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Monte Matanna e Monte Nona
(giesse59, 11/03/2007)

Avvertenze
Tipologia itinerario: escursionismo
Area geografica: Alpi Apuane
Valle: Turrite Cava
Guida di riferimento:
Luogo di partenza: Albrego Alto Matanna

Domenica 10 marzo io e la mia famiglia abbiamo fatto una escursione apuana volutamente tranquilla e facile. La previsione di vento forte, l'allenamento un po' carente, dato che per vari motivi negli ultimi mesi abbiamo fatto poche escursioni, la neve ancora presente in quota, troppo poca per ciaspolare come si deve in Appennino, ma ancora fonte di pericoli sulle cime Apuane più elevate, ci hanno indirizzato verso una gita su Matanna e Nona, nelle Apuane meridionali.

Dall'Albergo Alto Matanna, m 1030, “storico” locale dove fu fondata la sezione lucchese del CAI, siamo così saliti, disturbati da vento forte da nordest, sul Monte Matanna (m 1317), il tetto delle Apuane meridionali, seguendo dapprima il sentiero diretto alla Foce del Pallone, ma deviando appena sopra il Bozzone, seguendo la traccia che taglia il versante nordest del Matanna, in modo da sbucare sulla cresta all’altezza di un ben visibile rudere e dover quindi percorrere, per attingere la vetta, un tratto breve della cresta orientale della montagna, battuta dal forte vento (raffiche stimate sui 75-80 km/h). Sulla vetta, alle 11.45, 5°C.

Siamo quindi discesi al Callare di Matanna, a quota 1130, per il sentiero che scende ripidamente dall’antecima nord del Matanna. Il Callare è un importante crocevia di sentieri, dal quale si scende, sul versante marittimo, in circa mezz’ora al Rifugio Forte dei Marmi, all’Alpe della Grotta, posto in magnifica posizione ai piedi della spettacolare parete ovest del Nona e in vista del torrione del Procinto, che comunque è ben visibile anche dal Callare stesso. Superato il Callare di Matanna, siamo poi risaliti verso i 1297 metri del più settentrionale Monte Nona, percorrendone la cresta sud, sempre con vento forte, tuttavia in lieve attenuazione. 6°C alle 13 la temperatura sulla cima del Nona.

Dalla vetta del Nona il panorama è molto ampio. A nord domina la scena il gruppo delle Panie, ma più lontane sono ben visibili anche le cime del Sagro, della Tambura e del Sumbra. A est la vista si allarga verso l’Appennino, in particolare verso il gruppo del Giovo (m 1991) e del Rondinaio (m 1964), mentre più lontano si riconosce il Corno alle Scale. Molto più vicino, a nordest del Nona, il Monte Croce, appena più elevato (m 1314), mentre in basso, nella valle della Turrite Cava, si riconosce il paese di Palagnana e poco sopra di esso la chiesa isolata di Sant’Anna.

Una curiosità: Palagnana fa parte del Comune di Stazzema, le cui numerose frazioni (fra le quali Cardoso, ricostruita dopo la devastazione dell’alluvione del 19 giugno 1996) sono quasi tutte visibili a ovest del Nona, nel fondovalle del Vezza e lungo i pendii delle colline dell’alta Versilia, pur trovandosi a oriente dello spartiacque e soprattutto non essendo collegata al capoluogo comunale (il municipio è a Ponte Stazzemese). I residenti di Palagnana, se devono recarsi in comune, devono fare un ampio giro di decine di chilometri, che li porta quasi a Lucca.

Torniamo al nostro giro. Lasciata la vetta del Nona, per la discesa, siamo ritornati al Callare di Matanna, per poi scendere direttamente all’Alto Matanna lungo il valloncello percorso dal sentiero CAI n.5.

Il tutto con sole, ma con passaggi di cirri (soprattutto in mattinata) e con foschia sul mare, tanto che vedevamo solo la Gorgona (tra l'altro non distintamente) e non la Capraia, nè tantomeno la Corsica.

Nessuna traccia di neve nelle zone da noi attraversate. Situazione da primavera inoltrata dimostrata anche dal Bozzone completamente privo di ghiaccio e dalla poca neve anche in quota sull'Appennino, oltre che dall'erba già verde all'Alto Matanna.

Il gruppo delle Panie e, in primo piano, il Procinto e il Monte Nona (evidente la spettacolare parete ovest), visti dalla vetta del Monte Matanna

Il gruppo delle Panie e, in primo piano, il Procinto e il Monte Nona (evidente la spettacolare parete ovest), visti dalla vetta del Monte Matanna

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