati dalla distruzione di Troia.
La genesi di tali racconti fu determinata dalla volontà di creare un legame arcaico (XIII-XII sec. A.C.) per provare l’affinità etnica con la popolazione che abitava il territorio che intendevano colonizzare. Così i Rodio Cretesi di Agrigento, per spiegare la reale presenza di gruppi misti sicano-egei in area elima, fecero ricorso al mito di Minosse e Cocalo, mentre gli Ateniesi, nel momento in cui decisero di occupare, nel 415 a.C., elaborarono un racconto che faceva arrivare presso la Sicilia nord-occidentale alcuni eroi reduci dalla guerra di Troia (nostoi).
Molto più interessante è il mito di Minosse e Kocalo, la cui ambientazione geografica ricca di dettagli e di toponimi, ha permesso la recente identificazione dei siti di Inico (Calatubo), Camico (monte Bonifato), Makara Minoa (monte Cofano), i bagni di acqua termale dove venne ucciso Minosse (i bagni di Segesta e di Alcamo diramazione), il fiume Camico (fiume caldo), il valico del passo del Lupo (il Likos) che separava Makara Minoa dal regno di Inico, che corrispondeva con tutta l’area occidentale del Golfo di Castellammare dal Nocella al monte Inici.
Altrettanto interessanti sono i racconti mitologici ambientati ad Erice, essi videro protagonisti Dedalo, che allargò il piazzale antistante al tempio, ed Eracle che sfidò l’eroe eponimo locale, Erice, ucciso nel combattimento. Eracle, impegnato nelle sue fatiche, lasciò il regno di Erice agli indigeni con l’obbligo di riconsegnarlo quando sarebbe arrivato un discendente di Eracle.
Il percorso dell’ultimo tratto dell’itinerario di Manfredi si sviluppa in una ambientazione geografica che mette insieme paesaggi mozzafiato, in parte selvaggi ed incontaminati, come la riserva dello Zingaro, la grotta dell’Uzzo, dove è stata rinvenuta la più consistente necropoli mesolitica del Mediterraneo (con ben 12 inumati), Monte Cofano, teatro di vicende eroiche arcaiche, che danno l’accesso ad un mondo in cui il tempo si è fermato ed i problemi della vita e del mondo sono rimasti al di là della linea dell’orizzonte dove è rimasto il resto del mondo.
Il raggiungimento della cima di Erice, infine, sembra concludere un itinerario ideale dal porto di Venere al tempio di Venere, dalla realtà quotidiana ad un mondo magico e fantastico, da cui si domina l’ultimo lembo di una mitica terra di confine.

( Leonardo D’Asaro )

Sicilia, terra di miti e leggende, fertile sito dove la fantasia e la realtà si fondono in un insieme di tradizioni, usanze e storie millenarie.
Qui, sempre “non per caso” ho incontrato un uomo tranquillo e focoso nel suo incedere su questa terra piena di contraddizioni: Leonardo D’Asaro.

Le sue passioni sono tante, fra loro pulsa la ricerca della verità, della giustizia, del vero o forse del concreto.
Tutto si è illuminato da una parte del mio percorso per raggiungere Erice ed in particolare il Castello di Venere.
Mi ha detto che io essendo nato a Portovenere non potevo che terminare il mio viaggio al Castello di Venere, che le ultime sere avrei dormito sul monte Cofano, dormire li significa ascoltare antichi canti, grida, sussurri e respiri degli abitanti dell’antica città di Makara.
Quest’antica e scomparsa città conteneva la tomba di Minosse che ne era anche tempio….. una storia lunghissima, con accenni ad Icaro, Dedalo ed il Minotauro, figlio di Minosse.

Sono rimasto in silenzio ad ascoltarlo ed ho capito che quest’uomo è geniale, ha in se un fuoco, il desiderio di far sapere le conclusioni a cui le sue ricerche lo hanno portato.

Io gli auguro di trovare un buon e sincero editore che raccolga i suoi studi in un libro in modo che noi, umili e incompetenti si possa sapere la verità o quanto meno la possibile verità sui tanti quesiti che fanno di questa terra, un giardino segreto pieno di lati oscuri o poco illuminati dalla vera luce del sapere.

