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Val Brevenna - M.te Cremado - M.te Antola - M.te Carmo - M.te Alfeo - Bertone - Gorreto (Ottone)
(terralba, 29/06/2009)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Appennino Ligure
Valle: Brevenna - Brugneto - Boreca - Borbera - Terenzone- Dorbera
Guida di riferimento: La catena dell'Antola di A. Parodi
Luogo di partenza: Molino del Fullo (o Penola)

Traversata piuttosto lunga (circa 38 km) ma spettacolare sia per le caratteristiche del territorio che per i panorami. Accessibilità garantita (ma solo nei giorni feriali!) anche dai mezzi pubblici (Atp). Utilizzando, in particolare, il primo bus che (con l'orario estivo) passa da Casella centro alle 5.35 si può raggiungere Penola (arrivo alle 6 nei giorni di martedì, mercoledì, venerdì e sabato) oppure Molino del Fullo (ore 6.05, al lunedì e al giovedì). Attenzione, però: da Genova non c'è bus che porti in Valle Scrivia in tempo per prendere il bus per la Valbrevenna; quindi si può fare come ho scelto io, ovvero raggiungere Casella in auto e poi andarla a riprendere il giorno dopo.

Dal Fullo si sale a Chiappa con il sentiero segnalato dalla Fie con la croce gialla (scritta "Monte Antola") un po' infrascato all'inizio ma che migliora man mano che ci si avvicina a Chiappa. Lo si segue fino a superare le ultime case del paese (30-35 minuti dal Fullo) e, a un primo bivio, lo si lascia prendendo a sinistra verso la valletta di Casareggio e Tonno (inizio della Val Brevenna propriamente detta). La mulattiera è molto pulita, anche perché evidentemente utilizzata da chi abita nei Casoni di Juan, che si raggiungono in un'oretta, seguendo sempre il tracciato principale, che sale nel bosco per poi ritornare sul versante destro del Vallone dell'Orso poco prima dei Casoni. Si supera il primo e poi si piega a sinistra. Da qui inizia la salita diretta al Cremado, di cui si prende tranquillamente come punto di riferimento il crinale, boscoso a Nord e prativo a Sud. Ci sono innumerevoli sentierini o tracce di animali da seguire, in pratica si deve tagliare in diagonale verso la evidente cima del Cremado (consigliabile quinde procedere in giornate luminose) mantenendosi sul versante Sud Ovest fino allo spartiacque fra Val Brevenna e Val Brugneto, che è percorso da una recinzione per pascolo. Superatala si va subito a sinistra fino alla cima del Cremado dove è stata sistemata una stazione di rilevamento meteo (dai Casoni un'altra ora circa di cammino).
Scendendo per qualche decina di metri si incrocia un sentiero ben marcato da seguire verso sinistra nel bosco e che si innesta su quello che arriva dalla Colletta delle Cianazze (segnalato dai due cerchi gialli pieni che provengono da Torriglia e dalla ritrovata croce gialla, che da Chiappa segue il vallone dell'Orso). Attenzione: sulla cima del Cremado c'è un cartello del Parco Antola, ma sul sentiero principale non c'è alcuna indicazione; quindi chi volesse raggiungerla dai due itinerari più noti prenda come punto di riferimento un albero con quattro bolli rossi in verticale sulla corteccia; da lì inizia il sentiero di cui vi ho detto
Si procede sul classico itinerario che porta all'Antola, si incrocia la mulattiera che sale da Bavastrelli (a 50 metri il Rifugio) e si arriva alla croce (25 minuti circa dal Cremado).
Col sentiero Fie doppio cerchio giallo pieno o col sentiero Cai 200 si fa la classica discesa verso Casa del Romano attraverso il Passo delle Tre Croci (da dove il Cai di Novi Ligure ha risegnalato il sentiero 240 per Vegni) e contornando il monte Pio di Brigneto. Il sentiero porta direttamente alle Capanne di Carrega, ma consiglio, per rifornimenti, di piegare a Est verso Casa del Romano, che li garantisce molto più dell'agriturismo delle Capanne. Occhio: da lì a Bertone non troverete alcuna fonte a cui ricorrere.