Manfredi


C’era una volta… ricordate le favole? Cominciavano tutte cosi.
Questa volta la favola non è una storia antica, è il presente che una persona straordinaria vive nei nostri giorni, ne sentiamo i passi lenti e sicuri, il respiro a volte affannoso e le canzoni che canta… ora che io e Salvatore lo abbiamo lasciato ci manca molto.
Salvatore è stato in questi giorni il leader, quello delle decisioni importanti anche se certe volte discutibili, ma in una squadra bisogna essere ordinati e rispettare le regole, io, fotografo della piccola spedizione ho seguito il leader come Manfredi ascoltandone i pensieri creativi e osservandolo mentre si isolava per prendere appunti che solitamente sfociano in pensieri e rime poetiche.
Dirvi cosa e dove siamo stati è banale, la Sicilia è una terra straordinaria, i colori e i profumi ti avvolgono, ti stordiscono e spesso ci siamo trovati ad assistere a panorami e visioni incredibili.
Il succo del nostro “viaggio” non è stato il cammino ma la sorpresa di stare insieme e di scoprirci AMICI da sempre.
Manfredi dice spesso… “nulla è per caso”, parole sagge e vere perché l’amicizia va oltre tutto e tutti, l’amicizia è ascoltare, aiutare, ridere dell’altro e comprenderlo.
In noi due resta la soddisfazione di aver partecipato al suo viaggio e poterlo ricordare!!!
Ora che lui è solo sappiamo che è veramente felice perché può raccogliere i pensieri, decidere come e dove e quando fare o non fare, le sue decisioni sono antiche, fanno parte dell’uomo primordiale, dell’uomo istintivo che è in tutti noi e che si manifesta solo durante gesta come quella che lui ora sta vivendo.
Auguri Manfredi, vai avanti per la tua strada che poi è la strada di tutti quelli che sanno cosa vuol dire essere UOMINI LIBERI.



Franco Alloro



Oggi pomeriggio sono arrivato a Makari, in lontananza mi attirava a se la bellissima sagoma del Monte Cofano, ci andrò domani, senza zaino, solo per verificare il sentiero da salire, mi hanno detto che è difficoltoso... non vorrei rischiare proprio all'ultimo!



Poi ci tornerò il sei mattina, dormirò sulla vetta ed avrò poco sotto di me e poco distante la montagna dove sorge Erice.... voglio vederla sotto tutte le luci, come un premio bellissimo da scartare lentamente.

Domani qui in Sicilia arrivano delle persone care, ma non riusciranno a trovarmi, resto nascosto, la festa si festeggia il giorno stabilito, mai prima e mai dopo.

A presto, con amore


Manfredi

******************************

Mi sembra prematuro fare un bilancio, ma lo faccio lo stesso, che dire... sono partito con la pioggia, il freddo, tanta neve e non ho mai avuto dubbi che non sarei arrivato fin qui, certamente non immaginavo di avere dei problemi fisici, ero ben allenato, sicuramente ho peccato in presunzione, mi dicevo che se avessi avuto dei cali fisici avrei rallentato.. e l'ho fatto. In Calabria quando il piede sinistro prima ed il piede destro poi hanno cominciato a dare segni di logorio, con pazienza ho aspettato che il male passasse ed ho continuato a camminare.
Ora, solo ora posso dire che non è stato facile, mi hanno aiutato le tantissime persone che ho incontrato per strada, e probabilmente era la voglia di scoprire queste nuove identità che mi ha dato la massima energia.
Io sono testardo, difficilmente cedo di fronte ai problemi in particolar modo quando non ho nessuno a cui appoggiarmi.
La mia amica Adalgisa mi è stata di grande aiuto quando ero sfinito, deluso dai miei piedi, solo, si, solo lo sono stato sempre anche perchè ogni volta che incontravo un amico dovevo poi lasciarlo... come Nicola Nicodemo, Carmelo Nicoletta, U Pecuraru, Franco "Licari", Sergio e Nadia, Alessandro e tanti altri, credetemi abbandonare un amico, il suo mondo, la certezza di star bene, un letto ed un pasto caldo e sicuro e continuare a camminare senza aver mai la certezza di ritrovare quelle persone, sicuramente sono stati momenti di grandissima forza.
Alla fine ci si sono messi anche Franco e Salvatore, due amici veramente speciali anche perchè hanno condiviso ogni mio passo, ogni mia sete, ogni mio sbadiglio di fame e... sono stati divertenti e unici nel loro volersi affiancare a me.... tra parentesi li ho distrutti!!! Si sono ritirati prima del previsto.
La loro resa è stata causata dalla mancanza di allenamento, sono sicuro che in questo momento sarebbero pochi a starmi dietro, sono diventato veramente fortissimo.
Ma non mi vanto di questo, sono grato ad ADMO e alla Università di Verona per aver creduto in me, naturalmente anche a tutti i miei sponsors: AIGLE, ANDRESON, FERRINO, GRONELL, ANGOLO DELLO SPORT, RAFFO, MICO.
Non ci crederete ma penso già al prossimo viaggio, GUYA TREKKING 2009, sempre che la mia piccola nipotina Guya mi lasci andare... SPERO CHE ALESSANDRA GILLUFFO, ADMO TRAPANI, RIESCA A RISOLVERMI IL PROBLEMA S.I.A.E. PER POTER AVERE TOTO' LOVECCHIO COME COLONNA SONORA DEL MIO ARRIVO


Carissimi amici qui fa molto caldo... io sono alla frutta.

Attraversare la Riserva dello Zingaro, un sentiero come quello delle Cinque Terre, fra pietre e mare è stato meraviglioso dal punto di vista panoramico ed ambientale, ma credo che in certi punti la colonnina della temperatura superasse ampiamente i 40°.... e vedere i bagnanti in acqua non era per niente piacevole.

Sono sceso al paese di Macari ed ho voltato verso destra, verso un paese che amo tantissimo:

San Vito Lo Capo, anche qui tanti turisti, spiaggia bellissima, mare con colori dal cobalto al turchese, profumo di gelsomini, di pesce cotto nei ristoranti che facevano da ala al mio passaggio, tutti mi guardavano stupiti, con il mio enorme zaino, solo una famiglia mi ha fermato chiedendomi perchè portassi il bracciale ed il vessillo di ADMO.

Mi sono seduto al bar con loro, ho accettato una bottiglia di acqua minerale, ho raccontato del mio viaggio e.... saranno il sette ad Erice a vedermi arrivare.

Poi ho superato il paese e lungo una infinita strada asfaltata, sbeffeggiato da bambini che mi gridavano baffone, sono arrivato a Castelluzzo, erano le 20, ho provato a chiedere ospitalità in un B&B..... 85 € solo per dormire! Me ne sono andato avanti e...... sempre non per caso sono capitato all'Albergo Ristorante "al Ritrovo ", il titolare è fatto della stessa pasta di tutti quelli che finora ho incontrato e che mi hanno aiutato con la naturale cortesia e umanità che dovrebbe far parte del nostro modo di essere.

Un Cuoco estroso, una cucina tipica ma curata e raffinata.... amici miei.. ci voleva proprio per riprendere vigore!!!

Questo è scritto nel loro depliant:

...I profumi di zagara e i colori del mare...gli aromi del couscous e i miti di Bacco,I fasti della Magna GreciaLe antiche corti saracene,- Canti di tonnara reti che si intrecciano... cialoma-Polifemo... Federico... ColapisciLeggende... storie... tradizioni.... L'odore della pastasciutta e le note di agrumi... la magia delle cassate siciliane e i sapori tutti,gli edifici barocchile gesta dei Vespri.- Sensazioni tra passato e presente... gelsomini -marinai... contadini... pastori...evoluzione... passione... ricerca.Questo vogliamo offrirti,la Sicilia e i sicilianie uno sguardo al futuro,la cucina di chi ama cucinare... a chi ama la cucina.

Stamani per tenermi in allenamento mi sono detto.... perchè non salire sul Monte Cofano?
Mentre iniziavo l'ascesa il mio telefono ha cominciato a vibrare... era Leonardo, il professor Leonardo D'Asaro, lo studioso di civiltà antiche, era nei paraggi insieme al figlio Fabio, li ho aspettati ed abbiamo continuato insieme, abbiamo raggiunto il sito dove si poteva trovare la antica cittadina di Makari, del resto i cocci e le testimonianze ce lo hanno confermato, addirittura un pezzo di supellettile con chiara colorazione nera... questo determina una datazione del quinto secolo avanti Cristo.
Inoltre piccoli frammenti di ossidiana e armature (selci) mesolitiche.

La vetta del monte Cofano è raggiungibile attraverso un sentiero molto ripido ed in alcuni tratti esistono delle ferrate.... naturalmente ho rinunciato a salirvi, a pochi chilometri dalla meta sarebbe stato sciocco rischiare di rovinare tutto. Oggi in Sicilia sono arrivate delle persone care, non posso e non voglio ancora vederle, sarà tutto rinviato al sette, ma sento i loro cuori e credo che anche loro sentono il mio.


Ho girato intorno alla rupe, cercando di scorgere familiari ed amici, poi al via di mia figlia Barbara sono entrato dall' antica porta, il paese era colmo di turisti, due vigili che mi stavano cercando mi hanno accompagnato nella piazza dove era predisposto il comitato di ricevimento, un nastro rosso, una fortissima emozione e poi gli abbracci ed i baci.

Guya, Barbara, Massimo, Gianni, Maria, Mariuccia, Gianni, Filippa, Alessia, Giacomo, Nancy, Graziella, Anna Maria, Totò, Angela e tanti altri...

L'assessore Daniela Morrone in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale.