Da Casa del Romano si prende poi la strada provinciale verso la Valle Borbera e, dopo circa 500 metri, a destra, dalle Capanne inizia la mulattiera per il Carmo (segnavia i soliti due cerchi gialli pieni ma anche i due rombi gialli pieni, itinerario che arriva al Passo delle Tre Croci da Caprile). Salita tutta nel bosco fin quasi sotto la cupola del Carmo: qui i segnavia gialli si perdono un po’ ma non si può sbagliare tirando dritti fino alla croce di vetta (circa un’ora da Casa del Romano).
Dalla cima del Carmo si vede poco sotto con chiarezza il sentiero da seguire in direzione dell’Alfeo. Per raggiungerlo due possibilità: ridiscendere sulla via dell’andata fino a ritrovare il segnavia Fie due triangoli gialli pieni che porta a Bertone e Gorreto, oppure farlo solo fino all’inizio del bosco e, abbandonati i segnavia Fie cerchi e rombi gialli, tagliare sicuri tra erba e arbusti fino a incrociare il sentiero Cai numero 119: lo si segue verso sinistra e, in breve, ci si innesta sul sentiero doppio triangolo giallo (direi che si risparmia almeno una quindicina di minuti).
Di qua in avanti nessun problema particolare: il sentiero passa sul crinale della Val Terenzone, poi segue lo spartiacque fra Terenzone e Boreca fino a incrociare, presso una selletta, l’itinerario Cai che sale da Alpe. Da qui in avanti al segnale Fie si affianca la bandierina biancorossa del Cai. Si procede con saliscendi fino al Passo della Maddalena (circa un’ora e un quarto dal Carmo), si taglia la strada sterrata che porta a Suzzi, e si sale, fiancheggiando una faggeta, verso il Monte Busasca, superato il quale ci si trova sullo spartiacque fra Valle Boreca e Valle Dorbera con uno splendido colpo d’occhio: la mole dell’Alfeo dritta davanti a noi e, sotto, il paese di Bertone.
Un po’ di falsopiano e poi si perde decisamente quota, sempre seguendo il sentiero segnalato (attenzione: ogni tanto spuntano prematuramente i tre pallini gialli a triangolo al posto dei triangoli gialli pieni, un errore di segnalazione solo in parte rimediato) che taglia sul versante meridionale il monte Ronconovo. In circa 90 minuti si arriva alla selletta da cui parte ufficialmente il sentiero Fie per la cima dell’Alfeo (circa un’ora e 20 per raggiungerla) e che fino all’incrocio con quello Cai che arriva da Tartago è segnalato anche dalla bandierina biancorossa; piegando a destra, invece, in 25-30 minuti si scende direttamente a Bertone col sentiero doppio triangolo giallo.
Per scendere dall’Alfeo conviene tagliare giù dal crinale Sud che in breve porta al sentiero Cai: da qui, andando a sinistra, si raggiungeranno Campi, Truzzi e infine Ottone (itinerario consigliato perché passa dal bel pianoro di Prà di Cò; unica controindicazione terreno piuttosto intriso d’acqua nei tratti di bosco); a destra invece si intercetta il sentiero Fie (anche qui tre pallini gialli a triangolo) che porta a Bertone. Qui troverete la fonte con l’acqua che arriva dal Monte Ronconuovo con una lavatoio che dà la fondamentale possibilità di rinfrescarsi in tutti i sensi. Proseguendo sulla mulattiera (purtroppo malandata: molti tratti di muretti di contenimento sono venuti giù e, quasi a Gorreto, c’è un costone franoso incombente) segnalata con doppio triangolo giallo Fie e bandierina biancorossa Cai (è il sentiero 111) in un’ora e un quarto si arriva a Gorreto.
A circa metà strada c’è ancora la possibilità di deviare per Campi e Ottone, prendendo a sinistra il sentiero Cai numero 113 (45 minuti per Campi, un’ora e 45’ per Ottone).
Questo lo dico per incontentabili e piè veloci: sappiate che con l’orario estivo Atp, valido fino al 13 settembre, nei giorni feriali l’ultimo pullman da Ottone per Torriglia parte alle 19.30 (passando da Gorreto alle 19.35). Da Torriglia proseguimento pressoché immediato per Genova Piazza Verdi, dove il bus arriva alle 21.20.
Attenzione: nei giorni festivi c’è solo una partenza alle 17.25 (17.30 da Gorreto) con arrivo diretto a Brignole alle 19.25.

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