Tutti i rappresentanti ADMO, l'amica Anna Maria Bonanno, Alessandra Gilluffo, ed altri di cui non ricordo i nomi e ne chiedo scusa.... e una poesia del mio amico Pasetta, stupendo personaggio di Barrea

GLI ULTIMI PASSI DI UNA LUNGA GITA

Addio Grotta Gigante
le tue bellezze
che sono tante
non vorrei
lasciare
ma Trieste
per gli ultimi passi
ci va a chiamare
ed il sogno
della lunga marcia
va a terminare.

Il tempo è passato
tanti amici nuovi
ho incontrato
con loro
ho scherzato, ho riso
e cantato.

Per notti
questo bel sogno
è durato
ma quando
per fare gli ultimi passi
mi sono svegliato
come da una morsa
il mio petto
è stato schiacciato.

Passo dopo passo
contro ogni sasso
mi sono imbattuto
ogni giorno
un nuovo caso
ho conosciuto.
Per mesi ho camminato
le scarpe ho consumato
la natura ancor di più
ho amato
le montagne mi hanno esaltato
ed emozionato
e dalla gente
tanto
ho imparato.

Rifarei gli stessi passi
per rivivere
gli stessi momenti
ridarei quello che ho dato
per riavere quello
che ho avuto
stringerei ancora più mani
per aver più amici
anche se lontani.

Cammino sogno vivo
piango soffro rido
ma mai più
vorrei rifare
gli ultimi passi.

W IL CAMMINAITALIA





PASETTA (T. D'Amico)
via Roma - Località Tre Croci
Camping La Genziana
Parco Nazionale d'Abruzzo
67030 BARREA (AQ)
tel/fax 0864/88101
e-mail pasettanet@tiscali.it
sito web www.campinglagenzianapasetta.it

Barrea il 16/10/1999



E' stato bellissimo trovarmi circondato da tanta gente, mi sono isolato un momento per depositare le pietre che mi ero portato con me a ricordo di amici scomparsi, quello è stato un momento veramente intimo e ringrazio chi mi ha osservato senza intervenire.

La storia non è finita, la storia continua ora nei ricordi che cercherò di fissare fra i tanti post che ho pubblicato, cercando nella memoria e nelle parole tutto quello che questo viaggio mi ha dato.

Un sincero GRAZIE

Manfredi


Sono tornato a casa...

Si, sono tornato a casa, sia mia figlia che mia moglie mi hanno chiesto cosa ho, cosa mi turba, che problemi abbia.... non lo so.
Probabilmente ritrovarmi dopo tre mesi nella mia casa, fra i miei affetti, di nuovo nella mia vita di sempre, dopo un'esperienza come quella che ho vissuto giorno dopo giorno mi ha trovato impreparato, non so cosa mi succede... sento che devo fare tantissime cose ma non riesco ancora ad iniziarne una.
Vorrei chiamare tutti, tutte le persone che mi hanno seguito, cercato, aiutato, amici che mi hanno seguito passo dopo passo... ora mi sembra di averli abbandonati, ho telefonato a Enzo, l'architetto di Godrano, un amico sincero come tutti, ma come faccio con gli altri?
Devo scaricare tutti i post, rileggere tutto ciò che ho scritto e cercare nella memoria tutto quello che non ho detto, ricucire i giorni, le notti, gli incontri...
Non ho la presunzione di scrivere un libro, c'è già, devo solo raccogliere i ricordi, i pensieri e le emozioni e trovare un filo logico per raggruppare tutto in una frase......... Dentro la natura, con la forza del cuore.
Sono tornato a casa ed ho trovato una brutta sorpresa, Zac, il mio amato amico è stato punto da un maledetto moscerino ed ha contratto la Leishmania, mi hanno tenuto nascosto che è stato malissimo, ha superato una grave crisi, ora lo stiamo curando, ma il parassita ormai è nel suo sangue:
Piccolino patatone, mentre tu stavi male io non c'ero, ma ora sono qui e tu sei felice, ti cureremo bene, stai tranquillo.
Possibile che non ci sia una cura definitiva ed immediata?
Qualcuno di voi sa qualcosa?
Ho letto tutto quello che ho trovato in internet con il risultato di agitarmi ancora di più, il pericolo è continuo, quando non lo vedo vado a cercarlo e lui mi guarda e non capisce la mia preoccupazione.

Sono a casa....... finalmente?



Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.





manfredisalemme by
http://manfredisalemme.blogspot.com/ is licensed under a
Creative Commons Reconocimiento-No comercial-Sin obras derivadas 2.5 España License.

Nessuna immagine associata

Altre informazioni o foto:





User:        Password:  

Immagine associata:       Didascalia:  

Album associato:  

Commento:




© QUOTAZERO.COM - E-mail: info@quotazero.com - Avvertenze - sito ottimizzato per risoluzione 1024x768 e superiori